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	Commenti a: NEW THING? IL PIU&#039; AUTORIDOTTO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Franco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/new-thing-il-piu-autoridotto/comment-page-1/#comment-71277</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Dec 2004 00:12:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Risposta secca: Sì. In alcuni settori hanno praticamente già vinto (la tecnologia dei server, ripeto), in altri (come i sistemi operativi dei personal computer) ancora no ma la tendenza è inequivocabile, per questo cercano di mettere i bastoni tra le ruote in tutti i modi possibili.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Risposta secca: Sì. In alcuni settori hanno praticamente già vinto (la tecnologia dei server, ripeto), in altri (come i sistemi operativi dei personal computer) ancora no ma la tendenza è inequivocabile, per questo cercano di mettere i bastoni tra le ruote in tutti i modi possibili.</p>
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		<title>
		Di: andrea		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/new-thing-il-piu-autoridotto/comment-page-1/#comment-71276</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Dec 2004 18:12:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Franco, è una domanda secca: i programmi copyleft stanno vincendo su quelli non copyleft sì o no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Franco, è una domanda secca: i programmi copyleft stanno vincendo su quelli non copyleft sì o no?</p>
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		<title>
		Di: Franco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/new-thing-il-piu-autoridotto/comment-page-1/#comment-71275</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Dec 2004 16:12:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La tua incapacità di leggere e capire mi lascia frastornato e sbigottito.
Nell&#039;ultimo capoverso, è chiaro che mi riferivo ai casi in cui si tenta di scacciare la moneta buona con immissioni di quella cattiva, ma quando si parla di copyleft, si parla di altro, e mi sembrava chiaro. Non sembra chiaro a te, perché continui a pensare che copyleft significhi roba gratis. Nel copyleft è la moneta buona che scaccia quella cattiva, e il dato principale non è la gratuità (mi spiace doverti informare che le distribuzioni di Linux, come Red Hat, Mandrake etc. si vendono e comprano) ma l&#039;apertura del codice-sorgente, e quindi la verificabilità e la qualità. E&#039; comunemente accettato che la condivisione, il &quot;reverse engineering&quot; di massa etc. garantiscono maggiore qualità e stabilità del software, non minore. Migliaia di persone che, con passione, provano e scandagliano un programma, segnalano eventuali errori, suggeriscono come correggerli o addirittura lo fanno, come avviene col software libero, sono meglio di poche decine di programmatori stipendiati, e infatti in Windows e in IE vengono scoperti sempre nuovi bug, la Microsoft è costretta a mettere le patch scaricabili dai suoi siti di assistenza, e spesso dalla segnalazione dell&#039;errore alla sua riparazione passa un bel po&#039; di tempo. Che Apache sia un software per server più stabile di Windows 2000 e compagnia ormai lo sanno anche le rape. Accade spesso che i server che girano su Windows vengano messi in ginocchio da qualche virus super-letale, agli altri non capita, come mai?
Anche nel caso dei libri, il copyleft premia la qualità. Se un libro è scaricabile dalla rete ma fa schifo, pensi che qualcuno lo comprerà e regalerà? E? chiaro che il circolo virtuoso si instaura solo se l&#039;opera è buona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La tua incapacità di leggere e capire mi lascia frastornato e sbigottito.<br />
Nell&#8217;ultimo capoverso, è chiaro che mi riferivo ai casi in cui si tenta di scacciare la moneta buona con immissioni di quella cattiva, ma quando si parla di copyleft, si parla di altro, e mi sembrava chiaro. Non sembra chiaro a te, perché continui a pensare che copyleft significhi roba gratis. Nel copyleft è la moneta buona che scaccia quella cattiva, e il dato principale non è la gratuità (mi spiace doverti informare che le distribuzioni di Linux, come Red Hat, Mandrake etc. si vendono e comprano) ma l&#8217;apertura del codice-sorgente, e quindi la verificabilità e la qualità. E&#8217; comunemente accettato che la condivisione, il &#8220;reverse engineering&#8221; di massa etc. garantiscono maggiore qualità e stabilità del software, non minore. Migliaia di persone che, con passione, provano e scandagliano un programma, segnalano eventuali errori, suggeriscono come correggerli o addirittura lo fanno, come avviene col software libero, sono meglio di poche decine di programmatori stipendiati, e infatti in Windows e in IE vengono scoperti sempre nuovi bug, la Microsoft è costretta a mettere le patch scaricabili dai suoi siti di assistenza, e spesso dalla segnalazione dell&#8217;errore alla sua riparazione passa un bel po&#8217; di tempo. Che Apache sia un software per server più stabile di Windows 2000 e compagnia ormai lo sanno anche le rape. Accade spesso che i server che girano su Windows vengano messi in ginocchio da qualche virus super-letale, agli altri non capita, come mai?<br />
Anche nel caso dei libri, il copyleft premia la qualità. Se un libro è scaricabile dalla rete ma fa schifo, pensi che qualcuno lo comprerà e regalerà? E? chiaro che il circolo virtuoso si instaura solo se l&#8217;opera è buona.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: andrea		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/new-thing-il-piu-autoridotto/comment-page-1/#comment-71274</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Dec 2004 11:12:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Franco scrivi
&quot;le pubbliche amministrazioni di molti paesi poveri passano al software libero&quot;
Poi scrivi
&quot;erodere con un prodotto scadente ma gratuito il mercato ... con il copyleft non ha nulla a che fare&quot;
Allora, il copyleft batte sul mercato i programmi non liberi o no? Linux rischia di mangiarsi il mercato di Microsoft o no? Se no, perché Microsoft preme per nuove regole sui brevetti?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Franco scrivi<br />
&#8220;le pubbliche amministrazioni di molti paesi poveri passano al software libero&#8221;<br />
Poi scrivi<br />
&#8220;erodere con un prodotto scadente ma gratuito il mercato &#8230; con il copyleft non ha nulla a che fare&#8221;<br />
Allora, il copyleft batte sul mercato i programmi non liberi o no? Linux rischia di mangiarsi il mercato di Microsoft o no? Se no, perché Microsoft preme per nuove regole sui brevetti?</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Franco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/new-thing-il-piu-autoridotto/comment-page-1/#comment-71273</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Dec 2004 00:12:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Andrea, ma come dobbiamo spiegartelo? La pratica che descrivi non c&#039;entra NIENTE con il copyleft, e non è questione di forma ma di sostanza.
Quello di Microsoft sarebbe copyleft se il codice-sorgente di Windows fosse pubblico e il sistema operativo si potesse liberamente COPIARE, installare, modificare. Non mi risulta che questo succeda, anzi, le pubbliche amministrazioni di molti paesi poveri passano al software libero proprio perché non possono permettersi di pagare a Bill Gates le salatissime licenze.
La materia del contendere di quella causa non era la gratuità perché Windows NON è gratis (e nemmeno IE: per il fatto che c&#039;era Win98 costava più di Win95), ma il suo essere già nella macchina che compri (e ripeto, non è gratis, perché il fatto che c&#039;è aumenta il prezzo del computer). In questo modo il risultato che il cliente non va a cercarsi un altro sistema operativo anche se migliore, e questo oltre a ledere la concorrenza rallenta l&#039;innovazione.
Da allora, grazie al copyleft, le alternative sono sbocciate un po&#039; ovunque, e non è un caso che oggi Microsoft faccia un selvaggio lavoro di lobbying per far passare leggi (come quella sulla brevettabilità di ogni singolo algoritmo) che tarpino le ali a Linux e a tutto l&#039;open source.
Abusare di una posizione di quasi-monopolio, invadere il mercato con operazioni a perdere, erodere con un prodotto scadente ma gratuito il mercato di un prodotto di qualità che costa etc. queste sono cose che esistono da secoli e con il copyleft non hanno nulla a che fare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea, ma come dobbiamo spiegartelo? La pratica che descrivi non c&#8217;entra NIENTE con il copyleft, e non è questione di forma ma di sostanza.<br />
Quello di Microsoft sarebbe copyleft se il codice-sorgente di Windows fosse pubblico e il sistema operativo si potesse liberamente COPIARE, installare, modificare. Non mi risulta che questo succeda, anzi, le pubbliche amministrazioni di molti paesi poveri passano al software libero proprio perché non possono permettersi di pagare a Bill Gates le salatissime licenze.<br />
La materia del contendere di quella causa non era la gratuità perché Windows NON è gratis (e nemmeno IE: per il fatto che c&#8217;era Win98 costava più di Win95), ma il suo essere già nella macchina che compri (e ripeto, non è gratis, perché il fatto che c&#8217;è aumenta il prezzo del computer). In questo modo il risultato che il cliente non va a cercarsi un altro sistema operativo anche se migliore, e questo oltre a ledere la concorrenza rallenta l&#8217;innovazione.<br />
Da allora, grazie al copyleft, le alternative sono sbocciate un po&#8217; ovunque, e non è un caso che oggi Microsoft faccia un selvaggio lavoro di lobbying per far passare leggi (come quella sulla brevettabilità di ogni singolo algoritmo) che tarpino le ali a Linux e a tutto l&#8217;open source.<br />
Abusare di una posizione di quasi-monopolio, invadere il mercato con operazioni a perdere, erodere con un prodotto scadente ma gratuito il mercato di un prodotto di qualità che costa etc. queste sono cose che esistono da secoli e con il copyleft non hanno nulla a che fare.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: andrea		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/new-thing-il-piu-autoridotto/comment-page-1/#comment-71272</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2004 12:12:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ah ecco, IE non era gratis, era gratis solo se compravi il pc perché te lo ritrovavi dentro, ok.
Io lo capisco che questo non è tecnicamente copyleft perché il copyleft ha la sua bella fenomenologia che è... però in sostanza IE era un programma regalato, cioè un &quot;permesso d&#039;autore&quot;, regalato con lo scopo preciso di freddare altri programmi analoghi della concorrenza. Mi sembra che con IE ci siano riusciti no?
Non si potrebbe pensare che un autore/casa editrice usi il copyleft per fare lo stesso, sarebbe fantaeditoria? Non potrebbe insomma essere una strategia per penetrare nel mercato, farsi conoscere a scapito di altri che non possono permettersi di farlo e vendere vendere vendere?
Saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ah ecco, IE non era gratis, era gratis solo se compravi il pc perché te lo ritrovavi dentro, ok.<br />
Io lo capisco che questo non è tecnicamente copyleft perché il copyleft ha la sua bella fenomenologia che è&#8230; però in sostanza IE era un programma regalato, cioè un &#8220;permesso d&#8217;autore&#8221;, regalato con lo scopo preciso di freddare altri programmi analoghi della concorrenza. Mi sembra che con IE ci siano riusciti no?<br />
Non si potrebbe pensare che un autore/casa editrice usi il copyleft per fare lo stesso, sarebbe fantaeditoria? Non potrebbe insomma essere una strategia per penetrare nel mercato, farsi conoscere a scapito di altri che non possono permettersi di farlo e vendere vendere vendere?<br />
Saluti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Franco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/new-thing-il-piu-autoridotto/comment-page-1/#comment-71271</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2004 11:12:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da &quot;Il copyleft spiegato ai bambini&quot;:
&quot;Copyleft&quot; (denso gioco di parole intraducibile in italiano) è una filosofia che si traduce in diversi tipi di licenze commerciali, la prima delle quali è stata la GPL [GNU Public License] del software libero, nata per tutelare quest&#039;ultimo e impedire che qualcuno (Microsoft, per fare un nome a caso) si impadronisse, privatizzandoli, dei risultati del lavoro di libere comunità di utenti (per chi non lo sapesse, il software libero è a &quot;codice-sorgente aperto&quot;, il che lo rende potenzialmente controllabile, modificabile e migliorabile dall&#039;utente, da solo o in collaborazione con altri).
Se il software libero fosse rimasto semplicemente di dominio pubblico, prima o poi i rapaci dell&#039;industria ci avrebbero messo sopra le grinfie. La soluzione fu rivoltare il copyright come un calzino, per trasformarlo da ostacolo alla libera riproduzione a suprema garanzia di quest&#039;ultima. In parole povere: io metto il copyright, quindi sono proprietario di quest&#039;opera, dunque approfitto di questo potere per dire che con quest&#039;opera potete farci quello che volete, potete copiarla, diffonderla, modificarla, però non potete impedire a qualcun altro di farlo, cioè non potete appropriarvene e fermarne la circolazione, non potete metterci un copyright a vostra volta, perché ce n&#039;è già uno, appartiene a me, e io vi rompo il culo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da &#8220;Il copyleft spiegato ai bambini&#8221;:<br />
&#8220;Copyleft&#8221; (denso gioco di parole intraducibile in italiano) è una filosofia che si traduce in diversi tipi di licenze commerciali, la prima delle quali è stata la GPL [GNU Public License] del software libero, nata per tutelare quest&#8217;ultimo e impedire che qualcuno (Microsoft, per fare un nome a caso) si impadronisse, privatizzandoli, dei risultati del lavoro di libere comunità di utenti (per chi non lo sapesse, il software libero è a &#8220;codice-sorgente aperto&#8221;, il che lo rende potenzialmente controllabile, modificabile e migliorabile dall&#8217;utente, da solo o in collaborazione con altri).<br />
Se il software libero fosse rimasto semplicemente di dominio pubblico, prima o poi i rapaci dell&#8217;industria ci avrebbero messo sopra le grinfie. La soluzione fu rivoltare il copyright come un calzino, per trasformarlo da ostacolo alla libera riproduzione a suprema garanzia di quest&#8217;ultima. In parole povere: io metto il copyright, quindi sono proprietario di quest&#8217;opera, dunque approfitto di questo potere per dire che con quest&#8217;opera potete farci quello che volete, potete copiarla, diffonderla, modificarla, però non potete impedire a qualcun altro di farlo, cioè non potete appropriarvene e fermarne la circolazione, non potete metterci un copyright a vostra volta, perché ce n&#8217;è già uno, appartiene a me, e io vi rompo il culo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giovanni Bokassa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/new-thing-il-piu-autoridotto/comment-page-1/#comment-71270</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Bokassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2004 11:12:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse non mi sono spiegato, quindi mi ripeto:
Il copyleft è la libertà di circolazione, riproduzione e modifica, tramite l&#039;apertura del codice-sorgente e tramite una particolare licenza (nel software si chiama GPL) che autorizza a copiare il programma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse non mi sono spiegato, quindi mi ripeto:<br />
Il copyleft è la libertà di circolazione, riproduzione e modifica, tramite l&#8217;apertura del codice-sorgente e tramite una particolare licenza (nel software si chiama GPL) che autorizza a copiare il programma.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Franco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/new-thing-il-piu-autoridotto/comment-page-1/#comment-71269</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2004 11:12:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Non so che dirvi, se un programma gratis non è l&#039;equivalente di un copyleft...&quot;
Appunto, non sai che dirci, s&#039;era già capito.
Il copyleft è una cosa precisa, ti è stato spiegato, tu - nel tuo delirio da &quot;avere-comunque-l&#039;ultima-parola&quot; (ma mettiti l&#039;anima in pace, non l&#039;avrai) fai finta di no.
Il processo a Microsoft era per abuso di posizione dominante e concorrenza sleale: non era semplicemente perché IE era gratis (a rigore, non lo era: pagavi di più il sistema operativo), ma perché era già installato in Windows, che IBM forniva già con l&#039;hardware. In quella causa, NESSUNO ha MAI tirato in ballo, né direttamente né indirettamente, il concetto di &quot;copyleft&quot;.
Anzi, fu proprio Netscape (che, la cosa ti stupirà, era scaricabile gratis) a scegliere quella strada. Se oggi esiste la suite Mozilla, è grazie alla messa in condivisione del codice-sorgente di Netscape.
Ribadisco quel che ti è stato detto: di ciò che non si sa bisogna tacere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non so che dirvi, se un programma gratis non è l&#8217;equivalente di un copyleft&#8230;&#8221;<br />
Appunto, non sai che dirci, s&#8217;era già capito.<br />
Il copyleft è una cosa precisa, ti è stato spiegato, tu &#8211; nel tuo delirio da &#8220;avere-comunque-l&#8217;ultima-parola&#8221; (ma mettiti l&#8217;anima in pace, non l&#8217;avrai) fai finta di no.<br />
Il processo a Microsoft era per abuso di posizione dominante e concorrenza sleale: non era semplicemente perché IE era gratis (a rigore, non lo era: pagavi di più il sistema operativo), ma perché era già installato in Windows, che IBM forniva già con l&#8217;hardware. In quella causa, NESSUNO ha MAI tirato in ballo, né direttamente né indirettamente, il concetto di &#8220;copyleft&#8221;.<br />
Anzi, fu proprio Netscape (che, la cosa ti stupirà, era scaricabile gratis) a scegliere quella strada. Se oggi esiste la suite Mozilla, è grazie alla messa in condivisione del codice-sorgente di Netscape.<br />
Ribadisco quel che ti è stato detto: di ciò che non si sa bisogna tacere.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/new-thing-il-piu-autoridotto/comment-page-1/#comment-71268</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2004 07:12:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2004/12/01/new-thing-il-piu-autoridotto/#comment-71268</guid>

					<description><![CDATA[Non so che dirvi, se un programma gratis non è l&#039;equivalente di un copyleft, se i 19 stati e le orde di costosissimi avvocati non avevano capito che si trattava del 3X2 del supermercato non so più che dirvi.
State bene, nipotini di Sraffa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so che dirvi, se un programma gratis non è l&#8217;equivalente di un copyleft, se i 19 stati e le orde di costosissimi avvocati non avevano capito che si trattava del 3X2 del supermercato non so più che dirvi.<br />
State bene, nipotini di Sraffa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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