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	Commenti a: NICOLA LAGIOIA E IL ROMANZO CHE VERRA&#039;	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: fernando coratelli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nicola-lagioia-e-il-romanzo-che-verra/comment-page-1/#comment-84721</link>

		<dc:creator><![CDATA[fernando coratelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2006 13:50:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I &quot;detentori del gusto&quot; di cui parla Spinazzola capaci &quot;di influenzare con i loro giudizi favorevoli il comportamento dei lettori più inesperti, persuadendoli ad accettare anche prodotti di non agevole digestione...&quot; (cito da http://www.saggiatore.it/content/documents/dl000047.tiraturesaggio.pdf)
è un&#039;élite che non riesco a intravedere. Temo viva sempre più in un immaginario collettivo. O forse si è ritirata sull&#039;Aventino? Io fatico a incontrarla e/o a riconoscerla. Gli scrittori no, quelli li incrocio ancora (in questo condivido Nicola Lagioia) con i loro tentativi, i loro errori ma anche il loro mettersi in gioco: ci provano. Magari mi sbaglio, forse sono sotto effetto Lsd e me li immagino soltanto, in questo caso non mi rimarrebbe che inneggiare a Timothy Leary.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I &#8220;detentori del gusto&#8221; di cui parla Spinazzola capaci &#8220;di influenzare con i loro giudizi favorevoli il comportamento dei lettori più inesperti, persuadendoli ad accettare anche prodotti di non agevole digestione&#8230;&#8221; (cito da <a href="http://www.saggiatore.it/content/documents/dl000047.tiraturesaggio.pdf" rel="nofollow ugc">http://www.saggiatore.it/content/documents/dl000047.tiraturesaggio.pdf</a>)<br />
è un&#8217;élite che non riesco a intravedere. Temo viva sempre più in un immaginario collettivo. O forse si è ritirata sull&#8217;Aventino? Io fatico a incontrarla e/o a riconoscerla. Gli scrittori no, quelli li incrocio ancora (in questo condivido Nicola Lagioia) con i loro tentativi, i loro errori ma anche il loro mettersi in gioco: ci provano. Magari mi sbaglio, forse sono sotto effetto Lsd e me li immagino soltanto, in questo caso non mi rimarrebbe che inneggiare a Timothy Leary.</p>
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		<title>
		Di: sblook		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sblook]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2006 13:23:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[cara lippa, sui vogatori di turno non me la prenderei nemmeno tanto. il problema, come in tutti i blog, non è tanto l&#039;insulto (che in certi casi può essere anche pertinente), ma il tentativo di bloccare la conversazione.
caro nicola, l&#039;uso del nick non è indice di codardia. mi firmo sblook, in realtà mi chiamo nicola anch&#039;io come te, ma cosa cambia? possiamo lo stesso conversare...per tornare alla questione della critica, ho pensato in questi giorni a quanto dici. non essendo un addetto ai lavori, ma solo un appassionato lettore, posso dirti che mi incazzo anch&#039;io con 1) i prof. universitari: anche se poi, dipende anche da quali sono le loro aspirazioni. in italia, molti sono semplicemente storici, più che dei critici. si accontentano di questo, e non è colpa loro se non hanno la voglia di agitare la realtà in cui vivono. 2) i giornalisti e le redazioni culturali: i quotidiani pullulano di ex addetti stampa dello spettacolo. e poi anche ai lettori interessa molto più capire chi si nasconde dietro la parrucca di leroy... ma forse un quotidiano non è il luogo migliore per fare critica...o non è lo più come un tempo. forse la vera questione, nicola, non è tanto accusare le manchevolezze del presente, quanto trovare nuove modalità e attori più ambiziosi per la critica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cara lippa, sui vogatori di turno non me la prenderei nemmeno tanto. il problema, come in tutti i blog, non è tanto l&#8217;insulto (che in certi casi può essere anche pertinente), ma il tentativo di bloccare la conversazione.<br />
caro nicola, l&#8217;uso del nick non è indice di codardia. mi firmo sblook, in realtà mi chiamo nicola anch&#8217;io come te, ma cosa cambia? possiamo lo stesso conversare&#8230;per tornare alla questione della critica, ho pensato in questi giorni a quanto dici. non essendo un addetto ai lavori, ma solo un appassionato lettore, posso dirti che mi incazzo anch&#8217;io con 1) i prof. universitari: anche se poi, dipende anche da quali sono le loro aspirazioni. in italia, molti sono semplicemente storici, più che dei critici. si accontentano di questo, e non è colpa loro se non hanno la voglia di agitare la realtà in cui vivono. 2) i giornalisti e le redazioni culturali: i quotidiani pullulano di ex addetti stampa dello spettacolo. e poi anche ai lettori interessa molto più capire chi si nasconde dietro la parrucca di leroy&#8230; ma forse un quotidiano non è il luogo migliore per fare critica&#8230;o non è lo più come un tempo. forse la vera questione, nicola, non è tanto accusare le manchevolezze del presente, quanto trovare nuove modalità e attori più ambiziosi per la critica</p>
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		Di: Nicola Lagioia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nicola-lagioia-e-il-romanzo-che-verra/comment-page-1/#comment-84719</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicola Lagioia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2006 09:32:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono le regole del gioco democratico. Così, avendo risposto alle osservazioni e alle critiche delle menti pensanti, farò la stessa cosa pure con chi viene fulminato da temporanei lampi di scemenza come &quot;peppuzzo&quot;. Lo so, sono trappole, ma alla fine chi se ne frega, anche dietro la viltà di certi nickname si nasconde alla fine sempre un essere umano. Scusa &quot;peppuzzo&quot;, ma se c&#039;è una cosa di cui non mi sono mai potuto lamentare è il modo in cui la critica ha sempre accolto i miei lavori. Meglio non potevo chiedere. A quel punto era molto più comodo prendere e portare a casa. Non è il tuo giudizio di valore su quello che scrivo che mi offende, ma quello che dici sulla mia presunta mala fede. Sulla base di che cosa? Fai la persona adulta, esci dagli pseudonimi cretini, vieni nel mio salotto a prendere un tè e prova a vedere che significa parlare da persona a persona.
Nicola Lagioia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono le regole del gioco democratico. Così, avendo risposto alle osservazioni e alle critiche delle menti pensanti, farò la stessa cosa pure con chi viene fulminato da temporanei lampi di scemenza come &#8220;peppuzzo&#8221;. Lo so, sono trappole, ma alla fine chi se ne frega, anche dietro la viltà di certi nickname si nasconde alla fine sempre un essere umano. Scusa &#8220;peppuzzo&#8221;, ma se c&#8217;è una cosa di cui non mi sono mai potuto lamentare è il modo in cui la critica ha sempre accolto i miei lavori. Meglio non potevo chiedere. A quel punto era molto più comodo prendere e portare a casa. Non è il tuo giudizio di valore su quello che scrivo che mi offende, ma quello che dici sulla mia presunta mala fede. Sulla base di che cosa? Fai la persona adulta, esci dagli pseudonimi cretini, vieni nel mio salotto a prendere un tè e prova a vedere che significa parlare da persona a persona.<br />
Nicola Lagioia</p>
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		<title>
		Di: La Lipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2006 09:17:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Allora, mio caro vogatore, parliamoci chiaro: se il tuo scopo è venire a ricordarci che nei blog non deve mai mancare l&#039;insultatore di turno, bene, bravo, ci sei riuscito. E adesso, gentilmente, accomodati all&#039;uscita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allora, mio caro vogatore, parliamoci chiaro: se il tuo scopo è venire a ricordarci che nei blog non deve mai mancare l&#8217;insultatore di turno, bene, bravo, ci sei riuscito. E adesso, gentilmente, accomodati all&#8217;uscita.</p>
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		<title>
		Di: Peppuzzo il vogatore gay		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nicola-lagioia-e-il-romanzo-che-verra/comment-page-1/#comment-84717</link>

		<dc:creator><![CDATA[Peppuzzo il vogatore gay]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2006 09:06:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bene, abbiamo capito che il Lagioia crede di essere uno di quegli scrittori che provano a scrivere il &quot;libro importante&quot; e i recensori disgraziati e ignoranti non lo capiscono, non gridano al capolavoro per &quot;La scandalosa pressapochezza di una percentuale non trascurabile di recensioni (titoli sbagliati, prosa sciatta, approfondimento nullo, quarte di copertina scopiazzate malamente, scarsa capacità di legare il libro recensito al panorama culturale in cui si inscrive)&quot;. La megalomania di questo scrittorucolo da salotto, che ha scritto libri brutti e supponenti è davvero sconcertante e avvilente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bene, abbiamo capito che il Lagioia crede di essere uno di quegli scrittori che provano a scrivere il &#8220;libro importante&#8221; e i recensori disgraziati e ignoranti non lo capiscono, non gridano al capolavoro per &#8220;La scandalosa pressapochezza di una percentuale non trascurabile di recensioni (titoli sbagliati, prosa sciatta, approfondimento nullo, quarte di copertina scopiazzate malamente, scarsa capacità di legare il libro recensito al panorama culturale in cui si inscrive)&#8221;. La megalomania di questo scrittorucolo da salotto, che ha scritto libri brutti e supponenti è davvero sconcertante e avvilente.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: fernando coratelli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nicola-lagioia-e-il-romanzo-che-verra/comment-page-1/#comment-84716</link>

		<dc:creator><![CDATA[fernando coratelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2006 16:14:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cavolo Gianni! è che sono così avanti che già mi credevo di essere nel 2106.
;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cavolo Gianni! è che sono così avanti che già mi credevo di essere nel 2106.<br />
😉</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nicola-lagioia-e-il-romanzo-che-verra/comment-page-1/#comment-84715</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2006 16:00:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per la precisione, Nicola, Adorno non diceva, come asserisce la vulgata, che &quot;dopo Auschwitz non si può più fare poesia&quot;, ma che dopo Auschwitz non si può fare poesia che non abbia introiettato dentro di sé questa tragedia.
E, Fernando, gli anni saranno 150, non 250, no?
;-)
pedantemente vostro, G.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la precisione, Nicola, Adorno non diceva, come asserisce la vulgata, che &#8220;dopo Auschwitz non si può più fare poesia&#8221;, ma che dopo Auschwitz non si può fare poesia che non abbia introiettato dentro di sé questa tragedia.<br />
E, Fernando, gli anni saranno 150, non 250, no?<br />
😉<br />
pedantemente vostro, G.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ricambi originali		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nicola-lagioia-e-il-romanzo-che-verra/comment-page-1/#comment-84714</link>

		<dc:creator><![CDATA[ricambi originali]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2006 14:21:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nicola, grazie per avermi dato ragione :)
Cio&#039; che comunque non capisco è proprio il punto di partenza di un&#039;inchiesta del genere. Che è un po&#039; come chiedere: &quot;cosa vorresti mangiare oggi a pranzo?&quot; Qualcuno risponderà con il menu del Gambero Rosso, qualcuno con la pasta all&#039;uovo della nonna, qualcuno con il bigmac. Tutti risponderanno qualcosa. La cucina italiana del XXI secolo.
Da lettore (e non da scrittore di romanzi), il Romanzo Italiano del XXI Secolo mi piacerà molto: e quindi ora vorrei che sia come ciò che mi è piaciuto prima. Ma poi, come tu sottolinei, mi sorprenderà, e fara&#039; scoprire il nuovo.
Previsione e desiderio non coincidono. Per fortuna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nicola, grazie per avermi dato ragione 🙂<br />
Cio&#8217; che comunque non capisco è proprio il punto di partenza di un&#8217;inchiesta del genere. Che è un po&#8217; come chiedere: &#8220;cosa vorresti mangiare oggi a pranzo?&#8221; Qualcuno risponderà con il menu del Gambero Rosso, qualcuno con la pasta all&#8217;uovo della nonna, qualcuno con il bigmac. Tutti risponderanno qualcosa. La cucina italiana del XXI secolo.<br />
Da lettore (e non da scrittore di romanzi), il Romanzo Italiano del XXI Secolo mi piacerà molto: e quindi ora vorrei che sia come ciò che mi è piaciuto prima. Ma poi, come tu sottolinei, mi sorprenderà, e fara&#8217; scoprire il nuovo.<br />
Previsione e desiderio non coincidono. Per fortuna.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: fernando coratelli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nicola-lagioia-e-il-romanzo-che-verra/comment-page-1/#comment-84713</link>

		<dc:creator><![CDATA[fernando coratelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2006 12:52:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un problema di ricambio generazionale, sono d&#039;accordo. Il dramma è che in Italia non esiste un ricambio generazionale in quasi nessun campo. Sbaglio o siamo l&#039;unico paese &quot;occidentale&quot; e &quot;moderno&quot; in cui fra due mesi si sfideranno per il premierato (che brutta parola, per inciso) gli stessi due che si sfidavano nella primavera del 1996? (Cazzo 10, dico 10 anni fa.)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un problema di ricambio generazionale, sono d&#8217;accordo. Il dramma è che in Italia non esiste un ricambio generazionale in quasi nessun campo. Sbaglio o siamo l&#8217;unico paese &#8220;occidentale&#8221; e &#8220;moderno&#8221; in cui fra due mesi si sfideranno per il premierato (che brutta parola, per inciso) gli stessi due che si sfidavano nella primavera del 1996? (Cazzo 10, dico 10 anni fa.)</p>
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		<title>
		Di: Nicola Lagioia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nicola-lagioia-e-il-romanzo-che-verra/comment-page-1/#comment-84712</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicola Lagioia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2006 12:45:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Sblook,
allora. Sulla critica. Ecco soltanto alcune delle cose che mi fanno girare le scatole. Vado davvero a caso. Mi fanno incazzare:
1) I professori universitari di letteratura italiana contemporanea che non sanno che cosa è successo nella letteratura di questo paese negli ultimi trent&#039;anni. Non sono contro le gerarchie a priori, mi sembra giusto che persone competenti occupino posti di potere ma Cristo, parlare con la maggior parte dei nostri accademici è un&#039;esperienza frustrante. Dalla fine dei settanta in poi, spesso (non saprei come altro dirlo) non sanno un cazzo. Non pervenuto. Smarrito. Niet.
2) Il lentissimo ricambio generazionale. L&#039;Italia (non solo per ciò che riguarda gli intellettuali, naturalmente) ha il più lento ricambio generazionale del continente. Fatemi i nomi di dieci critici letterari sotto i trentacinque anni che scrivono regolarmente di letteratura sui quotidiani italiani nazionali. Fatemi i nomi di due capiservizio, cazzo!
3) I caposervizio cultura dei suddetti quotidiani. Veniamo anche a loro. Nella maggior parte dei casi non vengono dalla letteratura, o comunque non hanno scritto saggi importanti sull&#039;argomento e non hanno nemmeno avuto meriti come &quot;agitatori culturali&quot;. Hanno, nel loro passato, fondato riviste letterarie? Fatto i critici militanti? Tradotto libri fondamentali? L&#039;assegnazione del posto spesso è demenziale come quella dei nostri misistri (un cardiologo al ministero dell&#039;agricoltura, un pasticcere a quello della salute, un minotauro monolingue a quello degli esteri e così via).
4) La quasi totale mancanza di ambizione nella scrittura di libri importanti. Ma porca puttana, di tanto in tanto qualche scrittore italiano ci prova a scrivere un libro importante. Nel peggiore dei casi fallirà e sarà un Gadda mancato, un Flaubert mancato, un Faulkner mancato e così via. Però adesso dimmi, quanti critici letterari italiani hanno perlomeno tentanto negli ultimi vent&#039;anni di scrivere il loro &quot;Canone occidentale&quot;, il loro &quot;Menzogna romantica e verità romanzesca&quot;, il loro &quot;Miti d&#039;oggi&quot;, il loro &quot;Idiota della famiglia&quot; eccetera eccetera.
5) La scandalosa pressapochezza di una percentuale non trascurabile di recensioni (titoli sbagliati, prosa sciatta, approfondimento nullo, quarte di copertina scopiazzate malamente, scarsa capacità di legare il libro recensito al panorama culturale in cui si inscrive).
Posso andare avanti. Accetto istigazioni e provocazioni. E ripeto: non godo di questo sfacelo, al contrario, vorrei un confronto serio, adulto, maturo. Così si cresce insieme. Altrimenti la situazione è desolante.
voster semper voster
Nicola Lagioia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Sblook,<br />
allora. Sulla critica. Ecco soltanto alcune delle cose che mi fanno girare le scatole. Vado davvero a caso. Mi fanno incazzare:<br />
1) I professori universitari di letteratura italiana contemporanea che non sanno che cosa è successo nella letteratura di questo paese negli ultimi trent&#8217;anni. Non sono contro le gerarchie a priori, mi sembra giusto che persone competenti occupino posti di potere ma Cristo, parlare con la maggior parte dei nostri accademici è un&#8217;esperienza frustrante. Dalla fine dei settanta in poi, spesso (non saprei come altro dirlo) non sanno un cazzo. Non pervenuto. Smarrito. Niet.<br />
2) Il lentissimo ricambio generazionale. L&#8217;Italia (non solo per ciò che riguarda gli intellettuali, naturalmente) ha il più lento ricambio generazionale del continente. Fatemi i nomi di dieci critici letterari sotto i trentacinque anni che scrivono regolarmente di letteratura sui quotidiani italiani nazionali. Fatemi i nomi di due capiservizio, cazzo!<br />
3) I caposervizio cultura dei suddetti quotidiani. Veniamo anche a loro. Nella maggior parte dei casi non vengono dalla letteratura, o comunque non hanno scritto saggi importanti sull&#8217;argomento e non hanno nemmeno avuto meriti come &#8220;agitatori culturali&#8221;. Hanno, nel loro passato, fondato riviste letterarie? Fatto i critici militanti? Tradotto libri fondamentali? L&#8217;assegnazione del posto spesso è demenziale come quella dei nostri misistri (un cardiologo al ministero dell&#8217;agricoltura, un pasticcere a quello della salute, un minotauro monolingue a quello degli esteri e così via).<br />
4) La quasi totale mancanza di ambizione nella scrittura di libri importanti. Ma porca puttana, di tanto in tanto qualche scrittore italiano ci prova a scrivere un libro importante. Nel peggiore dei casi fallirà e sarà un Gadda mancato, un Flaubert mancato, un Faulkner mancato e così via. Però adesso dimmi, quanti critici letterari italiani hanno perlomeno tentanto negli ultimi vent&#8217;anni di scrivere il loro &#8220;Canone occidentale&#8221;, il loro &#8220;Menzogna romantica e verità romanzesca&#8221;, il loro &#8220;Miti d&#8217;oggi&#8221;, il loro &#8220;Idiota della famiglia&#8221; eccetera eccetera.<br />
5) La scandalosa pressapochezza di una percentuale non trascurabile di recensioni (titoli sbagliati, prosa sciatta, approfondimento nullo, quarte di copertina scopiazzate malamente, scarsa capacità di legare il libro recensito al panorama culturale in cui si inscrive).<br />
Posso andare avanti. Accetto istigazioni e provocazioni. E ripeto: non godo di questo sfacelo, al contrario, vorrei un confronto serio, adulto, maturo. Così si cresce insieme. Altrimenti la situazione è desolante.<br />
voster semper voster<br />
Nicola Lagioia</p>
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