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	Commenti a: NOI CHE NON ABBIAMO BISOGNO DI LEGGI SUL LIBRO, FIGURARSI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Maurizio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 14:28:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse dovremmo centrare meglio il tema, come qualcuno in questi commenti (Elena, Boris) ha già iniziato a fare. O i temi, se vogliamo. Perché mi sembra che da questi dati ne emergano almeno due: l&#039;impatto della crisi sulla pratica della lettura e quello sull&#039;industria culturale. Perché è vero che qui si parla di persone &quot;che non hanno letto nemmeno un libro&quot;, e non di persone che non l&#039;abbiano nemmeno comprato; ma è anche vero che effetti del genere (leggere meno) potrebbero derivare da tanti altri fenomeni, anche diversi dalla crisi, che magari si sovrappongono ad essa: il semplice ricambio generazionale magari, che potrebbe portare all&#039;età adulta generazioni meno avvezze alla lettura mentre ne scompaiono altre con una disposizione migliore (questa è solo una congettura, ovviamente, e andrebbe provata). Invece sul legame tra crisi e industria culturale i dati mi sembrano più solidi. E non è un legame meno allarmante: al di là del lavoro che si perde e si precarizza, al di là del fatturato che svanisce, è comunque il segnale di un impoverimento culturale, che se non nell&#039;immediato finirà comunque per incidere anche sulla buona salute della letteratura, del teatro, del cinema. Poi magari è anche vero che le epoche di crisi sono quelle che partoriscono i talenti migliori (anche se oggi, sesto anno di crisi, questa epoca disgraziata non ha ancora trovato i suoi cantori), ma qui non stiamo parlando di talenti: qui stiamo parlando delle possibilità delle persone medie di accedere a un&#039;offerta culturale decente, cosa che non potrà avvenire se i cinema chiudono, i teatri chiudono, le librerie chiudono per mancanza di sufficiente clientela. E se le persone medie, la classe media, sprofondano nell&#039;abbrutimento oltre che nella precarietà economica, francamente io non so che farmene di un pugno di talenti cristallini che predicano nel deserto. Talenti che finora nemmeno si sono visti, per giunta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse dovremmo centrare meglio il tema, come qualcuno in questi commenti (Elena, Boris) ha già iniziato a fare. O i temi, se vogliamo. Perché mi sembra che da questi dati ne emergano almeno due: l&#8217;impatto della crisi sulla pratica della lettura e quello sull&#8217;industria culturale. Perché è vero che qui si parla di persone &#8220;che non hanno letto nemmeno un libro&#8221;, e non di persone che non l&#8217;abbiano nemmeno comprato; ma è anche vero che effetti del genere (leggere meno) potrebbero derivare da tanti altri fenomeni, anche diversi dalla crisi, che magari si sovrappongono ad essa: il semplice ricambio generazionale magari, che potrebbe portare all&#8217;età adulta generazioni meno avvezze alla lettura mentre ne scompaiono altre con una disposizione migliore (questa è solo una congettura, ovviamente, e andrebbe provata). Invece sul legame tra crisi e industria culturale i dati mi sembrano più solidi. E non è un legame meno allarmante: al di là del lavoro che si perde e si precarizza, al di là del fatturato che svanisce, è comunque il segnale di un impoverimento culturale, che se non nell&#8217;immediato finirà comunque per incidere anche sulla buona salute della letteratura, del teatro, del cinema. Poi magari è anche vero che le epoche di crisi sono quelle che partoriscono i talenti migliori (anche se oggi, sesto anno di crisi, questa epoca disgraziata non ha ancora trovato i suoi cantori), ma qui non stiamo parlando di talenti: qui stiamo parlando delle possibilità delle persone medie di accedere a un&#8217;offerta culturale decente, cosa che non potrà avvenire se i cinema chiudono, i teatri chiudono, le librerie chiudono per mancanza di sufficiente clientela. E se le persone medie, la classe media, sprofondano nell&#8217;abbrutimento oltre che nella precarietà economica, francamente io non so che farmene di un pugno di talenti cristallini che predicano nel deserto. Talenti che finora nemmeno si sono visti, per giunta.</p>
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		Di: francesca violi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 13:52:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ah, dimenticavo: il sindaco (al secondo mandato) è anche titolare di una piccola casa editrice... forse ma forse c&#039;entra :-) (cioè di certo è sensibilie al valore della lettura).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ah, dimenticavo: il sindaco (al secondo mandato) è anche titolare di una piccola casa editrice&#8230; forse ma forse c&#8217;entra 🙂 (cioè di certo è sensibilie al valore della lettura).</p>
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		Di: francesca violi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 13:48:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Invece nel nostro comune (Silea, TV) per quanto possso vedere c&#039;è molta attenzione su educare alla lettura fin da piccoli. Al compimento del primo anno d&#039;età il mio terzogenito ha ricevuto una lettera che lo invitava alla biblioteca comunale: là c&#039;era un libro in omaggio per lui. Alla scuola per l&#039;inanzia c&#039;è in ogni classe un angolo morbido con libri esposti: qui le insegnanti leggono storie ma anche, durante il gioco libero, i bambini sono liberi di consultare i libri a piacimento. Poi c&#039;è una biblioteca più grande da cui ogni venerdìi bimbi scelgono un libro per leggerlo nel fine settimana coi genitori; li portano alla biblioteca comunale a partecipare a una lettura animata, gli viene fatta la tessera ecc. Anche la primaria ha una sua biblioteca e gli studenti sono spronati a prendere libri che poi se vogliono raccontano davanti alla classe ( la qualità dei libri però spesso è scarsina purtroppo, come se non ci fosse nanche una selezione... forse questione di risorse).
Comunque certo se non ci sono libri e lettori in casa anche i bambini è più difficile che trovino normale dedicare tempo quotidiano a questa attività al di fuori dei progetti scolastici...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Invece nel nostro comune (Silea, TV) per quanto possso vedere c&#8217;è molta attenzione su educare alla lettura fin da piccoli. Al compimento del primo anno d&#8217;età il mio terzogenito ha ricevuto una lettera che lo invitava alla biblioteca comunale: là c&#8217;era un libro in omaggio per lui. Alla scuola per l&#8217;inanzia c&#8217;è in ogni classe un angolo morbido con libri esposti: qui le insegnanti leggono storie ma anche, durante il gioco libero, i bambini sono liberi di consultare i libri a piacimento. Poi c&#8217;è una biblioteca più grande da cui ogni venerdìi bimbi scelgono un libro per leggerlo nel fine settimana coi genitori; li portano alla biblioteca comunale a partecipare a una lettura animata, gli viene fatta la tessera ecc. Anche la primaria ha una sua biblioteca e gli studenti sono spronati a prendere libri che poi se vogliono raccontano davanti alla classe ( la qualità dei libri però spesso è scarsina purtroppo, come se non ci fosse nanche una selezione&#8230; forse questione di risorse).<br />
Comunque certo se non ci sono libri e lettori in casa anche i bambini è più difficile che trovino normale dedicare tempo quotidiano a questa attività al di fuori dei progetti scolastici&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Stefano Re		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/noi-che-non-abbiamo-bisogno-di-leggi-sul-libro-figurarsi/comment-page-1/#comment-136178</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano Re]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 13:41:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le opportunità per leggere ci sono, forse è la voglia che manca. Come già diceva qualcuno, a volte non serve comprare un libro, basta recarsi in biblioteca. E poi una provocazione: come mai il settore smartphone, tablet, ... non è mai in crisi?
Stefano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le opportunità per leggere ci sono, forse è la voglia che manca. Come già diceva qualcuno, a volte non serve comprare un libro, basta recarsi in biblioteca. E poi una provocazione: come mai il settore smartphone, tablet, &#8230; non è mai in crisi?<br />
Stefano</p>
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		Di: diamonds		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 11:49:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[probabilmente,come mi faceva notare ieri una leggenda locale parecchio stramba,non aiuta molto la causa chiudere le biblioteche nelle ore e nei giorni in cui uno non si sta sbattendo con o per il lavoro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>probabilmente,come mi faceva notare ieri una leggenda locale parecchio stramba,non aiuta molto la causa chiudere le biblioteche nelle ore e nei giorni in cui uno non si sta sbattendo con o per il lavoro</p>
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		Di: Boris		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/noi-che-non-abbiamo-bisogno-di-leggi-sul-libro-figurarsi/comment-page-1/#comment-136176</link>

		<dc:creator><![CDATA[Boris]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 11:23:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I soldi non c&#039;entrano con la lettura, c&#039;entrano con tutto ciò che sta attorno, ma non con la lettura. C&#039;entrano un po&#039; di più con l&#039;acquisto dei libri, ma ancora molto meno di quanto si pensi. Basta fare un raffronto personale e con le persone che si conoscono. Per incentivare la lettura non serve una legge, servono pratiche. A scuola, almeno in quelle frequentate da me, una elementare, una media e tre superiori, non ho mai visto biblioteche. Anni e anni passati a far spendere alle famiglie centinaia di euro per libri funzionali a miseri voti. Speriamo che il digitale aiuti in questo. Non ho mai capito perché i libri invenduti vadano al macero invece che alle persone. Le case editrici potrebbero diffondere delle biblioteche con prestiti a pagamento ( 1 mese 50 centesimi o 1 euro ).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I soldi non c&#8217;entrano con la lettura, c&#8217;entrano con tutto ciò che sta attorno, ma non con la lettura. C&#8217;entrano un po&#8217; di più con l&#8217;acquisto dei libri, ma ancora molto meno di quanto si pensi. Basta fare un raffronto personale e con le persone che si conoscono. Per incentivare la lettura non serve una legge, servono pratiche. A scuola, almeno in quelle frequentate da me, una elementare, una media e tre superiori, non ho mai visto biblioteche. Anni e anni passati a far spendere alle famiglie centinaia di euro per libri funzionali a miseri voti. Speriamo che il digitale aiuti in questo. Non ho mai capito perché i libri invenduti vadano al macero invece che alle persone. Le case editrici potrebbero diffondere delle biblioteche con prestiti a pagamento ( 1 mese 50 centesimi o 1 euro ).</p>
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		Di: ElenaElle		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/noi-che-non-abbiamo-bisogno-di-leggi-sul-libro-figurarsi/comment-page-1/#comment-136175</link>

		<dc:creator><![CDATA[ElenaElle]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 11:00:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io resto sempre un po&#039; perplessa quando si parla di consumo culturale. Immagino che si possa solo fare un calcolo dei libri venduti, eppure le biblioteche pubbliche in molte zone d&#039;Italia per fortuna ci sono e offrono servizi gratuiti a tutti i cittadini e sono molto frequentate.
Non mi ritrovo in questi dati, ma forse è un problema mio. Si può essere &quot;poveri relativi&quot; e continuare a comprare libri (o prenderli in prestito in biblioteca) e rinunciare per contro a molto altro (un cellulare ultimo modello, un paio di scarpe, una bicicletta nuova).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io resto sempre un po&#8217; perplessa quando si parla di consumo culturale. Immagino che si possa solo fare un calcolo dei libri venduti, eppure le biblioteche pubbliche in molte zone d&#8217;Italia per fortuna ci sono e offrono servizi gratuiti a tutti i cittadini e sono molto frequentate.<br />
Non mi ritrovo in questi dati, ma forse è un problema mio. Si può essere &#8220;poveri relativi&#8221; e continuare a comprare libri (o prenderli in prestito in biblioteca) e rinunciare per contro a molto altro (un cellulare ultimo modello, un paio di scarpe, una bicicletta nuova).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Adrianaaaa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/noi-che-non-abbiamo-bisogno-di-leggi-sul-libro-figurarsi/comment-page-1/#comment-136174</link>

		<dc:creator><![CDATA[Adrianaaaa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 10:47:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una delle molte domande da porsi (e che su questo blog ci si pone spesso) è questa: come incidono questi dati - che case editrici e imprese del mondo della cultura conoscono benissimo - sui prodotti culturali? Il fatto che il pubblico sia sempre più ristretto e sempre più ricco, che ricadute ha sulle opere che vengono proposte?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle molte domande da porsi (e che su questo blog ci si pone spesso) è questa: come incidono questi dati &#8211; che case editrici e imprese del mondo della cultura conoscono benissimo &#8211; sui prodotti culturali? Il fatto che il pubblico sia sempre più ristretto e sempre più ricco, che ricadute ha sulle opere che vengono proposte?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Nicoletta Maldini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/noi-che-non-abbiamo-bisogno-di-leggi-sul-libro-figurarsi/comment-page-1/#comment-136173</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Maldini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 09:23:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a fuoco come sempre...
grazie Loredana
fortunati quelli che hanno già dei libri a casa, e qualche buona biblioteca sul territorio e qualche insegnante illuminato
un saluto affettuoso da Bologna
Nicoletta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a fuoco come sempre&#8230;<br />
grazie Loredana<br />
fortunati quelli che hanno già dei libri a casa, e qualche buona biblioteca sul territorio e qualche insegnante illuminato<br />
un saluto affettuoso da Bologna<br />
Nicoletta</p>
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