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	Commenti a: NOI, FIGLI DI FUNES	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Ricordo di ricordare &#124; Ludik &#8211; di Luca Di Ciaccio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ricordo di ricordare &#124; Ludik &#8211; di Luca Di Ciaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 16:49:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] sopra il tavolo. Non potendo dimenticare nulla, finisce col non avere ricordi. Ne parla giusto oggi Loredana Lipperini sul suo blog, chiedendosi come si fa a trasformare la memoria in qualcosa di vivo, aggiungendo che [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] sopra il tavolo. Non potendo dimenticare nulla, finisce col non avere ricordi. Ne parla giusto oggi Loredana Lipperini sul suo blog, chiedendosi come si fa a trasformare la memoria in qualcosa di vivo, aggiungendo che [&#8230;] </p>
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		Di: Sascha		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 11:54:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Francesco
Mettiamola in breve: sono contento che i tedeschi abbiano avuto modo di ragionare sul loro passato e giungere a delle conclusioni PRIMA della diffusione di massa della Rete con tutte le sue inestimabili informazioni e molteplicità di &#039;punti di vista&#039; (sic!)...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Francesco<br />
Mettiamola in breve: sono contento che i tedeschi abbiano avuto modo di ragionare sul loro passato e giungere a delle conclusioni PRIMA della diffusione di massa della Rete con tutte le sue inestimabili informazioni e molteplicità di &#8216;punti di vista&#8217; (sic!)&#8230;</p>
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		<title>
		Di: valeria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 10:18:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Francesco, io credo che su questo punto non ci intenderemo mai: l&#039;accesso fisico alle informazioni è un presupposto necessario, ma non ancora sufficiente per la conoscenza. Per conoscere i dati, elaborarli, ci vuole pure un software. E pensare che del software si può fare a meno è una ingenuità molto pericolosa, perché è poi su quello che si costruiscono le nuove discriminazioni e le nuove classi culturali.
E, visto che su questo punto  sono inamovibile, chiudo qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco, io credo che su questo punto non ci intenderemo mai: l&#8217;accesso fisico alle informazioni è un presupposto necessario, ma non ancora sufficiente per la conoscenza. Per conoscere i dati, elaborarli, ci vuole pure un software. E pensare che del software si può fare a meno è una ingenuità molto pericolosa, perché è poi su quello che si costruiscono le nuove discriminazioni e le nuove classi culturali.<br />
E, visto che su questo punto  sono inamovibile, chiudo qui.</p>
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		<title>
		Di: Francesco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/noi-figli-di-funes/comment-page-1/#comment-104855</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 07:54:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sascha: mi pare che abbiamo valori molto diversi. I tuoi mi agghiacciano, ma è reciproco, mi pare: mi sembra di notare un certo autoritarismo &#039;da sinistra&#039; che ho sempre considerato pericoloso quanto quello &#039;da destra&#039;. E da abbattere. Senza offesa, eh - pareri personali.
Colonnello GL: certo che informazione e conoscenza non sono la stessa cosa. Ma qui si entra in un vespaio in cui noi due siamo spesso entrati... In breve: l&#039;informazione non sarà conoscenza, ma senza informazione, niente conoscenza. E la conoscenza è una roba delicata, perchè è sempre qualcuno a proporla, a costruirla. Non è un dato, è un Mito a sua volta. L&#039;unica scelta etica sta nel decidere che Miti vogliamo costruire... ma qui andiamo sì fuori tema. Una cosa mi pare certa: se i discorsi di Mussolini sono in giro, c&#039;è una possibilità di conoscenza in più. Ed è un nodo importantissimo. Prima, per accedere a cose di questo tipo, dovevi far parte di un certo tipo di classe culturale. Oggi no. E&#039; uno dei pochi motivi per cui sono felice di vivere oggi e non ieri...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sascha: mi pare che abbiamo valori molto diversi. I tuoi mi agghiacciano, ma è reciproco, mi pare: mi sembra di notare un certo autoritarismo &#8216;da sinistra&#8217; che ho sempre considerato pericoloso quanto quello &#8216;da destra&#8217;. E da abbattere. Senza offesa, eh &#8211; pareri personali.<br />
Colonnello GL: certo che informazione e conoscenza non sono la stessa cosa. Ma qui si entra in un vespaio in cui noi due siamo spesso entrati&#8230; In breve: l&#8217;informazione non sarà conoscenza, ma senza informazione, niente conoscenza. E la conoscenza è una roba delicata, perchè è sempre qualcuno a proporla, a costruirla. Non è un dato, è un Mito a sua volta. L&#8217;unica scelta etica sta nel decidere che Miti vogliamo costruire&#8230; ma qui andiamo sì fuori tema. Una cosa mi pare certa: se i discorsi di Mussolini sono in giro, c&#8217;è una possibilità di conoscenza in più. Ed è un nodo importantissimo. Prima, per accedere a cose di questo tipo, dovevi far parte di un certo tipo di classe culturale. Oggi no. E&#8217; uno dei pochi motivi per cui sono felice di vivere oggi e non ieri&#8230;</p>
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		<title>
		Di: a°		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/noi-figli-di-funes/comment-page-1/#comment-104854</link>

		<dc:creator><![CDATA[a°]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 23:19:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo sguardo delle istituzioni sulla storia (almeno in Italia) è sempre miope, per  mantenersi funzionale ad una storia semplificata e teleologica. Una capacità di profondità che riesce ad arrivare a 2000 anni fa con una nitidezza spaventosa, quando si parla di &quot;radici cristiane&quot; ma anche della &quot;romanità dell&#039;impero&quot; o anche i nostalgici di Mussolini o dei regimi comunisti. E&#039; questa selezione della prove storiche che m&#039;inquieta, più dell&#039;incapacità di ricordare o dell&#039;ignoranza, che chi usa dei fatti storici come puntelli ideologici come li smuovi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sguardo delle istituzioni sulla storia (almeno in Italia) è sempre miope, per  mantenersi funzionale ad una storia semplificata e teleologica. Una capacità di profondità che riesce ad arrivare a 2000 anni fa con una nitidezza spaventosa, quando si parla di &#8220;radici cristiane&#8221; ma anche della &#8220;romanità dell&#8217;impero&#8221; o anche i nostalgici di Mussolini o dei regimi comunisti. E&#8217; questa selezione della prove storiche che m&#8217;inquieta, più dell&#8217;incapacità di ricordare o dell&#8217;ignoranza, che chi usa dei fatti storici come puntelli ideologici come li smuovi?</p>
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		<title>
		Di: Nel giorno della memoria, per conoscere e dunque ricordare		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/noi-figli-di-funes/comment-page-1/#comment-104853</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nel giorno della memoria, per conoscere e dunque ricordare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 20:25:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] rischi degli stereotipi, per quanto possano essere involontari, e su chi cerca pace. E anche sulla memoria da trasformare in qualcosa di [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] rischi degli stereotipi, per quanto possano essere involontari, e su chi cerca pace. E anche sulla memoria da trasformare in qualcosa di [&#8230;] </p>
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		<title>
		Di: D'Andrea G.L.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/noi-figli-di-funes/comment-page-1/#comment-104852</link>

		<dc:creator><![CDATA[D'Andrea G.L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 19:40:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caporale Francesco: ecco dove penso i nostri pensieri divergano. Tu accorpori &quot;conoscenza&quot; e &quot;informazione&quot; che, però, due cose non sono. Siamo in un periodo in cui è molto facile accedere alle &quot;informazioni&quot;, ma la conoscenza è quella cosa che va oltre, che trova il filo conduttore che porta da &quot;informazione&quot; a &quot;informazione&quot;. La Rete è un potentissimo mezzo di &quot;informazione&quot;, ma sono ancora scarse le possibilità di &quot;conoscenza&quot;. L&#039;informazione senza conoscenza porta a radicare le storture e le cattive interpretazioni (per non parlare delle leggende urbane: i treni del Duce erano in orario che a loro volta portano alla mancata comprensione del popolo italiano che ad Hitler l&#039;idea gliel&#039;ha data Mussolini...), questo perchè l&#039;informazione in sè non è nulla, mero dato. E&#039; la conoscenza che permette di problematizzare ed evitare storture, ma una massa di informazioni non è conoscenza. Il grosso problema è proprio la confusione dalle tue cose. Per cui poi mascherandosi dietro un&#039;apparenza di &quot;libertà&quot; si nascondono i peggiori istinti. Hai mai sentito un dittatore che non si appellasse alla &quot;libertà&quot;? Io no.
Sascha: aggiungerei, al tuo ragionamento sulla Germania, che c&#039;è stata una reale e concreta autocritica che ha portato, naturalmente, al fatto che nessun partito politico accetterebbe mai di allearsi con i groppuscoli neonazisti. Cosa che invece, in Italia, proprio per una mancata presa di coscienza, è avvenuto e avviene.
Valeria: come diceva un vecchio fumetto underground &quot;Baby, non puoi battere Hegel!&quot; Quel salto di livello è, secondo il mio parere, molto al di là da venire. Ma le battaglie lunghe sono anche quelle che danno maggiore soddisfazionie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caporale Francesco: ecco dove penso i nostri pensieri divergano. Tu accorpori &#8220;conoscenza&#8221; e &#8220;informazione&#8221; che, però, due cose non sono. Siamo in un periodo in cui è molto facile accedere alle &#8220;informazioni&#8221;, ma la conoscenza è quella cosa che va oltre, che trova il filo conduttore che porta da &#8220;informazione&#8221; a &#8220;informazione&#8221;. La Rete è un potentissimo mezzo di &#8220;informazione&#8221;, ma sono ancora scarse le possibilità di &#8220;conoscenza&#8221;. L&#8217;informazione senza conoscenza porta a radicare le storture e le cattive interpretazioni (per non parlare delle leggende urbane: i treni del Duce erano in orario che a loro volta portano alla mancata comprensione del popolo italiano che ad Hitler l&#8217;idea gliel&#8217;ha data Mussolini&#8230;), questo perchè l&#8217;informazione in sè non è nulla, mero dato. E&#8217; la conoscenza che permette di problematizzare ed evitare storture, ma una massa di informazioni non è conoscenza. Il grosso problema è proprio la confusione dalle tue cose. Per cui poi mascherandosi dietro un&#8217;apparenza di &#8220;libertà&#8221; si nascondono i peggiori istinti. Hai mai sentito un dittatore che non si appellasse alla &#8220;libertà&#8221;? Io no.<br />
Sascha: aggiungerei, al tuo ragionamento sulla Germania, che c&#8217;è stata una reale e concreta autocritica che ha portato, naturalmente, al fatto che nessun partito politico accetterebbe mai di allearsi con i groppuscoli neonazisti. Cosa che invece, in Italia, proprio per una mancata presa di coscienza, è avvenuto e avviene.<br />
Valeria: come diceva un vecchio fumetto underground &#8220;Baby, non puoi battere Hegel!&#8221; Quel salto di livello è, secondo il mio parere, molto al di là da venire. Ma le battaglie lunghe sono anche quelle che danno maggiore soddisfazionie.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/noi-figli-di-funes/comment-page-1/#comment-104851</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 17:21:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il fatto che sia d&#039;accordo con G.L. (quando dicevo &#039;distinguere&#039; mi riferivo ai potenziali utenti di quei &#039;mussolini&#039;) penso possa essere una risposta a Francesco.
Anche io punto tutto sulla conoscenza, ma penso pure che la conoscenza di un fenomeno non si identifichi nella pura e semplice esposizione a questo.
Sono ancorata come una cozza allo scoglio a questa definizione, di Hegel se non ricordo male: &quot;conoscere è trasformare un alcunché di noto in un alcunché di conosciuto&quot;.
Ecco, è questo salto di livello che mi pare che manchi oggi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il fatto che sia d&#8217;accordo con G.L. (quando dicevo &#8216;distinguere&#8217; mi riferivo ai potenziali utenti di quei &#8216;mussolini&#8217;) penso possa essere una risposta a Francesco.<br />
Anche io punto tutto sulla conoscenza, ma penso pure che la conoscenza di un fenomeno non si identifichi nella pura e semplice esposizione a questo.<br />
Sono ancorata come una cozza allo scoglio a questa definizione, di Hegel se non ricordo male: &#8220;conoscere è trasformare un alcunché di noto in un alcunché di conosciuto&#8221;.<br />
Ecco, è questo salto di livello che mi pare che manchi oggi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Sascha		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/noi-figli-di-funes/comment-page-1/#comment-104850</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 17:14:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nella &#039;violenta e illiberale&#039; Germania una cosa del genere porterebbe in galera. Ci stanno molto attenti perchè sanno di avere gli occhi del mondo addosso anche se oggi, visto l&#039;assoluto rifiuto dei tedeschi di ridiventare nazisti il mondo ha sostanzialmente deciso di ignorare la &#039;Germania reale&#039; per concentrarsi esclusivamente sulla &#039;Germania esempio&#039;. A differenza di altri paesi i nostalgici non riescono a superare lo sbarramento del 5% e non sono al governo in alcun Land: alle ultime elezioni hanno dimezzato i loro già pochi voti.
E&#039; un effetto curioso vedere alla tivù tedesca l&#039;eterna parata di film e telefilm sul nazismo, dagli Eroi di Hogan a Schindler&#039;s List, da La Vita è Bella a Shoa, dal Giorno più Lungo a Inglorious Basterds - i tedeschi consumano quotidianamente una ricca di dieta di manufatti culturali in cui sono il Male. Alla fine la cosa un certo effetto lo fa.
I &#039;fedeli alleati&#039; se la sono cavata con poco. I giapponesi con &#039;ci avete buttato addosso l&#039;atomica!&#039;. Ungheresi, rumeni, bulgari etc con &#039;ci hanno invaso i russi!&#039;. Gli spagnoli con un &#039;beh, in guerra non ci siamo mica entrati&#039;.
E gli italiani, i peggiori di tutti, si sono convinti di averla vinta la guerra, al fianco degli Alleati: &#039;noi siamo sempre stati contro! abbiamo fatto la Resistenza, visto? Il povero Mussolini s&#039;è sbagliato, ecco tutto!&#039;
E il mondo ha deciso di accettare fin da subito la versione italiana: quante volte avete visto degli italiani cattivi fascisti nei film americani?
(e in Italia quando c&#039;erano erano censurati, vedi Casablanca con il &#039;Signor Ferrari&#039; ribattezzato e il &#039;capitano Tonelli&#039; cancellato del tutto)
Così, passato liscio il periodo brutto, oggi la maggioranza degli italiani può smetterla di far finta di amare la Resistenza e i calendari di Mussolini si vendono in edicola ed ex antisemiti sono ministri e, naturalmente, possiamo scaricare, da quei veri liberali che siamo, l&#039;app dei discorsi del Duce - una libertà negata ai poveri tedeschi...
Quanto alla simpatica teoria che di &#039;informazione&#039; più ce n&#039;è meglio è va giusto bene per i romanzi cyberpunk, nel mondo reale non sta funzionando granchè...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella &#8216;violenta e illiberale&#8217; Germania una cosa del genere porterebbe in galera. Ci stanno molto attenti perchè sanno di avere gli occhi del mondo addosso anche se oggi, visto l&#8217;assoluto rifiuto dei tedeschi di ridiventare nazisti il mondo ha sostanzialmente deciso di ignorare la &#8216;Germania reale&#8217; per concentrarsi esclusivamente sulla &#8216;Germania esempio&#8217;. A differenza di altri paesi i nostalgici non riescono a superare lo sbarramento del 5% e non sono al governo in alcun Land: alle ultime elezioni hanno dimezzato i loro già pochi voti.<br />
E&#8217; un effetto curioso vedere alla tivù tedesca l&#8217;eterna parata di film e telefilm sul nazismo, dagli Eroi di Hogan a Schindler&#8217;s List, da La Vita è Bella a Shoa, dal Giorno più Lungo a Inglorious Basterds &#8211; i tedeschi consumano quotidianamente una ricca di dieta di manufatti culturali in cui sono il Male. Alla fine la cosa un certo effetto lo fa.<br />
I &#8216;fedeli alleati&#8217; se la sono cavata con poco. I giapponesi con &#8216;ci avete buttato addosso l&#8217;atomica!&#8217;. Ungheresi, rumeni, bulgari etc con &#8216;ci hanno invaso i russi!&#8217;. Gli spagnoli con un &#8216;beh, in guerra non ci siamo mica entrati&#8217;.<br />
E gli italiani, i peggiori di tutti, si sono convinti di averla vinta la guerra, al fianco degli Alleati: &#8216;noi siamo sempre stati contro! abbiamo fatto la Resistenza, visto? Il povero Mussolini s&#8217;è sbagliato, ecco tutto!&#8217;<br />
E il mondo ha deciso di accettare fin da subito la versione italiana: quante volte avete visto degli italiani cattivi fascisti nei film americani?<br />
(e in Italia quando c&#8217;erano erano censurati, vedi Casablanca con il &#8216;Signor Ferrari&#8217; ribattezzato e il &#8216;capitano Tonelli&#8217; cancellato del tutto)<br />
Così, passato liscio il periodo brutto, oggi la maggioranza degli italiani può smetterla di far finta di amare la Resistenza e i calendari di Mussolini si vendono in edicola ed ex antisemiti sono ministri e, naturalmente, possiamo scaricare, da quei veri liberali che siamo, l&#8217;app dei discorsi del Duce &#8211; una libertà negata ai poveri tedeschi&#8230;<br />
Quanto alla simpatica teoria che di &#8216;informazione&#8217; più ce n&#8217;è meglio è va giusto bene per i romanzi cyberpunk, nel mondo reale non sta funzionando granchè&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/noi-figli-di-funes/comment-page-1/#comment-104849</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 16:36:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Colonnello GL: del tutto d&#039;accordo su questo - io non considero banale neanche il problema del crocifisso in classe, pensa un busto di Mussolini.
Ma resto convinto che più discorsi di Mussolini fai ascoltare, più umano rendi il mostro. E quando un mostro diventa umano, abbatterlo è molto più facile. Informazione, conoscenza: si torna sempre là. Ma sono cresciuto leggendo Gibson, mi hanno deformato fin da piccolo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Colonnello GL: del tutto d&#8217;accordo su questo &#8211; io non considero banale neanche il problema del crocifisso in classe, pensa un busto di Mussolini.<br />
Ma resto convinto che più discorsi di Mussolini fai ascoltare, più umano rendi il mostro. E quando un mostro diventa umano, abbatterlo è molto più facile. Informazione, conoscenza: si torna sempre là. Ma sono cresciuto leggendo Gibson, mi hanno deformato fin da piccolo&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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