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	Commenti a: NON AVEVAMO CAPITO NIENTE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-avevamo-capito-niente/comment-page-1/#comment-137809</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2014 06:28:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Loredana, capisco perfettamente la tua stanchezza (e sai perché) ma purtroppo ho imparato sulla mia pelle in altro àmbito (quello gay) che siamo tornati al &quot;grado zero&quot;, ovvero a una sorta di &quot;analfabetismo di ritorno&quot; per cui non si riesce più a riflettere pacatamente su nulla che ci riguardi spostandoci un millimetro più distanti dalla punta del naso. Spesso con livore, perché le ferite fanno male (e tanto), specie quando vanno in suppurazione nel maldestro tentativo di nasconderle e di negarle. E&#039; quello che sta accadendo in particolare a tutte le minoranze e alla più grande maggioranza trattata da minoranza della nostra società.
Io mi sono dato un codice di comportamento: provo a buttare là, pacatamente, l&#039;amo; se l&#039;altra parte risponde e dialoga, benissimo; se l&#039;altra parte resta sulle sue o risponde con rinnovato livore, la ignoro sperando che possa un giorno tornare a rifletterci sopra con calma e senza il peso delle sue ferite. Se continua ad attaccare, la stoppo con decisione.
Lo &quot;sfogatoio&quot; comunque mi preoccupa moltissimo perché è diventata la dimensione prevalente della comunicazione &quot;social&quot;: se fino a qualche tempo fa si favoleggiava che nella nostra &quot;second life&quot; avremmo riversato fanciullescamente i nostri bei sogni, oggi vediamo che invece essa è popolata dai nostri peggiori incubi, da tutto ciò che nella &quot;first life&quot; faremmo volentieri ma reprimiamo. Forse psicologicamente potrebbe essere pure un bene, ma se si passasse all&#039;atto?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Loredana, capisco perfettamente la tua stanchezza (e sai perché) ma purtroppo ho imparato sulla mia pelle in altro àmbito (quello gay) che siamo tornati al &#8220;grado zero&#8221;, ovvero a una sorta di &#8220;analfabetismo di ritorno&#8221; per cui non si riesce più a riflettere pacatamente su nulla che ci riguardi spostandoci un millimetro più distanti dalla punta del naso. Spesso con livore, perché le ferite fanno male (e tanto), specie quando vanno in suppurazione nel maldestro tentativo di nasconderle e di negarle. E&#8217; quello che sta accadendo in particolare a tutte le minoranze e alla più grande maggioranza trattata da minoranza della nostra società.<br />
Io mi sono dato un codice di comportamento: provo a buttare là, pacatamente, l&#8217;amo; se l&#8217;altra parte risponde e dialoga, benissimo; se l&#8217;altra parte resta sulle sue o risponde con rinnovato livore, la ignoro sperando che possa un giorno tornare a rifletterci sopra con calma e senza il peso delle sue ferite. Se continua ad attaccare, la stoppo con decisione.<br />
Lo &#8220;sfogatoio&#8221; comunque mi preoccupa moltissimo perché è diventata la dimensione prevalente della comunicazione &#8220;social&#8221;: se fino a qualche tempo fa si favoleggiava che nella nostra &#8220;second life&#8221; avremmo riversato fanciullescamente i nostri bei sogni, oggi vediamo che invece essa è popolata dai nostri peggiori incubi, da tutto ciò che nella &#8220;first life&#8221; faremmo volentieri ma reprimiamo. Forse psicologicamente potrebbe essere pure un bene, ma se si passasse all&#8217;atto?</p>
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		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-avevamo-capito-niente/comment-page-1/#comment-137807</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2014 20:45:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile Tiziana, confermo le parole che ho usato. Se si arriva su un blog che non ha mai usato i toni che lei lamenta, con la sua violenza verbale e la sua aggressività, non si può pretendere di essere trattata con dolcezza. Ripeto, si informi sui suoi interlocutori prima di commentare in quei termini. Personalmente, non ho scritto una sola parola sul fisico nè mai proibito nulla. Riporti le sue critiche a chi si esprime in quei termini. Non qui.
Luca, ti ringrazio per la pacatezza. Però sono stanca di stereotipi, di semplificazioni e di persone che per loro problematiche personali vengono a sfogarsi con brutalità qui. Che ci sia un problema è noto e credo di averlo scritto in decine di post. Ma proprio per questo non ho alcuna intenzione di servire da sfogatoio. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Tiziana, confermo le parole che ho usato. Se si arriva su un blog che non ha mai usato i toni che lei lamenta, con la sua violenza verbale e la sua aggressività, non si può pretendere di essere trattata con dolcezza. Ripeto, si informi sui suoi interlocutori prima di commentare in quei termini. Personalmente, non ho scritto una sola parola sul fisico nè mai proibito nulla. Riporti le sue critiche a chi si esprime in quei termini. Non qui.<br />
Luca, ti ringrazio per la pacatezza. Però sono stanca di stereotipi, di semplificazioni e di persone che per loro problematiche personali vengono a sfogarsi con brutalità qui. Che ci sia un problema è noto e credo di averlo scritto in decine di post. Ma proprio per questo non ho alcuna intenzione di servire da sfogatoio. </p>
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		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-avevamo-capito-niente/comment-page-1/#comment-137806</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2014 19:03:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi permetto di intervenire nella querelle: credo che vi sia una generale sottovalutazione da parte del mondo femminile di quale china pericolosa stia prendendo la percezione sociale su di esso, sottovalutazione che sembra stia colpendo un po&#039; tutte le parti più vessate nella nostra società attuale. Sembra una Sindrome di Stoccolma generalizzata.
Ma non è affatto una novità: se rileggessimo attentamente &quot;La banalità del male&quot; o rivedessimo il film &quot;Shoah&quot; capiremmo che poco prima della barbarie s&#039;è vissuto un momento di euforia libertaria cui è seguito un momento di totale sottostima di quanto stava montando per infine sfociare in una rassegnazione e nel tutto-contro-tutti pur di (tentare di) salvarsi di fronte all&#039;evidenza dei nuovi (terribili) fatti.
Francamente non so in quale stadio ci troviamo, mi vien da dire che stiamo ondeggiando soavemente tra il secondo e il terzo, il che non mi consola affatto.
Che molti dei problemi attuali siano figli della cultura giudaico-cristiana di stampo schiettamente patriarcale mi sembra un&#039;evidenza che sfiora la banalità: basterebbe leggere la Genesi per capirlo. Criticare il patriarcato non significa &quot;avercela con gli uomini&quot;, significa non accettare una preminenza culturale (spacciata pure per &quot;naturale&quot;, quindi senza alternative possibili) tra generi. Che poi sia difficilissimo andare controcorrente è un altro paio di maniche, ma, per favore, cerchiamo almeno di saper analizzare da dove provengono tante resistenze a un cambiamento culturale che è l&#039;unica, flebile alternativa a una autentica ecatombe sociale che si sta preparando. Donne, gay, stranieri, handicappati, persone di diversa religione saranno i primi a toccarla con mano. Anche se si affannano a negare pure le evidenze.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi permetto di intervenire nella querelle: credo che vi sia una generale sottovalutazione da parte del mondo femminile di quale china pericolosa stia prendendo la percezione sociale su di esso, sottovalutazione che sembra stia colpendo un po&#8217; tutte le parti più vessate nella nostra società attuale. Sembra una Sindrome di Stoccolma generalizzata.<br />
Ma non è affatto una novità: se rileggessimo attentamente &#8220;La banalità del male&#8221; o rivedessimo il film &#8220;Shoah&#8221; capiremmo che poco prima della barbarie s&#8217;è vissuto un momento di euforia libertaria cui è seguito un momento di totale sottostima di quanto stava montando per infine sfociare in una rassegnazione e nel tutto-contro-tutti pur di (tentare di) salvarsi di fronte all&#8217;evidenza dei nuovi (terribili) fatti.<br />
Francamente non so in quale stadio ci troviamo, mi vien da dire che stiamo ondeggiando soavemente tra il secondo e il terzo, il che non mi consola affatto.<br />
Che molti dei problemi attuali siano figli della cultura giudaico-cristiana di stampo schiettamente patriarcale mi sembra un&#8217;evidenza che sfiora la banalità: basterebbe leggere la Genesi per capirlo. Criticare il patriarcato non significa &#8220;avercela con gli uomini&#8221;, significa non accettare una preminenza culturale (spacciata pure per &#8220;naturale&#8221;, quindi senza alternative possibili) tra generi. Che poi sia difficilissimo andare controcorrente è un altro paio di maniche, ma, per favore, cerchiamo almeno di saper analizzare da dove provengono tante resistenze a un cambiamento culturale che è l&#8217;unica, flebile alternativa a una autentica ecatombe sociale che si sta preparando. Donne, gay, stranieri, handicappati, persone di diversa religione saranno i primi a toccarla con mano. Anche se si affannano a negare pure le evidenze.</p>
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		<title>
		Di: diana corsini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-avevamo-capito-niente/comment-page-1/#comment-137805</link>

		<dc:creator><![CDATA[diana corsini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2014 17:43:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco, il caso che cita Tiziana, del fisico inglese che deve scusarsi in lacrime di avere indossato una camicia ritenuta offensiva da alcune persone  è emblematico. Davvero, la bussola è partita.
O magari io e Tiziana abbiamo capito male e nessuno lo ha attaccato, e nessuno voleva che si scusasse in pubblico o che subisse pressioni perché lo facesse. Insomma, è tutto un equivoco, e ad essere intolleranti siamo noi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, il caso che cita Tiziana, del fisico inglese che deve scusarsi in lacrime di avere indossato una camicia ritenuta offensiva da alcune persone  è emblematico. Davvero, la bussola è partita.<br />
O magari io e Tiziana abbiamo capito male e nessuno lo ha attaccato, e nessuno voleva che si scusasse in pubblico o che subisse pressioni perché lo facesse. Insomma, è tutto un equivoco, e ad essere intolleranti siamo noi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Tiziana		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-avevamo-capito-niente/comment-page-1/#comment-137804</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2014 17:30:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Accidenti, non avrei mai pensato che il mio commento venisse bollato come &quot;scenata&quot; o &quot;lei vomita addosso agli altri&quot;...! Signora, con tutto il rispetto,lei sarà pure una giornalista ma ha bisogno di imparare a usare le parole.
Comunque , come le ha detto un&#039;altra persona, se in tanti e tante (perchè non siamo pochi la pensano come me forse è proprio perchè, da qualche parte e in qualche modo, con il neofemminismo si è esagerato e si sta continuando a esagerare. SE addirittura c&#039;è stata uan &quot;campagna&quot; (chiamiamola così) di ragazze che ha postato in rete i motivi per cui rfiutano il femminismo, un motivo ci sarà.
Del resto, quando vedo che uno scienziato famoso viene messo alla gogna e costretto a scusarsi in televisione per aver indossato una camicia ritenuta offensiva per le donne dalle femministe (che per inciso, tra i loro cavalli di battagli hanno &quot;una donna deve essere libera di vestirsi come vuole senza essere per questo giudicata da ciò che si mette&quot;), il pensiero non può essere che si è persa la bussola.....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Accidenti, non avrei mai pensato che il mio commento venisse bollato come &#8220;scenata&#8221; o &#8220;lei vomita addosso agli altri&#8221;&#8230;! Signora, con tutto il rispetto,lei sarà pure una giornalista ma ha bisogno di imparare a usare le parole.<br />
Comunque , come le ha detto un&#8217;altra persona, se in tanti e tante (perchè non siamo pochi la pensano come me forse è proprio perchè, da qualche parte e in qualche modo, con il neofemminismo si è esagerato e si sta continuando a esagerare. SE addirittura c&#8217;è stata uan &#8220;campagna&#8221; (chiamiamola così) di ragazze che ha postato in rete i motivi per cui rfiutano il femminismo, un motivo ci sarà.<br />
Del resto, quando vedo che uno scienziato famoso viene messo alla gogna e costretto a scusarsi in televisione per aver indossato una camicia ritenuta offensiva per le donne dalle femministe (che per inciso, tra i loro cavalli di battagli hanno &#8220;una donna deve essere libera di vestirsi come vuole senza essere per questo giudicata da ciò che si mette&#8221;), il pensiero non può essere che si è persa la bussola&#8230;..</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-avevamo-capito-niente/comment-page-1/#comment-137803</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2014 15:18:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gramellini... &quot;l&#039;orrore, l&#039;orrore...&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gramellini&#8230; &#8220;l&#8217;orrore, l&#8217;orrore&#8230;&#8221;</p>
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		<title>
		Di: diana corsini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-avevamo-capito-niente/comment-page-1/#comment-137802</link>

		<dc:creator><![CDATA[diana corsini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2014 07:36:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[tempo fa ho tradotto un articolo di una femminista americana - che scrive su testate importanti - sul massacro di Isla Vista. In poche parole ne parlava come di un femminicidio (quando erano morti 4 maschi e 2 femmine), definendo il killer un &quot;uomo che odiava le donne&quot; (e non un giovanissimo affetto da turbe psichiche accertate) e il suo gesto il risultato di una cultura patriarcale, maschilista e criminale che opprime le donne.  Questo articolo è stato ripreso da testate italiane importanti, linkato, cliccato, e via dicendo, e ha dato il via a un&#039;assurda campagna via twitter (#notallwomen), sempre nel ramo maschiofobia.
Ora forse la femminista americana non voleva dire proprio quello che ho capito (povere noi che dobbiamo avere a che fare col genere maschile), forse tutte quelle che qui e oltreoceano l&#039;hanno sostenuta e condivisa non volevano dire quello che ho capito, ma, insomma, se una cosa si muove come una papera, parla come una papera e si veste da papera forse è una papera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tempo fa ho tradotto un articolo di una femminista americana &#8211; che scrive su testate importanti &#8211; sul massacro di Isla Vista. In poche parole ne parlava come di un femminicidio (quando erano morti 4 maschi e 2 femmine), definendo il killer un &#8220;uomo che odiava le donne&#8221; (e non un giovanissimo affetto da turbe psichiche accertate) e il suo gesto il risultato di una cultura patriarcale, maschilista e criminale che opprime le donne.  Questo articolo è stato ripreso da testate italiane importanti, linkato, cliccato, e via dicendo, e ha dato il via a un&#8217;assurda campagna via twitter (#notallwomen), sempre nel ramo maschiofobia.<br />
Ora forse la femminista americana non voleva dire proprio quello che ho capito (povere noi che dobbiamo avere a che fare col genere maschile), forse tutte quelle che qui e oltreoceano l&#8217;hanno sostenuta e condivisa non volevano dire quello che ho capito, ma, insomma, se una cosa si muove come una papera, parla come una papera e si veste da papera forse è una papera.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: diana corsini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-avevamo-capito-niente/comment-page-1/#comment-137801</link>

		<dc:creator><![CDATA[diana corsini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2014 21:54:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ascoltami, puoi prendere in considerazione con calma e per una sola volta l&#039;ipotesi che se alcune persone reagiscono in un certo modo a certe campagne (martellanti, allarmiste e spesso superficiali e semplificatorie - come tu stessa hai denunciato) potrebbe anche essere colpa di quelle campagne e non dei fantasmi?
Che se una cosa dev&#039;essere continuamente ripetuta potrebbe non essere stata comunicata nel modo giusto?
e via dicendo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ascoltami, puoi prendere in considerazione con calma e per una sola volta l&#8217;ipotesi che se alcune persone reagiscono in un certo modo a certe campagne (martellanti, allarmiste e spesso superficiali e semplificatorie &#8211; come tu stessa hai denunciato) potrebbe anche essere colpa di quelle campagne e non dei fantasmi?<br />
Che se una cosa dev&#8217;essere continuamente ripetuta potrebbe non essere stata comunicata nel modo giusto?<br />
e via dicendo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-avevamo-capito-niente/comment-page-1/#comment-137800</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2014 21:41:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Diana, io leggo invece il non voler vedere che non esistono solo le campagne proibizioniste e che quelle anzi non sono la maggioranza. E ci si stufa a doverlo ripetere tutte le volte, ci si stufa assai.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diana, io leggo invece il non voler vedere che non esistono solo le campagne proibizioniste e che quelle anzi non sono la maggioranza. E ci si stufa a doverlo ripetere tutte le volte, ci si stufa assai.</p>
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		<title>
		Di: diana corsini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-avevamo-capito-niente/comment-page-1/#comment-137799</link>

		<dc:creator><![CDATA[diana corsini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2014 21:18:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[*stereotipòfobe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>*stereotipòfobe</p>
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