<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: NON C&#039;E&#039; MONDO FUORI DI QUESTA CITTA&#039;	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/non-ce-mondo-fuori-di-questa-citta/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/non-ce-mondo-fuori-di-questa-citta/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Sun, 11 May 2008 14:56:21 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-ce-mondo-fuori-di-questa-citta/comment-page-1/#comment-95738</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 May 2008 14:56:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/05/08/non-ce-mondo-fuori-di-questa-citta/#comment-95738</guid>

					<description><![CDATA[La mia mail è reperibile in alto a sinistra, sotto &quot;info&quot;. Comunque lascio il commento (ho invece cancellato quelli del pittore spammer).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia mail è reperibile in alto a sinistra, sotto &#8220;info&#8221;. Comunque lascio il commento (ho invece cancellato quelli del pittore spammer).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Oscar		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-ce-mondo-fuori-di-questa-citta/comment-page-1/#comment-95737</link>

		<dc:creator><![CDATA[Oscar]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 May 2008 13:30:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/05/08/non-ce-mondo-fuori-di-questa-citta/#comment-95737</guid>

					<description><![CDATA[Mi scuso se non trovando una mail uso questo commento per contattarla. Scrivo per la nuova rivista “Resistenza Culturale”, sito internet www.assosefira.eu. Vorrei segnalarvi la pubblicazioni di una lunga intervista alla poetessa Alda Merini da parte di un nostro giovane giornalista di Milano, Antonio Prudenzano, che l’ha incontrata poche settimane fa nella sua casa di Milano. Ci farebbe piacere se pubblicaste l’intervista (citando il link), o che ne parlaste, o che almeno la leggeste. Ecco il link:
http://www.assosefira.eu/alda_marini.html
Nell’attesa, cordiali saluti e buon lavoro,
Resistenza Culturale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi scuso se non trovando una mail uso questo commento per contattarla. Scrivo per la nuova rivista “Resistenza Culturale”, sito internet <a href="http://www.assosefira.eu" rel="nofollow ugc">http://www.assosefira.eu</a>. Vorrei segnalarvi la pubblicazioni di una lunga intervista alla poetessa Alda Merini da parte di un nostro giovane giornalista di Milano, Antonio Prudenzano, che l’ha incontrata poche settimane fa nella sua casa di Milano. Ci farebbe piacere se pubblicaste l’intervista (citando il link), o che ne parlaste, o che almeno la leggeste. Ecco il link:<br />
<a href="http://www.assosefira.eu/alda_marini.html" rel="nofollow ugc">http://www.assosefira.eu/alda_marini.html</a><br />
Nell’attesa, cordiali saluti e buon lavoro,<br />
Resistenza Culturale</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: mario pandiani		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-ce-mondo-fuori-di-questa-citta/comment-page-1/#comment-95736</link>

		<dc:creator><![CDATA[mario pandiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2008 08:00:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/05/08/non-ce-mondo-fuori-di-questa-citta/#comment-95736</guid>

					<description><![CDATA[Io non credo che il problema sia quello dell&#039;identità o dell&#039;appartenenza, i picchiatori (gli assassini) che si aggirano oggi per le strade, non solo di Verona, ormai sconfinati dai ghetti-stadi dove sembravano aver trovato un&#039;arena sufficiente per la loro violenza, sono degli sradicati e il fenomeno è moderno.
Io sono ortodosso, quindi puoi immaginare quanto ami l&#039;impero ottomano, ma sotto i turchi, fino alla metà dell&#039;800 circa, a Salonicco c&#039;era la più grande comunità ebraica d&#039;europa, armeni, curdi e greci condividevano il territorio dell&#039;Anatolia e del Caucaso fino alla Siria, dominati, ma in pace.
E&#039; con l&#039;avvento dell&#039;ideologia nazionale ottocentesca che le appartenenze naturali vengono messe in discussione (o cancellate insieme ai loro portatori, come avverrà a pochi decenni di distanza in nome della libertà e autodeterminazione dei popoli) e il nazionalismo si presenta come forza xenofoba, che si, ha liberato il territorio dell&#039;attuale Grecia dal dominio ottomano, ma è anche la stessa ideologia che ha prodotto il kemalismo con le conseguenze che conosciamo per gli abitanti non turchi di tutta l&#039;Anatolia conseguenze presenti ancora oggi.
La xenofobia e l&#039;odio per il diverso credo siano il frutto dello sradicamento e della conseguente ricerca di identità fittizzie, come lo sono quasi sempre le identità etniche.
Che identità può rappresentare il fascismo o il benessere materiale di un paese o una regione industrializzata, o i frequenti richiami ad una cristianità vuota e spogliata di ogni valore concreto che non sia quello della spartizione del potere.
Insomma, se ricordiamo con nostalgia la libertà e la ricerca di una fuga dai modelli oppressivi di alcuni ;-( decenni fa, dobbiamo ricordare che quei modelli non rappresentavano alcuna identità, ma erano alienazione delle coscienze e della nostra identità naturale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non credo che il problema sia quello dell&#8217;identità o dell&#8217;appartenenza, i picchiatori (gli assassini) che si aggirano oggi per le strade, non solo di Verona, ormai sconfinati dai ghetti-stadi dove sembravano aver trovato un&#8217;arena sufficiente per la loro violenza, sono degli sradicati e il fenomeno è moderno.<br />
Io sono ortodosso, quindi puoi immaginare quanto ami l&#8217;impero ottomano, ma sotto i turchi, fino alla metà dell&#8217;800 circa, a Salonicco c&#8217;era la più grande comunità ebraica d&#8217;europa, armeni, curdi e greci condividevano il territorio dell&#8217;Anatolia e del Caucaso fino alla Siria, dominati, ma in pace.<br />
E&#8217; con l&#8217;avvento dell&#8217;ideologia nazionale ottocentesca che le appartenenze naturali vengono messe in discussione (o cancellate insieme ai loro portatori, come avverrà a pochi decenni di distanza in nome della libertà e autodeterminazione dei popoli) e il nazionalismo si presenta come forza xenofoba, che si, ha liberato il territorio dell&#8217;attuale Grecia dal dominio ottomano, ma è anche la stessa ideologia che ha prodotto il kemalismo con le conseguenze che conosciamo per gli abitanti non turchi di tutta l&#8217;Anatolia conseguenze presenti ancora oggi.<br />
La xenofobia e l&#8217;odio per il diverso credo siano il frutto dello sradicamento e della conseguente ricerca di identità fittizzie, come lo sono quasi sempre le identità etniche.<br />
Che identità può rappresentare il fascismo o il benessere materiale di un paese o una regione industrializzata, o i frequenti richiami ad una cristianità vuota e spogliata di ogni valore concreto che non sia quello della spartizione del potere.<br />
Insomma, se ricordiamo con nostalgia la libertà e la ricerca di una fuga dai modelli oppressivi di alcuni ;-( decenni fa, dobbiamo ricordare che quei modelli non rappresentavano alcuna identità, ma erano alienazione delle coscienze e della nostra identità naturale.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Global Project Verona - Mercoledì 7 maggio 2008		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-ce-mondo-fuori-di-questa-citta/comment-page-1/#comment-95735</link>

		<dc:creator><![CDATA[Global Project Verona - Mercoledì 7 maggio 2008]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2008 16:38:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/05/08/non-ce-mondo-fuori-di-questa-citta/#comment-95735</guid>

					<description><![CDATA[Verona libera!
Appello per la costruzione di un grande meeting sabato 17 maggio a Verona
Per aderire a questo appello scrivi a: veronalibera@globalproject.info
Dobbiamo ridisegnare il centro di Verona, aprirlo, renderlo il cuore pulsante della città che viene. Dobbiamo illuminare di mille colori lo spazio minaccioso ed oscuro, questo sì pericoloso, abbandonato alla follia omicida di chi si sente legittimato ad odiare chiunque, immigrato o no.
Quella che è accaduta è una tragedia che ci lascia senza parole.
Siamo padri e madri di famiglia e il dolore immenso che proviamo è il dolore per un figlio morto che niente e nessuno potrà ridare ai suoi genitori. È assurdo che qualcuno possa essere ucciso senza motivo.
Noi abbiano paura per i nostri figli come tutti hanno paura per i loro.
Questa morte assurda riguarda tutti i cittadini di Verona. Chi ci è nato e chi ci è venuto ad abitare. Riguarda anche noi, i nuovi cittadini. Perché anche noi abbiamo bambini, figli che vanno a scuola, vicini di casa che sono, come noi, straziati da quello che è accaduto.
Crediamo che l&#039;unico modo per onorare la morte di Nicola sia quella di pensare alla vita. Di interrogarci sul tipo di convivenza che vogliamo costruire. Sulla città che vogliamo abitare e attraversare, liberi, assieme.
Dobbiamo ridisegnare il centro di Verona, aprirlo, renderlo il cuore pulsante della città che viene. Dobbiamo illuminare di mille colori lo spazio minaccioso ed oscuro, questo sì pericoloso, abbandonato alla follia omicida di chi si sente legittimato ad odiare chiunque, immigrato o no.
Non le periferie sono il luogo del degrado, ma il nulla desertificato dalla paura del centro cittadino, quello che il sindaco Tosi definisce una &quot;bomboniera&quot; e che è invece il luogo delle aggressioni e del pericolo.
Noi vogliamo parlare con tutti i veronesi, con tutta la città. Vogliamo impegnarci per costruire un&#039;altra Verona, proprio perché è ormai troppo quello che è accaduto. Non vogliamo strumentalizzare un fatto terribile trasformando tutto in una disputa ideologica.
La sicurezza, quella di poter vivere senza essere aggraditi e massacrati, è un problema vero, concreto da risolvere insieme. Per questo, per riempire i vuoti di cultura lasciati da gestioni politiche inacettabili, indiciamo per Sabato 17 maggio una grande giornata di partecipazione popolare proprio in Piazza Brà alle ore 15.00.
Non sarà un corteo, ma un grande meeting, un luogo da far vivere con l&#039;intervento di esponenti del mondo della cultura, della musica, delle arti.
Una piazza nuova, per una città diversa. Invitiamo tutti ad aiutarci, ad aderire e contribuire a questa che sentiamo come una grande e difficile sfida verso chi vorrebbe che tutto finisse nel solito rituale.
Lo facciamo noi, che siamo stati il primo bersaglio di chi governa oggi questa città, ma lo proponiamo soprattutto a tutti i cittadini.
Abbiamo un sogno, e lo vogliamo condividere.
Coordinamento migranti di Verona
Coordinamento migranti dell&#039;est veronese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Verona libera!<br />
Appello per la costruzione di un grande meeting sabato 17 maggio a Verona<br />
Per aderire a questo appello scrivi a: <a href="mailto:veronalibera@globalproject.info">veronalibera@globalproject.info</a><br />
Dobbiamo ridisegnare il centro di Verona, aprirlo, renderlo il cuore pulsante della città che viene. Dobbiamo illuminare di mille colori lo spazio minaccioso ed oscuro, questo sì pericoloso, abbandonato alla follia omicida di chi si sente legittimato ad odiare chiunque, immigrato o no.<br />
Quella che è accaduta è una tragedia che ci lascia senza parole.<br />
Siamo padri e madri di famiglia e il dolore immenso che proviamo è il dolore per un figlio morto che niente e nessuno potrà ridare ai suoi genitori. È assurdo che qualcuno possa essere ucciso senza motivo.<br />
Noi abbiano paura per i nostri figli come tutti hanno paura per i loro.<br />
Questa morte assurda riguarda tutti i cittadini di Verona. Chi ci è nato e chi ci è venuto ad abitare. Riguarda anche noi, i nuovi cittadini. Perché anche noi abbiamo bambini, figli che vanno a scuola, vicini di casa che sono, come noi, straziati da quello che è accaduto.<br />
Crediamo che l&#8217;unico modo per onorare la morte di Nicola sia quella di pensare alla vita. Di interrogarci sul tipo di convivenza che vogliamo costruire. Sulla città che vogliamo abitare e attraversare, liberi, assieme.<br />
Dobbiamo ridisegnare il centro di Verona, aprirlo, renderlo il cuore pulsante della città che viene. Dobbiamo illuminare di mille colori lo spazio minaccioso ed oscuro, questo sì pericoloso, abbandonato alla follia omicida di chi si sente legittimato ad odiare chiunque, immigrato o no.<br />
Non le periferie sono il luogo del degrado, ma il nulla desertificato dalla paura del centro cittadino, quello che il sindaco Tosi definisce una &#8220;bomboniera&#8221; e che è invece il luogo delle aggressioni e del pericolo.<br />
Noi vogliamo parlare con tutti i veronesi, con tutta la città. Vogliamo impegnarci per costruire un&#8217;altra Verona, proprio perché è ormai troppo quello che è accaduto. Non vogliamo strumentalizzare un fatto terribile trasformando tutto in una disputa ideologica.<br />
La sicurezza, quella di poter vivere senza essere aggraditi e massacrati, è un problema vero, concreto da risolvere insieme. Per questo, per riempire i vuoti di cultura lasciati da gestioni politiche inacettabili, indiciamo per Sabato 17 maggio una grande giornata di partecipazione popolare proprio in Piazza Brà alle ore 15.00.<br />
Non sarà un corteo, ma un grande meeting, un luogo da far vivere con l&#8217;intervento di esponenti del mondo della cultura, della musica, delle arti.<br />
Una piazza nuova, per una città diversa. Invitiamo tutti ad aiutarci, ad aderire e contribuire a questa che sentiamo come una grande e difficile sfida verso chi vorrebbe che tutto finisse nel solito rituale.<br />
Lo facciamo noi, che siamo stati il primo bersaglio di chi governa oggi questa città, ma lo proponiamo soprattutto a tutti i cittadini.<br />
Abbiamo un sogno, e lo vogliamo condividere.<br />
Coordinamento migranti di Verona<br />
Coordinamento migranti dell&#8217;est veronese</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
