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	Commenti a: NON CHIAMATELA NOSTALGIA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: H.L.M.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[H.L.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2014 07:43:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Maurizio: hic Rhodus, hic salta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Maurizio: hic Rhodus, hic salta.</p>
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		Di: Maurizio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 21:49:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma ancora siamo a questo? Ancora siamo a &quot;gli ambientalisti vendano la macchina e si spostino a dorso di mulo&quot;? Suvvìa, pare di essere rimpiombati negli anni ottanta. Ma una critica che sappia tenere conto delle ragioni dell&#039;estetica, dell&#039;economia, dell&#039;identità dei luoghi? a quando un salto di qualità in questo stucchevole fuoco di sbarramento?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma ancora siamo a questo? Ancora siamo a &#8220;gli ambientalisti vendano la macchina e si spostino a dorso di mulo&#8221;? Suvvìa, pare di essere rimpiombati negli anni ottanta. Ma una critica che sappia tenere conto delle ragioni dell&#8217;estetica, dell&#8217;economia, dell&#8217;identità dei luoghi? a quando un salto di qualità in questo stucchevole fuoco di sbarramento?</p>
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		Di: Paola Di Giulio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paola Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 16:37:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[p.s. non ignoranza del contado, per favore. Proprio il non sapere le cose, non avere le informazioni giuste, viziate da una visione altrui. Ne sapevo ben poco anche io che pure ho voluto parlarne qui e poi ho cercato di saperne di più, e a qualcosa serve.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>p.s. non ignoranza del contado, per favore. Proprio il non sapere le cose, non avere le informazioni giuste, viziate da una visione altrui. Ne sapevo ben poco anche io che pure ho voluto parlarne qui e poi ho cercato di saperne di più, e a qualcosa serve.</p>
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		<title>
		Di: Paola Di Giulio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paola Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 16:30:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@H.L.M.: io vivo in campagna! E non per il week end! Devo pagarmi la benzina per qualsiasi spostamento anche piccolo e so quel che vuoi dire. (Ma questo discorso qui e ora non c&#039;entra granché, forse c&#039;è un equivoco. Quel collegamento tra Marche e Umbria già c&#039;era, la strada nuova, doppia di quella che già c&#039;è, è un passante per i tir e le auto che poco guarderanno le bellezze locali temo e non si parlava di centri commerciali per i locali temo...).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@H.L.M.: io vivo in campagna! E non per il week end! Devo pagarmi la benzina per qualsiasi spostamento anche piccolo e so quel che vuoi dire. (Ma questo discorso qui e ora non c&#8217;entra granché, forse c&#8217;è un equivoco. Quel collegamento tra Marche e Umbria già c&#8217;era, la strada nuova, doppia di quella che già c&#8217;è, è un passante per i tir e le auto che poco guarderanno le bellezze locali temo e non si parlava di centri commerciali per i locali temo&#8230;).</p>
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		Di: H.L.M.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-chiamatela-nostalgia/comment-page-1/#comment-137709</link>

		<dc:creator><![CDATA[H.L.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 14:49:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Paola Di Giulio: mentre si mediat sull&#039;ignoranza degli indigeni, può essere istruttivo farsi una spesa in una bucolica località di montagna - diciamo in Bassa Sabina, per comodità dei lettori romani.
Facendolo, si scopre che un normale approvigionamento di generi di consumo quotidiano richiede una guidata di 40 Km su strade che offrono meravigliosi paesaggi - che però non sembrano più tali se uno  è obbligato a vederli quotidianamente - per raggiungere un supermercato che ha prezzi medi superiori del 25% a quelli del centro di Bologna, e che lo si fa perchè l&#039;amichevole macellaio a Km. 0 del paesello ci schiaffa su un altro 20%, che compensa abbondantemente il carburante che ci vuole a raggiungere il non-locale Giesse a km 40.
Ed è una cosa che dà prospettiva, perché non è del tutto vero che ogni scelta che proviene dal contado sia dovuta a crassa ignoranza o mancanza di buon senso. Poi uno può sempre farsi la ricotta, macinarsi la farina, macellare il maiale, raccogliere l&#039;oliva e spostarsi a dorso di mulo. Come si faceva in Arcadia, tanto, tanto tempo fa, quando stavamo tutti meglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Paola Di Giulio: mentre si mediat sull&#8217;ignoranza degli indigeni, può essere istruttivo farsi una spesa in una bucolica località di montagna &#8211; diciamo in Bassa Sabina, per comodità dei lettori romani.<br />
Facendolo, si scopre che un normale approvigionamento di generi di consumo quotidiano richiede una guidata di 40 Km su strade che offrono meravigliosi paesaggi &#8211; che però non sembrano più tali se uno  è obbligato a vederli quotidianamente &#8211; per raggiungere un supermercato che ha prezzi medi superiori del 25% a quelli del centro di Bologna, e che lo si fa perchè l&#8217;amichevole macellaio a Km. 0 del paesello ci schiaffa su un altro 20%, che compensa abbondantemente il carburante che ci vuole a raggiungere il non-locale Giesse a km 40.<br />
Ed è una cosa che dà prospettiva, perché non è del tutto vero che ogni scelta che proviene dal contado sia dovuta a crassa ignoranza o mancanza di buon senso. Poi uno può sempre farsi la ricotta, macinarsi la farina, macellare il maiale, raccogliere l&#8217;oliva e spostarsi a dorso di mulo. Come si faceva in Arcadia, tanto, tanto tempo fa, quando stavamo tutti meglio.</p>
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		<title>
		Di: Paola Di Giulio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-chiamatela-nostalgia/comment-page-1/#comment-137708</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paola Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 13:38:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Preferisco pensare che ci sia dietro un enorme problema di ignoranza, di errori di logica pure, nel senso di non saper più unire un ragionamento ad un altro in maniera conseguente. Spiegano che faranno migliaia di metri quadri di area commerciale allo svincolo, e questo nel nostro cervello si connette automaticamente all&#039;afflusso di turisti. Perché questo viene detto, saltando a piè pari le altre ipotesi (meno trionfanti) e  un certo buon senso. Ma dietro c&#039;è sempre il non sapere qual&#039;è la situazione, quali sono i numeri e pure gli altri racconti che hanno radici nel territorio e in noi stessi. In questo mi sembra che il tuo Trenino riesca a raccontare veramente tante storie: la vita vissuta in quei luoghi, le leggende e i racconti delle persone, la nuova mirabolante strada che buca la montagna.... Senza l&#039;anestesia e l&#039;amnesia forzata a cui gli interessi di pochi vorrebbero portare intere comunità. Ecco, xché ci sono delle cose che non sono vere, non saranno mai vere e non sarebbe neanche difficile saperlo se accettassimo di capire senza mediazioni quel che accade. Proprio lavorando sulle informazioni, e perfino di nascosto. Perché ovunque viene detto che &#039;qui tutti devono qualcosa a qualcuno&#039;.
Eh, se il tuo libro facesse venire qualche dubbio a qualcuno e indicasse pure un altro modo di vedere le cose...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Preferisco pensare che ci sia dietro un enorme problema di ignoranza, di errori di logica pure, nel senso di non saper più unire un ragionamento ad un altro in maniera conseguente. Spiegano che faranno migliaia di metri quadri di area commerciale allo svincolo, e questo nel nostro cervello si connette automaticamente all&#8217;afflusso di turisti. Perché questo viene detto, saltando a piè pari le altre ipotesi (meno trionfanti) e  un certo buon senso. Ma dietro c&#8217;è sempre il non sapere qual&#8217;è la situazione, quali sono i numeri e pure gli altri racconti che hanno radici nel territorio e in noi stessi. In questo mi sembra che il tuo Trenino riesca a raccontare veramente tante storie: la vita vissuta in quei luoghi, le leggende e i racconti delle persone, la nuova mirabolante strada che buca la montagna&#8230;. Senza l&#8217;anestesia e l&#8217;amnesia forzata a cui gli interessi di pochi vorrebbero portare intere comunità. Ecco, xché ci sono delle cose che non sono vere, non saranno mai vere e non sarebbe neanche difficile saperlo se accettassimo di capire senza mediazioni quel che accade. Proprio lavorando sulle informazioni, e perfino di nascosto. Perché ovunque viene detto che &#8216;qui tutti devono qualcosa a qualcuno&#8217;.<br />
Eh, se il tuo libro facesse venire qualche dubbio a qualcuno e indicasse pure un altro modo di vedere le cose&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Alessandro Borri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-chiamatela-nostalgia/comment-page-1/#comment-137707</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Borri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 12:41:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me pare ci sia un doppio livello che ha concorso, in singolare simpatia, al disastroso esito: una politica che ha dato un esempio basato sul prono adeguarsi alla volontà speculatrice dei privati, lasciando che palazzinare e compagnia bella avessero mano libera nel sacco del territorio, dentro o fuori la cornice di una legalità comunque &quot;corrotta&quot; (dal punto di vista etico); e un numero abnorme (rispetto a qualsiasi altro paese occidentale) di appartenenti alla comunità che (per necessità o meno) si sono sentiti svincolati da qualsiasi obbligo verso i propri conterranei e verso un potere considerato estraneo (o comunque imitato nei suoi comportamenti deteriori), producendo la superfetazione abusivista che ben conosciamo. Un attacco da due fronti il cui risultato estetico è plasticamente evidente aprendo gli occhi su larghe porzioni del territorio italiano, e le cui ferali conseguenze presentano il conto a ogni pioggia solo un po&#039; fuori scala, a ogni sommovimento di terra, a ogni mareggiata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me pare ci sia un doppio livello che ha concorso, in singolare simpatia, al disastroso esito: una politica che ha dato un esempio basato sul prono adeguarsi alla volontà speculatrice dei privati, lasciando che palazzinare e compagnia bella avessero mano libera nel sacco del territorio, dentro o fuori la cornice di una legalità comunque &#8220;corrotta&#8221; (dal punto di vista etico); e un numero abnorme (rispetto a qualsiasi altro paese occidentale) di appartenenti alla comunità che (per necessità o meno) si sono sentiti svincolati da qualsiasi obbligo verso i propri conterranei e verso un potere considerato estraneo (o comunque imitato nei suoi comportamenti deteriori), producendo la superfetazione abusivista che ben conosciamo. Un attacco da due fronti il cui risultato estetico è plasticamente evidente aprendo gli occhi su larghe porzioni del territorio italiano, e le cui ferali conseguenze presentano il conto a ogni pioggia solo un po&#8217; fuori scala, a ogni sommovimento di terra, a ogni mareggiata.</p>
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		<title>
		Di: H.L.M.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-chiamatela-nostalgia/comment-page-1/#comment-137706</link>

		<dc:creator><![CDATA[H.L.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 12:05:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma a me pare che quando &quot;una comunità — senza che nessuno la costringesse — ha deciso di eleggere politici disposti a corrompere le leggi, perché le leggi corrotte permettessero di corrompere l’ambiente. Legalmente.&quot; siamo di fronte ad un fenomeno che si chiama &quot;democrazia&quot;, che è tale anche quando porta a scelte  non da tutti condivise. (E aggiungo, se tutto era legale le leggi non sono state &quot;corrotte&quot;: sono state fatte - magari male, magari brutte, magari non ci piacciono...)
Naturalmente se poi le scelte democratiche di una comunità proocano costi per la comunità stessa - una frana,poniamo -  è altrettanto democratico che i costi siano affrontati da chi ha fatto le scelte (non da tutta la collettività).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma a me pare che quando &#8220;una comunità — senza che nessuno la costringesse — ha deciso di eleggere politici disposti a corrompere le leggi, perché le leggi corrotte permettessero di corrompere l’ambiente. Legalmente.&#8221; siamo di fronte ad un fenomeno che si chiama &#8220;democrazia&#8221;, che è tale anche quando porta a scelte  non da tutti condivise. (E aggiungo, se tutto era legale le leggi non sono state &#8220;corrotte&#8221;: sono state fatte &#8211; magari male, magari brutte, magari non ci piacciono&#8230;)<br />
Naturalmente se poi le scelte democratiche di una comunità proocano costi per la comunità stessa &#8211; una frana,poniamo &#8211;  è altrettanto democratico che i costi siano affrontati da chi ha fatto le scelte (non da tutta la collettività).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Alessandro Borri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-chiamatela-nostalgia/comment-page-1/#comment-137705</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Borri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 09:40:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(preciso che è una mia piccola campagna sull&#039;uso dell&#039;aggettivo &quot;bestiale&quot;, che si trascina dietro una tradizione specista troppo lunga per poterlo - a mio modo di vedere - utilizzare senza una profonda riflessione sui significati deteriori che ha assunto dal punto di vista linguistico.)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(preciso che è una mia piccola campagna sull&#8217;uso dell&#8217;aggettivo &#8220;bestiale&#8221;, che si trascina dietro una tradizione specista troppo lunga per poterlo &#8211; a mio modo di vedere &#8211; utilizzare senza una profonda riflessione sui significati deteriori che ha assunto dal punto di vista linguistico.)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandro Borri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-chiamatela-nostalgia/comment-page-1/#comment-137704</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Borri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 09:31:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tutto terribilmente vero. Solo su una cosa farei una precisazione: la &quot;negrarizzazione&quot; non è per niente idea &quot;bestiale&quot;, è idea umanissima, di quell&#039;umanità che non considera il territorio la propria casa, il luogo in cui vivere (con cui convivere) nel rispetto, ma uno spazio da conquistare, sfruttare, colonizzare, e via col tutto il repertorio dell&#039;hybris antropocentrica. Imparare dalle &quot;bestie&quot;: non sarà mai troppo tardi (o forse sì?).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto terribilmente vero. Solo su una cosa farei una precisazione: la &#8220;negrarizzazione&#8221; non è per niente idea &#8220;bestiale&#8221;, è idea umanissima, di quell&#8217;umanità che non considera il territorio la propria casa, il luogo in cui vivere (con cui convivere) nel rispetto, ma uno spazio da conquistare, sfruttare, colonizzare, e via col tutto il repertorio dell&#8217;hybris antropocentrica. Imparare dalle &#8220;bestie&#8221;: non sarà mai troppo tardi (o forse sì?).</p>
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