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	Commenti a: NON VI CI ABITUATE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Rude Boy		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rude Boy]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 15:27:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Meglio. Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Meglio. Grazie.</p>
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		<title>
		Di: Francesco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 18:33:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No. Solo lo stesso cognome.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No. Solo lo stesso cognome.</p>
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		<title>
		Di: Rude Boy		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-vi-ci-abituate/comment-page-1/#comment-97705</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rude Boy]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 16:14:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate l&#039;ignoranza ma questo Dimitri è parente con quello della setta dei Bambini di Satana?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate l&#8217;ignoranza ma questo Dimitri è parente con quello della setta dei Bambini di Satana?</p>
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		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-vi-ci-abituate/comment-page-1/#comment-97704</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 18:12:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#039;è la necessità di uscire dalle &quot;regole&quot; di Tolkien.
Elfi alti belli e immortali. La Terra che somiglia alla nostra ma è ferma al Medioevo. Divinità ricalcate su quelle greche (cioè che sono milioni e partecipano attivamente alla vita degli umani).
Un rapporto con la magia molto particolare, cioè esiste per alcuni e amen.
Tutta la sua suddivisione in razze: elfi, umani, nani, mezziuomini, draghi, orchi, orconi, orchetti.
E un certo prototipo di cattivo, ossia il Male assoluto.
Terry Brooks che è stato molto criticato per avere copiato a mano bassa da Tolkien, in realtà c&#039;aveva provato a cambiare un po&#039; queste regole. Non è riuscito a discostarsene in toto, certo, ma c&#039;ha provato.
Il King della Torre Nera che grazie a questo blog ho cominciato a leggere e ad adorare è un King che inventa di sana pianta. Però, anche qui, si è dato delle regole molto ben precise.
Il bello e il drammatico del fantasy (per uno scrittore s&#039;intende, per il lettore è solo goduria) è proprio qui: il massimo della libertà e il massimo del rispetto delle regole. La scommessa è proprio sulle regole. E&#039; lì che si parrà la nobilitate dell&#039;autore: quanto sono originali, quanto sono dissacratorie, quanto sono precise...
E le regole non valgono solo per il mondo creato, ma anche per le regole della narrativa. Cioè, in linea di massima il fantasy appartiene a quell&#039;archetipo stranalizzato del &quot;Viaggio dell&#039;eroe&quot;, ma non sta scritto da nessuna parte che debba essere rispettato in tutti i punti. Anche qui, credo, lo scrittore possa dare prova della sua fantasia, alterando e modificando.
Certo nel rispetto delle suddette regole e del lettore. &quot;Il signore degli Anelli&quot; avrebbe anche potuto concludersi con Frodo senza l&#039;aiuto di Gollum che non jela fa a buttare di sotto l&#039;anello...Ma...L&#039;impatto emotivo sarebbe stato il medesimo?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è la necessità di uscire dalle &#8220;regole&#8221; di Tolkien.<br />
Elfi alti belli e immortali. La Terra che somiglia alla nostra ma è ferma al Medioevo. Divinità ricalcate su quelle greche (cioè che sono milioni e partecipano attivamente alla vita degli umani).<br />
Un rapporto con la magia molto particolare, cioè esiste per alcuni e amen.<br />
Tutta la sua suddivisione in razze: elfi, umani, nani, mezziuomini, draghi, orchi, orconi, orchetti.<br />
E un certo prototipo di cattivo, ossia il Male assoluto.<br />
Terry Brooks che è stato molto criticato per avere copiato a mano bassa da Tolkien, in realtà c&#8217;aveva provato a cambiare un po&#8217; queste regole. Non è riuscito a discostarsene in toto, certo, ma c&#8217;ha provato.<br />
Il King della Torre Nera che grazie a questo blog ho cominciato a leggere e ad adorare è un King che inventa di sana pianta. Però, anche qui, si è dato delle regole molto ben precise.<br />
Il bello e il drammatico del fantasy (per uno scrittore s&#8217;intende, per il lettore è solo goduria) è proprio qui: il massimo della libertà e il massimo del rispetto delle regole. La scommessa è proprio sulle regole. E&#8217; lì che si parrà la nobilitate dell&#8217;autore: quanto sono originali, quanto sono dissacratorie, quanto sono precise&#8230;<br />
E le regole non valgono solo per il mondo creato, ma anche per le regole della narrativa. Cioè, in linea di massima il fantasy appartiene a quell&#8217;archetipo stranalizzato del &#8220;Viaggio dell&#8217;eroe&#8221;, ma non sta scritto da nessuna parte che debba essere rispettato in tutti i punti. Anche qui, credo, lo scrittore possa dare prova della sua fantasia, alterando e modificando.<br />
Certo nel rispetto delle suddette regole e del lettore. &#8220;Il signore degli Anelli&#8221; avrebbe anche potuto concludersi con Frodo senza l&#8217;aiuto di Gollum che non jela fa a buttare di sotto l&#8217;anello&#8230;Ma&#8230;L&#8217;impatto emotivo sarebbe stato il medesimo?</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-vi-ci-abituate/comment-page-1/#comment-97703</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 09:18:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E certo, Ekerot ha ragione: il fantasy è il genere più complesso proprio perchè regole e coerenza sono indispensabili. Però. Però è anche necessario uscire da Tolkien e cercare altre strade. Lo hanno fatto King, Barker, Gaiman. In Italia mi sembra che almeno si cominci a provarci, grazie al cielo.
E la fantasia non può, non deve, essere totalmente anarchica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E certo, Ekerot ha ragione: il fantasy è il genere più complesso proprio perchè regole e coerenza sono indispensabili. Però. Però è anche necessario uscire da Tolkien e cercare altre strade. Lo hanno fatto King, Barker, Gaiman. In Italia mi sembra che almeno si cominci a provarci, grazie al cielo.<br />
E la fantasia non può, non deve, essere totalmente anarchica.</p>
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		<title>
		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-vi-ci-abituate/comment-page-1/#comment-97702</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 06:43:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il fantasy deve avere regole ferree. E non perché lo dicono tutti, o perché lo dicono i manuali.
E&#039; sancito nella sua natura, in quanto lo stesso lettore (salvo rare eccezioni) lo accetta come tale.
Se dico che il lupo parla con l&#039;agnello, è una regola. Ci credo. Non mi pare lì per lì che ci sia niente di strano. Ma se quello stesso agnello volasse, lì mi fermerei dubbioso.
Ora non saprei spiegare scientificamente perché accada questo, come non so spiegare scientificamente perché mentre si legge si immagina in perfetta simultaneità.
Però so che senza regole il fantasy va poco lontano. Tutta la prima parte del Silmarillion che è un compendio di miti vari, mi pare frutto di una fantasia mirabile, tutt&#039;altro che &quot;grigio&quot;.
Se per fantasia si intende l&#039;anarchia totale, allora si finisce su David Lynch, ma non penso abbia niente a che vedere col fantasy.
Poi uno può ovviamente strapreferire Lynch a Tolkien.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il fantasy deve avere regole ferree. E non perché lo dicono tutti, o perché lo dicono i manuali.<br />
E&#8217; sancito nella sua natura, in quanto lo stesso lettore (salvo rare eccezioni) lo accetta come tale.<br />
Se dico che il lupo parla con l&#8217;agnello, è una regola. Ci credo. Non mi pare lì per lì che ci sia niente di strano. Ma se quello stesso agnello volasse, lì mi fermerei dubbioso.<br />
Ora non saprei spiegare scientificamente perché accada questo, come non so spiegare scientificamente perché mentre si legge si immagina in perfetta simultaneità.<br />
Però so che senza regole il fantasy va poco lontano. Tutta la prima parte del Silmarillion che è un compendio di miti vari, mi pare frutto di una fantasia mirabile, tutt&#8217;altro che &#8220;grigio&#8221;.<br />
Se per fantasia si intende l&#8217;anarchia totale, allora si finisce su David Lynch, ma non penso abbia niente a che vedere col fantasy.<br />
Poi uno può ovviamente strapreferire Lynch a Tolkien.</p>
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		<title>
		Di: The Daxman		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-vi-ci-abituate/comment-page-1/#comment-97701</link>

		<dc:creator><![CDATA[The Daxman]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 18:55:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non sono daccordo con l&#039;idea che la mancanza di fantasia e del senso della meraviglia abbia a che fare con il razionalismo del Concilio Vaticano Secondo (?) o comunque con il monopolio sul sacro della Chiesa (va bene che la Chiesa ha i suoi problemi, però facciamo a meno di inventarne). Non solo perché la dimensione della meraviglia, del soprannaturale o anche dell&#039;orrore funzionano meglio se si appoggiano su una pratica culturale/sacra quotidiana (una divinità maligna azteca non mi fa né caldo né freddo, ma una possessione diabolica non mi fa dormire per una settimana). Inoltre, la stragrande maggioranza dell&#039;immaginario fantastico o di genere del novecento nasce proprio dal razionalismo scientifico, capitalista e metropolitano (la fantascienza, il poliziesco, o il sense of wonder dei fumetti supereroistici della Silver Age). Mi rendo conto di dare ora un giudizio un po&#039; sommario che a molti non piacerà, ma gran parte dell&#039;immaginario fantasy mi dà l&#039;idea di essere al contrario poco fantasioso. Nel senso, c&#039;è molto escapismo, si va in realtà completamente estranee alla nostra, però ha un sistema di regole tutto sommato rigide dalle quali non si scappa, e in questo per me non c&#039;è affatto sense of wonder.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono daccordo con l&#8217;idea che la mancanza di fantasia e del senso della meraviglia abbia a che fare con il razionalismo del Concilio Vaticano Secondo (?) o comunque con il monopolio sul sacro della Chiesa (va bene che la Chiesa ha i suoi problemi, però facciamo a meno di inventarne). Non solo perché la dimensione della meraviglia, del soprannaturale o anche dell&#8217;orrore funzionano meglio se si appoggiano su una pratica culturale/sacra quotidiana (una divinità maligna azteca non mi fa né caldo né freddo, ma una possessione diabolica non mi fa dormire per una settimana). Inoltre, la stragrande maggioranza dell&#8217;immaginario fantastico o di genere del novecento nasce proprio dal razionalismo scientifico, capitalista e metropolitano (la fantascienza, il poliziesco, o il sense of wonder dei fumetti supereroistici della Silver Age). Mi rendo conto di dare ora un giudizio un po&#8217; sommario che a molti non piacerà, ma gran parte dell&#8217;immaginario fantasy mi dà l&#8217;idea di essere al contrario poco fantasioso. Nel senso, c&#8217;è molto escapismo, si va in realtà completamente estranee alla nostra, però ha un sistema di regole tutto sommato rigide dalle quali non si scappa, e in questo per me non c&#8217;è affatto sense of wonder.</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-vi-ci-abituate/comment-page-1/#comment-97700</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 18:11:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Beh, Carlo...a parte il fatto che mi diverte molto questo calore quando si parla del premio Scerbanenco. E mi dà anche da pensare, ma fa niente. :)
Personalmente (attenzione: PERSONALMENTE, parlo PER ME), penso che il concetto di &quot;noir&quot; possa includere anche romanzi che apparentemente non rientrano in quel canone, ma ne rispettano la filosofia, le atmosfere, gli intenti. Ribadisco che parlo solo ed esclusivamente a titolo personale, grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, Carlo&#8230;a parte il fatto che mi diverte molto questo calore quando si parla del premio Scerbanenco. E mi dà anche da pensare, ma fa niente. 🙂<br />
Personalmente (attenzione: PERSONALMENTE, parlo PER ME), penso che il concetto di &#8220;noir&#8221; possa includere anche romanzi che apparentemente non rientrano in quel canone, ma ne rispettano la filosofia, le atmosfere, gli intenti. Ribadisco che parlo solo ed esclusivamente a titolo personale, grazie.</p>
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		<title>
		Di: carlo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-vi-ci-abituate/comment-page-1/#comment-97699</link>

		<dc:creator><![CDATA[carlo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 15:22:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@francesca: recensione è quando viene fatto un resoconto critico di un&#039;opera, intervista quando una persona risponde al suo interlocutore.
Se poi nell&#039;intervista questa persona dice &quot;Ho provato a scrivere altro: un noir, per esempio, ma non ci sono riuscito proprio perché non lo vedevo.&quot; e lo ritroviamo in lizza come MIGLIOR ROMANZO NOIR (ed infatti pure qui dicono che sia &quot;difficile indovinare i motivi che hanno spinto gli organizzatori a considerare questo romanzo&quot; http://www.fantasymagazine.it/notizie/9561/pan-si-veste-di-nero/) sarebbe più interessante capire come siano stati scelti e da chi i 100 romanzi in gara.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@francesca: recensione è quando viene fatto un resoconto critico di un&#8217;opera, intervista quando una persona risponde al suo interlocutore.<br />
Se poi nell&#8217;intervista questa persona dice &#8220;Ho provato a scrivere altro: un noir, per esempio, ma non ci sono riuscito proprio perché non lo vedevo.&#8221; e lo ritroviamo in lizza come MIGLIOR ROMANZO NOIR (ed infatti pure qui dicono che sia &#8220;difficile indovinare i motivi che hanno spinto gli organizzatori a considerare questo romanzo&#8221; <a href="http://www.fantasymagazine.it/notizie/9561/pan-si-veste-di-nero/" rel="nofollow ugc">http://www.fantasymagazine.it/notizie/9561/pan-si-veste-di-nero/</a>) sarebbe più interessante capire come siano stati scelti e da chi i 100 romanzi in gara.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/non-vi-ci-abituate/comment-page-1/#comment-97698</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 14:22:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ora, da quando sono stati resi noti i nomi dei giurati e dei concorrenti al Premio Scerbanenco, ricevo commentini puntuti, del genere &quot;ma ce la farete a leggere davvero tutta quella roba&quot;. Oppure, cose del genere di questa &quot;Francesca&quot;.
Onestamente risibili. Se si guarda l&#039;elenco dei libri in concorso, risulta evidente che moltissimi di quei titoli sono già stati recensiti nei mesi scorsi: in questo blog, sulle pagine dei giornali dove scrivono altri giurati, eccetera.
Altresì evidente, il fatto che ogni giurato esprimerà le proprie preferenze: dopo aver letto, a volte coraggiosamente, tutto quello che arriva. Vale anche per altri premi dove mi trovo per ventura ad essere giuria. Leggere tutto non significa giudicare tutto alla stessa stregua.
Mi sembrava ovvio. Ma la malafede non muore mai.
Evidente pure questo.
Ps. Questa è un&#039;intervista, non una recensione, a casa mia.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ora, da quando sono stati resi noti i nomi dei giurati e dei concorrenti al Premio Scerbanenco, ricevo commentini puntuti, del genere &#8220;ma ce la farete a leggere davvero tutta quella roba&#8221;. Oppure, cose del genere di questa &#8220;Francesca&#8221;.<br />
Onestamente risibili. Se si guarda l&#8217;elenco dei libri in concorso, risulta evidente che moltissimi di quei titoli sono già stati recensiti nei mesi scorsi: in questo blog, sulle pagine dei giornali dove scrivono altri giurati, eccetera.<br />
Altresì evidente, il fatto che ogni giurato esprimerà le proprie preferenze: dopo aver letto, a volte coraggiosamente, tutto quello che arriva. Vale anche per altri premi dove mi trovo per ventura ad essere giuria. Leggere tutto non significa giudicare tutto alla stessa stregua.<br />
Mi sembrava ovvio. Ma la malafede non muore mai.<br />
Evidente pure questo.<br />
Ps. Questa è un&#8217;intervista, non una recensione, a casa mia.</p>
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