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	Commenti a: NUMERO NOVANTATRE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Calenda Maia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/numero-novantatre/comment-page-2/#comment-124900</link>

		<dc:creator><![CDATA[Calenda Maia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 17:56:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tramite Facebook mi è arrivato questo video di &quot;Fuitine in Kirghizistan&quot;
http://www.vice.com/it/vice-news/bride-kidnapping-in-kyrgyzstan-part-1
http://www.vice.com/it/vice-news/bride-kidnapping-in-kyrgyzstan-part-2
Un pugno nello stomaco che pone anche qualche interrogativo etico, secondo me, sull&#039;autore del filmato. Ma il primo pensiero è che noi proveniamo da una cultura in cui questo era permesso, e scrollarsi di dosso completamente questo passato è un processo molto lungo, forse non ne siamo usciti del tutto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tramite Facebook mi è arrivato questo video di &#8220;Fuitine in Kirghizistan&#8221;<br />
<a href="http://www.vice.com/it/vice-news/bride-kidnapping-in-kyrgyzstan-part-1" rel="nofollow ugc">http://www.vice.com/it/vice-news/bride-kidnapping-in-kyrgyzstan-part-1</a><br />
<a href="http://www.vice.com/it/vice-news/bride-kidnapping-in-kyrgyzstan-part-2" rel="nofollow ugc">http://www.vice.com/it/vice-news/bride-kidnapping-in-kyrgyzstan-part-2</a><br />
Un pugno nello stomaco che pone anche qualche interrogativo etico, secondo me, sull&#8217;autore del filmato. Ma il primo pensiero è che noi proveniamo da una cultura in cui questo era permesso, e scrollarsi di dosso completamente questo passato è un processo molto lungo, forse non ne siamo usciti del tutto.</p>
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		<title>
		Di: Tizi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/numero-novantatre/comment-page-2/#comment-124899</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tizi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 14:52:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Loredana Lipperini, scusa se mi sono permessa di consigliarti misure drastiche sull&#039;eliminazione dei post, rimani sempre tu l&#039;unica a poter decidere se dialogare o no, ma navigando con frequenza ho trovato pagine intere e forum di maschi preoccupatissimi per l&#039;esistenza delle femministe, si scambiano messaggi tra di loro segnalando giornaliste o singole persone per avvisare altri come loro, temo che si mettano anche d&#039;accordo per bombardare di commenti insulsi o provocatori blog di organizzazioni femminili o femministi che dir si voglia. La loro capacità d&#039;organizzazione mi fa pensare che ci sia ben altro dietro.Ed è anche questa una gravissima forma di violenza peraltro premeditata e non passionale , spero di non essere uscita dal topic...)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Loredana Lipperini, scusa se mi sono permessa di consigliarti misure drastiche sull&#8217;eliminazione dei post, rimani sempre tu l&#8217;unica a poter decidere se dialogare o no, ma navigando con frequenza ho trovato pagine intere e forum di maschi preoccupatissimi per l&#8217;esistenza delle femministe, si scambiano messaggi tra di loro segnalando giornaliste o singole persone per avvisare altri come loro, temo che si mettano anche d&#8217;accordo per bombardare di commenti insulsi o provocatori blog di organizzazioni femminili o femministi che dir si voglia. La loro capacità d&#8217;organizzazione mi fa pensare che ci sia ben altro dietro.Ed è anche questa una gravissima forma di violenza peraltro premeditata e non passionale , spero di non essere uscita dal topic&#8230;)</p>
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		<title>
		Di: Tizi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/numero-novantatre/comment-page-2/#comment-124898</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tizi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 14:41:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Valeria e Danae : perché una donna da &quot;punire&quot; deve essere punita attraverso una violazione del corpo? Forse perché il suo corpo è più debole e facilmente violentabile, forse perché il suo corpo è la via d&#039;accesso per umiliarne la mente?Perché è più umiliante e fa immediatamente notare chi è il più forte,perché chi la pensa così pensa che essere potenti fisicamente  sia  il simbolo di un potere  mentale e quindi se il potere è fisico e mentale è un potere assoluto che nullifica l&#039;altra interamente e la elimina dall&#039;orizzonte della relazione, questi uomini che odiano le donne le vogliono eliminare totalmente dalla loro vita, riescono ad ucciderle anche da vive attraverso lo stalking, la violenza psicologica, la distruzione della loro autostima, ecc. ecc. La causa o le cause  di queste crudeltà? So che se continuiamo a cercarle continueranno ad ucciderci, è giusto lavorare per modificare la mentalità maschile e femminile, ma nel frattempo è necessario fare tutto il possibile per difendere donne e bambine/i in modo pratico e con strategie concrete.Ed è necessario rendersi conto del fatto che sul web e non solamente lì, esiste un vero e proprio movimento maschile di istigatori alla violenza contro le donne e forse sarebbe il caso di parlarne anche se è un discorso che se fatto in modo serio rischia di essere molto pericoloso per chi osa andare fino in fondo...@ un consiglio all&#039;autrice del blog, so che è difficile, ma alcuni interventi andrebbero deliberatamente ignorati specialmente quando bloccano la libera discussione, eliminando direttamente i post appena appaiono. Non ti biasimeremo mai per questo, noi lettrici affezionate.Non è atteggiamento antidemocratico ma semplice eliminazione dell&#039;Inutile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Valeria e Danae : perché una donna da &#8220;punire&#8221; deve essere punita attraverso una violazione del corpo? Forse perché il suo corpo è più debole e facilmente violentabile, forse perché il suo corpo è la via d&#8217;accesso per umiliarne la mente?Perché è più umiliante e fa immediatamente notare chi è il più forte,perché chi la pensa così pensa che essere potenti fisicamente  sia  il simbolo di un potere  mentale e quindi se il potere è fisico e mentale è un potere assoluto che nullifica l&#8217;altra interamente e la elimina dall&#8217;orizzonte della relazione, questi uomini che odiano le donne le vogliono eliminare totalmente dalla loro vita, riescono ad ucciderle anche da vive attraverso lo stalking, la violenza psicologica, la distruzione della loro autostima, ecc. ecc. La causa o le cause  di queste crudeltà? So che se continuiamo a cercarle continueranno ad ucciderci, è giusto lavorare per modificare la mentalità maschile e femminile, ma nel frattempo è necessario fare tutto il possibile per difendere donne e bambine/i in modo pratico e con strategie concrete.Ed è necessario rendersi conto del fatto che sul web e non solamente lì, esiste un vero e proprio movimento maschile di istigatori alla violenza contro le donne e forse sarebbe il caso di parlarne anche se è un discorso che se fatto in modo serio rischia di essere molto pericoloso per chi osa andare fino in fondo&#8230;@ un consiglio all&#8217;autrice del blog, so che è difficile, ma alcuni interventi andrebbero deliberatamente ignorati specialmente quando bloccano la libera discussione, eliminando direttamente i post appena appaiono. Non ti biasimeremo mai per questo, noi lettrici affezionate.Non è atteggiamento antidemocratico ma semplice eliminazione dell&#8217;Inutile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: danae		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/numero-novantatre/comment-page-2/#comment-124897</link>

		<dc:creator><![CDATA[danae]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 08:22:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@valeria,
sei stata chiarissima, ed è proprio così: la sanzione che le donne ricevono quando il loro comportamento non è accettato è una sanzione che riguarda il loro corpo. Ci sono i casi clamorosi, è vero, che però non sono eccezioni, ma la manifestazione estrema di un comportamento più diffuso di quanto si pensi, e che non fa differenze di età, esperienze, cultura...
E&#039; una reazione.
E ci si aspetta che, alla battuta goliardica, noi donne si risponda con un sorriso modesto, accogliente, comprensivo. No. Decisamente no.
Quel cortocircuito di cui parli, @valeria, deve proprio essere scardinato...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@valeria,<br />
sei stata chiarissima, ed è proprio così: la sanzione che le donne ricevono quando il loro comportamento non è accettato è una sanzione che riguarda il loro corpo. Ci sono i casi clamorosi, è vero, che però non sono eccezioni, ma la manifestazione estrema di un comportamento più diffuso di quanto si pensi, e che non fa differenze di età, esperienze, cultura&#8230;<br />
E&#8217; una reazione.<br />
E ci si aspetta che, alla battuta goliardica, noi donne si risponda con un sorriso modesto, accogliente, comprensivo. No. Decisamente no.<br />
Quel cortocircuito di cui parli, @valeria, deve proprio essere scardinato&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/numero-novantatre/comment-page-2/#comment-124896</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 01:24:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;intervento molto chiaro di Girolamo rende il mio inutile.
Una cosa sola. Quando ho detto che sessismo è la negazione della relazione tout court è perchè, nel mio lessico personale, intendo la relazione fondata sul rispetto dell&#039;altra persona come soggetto autonomo, tutto il resto è certo rapporto, avvitamente, attrazione, convivenza abitudinaria e tutto quello che si vuole ma non è &#039;relazione&#039;.
E, visto che ci sono, preciso anche un&#039;altra mia affermazione. Con &#039;sessismo&#039; si intende una costellazione di ideologie, pregiudizi, pratiche, comportamenti, atteggiamenti mentali ecc. e, dunque, incidere su questi, a vari livelli, non mi pare antagonistico rispetto all&#039;intervento di tipo  formativo e terapeutico.
Sul sessismo si possono dire mille e una cosa, e ho molto apprezzato gli interventi che hanno dato esempi, anche minimi (il sessismo è fatto soprattutto di minutaglie), di comportamenti e affermazioni sessiste.
A me ha colpito molto, di recente, il famoso insulto di Crosetto alla giornalista Antonella Rampino, la quale ha riferito che :«A telecamere spente Crosetto mi ha detto: &quot;L&#039;argomento che devo usare con te lo sai qual è… E’ che a te non ti spoglierebbe nessuno&quot;».
Ora, tutti i commenti indignati si sono appuntati sull&#039;offesa becera: a te non ti spoglierebbe nessuno, lasciando in ombra quel: &quot;l&#039;argomento che devo usare con te lo sai qual è...&quot;
Ecco,  a me pare che la premessa sia ancora più violente dell&#039;offesa palese. Ogni donna deve sapere a cosa va incontro se osa infrangere un sistema, più o meno implicito, di riferimento.
Non si tratta per una donna dire, o fare, ed essere contraddetta sul suo dire o sul suo fare, cosa legittimissima, si tratta di stare attenta a dire e a fare a seconda di come si è. La donna deve sapere che qualsiasi cosa dica o faccia è il suo corpo che verrà giudicato e punito.
Altro esempio. Situazione di lavoro. Stavamo commentando, io e due colleghi maschi, amabili e colti, una scorettezza gravissima, oggettiva, messa in atto da parte di una dirigente donna nei confronti di altri colleghi. Uno dei due uomini fa: &quot;E poi dice che uno le stupra&quot;. &quot;Alt, ho detto, tu davanti a me queste cose non le dici&quot;, imbarazzo scuse impappinamenti era  solo un&#039;uscitaccia goliardica ecc.
Ora, la cosa che vorrei capire è perché scatti sempre questo corto circuito tra comportamento o parole di una donna e il suo corpo. Giusto o sbagliato che sia quello che fa o quello che dice una donna, è il suo corpo  che deve essere punito.
Questo circuito scatta e rimane confinato il più delle volte nell&#039;immaginario e nei commenti &#039;goliardici&#039;, spesso però viene messo in atto anche con azioni violente e sanguinarie. Bisogna sempre farlo notare.
.
Data l&#039;ora in cui scrivo, credo di non essere stata più lucida e chiara della volta precedente. Però ci ho provato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;intervento molto chiaro di Girolamo rende il mio inutile.<br />
Una cosa sola. Quando ho detto che sessismo è la negazione della relazione tout court è perchè, nel mio lessico personale, intendo la relazione fondata sul rispetto dell&#8217;altra persona come soggetto autonomo, tutto il resto è certo rapporto, avvitamente, attrazione, convivenza abitudinaria e tutto quello che si vuole ma non è &#8216;relazione&#8217;.<br />
E, visto che ci sono, preciso anche un&#8217;altra mia affermazione. Con &#8216;sessismo&#8217; si intende una costellazione di ideologie, pregiudizi, pratiche, comportamenti, atteggiamenti mentali ecc. e, dunque, incidere su questi, a vari livelli, non mi pare antagonistico rispetto all&#8217;intervento di tipo  formativo e terapeutico.<br />
Sul sessismo si possono dire mille e una cosa, e ho molto apprezzato gli interventi che hanno dato esempi, anche minimi (il sessismo è fatto soprattutto di minutaglie), di comportamenti e affermazioni sessiste.<br />
A me ha colpito molto, di recente, il famoso insulto di Crosetto alla giornalista Antonella Rampino, la quale ha riferito che :«A telecamere spente Crosetto mi ha detto: &#8220;L&#8217;argomento che devo usare con te lo sai qual è… E’ che a te non ti spoglierebbe nessuno&#8221;».<br />
Ora, tutti i commenti indignati si sono appuntati sull&#8217;offesa becera: a te non ti spoglierebbe nessuno, lasciando in ombra quel: &#8220;l&#8217;argomento che devo usare con te lo sai qual è&#8230;&#8221;<br />
Ecco,  a me pare che la premessa sia ancora più violente dell&#8217;offesa palese. Ogni donna deve sapere a cosa va incontro se osa infrangere un sistema, più o meno implicito, di riferimento.<br />
Non si tratta per una donna dire, o fare, ed essere contraddetta sul suo dire o sul suo fare, cosa legittimissima, si tratta di stare attenta a dire e a fare a seconda di come si è. La donna deve sapere che qualsiasi cosa dica o faccia è il suo corpo che verrà giudicato e punito.<br />
Altro esempio. Situazione di lavoro. Stavamo commentando, io e due colleghi maschi, amabili e colti, una scorettezza gravissima, oggettiva, messa in atto da parte di una dirigente donna nei confronti di altri colleghi. Uno dei due uomini fa: &#8220;E poi dice che uno le stupra&#8221;. &#8220;Alt, ho detto, tu davanti a me queste cose non le dici&#8221;, imbarazzo scuse impappinamenti era  solo un&#8217;uscitaccia goliardica ecc.<br />
Ora, la cosa che vorrei capire è perché scatti sempre questo corto circuito tra comportamento o parole di una donna e il suo corpo. Giusto o sbagliato che sia quello che fa o quello che dice una donna, è il suo corpo  che deve essere punito.<br />
Questo circuito scatta e rimane confinato il più delle volte nell&#8217;immaginario e nei commenti &#8216;goliardici&#8217;, spesso però viene messo in atto anche con azioni violente e sanguinarie. Bisogna sempre farlo notare.<br />
.<br />
Data l&#8217;ora in cui scrivo, credo di non essere stata più lucida e chiara della volta precedente. Però ci ho provato.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: silvana		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/numero-novantatre/comment-page-2/#comment-124895</link>

		<dc:creator><![CDATA[silvana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 19:27:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non è solo terribile, ma dimostra il livello di degrado della  società in cui viviamo  il che è disgustoso, come disgustoso è lo spettacolo cui abbiamo dovuto assistere offerto da chi  ci ha rappresentato in questi ultimi 20 anni Ma cosa ci si può aspettare quando il più diffuso modo di comunicare è l&#039;nsulto? Come sempre i più deboli pagano. Le donne devono imparare a muoversi e la cultura è l&#039;arma migliore per neutralizzare la barbarie che avanza. Io sono vecchia (66 anni) ma non mi rammarico perchè stufa e schifata da queste nefandezze.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è solo terribile, ma dimostra il livello di degrado della  società in cui viviamo  il che è disgustoso, come disgustoso è lo spettacolo cui abbiamo dovuto assistere offerto da chi  ci ha rappresentato in questi ultimi 20 anni Ma cosa ci si può aspettare quando il più diffuso modo di comunicare è l&#8217;nsulto? Come sempre i più deboli pagano. Le donne devono imparare a muoversi e la cultura è l&#8217;arma migliore per neutralizzare la barbarie che avanza. Io sono vecchia (66 anni) ma non mi rammarico perchè stufa e schifata da queste nefandezze.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: silviatek		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/numero-novantatre/comment-page-2/#comment-124894</link>

		<dc:creator><![CDATA[silviatek]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 12:56:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[da qualche tempo dopo aver messo a letto mia figlia mi incollo a questo spazio di discussione perchè sento la mancanza di un confronto. Per questo ringrazio Loredana Lipperini e le dico che ammiro l&#039;equilibrio che ha, perchè i commenti che ho letto mi hanno fatto tornare indietro di anni e anni.
Una cosa mi colpisce molto, chiedo scusa se vado OT ma sono in buona compagnia, ovvero la diifficoltà di molti uomini di accettare la frustrazione. La frustrazione nel vedere le atrocità commesse da altri uomini, con i quali evidentemente si identificano in quanto appartenenti al genere maschile. Io non ho dubbi nell&#039;effermare che esiste una violenza di genere commessa da uomini sulle donne, violenza che si allarga su uno spettro ampio: da quello verbale a quello fisico a quello psicologico. Ogni donna impara, volente o nolente, da piccola a definire la propria soglia di tolleranza ed a fare i conti con la frustrazione che questa genera. Nei casi più fortunati questa frustrazione diventa azione politica. Non è una cosa che abbiamo scelto, ce la ritroviamo.
Allo stesso modo l&#039;universo maschile deve fare i conti con il ruolo che la cultura ha riservato al proprio genere. Diventare uomini che non esercitano violenza è difficile, è brutto, è frustrante e scomodo. Mettere in piedi meccanismi psicologici di difesa per spaccare il capello in 4 e differenziare i moventi, i singoli casi non aiuta per niente nel percorso. @Mohole ha spiegato questo molto bene.
Personalmente da anni la capacità di mettersi in discussione è per me la condizione minima per sedermi al tavolo da gioco.
Tornando in topic, devo dire che la morte di Stefania Noce mi ha fatto rabbrividire più di altre perchè ha fatto cadere anche l&#039;ultima sicurezza che avevo: ovvero il pensare che la nostra consapevolezza come donne si traducesse nella capacità di scegliere da quali uomini stare alla larga.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da qualche tempo dopo aver messo a letto mia figlia mi incollo a questo spazio di discussione perchè sento la mancanza di un confronto. Per questo ringrazio Loredana Lipperini e le dico che ammiro l&#8217;equilibrio che ha, perchè i commenti che ho letto mi hanno fatto tornare indietro di anni e anni.<br />
Una cosa mi colpisce molto, chiedo scusa se vado OT ma sono in buona compagnia, ovvero la diifficoltà di molti uomini di accettare la frustrazione. La frustrazione nel vedere le atrocità commesse da altri uomini, con i quali evidentemente si identificano in quanto appartenenti al genere maschile. Io non ho dubbi nell&#8217;effermare che esiste una violenza di genere commessa da uomini sulle donne, violenza che si allarga su uno spettro ampio: da quello verbale a quello fisico a quello psicologico. Ogni donna impara, volente o nolente, da piccola a definire la propria soglia di tolleranza ed a fare i conti con la frustrazione che questa genera. Nei casi più fortunati questa frustrazione diventa azione politica. Non è una cosa che abbiamo scelto, ce la ritroviamo.<br />
Allo stesso modo l&#8217;universo maschile deve fare i conti con il ruolo che la cultura ha riservato al proprio genere. Diventare uomini che non esercitano violenza è difficile, è brutto, è frustrante e scomodo. Mettere in piedi meccanismi psicologici di difesa per spaccare il capello in 4 e differenziare i moventi, i singoli casi non aiuta per niente nel percorso. @Mohole ha spiegato questo molto bene.<br />
Personalmente da anni la capacità di mettersi in discussione è per me la condizione minima per sedermi al tavolo da gioco.<br />
Tornando in topic, devo dire che la morte di Stefania Noce mi ha fatto rabbrividire più di altre perchè ha fatto cadere anche l&#8217;ultima sicurezza che avevo: ovvero il pensare che la nostra consapevolezza come donne si traducesse nella capacità di scegliere da quali uomini stare alla larga.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/numero-novantatre/comment-page-2/#comment-124893</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 11:53:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi scuso per gli errori di battitura, come detto non sono chez moi, e la tastiera non mi sconfinfera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi scuso per gli errori di battitura, come detto non sono chez moi, e la tastiera non mi sconfinfera.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/numero-novantatre/comment-page-2/#comment-124892</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 11:51:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Valter
al volo, che sono in connessione volante. Da insegnante a insegnante, ti dirò una cosa che ti sorprenderà: la pluralità delle cause, che nel discorso scientifico non funziona, in altri campi invece sì. Non sarà per le ragioni che voleva Aristotele e sarà per la mente multipla, o forse è prorpio vero il contrario: ma l&#039;esistenza di una causa prima non cancella quella delle cause materiali, finali (magari sono proiezioni paranoiche, ma c&#039;è chi soggettivamente crede di seguirle), ecc. Così, l&#039;esitenza di una natura umana che non conosce limiti all&#039;uccisione intraspecifica (per dirla con gli etologi, ma anche col &quot;tuo&quot; Girard) non cancella il fatto che le diveerse modalità di questo imnpulso omicida si concretizzino in altrettanti diversi sub-moventi, o sub-cause, sulla cui specificità si può e si deve agire. Lasciando ai massimi sistemi il discorso sulla precedenza da dare al generale sul particolare, o viceversa: quello che noi insegnanti dovremmo fare (non solo noi storico-filosofi) è insegnare a collegare sempre un particolare a un quadro di riferimento generale (che è ciò che nelle nostre discipline si chiama &quot;ragionare&quot;). Che cosa di maggior interesse che [vado in OT] usare frasi di Dostoevskji come fossero bigliettini dei baci Perugina, ad esempio (e cmq: no, io che la bellezza salverà il mondo nno ci credo, anche se lo ha detto in un contesto vagamente farsesco uno delle decine di personaggi di Dostoevskji in un romanzo che si chiama &quot;I Demoni&quot;, il cui valore non dipende certo da questa singola frase)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Valter<br />
al volo, che sono in connessione volante. Da insegnante a insegnante, ti dirò una cosa che ti sorprenderà: la pluralità delle cause, che nel discorso scientifico non funziona, in altri campi invece sì. Non sarà per le ragioni che voleva Aristotele e sarà per la mente multipla, o forse è prorpio vero il contrario: ma l&#8217;esistenza di una causa prima non cancella quella delle cause materiali, finali (magari sono proiezioni paranoiche, ma c&#8217;è chi soggettivamente crede di seguirle), ecc. Così, l&#8217;esitenza di una natura umana che non conosce limiti all&#8217;uccisione intraspecifica (per dirla con gli etologi, ma anche col &#8220;tuo&#8221; Girard) non cancella il fatto che le diveerse modalità di questo imnpulso omicida si concretizzino in altrettanti diversi sub-moventi, o sub-cause, sulla cui specificità si può e si deve agire. Lasciando ai massimi sistemi il discorso sulla precedenza da dare al generale sul particolare, o viceversa: quello che noi insegnanti dovremmo fare (non solo noi storico-filosofi) è insegnare a collegare sempre un particolare a un quadro di riferimento generale (che è ciò che nelle nostre discipline si chiama &#8220;ragionare&#8221;). Che cosa di maggior interesse che [vado in OT] usare frasi di Dostoevskji come fossero bigliettini dei baci Perugina, ad esempio (e cmq: no, io che la bellezza salverà il mondo nno ci credo, anche se lo ha detto in un contesto vagamente farsesco uno delle decine di personaggi di Dostoevskji in un romanzo che si chiama &#8220;I Demoni&#8221;, il cui valore non dipende certo da questa singola frase)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/numero-novantatre/comment-page-2/#comment-124891</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 11:37:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, Valter, il mio commento notturno di ieri era un po&#039; involuto. Ora sono di corsa, ci torno stasera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, Valter, il mio commento notturno di ieri era un po&#8217; involuto. Ora sono di corsa, ci torno stasera.</p>
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