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	Commenti a: ODIATE, ANZI NO.	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: marilù		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marilù]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2014 08:53:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[l&#039;indipendenza del Fatto, buona questa!!
Era comunque successo anche in occasione della morte di Cossiga: in tantissimi commentatori inneggiarono alla morte dello stesso e la redazione del fatto lasciò correre per un bel po&#039; poi chiuse ai commenti.
Come stupirsi d&#039;altra parte, con un tipino come Travaglio, che trasuda fanatismo odio e intolleranza in tutto - TUTTO - ciò che scrive e dice (in questo caso rigorosamente senza contraddittorio, se no poi diventa isterico e piagnucola con Santoro)?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;indipendenza del Fatto, buona questa!!<br />
Era comunque successo anche in occasione della morte di Cossiga: in tantissimi commentatori inneggiarono alla morte dello stesso e la redazione del fatto lasciò correre per un bel po&#8217; poi chiuse ai commenti.<br />
Come stupirsi d&#8217;altra parte, con un tipino come Travaglio, che trasuda fanatismo odio e intolleranza in tutto &#8211; TUTTO &#8211; ciò che scrive e dice (in questo caso rigorosamente senza contraddittorio, se no poi diventa isterico e piagnucola con Santoro)?</p>
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		Di: CloseTheDoor		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/odiate-anzi-no/comment-page-1/#comment-135927</link>

		<dc:creator><![CDATA[CloseTheDoor]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2014 23:43:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per quanto mi riguarda per me il FQ ha perso ogni credibilità da quando si è messo a pompare la fondazione Stamina e poi dopo la mala parata dell&#039;ispezione dei NAS, con faccia di bronzo ha addossato la responsabilità del caso ai &quot;politici&quot; (devo linkare? Se serve lo faccio).
.
Detto questo, anche il Corriere della Sera e altri giornali storici e più dignitosi hanno coltivato nei loro forum online le loro belle piazze forcaiole che non si sono mai curati di regolamentare in nessun modo.
Ricordo in particolare, perché sono stata coinvolta personalmente, un flame sullo stato della ricerca in Italia in cui comparì un post infamante per la persona che lo firmava. Venne fuori che era un caso di sottrazione di identità, ma alle proteste che ne seguirono la redazione del Corriere si rifiutò di cancellare quel commento, finché l&#039;interessato non passò alle vie legali.
.
Su questo comportamento da parte dei giornali ho una mia teoria:
.
i siti web possono decidere di ricevere soldi da parte di agenzie pubblicitarie sulla base del numero di click che raccolgono per una pagina.
Per questo centinaia di pagine-spazzatura fabbricano bufale pacchiane e qualche volta anche crudeli (penso alle foto dei bambini già morti per cancro che vengono ripubblicate come se fossero ancora vivi col messaggio &quot;se hai un cuore metti mi piace&quot;), con lo scopo di accumulare visite e click. I giornali online secondo me applicano lo stesso ragionamento. In questo caso si sono tirati indietro perché evidentemente avevano passato la misura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto mi riguarda per me il FQ ha perso ogni credibilità da quando si è messo a pompare la fondazione Stamina e poi dopo la mala parata dell&#8217;ispezione dei NAS, con faccia di bronzo ha addossato la responsabilità del caso ai &#8220;politici&#8221; (devo linkare? Se serve lo faccio).<br />
.<br />
Detto questo, anche il Corriere della Sera e altri giornali storici e più dignitosi hanno coltivato nei loro forum online le loro belle piazze forcaiole che non si sono mai curati di regolamentare in nessun modo.<br />
Ricordo in particolare, perché sono stata coinvolta personalmente, un flame sullo stato della ricerca in Italia in cui comparì un post infamante per la persona che lo firmava. Venne fuori che era un caso di sottrazione di identità, ma alle proteste che ne seguirono la redazione del Corriere si rifiutò di cancellare quel commento, finché l&#8217;interessato non passò alle vie legali.<br />
.<br />
Su questo comportamento da parte dei giornali ho una mia teoria:<br />
.<br />
i siti web possono decidere di ricevere soldi da parte di agenzie pubblicitarie sulla base del numero di click che raccolgono per una pagina.<br />
Per questo centinaia di pagine-spazzatura fabbricano bufale pacchiane e qualche volta anche crudeli (penso alle foto dei bambini già morti per cancro che vengono ripubblicate come se fossero ancora vivi col messaggio &#8220;se hai un cuore metti mi piace&#8221;), con lo scopo di accumulare visite e click. I giornali online secondo me applicano lo stesso ragionamento. In questo caso si sono tirati indietro perché evidentemente avevano passato la misura.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Davide		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/odiate-anzi-no/comment-page-1/#comment-135926</link>

		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2014 19:21:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono d&#039;accordo con Adrianaaaa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con Adrianaaaa.</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/odiate-anzi-no/comment-page-1/#comment-135924</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2014 19:10:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Maurizio, &quot;Arturo&quot; è il solito Lucio Angelini. Se lei non sa di chi si tratta, come è giusto, è una persona che è stata bandita da questo blog per i suoi comportamenti, e che tenta in tutti i modi, in ogni luogo dove appare il mio nome, di intervenire per sbraitare insulti nei miei confronti. In poche parole, un&#039;ossessione. Lo ignori, come mi sforzo di fare da sette anni a questa parte. :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maurizio, &#8220;Arturo&#8221; è il solito Lucio Angelini. Se lei non sa di chi si tratta, come è giusto, è una persona che è stata bandita da questo blog per i suoi comportamenti, e che tenta in tutti i modi, in ogni luogo dove appare il mio nome, di intervenire per sbraitare insulti nei miei confronti. In poche parole, un&#8217;ossessione. Lo ignori, come mi sforzo di fare da sette anni a questa parte. 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/odiate-anzi-no/comment-page-1/#comment-135923</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2014 18:55:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile Arturo, lei dovrebbe uscire più spesso. In questo modo scoprirebbe che  a questo mondo esistono anche case che non sono abitate da &quot;tenutarie&quot;, bensì da signore come Loredana Lipperini. Saluti cordiali e buon anno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Arturo, lei dovrebbe uscire più spesso. In questo modo scoprirebbe che  a questo mondo esistono anche case che non sono abitate da &#8220;tenutarie&#8221;, bensì da signore come Loredana Lipperini. Saluti cordiali e buon anno.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Arturo Emiliani		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/odiate-anzi-no/comment-page-1/#comment-135922</link>

		<dc:creator><![CDATA[Arturo Emiliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2014 18:14:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dice LL: &quot;contrapposizione libertari versus censori, che non esiste&quot;: siamo seri. Ci sono persone a cui la tenutaria di questo blog censura ogni tipo di commento, off topic, on topic, in linea con le sue idee, in contrasto con le sue idee. così, tanto per il gusto di mozzare qualche lingua qua e là. che la vera hater sia lei?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dice LL: &#8220;contrapposizione libertari versus censori, che non esiste&#8221;: siamo seri. Ci sono persone a cui la tenutaria di questo blog censura ogni tipo di commento, off topic, on topic, in linea con le sue idee, in contrasto con le sue idee. così, tanto per il gusto di mozzare qualche lingua qua e là. che la vera hater sia lei?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Sascha		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/odiate-anzi-no/comment-page-1/#comment-135921</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2014 13:41:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io ho da tempo percepito che la Rete tira fuori il peggio di me. Dico cose che, di persona, non mi sognerei mai di dire. E questo per un motivo semplice: l&#039;impunità. Posso dire certe cose senza correre il rischio di un pugno in faccia o di altre sanzioni. Ho cercato, dopo i tempi felici dei primi anni zero che mi portarono a un acuto auto-disprezzo, di prendere misure correttive che hanno avuto più o meno successo ma ho occasionali ricadute.
Secondo me il problema è tutto lì. Non è che i tempi siano tanto più terribili: la Rete negli anni Trenta o Sessanta o Ottanta avrebbe avuto lo stesso effetto. E non è neanche vero, secondo me, che la Rete si limiti a rispecchiare la società così com&#039;è. Se certi comportamenti non si possono manifestare in pubblico allora non ci sono. Meglio: la civiltà e l&#039;educazione mettono in campo, per arginare l&#039;odio, una serie di meccanismi più o meno efficaci e fra questi anche l&#039;assunzione di responsabilità personale di quel che si dice. Internet, anche quando si usano i propri nomi e cognomi, erode quei meccanismi, dato che, più che alla chiacchiera da bar assomiglia alla lettera anonima (leggere &#039;Delatori&#039; di Mimmo Franzinelli: sembra di leggere certe pagine di FB...).
Un dettaglio positivo, sia pure fino a un certo punto: questa ondata d&#039;odio nei confronti del povero Bersani la conosco perchè ne sento parlare da altri. La mia pagina FB non ne è stata sporcata. Malgrado ospiti &#039;amici&#039; delle idee più diverse e anche gente piuttosto polemica sono evidentemente riuscito a tenere alla larga i peggiori. Certo, è una soluzione puramente negativa ma non me ne vengono in mente altre...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io ho da tempo percepito che la Rete tira fuori il peggio di me. Dico cose che, di persona, non mi sognerei mai di dire. E questo per un motivo semplice: l&#8217;impunità. Posso dire certe cose senza correre il rischio di un pugno in faccia o di altre sanzioni. Ho cercato, dopo i tempi felici dei primi anni zero che mi portarono a un acuto auto-disprezzo, di prendere misure correttive che hanno avuto più o meno successo ma ho occasionali ricadute.<br />
Secondo me il problema è tutto lì. Non è che i tempi siano tanto più terribili: la Rete negli anni Trenta o Sessanta o Ottanta avrebbe avuto lo stesso effetto. E non è neanche vero, secondo me, che la Rete si limiti a rispecchiare la società così com&#8217;è. Se certi comportamenti non si possono manifestare in pubblico allora non ci sono. Meglio: la civiltà e l&#8217;educazione mettono in campo, per arginare l&#8217;odio, una serie di meccanismi più o meno efficaci e fra questi anche l&#8217;assunzione di responsabilità personale di quel che si dice. Internet, anche quando si usano i propri nomi e cognomi, erode quei meccanismi, dato che, più che alla chiacchiera da bar assomiglia alla lettera anonima (leggere &#8216;Delatori&#8217; di Mimmo Franzinelli: sembra di leggere certe pagine di FB&#8230;).<br />
Un dettaglio positivo, sia pure fino a un certo punto: questa ondata d&#8217;odio nei confronti del povero Bersani la conosco perchè ne sento parlare da altri. La mia pagina FB non ne è stata sporcata. Malgrado ospiti &#8216;amici&#8217; delle idee più diverse e anche gente piuttosto polemica sono evidentemente riuscito a tenere alla larga i peggiori. Certo, è una soluzione puramente negativa ma non me ne vengono in mente altre&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Boris		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/odiate-anzi-no/comment-page-1/#comment-135920</link>

		<dc:creator><![CDATA[Boris]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2014 13:14:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma la parola scritta perde di responsabilità nel momento in cui viene lasciata senza destinatario, non dipende dal mezzo. la responsabilità è di chi legge, non di chi scrive.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma la parola scritta perde di responsabilità nel momento in cui viene lasciata senza destinatario, non dipende dal mezzo. la responsabilità è di chi legge, non di chi scrive.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Adrianaaaa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/odiate-anzi-no/comment-page-1/#comment-135919</link>

		<dc:creator><![CDATA[Adrianaaaa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2014 13:07:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono d&#039;accordo con tutto quello che è stato detto da Loredana e da Federica Sgaggio. Il Fatto Quotidiano e le realtà simili per approccio sono, secondo me, l&#039;altra faccia di una medaglia il cui lato opposto, e per questo più additato, è Mediaset, con Studio Aperto che pedina gli avversari giuridici di Berlusconi e via dicendo. Visto che Striscia La Notizia e i talk show frantumavano i record di ascolti negli anni &#039;90, tutti hanno cominciato a inseguirli sullo stesso terreno, compreso il giornalismo che si trovava e ancora si trova su un altro fronte politico. Non è che tutto sia da buttare via in quelle testate o programmi tv (io ci metto dentro anche Santoro, per capirci), ma è chiaro che ammicchino a un&#039;indignazione facile e immediata.
Il punto però è: perché così tante persone rispondono a questo approccio? Perché tanti leggono, commentano, condividono e votano pure secondo questa linea? Quale bisogno c&#039;è dietro?
La parola scritta ha perso il suo valore e la natura dei luoghi della rete è largamente fraintesa e ignorata, verissimo. Ma secondo me non basta. Il motivo principale di questo odio è, secondo me, molto banale, ma va detto lo stesso, gridato anche, ripetuto a tamburo battente: in Italia tanta tanta tanta gente sta male. In Italia tanta tanta tanta gente fa una vita di merda, vive sotto la soglia di sopravvivenza o appena sopra, lavora in luoghi insopportabili, deve affrontare enormi difficoltà per ottenere qualunque cosa di cui ha bisogno (da un&#039;IVG a un&#039;insegnante di sostegno per un figlio con difficoltà di apprendimento, a una pensione di invalidità, a una casa popolare...), abita in luoghi in cui non esistono occasioni di socialità o di stimolo culturale, o quelle occasioni non può permettersele.
Nei grandi quartieri dormitorio - fatti a misura di una classe media che doveva consumare il più possibile anche nei suoi bisogni di socialità, e che quindi, ad esempio, doveva sempre muoversi in auto e frequentare luoghi costruiti attorno al consumo come centri commerciali, discoteche e via dicendo - occorre fare un grande sforzo per vedere la natura collettiva di quello che accade. Occorre possedere strumenti di analisi che pochi anno. Ora i soldi per la macchina, il multisala, la discoteca, il centro commerciale non ci sono più. La classe media non c&#039;è più. E quei quartieri diventano luoghi in cui si sta barricati in casa, davanti al computer e alla tv, a consumare quel poco che ci si può ancora permettere, sempre più arrabbiati e frustrati.
E luoghi virtuali come Facebook o il sito de Il Fatto Quotidiano rispondono a questo bisogno, un bisogno a cui nessun altro sa rispondere, perché la sinistra è scomparsa dall&#039;orizzonte, non solo a livello di politica rappresentativa ma proprio come idea, perché coloro che l&#039;hanno portata avanti hanno tradito in ogni singola occasione che è stata loro data, o brancolano nel buio privi di qualunque valido strumento di analisi.
Siamo un paese barbaro, perché viviamo tempi barbari, in condizioni barbare. Siamo poveri, e quindi ignoranti. Secondo me, bisogna partire da qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con tutto quello che è stato detto da Loredana e da Federica Sgaggio. Il Fatto Quotidiano e le realtà simili per approccio sono, secondo me, l&#8217;altra faccia di una medaglia il cui lato opposto, e per questo più additato, è Mediaset, con Studio Aperto che pedina gli avversari giuridici di Berlusconi e via dicendo. Visto che Striscia La Notizia e i talk show frantumavano i record di ascolti negli anni &#8217;90, tutti hanno cominciato a inseguirli sullo stesso terreno, compreso il giornalismo che si trovava e ancora si trova su un altro fronte politico. Non è che tutto sia da buttare via in quelle testate o programmi tv (io ci metto dentro anche Santoro, per capirci), ma è chiaro che ammicchino a un&#8217;indignazione facile e immediata.<br />
Il punto però è: perché così tante persone rispondono a questo approccio? Perché tanti leggono, commentano, condividono e votano pure secondo questa linea? Quale bisogno c&#8217;è dietro?<br />
La parola scritta ha perso il suo valore e la natura dei luoghi della rete è largamente fraintesa e ignorata, verissimo. Ma secondo me non basta. Il motivo principale di questo odio è, secondo me, molto banale, ma va detto lo stesso, gridato anche, ripetuto a tamburo battente: in Italia tanta tanta tanta gente sta male. In Italia tanta tanta tanta gente fa una vita di merda, vive sotto la soglia di sopravvivenza o appena sopra, lavora in luoghi insopportabili, deve affrontare enormi difficoltà per ottenere qualunque cosa di cui ha bisogno (da un&#8217;IVG a un&#8217;insegnante di sostegno per un figlio con difficoltà di apprendimento, a una pensione di invalidità, a una casa popolare&#8230;), abita in luoghi in cui non esistono occasioni di socialità o di stimolo culturale, o quelle occasioni non può permettersele.<br />
Nei grandi quartieri dormitorio &#8211; fatti a misura di una classe media che doveva consumare il più possibile anche nei suoi bisogni di socialità, e che quindi, ad esempio, doveva sempre muoversi in auto e frequentare luoghi costruiti attorno al consumo come centri commerciali, discoteche e via dicendo &#8211; occorre fare un grande sforzo per vedere la natura collettiva di quello che accade. Occorre possedere strumenti di analisi che pochi anno. Ora i soldi per la macchina, il multisala, la discoteca, il centro commerciale non ci sono più. La classe media non c&#8217;è più. E quei quartieri diventano luoghi in cui si sta barricati in casa, davanti al computer e alla tv, a consumare quel poco che ci si può ancora permettere, sempre più arrabbiati e frustrati.<br />
E luoghi virtuali come Facebook o il sito de Il Fatto Quotidiano rispondono a questo bisogno, un bisogno a cui nessun altro sa rispondere, perché la sinistra è scomparsa dall&#8217;orizzonte, non solo a livello di politica rappresentativa ma proprio come idea, perché coloro che l&#8217;hanno portata avanti hanno tradito in ogni singola occasione che è stata loro data, o brancolano nel buio privi di qualunque valido strumento di analisi.<br />
Siamo un paese barbaro, perché viviamo tempi barbari, in condizioni barbare. Siamo poveri, e quindi ignoranti. Secondo me, bisogna partire da qui.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Valberici		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/odiate-anzi-no/comment-page-1/#comment-135918</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valberici]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2014 12:44:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6331#comment-135918</guid>

					<description><![CDATA[Si, è vero che la parola scritta dovrebbe avere più &quot;responsabilità&quot;, però l&#039;equivalenza con la parola detta è totale, nel senso che  il detto &quot;verba volant, scripta manent&quot; non è valido sulla rete. Tutto si dimentica in fretta e tutto si rinnova. Quello che resta è l&#039; umore della folla e i luoghi comuni a cui reagisce, entrambi alimentati e indirizzati da pochi soggetti, i cosiddetti influencer, che possono anche essere organizzazioni o, come nel caso in esame, giornali.
Dunque necessita un tipo di narrazione che contrasti il luogo comune, lo stereotipo, perchè sarebbe inutile tentare di intervenire sulla folla con il ragionamento, la persuasione o, peggio, la coercizione e l &#039;imposizione.
Quindi le parole a cui dobbiamo rivolgere la nostra attenzione sono quelle che pronunciamo e scriviamo noi. :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si, è vero che la parola scritta dovrebbe avere più &#8220;responsabilità&#8221;, però l&#8217;equivalenza con la parola detta è totale, nel senso che  il detto &#8220;verba volant, scripta manent&#8221; non è valido sulla rete. Tutto si dimentica in fretta e tutto si rinnova. Quello che resta è l&#8217; umore della folla e i luoghi comuni a cui reagisce, entrambi alimentati e indirizzati da pochi soggetti, i cosiddetti influencer, che possono anche essere organizzazioni o, come nel caso in esame, giornali.<br />
Dunque necessita un tipo di narrazione che contrasti il luogo comune, lo stereotipo, perchè sarebbe inutile tentare di intervenire sulla folla con il ragionamento, la persuasione o, peggio, la coercizione e l &#8216;imposizione.<br />
Quindi le parole a cui dobbiamo rivolgere la nostra attenzione sono quelle che pronunciamo e scriviamo noi. 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
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