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	Commenti a: OH MAMMA!	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: The Knight		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The Knight]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 18:56:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[PS.: Accidenti, che stupido! Ho visto ora che il post è vecchissimo :S. Ci sono arrivato attraverso link e non ho controllato la data. Scusate ancora per l&#039;intervento post-mortem della discussione!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PS.: Accidenti, che stupido! Ho visto ora che il post è vecchissimo :S. Ci sono arrivato attraverso link e non ho controllato la data. Scusate ancora per l&#8217;intervento post-mortem della discussione!</p>
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		Di: The Knight		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The Knight]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 18:18:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Intervengo in quanto stroncatore amatoriale di fantasy orribili e appassionato di letteratura fantastica. Quella buona, e quella tremenda.
La questione anagrafica. Nulla vieta che un quindicenne scriva una storia meravigliosa. O che un feto detti alla madre il caso editoriale del secolo comunicando in morse attraverso le scalciate. Più seriamente: China Mieville ha scritto il primo libro a diciotto anni, e Anselm Audley a diciassette. Sono entrambi autori di altissimo livello, quindi è dimostrato anche empiricamente che uno scrittore molto giovane POSSA scrivere un buon libro. E non ricordo che qualcuno dei critici amatoriali assatanati abbiano mai affermato il contrario.
Ammetterete comunque che è difficile. Per scrivere bene bisogna leggere molto e allenarsi. ma non è questo il vero problema. Il punto è che Chiara Strazzulla, Federico Ghirardi, Elisa Rosso, Luca Centi e Licia Troisi hanno tutti una caratteristica comune: scrivono male. Questo sotto i punti di vista di coerenza logica, originalità, credibilità dei personaggi e ritmo della narrazione - per non parlare del livello stilistico, che nemmeno tiro in ballo perché si potrebbe definire il tutto &quot;inutili regolette formali&quot;. Che ciascuno di questi libri sia completamente assurdo sotto i punti di vista che ho elencato sono disponibile a sostenerlo quando volete, e in diversi anni di attività come critico amatoriale - con ripetuti contatti con gli autori e loro fan - sto ancora aspettando che qualcuno li difenda con argomentazioni valide.
C&#039;è un progetto dietro, c&#039;è un&#039;opera, c&#039;è fatica? Benissimo. Se a qualcuno non crea problemi leggere libri dove gli eventi si succedono senza il minimo criterio di coerenza, i personaggi si comportano come improbabili alieni allucinati anziché come esseri umani e non c&#039;è un&#039;idea originale che sia una, a me non sembrano difetti che si possano compensare in alcun modo. Non ce l&#039;ho col fatto che i summenzionati scrittori siano giovani - uno dei miei bersagli preferiti è GL D&#039;Andrea che non lo è, per esempio - ma i loro libri, secondo tutti i criteri che ho elencato, sono orribili. Se la pensate diversamente, sarei più che felice - e non sarei l&#039;unico - di discutere su quali siano le incongruenze logiche e come evitarle. Se dovessero apparire sulla scena nostrana BRAVI scrittori giovani ne sarei soltanto felice - perché non dovrei? Leggere mi piace. Venero gli autori che mi piacciono come le peggiori fan sedicenni dei tokio hotel, se qualcuno dice una parola contro Erikson o Mieville lo sfido a singolar tenzone. Perché dovrei comportarmi diversamente con un mio connazionale, se il suo libro fosse davvero bello?
La signora Postorino ci ha gentilmente fornito un meraviglioso esempio di risposta valida e argomentata alle critiche. Si difende con argomentazioni facilmente confutabili (come ha fatto Gamberetta pochi post dopo), e appena riceve risposta si ritira dalla discussione contestandone il tono. Questo atteggiamento inizia a diventare leggermente sospetto dopo che per diversi anni non se ne vedono altri. Inizio a sospettare che esista un legame statistico fra la difesa del bon ton e l&#039;apprezzamento per la brutta narrativa.
Sono particolarmente sorpreso da quel che ha detto Wu Ming 1 sulla critica. Ha usato argomentazioni così inflazionate e prive di validità logica che iniziavo a chiedermi quando saremmo arrivati ai diritti delle balene. Seriamente, non me lo aspettavo da una persona che di solito si dimostra del tutto razionale nelle sue apparizioni sul web - e da uno scrittore di cui mi è stato parlato molto bene anche se ammetto di dover ancora suoi libri (solisti o collettivi). Rispondo ad alcune delle cose da lui dette perché vorrei sinceramente spiegazioni. Dovrò rispondere con banalità già sentite, ma banalità già sentite sono le affermazioni, quindi non so cosa farci. Mi scuso per la lunghezza del post.
&lt;blockquote&gt;E la strega di “Hansel e Gretel” come cazzo avrà fatto a tenere il forno acceso dentro una casa fatta di marzapane e con vetri di zucchero alle finestre senza che l’intera casa si sciogliesse? INVEROSIMILE. Come il fatto che, pur non essendosi mai visti leoni in Argolide, Ercole ne uccida uno e ne vesta la pelle. Tze’… Storielle che non stanno in piedi. Realismo, porco zio, realismo! &lt;/blockquote&gt;
Sono sicuro che sai bene quanto chiunque altro la differenza fra mito, fiabe e narrativa fantastica. Perché dire un&#039;idiozia simile allora? Davvero, che c&#039;entra?
&lt;blockquote&gt; Più in generale, già la pratica costante della stroncatura è un po’ una roba da frustrati, ma portare avanti un blog interamente consacrato alla stroncatura delle versioni nostrane di un particolare sotto-genere va al di là del commentabile. &lt;/blockquote&gt;
A differenza di gamberi fantasy, il nostro sito si occupa - appunto - soltanto di stroncature fantasy, quindi mi sento leggermente chiamato in causa xD.
Mi diverte abbastanza leggere un&#039;accusa di frustrazione a persone che non conosci e di cui nemmeno (mi par di capire) segui regolarmente gli articoli. Soprattuto quando segue un bel discorso sul rispetto del lavoro altrui, la critica &quot;facile&quot; e quant&#039;altro.
Fare recensioni può essere divertente, esattamente come leggerle. Soprattutto se sono scritte con ironia. Gamberetta fa anche un servizio, informando i lettori di cosa conviene comprare e cosa no. Noi ci limitiamo a far ridere la gente, come abbiamo riso noi leggendo gran brutti libri. E&#039; da frustrati? In base a cosa? Al massimo abbiamo un senso dell&#039;umorismo discutibile.
&lt;blockquote&gt; Trovarsi una vita da vivere no? Quante ore al giorno prende una simile livorosa “attività”, tutta reattiva e subalterna all’iniziativa e alla fantasia (scarsa o meno che sia) altrui?
C’è gente sprofondata nelle miniere o inchiavardata in fabbrichette di merda che si bacerebbe i gomiti per avere anche solo un pizzico di tempo liberato, ogni tanto pensiamo a loro e vediamo di non sperperare quello che abbiamo in grazia. &lt;/blockquote&gt;
Ehm, dove sono finiti tutti i paladini del &quot;non attacchiamo la persona&quot; xD? Vale per gli autori ma non per i loro lettori? Davvero, io ho un grande senso dell&#039;umorismo e ormai questa discussione mi sembra scivolata ben oltre il livello della logica, quindi non mi offendo di certo. Ma a te che te frega di come uso il mio tempo libero? Pensa, lo uso perfino per leggere articoli di fisica! Questo è sicuramente molto più improduttivo e sfigheggiante che scrivere recensioni per a) far ridere della gente b) far sapere che un libro fantasy non si merita i loro soldi.
In ogni caso, quella delle miniere è tragicomica. Ti dirò di più: gli orsi polari sono ormai prossimi all&#039;estinzione, l&#039;entropia dell&#039;universo aumenta ogni secondo e non ci sono più le mezze stagioni. Ma questo che c&#039;entra con le recensioni fantasy, di preciso? Se anche i recensori stessero effettivamente perdendo il loro tempo - il che è un&#039;opinione legittima, quanto credere che scrivere orrendi libri fantatrash sia una perdita di tempo - davvero, che c&#039;entra con le miniere? Se iniziassimo a fare recensioni positive cambierebbero le condizioni di lavoro medie del mondo? In questo caso, spiegami soltanto come e apro immediatamente un blog di lodi sperticate. Autori che adoro non ne mancano, solo mi diverto di più - come i miei lettori - a commentare quel che non mi piace. E gradirei argomentazioni attinenti, perché altrimenti &lt;i&gt;perdiamo tutti il nostro tempo &lt;/i&gt;, oggettivamente.
&lt;blockquote&gt; Il cecchinaggio degli autori è una pratica troppo facile e banale, una scorciatoia per evitare la critica vera, che invece costa la fatica di gettare sguardi non consueti, stabilire connessioni inattese, allargare i contesti, unire ciò che è diviso e dividere ciò che è unito.
Certo, può capitare di dire che un libro ti fa schifo, e spiegare il perché, ma dedicarsi anima e corpo alla stroncatura è un’altra cosa. L’acribia fanatica e la “vis tetrapilectomica” con cui alcuni si dedicano a tale missione fa pensare che *non si veda l’ora* di trovare un’opera che faccia schifo, e si legga ogni testo con quegli occhiali. &lt;/blockquote&gt;
Ormai colleziono definizioni sempre più barocche della &quot;critica vera&quot;, ne ricordo una che comprendeva macchine da guerra estetiche e filosofi schizofrenici, ma lasciamo perdere. La critica vera è qualcos&#039;altro? Benissmo, allora quella non mi interessa. Chiamiamo quello che facciamo noi &quot;parlare dei libri&quot;. Diciamo quello che ci piace, o nel nostro caso che non ci piace. Per quale ragione questa sarebbe un&#039;operazione stupida, illegittima o semplice? Quanto a spaccare il capello, sarei felice di vedere spiegazioni puntuali di quali siano le critiche &quot;irrilevanti&quot;. Le incongruenze logiche dei libri elencati sopra riguardano elementi assolutamente vitali della trama, spesso l&#039;intera trama è basata su assurdità totali (come nel caso de &quot;gli eroi del crepuscolo&quot; e &quot;il libro del destino&quot;). La pensate diversamente? Discutiamone. Gamberetta ha elencato una serie di punti deboli del libro. Pensi che quella della birra sia irrilevante? Non condivido, quoto Francesco Dimitri. Ma se anche è così, cosa pensi delle altre argomentazioni? Riguardano punti assolutamente centrali della trama.
Non vedere l&#039;ora che un&#039;opera faccia schifo? Ma davvero, perché dovrei? Mi diverte leggere qualche fantatrash ogni tanto. Ma il 90% dei libri che leggo li leggo perché mi aspetto siano belli, e sicuramente preferirei prendere uno da cui mi aspetto una ciofeca e trovare una meraviglia che il contrario. Se poi pensi che io, Gamberetta, o chi altri abbiamo pregiudizi negativi, gentilmente vieni sui nostri blog e indica QUALI punti delle recensioni trovi non condivisibili. Non ricordo che lei - o noi - abbiamo mai respinto qualcuno interessato a discutere. Fare vaghe accuse generiche di spaccacapellismo è parlare del nulla.
&lt;blockquote&gt; Più difficile - perché più umano - è saper criticare, anche duramente, senza mai dimenticare che un’opera, buona o cattiva che sia, può essere costata a chi l’ha scritta impegno, progettualità, fatica, amore. La “cultura del sospetto” che vede in ogni autore un potenziale truffatore da smascherare va nella direzione diametralmente opposta a quella che interessa a me, cioè la lenta e faticosa costruzione di comunità basate su “circoli virtuosi” e rapporti reversibili tra autori e lettori. &lt;/blockquote&gt;
Davvero, questa domanda non è affatto retorica: leggendo il libro, cosa dovrebbe mai importarmi dell&#039;amore che ci ha messo l&#039;autore? Se domani scoprissi che Mieville ha scritto i suoi bellissimi libri per potersi comprare un SUV e non glie ne importa niente della narrativa, varrebbero meno? Perché è la logica conseguenza di apprezzare DI PIU una cosa in quanto scritta con passione.
Io non ho niente contro Federico Ghirardi - abbiamo anche avuto contatti assolutamente civili su internet - e come persona posso stimarlo per la sua passione. Ma cosa c&#039;entra col suo libro? La trama non sta in piedi, e sono pronto a fare un elenco delle incongruenze logiche. Non credo che lui sia in malafede o che altro. Semplicemente il suo libro fa schifo secondo una serie di criteri. Quindi io lo leggo per sghignazzare, e poi consiglio a chi non ha la mia stessa passione per il trash di leggersi qualcosa di meglio.
PErchè questo è il punto: di meglio c&#039;è eccome. Si trovano tantissimi libri con una trama solida, idee originali, POV che se ne sta ben fermo, descrizioni curate, personaggi credibili. Tutti criteri analizzabili con una certa oggettività. Perché dovremmo dire di apprezzare autori italiani che sono mille chilometri sotto? E perché non dovremmo sconsigliarli con tutto il cuore sui nostri siti - o prenderli in giro, se è il nostro genere di umorismo?
Scusate per l&#039;estrema lunghezza del post, ma tenevo a rispondere a Wu Ming 1. Saluti a tutti!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervengo in quanto stroncatore amatoriale di fantasy orribili e appassionato di letteratura fantastica. Quella buona, e quella tremenda.<br />
La questione anagrafica. Nulla vieta che un quindicenne scriva una storia meravigliosa. O che un feto detti alla madre il caso editoriale del secolo comunicando in morse attraverso le scalciate. Più seriamente: China Mieville ha scritto il primo libro a diciotto anni, e Anselm Audley a diciassette. Sono entrambi autori di altissimo livello, quindi è dimostrato anche empiricamente che uno scrittore molto giovane POSSA scrivere un buon libro. E non ricordo che qualcuno dei critici amatoriali assatanati abbiano mai affermato il contrario.<br />
Ammetterete comunque che è difficile. Per scrivere bene bisogna leggere molto e allenarsi. ma non è questo il vero problema. Il punto è che Chiara Strazzulla, Federico Ghirardi, Elisa Rosso, Luca Centi e Licia Troisi hanno tutti una caratteristica comune: scrivono male. Questo sotto i punti di vista di coerenza logica, originalità, credibilità dei personaggi e ritmo della narrazione &#8211; per non parlare del livello stilistico, che nemmeno tiro in ballo perché si potrebbe definire il tutto &#8220;inutili regolette formali&#8221;. Che ciascuno di questi libri sia completamente assurdo sotto i punti di vista che ho elencato sono disponibile a sostenerlo quando volete, e in diversi anni di attività come critico amatoriale &#8211; con ripetuti contatti con gli autori e loro fan &#8211; sto ancora aspettando che qualcuno li difenda con argomentazioni valide.<br />
C&#8217;è un progetto dietro, c&#8217;è un&#8217;opera, c&#8217;è fatica? Benissimo. Se a qualcuno non crea problemi leggere libri dove gli eventi si succedono senza il minimo criterio di coerenza, i personaggi si comportano come improbabili alieni allucinati anziché come esseri umani e non c&#8217;è un&#8217;idea originale che sia una, a me non sembrano difetti che si possano compensare in alcun modo. Non ce l&#8217;ho col fatto che i summenzionati scrittori siano giovani &#8211; uno dei miei bersagli preferiti è GL D&#8217;Andrea che non lo è, per esempio &#8211; ma i loro libri, secondo tutti i criteri che ho elencato, sono orribili. Se la pensate diversamente, sarei più che felice &#8211; e non sarei l&#8217;unico &#8211; di discutere su quali siano le incongruenze logiche e come evitarle. Se dovessero apparire sulla scena nostrana BRAVI scrittori giovani ne sarei soltanto felice &#8211; perché non dovrei? Leggere mi piace. Venero gli autori che mi piacciono come le peggiori fan sedicenni dei tokio hotel, se qualcuno dice una parola contro Erikson o Mieville lo sfido a singolar tenzone. Perché dovrei comportarmi diversamente con un mio connazionale, se il suo libro fosse davvero bello?<br />
La signora Postorino ci ha gentilmente fornito un meraviglioso esempio di risposta valida e argomentata alle critiche. Si difende con argomentazioni facilmente confutabili (come ha fatto Gamberetta pochi post dopo), e appena riceve risposta si ritira dalla discussione contestandone il tono. Questo atteggiamento inizia a diventare leggermente sospetto dopo che per diversi anni non se ne vedono altri. Inizio a sospettare che esista un legame statistico fra la difesa del bon ton e l&#8217;apprezzamento per la brutta narrativa.<br />
Sono particolarmente sorpreso da quel che ha detto Wu Ming 1 sulla critica. Ha usato argomentazioni così inflazionate e prive di validità logica che iniziavo a chiedermi quando saremmo arrivati ai diritti delle balene. Seriamente, non me lo aspettavo da una persona che di solito si dimostra del tutto razionale nelle sue apparizioni sul web &#8211; e da uno scrittore di cui mi è stato parlato molto bene anche se ammetto di dover ancora suoi libri (solisti o collettivi). Rispondo ad alcune delle cose da lui dette perché vorrei sinceramente spiegazioni. Dovrò rispondere con banalità già sentite, ma banalità già sentite sono le affermazioni, quindi non so cosa farci. Mi scuso per la lunghezza del post.</p>
<blockquote><p>E la strega di “Hansel e Gretel” come cazzo avrà fatto a tenere il forno acceso dentro una casa fatta di marzapane e con vetri di zucchero alle finestre senza che l’intera casa si sciogliesse? INVEROSIMILE. Come il fatto che, pur non essendosi mai visti leoni in Argolide, Ercole ne uccida uno e ne vesta la pelle. Tze’… Storielle che non stanno in piedi. Realismo, porco zio, realismo! </p></blockquote>
<p>Sono sicuro che sai bene quanto chiunque altro la differenza fra mito, fiabe e narrativa fantastica. Perché dire un&#8217;idiozia simile allora? Davvero, che c&#8217;entra?</p>
<blockquote><p> Più in generale, già la pratica costante della stroncatura è un po’ una roba da frustrati, ma portare avanti un blog interamente consacrato alla stroncatura delle versioni nostrane di un particolare sotto-genere va al di là del commentabile. </p></blockquote>
<p>A differenza di gamberi fantasy, il nostro sito si occupa &#8211; appunto &#8211; soltanto di stroncature fantasy, quindi mi sento leggermente chiamato in causa xD.<br />
Mi diverte abbastanza leggere un&#8217;accusa di frustrazione a persone che non conosci e di cui nemmeno (mi par di capire) segui regolarmente gli articoli. Soprattuto quando segue un bel discorso sul rispetto del lavoro altrui, la critica &#8220;facile&#8221; e quant&#8217;altro.<br />
Fare recensioni può essere divertente, esattamente come leggerle. Soprattutto se sono scritte con ironia. Gamberetta fa anche un servizio, informando i lettori di cosa conviene comprare e cosa no. Noi ci limitiamo a far ridere la gente, come abbiamo riso noi leggendo gran brutti libri. E&#8217; da frustrati? In base a cosa? Al massimo abbiamo un senso dell&#8217;umorismo discutibile.</p>
<blockquote><p> Trovarsi una vita da vivere no? Quante ore al giorno prende una simile livorosa “attività”, tutta reattiva e subalterna all’iniziativa e alla fantasia (scarsa o meno che sia) altrui?<br />
C’è gente sprofondata nelle miniere o inchiavardata in fabbrichette di merda che si bacerebbe i gomiti per avere anche solo un pizzico di tempo liberato, ogni tanto pensiamo a loro e vediamo di non sperperare quello che abbiamo in grazia. </p></blockquote>
<p>Ehm, dove sono finiti tutti i paladini del &#8220;non attacchiamo la persona&#8221; xD? Vale per gli autori ma non per i loro lettori? Davvero, io ho un grande senso dell&#8217;umorismo e ormai questa discussione mi sembra scivolata ben oltre il livello della logica, quindi non mi offendo di certo. Ma a te che te frega di come uso il mio tempo libero? Pensa, lo uso perfino per leggere articoli di fisica! Questo è sicuramente molto più improduttivo e sfigheggiante che scrivere recensioni per a) far ridere della gente b) far sapere che un libro fantasy non si merita i loro soldi.<br />
In ogni caso, quella delle miniere è tragicomica. Ti dirò di più: gli orsi polari sono ormai prossimi all&#8217;estinzione, l&#8217;entropia dell&#8217;universo aumenta ogni secondo e non ci sono più le mezze stagioni. Ma questo che c&#8217;entra con le recensioni fantasy, di preciso? Se anche i recensori stessero effettivamente perdendo il loro tempo &#8211; il che è un&#8217;opinione legittima, quanto credere che scrivere orrendi libri fantatrash sia una perdita di tempo &#8211; davvero, che c&#8217;entra con le miniere? Se iniziassimo a fare recensioni positive cambierebbero le condizioni di lavoro medie del mondo? In questo caso, spiegami soltanto come e apro immediatamente un blog di lodi sperticate. Autori che adoro non ne mancano, solo mi diverto di più &#8211; come i miei lettori &#8211; a commentare quel che non mi piace. E gradirei argomentazioni attinenti, perché altrimenti <i>perdiamo tutti il nostro tempo </i>, oggettivamente.</p>
<blockquote><p> Il cecchinaggio degli autori è una pratica troppo facile e banale, una scorciatoia per evitare la critica vera, che invece costa la fatica di gettare sguardi non consueti, stabilire connessioni inattese, allargare i contesti, unire ciò che è diviso e dividere ciò che è unito.<br />
Certo, può capitare di dire che un libro ti fa schifo, e spiegare il perché, ma dedicarsi anima e corpo alla stroncatura è un’altra cosa. L’acribia fanatica e la “vis tetrapilectomica” con cui alcuni si dedicano a tale missione fa pensare che *non si veda l’ora* di trovare un’opera che faccia schifo, e si legga ogni testo con quegli occhiali. </p></blockquote>
<p>Ormai colleziono definizioni sempre più barocche della &#8220;critica vera&#8221;, ne ricordo una che comprendeva macchine da guerra estetiche e filosofi schizofrenici, ma lasciamo perdere. La critica vera è qualcos&#8217;altro? Benissmo, allora quella non mi interessa. Chiamiamo quello che facciamo noi &#8220;parlare dei libri&#8221;. Diciamo quello che ci piace, o nel nostro caso che non ci piace. Per quale ragione questa sarebbe un&#8217;operazione stupida, illegittima o semplice? Quanto a spaccare il capello, sarei felice di vedere spiegazioni puntuali di quali siano le critiche &#8220;irrilevanti&#8221;. Le incongruenze logiche dei libri elencati sopra riguardano elementi assolutamente vitali della trama, spesso l&#8217;intera trama è basata su assurdità totali (come nel caso de &#8220;gli eroi del crepuscolo&#8221; e &#8220;il libro del destino&#8221;). La pensate diversamente? Discutiamone. Gamberetta ha elencato una serie di punti deboli del libro. Pensi che quella della birra sia irrilevante? Non condivido, quoto Francesco Dimitri. Ma se anche è così, cosa pensi delle altre argomentazioni? Riguardano punti assolutamente centrali della trama.<br />
Non vedere l&#8217;ora che un&#8217;opera faccia schifo? Ma davvero, perché dovrei? Mi diverte leggere qualche fantatrash ogni tanto. Ma il 90% dei libri che leggo li leggo perché mi aspetto siano belli, e sicuramente preferirei prendere uno da cui mi aspetto una ciofeca e trovare una meraviglia che il contrario. Se poi pensi che io, Gamberetta, o chi altri abbiamo pregiudizi negativi, gentilmente vieni sui nostri blog e indica QUALI punti delle recensioni trovi non condivisibili. Non ricordo che lei &#8211; o noi &#8211; abbiamo mai respinto qualcuno interessato a discutere. Fare vaghe accuse generiche di spaccacapellismo è parlare del nulla.</p>
<blockquote><p> Più difficile &#8211; perché più umano &#8211; è saper criticare, anche duramente, senza mai dimenticare che un’opera, buona o cattiva che sia, può essere costata a chi l’ha scritta impegno, progettualità, fatica, amore. La “cultura del sospetto” che vede in ogni autore un potenziale truffatore da smascherare va nella direzione diametralmente opposta a quella che interessa a me, cioè la lenta e faticosa costruzione di comunità basate su “circoli virtuosi” e rapporti reversibili tra autori e lettori. </p></blockquote>
<p>Davvero, questa domanda non è affatto retorica: leggendo il libro, cosa dovrebbe mai importarmi dell&#8217;amore che ci ha messo l&#8217;autore? Se domani scoprissi che Mieville ha scritto i suoi bellissimi libri per potersi comprare un SUV e non glie ne importa niente della narrativa, varrebbero meno? Perché è la logica conseguenza di apprezzare DI PIU una cosa in quanto scritta con passione.<br />
Io non ho niente contro Federico Ghirardi &#8211; abbiamo anche avuto contatti assolutamente civili su internet &#8211; e come persona posso stimarlo per la sua passione. Ma cosa c&#8217;entra col suo libro? La trama non sta in piedi, e sono pronto a fare un elenco delle incongruenze logiche. Non credo che lui sia in malafede o che altro. Semplicemente il suo libro fa schifo secondo una serie di criteri. Quindi io lo leggo per sghignazzare, e poi consiglio a chi non ha la mia stessa passione per il trash di leggersi qualcosa di meglio.<br />
PErchè questo è il punto: di meglio c&#8217;è eccome. Si trovano tantissimi libri con una trama solida, idee originali, POV che se ne sta ben fermo, descrizioni curate, personaggi credibili. Tutti criteri analizzabili con una certa oggettività. Perché dovremmo dire di apprezzare autori italiani che sono mille chilometri sotto? E perché non dovremmo sconsigliarli con tutto il cuore sui nostri siti &#8211; o prenderli in giro, se è il nostro genere di umorismo?<br />
Scusate per l&#8217;estrema lunghezza del post, ma tenevo a rispondere a Wu Ming 1. Saluti a tutti!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anonimo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/oh-mamma/comment-page-2/#comment-96401</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Aug 2008 17:02:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/06/26/oh-mamma/#comment-96401</guid>

					<description><![CDATA[@mariateresa
non è questione di fatica: per scrivere, bisogna leggere, ovvero conoscere il mondo letterario, se lo si vuole frequentare. Impararne i meccanismi, esattamente come per tutti gli altri mestieri. O andresti a farti operare da un chirurgo di quindici anni?
E l&#039;età è importante, perchè ogni anno che passa porta con sè un pò di esperienza e aggiunge un frammento all&#039;opera di comprensione del mondo. Chi è molto giovane questa esperienza non la può avere, anche se molto spesso gli adolescenti credono che ciò che è interessante per loro debba esserlo per tutti. E&#039; normale: è un&#039;età in cui si cammina di preferenza intorno al proprio ombelico. Non c&#039;è niente di male, perchè è una fase di crescita, e i ragazzini non hanno altro dovere che questo, crescere. E il far loro credere che sono depositari di chissà quale talento, perchè i casi di enfant prodige sono più unici che rari, sono come una mano schiacciata sulla loro testa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@mariateresa<br />
non è questione di fatica: per scrivere, bisogna leggere, ovvero conoscere il mondo letterario, se lo si vuole frequentare. Impararne i meccanismi, esattamente come per tutti gli altri mestieri. O andresti a farti operare da un chirurgo di quindici anni?<br />
E l&#8217;età è importante, perchè ogni anno che passa porta con sè un pò di esperienza e aggiunge un frammento all&#8217;opera di comprensione del mondo. Chi è molto giovane questa esperienza non la può avere, anche se molto spesso gli adolescenti credono che ciò che è interessante per loro debba esserlo per tutti. E&#8217; normale: è un&#8217;età in cui si cammina di preferenza intorno al proprio ombelico. Non c&#8217;è niente di male, perchè è una fase di crescita, e i ragazzini non hanno altro dovere che questo, crescere. E il far loro credere che sono depositari di chissà quale talento, perchè i casi di enfant prodige sono più unici che rari, sono come una mano schiacciata sulla loro testa.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: mariateresa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/oh-mamma/comment-page-2/#comment-96400</link>

		<dc:creator><![CDATA[mariateresa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 17:34:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/06/26/oh-mamma/#comment-96400</guid>

					<description><![CDATA[Non c&#039;è tanta differenza tra leggere e scrivere, anzi avvolte io faccio più fatica a leggere che a scrivere. Il vero problema,ritengo,è che questi adolescenti siano davvero degli &quot;immaturi&quot;. Credo che la parola adolescenti usata nella critica di Grilli vada intesa nel senso di &quot;immaturi&quot;. E tutti possono esserlo, dai bimbi di 5 anni ai vecchi di 70, perchè immaturo è colui che non vuole crescere. Crescere significa elevarsi ad un piano superiore, avere consapevolezza delle cose nuove che ci circondano. Questi baldi giovanotti, soprattutto la Strazzulla, credono fermamente di essere nati imparati. Non si arricchiscono di nuove esperienze, quindi non crescono. Invece bisogna sempre aprirsi alle novità che il mondo offre e, nel bene come nel male, stupirsene e farne tesoro. E il mondo è così vasto e misterioso che sono sicura che nemmeno un vecchio di 100 anni lo ha contemplato tutto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non c&#8217;è tanta differenza tra leggere e scrivere, anzi avvolte io faccio più fatica a leggere che a scrivere. Il vero problema,ritengo,è che questi adolescenti siano davvero degli &#8220;immaturi&#8221;. Credo che la parola adolescenti usata nella critica di Grilli vada intesa nel senso di &#8220;immaturi&#8221;. E tutti possono esserlo, dai bimbi di 5 anni ai vecchi di 70, perchè immaturo è colui che non vuole crescere. Crescere significa elevarsi ad un piano superiore, avere consapevolezza delle cose nuove che ci circondano. Questi baldi giovanotti, soprattutto la Strazzulla, credono fermamente di essere nati imparati. Non si arricchiscono di nuove esperienze, quindi non crescono. Invece bisogna sempre aprirsi alle novità che il mondo offre e, nel bene come nel male, stupirsene e farne tesoro. E il mondo è così vasto e misterioso che sono sicura che nemmeno un vecchio di 100 anni lo ha contemplato tutto.</p>
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		<title>
		Di: charly		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/oh-mamma/comment-page-2/#comment-96399</link>

		<dc:creator><![CDATA[charly]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 08:41:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma perchè i critici si ostinano a commentare libri che non hanno letto e che mai leggeranno?
Mi riferisco al commento della Signora Grilli a proposito degli scrittori emergenti ed in partcolare a &quot;Love is 4ever&quot; della Marullo che, intanto, non è sedicenne ma ha 19 anni e poi leggete il piacevole romanzo che ha per altro un finale molto realistico e inaspettato, è scritto in ITALIANO!!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma perchè i critici si ostinano a commentare libri che non hanno letto e che mai leggeranno?<br />
Mi riferisco al commento della Signora Grilli a proposito degli scrittori emergenti ed in partcolare a &#8220;Love is 4ever&#8221; della Marullo che, intanto, non è sedicenne ma ha 19 anni e poi leggete il piacevole romanzo che ha per altro un finale molto realistico e inaspettato, è scritto in ITALIANO!!!!</p>
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		<title>
		Di: Anonimo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/oh-mamma/comment-page-2/#comment-96398</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 07:59:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@mariateresa
Lewis parlava di leggere una storia, non scriverla. C&#039;è una bella differenza tra le due cose.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@mariateresa<br />
Lewis parlava di leggere una storia, non scriverla. C&#8217;è una bella differenza tra le due cose.</p>
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		<title>
		Di: mariateresa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/oh-mamma/comment-page-2/#comment-96397</link>

		<dc:creator><![CDATA[mariateresa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 21:30:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io parlo da parte degli autori definiti “baby”,infatti ho 17 anni e ho pubblicato il primo libro a 16.Ho letto alcuni lavori di questi miei coetanei, in particolare di Federico Ghirardi e di Chiara Strazzulla.Buone storie entrambe, la prima un po’ particolare nel suo genere e la seconda tipo romanzo del ciclo cavalleresco,ma in alcuni punti mancanti di accurato approfondimento.Hanno lati buoni e lati cattivi, come tutte le cose a questo mondo.Essere critici significa distinguere ciò che è bene da ciò che è male, sempre secondo il parere di chi critica.Nell’essere scrittore giovanissimo ci sono lati negativi e lati positivi.I negativi riguardano forse non tanto la mancanza di esperienza di cui ci accusano gli adulti, quanto la focalizzazione di questa esperienza in tanti campi diversi assieme.Questo fa sì che non si ha una cultura ben definita, ma cangiante, multiforme,le cui componenti sono spesso contrastanti.Io ritengo che la cultura sia un insieme di dettagli combinati in vario modo tra loro, e che il processo di formazione di tale cultura inizi già dall’infanzia.Non deve stupire che quando si è giovani e specie adolescenti si vuole sperimentare, alla ricerca di nuovi dettagli e di nuove combinazioni. A volte riesce bene, perfettamente, altre è un disastro.Altre volte ne viene fuori qualcosa di indefinibile, strano e originale,non bello ma affascinante.Poi si cresce,i dettagli si saldano tra loro, e la cultura personale diventa formazione di carattere stabile.Ma può cambiare,può arricchirsi come affievolirsi,può perdere dettagli e aggiungerne altri nuovi.L’essere umano di ogni età è in perenne cambiamento, tutti i più grandi scrittori,da Omero a Umberto Eco sono portavoce di questa realtà.Dunque,ogni età ha la sua cultura e la sua saggezza,quindi un bambino può descrivere in un libro la sua realtà e non avere nulla da invidiare alla realtà descritta in un libro da “ansiano”.E,tanto per citare un uomo che di saggezza ne aveva tanta,CS Lewis diceva che per lui se una storia non valeva la pena di essere letta a 10 anni,allora non valeva la pena di essere letta nemmeno a 40.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io parlo da parte degli autori definiti “baby”,infatti ho 17 anni e ho pubblicato il primo libro a 16.Ho letto alcuni lavori di questi miei coetanei, in particolare di Federico Ghirardi e di Chiara Strazzulla.Buone storie entrambe, la prima un po’ particolare nel suo genere e la seconda tipo romanzo del ciclo cavalleresco,ma in alcuni punti mancanti di accurato approfondimento.Hanno lati buoni e lati cattivi, come tutte le cose a questo mondo.Essere critici significa distinguere ciò che è bene da ciò che è male, sempre secondo il parere di chi critica.Nell’essere scrittore giovanissimo ci sono lati negativi e lati positivi.I negativi riguardano forse non tanto la mancanza di esperienza di cui ci accusano gli adulti, quanto la focalizzazione di questa esperienza in tanti campi diversi assieme.Questo fa sì che non si ha una cultura ben definita, ma cangiante, multiforme,le cui componenti sono spesso contrastanti.Io ritengo che la cultura sia un insieme di dettagli combinati in vario modo tra loro, e che il processo di formazione di tale cultura inizi già dall’infanzia.Non deve stupire che quando si è giovani e specie adolescenti si vuole sperimentare, alla ricerca di nuovi dettagli e di nuove combinazioni. A volte riesce bene, perfettamente, altre è un disastro.Altre volte ne viene fuori qualcosa di indefinibile, strano e originale,non bello ma affascinante.Poi si cresce,i dettagli si saldano tra loro, e la cultura personale diventa formazione di carattere stabile.Ma può cambiare,può arricchirsi come affievolirsi,può perdere dettagli e aggiungerne altri nuovi.L’essere umano di ogni età è in perenne cambiamento, tutti i più grandi scrittori,da Omero a Umberto Eco sono portavoce di questa realtà.Dunque,ogni età ha la sua cultura e la sua saggezza,quindi un bambino può descrivere in un libro la sua realtà e non avere nulla da invidiare alla realtà descritta in un libro da “ansiano”.E,tanto per citare un uomo che di saggezza ne aveva tanta,CS Lewis diceva che per lui se una storia non valeva la pena di essere letta a 10 anni,allora non valeva la pena di essere letta nemmeno a 40.</p>
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		<title>
		Di: Stefano		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/oh-mamma/comment-page-2/#comment-96396</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 15:10:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Faccio parte di coloro che leggevano fantasy, derisi e disprezzati dai propri coetanei alcuni anni fa. Premetto che giudico con le molle i pareri di certi soloni, sopratutto quelli che si occupano di letteratura per l&#039;infanzia: mi sembra che i loro giudizi sfocino spesso in un lamento per una età dell&#039;oro che non esiste più. Ricordo certi giudizi ai limiti dell&#039;insulto di Faeti sugli anime giapponesi che denotavano più ignoranza e presunzione piuttosto che competenza. Ma sto uscendo dal seminato.
Credo che l&#039;origine di certe diatribe siano gli strumenti promozionali con cui ci vengono proposti i libri. Il libro non è un detersivo, come ho letto in un blog di una scrittrice assai nota, non è un prodotto qualunque... si presume che un autore che abbia raggiunto certi risultati abbia delle qualità strordinarie, o almeno lo pensano in molti...
Allora, non è vero che quando Licia Troisi venne pubblicata non ci furono delle polemiche. Io personalmente la stimo pochissimo come scrittrice, ma mi rendo conto che il mio giudizio potrebbe anche essere errato: del resto ho più di trent&#039;anni e cerco altre cose nei libri che leggo rispetto a  un adolescente. Descrivere Licia Troisi e Christopher Paolini (ancora peggio, imho, viso che il suo ciclo è un plagio di Star Wars) come dei geni del fantasy, proporre i loro scritti come esempio supremo senza attribuire loro un target adatto ( quello degli adolescenti) è stato uno sbaglio, mi sembra.
Paolini viene però dagli Stati uniti: se vogliamo era già stato indicizzato alla fonte e quindi non ha destato lo sconcerto e la rabbia della vicenda di Licia Troisi
C&#039;è, però, anche un fantasy per adulti, un fantasy che richiede mondi coerenti, trame credibili, personaggi a tre dimensioni, omicidi, stupri, lotte politiche ecc... un fantasy ADULTO, che è stato schiacciato e nascosto da quasta ventata di bambinismo.
Chi ha mai sentito parlare di Michele Giannone, di Andrea d&#039;Angelo, di Francesca Angelinelli, di Luca  Tarenzi o di Claudio Tassitano? Chi di loro è stato intervistato da giornali e televisioni? La verità è che si è voluto giocare sul caso letterario, non solo puntando sul fantasy, reso di moda da HP e SdA. E&#039; giusto far produrre alla Troisi libri come in catena di montaggio? E&#039; giusto puntare su due ragazzotti che temo verranno bruciati dopo il loro esordio? Lasciare maturare un pochino i vari Ghirardi e Strazzulla, avrebbe fatto loro del male? Sempre che non si voglia affermare che costoro siano già autori maturi. Per quanto mi riguarda ho letto in fanzine e in siti per appassionati cose migliori... oltretutto gratis.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Faccio parte di coloro che leggevano fantasy, derisi e disprezzati dai propri coetanei alcuni anni fa. Premetto che giudico con le molle i pareri di certi soloni, sopratutto quelli che si occupano di letteratura per l&#8217;infanzia: mi sembra che i loro giudizi sfocino spesso in un lamento per una età dell&#8217;oro che non esiste più. Ricordo certi giudizi ai limiti dell&#8217;insulto di Faeti sugli anime giapponesi che denotavano più ignoranza e presunzione piuttosto che competenza. Ma sto uscendo dal seminato.<br />
Credo che l&#8217;origine di certe diatribe siano gli strumenti promozionali con cui ci vengono proposti i libri. Il libro non è un detersivo, come ho letto in un blog di una scrittrice assai nota, non è un prodotto qualunque&#8230; si presume che un autore che abbia raggiunto certi risultati abbia delle qualità strordinarie, o almeno lo pensano in molti&#8230;<br />
Allora, non è vero che quando Licia Troisi venne pubblicata non ci furono delle polemiche. Io personalmente la stimo pochissimo come scrittrice, ma mi rendo conto che il mio giudizio potrebbe anche essere errato: del resto ho più di trent&#8217;anni e cerco altre cose nei libri che leggo rispetto a  un adolescente. Descrivere Licia Troisi e Christopher Paolini (ancora peggio, imho, viso che il suo ciclo è un plagio di Star Wars) come dei geni del fantasy, proporre i loro scritti come esempio supremo senza attribuire loro un target adatto ( quello degli adolescenti) è stato uno sbaglio, mi sembra.<br />
Paolini viene però dagli Stati uniti: se vogliamo era già stato indicizzato alla fonte e quindi non ha destato lo sconcerto e la rabbia della vicenda di Licia Troisi<br />
C&#8217;è, però, anche un fantasy per adulti, un fantasy che richiede mondi coerenti, trame credibili, personaggi a tre dimensioni, omicidi, stupri, lotte politiche ecc&#8230; un fantasy ADULTO, che è stato schiacciato e nascosto da quasta ventata di bambinismo.<br />
Chi ha mai sentito parlare di Michele Giannone, di Andrea d&#8217;Angelo, di Francesca Angelinelli, di Luca  Tarenzi o di Claudio Tassitano? Chi di loro è stato intervistato da giornali e televisioni? La verità è che si è voluto giocare sul caso letterario, non solo puntando sul fantasy, reso di moda da HP e SdA. E&#8217; giusto far produrre alla Troisi libri come in catena di montaggio? E&#8217; giusto puntare su due ragazzotti che temo verranno bruciati dopo il loro esordio? Lasciare maturare un pochino i vari Ghirardi e Strazzulla, avrebbe fatto loro del male? Sempre che non si voglia affermare che costoro siano già autori maturi. Per quanto mi riguarda ho letto in fanzine e in siti per appassionati cose migliori&#8230; oltretutto gratis.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: coco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/oh-mamma/comment-page-2/#comment-96395</link>

		<dc:creator><![CDATA[coco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 08:51:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[scusate per l&#039;errata citazione di Fantozzi: lui dice BOIATA!!
scusate pure gli errori di battitura nel mio post qui sopra (llegere=leggere, rimmmeterci=rimetterci!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>scusate per l&#8217;errata citazione di Fantozzi: lui dice BOIATA!!<br />
scusate pure gli errori di battitura nel mio post qui sopra (llegere=leggere, rimmmeterci=rimetterci!!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: coco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/oh-mamma/comment-page-2/#comment-96394</link>

		<dc:creator><![CDATA[coco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 17:06:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A mio modesto avviso il libro della Strazzulla, che ho comprato fiducioso e finito di llegere affaticato, è banale, sciatto, noioso, piatto, insulso...insomma, per dirla alla Fantozzi, una cagata pazzesca! Secondo me le case editrici dovrebbero affiancare a degli autori giovani i migliori editor, e probabilmente, dico probabilmente, quì non è stato fatto; ciò mi dispiace perchè a rimmetterci è la Strazzulla, l&#039;Einaudi ed anche la fantasy,  il genere di libri da me molto amato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A mio modesto avviso il libro della Strazzulla, che ho comprato fiducioso e finito di llegere affaticato, è banale, sciatto, noioso, piatto, insulso&#8230;insomma, per dirla alla Fantozzi, una cagata pazzesca! Secondo me le case editrici dovrebbero affiancare a degli autori giovani i migliori editor, e probabilmente, dico probabilmente, quì non è stato fatto; ciò mi dispiace perchè a rimmetterci è la Strazzulla, l&#8217;Einaudi ed anche la fantasy,  il genere di libri da me molto amato.</p>
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