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	Commenti a: ORWELL, ZADIE SMITH E LE SEDIE DI ROTH	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Linearità e complessità. Il problema delle storie &#124; Sguardi e prospettive		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/orwell-zadie-smith-e-le-sedie-di-roth/comment-page-1/#comment-120559</link>

		<dc:creator><![CDATA[Linearità e complessità. Il problema delle storie &#124; Sguardi e prospettive]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Apr 2013 19:29:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Questa è Zadie Smith, estratto da Repubblica e ripreso dal blog della Lipperini&#8230; (l&#8217;articolo integrale lo trovate qui) [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Questa è Zadie Smith, estratto da Repubblica e ripreso dal blog della Lipperini&#8230; (l&#8217;articolo integrale lo trovate qui) [&#8230;] </p>
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		Di: Josephine Condemi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/orwell-zadie-smith-e-le-sedie-di-roth/comment-page-1/#comment-120558</link>

		<dc:creator><![CDATA[Josephine Condemi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 09:09:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo scrittore come alfiere della complessità...Sergio Tramma nel suo bel manuale L&#039;educazione informale parla di didattiche della paura e distingue tra educazione alla paura (paura come fine, intesa sia come &quot;ragionevole paura&quot;che come paura immobilizzante e paralizzante) ed educazione attraverso la paura (strumento che convince ad essere o non essere e provoca reazioni semi-automatiche dovute a semplificazioni cognitive basate su coppie oppositive)...&quot;è come se ci fossero difficoltà a costruire pensieri complessi e adatti ai tempi, come se si riproponesse, ancora una volta, quella semplificazione nell&#039;analisi del presente che sembra essere tipica dei tempi odierni&quot;...il problema delle storie, trasversale dal giornalismo alla letteratura, al cinema, al teatro...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scrittore come alfiere della complessità&#8230;Sergio Tramma nel suo bel manuale L&#8217;educazione informale parla di didattiche della paura e distingue tra educazione alla paura (paura come fine, intesa sia come &#8220;ragionevole paura&#8221;che come paura immobilizzante e paralizzante) ed educazione attraverso la paura (strumento che convince ad essere o non essere e provoca reazioni semi-automatiche dovute a semplificazioni cognitive basate su coppie oppositive)&#8230;&#8221;è come se ci fossero difficoltà a costruire pensieri complessi e adatti ai tempi, come se si riproponesse, ancora una volta, quella semplificazione nell&#8217;analisi del presente che sembra essere tipica dei tempi odierni&#8221;&#8230;il problema delle storie, trasversale dal giornalismo alla letteratura, al cinema, al teatro&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Stef Cr		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/orwell-zadie-smith-e-le-sedie-di-roth/comment-page-1/#comment-120557</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stef Cr]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 11:19:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una buona riflessione sul mestiere di scrivere all&#039;epoca del web 2.0.
L&#039;individualismo come diritto, il protagonismo dilagante, l&#039;umiltà nella sua accezione negativa, un&#039;accresciuta concorrenza che paradossalmente non ha elevato la qualità.
Vorrei far notare alla Smith  che sono passati 60 anni dalla morte di Orwell, ma è come se fosse passato un millennio. La massiccia ondata di informazioni, l&#039;isterica produzione di testi che si bruciano in pochi istanti, il ritmo forsennato e disumano a cui abbiamo consegnato ogni cosa, ha profondamente modificato la nostra percezione della realtà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una buona riflessione sul mestiere di scrivere all&#8217;epoca del web 2.0.<br />
L&#8217;individualismo come diritto, il protagonismo dilagante, l&#8217;umiltà nella sua accezione negativa, un&#8217;accresciuta concorrenza che paradossalmente non ha elevato la qualità.<br />
Vorrei far notare alla Smith  che sono passati 60 anni dalla morte di Orwell, ma è come se fosse passato un millennio. La massiccia ondata di informazioni, l&#8217;isterica produzione di testi che si bruciano in pochi istanti, il ritmo forsennato e disumano a cui abbiamo consegnato ogni cosa, ha profondamente modificato la nostra percezione della realtà.</p>
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		<title>
		Di: giul		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/orwell-zadie-smith-e-le-sedie-di-roth/comment-page-1/#comment-120556</link>

		<dc:creator><![CDATA[giul]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 10:44:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che non sia tanto il &quot;vedere le cose come stanno&quot; il punto a cui tende Smith, quanto il modo in cui uno scrittore deve raggiungere questa meta: complicando le cose.  Sta lì la difficoltà e in parte la novità, nell&#039;essere in grado di &quot;rappresentare il mondo in tutta la sua incredibile varietà&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che non sia tanto il &#8220;vedere le cose come stanno&#8221; il punto a cui tende Smith, quanto il modo in cui uno scrittore deve raggiungere questa meta: complicando le cose.  Sta lì la difficoltà e in parte la novità, nell&#8217;essere in grado di &#8220;rappresentare il mondo in tutta la sua incredibile varietà&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: enrico gregori		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/orwell-zadie-smith-e-le-sedie-di-roth/comment-page-1/#comment-120555</link>

		<dc:creator><![CDATA[enrico gregori]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 23:18:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto, come promesso. Interessante tutto, Orwell in primis. Poi mi soffermo sul ragionamento che, in pratica, pone al centro del discorso chi è che ha il diritto di definirsi scrittore. Chi pubblica? O chi, invece, ha letterarietà anche se non pubblica?
Così viene fuori il vecchio (forse anche sorpassato e travolto) discorso su Internet. E allora mi viene da pensare che nemmeno il più distopico Orwell avrebbe mai potuto immaginare quanta differenza ci sia tra la scrittura &quot;in rete&quot; e la scrittura &quot;per la rete&quot;. Oggi, mi pare, siamo sommersi dalla seconda. La prima, se mai ha espresso qualcosa di rilevante, è tramontata. Ha lasciato il posto a cose fatte per colpire a bruciapelo, una botta e via. Ceffoni da blog, schicchere da Facebook. Cose al confronto delle quali Silvia Avallone è una luminare del pensiero contemporaneo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto, come promesso. Interessante tutto, Orwell in primis. Poi mi soffermo sul ragionamento che, in pratica, pone al centro del discorso chi è che ha il diritto di definirsi scrittore. Chi pubblica? O chi, invece, ha letterarietà anche se non pubblica?<br />
Così viene fuori il vecchio (forse anche sorpassato e travolto) discorso su Internet. E allora mi viene da pensare che nemmeno il più distopico Orwell avrebbe mai potuto immaginare quanta differenza ci sia tra la scrittura &#8220;in rete&#8221; e la scrittura &#8220;per la rete&#8221;. Oggi, mi pare, siamo sommersi dalla seconda. La prima, se mai ha espresso qualcosa di rilevante, è tramontata. Ha lasciato il posto a cose fatte per colpire a bruciapelo, una botta e via. Ceffoni da blog, schicchere da Facebook. Cose al confronto delle quali Silvia Avallone è una luminare del pensiero contemporaneo.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Paola Di Giulio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/orwell-zadie-smith-e-le-sedie-di-roth/comment-page-1/#comment-120554</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paola Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 16:30:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bellissimo post.  “Desiderio di spingere il mondo in una certa direzione, di modificare l´altrui concezione del tipo di società alla quale bisogna tendere”.   Bellissima giornata  :-))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo post.  “Desiderio di spingere il mondo in una certa direzione, di modificare l´altrui concezione del tipo di società alla quale bisogna tendere”.   Bellissima giornata  :-))</p>
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		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/orwell-zadie-smith-e-le-sedie-di-roth/comment-page-1/#comment-120553</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 14:41:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo trovo proprio un articolo bellissimo. Mi viene solo da dire che, l&#039;entusiasmo estetico pure serve - e anche la coazione a ripetere dell&#039;artigiano ossessivo, perchè saremo tutti scrittori pure eh, ma taluni so&#039; pigri, altri so pippe certi terzi so storici, so documentaristi, ma non scrittori. Senza estetica la letteratura non può fare politica. Tutt&#039;al più genere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo trovo proprio un articolo bellissimo. Mi viene solo da dire che, l&#8217;entusiasmo estetico pure serve &#8211; e anche la coazione a ripetere dell&#8217;artigiano ossessivo, perchè saremo tutti scrittori pure eh, ma taluni so&#8217; pigri, altri so pippe certi terzi so storici, so documentaristi, ma non scrittori. Senza estetica la letteratura non può fare politica. Tutt&#8217;al più genere.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: corpo10		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/orwell-zadie-smith-e-le-sedie-di-roth/comment-page-1/#comment-120552</link>

		<dc:creator><![CDATA[corpo10]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 13:26:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da notare che scrittore è molto più del suo significato etimologico. Colui che scrive dovrebbe avere anche un minimo di &quot;letterarietà&quot;, altrimenti poi i primi libri nelle classifiche sono i manuali di cucina creativa, le ricette di onna pina e le interviste/biografie ai campioni dello sport.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da notare che scrittore è molto più del suo significato etimologico. Colui che scrive dovrebbe avere anche un minimo di &#8220;letterarietà&#8221;, altrimenti poi i primi libri nelle classifiche sono i manuali di cucina creativa, le ricette di onna pina e le interviste/biografie ai campioni dello sport.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Simone Ghelli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/orwell-zadie-smith-e-le-sedie-di-roth/comment-page-1/#comment-120551</link>

		<dc:creator><![CDATA[Simone Ghelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 12:50:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La teoria del ragazzo è una delle tante, anch&#039;essa supportata da molto materiale (usato anche da Giulietto Chiesa).
A me pare che il problema principale sia oggi costituito dall&#039;uso del tempo: in questa marea di materiali e di versioni da cui siamo sommersi, chi può permettersi il lusso del tempo di star lì a dirimere il tutto? Chi legge la valanga di libri che escono continuamente? In questo caos, ogni cosa sembra paradossalmente nuova, perché tutto quello che viene prima si dimentica velocemente...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La teoria del ragazzo è una delle tante, anch&#8217;essa supportata da molto materiale (usato anche da Giulietto Chiesa).<br />
A me pare che il problema principale sia oggi costituito dall&#8217;uso del tempo: in questa marea di materiali e di versioni da cui siamo sommersi, chi può permettersi il lusso del tempo di star lì a dirimere il tutto? Chi legge la valanga di libri che escono continuamente? In questo caos, ogni cosa sembra paradossalmente nuova, perché tutto quello che viene prima si dimentica velocemente&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Adelina		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/orwell-zadie-smith-e-le-sedie-di-roth/comment-page-1/#comment-120550</link>

		<dc:creator><![CDATA[Adelina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 11:15:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;In un momento in cui siamo circondati da realtà contraffatte, il desiderio di vedere le cose come stanno è già in sé un atto rivoluzionario&quot;, credo che Orwell sarebbe stato più che contrario a questa affermazione.
Diciamo pure che ha ragione Zadie Smith, oggigiorno Orwell è un po&#039; incomprensibile, sotto molti punti di vista. Scriveva infatti in Omaggio alla Catalogna: &quot;E&#039; difficile essere sicuri di qualcosa al di fuori di ciò che si è visto con i propri occhi e, consapevolmente o meno, chiunque scriva è partigiano&quot;. Curiosamente proprio nello stesso libro Orwell accusa i media di aver falsificato la realtà..suppongo che ora i tempi siano diversi ed abbiano improvvisamente acquistato credibilità. O no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;In un momento in cui siamo circondati da realtà contraffatte, il desiderio di vedere le cose come stanno è già in sé un atto rivoluzionario&#8221;, credo che Orwell sarebbe stato più che contrario a questa affermazione.<br />
Diciamo pure che ha ragione Zadie Smith, oggigiorno Orwell è un po&#8217; incomprensibile, sotto molti punti di vista. Scriveva infatti in Omaggio alla Catalogna: &#8220;E&#8217; difficile essere sicuri di qualcosa al di fuori di ciò che si è visto con i propri occhi e, consapevolmente o meno, chiunque scriva è partigiano&#8221;. Curiosamente proprio nello stesso libro Orwell accusa i media di aver falsificato la realtà..suppongo che ora i tempi siano diversi ed abbiano improvvisamente acquistato credibilità. O no?</p>
]]></content:encoded>
		
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