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	Commenti a: PAGINA 19 DEL CORRIERE DELLA SERA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: luziferszorn		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pagina-19-del-corriere-della-sera/comment-page-8/#comment-114950</link>

		<dc:creator><![CDATA[luziferszorn]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 13:18:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Olga wrote: &quot;Bisogna fare un lavoro da equilibristi, forse da funamboli a volte, per conciliare serietà del discorso teorico con accesso per tutti a quello che concretamente vogliamo fare.&quot;
- - -
Zanardo wrote (cit da Regazzoni) :“Da tempo ormai è evidente che solo un apcicola parte della popolazione ha i mezzi culturali ed economici per approfondire la realtà”
- - -
DOMANDA:
&quot;Accesso per tutti&quot; chi??? &quot;Piccola parte&quot; chi???]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Olga wrote: &#8220;Bisogna fare un lavoro da equilibristi, forse da funamboli a volte, per conciliare serietà del discorso teorico con accesso per tutti a quello che concretamente vogliamo fare.&#8221;<br />
&#8211; &#8211; &#8211;<br />
Zanardo wrote (cit da Regazzoni) :“Da tempo ormai è evidente che solo un apcicola parte della popolazione ha i mezzi culturali ed economici per approfondire la realtà”<br />
&#8211; &#8211; &#8211;<br />
DOMANDA:<br />
&#8220;Accesso per tutti&#8221; chi??? &#8220;Piccola parte&#8221; chi???</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: paperinoramone		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pagina-19-del-corriere-della-sera/comment-page-8/#comment-114949</link>

		<dc:creator><![CDATA[paperinoramone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 14:50:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Adrianaaaa
La battuta non è uno sfottò, ma semmai va a favore,  ho pensato che sintetizzasse la situazione in maniera divertente, mi dispiace se a te ha fatto l’effetto contrario. Cioè una battaglia sacrosanta in cui nel cartone le stesse eco-femministe ( certo che vengono prese in giro anche loro, ma in maniera salutare, è comunque Groening ) cercano di essere perfette.
il mio appoggio è totale, per quanto insignificante, ho voluto condividere un momento privato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Adrianaaaa<br />
La battuta non è uno sfottò, ma semmai va a favore,  ho pensato che sintetizzasse la situazione in maniera divertente, mi dispiace se a te ha fatto l’effetto contrario. Cioè una battaglia sacrosanta in cui nel cartone le stesse eco-femministe ( certo che vengono prese in giro anche loro, ma in maniera salutare, è comunque Groening ) cercano di essere perfette.<br />
il mio appoggio è totale, per quanto insignificante, ho voluto condividere un momento privato.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Olga		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pagina-19-del-corriere-della-sera/comment-page-8/#comment-114948</link>

		<dc:creator><![CDATA[Olga]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 14:37:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vorrei dire un&#039;ultima cosa magari per ulteriori riflessioni future. Mi sento in grande sintonia con Loredana Lipperini, Lorella Zanardo e con molte persone che sono intervenute qui (mi interessa per fare un esempio il lavoro di laura a., forse è per questo che lei ha colto subito il mio discorso sull&#039;immaginario erotico femminile nel pluralismo delle rappresentazioni). Femminismo reazionario è un ossimoro e non so quanto possa essere fertile politicamente, quanto possa servirci un&#039;etichetta vuota e che non descrive le persone che si identificano nel lavoro di Zanardo e in molto altro. Mi interessa una cerniera tra militanza e teoria, le torri d&#039;avorio sono molto pericolose in momenti di urgenza politica come quello che stiamo vivendo oggi in Italia (ma nel resto del mondo le cose non vanno poi così bene). Per questo la precisazione di Regazzoni mi trova in assoluto accordo. Bisogna fare un lavoro da equilibristi, forse da funamboli a volte, per conciliare serietà del discorso teorico con accesso per tutti a quello che concretamente vogliamo fare. Personalmente ( e non solo personalmente) mi interessa il cambiamento, voglio discutere anche con quel pensiero che in un primo momento può sembrarmi fuorviante o pericoloso, non per amore cristiano alla conciliazione ma per arricchire il mio discorso  e concretizzarlo in un&#039;azione politica. Per cui le critiche, anche forti, sono benvenute, purchè non diventino armi di distruzione di massa (vedi attacco personale o zittire l&#039;altr* umiliandol*). E comunque come dice giustamente Adrianaaa nei dibattiti pubblici e nelle patinatissime discussioni accademiche si vede assai di peggio. Quando Paolo mi pone questioni che magari sembrano marginali ma poi a scavare diventano euristiche io mi metto in posizione d&#039;ascolto. Mi sforzo almeno a tenere a freno fantasmi e pregiudizi aprioristici. E magari finisce davvero che arriviamo a capire qualcosa. A volte si naufraga, è normale, ho sperimentato spesso molta amarezza. Nel discorso di Zauberei e Regazzoni ho visto del giusto, alcune cose acute come l&#039;ultimo discorso di Zauberei le condivido, ascolto quando qualcuno fa obiezioni perchè se esiste davvero un rischio il mio interesse non è difendere la mia identità ma l&#039;obiettivo politico da raggiungere, il bene collettivo, quello per cui ho voglia di combattere. Non è facile ma per prepararsi alla festa che certi poteri forti vogliono farci sarà bene farsi le spalle larghe. Grazie a tutt* quindi, faccio tesoro di tutto quello che ho visto e imparato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei dire un&#8217;ultima cosa magari per ulteriori riflessioni future. Mi sento in grande sintonia con Loredana Lipperini, Lorella Zanardo e con molte persone che sono intervenute qui (mi interessa per fare un esempio il lavoro di laura a., forse è per questo che lei ha colto subito il mio discorso sull&#8217;immaginario erotico femminile nel pluralismo delle rappresentazioni). Femminismo reazionario è un ossimoro e non so quanto possa essere fertile politicamente, quanto possa servirci un&#8217;etichetta vuota e che non descrive le persone che si identificano nel lavoro di Zanardo e in molto altro. Mi interessa una cerniera tra militanza e teoria, le torri d&#8217;avorio sono molto pericolose in momenti di urgenza politica come quello che stiamo vivendo oggi in Italia (ma nel resto del mondo le cose non vanno poi così bene). Per questo la precisazione di Regazzoni mi trova in assoluto accordo. Bisogna fare un lavoro da equilibristi, forse da funamboli a volte, per conciliare serietà del discorso teorico con accesso per tutti a quello che concretamente vogliamo fare. Personalmente ( e non solo personalmente) mi interessa il cambiamento, voglio discutere anche con quel pensiero che in un primo momento può sembrarmi fuorviante o pericoloso, non per amore cristiano alla conciliazione ma per arricchire il mio discorso  e concretizzarlo in un&#8217;azione politica. Per cui le critiche, anche forti, sono benvenute, purchè non diventino armi di distruzione di massa (vedi attacco personale o zittire l&#8217;altr* umiliandol*). E comunque come dice giustamente Adrianaaa nei dibattiti pubblici e nelle patinatissime discussioni accademiche si vede assai di peggio. Quando Paolo mi pone questioni che magari sembrano marginali ma poi a scavare diventano euristiche io mi metto in posizione d&#8217;ascolto. Mi sforzo almeno a tenere a freno fantasmi e pregiudizi aprioristici. E magari finisce davvero che arriviamo a capire qualcosa. A volte si naufraga, è normale, ho sperimentato spesso molta amarezza. Nel discorso di Zauberei e Regazzoni ho visto del giusto, alcune cose acute come l&#8217;ultimo discorso di Zauberei le condivido, ascolto quando qualcuno fa obiezioni perchè se esiste davvero un rischio il mio interesse non è difendere la mia identità ma l&#8217;obiettivo politico da raggiungere, il bene collettivo, quello per cui ho voglia di combattere. Non è facile ma per prepararsi alla festa che certi poteri forti vogliono farci sarà bene farsi le spalle larghe. Grazie a tutt* quindi, faccio tesoro di tutto quello che ho visto e imparato.</p>
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		<title>
		Di: Paolo1984		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pagina-19-del-corriere-della-sera/comment-page-8/#comment-114947</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo1984]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 11:22:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rispondevo ad adriana.
Molto saggio il post di zauberei.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rispondevo ad adriana.<br />
Molto saggio il post di zauberei.</p>
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		<title>
		Di: Paolo1984		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pagina-19-del-corriere-della-sera/comment-page-8/#comment-114946</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo1984]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 11:14:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dici che i miei post non c&#039;entrano nulla con il tema, a me invece pare di sì comunque vabbè ognuno crede quello che vuole. Non è certo la prima volta che vediamo o interpretiamo le stesse cose in modo diverso.
Secondo me e non solo me, non tutti i modi di lottare contro modelli omologanti e degradanti (ammesso che ci sia pieno accordo su cosa è degradante e cosa non lo è quando si parla di un campo minato come quello dell&#039;eros) sono uguali e ugualmente condivisibili. Il modo di Olga mi piace, altri mi piacciono un po&#039; meno o comunque comportano dei rischi che ritengo giusto rilevare. Posso dirlo senza essere accusato di boicottaggio più o meno inconsapevole?
Comunque mi sembra che le posizioni di tutti e le relative divergenze e comunanze si siano sufficientemente chiarite.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dici che i miei post non c&#8217;entrano nulla con il tema, a me invece pare di sì comunque vabbè ognuno crede quello che vuole. Non è certo la prima volta che vediamo o interpretiamo le stesse cose in modo diverso.<br />
Secondo me e non solo me, non tutti i modi di lottare contro modelli omologanti e degradanti (ammesso che ci sia pieno accordo su cosa è degradante e cosa non lo è quando si parla di un campo minato come quello dell&#8217;eros) sono uguali e ugualmente condivisibili. Il modo di Olga mi piace, altri mi piacciono un po&#8217; meno o comunque comportano dei rischi che ritengo giusto rilevare. Posso dirlo senza essere accusato di boicottaggio più o meno inconsapevole?<br />
Comunque mi sembra che le posizioni di tutti e le relative divergenze e comunanze si siano sufficientemente chiarite.</p>
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		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pagina-19-del-corriere-della-sera/comment-page-8/#comment-114945</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 11:09:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi è piaciuto molto l&#039;intervento di Olga - e non trovo che stili di comunicazioni aggressivi denotino una mancanza di interessi condivisi. Io non riesco a parlare con diverse persone che hanno questo stile di comunicazione, mi irrita  - ma non vuol dire che non mi accorga che abbiamo interessi condivisi, credo che siano due piani diversi.
Vorrei aggiungere una cosa, sul tema della strategia della comunicazione.
Quando Loredana dice che c&#039;è un problema di capacità di decodificazione dei messaggi culturali alludendo all&#039;eventuale mancanza di mezzi per difendersene quando sono manipolatori, dice una cosa vera. Io per lo meno non posso essere doppia e dire che è vera se si parla di alcuni ambiti   -tipo Berlusconi - e falsa se si parla di altri: posso insistere sulla circolarità che c&#039;è tra cultura e persone, ma l&#039;arco del potere che la cultura ha sulle persone non posso non vederlo - o vederlo a correnti alternate. Quello che però penso sia importante tenere sempre a mente, è quel sentimento di competenza della vita, di sapere il proprio se stesso -e anche il proprio se stesso sentimentale ed erotico e seduttivo, che tutte le persone sentono di avere, e che secondo me quando questi dibattiti prendono la mano, vedono disconosciuto. Quando nascono queste etichette tipo &quot;femminismo reazionario&quot;, dietro forse c&#039;è anche questa cosa (semplifico molto) che qualcuno si senta dire: &quot;seduci non per un tuo originario desiderio, ma per un desiderio indotto&quot; non hai un&#039;identità ma sei un prodotto. Un po&#039; quando ti dicono &quot;tu fai tanto l&#039;intellettuale&quot; o &quot;tu fai tanto quello di sinistra&quot; e tu non capisci bene DIo Libro, che cazzo deve fa uno per essere, senti che per quanto ti sbatti, alla fine è l&#039;autenticità dei tuoi gesti a essere messa in discussione solo perchè non si iscrivono allo stesso campo di vita dell&#039;altro.
Perchè la declinazione del comportamento sessuale è un campo identitario - vissuto come espressivo. In cui una persona si sente Se ecco, sente che il Se è collegato a qualcosa di vitale e originario. A me sembra utile tenerne conto, è come se la comunicazione semplificata disconoscesse l&#039;altro dalla sua realtà e l&#039;altro per tutta risposta - sposti anche l&#039;altro interlocutore dalla sua realtà, e tutti parlano di persone che non esistono. (&quot;Sei na vittima del sistema!&quot; indi &quot;veterofemminista sessuofoba!&quot;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è piaciuto molto l&#8217;intervento di Olga &#8211; e non trovo che stili di comunicazioni aggressivi denotino una mancanza di interessi condivisi. Io non riesco a parlare con diverse persone che hanno questo stile di comunicazione, mi irrita  &#8211; ma non vuol dire che non mi accorga che abbiamo interessi condivisi, credo che siano due piani diversi.<br />
Vorrei aggiungere una cosa, sul tema della strategia della comunicazione.<br />
Quando Loredana dice che c&#8217;è un problema di capacità di decodificazione dei messaggi culturali alludendo all&#8217;eventuale mancanza di mezzi per difendersene quando sono manipolatori, dice una cosa vera. Io per lo meno non posso essere doppia e dire che è vera se si parla di alcuni ambiti   -tipo Berlusconi &#8211; e falsa se si parla di altri: posso insistere sulla circolarità che c&#8217;è tra cultura e persone, ma l&#8217;arco del potere che la cultura ha sulle persone non posso non vederlo &#8211; o vederlo a correnti alternate. Quello che però penso sia importante tenere sempre a mente, è quel sentimento di competenza della vita, di sapere il proprio se stesso -e anche il proprio se stesso sentimentale ed erotico e seduttivo, che tutte le persone sentono di avere, e che secondo me quando questi dibattiti prendono la mano, vedono disconosciuto. Quando nascono queste etichette tipo &#8220;femminismo reazionario&#8221;, dietro forse c&#8217;è anche questa cosa (semplifico molto) che qualcuno si senta dire: &#8220;seduci non per un tuo originario desiderio, ma per un desiderio indotto&#8221; non hai un&#8217;identità ma sei un prodotto. Un po&#8217; quando ti dicono &#8220;tu fai tanto l&#8217;intellettuale&#8221; o &#8220;tu fai tanto quello di sinistra&#8221; e tu non capisci bene DIo Libro, che cazzo deve fa uno per essere, senti che per quanto ti sbatti, alla fine è l&#8217;autenticità dei tuoi gesti a essere messa in discussione solo perchè non si iscrivono allo stesso campo di vita dell&#8217;altro.<br />
Perchè la declinazione del comportamento sessuale è un campo identitario &#8211; vissuto come espressivo. In cui una persona si sente Se ecco, sente che il Se è collegato a qualcosa di vitale e originario. A me sembra utile tenerne conto, è come se la comunicazione semplificata disconoscesse l&#8217;altro dalla sua realtà e l&#8217;altro per tutta risposta &#8211; sposti anche l&#8217;altro interlocutore dalla sua realtà, e tutti parlano di persone che non esistono. (&#8220;Sei na vittima del sistema!&#8221; indi &#8220;veterofemminista sessuofoba!&#8221;)</p>
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		<title>
		Di: Adrianaaaa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pagina-19-del-corriere-della-sera/comment-page-8/#comment-114944</link>

		<dc:creator><![CDATA[Adrianaaaa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 10:12:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Seguo questo blog (e altri che gravitano più o meno intorno agli stessi argomenti) da un pò di tempo, ma mai mi ero resa pienamente conto di quanto forte fosse la resistenza di fronte a certe tematiche.
Zauberei dice teniamo ben saldi nella mente i punti che abbiamo in comune: sì, d&#039;accordo, ma fino a un certo punto. Con molte delle persone che sono intervenute in questo thread io credo di avere in comune, forse, il numero di scarpe. E&#039; evidente che in moltissimi casi non c&#039;è un piano comune su cui discutere. Laddove si cerca di affrontare un argomento che è lampante quale sia (la rappresentazione omologante, la forza della pubblicità ecc ecc) il dibattito viene continuamente trascinato altrove, o perché si passa all&#039;insulto, o perché si lanciano sfottò (la citazione di futurama???), o perché si parla di qualcos&#039;altro che non c&#039;entra nulla con il tema (Paolo1984, forse è per questo che non tutti i tuoi commenti passano...). Impedire di fatto la discussione libera di un tema, perché chi vuole affrontarlo o si deve difendere o deve continuamente riportare il dibattito sul giusto binario, è censura. Non capisco se i molti che si sono comportati in questo modo l&#039;abbiano fatto inconsciamente (e a questo punto sarebbe utilissimo affrontare il discorso a cui aveva accennato Don Cave) oppure consciamente. In entrambi i casi, è una questione preoccupante, visto che molti di voi ricoprono ruoli importanti del mondo culturale, o sono comunque persone che hanno un alto livello di istruzione e accesso a tutte le informazioni che vogliono. Non sono certo i dibattiti accesi quelli che temo (ne ho affrontati faccia a faccia e durante assemblee pubbliche di ben peggiori), purché il dibattito ci sia, purché chi ho davanti comprenda la mia posizione e ribatta su quella. A me sembra che spesso sia mancata proprio questo tipo di risposta, che è la base. Altrimenti non c&#039;è un dibattito ma qualcuno che parla e qualcun altro che cerca di boicottarlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Seguo questo blog (e altri che gravitano più o meno intorno agli stessi argomenti) da un pò di tempo, ma mai mi ero resa pienamente conto di quanto forte fosse la resistenza di fronte a certe tematiche.<br />
Zauberei dice teniamo ben saldi nella mente i punti che abbiamo in comune: sì, d&#8217;accordo, ma fino a un certo punto. Con molte delle persone che sono intervenute in questo thread io credo di avere in comune, forse, il numero di scarpe. E&#8217; evidente che in moltissimi casi non c&#8217;è un piano comune su cui discutere. Laddove si cerca di affrontare un argomento che è lampante quale sia (la rappresentazione omologante, la forza della pubblicità ecc ecc) il dibattito viene continuamente trascinato altrove, o perché si passa all&#8217;insulto, o perché si lanciano sfottò (la citazione di futurama???), o perché si parla di qualcos&#8217;altro che non c&#8217;entra nulla con il tema (Paolo1984, forse è per questo che non tutti i tuoi commenti passano&#8230;). Impedire di fatto la discussione libera di un tema, perché chi vuole affrontarlo o si deve difendere o deve continuamente riportare il dibattito sul giusto binario, è censura. Non capisco se i molti che si sono comportati in questo modo l&#8217;abbiano fatto inconsciamente (e a questo punto sarebbe utilissimo affrontare il discorso a cui aveva accennato Don Cave) oppure consciamente. In entrambi i casi, è una questione preoccupante, visto che molti di voi ricoprono ruoli importanti del mondo culturale, o sono comunque persone che hanno un alto livello di istruzione e accesso a tutte le informazioni che vogliono. Non sono certo i dibattiti accesi quelli che temo (ne ho affrontati faccia a faccia e durante assemblee pubbliche di ben peggiori), purché il dibattito ci sia, purché chi ho davanti comprenda la mia posizione e ribatta su quella. A me sembra che spesso sia mancata proprio questo tipo di risposta, che è la base. Altrimenti non c&#8217;è un dibattito ma qualcuno che parla e qualcun altro che cerca di boicottarlo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo1984		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pagina-19-del-corriere-della-sera/comment-page-8/#comment-114943</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo1984]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 13:33:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come sempre Olga scrive dei post interessanti e condivisibili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come sempre Olga scrive dei post interessanti e condivisibili.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: paperinoramone		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pagina-19-del-corriere-della-sera/comment-page-8/#comment-114942</link>

		<dc:creator><![CDATA[paperinoramone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 13:09:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questi giorni è stato trasmesso un lungometraggio del cartone &quot;Futurama&quot;, e nella storia c&#039;era un gruppo di eco-femministe. Ad un certo punto in una scena, dovevano sabotare una sorta di veicolo spaziale; una delle eco-femministe fa per mettere dello zucchero nel serbatoio del veicolo e un&#039;altra dice: &quot;peccato, avremmo dovuto usare dello zucchero non-raffinato, questo danneggerà la nostra immagine&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni è stato trasmesso un lungometraggio del cartone &#8220;Futurama&#8221;, e nella storia c&#8217;era un gruppo di eco-femministe. Ad un certo punto in una scena, dovevano sabotare una sorta di veicolo spaziale; una delle eco-femministe fa per mettere dello zucchero nel serbatoio del veicolo e un&#8217;altra dice: &#8220;peccato, avremmo dovuto usare dello zucchero non-raffinato, questo danneggerà la nostra immagine&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Olga		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pagina-19-del-corriere-della-sera/comment-page-8/#comment-114941</link>

		<dc:creator><![CDATA[Olga]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 12:44:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non volevo rispondere a luz. perchè i toni e certe etichette vuote mi creano difficoltà, soprattutto quando si alza la voce e non ce n&#039;è assolutamente bisogno. Che ci si scaldi per ben altre questioni. Il nemico non è Lorella Zanardo, non è il mio obiettivo polemico nè di molt* altr* che mi sento di poter rappresentare. Forse femminismo a sud luz lo legge con un po&#039; di fretta. Questo mi preoccupa, conoscendo Zanardo personalmente. Il discorso di Paolo è interessante, vedo che nei discorsi di lui e di luz torna la questione abito che sembra un elemento trascurabile ma non lo è. Funziona come un emblema. Considerando sempre che esistono i femminismi, non vedo in giro femministe che hanno voglia di attaccare Belen o qualsivoglia subrette per il suo abbigliamento. Nè tanto meno per il suo stile di vita, la sua scelta di vita ecc. Nessuno si sogna di interterdire Belen o qualsiavoglia ballerina di burlesque, lap dance o sex worker. Molte femministe, me compresa, si vestono come Belen, non tutti i giorni magari, per comodità. E si vestono anche da uomo, da clown, da cosa vogliono. In Italia posso dire per testimonianza diretta si viene discriminate sul posto di lavoro per il proprio abbigliamento, perfino per un rossetto rosso, in certi ambienti. Questo sì signori è un problema, si chiama discriminazione di genere. Ho molte amiche che hanno subito questo trattamento compreso il licenziamento, proprio com&#039;è accaduto a Regazzoni per motivi diversi ma non così diversi. Questo è un enorme problema politico. Ma non lo risolveremo colpendo Zanardo. Migliorando l&#039;operazione politica sì, non distruggendola. Questo è ovviamente soltanto la mia opinione, non solo mia, ripeto, quindi forse è degna di essere ascoltata da chi si indigna tanto.
Dei rischi li vedo anch&#039;io, li vedo perchè l&#039;obiettivo polemico vero (che non è Zanardo ma una serie di fenomeni preoccupanti e quelli sì reazionari e totalitari che minano i diritti di alcuni generi a favore di un sistema politico-commerciale) funziona come un cancro che fa metastasi continuamente. Quando lo si attacca in un organo magicamente rinasce da un&#039;altra parte attraverso strumentalizzazioni, manovre, banalizzazione di questioni complesse, creazioni di gabbie nel momento stesso in cui si vogliono distruggere. Per cui il discorso di Regazzoni mi interessa, vedo dei rischi anche nel suo, ma credo che colga qualcosa di molto giusto. Quello che non condivido è che l&#039;obiettivo sia Zanardo, possiamo migliorare certe argomentazioni, coprirci le spalle con strumenti complessi (ma non troppo, stiamo parlando di militanza e la società deve avere accesso a quello di cui discutiamo, a me interessa la divulgazione) da attacchi che già arrivano, strumentalizzazioni e gabbie che si stanno già riformando. Ma non chiudiamoci, dialoghiamo, miglioriamo i progetti politici, non ci sputiamo addosso. Così nel frattempo i veri bigotti e i veri tiranni ingrassano a dismisura. Non sto invitando al pacifismo (anch&#039;io come Regazzoni sono allergica alle pacificazioni) nè all&#039;appiattimento ideologico, il conflitto è sano e necessario, ma dobbiamo rimanere nella piena consapevolezza di quali sono i veri obiettivi polemici e come vogliamo fare politica.  un ringraziamento speciale ancora quindi a loredana lipperini per questo confronto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non volevo rispondere a luz. perchè i toni e certe etichette vuote mi creano difficoltà, soprattutto quando si alza la voce e non ce n&#8217;è assolutamente bisogno. Che ci si scaldi per ben altre questioni. Il nemico non è Lorella Zanardo, non è il mio obiettivo polemico nè di molt* altr* che mi sento di poter rappresentare. Forse femminismo a sud luz lo legge con un po&#8217; di fretta. Questo mi preoccupa, conoscendo Zanardo personalmente. Il discorso di Paolo è interessante, vedo che nei discorsi di lui e di luz torna la questione abito che sembra un elemento trascurabile ma non lo è. Funziona come un emblema. Considerando sempre che esistono i femminismi, non vedo in giro femministe che hanno voglia di attaccare Belen o qualsivoglia subrette per il suo abbigliamento. Nè tanto meno per il suo stile di vita, la sua scelta di vita ecc. Nessuno si sogna di interterdire Belen o qualsiavoglia ballerina di burlesque, lap dance o sex worker. Molte femministe, me compresa, si vestono come Belen, non tutti i giorni magari, per comodità. E si vestono anche da uomo, da clown, da cosa vogliono. In Italia posso dire per testimonianza diretta si viene discriminate sul posto di lavoro per il proprio abbigliamento, perfino per un rossetto rosso, in certi ambienti. Questo sì signori è un problema, si chiama discriminazione di genere. Ho molte amiche che hanno subito questo trattamento compreso il licenziamento, proprio com&#8217;è accaduto a Regazzoni per motivi diversi ma non così diversi. Questo è un enorme problema politico. Ma non lo risolveremo colpendo Zanardo. Migliorando l&#8217;operazione politica sì, non distruggendola. Questo è ovviamente soltanto la mia opinione, non solo mia, ripeto, quindi forse è degna di essere ascoltata da chi si indigna tanto.<br />
Dei rischi li vedo anch&#8217;io, li vedo perchè l&#8217;obiettivo polemico vero (che non è Zanardo ma una serie di fenomeni preoccupanti e quelli sì reazionari e totalitari che minano i diritti di alcuni generi a favore di un sistema politico-commerciale) funziona come un cancro che fa metastasi continuamente. Quando lo si attacca in un organo magicamente rinasce da un&#8217;altra parte attraverso strumentalizzazioni, manovre, banalizzazione di questioni complesse, creazioni di gabbie nel momento stesso in cui si vogliono distruggere. Per cui il discorso di Regazzoni mi interessa, vedo dei rischi anche nel suo, ma credo che colga qualcosa di molto giusto. Quello che non condivido è che l&#8217;obiettivo sia Zanardo, possiamo migliorare certe argomentazioni, coprirci le spalle con strumenti complessi (ma non troppo, stiamo parlando di militanza e la società deve avere accesso a quello di cui discutiamo, a me interessa la divulgazione) da attacchi che già arrivano, strumentalizzazioni e gabbie che si stanno già riformando. Ma non chiudiamoci, dialoghiamo, miglioriamo i progetti politici, non ci sputiamo addosso. Così nel frattempo i veri bigotti e i veri tiranni ingrassano a dismisura. Non sto invitando al pacifismo (anch&#8217;io come Regazzoni sono allergica alle pacificazioni) nè all&#8217;appiattimento ideologico, il conflitto è sano e necessario, ma dobbiamo rimanere nella piena consapevolezza di quali sono i veri obiettivi polemici e come vogliamo fare politica.  un ringraziamento speciale ancora quindi a loredana lipperini per questo confronto.</p>
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