<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: PER FORTUNA C&#039;E&#039; LUI	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/per-fortuna-ce-lui/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/per-fortuna-ce-lui/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Oct 2008 04:39:26 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-fortuna-ce-lui/comment-page-1/#comment-97258</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 04:39:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/10/01/per-fortuna-ce-lui/#comment-97258</guid>

					<description><![CDATA[Lipperini for US president.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lipperini for US president.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Claudio C.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-fortuna-ce-lui/comment-page-1/#comment-97257</link>

		<dc:creator><![CDATA[Claudio C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 09:47:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/10/01/per-fortuna-ce-lui/#comment-97257</guid>

					<description><![CDATA[L&#039;articolo di rodotà mi arriva come un dono inatteso per delle cose su cui stavo lavorando. Grazie, per fortuna c&#039;è questo blog
C.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo di rodotà mi arriva come un dono inatteso per delle cose su cui stavo lavorando. Grazie, per fortuna c&#8217;è questo blog<br />
C.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-fortuna-ce-lui/comment-page-1/#comment-97256</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 22:03:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/10/01/per-fortuna-ce-lui/#comment-97256</guid>

					<description><![CDATA[Probabilmente qualche geniale programmatore di kataweb ha smanettato troppo. Ho visto altri blog di questo dominio e sono nella norma, per cui si tratta di una jella ad hoc.
Però, essendo questo un template standard, non dovrebbe essere complesso recuperare l&#039;originale e copiaincollarlo sul template del blog. In automatico la grafica tornerà quella di prima (credo).
L&#039;articolo m&#039;è parso assai interessante ed inquietante al contempo. Ci sono parecchi temi, e come si notava è difficile stare appresso a tutti.
Quello dell&#039;umano e la tecnologia mi ha toccato più degli altri.
Il caso Pistorius, per esempio.
In Italia se n&#039;è parlato a lungo. C&#039;è che diceva sì, chi diceva no. Io mi trovo contrario alla sua partecipazione ai giochi Olimpici. Ogni gara deve garantire ai blocchi di partenza le stesse condizioni e le stesse chances di vittoria a tutti. A prescindere se le protesi siano più o meno vantaggiose, mi pare chiaro che non possano essere comparate con le gambe umane. E non parlo in termini teorici.
Questo ovviamente non implica che Pistorius o chi per lui non possa in assoluto partecipare alle Olimpiadi. Secondo me dovrebbe (come ha fatto)partecipare alla gara paraolimpica. Poi si può discutere se questo termine &quot;para-&quot; sia politicamente corretto o scorretto. Si può discutere sul perché le paraolimpiadi non avvengano nelle stesse settimane dei giochi. Ma è evidente che sul piano fisico le protesi di Pistorius non assomigliano in niente a delle gambe umane.
Il problema si porrà, and here falls the donkey, quando la bio\eugenetica riuscirà a creare le gambe perfette, grazie a manipolazioni del DNA durante la fecondazione.
E&#039; quello che ha tentato di raccontare il bel film &quot;Gattaca&quot; qualche anno fa. In un futuro, per nulla improbabile, esisteranno i &quot;mutati&quot; e i &quot;normali&quot;. E pian piano la popolazione mondiale vedrà l&#039;ascesa dei &quot;mutati&quot;.
Cosa allora si potrà considerare umano? Chi o cosa sarà l&#039;umanità?
Mi viene da pensare che prima o poi tutte le rivoluzioni tecnologiche che ancora oggi ci fanno sussultare finiranno per essere considerate nella norma. Non più effetti speciali, bensì effetti normali. Come al Cinema.
E&#039; vero che questa è la prima volta che dentro il corpo umano vanno ad accadere queste mutazioni, e quindi per la prima volta l&#039;uomo potrà artificialmente modellare la base naturale. Al di fuori del nostro corpo, la tecnologia in centinaia di anni ma soprattutto negli ultimi due secoli è riuscita, tra le altre ottime cose, quasi a distruggere un pianeta. Non da sola, ovviamente. Dentro di noi i risultati potrebbero essere, soprattutto agli inizi, altrettanto disastrosi.
Per cento anni il Papa si scaglierà contro. Ma fra cinquecento?
Io penso che il diritto (penale anche) debba fungere da grillo parlante per lo coscienze di scienziati e finanziatori. Che troppo facilmente possono lasciarsi abbindolare dai miliardi e dai sogni di gloria.
Evitare che si facciano passi troppo lunghi, evitare che si compiano sperimentazioni su vasta scala senza aver preparato un piano b (tipo: se i primi mutanti venissero fuori male? dove li mettiamo?). Cercare di educare la civiltà, occidentale e non, al concetto di &quot;mondo in prestito&quot; dalle generazioni che saranno.
Potrà il diritto fare qualcosa? Per ora ha nicchiato, spesso intervenendo troppo tardi. Ghettizzare il progresso tecnologico si è sempre rivelata una mossa errata.
E poi vedremo.
Volenti o nolenti, i concetti di normalità e di umanità - come già adesso accade - si amplieranno. Saremo costretti a questo passo. Roy Batty 26 anni fa ce l&#039;ha dimostrato.
Vorrei continuare per ore, ma adesso taccio e spero che il thread continui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente qualche geniale programmatore di kataweb ha smanettato troppo. Ho visto altri blog di questo dominio e sono nella norma, per cui si tratta di una jella ad hoc.<br />
Però, essendo questo un template standard, non dovrebbe essere complesso recuperare l&#8217;originale e copiaincollarlo sul template del blog. In automatico la grafica tornerà quella di prima (credo).<br />
L&#8217;articolo m&#8217;è parso assai interessante ed inquietante al contempo. Ci sono parecchi temi, e come si notava è difficile stare appresso a tutti.<br />
Quello dell&#8217;umano e la tecnologia mi ha toccato più degli altri.<br />
Il caso Pistorius, per esempio.<br />
In Italia se n&#8217;è parlato a lungo. C&#8217;è che diceva sì, chi diceva no. Io mi trovo contrario alla sua partecipazione ai giochi Olimpici. Ogni gara deve garantire ai blocchi di partenza le stesse condizioni e le stesse chances di vittoria a tutti. A prescindere se le protesi siano più o meno vantaggiose, mi pare chiaro che non possano essere comparate con le gambe umane. E non parlo in termini teorici.<br />
Questo ovviamente non implica che Pistorius o chi per lui non possa in assoluto partecipare alle Olimpiadi. Secondo me dovrebbe (come ha fatto)partecipare alla gara paraolimpica. Poi si può discutere se questo termine &#8220;para-&#8221; sia politicamente corretto o scorretto. Si può discutere sul perché le paraolimpiadi non avvengano nelle stesse settimane dei giochi. Ma è evidente che sul piano fisico le protesi di Pistorius non assomigliano in niente a delle gambe umane.<br />
Il problema si porrà, and here falls the donkey, quando la bio\eugenetica riuscirà a creare le gambe perfette, grazie a manipolazioni del DNA durante la fecondazione.<br />
E&#8217; quello che ha tentato di raccontare il bel film &#8220;Gattaca&#8221; qualche anno fa. In un futuro, per nulla improbabile, esisteranno i &#8220;mutati&#8221; e i &#8220;normali&#8221;. E pian piano la popolazione mondiale vedrà l&#8217;ascesa dei &#8220;mutati&#8221;.<br />
Cosa allora si potrà considerare umano? Chi o cosa sarà l&#8217;umanità?<br />
Mi viene da pensare che prima o poi tutte le rivoluzioni tecnologiche che ancora oggi ci fanno sussultare finiranno per essere considerate nella norma. Non più effetti speciali, bensì effetti normali. Come al Cinema.<br />
E&#8217; vero che questa è la prima volta che dentro il corpo umano vanno ad accadere queste mutazioni, e quindi per la prima volta l&#8217;uomo potrà artificialmente modellare la base naturale. Al di fuori del nostro corpo, la tecnologia in centinaia di anni ma soprattutto negli ultimi due secoli è riuscita, tra le altre ottime cose, quasi a distruggere un pianeta. Non da sola, ovviamente. Dentro di noi i risultati potrebbero essere, soprattutto agli inizi, altrettanto disastrosi.<br />
Per cento anni il Papa si scaglierà contro. Ma fra cinquecento?<br />
Io penso che il diritto (penale anche) debba fungere da grillo parlante per lo coscienze di scienziati e finanziatori. Che troppo facilmente possono lasciarsi abbindolare dai miliardi e dai sogni di gloria.<br />
Evitare che si facciano passi troppo lunghi, evitare che si compiano sperimentazioni su vasta scala senza aver preparato un piano b (tipo: se i primi mutanti venissero fuori male? dove li mettiamo?). Cercare di educare la civiltà, occidentale e non, al concetto di &#8220;mondo in prestito&#8221; dalle generazioni che saranno.<br />
Potrà il diritto fare qualcosa? Per ora ha nicchiato, spesso intervenendo troppo tardi. Ghettizzare il progresso tecnologico si è sempre rivelata una mossa errata.<br />
E poi vedremo.<br />
Volenti o nolenti, i concetti di normalità e di umanità &#8211; come già adesso accade &#8211; si amplieranno. Saremo costretti a questo passo. Roy Batty 26 anni fa ce l&#8217;ha dimostrato.<br />
Vorrei continuare per ore, ma adesso taccio e spero che il thread continui.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: La Lipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-fortuna-ce-lui/comment-page-1/#comment-97255</link>

		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 07:03:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/10/01/per-fortuna-ce-lui/#comment-97255</guid>

					<description><![CDATA[Vorrei saperlo, dannazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei saperlo, dannazione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ginko		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-fortuna-ce-lui/comment-page-1/#comment-97254</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ginko]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 21:57:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/10/01/per-fortuna-ce-lui/#comment-97254</guid>

					<description><![CDATA[cos&#039;è sucesso alla grafica del sito?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cos&#8217;è sucesso alla grafica del sito?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Carlo Ridolfi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-fortuna-ce-lui/comment-page-1/#comment-97253</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo Ridolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 21:08:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/10/01/per-fortuna-ce-lui/#comment-97253</guid>

					<description><![CDATA[Grande articolo.
Da leggere e rileggere e meditare a fondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grande articolo.<br />
Da leggere e rileggere e meditare a fondo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: plessus		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-fortuna-ce-lui/comment-page-1/#comment-97252</link>

		<dc:creator><![CDATA[plessus]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 13:24:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/10/01/per-fortuna-ce-lui/#comment-97252</guid>

					<description><![CDATA[Gli argomenti intercettati dall’analisi di Rodotà sono troppi e troppo interessanti per poterli restringere nel semplice spazio di un commento.
Ci provo, con alcuni di essi.
E’ qualche anno che l’incoraggiamento all’uso della tecnologia è diventato un vero e proprio spintonamento all’accaparrarsi delle ultime attrezzature immesse sul mercato.
Dal quale, fortunatamente, riesco a tenermene abbastanza al di fuori.
Si è passati dal tentativo di convincere a comprare solo per la invenzione-novità ai fini dei vantaggi prima sconosciuti che essa, ora, offre, all’installazione in ciascuno di noi della non del tutto consapevole idea che la tecnologia sia sempre e comunque di comodità e di utilità. Abbiamo acquisito il diritto di essere tariffati you and me con la macchina.
Concetto infettivamente ed effettivamente introiettato con l’autoalimentarsi del messaggio pubblicitario e la crescita esponenziale delle potenzialità - utili o meno ai fini della quotidianità - dei prodotti tecnologici. Grazie ad esso siamo al paradosso di essere in grado, infatti, di inutilizzare mediamente il 75-80% delle “comodità” installate nell’attrezzo acquistato.
Passando dai telefonini e pc - attraverso i quali da un bel pezzo che siamo tagged and tracked, interessanti a questo proposito alcuni aspetti trattati nel saggio The dark side of the google, Ippolita copyleft 2007 -  agli arti ed organi in parte o del tutto artificiali: la personale percezione è invece che il momento dell’approdo della specie ai lidi del post umano non comporti conflitti con la specie originaria. Diventata essa una minoranza risibile, saremo già una genìa diversa.
E’ la navigazione in tale direzione che comporterà scontri generazionali. Sono i diversi stadi “tecnologici” che la nostra specie attraverserà, che daranno fuoco alle polveri della supremazia.
Magari mi sbaglio, ma finchè un cuore, un braccio di plastica ed una rotula in titanio costituiranno semplici isole appartenenti alla nazione corpo, penso che andrà più o meno tutto, ehm, bene.
E’ il passaggio dallo stato di necessità – ho il cuore a pezzi, lo sostituisco – allo stadio della possibilità di diventare più forte per più tempo –  mi installo un cuore di plastica perché così ottengo più resistenza alla fatica – che innesca il meccanismo perverso della lotta per la supremazia. Anche in campo sortivo nasceranno nuove forme di illecito che daranno adito a rivoluzioni nei regolamenti. Già cominciati nel nuoto con la tecnologia dei costumoni come seconda pelle.
La legge, questo punto, avrà il compito, ancora una volta, di tutelare i diritti della specie in via di estinzione, che non potrà o non vorrà permettersi, poco cambierà, di diventare macchina.
Quando, ancora più in là, potremo sostituire integralmente il vecchio derma con uno più durevole e protettivo per i sintetici organi interni, nascerà il nuovo karma post umano, fino a quel tempo sconosciuto.
Saluti, e salute]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli argomenti intercettati dall’analisi di Rodotà sono troppi e troppo interessanti per poterli restringere nel semplice spazio di un commento.<br />
Ci provo, con alcuni di essi.<br />
E’ qualche anno che l’incoraggiamento all’uso della tecnologia è diventato un vero e proprio spintonamento all’accaparrarsi delle ultime attrezzature immesse sul mercato.<br />
Dal quale, fortunatamente, riesco a tenermene abbastanza al di fuori.<br />
Si è passati dal tentativo di convincere a comprare solo per la invenzione-novità ai fini dei vantaggi prima sconosciuti che essa, ora, offre, all’installazione in ciascuno di noi della non del tutto consapevole idea che la tecnologia sia sempre e comunque di comodità e di utilità. Abbiamo acquisito il diritto di essere tariffati you and me con la macchina.<br />
Concetto infettivamente ed effettivamente introiettato con l’autoalimentarsi del messaggio pubblicitario e la crescita esponenziale delle potenzialità &#8211; utili o meno ai fini della quotidianità &#8211; dei prodotti tecnologici. Grazie ad esso siamo al paradosso di essere in grado, infatti, di inutilizzare mediamente il 75-80% delle “comodità” installate nell’attrezzo acquistato.<br />
Passando dai telefonini e pc &#8211; attraverso i quali da un bel pezzo che siamo tagged and tracked, interessanti a questo proposito alcuni aspetti trattati nel saggio The dark side of the google, Ippolita copyleft 2007 &#8211;  agli arti ed organi in parte o del tutto artificiali: la personale percezione è invece che il momento dell’approdo della specie ai lidi del post umano non comporti conflitti con la specie originaria. Diventata essa una minoranza risibile, saremo già una genìa diversa.<br />
E’ la navigazione in tale direzione che comporterà scontri generazionali. Sono i diversi stadi “tecnologici” che la nostra specie attraverserà, che daranno fuoco alle polveri della supremazia.<br />
Magari mi sbaglio, ma finchè un cuore, un braccio di plastica ed una rotula in titanio costituiranno semplici isole appartenenti alla nazione corpo, penso che andrà più o meno tutto, ehm, bene.<br />
E’ il passaggio dallo stato di necessità – ho il cuore a pezzi, lo sostituisco – allo stadio della possibilità di diventare più forte per più tempo –  mi installo un cuore di plastica perché così ottengo più resistenza alla fatica – che innesca il meccanismo perverso della lotta per la supremazia. Anche in campo sortivo nasceranno nuove forme di illecito che daranno adito a rivoluzioni nei regolamenti. Già cominciati nel nuoto con la tecnologia dei costumoni come seconda pelle.<br />
La legge, questo punto, avrà il compito, ancora una volta, di tutelare i diritti della specie in via di estinzione, che non potrà o non vorrà permettersi, poco cambierà, di diventare macchina.<br />
Quando, ancora più in là, potremo sostituire integralmente il vecchio derma con uno più durevole e protettivo per i sintetici organi interni, nascerà il nuovo karma post umano, fino a quel tempo sconosciuto.<br />
Saluti, e salute</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: zauberilla		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-fortuna-ce-lui/comment-page-1/#comment-97251</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 09:59:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/10/01/per-fortuna-ce-lui/#comment-97251</guid>

					<description><![CDATA[Molto molto bello - mi ha stupita.
Mi ha ricordato - per una curiosa assonanza - il libro che sto leggendo adesso e che pone su una continuità sociale  - collocati sempre sugli estremi opposti - i miti collettivi dei soggetti reali, e la significazione con cui percepiamo le vicende di chi vive il tentativo di migrazione, la marginalizzazione sociale. L&#039;icona di Lady D vs l&#039;esperienza della ex Jugoslavia. In una desiginificazione globale, in una distanza globale delle vicende invece assai significative. Ora sto semplificando troppo, forse perchè non ho ancora tutto molto chiaro. Il libro comunque è di Rosi Braidotti. &quot;In trasformazione. &quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto molto bello &#8211; mi ha stupita.<br />
Mi ha ricordato &#8211; per una curiosa assonanza &#8211; il libro che sto leggendo adesso e che pone su una continuità sociale  &#8211; collocati sempre sugli estremi opposti &#8211; i miti collettivi dei soggetti reali, e la significazione con cui percepiamo le vicende di chi vive il tentativo di migrazione, la marginalizzazione sociale. L&#8217;icona di Lady D vs l&#8217;esperienza della ex Jugoslavia. In una desiginificazione globale, in una distanza globale delle vicende invece assai significative. Ora sto semplificando troppo, forse perchè non ho ancora tutto molto chiaro. Il libro comunque è di Rosi Braidotti. &#8220;In trasformazione. &#8220;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
