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	Commenti a: PER IL TUO BENE, CARA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-il-tuo-bene-cara/comment-page-1/#comment-96196</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 23:13:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io mi permetto di fare alcune domande sulla questione.
Leggendo questi dati, mi viene da chiedere: allora, che cosa bisogna fare?
E&#039; una questione atavica, cioè alcuni maschi dai secoli antichi hanno avuto il bisogno o il desiderio di uccidere le proprie compagne?
E&#039; un fenomeno che è andato calando negli ultimi cento anni?
E&#039; un fenomeno che è aumentato negli ultim anni? Dipende dall&#039;educazione in famiglia? Dalle scuole? Dai media?
Un dato che mi piacerebbe conoscere: quanti sono i maschi uccisi da altri maschi?
Quali sono le controffensive rispetto a queste barbarie?
A me francamente sembra una sorta di problema insolubile. A meno di individuare le condizioni psico-sociologiche che determinano l&#039;istinto killer in una persona di sesso maschile, come poter reagire?
Ci sono ragazzi violenti che mai comunque si permetterebbero di eliminare fisicamente il partner.
Ci sono ragazzi insospettabili che poi si macchiano di crimini simili.
E&#039; una questione di modelli? Ma siamo davvero sicuri di questa cosa?
Se fosse così dovrebbe essere &quot;una moda&quot; molto più seguita.
E soprattutto dove sono questi modelli?
Mi piacerebbe conoscere il parere di menti molto più aggiornate\informate\illuminate sulla questione. Perché altrimenti il semplice ripetersi di articoli su queste violenze finiscono per fare l&#039;effetto &quot;anestetico&quot;...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io mi permetto di fare alcune domande sulla questione.<br />
Leggendo questi dati, mi viene da chiedere: allora, che cosa bisogna fare?<br />
E&#8217; una questione atavica, cioè alcuni maschi dai secoli antichi hanno avuto il bisogno o il desiderio di uccidere le proprie compagne?<br />
E&#8217; un fenomeno che è andato calando negli ultimi cento anni?<br />
E&#8217; un fenomeno che è aumentato negli ultim anni? Dipende dall&#8217;educazione in famiglia? Dalle scuole? Dai media?<br />
Un dato che mi piacerebbe conoscere: quanti sono i maschi uccisi da altri maschi?<br />
Quali sono le controffensive rispetto a queste barbarie?<br />
A me francamente sembra una sorta di problema insolubile. A meno di individuare le condizioni psico-sociologiche che determinano l&#8217;istinto killer in una persona di sesso maschile, come poter reagire?<br />
Ci sono ragazzi violenti che mai comunque si permetterebbero di eliminare fisicamente il partner.<br />
Ci sono ragazzi insospettabili che poi si macchiano di crimini simili.<br />
E&#8217; una questione di modelli? Ma siamo davvero sicuri di questa cosa?<br />
Se fosse così dovrebbe essere &#8220;una moda&#8221; molto più seguita.<br />
E soprattutto dove sono questi modelli?<br />
Mi piacerebbe conoscere il parere di menti molto più aggiornate\informate\illuminate sulla questione. Perché altrimenti il semplice ripetersi di articoli su queste violenze finiscono per fare l&#8217;effetto &#8220;anestetico&#8221;&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-il-tuo-bene-cara/comment-page-1/#comment-96195</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 10:48:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[D&#039;accordo con Zauberei sulla società patologica tout court o quasi, ma ovviamente d&#039;accordo sul fatto che i modelli di maschio siano &quot;minati&quot;.
Sulla questione educativa: secondo me non bisogna insegnare che la violenza è brutta. Bisogna mostrare *da subito e in concreto che la violenza è controproducente*. Certo che poi, a vedere il mondo dei grandi, &#039;sta certezza non sembra poi granché condivisa...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordo con Zauberei sulla società patologica tout court o quasi, ma ovviamente d&#8217;accordo sul fatto che i modelli di maschio siano &#8220;minati&#8221;.<br />
Sulla questione educativa: secondo me non bisogna insegnare che la violenza è brutta. Bisogna mostrare *da subito e in concreto che la violenza è controproducente*. Certo che poi, a vedere il mondo dei grandi, &#8216;sta certezza non sembra poi granché condivisa&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-il-tuo-bene-cara/comment-page-1/#comment-96194</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 08:44:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Interessante. Alcune osservazioni.
 - nel corso dell&#039;indagine istat sulla violenza osservai questo fatto curioso, che si può dedurre anche guardando i dati: la violenza sulle donne è maggiore nei centri urbani, e nel nord italia. E posso dire, perchè io raccoglievo le testimonianze, che non è che nel sud mentissero, ugualmente nelle campagne. Volendo in questi contesti  spesso la percossa e le altre forme di violenza erano considerate normali e condivisibili.
L&#039;impresisone che mi sono fatta è che ci sia una reazione psichica complessa da parte del modno maschile nei contesti cui le donne si emancipano: il lavoro, la libera scelta. Dove la gerarchia di potere è mantenuta stabile la violenza si esprime di meno.
Tuttavia, non credo che sia giusto parlare di vittime e carnefici, di sane e maschi patologici. La patologia è globale e culturale, e le coppie dove regna la violenza sono sistemi autodistruttivi dove anche lei, ha le sue tremende responsabilità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante. Alcune osservazioni.<br />
 &#8211; nel corso dell&#8217;indagine istat sulla violenza osservai questo fatto curioso, che si può dedurre anche guardando i dati: la violenza sulle donne è maggiore nei centri urbani, e nel nord italia. E posso dire, perchè io raccoglievo le testimonianze, che non è che nel sud mentissero, ugualmente nelle campagne. Volendo in questi contesti  spesso la percossa e le altre forme di violenza erano considerate normali e condivisibili.<br />
L&#8217;impresisone che mi sono fatta è che ci sia una reazione psichica complessa da parte del modno maschile nei contesti cui le donne si emancipano: il lavoro, la libera scelta. Dove la gerarchia di potere è mantenuta stabile la violenza si esprime di meno.<br />
Tuttavia, non credo che sia giusto parlare di vittime e carnefici, di sane e maschi patologici. La patologia è globale e culturale, e le coppie dove regna la violenza sono sistemi autodistruttivi dove anche lei, ha le sue tremende responsabilità.</p>
]]></content:encoded>
		
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