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	Commenti a: PER UNA DEMOCRAZIA PARITARIA: PROPOSTE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-una-democrazia-paritaria-proposte/comment-page-1/#comment-127954</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 18:47:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@hommequirit: devo dire che trovo particolarmente estenuante interloquire con lei, nonostante, mi creda, sia sinceramente ammirato dalla sua stupefacente capacità di orientarsi in una foresta di cavilli, distinguo, microclassificazioni, minuzie, astuzie, i col puntino, puntigli, virgole, contrappassi e contrappunti. Sarei quasi tentato di discutere a fondo con lei. Peccato che l&#039;inestricabile groviglio intellettuale che sopra ho vanamente tentato di descrivere senza avere la capacità letteraria che sarebbe necessaria per rendere un simile prodigio inviluppi a tal punto la sua innegabile cultura da renderne indistinguibili gli spunti, con conseguente irrilevanza delle posizioni che ne conseguono. E quindi ritengo più produttivo convogliare altrove la spaventosa quantità di energia che mi costerebbe sostenere una tale discussione, per un esito che comunque non uscirebbe dallo stato di irrilevanza.
Cordialità]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@hommequirit: devo dire che trovo particolarmente estenuante interloquire con lei, nonostante, mi creda, sia sinceramente ammirato dalla sua stupefacente capacità di orientarsi in una foresta di cavilli, distinguo, microclassificazioni, minuzie, astuzie, i col puntino, puntigli, virgole, contrappassi e contrappunti. Sarei quasi tentato di discutere a fondo con lei. Peccato che l&#8217;inestricabile groviglio intellettuale che sopra ho vanamente tentato di descrivere senza avere la capacità letteraria che sarebbe necessaria per rendere un simile prodigio inviluppi a tal punto la sua innegabile cultura da renderne indistinguibili gli spunti, con conseguente irrilevanza delle posizioni che ne conseguono. E quindi ritengo più produttivo convogliare altrove la spaventosa quantità di energia che mi costerebbe sostenere una tale discussione, per un esito che comunque non uscirebbe dallo stato di irrilevanza.<br />
Cordialità</p>
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		<title>
		Di: hommequirit		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-una-democrazia-paritaria-proposte/comment-page-1/#comment-127952</link>

		<dc:creator><![CDATA[hommequirit]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 16:59:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Maurizio
Non rivolti la frittata. Io non sostengo che la forza è il motore vero ma che la forza sia lo stato di fatto nella presa del potere attuale, perciò pretendo che se devo favorire il genere femminile nella sua scalata al potere è solo a patto che si voglia cambiare il sistema violento, non occuparne i posti. Anche perché non mi pare che qui si stia parlando del diritto di rappresentanza lavorativa nelle professioni edili o nelle miniere, luoghi da cui giustamente le donne non sentono il bisogno di parità di genere, ma di posizione chiave del potere politico ed economico.
Se permette sta a lei e alle donne che reclamano quote rosa d&#039;ogni ordine e grado l&#039;onore della prova persuasiva che ciò che si propone sta in piedi, non a me. Ma delle sue righe mi pare che lei voglia sentirsi migliore per il solo fatto di battersi il petto della retorica. Soluzioni, non sogni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Maurizio<br />
Non rivolti la frittata. Io non sostengo che la forza è il motore vero ma che la forza sia lo stato di fatto nella presa del potere attuale, perciò pretendo che se devo favorire il genere femminile nella sua scalata al potere è solo a patto che si voglia cambiare il sistema violento, non occuparne i posti. Anche perché non mi pare che qui si stia parlando del diritto di rappresentanza lavorativa nelle professioni edili o nelle miniere, luoghi da cui giustamente le donne non sentono il bisogno di parità di genere, ma di posizione chiave del potere politico ed economico.<br />
Se permette sta a lei e alle donne che reclamano quote rosa d&#8217;ogni ordine e grado l&#8217;onore della prova persuasiva che ciò che si propone sta in piedi, non a me. Ma delle sue righe mi pare che lei voglia sentirsi migliore per il solo fatto di battersi il petto della retorica. Soluzioni, non sogni.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-una-democrazia-paritaria-proposte/comment-page-1/#comment-127951</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 15:43:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, completezza dei sistemi logici e incompletezza dell&#039;aritmetica, ok... ma francamente non mi pare che possa essere il calculemus la via per risolvere le questioni di genere. Come non lo è mai stato per alcuna questione politica. Sarà pure la forza il motore vero, come sostiene lei, ma non mi interessa stare al mondo solo per prendere atto di ciò che è. E in mancanza di qualcuno che sia in grado di provare incontrovertibilmente che certi meccanismi non possono essere cambiati, perseguo l&#039;obiettivo di cambiarli. O lei è forse in grado di dimostrarmi che è più desiderabile, per l&#039;individuo o la collettività, lasciar perdere?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, completezza dei sistemi logici e incompletezza dell&#8217;aritmetica, ok&#8230; ma francamente non mi pare che possa essere il calculemus la via per risolvere le questioni di genere. Come non lo è mai stato per alcuna questione politica. Sarà pure la forza il motore vero, come sostiene lei, ma non mi interessa stare al mondo solo per prendere atto di ciò che è. E in mancanza di qualcuno che sia in grado di provare incontrovertibilmente che certi meccanismi non possono essere cambiati, perseguo l&#8217;obiettivo di cambiarli. O lei è forse in grado di dimostrarmi che è più desiderabile, per l&#8217;individuo o la collettività, lasciar perdere?</p>
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		<title>
		Di: hommequirit		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-una-democrazia-paritaria-proposte/comment-page-1/#comment-127950</link>

		<dc:creator><![CDATA[hommequirit]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 14:59:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Maurizio &quot;Venuta a cadere l’illusione del “calculemus” di Leibniz, che Godel e in modo non formalizzato anche Kant hanno dimostrato essere impossibile anche all’interno di un sistema di assiomi condiviso… come possono pensare di pervenire a una soluzione per via logica due persone come me e te, che non condividono manco gli assiomi? Sia detto senza alcuna acrimonia, ma politicamente siamo inesorabilmente destinati ad essere avversari… :) :)&quot;
Invece io ripropongo proprio il calculemus leibniziano visto che Kant ha dimostrato solo che non ha senso porsi questioni metafisiche mentre Godel ha dimostrato solo una proprietà dell&#039;aritmetica nel suo teorema dell&#039;incompletezza - mentre per esempio la geometria è invece consistente e quindi coerente e completa, ma suppongo che chi sia affascinato dai limiti conosca più i risultati di Godel che di Tarski.
Ma in entrambi in casi nulla ha a che vedere con il problema degli assiomi tra di noi, perché nelle premesse siamo d&#039;accordo. Credo che però lei scambi le premesse con i fini, che altra cosa. È quindi nei mezzi per realizzare quei fini che invece probabilmente divergiamo. Per questo raccolgo il suo invito al calculus. Se riesce a dimostrare di poter realizzare quei fini con i mezzi che propone mi iscrivo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Maurizio &#8220;Venuta a cadere l’illusione del “calculemus” di Leibniz, che Godel e in modo non formalizzato anche Kant hanno dimostrato essere impossibile anche all’interno di un sistema di assiomi condiviso… come possono pensare di pervenire a una soluzione per via logica due persone come me e te, che non condividono manco gli assiomi? Sia detto senza alcuna acrimonia, ma politicamente siamo inesorabilmente destinati ad essere avversari… 🙂 :)&#8221;<br />
Invece io ripropongo proprio il calculemus leibniziano visto che Kant ha dimostrato solo che non ha senso porsi questioni metafisiche mentre Godel ha dimostrato solo una proprietà dell&#8217;aritmetica nel suo teorema dell&#8217;incompletezza &#8211; mentre per esempio la geometria è invece consistente e quindi coerente e completa, ma suppongo che chi sia affascinato dai limiti conosca più i risultati di Godel che di Tarski.<br />
Ma in entrambi in casi nulla ha a che vedere con il problema degli assiomi tra di noi, perché nelle premesse siamo d&#8217;accordo. Credo che però lei scambi le premesse con i fini, che altra cosa. È quindi nei mezzi per realizzare quei fini che invece probabilmente divergiamo. Per questo raccolgo il suo invito al calculus. Se riesce a dimostrare di poter realizzare quei fini con i mezzi che propone mi iscrivo.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: hommequirit		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-una-democrazia-paritaria-proposte/comment-page-1/#comment-127949</link>

		<dc:creator><![CDATA[hommequirit]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 14:39:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Francesca
Ma il mondo sta già diventando delle donne, fortunatamente. Tutti gli indici di alfabetizzazione superiore di tutti i Paesi occidentali ci dicono che le donne licenziate dall&#039;università sono più preparate e in numero maggiore, che nel tempo guadagnano sempre più e partecipano alla vita politica, seppur con marcate differenze tra Paesi per via dell&#039;inerzia di un effetto volano interno. Perciò guardiamo le cose con il giusto ottimismo, perché è solo una questione di tempo e nessuno, ripeto, nessuno può negare che la condizione della donna è una marcia unidirezionale verso la parità in ogni contesto.
Quel che lamentate voi è solo un problema di tempo, un&#039;aspettativa frettolosa sul processo che è già in atto. Fate benissimo, ma rischiate di vedere più nero di quanto sia in realtà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Francesca<br />
Ma il mondo sta già diventando delle donne, fortunatamente. Tutti gli indici di alfabetizzazione superiore di tutti i Paesi occidentali ci dicono che le donne licenziate dall&#8217;università sono più preparate e in numero maggiore, che nel tempo guadagnano sempre più e partecipano alla vita politica, seppur con marcate differenze tra Paesi per via dell&#8217;inerzia di un effetto volano interno. Perciò guardiamo le cose con il giusto ottimismo, perché è solo una questione di tempo e nessuno, ripeto, nessuno può negare che la condizione della donna è una marcia unidirezionale verso la parità in ogni contesto.<br />
Quel che lamentate voi è solo un problema di tempo, un&#8217;aspettativa frettolosa sul processo che è già in atto. Fate benissimo, ma rischiate di vedere più nero di quanto sia in realtà.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-una-democrazia-paritaria-proposte/comment-page-1/#comment-127948</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 14:30:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@hommequirit: vabbè che il mondo è bello perché è vario... ma sei talmente agli antipodi di ciò che io penso e sento che come faccio a risponderti? Qui sono gli assiomi ad essere in discussione. Non dico che tu abbia torto nel descrivere i meccanismi che nella società attuale generano il potere e i suoi gestori, ma il fatto è che io concepisco quei meccanismi come prodotto di una certa determinazione delle circostanze storiche e quindi modificabili in un senso che ritengo essere vantaggioso. Tu invece - mi sembra di capire - concepisci come privo di senso porsi il problema dell&#039;equità e quello della convenienza o meno del persistere di questi meccanismi. Venuta a cadere l&#039;illusione del &quot;calculemus&quot; di Leibniz, che Godel e in modo non formalizzato anche Kant hanno dimostrato essere impossibile anche all&#039;interno di un sistema di assiomi condiviso... come possono pensare di pervenire a una soluzione per via logica due persone come me e te, che non condividono manco gli assiomi? Sia detto senza alcuna acrimonia, ma politicamente siamo inesorabilmente destinati ad essere avversari... :) :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@hommequirit: vabbè che il mondo è bello perché è vario&#8230; ma sei talmente agli antipodi di ciò che io penso e sento che come faccio a risponderti? Qui sono gli assiomi ad essere in discussione. Non dico che tu abbia torto nel descrivere i meccanismi che nella società attuale generano il potere e i suoi gestori, ma il fatto è che io concepisco quei meccanismi come prodotto di una certa determinazione delle circostanze storiche e quindi modificabili in un senso che ritengo essere vantaggioso. Tu invece &#8211; mi sembra di capire &#8211; concepisci come privo di senso porsi il problema dell&#8217;equità e quello della convenienza o meno del persistere di questi meccanismi. Venuta a cadere l&#8217;illusione del &#8220;calculemus&#8221; di Leibniz, che Godel e in modo non formalizzato anche Kant hanno dimostrato essere impossibile anche all&#8217;interno di un sistema di assiomi condiviso&#8230; come possono pensare di pervenire a una soluzione per via logica due persone come me e te, che non condividono manco gli assiomi? Sia detto senza alcuna acrimonia, ma politicamente siamo inesorabilmente destinati ad essere avversari&#8230; 🙂 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: hommequirit		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-una-democrazia-paritaria-proposte/comment-page-1/#comment-127947</link>

		<dc:creator><![CDATA[hommequirit]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 13:36:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Maurizio
Grande errore, Maurizio. Nessuno tiene le donne nelle retroguardie in quanto le donne sono già un esercito di riserva, e senza di loro non potresti far andare avanti il microcosmo del quotidiano che è già macrocosmo della società. Quanto al potere, ricordiamoci che non si prende il potere col merito, questa è una retorica ingenua. Nel nostro sistema il potere si prende con la forza e non richiede rappresentatività di genere per essere funzionale e imporsi all&#039;esercito (di ambo i sessi). È buffo tuttavia che molti tra coloro che invocano quote rosa non si rendano conto che le donne non sono al potere semplicemente perché sono statisticamente ancora meno violente degli uomini e quando sono al potere non hanno nulla di femminile o maschile, ma semplicemente incarnano un ruolo che è asessuato per definizione. Perciò pensare che un potere distribuito più equamente tra i generi implichi una società più rappresentata o comunque migliore è un&#039;indebita ipotesi. In sintesi: o le donne propongono una società diversa in modo intelligente e realizzabile, in cui la rappresentatività al potere implichi ragionate ricadute e dimostrabili benefici sui rappresentati, e allora voto ogni quota rosa possa essere funzionale a ciò, oppure mi dispiace ma se la richiesta è di semplice potere le donne se lo devono prendere con la forza e non vedo perché creare corsie preferenziali nella struggle for life.
A meno che non si voglia pensare, con piglio luciferino, che la richiesta di quote rosa femminile sia una strategia di forza con cui ottenere il potere per concessione maschile. :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Maurizio<br />
Grande errore, Maurizio. Nessuno tiene le donne nelle retroguardie in quanto le donne sono già un esercito di riserva, e senza di loro non potresti far andare avanti il microcosmo del quotidiano che è già macrocosmo della società. Quanto al potere, ricordiamoci che non si prende il potere col merito, questa è una retorica ingenua. Nel nostro sistema il potere si prende con la forza e non richiede rappresentatività di genere per essere funzionale e imporsi all&#8217;esercito (di ambo i sessi). È buffo tuttavia che molti tra coloro che invocano quote rosa non si rendano conto che le donne non sono al potere semplicemente perché sono statisticamente ancora meno violente degli uomini e quando sono al potere non hanno nulla di femminile o maschile, ma semplicemente incarnano un ruolo che è asessuato per definizione. Perciò pensare che un potere distribuito più equamente tra i generi implichi una società più rappresentata o comunque migliore è un&#8217;indebita ipotesi. In sintesi: o le donne propongono una società diversa in modo intelligente e realizzabile, in cui la rappresentatività al potere implichi ragionate ricadute e dimostrabili benefici sui rappresentati, e allora voto ogni quota rosa possa essere funzionale a ciò, oppure mi dispiace ma se la richiesta è di semplice potere le donne se lo devono prendere con la forza e non vedo perché creare corsie preferenziali nella struggle for life.<br />
A meno che non si voglia pensare, con piglio luciferino, che la richiesta di quote rosa femminile sia una strategia di forza con cui ottenere il potere per concessione maschile. 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-una-democrazia-paritaria-proposte/comment-page-1/#comment-127946</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 13:19:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che una situazione di palese svantaggio richieda, per essere superata, qualche strumento anche rozzo, come possono essere le quote rosa (denominazione orribile). Almeno nel breve periodo. E&#039; chiaro che ci possono essere valanghe obiezioni di principio contro simili strategie, dalle quali argomentazioni depennerei però quella che fa perno sul merito, se a far fede sulle competenze deve essere l&#039;attuale classe dirigente, eletta senza quote rosa. Gli assertori di questa posizione dovrebbero riflettere su quali sono le caratteristiche che attualmente danno vantaggio in una competizione elettorale: siamo proprio certi che sia proprio la competenza ad essere premiata? Si tratta di fare qualche forzatura, e come sempre è una questione di misura e di sensibilità. Per quanto mi riguarda penso anch&#039;io, entrando nel merito del documento, che la forzatura dovrebbe fermarsi al llivello di costituzione delle liste (e quindi di quote rosa), e non arrivare ad obbligare l&#039;elettore a una preferenza di genere, che a me risulterebbe odiosa. Credo che si dovrebbero mettere in campo misure massicce per conseguire l&#039;obiettivo di un effettivo coinvolgimento delle donne nelle responsabilità politiche e lavorative: per giustizia, ma anche perché la situazione attuale non consente alle società di tenere nella retroguardia un esercito di riserva, rinunciando ad impiegare i talenti che in quell&#039;esercito si nascondono. Il disagio delle donne nei confronti della politica non può essere un alibi per sostenere che la rivendicazione di un ruolo è mero piagnisteo, non supportato da adeguato impegno. E&#039; un problema da risolvere, per il quale non esistono ancora soluzioni di provata efficacia. Quindi, ben venga anche la sperimentazione, purché si sia pronti a rapidi aggiustamenti se ci si rende conto che qualche strumento è inadeguato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che una situazione di palese svantaggio richieda, per essere superata, qualche strumento anche rozzo, come possono essere le quote rosa (denominazione orribile). Almeno nel breve periodo. E&#8217; chiaro che ci possono essere valanghe obiezioni di principio contro simili strategie, dalle quali argomentazioni depennerei però quella che fa perno sul merito, se a far fede sulle competenze deve essere l&#8217;attuale classe dirigente, eletta senza quote rosa. Gli assertori di questa posizione dovrebbero riflettere su quali sono le caratteristiche che attualmente danno vantaggio in una competizione elettorale: siamo proprio certi che sia proprio la competenza ad essere premiata? Si tratta di fare qualche forzatura, e come sempre è una questione di misura e di sensibilità. Per quanto mi riguarda penso anch&#8217;io, entrando nel merito del documento, che la forzatura dovrebbe fermarsi al llivello di costituzione delle liste (e quindi di quote rosa), e non arrivare ad obbligare l&#8217;elettore a una preferenza di genere, che a me risulterebbe odiosa. Credo che si dovrebbero mettere in campo misure massicce per conseguire l&#8217;obiettivo di un effettivo coinvolgimento delle donne nelle responsabilità politiche e lavorative: per giustizia, ma anche perché la situazione attuale non consente alle società di tenere nella retroguardia un esercito di riserva, rinunciando ad impiegare i talenti che in quell&#8217;esercito si nascondono. Il disagio delle donne nei confronti della politica non può essere un alibi per sostenere che la rivendicazione di un ruolo è mero piagnisteo, non supportato da adeguato impegno. E&#8217; un problema da risolvere, per il quale non esistono ancora soluzioni di provata efficacia. Quindi, ben venga anche la sperimentazione, purché si sia pronti a rapidi aggiustamenti se ci si rende conto che qualche strumento è inadeguato.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesca		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-una-democrazia-paritaria-proposte/comment-page-1/#comment-127945</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 11:54:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ homme, &quot;Nel momento in cui il suffragio è universale a tutti i livelli di cittadinanza, l’introduzione di quote rosa, qualunque forma assumano, è semplicemente la ratifica di un fallimento femminile che andrebbe curato per via culturale&quot;
homme, se fino al giorno prima per secoli le donne erano considerate cittadini di razza inferiore e deficiente (ad esempio nel 1895 escluse dal diritto di voto insieme a &quot;gli analfabeti ... gli interdetti e gli inabilitati&quot;), e in ogni caso con meno diritti, poteri, opportunità ecc. non è che dai loro il diritto di voto e dal giorno dopo hanno recuperato il divario. Persino la prima stesura del decreto del &#039;45, mentre concedeva alle donne il diritto di voto, non menzionava però il loro diritto a essere elette. Mia nonna, che è ancora viva, è cresciuta pensando che non era degna neppure di andare a scuola, figurati dire la sua sul futuro del paese. Mia madre è cresciuta studiando a scuola economia domestica (cioè che il posto di una donna è la casa)... Non per fare vittimismo, eh.
Insomma concordo che la cura sia culturale, ma provvedimenti antidiscriminazione potrebbero essere un buon accelerante, o almeno tali si sono dimostrate in altri paesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ homme, &#8220;Nel momento in cui il suffragio è universale a tutti i livelli di cittadinanza, l’introduzione di quote rosa, qualunque forma assumano, è semplicemente la ratifica di un fallimento femminile che andrebbe curato per via culturale&#8221;<br />
homme, se fino al giorno prima per secoli le donne erano considerate cittadini di razza inferiore e deficiente (ad esempio nel 1895 escluse dal diritto di voto insieme a &#8220;gli analfabeti &#8230; gli interdetti e gli inabilitati&#8221;), e in ogni caso con meno diritti, poteri, opportunità ecc. non è che dai loro il diritto di voto e dal giorno dopo hanno recuperato il divario. Persino la prima stesura del decreto del &#8217;45, mentre concedeva alle donne il diritto di voto, non menzionava però il loro diritto a essere elette. Mia nonna, che è ancora viva, è cresciuta pensando che non era degna neppure di andare a scuola, figurati dire la sua sul futuro del paese. Mia madre è cresciuta studiando a scuola economia domestica (cioè che il posto di una donna è la casa)&#8230; Non per fare vittimismo, eh.<br />
Insomma concordo che la cura sia culturale, ma provvedimenti antidiscriminazione potrebbero essere un buon accelerante, o almeno tali si sono dimostrate in altri paesi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: herato		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/per-una-democrazia-paritaria-proposte/comment-page-1/#comment-127944</link>

		<dc:creator><![CDATA[herato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 11:41:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5207#comment-127944</guid>

					<description><![CDATA[Mi tocca dare ragione a hommequirit. Tranne ovviamente per il passaggio &quot;alle donne non interessa più di troppo&quot; : io credo che dietro questo fatto ci siano problemi di educazione, di immaginario e di tempo (non dimentichiamolo!).
Ma no: non credo alle quote rose (anche se funzionano). Credo - come dice hommequirit - che sia necessario &quot;mparate a convincere le donne a partecipare davvero&quot;.
Questo ovviamente passa anche attravero mosse pratiche: la rimozione degli ostacoli che le donne incontrano nel fare politica: mancanza di tempo (e quindi: congedi di paternità oblligatori, per esempio), pregiudizi sessisti ( quindi: educazione non sessista), etc..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi tocca dare ragione a hommequirit. Tranne ovviamente per il passaggio &#8220;alle donne non interessa più di troppo&#8221; : io credo che dietro questo fatto ci siano problemi di educazione, di immaginario e di tempo (non dimentichiamolo!).<br />
Ma no: non credo alle quote rose (anche se funzionano). Credo &#8211; come dice hommequirit &#8211; che sia necessario &#8220;mparate a convincere le donne a partecipare davvero&#8221;.<br />
Questo ovviamente passa anche attravero mosse pratiche: la rimozione degli ostacoli che le donne incontrano nel fare politica: mancanza di tempo (e quindi: congedi di paternità oblligatori, per esempio), pregiudizi sessisti ( quindi: educazione non sessista), etc..</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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