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	Commenti a: PICCOLE PATRIE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: josephine condemi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[josephine condemi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 10:47:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Segnalo a proposito di identità/alterità &quot;Vivere per addizione&quot; di Carmine Abate, in cui l&#039;autore fa il punto sulla sua condizione di arberesche di Calabria emigrato in Germania ed approdato in Trentino...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo a proposito di identità/alterità &#8220;Vivere per addizione&#8221; di Carmine Abate, in cui l&#8217;autore fa il punto sulla sua condizione di arberesche di Calabria emigrato in Germania ed approdato in Trentino&#8230;</p>
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		Di: Don Cave		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccole-patrie/comment-page-1/#comment-120770</link>

		<dc:creator><![CDATA[Don Cave]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 09:59:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi pare che la &quot;chiusura all&#039;altro&quot; non sia necessariamente legata all&#039;invenzione di tradizioni per ribadire l&#039;appartenenza identitaria; piuttosto mi sembra un &quot;male&quot; che innerva la società nel suo insieme. Molte persone, che magari non condividono l&#039;idea di appartenere ad un&#039;enclave culturale definita, sentono comunque il bisogno di trincerarsi in ghetti &quot;esclusivi&quot; (le famigerate gated communities) perché il terrore del &quot;contagio&quot; tocca aspetti molto concreti dell&#039;esistenza: lavoro (l&#039;insistenza monomaniacale sui migranti che &quot;rubano&quot; lavoro ai locali) e spazio urbano (i quartieri degradati, i ghetti ecc.) sono due esempi.
.
Il panorama, quindi, è forse un po&#039; più articolato di come lo presenta Bodei, e richiede, in chiave critica, molta attenzione.
.
Giusto per fare un esempio, a parziale contestazione dell&#039;analisi di Bodei e restando nel dominio delle idee: la prospettiva comunitarista (l&#039;idea delle &quot;piccole patrie&quot;) è ripresa, oltre che dai teorici dell&#039;identità, anche dagli apologeti dell&#039;adesione volontaria, contrattuale alla comunità, che si rifanno a Nozick o al pensiero federale di Gianfranco Miglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi pare che la &#8220;chiusura all&#8217;altro&#8221; non sia necessariamente legata all&#8217;invenzione di tradizioni per ribadire l&#8217;appartenenza identitaria; piuttosto mi sembra un &#8220;male&#8221; che innerva la società nel suo insieme. Molte persone, che magari non condividono l&#8217;idea di appartenere ad un&#8217;enclave culturale definita, sentono comunque il bisogno di trincerarsi in ghetti &#8220;esclusivi&#8221; (le famigerate gated communities) perché il terrore del &#8220;contagio&#8221; tocca aspetti molto concreti dell&#8217;esistenza: lavoro (l&#8217;insistenza monomaniacale sui migranti che &#8220;rubano&#8221; lavoro ai locali) e spazio urbano (i quartieri degradati, i ghetti ecc.) sono due esempi.<br />
.<br />
Il panorama, quindi, è forse un po&#8217; più articolato di come lo presenta Bodei, e richiede, in chiave critica, molta attenzione.<br />
.<br />
Giusto per fare un esempio, a parziale contestazione dell&#8217;analisi di Bodei e restando nel dominio delle idee: la prospettiva comunitarista (l&#8217;idea delle &#8220;piccole patrie&#8221;) è ripresa, oltre che dai teorici dell&#8217;identità, anche dagli apologeti dell&#8217;adesione volontaria, contrattuale alla comunità, che si rifanno a Nozick o al pensiero federale di Gianfranco Miglio.</p>
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		<title>
		Di: melchisedec		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccole-patrie/comment-page-1/#comment-120769</link>

		<dc:creator><![CDATA[melchisedec]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 16:19:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ok, ho amplificato; mi ha messo fuori strada il link del quotidiano, che prometteva un commento della Lipperini sul testo proposto dal Ministero.
E quindi non avrei voluto perdermelo.
Su Ungaretti non affrontato a scuola: grave lacuna.
La responsabilità è anche nostra, dei prof: stiamo mesi su Manzoni e Leopardi.
Auguri per la maturanda.
:-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ok, ho amplificato; mi ha messo fuori strada il link del quotidiano, che prometteva un commento della Lipperini sul testo proposto dal Ministero.<br />
E quindi non avrei voluto perdermelo.<br />
Su Ungaretti non affrontato a scuola: grave lacuna.<br />
La responsabilità è anche nostra, dei prof: stiamo mesi su Manzoni e Leopardi.<br />
Auguri per la maturanda.<br />
🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccole-patrie/comment-page-1/#comment-120768</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 15:47:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Carissimo Melchisedec, ho letto e hai ragione. Nel commento però non mi riferivo in particolare a Lucca bensì all&#039;opera intera di Ungaretti e a come potrebbe e forse dovrebbe essere studiata. Dico potrebbe perchè, purtroppo, non è vero che i ragazzi arrivano a lui con i programmi: per fare il solo esempio di mia figlia, che fa la maturità quest&#039;anno, Ungaretti era fuori. Ed è un enorme peccato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo Melchisedec, ho letto e hai ragione. Nel commento però non mi riferivo in particolare a Lucca bensì all&#8217;opera intera di Ungaretti e a come potrebbe e forse dovrebbe essere studiata. Dico potrebbe perchè, purtroppo, non è vero che i ragazzi arrivano a lui con i programmi: per fare il solo esempio di mia figlia, che fa la maturità quest&#8217;anno, Ungaretti era fuori. Ed è un enorme peccato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: melchisedec		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccole-patrie/comment-page-1/#comment-120767</link>

		<dc:creator><![CDATA[melchisedec]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 15:30:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Lipperini, vado in O.T.
Ho ascoltato la sua audiointervista a LaRepubblica sulla prima traccia.
Nel mio blog ho scritto una postilla, dove la cito.
Niente di tragico. O peggio di infamante.
Troverà anche le mie impressioni su AVE MARY della Murgia.
Con stima,
Melchisedec( e in radio Agostino :-))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Lipperini, vado in O.T.<br />
Ho ascoltato la sua audiointervista a LaRepubblica sulla prima traccia.<br />
Nel mio blog ho scritto una postilla, dove la cito.<br />
Niente di tragico. O peggio di infamante.<br />
Troverà anche le mie impressioni su AVE MARY della Murgia.<br />
Con stima,<br />
Melchisedec( e in radio Agostino :-))</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Valter Binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccole-patrie/comment-page-1/#comment-120766</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valter Binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 10:36:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chiaro e distinto, ma insufficiente. Dopo aver giustamente considerato la relatività di fattori biologici o coscientemente ideologici, trascura di misurarsi con quello che è il reale fondamento del vissuto comunitario, cioè il senso comune. Una rappresentazione del reale che solo in parte si identifica con elementi coscienti, e si radica piuttosto in esperienze e valori condivisi a un livello di &quot;pensiero implicito&quot; (l&#039;espressione è gramsciana). Questa lacuna non stupisce in un filosofo per altro meritevole di attenzione: è una costante, dall&#039;illuminismo in poi, fatta salva la grande (e ancor oggi largamente ignorata) lezione vichiana.
Finchè si continua a contrapporre comunità a cittadinanza, come se la seconda fosse un superamento definitivo della prima, i rigurgiti di un comunitarismo incompreso (nelle forme deteriori del familismo amorale o del fascismo) continueranno a stupire il filosofo illuminista, condannato all&#039;eterno ritorno del rimosso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiaro e distinto, ma insufficiente. Dopo aver giustamente considerato la relatività di fattori biologici o coscientemente ideologici, trascura di misurarsi con quello che è il reale fondamento del vissuto comunitario, cioè il senso comune. Una rappresentazione del reale che solo in parte si identifica con elementi coscienti, e si radica piuttosto in esperienze e valori condivisi a un livello di &#8220;pensiero implicito&#8221; (l&#8217;espressione è gramsciana). Questa lacuna non stupisce in un filosofo per altro meritevole di attenzione: è una costante, dall&#8217;illuminismo in poi, fatta salva la grande (e ancor oggi largamente ignorata) lezione vichiana.<br />
Finchè si continua a contrapporre comunità a cittadinanza, come se la seconda fosse un superamento definitivo della prima, i rigurgiti di un comunitarismo incompreso (nelle forme deteriori del familismo amorale o del fascismo) continueranno a stupire il filosofo illuminista, condannato all&#8217;eterno ritorno del rimosso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Arriano di Nicomedia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccole-patrie/comment-page-1/#comment-120765</link>

		<dc:creator><![CDATA[Arriano di Nicomedia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 09:49:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; una questione di educazione. Bisogna vincere la paura e gli istinti bassi e rozzi dell&#039;uomo per far fiorire la parte superiore (la scintilla divina, direbbe Epitteto). Ci avevano pensato già i Greci (quelli con la maiuscola) con Diogene il cinico  e gli stoici (poi gli illuministi): da animali paurosi chiusi nel loro recinto gli uomini devono diventare &quot;cittadini del mondo&quot;. Ma come farlo su larga scala e a livello a planetario?
La sfida delle democrazie oggi è formare uomini e cittadini (promuovendo soprattutto la cultura umanistica), capaci di ragionare con la propria testa, di mettersi al posto degli altri per superare paure e istinti ancestrali. Come quelli del popolo di Pontida che, nella sua recente adunata, ripeteva &quot;Padania libera&quot;, facendo eco all&#039;urlo roco del suo capo. E che mi faceva ricordare ben altre adunate, finite tragicamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una questione di educazione. Bisogna vincere la paura e gli istinti bassi e rozzi dell&#8217;uomo per far fiorire la parte superiore (la scintilla divina, direbbe Epitteto). Ci avevano pensato già i Greci (quelli con la maiuscola) con Diogene il cinico  e gli stoici (poi gli illuministi): da animali paurosi chiusi nel loro recinto gli uomini devono diventare &#8220;cittadini del mondo&#8221;. Ma come farlo su larga scala e a livello a planetario?<br />
La sfida delle democrazie oggi è formare uomini e cittadini (promuovendo soprattutto la cultura umanistica), capaci di ragionare con la propria testa, di mettersi al posto degli altri per superare paure e istinti ancestrali. Come quelli del popolo di Pontida che, nella sua recente adunata, ripeteva &#8220;Padania libera&#8221;, facendo eco all&#8217;urlo roco del suo capo. E che mi faceva ricordare ben altre adunate, finite tragicamente.</p>
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		<title>
		Di: Omar Onnis		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccole-patrie/comment-page-1/#comment-120764</link>

		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 08:55:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non è un po&#039; &quot;vecchio&quot; e superficiale l&#039;approccio al tema da parte di Bodei?
Non so se sia un tentativo di rispondere alla Lega (ossessione diffusa, che fa commettere strafalcioni ed espone a figure un po&#039; così: vedi Benigni a Sanremo), o se dipenda anche dal suo essere sardo e dal dibattito in corso dalle nostre parti (di cui si può seguire qualcosa sul sito di &lt;a href=&quot;http://www.michelamurgia.com/di-cose-sarde/indipendenza/lincubo-dellinadeguatezza&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;Michela Murgia&lt;/a&gt;.
Ridurre tutto alla dicotomia &quot;globalizzazione vs. particolarismo egoistico e xenofobo&quot; è del tutto insufficiente a dar conto del problema dell&#039;identità.
Inoltre non sarebbe più appropriato parlare di processi di identificazione?
E le riflessioni sui materiali mitologici, il mito tecnicizzato, la propaganda ecc. di Jesi, per es., o le posizioni teoriche di culturologi (alla Lotman, per capirci) e &lt;a href=&quot;http://isites.harvard.edu/icb/icb.do?keyword=k74756&#038;pageid=icb.page414660&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;studiosi di politica vari&lt;/a&gt; possono essere bypassate senza soffermarcisi su nemmeno un attimo in termini problematici?
Non so, mi sembra che Bodei la faccia un po&#039; facile. Come altri del resto, troppo condizionati dal hic et nunc italico. Peccato.
PS Ho usato i tag html per i link, spero non ne venga fuori un macello. Nel caso, sorry.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è un po&#8217; &#8220;vecchio&#8221; e superficiale l&#8217;approccio al tema da parte di Bodei?<br />
Non so se sia un tentativo di rispondere alla Lega (ossessione diffusa, che fa commettere strafalcioni ed espone a figure un po&#8217; così: vedi Benigni a Sanremo), o se dipenda anche dal suo essere sardo e dal dibattito in corso dalle nostre parti (di cui si può seguire qualcosa sul sito di <a href="http://www.michelamurgia.com/di-cose-sarde/indipendenza/lincubo-dellinadeguatezza" rel="nofollow ugc">Michela Murgia</a>.<br />
Ridurre tutto alla dicotomia &#8220;globalizzazione vs. particolarismo egoistico e xenofobo&#8221; è del tutto insufficiente a dar conto del problema dell&#8217;identità.<br />
Inoltre non sarebbe più appropriato parlare di processi di identificazione?<br />
E le riflessioni sui materiali mitologici, il mito tecnicizzato, la propaganda ecc. di Jesi, per es., o le posizioni teoriche di culturologi (alla Lotman, per capirci) e <a href="http://isites.harvard.edu/icb/icb.do?keyword=k74756&amp;pageid=icb.page414660" rel="nofollow ugc">studiosi di politica vari</a> possono essere bypassate senza soffermarcisi su nemmeno un attimo in termini problematici?<br />
Non so, mi sembra che Bodei la faccia un po&#8217; facile. Come altri del resto, troppo condizionati dal hic et nunc italico. Peccato.<br />
PS Ho usato i tag html per i link, spero non ne venga fuori un macello. Nel caso, sorry.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marina.terragni		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccole-patrie/comment-page-1/#comment-120763</link>

		<dc:creator><![CDATA[marina.terragni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 08:45:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[scusa l&#039;invasione. e solidarietà di blogger per la necessità di moderare. coraggio
http://blog.leiweb.it/marinaterragni/2011/06/22/13-febbraio-e-ora-del-bis-arancione/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>scusa l&#8217;invasione. e solidarietà di blogger per la necessità di moderare. coraggio<br />
<a href="http://blog.leiweb.it/marinaterragni/2011/06/22/13-febbraio-e-ora-del-bis-arancione/" rel="nofollow ugc">http://blog.leiweb.it/marinaterragni/2011/06/22/13-febbraio-e-ora-del-bis-arancione/</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Riccardo Bruni		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccole-patrie/comment-page-1/#comment-120762</link>

		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Bruni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 08:23:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In effetti c&#039;è molto da ripensare, compresa l&#039;opportunità di basarci ancora sullo ius sanguinis. Il concetto di integrazione descritto da Bodei nel terzo tipo di identità è perfetto, ma per prendere questa direzione è necessario che le persone nate in Italia possano dirsi italiane, come avviene per esempio in Francia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti c&#8217;è molto da ripensare, compresa l&#8217;opportunità di basarci ancora sullo ius sanguinis. Il concetto di integrazione descritto da Bodei nel terzo tipo di identità è perfetto, ma per prendere questa direzione è necessario che le persone nate in Italia possano dirsi italiane, come avviene per esempio in Francia.</p>
]]></content:encoded>
		
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