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	Commenti a: PICCOLI PASSI, MA PROPRIO PICCOLI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Rossana		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccoli-passi-ma-proprio-piccoli/comment-page-1/#comment-132133</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rossana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2013 13:45:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche se un po&#039;in ritardo aggiungo una riflessione sui libri per l&#039;infanzia.
Mi baso esclusivamente sulle mie frequentazioni librarie. Per i più piccoli, ci sono diversi begli albi dedicati alla figura del papà, recuperato negli aspetti affettivi e relazionali. Ad esempio Pietro Pizza di William Steig e Papà, mi prendi la luna? di Eric Carle (vecchiotti, vero) fino ai più recenti P di papà, papà diventa re,  Indovina quanto bene ti voglio…e ce ne sono molti altri. Sulla mamma? Di gustoso conosco solo Urlo di mamma, edito da Salani.  Mi viene anche in mente lo stucchevole Un giorno di Alison Mcghee. Per il resto...le mamme sono ancora le eterne presenze invisibili, quelle che curano la casa e le ferite dei figli. Mai co-protagoniste in storie appositamente dedicate come per i papà. Anche le mie libraie mi hanno confermato questa impressione. Ah, sempre sullo sfondo,  ma valido per entrambi, negli albi di Mireille D’Allancè Quando avevo paura del buio e Che rabbia! Compaiono rispettivamente la mamma e il papà, appena all’inizio, quasi di sfuggita. Il papà è in un cucina tra i fornelli e brandendo uno sbattiuova chiede al figlio, rientrato da una partita molto di cattivo umore, di “togliersi quelle scarpacce” con cui ha imbrattato casa… Di solito sono le mamme ossessionate dalla pulizia…invece qui il papà è rappresentato sullo sfondo, incorniciato dalla porta della cucina, in un quotidiano banale, occupato come una mamma qualunque e spero presto si possa dire “un genitore qualunque”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se un po&#8217;in ritardo aggiungo una riflessione sui libri per l&#8217;infanzia.<br />
Mi baso esclusivamente sulle mie frequentazioni librarie. Per i più piccoli, ci sono diversi begli albi dedicati alla figura del papà, recuperato negli aspetti affettivi e relazionali. Ad esempio Pietro Pizza di William Steig e Papà, mi prendi la luna? di Eric Carle (vecchiotti, vero) fino ai più recenti P di papà, papà diventa re,  Indovina quanto bene ti voglio…e ce ne sono molti altri. Sulla mamma? Di gustoso conosco solo Urlo di mamma, edito da Salani.  Mi viene anche in mente lo stucchevole Un giorno di Alison Mcghee. Per il resto&#8230;le mamme sono ancora le eterne presenze invisibili, quelle che curano la casa e le ferite dei figli. Mai co-protagoniste in storie appositamente dedicate come per i papà. Anche le mie libraie mi hanno confermato questa impressione. Ah, sempre sullo sfondo,  ma valido per entrambi, negli albi di Mireille D’Allancè Quando avevo paura del buio e Che rabbia! Compaiono rispettivamente la mamma e il papà, appena all’inizio, quasi di sfuggita. Il papà è in un cucina tra i fornelli e brandendo uno sbattiuova chiede al figlio, rientrato da una partita molto di cattivo umore, di “togliersi quelle scarpacce” con cui ha imbrattato casa… Di solito sono le mamme ossessionate dalla pulizia…invece qui il papà è rappresentato sullo sfondo, incorniciato dalla porta della cucina, in un quotidiano banale, occupato come una mamma qualunque e spero presto si possa dire “un genitore qualunque”.</p>
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		Di: Barbara F		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara F]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2013 02:05:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lascio indietro per il momento la faccenda dei lavori domestici e mi concentro sul tema principale del post: si parla di cosa significa essere padre.
Che non è offrire un &#039;petto villoso&#039;, né doversi necessariamente occupare dei figli esattamente tutte le sere. Il tempo speso con la propria famiglia, spesso, dipende dai fatti della vita - ho in mente un numero abbastanza alto di uomini che conosco che, causa disoccupazione, per dei periodi, sono rimasti a casa coi figli diversi mesi, riuscendo a gestire gli aspetti materiali ed affettivi della vita domestica degnamente anche se il loro contributo economico alle spese della famiglia era temporaneamente azzerato o quasi. Ci sono, ovviamente, fin troppi esempi della situazione ribaltata, specie in Italia.
Quello che il post cerca di indagare riguarda il modo in cui il padre decide di relazionarsi alle proprie figlie e ai figli nella vita di ogni giorno. Se deve essere per forza &#039;distante&#039; per essere rispettato e anaffettivo per essere normativo. Siamo in un esercito? La gerarchia e i ruoli devono essere rispettati rigidamente o possono essere flessibili a seconda di quello che i casi della vita richiedono? Se i figli vedono il padre fare, banalmente, i mestieri di casa decideranno che è &#039;una femminuccia&#039; e dunque indegna di rispetto? Le femminucce sono tutte indegne di rispetto - non è che magari sarebbero degne di rispetto pure loro? E se tocchi il piumino per spolverare il tuo dna subisce una mutazione e diventi femmina? Ma soprattutto siamo proprio sicuri sicuri sicuri che sia una buona idea crescere un bambino con la vecchia tecnica del good cop/bad cop, dove il poliziotto &#039;buono&#039; è sempre una madre-santa, permissiva, accogliente e spesso squisitamente passivo-aggressiva e quello &#039;cattivo&#039; è il padre che impone regole dall&#039;alto ma che puo&#039; serenamente evitare di vivere la vita familiare nella sua quotidianità dell&#039;allacciar scarpe ed aiutare a far la cartella, per lanciare occasionalmente massime platoniche sui grandi temi dell&#039;etica e della vita? queste massime platoniche saranno effettivamente ascoltate se il padre non partecipa agli aspetti piu&#039; banali e materiali della crescita dei suoi figli, quelle esperienze condivise che mostrano il carattere dei bambini e ci aiutano a conoscerli meglio? o i ragazzini si sentiranno semplicemente far la morale da un semi-estraneo che &#039;da buoni consigli perché non puo&#039; piu&#039; dare il cattivo esempio&#039;? se i vari Malcom Gladwell e Anders Ericsson ci dicono che per diventare maestri in qualunque attività servono almeno 10 mila ore, e questo pur senza essere brocchi in partenza, non ci vorranno almeno altrettante ore per diventare esperti di quella delicata attività che è conoscere un altro essere umano e prepararlo alla vita?
io un&#039;idea mia ce l&#039;ho e me la sono fatta sia osservando la mia famiglia che la situazione delle persone che mi circondano. chi alza la voce e fa il bullo senza sporcarsi le mani con un rapporto con la propria famiglia fatto anche di quotidianità e di piccole cose fatte insieme, potrà pure essere autoritario ma molto, molto raramente risulta autorevole ed in grado di guidare davvero il propri figli (materiali o spirituali) verso la vita adulta.
detto questo, che credo sia molto importante, si puo&#039; anche tornare alla faccenda &#039;divisione dei lavori domestici&#039; - se è cosi&#039; ovvio che si dividano piu&#039; o meno equamente e cosi&#039; banale, perché la gente si irrita cosi&#039; tanto quando se ne parla? e si sente tanto in dovere di tirarsene fuori e specificare che no, A CASA LORO, sono tanto progressisti e nessuno opprime nessun altro in quanto giovani/colti/fichi/di sinistra/coppia sottomessa cattolica? se cio&#039; che tutti dicono sia ovvia scalda tanto gli animi e causa tanto sarcasmo e tanta acredine, allora forse tanto ovvio non è - anzi forse sarebbe anche il caso di guardare oltre il proprio grazioso naso, farsi un bel reality-check su quel che succede oltre il pianerottolo di casa, abbandonare la sindrome del 00187 (copyright di Guia Soncini) e vedere se le sorti del nostro paese e dei rapporti famigliari in esso sono cosi&#039; magnifiche e progressive. E, si&#039;, riparliamone un attimo di chi fa da cuscinetto per la mancanza di welfare, di cosa significa essere padre per la maggior parte degli italiani, dato rispecchiato dalla pubblicità che certo non prova ad essere né normativa né prescrittiva ma semplicemente cerca di captare l&#039;opinione piu&#039; popolare e assecondarla. Pensiamoci un po&#039; - magari tutte queste piccolezze che riteniamo troppo banali per il nostro intelletto che solo si dedica alla m-theory (o alla tomistica, per par condicio), magari dicevo, scopriamo persino che queste banalità sono un argomento cruciale per buona parte del paese e per la sua crescita e che se queste questioni non si risolvono l&#039;economia italiana potrebbe implodere tirandosi dietro l&#039;europa intera (la lingua combatte dove il niente duole).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lascio indietro per il momento la faccenda dei lavori domestici e mi concentro sul tema principale del post: si parla di cosa significa essere padre.<br />
Che non è offrire un &#8216;petto villoso&#8217;, né doversi necessariamente occupare dei figli esattamente tutte le sere. Il tempo speso con la propria famiglia, spesso, dipende dai fatti della vita &#8211; ho in mente un numero abbastanza alto di uomini che conosco che, causa disoccupazione, per dei periodi, sono rimasti a casa coi figli diversi mesi, riuscendo a gestire gli aspetti materiali ed affettivi della vita domestica degnamente anche se il loro contributo economico alle spese della famiglia era temporaneamente azzerato o quasi. Ci sono, ovviamente, fin troppi esempi della situazione ribaltata, specie in Italia.<br />
Quello che il post cerca di indagare riguarda il modo in cui il padre decide di relazionarsi alle proprie figlie e ai figli nella vita di ogni giorno. Se deve essere per forza &#8216;distante&#8217; per essere rispettato e anaffettivo per essere normativo. Siamo in un esercito? La gerarchia e i ruoli devono essere rispettati rigidamente o possono essere flessibili a seconda di quello che i casi della vita richiedono? Se i figli vedono il padre fare, banalmente, i mestieri di casa decideranno che è &#8216;una femminuccia&#8217; e dunque indegna di rispetto? Le femminucce sono tutte indegne di rispetto &#8211; non è che magari sarebbero degne di rispetto pure loro? E se tocchi il piumino per spolverare il tuo dna subisce una mutazione e diventi femmina? Ma soprattutto siamo proprio sicuri sicuri sicuri che sia una buona idea crescere un bambino con la vecchia tecnica del good cop/bad cop, dove il poliziotto &#8216;buono&#8217; è sempre una madre-santa, permissiva, accogliente e spesso squisitamente passivo-aggressiva e quello &#8216;cattivo&#8217; è il padre che impone regole dall&#8217;alto ma che puo&#8217; serenamente evitare di vivere la vita familiare nella sua quotidianità dell&#8217;allacciar scarpe ed aiutare a far la cartella, per lanciare occasionalmente massime platoniche sui grandi temi dell&#8217;etica e della vita? queste massime platoniche saranno effettivamente ascoltate se il padre non partecipa agli aspetti piu&#8217; banali e materiali della crescita dei suoi figli, quelle esperienze condivise che mostrano il carattere dei bambini e ci aiutano a conoscerli meglio? o i ragazzini si sentiranno semplicemente far la morale da un semi-estraneo che &#8216;da buoni consigli perché non puo&#8217; piu&#8217; dare il cattivo esempio&#8217;? se i vari Malcom Gladwell e Anders Ericsson ci dicono che per diventare maestri in qualunque attività servono almeno 10 mila ore, e questo pur senza essere brocchi in partenza, non ci vorranno almeno altrettante ore per diventare esperti di quella delicata attività che è conoscere un altro essere umano e prepararlo alla vita?<br />
io un&#8217;idea mia ce l&#8217;ho e me la sono fatta sia osservando la mia famiglia che la situazione delle persone che mi circondano. chi alza la voce e fa il bullo senza sporcarsi le mani con un rapporto con la propria famiglia fatto anche di quotidianità e di piccole cose fatte insieme, potrà pure essere autoritario ma molto, molto raramente risulta autorevole ed in grado di guidare davvero il propri figli (materiali o spirituali) verso la vita adulta.<br />
detto questo, che credo sia molto importante, si puo&#8217; anche tornare alla faccenda &#8216;divisione dei lavori domestici&#8217; &#8211; se è cosi&#8217; ovvio che si dividano piu&#8217; o meno equamente e cosi&#8217; banale, perché la gente si irrita cosi&#8217; tanto quando se ne parla? e si sente tanto in dovere di tirarsene fuori e specificare che no, A CASA LORO, sono tanto progressisti e nessuno opprime nessun altro in quanto giovani/colti/fichi/di sinistra/coppia sottomessa cattolica? se cio&#8217; che tutti dicono sia ovvia scalda tanto gli animi e causa tanto sarcasmo e tanta acredine, allora forse tanto ovvio non è &#8211; anzi forse sarebbe anche il caso di guardare oltre il proprio grazioso naso, farsi un bel reality-check su quel che succede oltre il pianerottolo di casa, abbandonare la sindrome del 00187 (copyright di Guia Soncini) e vedere se le sorti del nostro paese e dei rapporti famigliari in esso sono cosi&#8217; magnifiche e progressive. E, si&#8217;, riparliamone un attimo di chi fa da cuscinetto per la mancanza di welfare, di cosa significa essere padre per la maggior parte degli italiani, dato rispecchiato dalla pubblicità che certo non prova ad essere né normativa né prescrittiva ma semplicemente cerca di captare l&#8217;opinione piu&#8217; popolare e assecondarla. Pensiamoci un po&#8217; &#8211; magari tutte queste piccolezze che riteniamo troppo banali per il nostro intelletto che solo si dedica alla m-theory (o alla tomistica, per par condicio), magari dicevo, scopriamo persino che queste banalità sono un argomento cruciale per buona parte del paese e per la sua crescita e che se queste questioni non si risolvono l&#8217;economia italiana potrebbe implodere tirandosi dietro l&#8217;europa intera (la lingua combatte dove il niente duole).</p>
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		<title>
		Di: k.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccoli-passi-ma-proprio-piccoli/comment-page-1/#comment-132131</link>

		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 20:05:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi è piaciuto il commento di Davide, che sottolinea l’assedio pubblicitario  cui siamo sottoposti. La stazione di Milano centrale ne è un caratteristico, orribile  esempio.
Ma visto che i maxischermi ci sono, perché non approfittarne   per   educare le masse con messaggi  giusti  politicamente corretti?.  Immagino che su lipperatura   lo spot del  padre  ideale avrebbe dovuto rappresentare un virile maschio adulto  indaffarato che mentre prepara la cena con una mano, con l’altra stende i panni sul balcone  finchè alla fine stanco ma felice, prende  in collo il bebè offrendogli il proprio petto villoso. Magari a qualcuno non sarebbe piaciuto, chissà.
Col solito ingenuo ottimismo mi viene da sperare che un uomo e una donna che stanno insieme e si vogliono bene,  le faccende in casa se le sanno sbrigare da soli  senza le prediche dei maxischermi.
Ciao,k.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è piaciuto il commento di Davide, che sottolinea l’assedio pubblicitario  cui siamo sottoposti. La stazione di Milano centrale ne è un caratteristico, orribile  esempio.<br />
Ma visto che i maxischermi ci sono, perché non approfittarne   per   educare le masse con messaggi  giusti  politicamente corretti?.  Immagino che su lipperatura   lo spot del  padre  ideale avrebbe dovuto rappresentare un virile maschio adulto  indaffarato che mentre prepara la cena con una mano, con l’altra stende i panni sul balcone  finchè alla fine stanco ma felice, prende  in collo il bebè offrendogli il proprio petto villoso. Magari a qualcuno non sarebbe piaciuto, chissà.<br />
Col solito ingenuo ottimismo mi viene da sperare che un uomo e una donna che stanno insieme e si vogliono bene,  le faccende in casa se le sanno sbrigare da soli  senza le prediche dei maxischermi.<br />
Ciao,k.</p>
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		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccoli-passi-ma-proprio-piccoli/comment-page-1/#comment-132130</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 16:38:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma sì, è ovvio riordinare dove si è fatto casino, ma non per fare un favore alla moglie/mamma visto che la casa è di tutti... Se il casino lo fai tu, e sei lì, ovvio che riordini tu, che vuoi la medaglia? Vado avanti sul punto non per il video, ma perchè nella vita reale mi capita di sentir dire per esempio se un ragazzino aiuta a sparecchiare ecc.: che bravo, che aiuti la mamma! :-&#124;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma sì, è ovvio riordinare dove si è fatto casino, ma non per fare un favore alla moglie/mamma visto che la casa è di tutti&#8230; Se il casino lo fai tu, e sei lì, ovvio che riordini tu, che vuoi la medaglia? Vado avanti sul punto non per il video, ma perchè nella vita reale mi capita di sentir dire per esempio se un ragazzino aiuta a sparecchiare ecc.: che bravo, che aiuti la mamma! 😐</p>
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		<title>
		Di: Paolo1984		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccoli-passi-ma-proprio-piccoli/comment-page-1/#comment-132129</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo1984]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 14:44:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[capisco, Libera..certo è possibile che si rallegri poi a me sembra plausibile anche che un genitore (uomo o donna) tornando a casa e trovando quel casino non faccia proprio i salti di gioia.almeno io non credo li farei quindi se fossi stato al posto del papà del video avrei rimesso tutto a posto come del resto ha fatto lui.
Comunque non avevo capito che la tua critica era alla didascalia, grazie per il chiarimento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>capisco, Libera..certo è possibile che si rallegri poi a me sembra plausibile anche che un genitore (uomo o donna) tornando a casa e trovando quel casino non faccia proprio i salti di gioia.almeno io non credo li farei quindi se fossi stato al posto del papà del video avrei rimesso tutto a posto come del resto ha fatto lui.<br />
Comunque non avevo capito che la tua critica era alla didascalia, grazie per il chiarimento.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Libera		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccoli-passi-ma-proprio-piccoli/comment-page-1/#comment-132128</link>

		<dc:creator><![CDATA[Libera]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 14:30:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie della precisazione Paolo, quello che non mi va giù è il commento che accompagna il video, cioè &quot;Se mamma non c&#039;è, papà scatena il divertimento
Chi l&#039;ha detto che i genitori abbandonano i loro figli davanti alla tv? Questo tenero time-lapse, realizzato da un giovane papà, riassume circa tre ore di gioco con il suo bambino. In assenza della madre. Quando mamma non c&#039;è, insomma, padre e figlio suonano, ballano e trasformano la casa in un parco giochi, dando vita a un disordine che nessuno, dopo aver visto questo filmato, potrebbe mai rimproverargli.&quot;
E&#039; così difficile immaginare una madre che fa casino insieme a loro o che quando torna si rallegra di vedere che si sono divertiti senza rimprovare il disordine? Della serie &quot;quando il gatto (la mamma) non c&#039;è, i topi (bambino e papà) ballano&quot; senza rompimenti di scatole. Perché mamma=ordine, pulizia, ecc.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie della precisazione Paolo, quello che non mi va giù è il commento che accompagna il video, cioè &#8220;Se mamma non c&#8217;è, papà scatena il divertimento<br />
Chi l&#8217;ha detto che i genitori abbandonano i loro figli davanti alla tv? Questo tenero time-lapse, realizzato da un giovane papà, riassume circa tre ore di gioco con il suo bambino. In assenza della madre. Quando mamma non c&#8217;è, insomma, padre e figlio suonano, ballano e trasformano la casa in un parco giochi, dando vita a un disordine che nessuno, dopo aver visto questo filmato, potrebbe mai rimproverargli.&#8221;<br />
E&#8217; così difficile immaginare una madre che fa casino insieme a loro o che quando torna si rallegra di vedere che si sono divertiti senza rimprovare il disordine? Della serie &#8220;quando il gatto (la mamma) non c&#8217;è, i topi (bambino e papà) ballano&#8221; senza rompimenti di scatole. Perché mamma=ordine, pulizia, ecc.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo1984		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccoli-passi-ma-proprio-piccoli/comment-page-1/#comment-132127</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo1984]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 14:00:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Libera, il video postato da Diamonds pare non sia uno spot ma un video privato realizzato da un papà vero..ma al di là di questo in entrambi i casi non vedo &quot;morali&quot; (sarò ingenuo io..), vedo la rappresentazione di una quotidianità familiare plausibile tutto sommato..certo nel caso dello spot iodosan è subordinata al messaggio pubblicitario trattandosi di comunicazione commerciale con tutti i limiti del caso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Libera, il video postato da Diamonds pare non sia uno spot ma un video privato realizzato da un papà vero..ma al di là di questo in entrambi i casi non vedo &#8220;morali&#8221; (sarò ingenuo io..), vedo la rappresentazione di una quotidianità familiare plausibile tutto sommato..certo nel caso dello spot iodosan è subordinata al messaggio pubblicitario trattandosi di comunicazione commerciale con tutti i limiti del caso</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccoli-passi-ma-proprio-piccoli/comment-page-1/#comment-132126</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 12:56:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Paolo avevo frainteso, siccome si parlava di spot ecc. credevo che questo video fosse sponsorizzato (da un&#039;azienda di arredamento, pensavo), che fosse una specie di viral: invece è un video amatoriale privato! Ovviamente il mio commento non ha nessun senso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Paolo avevo frainteso, siccome si parlava di spot ecc. credevo che questo video fosse sponsorizzato (da un&#8217;azienda di arredamento, pensavo), che fosse una specie di viral: invece è un video amatoriale privato! Ovviamente il mio commento non ha nessun senso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Libera		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccoli-passi-ma-proprio-piccoli/comment-page-1/#comment-132125</link>

		<dc:creator><![CDATA[Libera]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 12:51:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Qual è la morale dei video postati da Loredana e da Diamonds?
Che il papà si occupa dei bambini perché la mamma è via per lavoro nel primo; che il papà si può divertire col bambino e buttare tutto per aria, ballare e suonare perché non c&#039;è la mamma rompiscatole pronta col ditino a dire che bisogna rimettere a posto e pulire nel secondo.
Aspettiamo altri spot...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qual è la morale dei video postati da Loredana e da Diamonds?<br />
Che il papà si occupa dei bambini perché la mamma è via per lavoro nel primo; che il papà si può divertire col bambino e buttare tutto per aria, ballare e suonare perché non c&#8217;è la mamma rompiscatole pronta col ditino a dire che bisogna rimettere a posto e pulire nel secondo.<br />
Aspettiamo altri spot&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: M.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccoli-passi-ma-proprio-piccoli/comment-page-1/#comment-132124</link>

		<dc:creator><![CDATA[M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 12:08:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dal Corsera :
Via un altro super pediatra
«Milano non ha strutture»
Fiocchi a Roma. «Qui manca un vero ospedale per i bimbi». Raccolte mille firme di protesta tra le mamme
Sicuramente ci saranno dei papà tra i firmatari però il titoletto ammicca sempre alla cura femminile. (A onor del vero nella prima frase dell&#039;articolo la giornalista si corregge parlando di genitori)
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_gennaio_17/super-pediatra-lascia-milano-mancano-strutture-medico-bambini-2113582263981.shtml
Tanti, troppi esempi di questo genere di comunicazione; anche le parole hanno un potere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal Corsera :<br />
Via un altro super pediatra<br />
«Milano non ha strutture»<br />
Fiocchi a Roma. «Qui manca un vero ospedale per i bimbi». Raccolte mille firme di protesta tra le mamme<br />
Sicuramente ci saranno dei papà tra i firmatari però il titoletto ammicca sempre alla cura femminile. (A onor del vero nella prima frase dell&#8217;articolo la giornalista si corregge parlando di genitori)<br />
<a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_gennaio_17/super-pediatra-lascia-milano-mancano-strutture-medico-bambini-2113582263981.shtml" rel="nofollow ugc">http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_gennaio_17/super-pediatra-lascia-milano-mancano-strutture-medico-bambini-2113582263981.shtml</a><br />
Tanti, troppi esempi di questo genere di comunicazione; anche le parole hanno un potere.</p>
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