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	Commenti a: PICCOLO PAESE DEGLI ORRORI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: #...		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[#...]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 16:51:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non lo conoscevo. vedrò di procurarmelo. grazie per lo spunto.
saluti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non lo conoscevo. vedrò di procurarmelo. grazie per lo spunto.<br />
saluti</p>
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		Di: fabio painnet blade		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabio painnet blade]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 15:54:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nella celebre pellicola del &#039;74&lt;em&gt;FINCHE&#039; C&#039;E&#039; GUERRA C&#039;E&#039; SPERANZA&lt;/EM&gt; (interpretata e credo anche diretta da alberto sordi), si parla in relatà di mercanti di morte. Te lo riassumo in due righe: il mercante di morte in seguito ad una commissione ai ribelli di un paese sudamericano viene scoperto nelle sue trame e segnalato dalla stampa pubblica come sanguinario seminatore di morte. In un attimo l&#039;intera famiglia viene coinvolta dallo scandalo. Naturalmente coi proventi dell&#039;attività il mercante ha potuto garantire lussi e agiatezza a quegli stessi figli che ora lo additano come il cinico &#039;mostro senza scrupoli&#039;. Il finale è un azzeccato affresco sullo spirito perbenista e moralistico della società occidentale.
 Il mercante, scosso da uno scrupolo di coscienza rimette alla famiglia la decisione di proseguire la sua attività, chiarendo loro che senza quell&#039;impiego egli non avrebbe più potuto garantire  il livello di agiatezza sociale di cui avevano beneficiato fino ad allora.  L&#039;epilogo te lo lascio indovinare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella celebre pellicola del &#8217;74<em>FINCHE&#8217; C&#8217;E&#8217; GUERRA C&#8217;E&#8217; SPERANZA</em> (interpretata e credo anche diretta da alberto sordi), si parla in relatà di mercanti di morte. Te lo riassumo in due righe: il mercante di morte in seguito ad una commissione ai ribelli di un paese sudamericano viene scoperto nelle sue trame e segnalato dalla stampa pubblica come sanguinario seminatore di morte. In un attimo l&#8217;intera famiglia viene coinvolta dallo scandalo. Naturalmente coi proventi dell&#8217;attività il mercante ha potuto garantire lussi e agiatezza a quegli stessi figli che ora lo additano come il cinico &#8216;mostro senza scrupoli&#8217;. Il finale è un azzeccato affresco sullo spirito perbenista e moralistico della società occidentale.<br />
 Il mercante, scosso da uno scrupolo di coscienza rimette alla famiglia la decisione di proseguire la sua attività, chiarendo loro che senza quell&#8217;impiego egli non avrebbe più potuto garantire  il livello di agiatezza sociale di cui avevano beneficiato fino ad allora.  L&#8217;epilogo te lo lascio indovinare.</p>
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		<title>
		Di: #...		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccolo-paese-degli-orrori/comment-page-1/#comment-127184</link>

		<dc:creator><![CDATA[#...]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 10:01:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ painnet blade
credo di aver capito. nel &quot;condividere vantaggi e svantaggi&quot; c&#039;è il mio sguardo in genere ingenuo e inesperto, aldilà delle pressioni ambientali e di ciò che avviene nella coppia.
la parte sulle macchine e la mistificazione dei significati comunque mi interessa, il passo che ho citato è lo stesso che citano quegli autori per svelare le caricature che vengono fatte dei loro lavori.
almeno dimmi il titolo del film a cui alludevi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ painnet blade<br />
credo di aver capito. nel &#8220;condividere vantaggi e svantaggi&#8221; c&#8217;è il mio sguardo in genere ingenuo e inesperto, aldilà delle pressioni ambientali e di ciò che avviene nella coppia.<br />
la parte sulle macchine e la mistificazione dei significati comunque mi interessa, il passo che ho citato è lo stesso che citano quegli autori per svelare le caricature che vengono fatte dei loro lavori.<br />
almeno dimmi il titolo del film a cui alludevi</p>
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		<title>
		Di: fabio painnet blade		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccolo-paese-degli-orrori/comment-page-1/#comment-127183</link>

		<dc:creator><![CDATA[fabio painnet blade]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 06:54:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@#
&quot;siamo costruiti come macchine ...&quot;
questa affermazione riconduce invece all&#039;ambiguità scientifica che ho cercato di evidenziare all&#039;inizio. Qui è nascosto infatti tutto il senso della mistificazione dei significati, avallati da falsa certificazione meccanicista, per introdurre la quale - come ho già detto - sarebbe forse necessaria una dilatazione eccessiva del nostro già complicato sforzo d&#039;intesa. grazie cmq per l&#039;attenzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@#<br />
&#8220;siamo costruiti come macchine &#8230;&#8221;<br />
questa affermazione riconduce invece all&#8217;ambiguità scientifica che ho cercato di evidenziare all&#8217;inizio. Qui è nascosto infatti tutto il senso della mistificazione dei significati, avallati da falsa certificazione meccanicista, per introdurre la quale &#8211; come ho già detto &#8211; sarebbe forse necessaria una dilatazione eccessiva del nostro già complicato sforzo d&#8217;intesa. grazie cmq per l&#8217;attenzione.</p>
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		<title>
		Di: fabio painnet blade		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccolo-paese-degli-orrori/comment-page-1/#comment-127182</link>

		<dc:creator><![CDATA[fabio painnet blade]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 06:42:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@# la tua domanda era corretta, la mia risposta forse richiedeva premesse. Aldilà delle imperfezioni espressive credo comunque di seguire la tua linea generale. Puntualizzo solo una cosa:la &#039;situazione volontaria&#039; maschile la ritengo prevalente, tuttavia - e qui rientra l&#039;altra faccia delle responsabilità  - esiste anche e soprattutto lo stato di necessità per il quale lo sforzo di affermazione sociale maschile viene dettato da coercizioni  intrinseche alle psico-dinamiche della coppia. In sostanza, quando dici &lt;em&gt;&#039;condividere vantaggi e svantaggi&#039;&lt;/em&gt;, sembri aggirare l&#039;atteggiamento, spesso molto femminile e matriarcale, di non voler rinunciare a determinati lussi o , per allargare il campo, a precisi vantaggi sociali. Mi spiego con un paradosso non mio ma che immagino riconoscerai in un famoso lavoro cinematografico: supponi cioè che un individuo lasci scegliere allla propria consorte/compagna se rinunciare a tutti i privilegi di una vita abbiente per ottenere, in alternativa, una più intensa e partecipata vita coniugale, della serie due cuori una capanna o giù di lì. Allora, lo dico senza provocazioni, quando si parla di scelta &#039;volontaria&#039; , bisogna tener conto anche di &lt;strong&gt;ineludibili pressioni ambientali&lt;/strong&gt;. Spero di esser stato più chiaro, ma a questo punto eviterei le immancabili personalizzazioni borghesi sul genere di: &lt;em&gt;&#039;le mie amiche vorrebbero davvero il marito in casa anzichè in quel suo ufficio affollato di segretarie e minigonne&lt;/em&gt; ; e via dicendo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@# la tua domanda era corretta, la mia risposta forse richiedeva premesse. Aldilà delle imperfezioni espressive credo comunque di seguire la tua linea generale. Puntualizzo solo una cosa:la &#8216;situazione volontaria&#8217; maschile la ritengo prevalente, tuttavia &#8211; e qui rientra l&#8217;altra faccia delle responsabilità  &#8211; esiste anche e soprattutto lo stato di necessità per il quale lo sforzo di affermazione sociale maschile viene dettato da coercizioni  intrinseche alle psico-dinamiche della coppia. In sostanza, quando dici <em>&#8216;condividere vantaggi e svantaggi&#8217;</em>, sembri aggirare l&#8217;atteggiamento, spesso molto femminile e matriarcale, di non voler rinunciare a determinati lussi o , per allargare il campo, a precisi vantaggi sociali. Mi spiego con un paradosso non mio ma che immagino riconoscerai in un famoso lavoro cinematografico: supponi cioè che un individuo lasci scegliere allla propria consorte/compagna se rinunciare a tutti i privilegi di una vita abbiente per ottenere, in alternativa, una più intensa e partecipata vita coniugale, della serie due cuori una capanna o giù di lì. Allora, lo dico senza provocazioni, quando si parla di scelta &#8216;volontaria&#8217; , bisogna tener conto anche di <strong>ineludibili pressioni ambientali</strong>. Spero di esser stato più chiaro, ma a questo punto eviterei le immancabili personalizzazioni borghesi sul genere di: <em>&#8216;le mie amiche vorrebbero davvero il marito in casa anzichè in quel suo ufficio affollato di segretarie e minigonne</em> ; e via dicendo&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: #...		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccolo-paese-degli-orrori/comment-page-1/#comment-127181</link>

		<dc:creator><![CDATA[#...]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 22:37:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ painnet blade
guarda, dal punto di vista quotidiano quello che osservo è che la maggior parte delle considerazioni si fanno senza metterle mai in discussione. Ci sono persone che pensano in termini di superiorità, basta ascoltare una qualsiasi discussione di musica. L’inferiorità sessuale predeterminata biologicamente è un non-sense, ma solo per la pretesa di stabilire chi sta sotto e chi sopra. Che anche gli scienziati siano influenzabili non vedo perché dovrebbe sorprendere. Oltre al fatto che non ha mai avuto senso giustificare i nostri comportamenti dicendo “è la nostra natura”. Ma non perché non sia la nostra natura ( in continua evoluzione, influenzata in maniera fondamentale dalla cultura ), qualsiasi essa sia, ma perché non vuol dire niente.
“Abbiamo il potere di andare contro ai nostri geni egoisti e, se necessario, ai memi egoisti del nostro indottrinamento. Siamo stati costruiti come macchine dei geni e coltivati come macchine dei memi, ma abbiamo il potere di ribellarci ai nostri creatori. Noi, unici sulla Terra, possiamo ribellarci alla tirannia dei replicatori egoisti”. Questo lo scrive Richard Dawkins, darwinista, e lo cita Dennett, altro darwinista.
Nella mia domanda non sono stato chiaro. Intendevo dire che non si capiva dal tuo ragionamento se era il fatto stesso di avere una relazione di rispetto assoluto ponesse in svantaggio l’uomo, o se era una conseguenza del fatto che oggi, generalmente un uomo vedrebbe cadere dei vantaggi. Perché un conto è una situazione obbligatoria, e un conto è una situazione “volontaria”, in cui un uomo rispetta per principio e dunque condivide vantaggi e svantaggi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ painnet blade<br />
guarda, dal punto di vista quotidiano quello che osservo è che la maggior parte delle considerazioni si fanno senza metterle mai in discussione. Ci sono persone che pensano in termini di superiorità, basta ascoltare una qualsiasi discussione di musica. L’inferiorità sessuale predeterminata biologicamente è un non-sense, ma solo per la pretesa di stabilire chi sta sotto e chi sopra. Che anche gli scienziati siano influenzabili non vedo perché dovrebbe sorprendere. Oltre al fatto che non ha mai avuto senso giustificare i nostri comportamenti dicendo “è la nostra natura”. Ma non perché non sia la nostra natura ( in continua evoluzione, influenzata in maniera fondamentale dalla cultura ), qualsiasi essa sia, ma perché non vuol dire niente.<br />
“Abbiamo il potere di andare contro ai nostri geni egoisti e, se necessario, ai memi egoisti del nostro indottrinamento. Siamo stati costruiti come macchine dei geni e coltivati come macchine dei memi, ma abbiamo il potere di ribellarci ai nostri creatori. Noi, unici sulla Terra, possiamo ribellarci alla tirannia dei replicatori egoisti”. Questo lo scrive Richard Dawkins, darwinista, e lo cita Dennett, altro darwinista.<br />
Nella mia domanda non sono stato chiaro. Intendevo dire che non si capiva dal tuo ragionamento se era il fatto stesso di avere una relazione di rispetto assoluto ponesse in svantaggio l’uomo, o se era una conseguenza del fatto che oggi, generalmente un uomo vedrebbe cadere dei vantaggi. Perché un conto è una situazione obbligatoria, e un conto è una situazione “volontaria”, in cui un uomo rispetta per principio e dunque condivide vantaggi e svantaggi.</p>
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		<title>
		Di: fabio painnet blade		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccolo-paese-degli-orrori/comment-page-1/#comment-127180</link>

		<dc:creator><![CDATA[fabio painnet blade]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 17:40:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ # la condizione ipotetica è la prima (&#039;Se...&#039; etc.etc.), poichè l&#039;uomo generalmente &lt;strong&gt;non si pone&lt;/strong&gt; nelle condizioni di rispetto del ruolo femminile. Tuttavia, riprendendo l&#039;ipotesi eccezionale (quella dell&#039;uomo che si ritrovi nella condizione di &#039;svantaggio sociale&#039; per adempiere ad un obbligo etico), verrebbe spontaneo indicare nel contesto ambientale l&#039;origine reale dei suoi impedimenti . Ciò vale a sollevarlo delle sue responsabilità? Temo di no. Ma quelle della donna, proprio in funzione del medesimo contesto non sarebbero da meno. Le donne dunque  hanno responsabilità. Ad esempio quella di aver accettato e condiviso una precisa impostazione culturale dettata dal sistema &#039;meccanizzato&#039; espressamente conflittuale con la natura di entrambi i sessi, volta a  privilegiare  l&#039;affermazione sociale dell&#039; individuo a discapito delle prerogative etiche. Ma il frutto del meccanicismo di cui parlo deriva proprio dalla mistificazione ideologica del contributo scientifico (maschilista, se vogliamo) che anche le donne,  credendola super partes, hanno tutt&#039;ora la responsabilità di aver  sottoscritto . Le donne devono uscire insomma dal falso convincimento di un&#039;inferiorità sessuale predeterminata biologicamente o dall&#039;accettazione di una legge naturale che promuova simili abberrazioni.  La scienza di cui si abbeverano per bocca dei maschi (ignoranti è il caso di dire) è dunque  frutto di una contraffazione ideologica che non inganna solo loro ma l&#039;intera società civile.   La supremazia (e promiscuità) sessuale del maschio adulto - ad esempio - è una leggenda senza fondamento perfino nelle comunità dei grandi felini di stampo patriarcale. Eppure questo fatto, pur essendo perfettamente osservabile in natura, è stato storicamente  manipolato dalla cultura dominante così da adattarlo alla falsa rappresentazione dell&#039;ideologia impartita alle masse ( possiamo discuterne eventualmente, ma gli studi effettivi parlano di una promiscuità  sessuale femminile molto più accentuata di quanto si pensi abitualmente*).  L&#039;ideologia del &#039;condom&#039; di cui parla @Gino, penso sia ugualmente radicata su un criterio mistificante e paradossale (la salvezza sta nell&#039;evitare la procreazione- sigh! scientificamente e geneticamente parlando possiamo considerarla  un&#039;imbecillagine assoluta), ma qui la contraddizione è talmente evidente che si regge tranquillamente da sè. Forse adesso la mia precedente citazione risulterà più chiara.
*   Il periodo in cui il maschio adulto impone il suo
 diritto di accoppiamento (per dominanza), è assai
più ridotto di quello della fertilità femminile .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ # la condizione ipotetica è la prima (&#8216;Se&#8230;&#8217; etc.etc.), poichè l&#8217;uomo generalmente <strong>non si pone</strong> nelle condizioni di rispetto del ruolo femminile. Tuttavia, riprendendo l&#8217;ipotesi eccezionale (quella dell&#8217;uomo che si ritrovi nella condizione di &#8216;svantaggio sociale&#8217; per adempiere ad un obbligo etico), verrebbe spontaneo indicare nel contesto ambientale l&#8217;origine reale dei suoi impedimenti . Ciò vale a sollevarlo delle sue responsabilità? Temo di no. Ma quelle della donna, proprio in funzione del medesimo contesto non sarebbero da meno. Le donne dunque  hanno responsabilità. Ad esempio quella di aver accettato e condiviso una precisa impostazione culturale dettata dal sistema &#8216;meccanizzato&#8217; espressamente conflittuale con la natura di entrambi i sessi, volta a  privilegiare  l&#8217;affermazione sociale dell&#8217; individuo a discapito delle prerogative etiche. Ma il frutto del meccanicismo di cui parlo deriva proprio dalla mistificazione ideologica del contributo scientifico (maschilista, se vogliamo) che anche le donne,  credendola super partes, hanno tutt&#8217;ora la responsabilità di aver  sottoscritto . Le donne devono uscire insomma dal falso convincimento di un&#8217;inferiorità sessuale predeterminata biologicamente o dall&#8217;accettazione di una legge naturale che promuova simili abberrazioni.  La scienza di cui si abbeverano per bocca dei maschi (ignoranti è il caso di dire) è dunque  frutto di una contraffazione ideologica che non inganna solo loro ma l&#8217;intera società civile.   La supremazia (e promiscuità) sessuale del maschio adulto &#8211; ad esempio &#8211; è una leggenda senza fondamento perfino nelle comunità dei grandi felini di stampo patriarcale. Eppure questo fatto, pur essendo perfettamente osservabile in natura, è stato storicamente  manipolato dalla cultura dominante così da adattarlo alla falsa rappresentazione dell&#8217;ideologia impartita alle masse ( possiamo discuterne eventualmente, ma gli studi effettivi parlano di una promiscuità  sessuale femminile molto più accentuata di quanto si pensi abitualmente*).  L&#8217;ideologia del &#8216;condom&#8217; di cui parla @Gino, penso sia ugualmente radicata su un criterio mistificante e paradossale (la salvezza sta nell&#8217;evitare la procreazione- sigh! scientificamente e geneticamente parlando possiamo considerarla  un&#8217;imbecillagine assoluta), ma qui la contraddizione è talmente evidente che si regge tranquillamente da sè. Forse adesso la mia precedente citazione risulterà più chiara.<br />
*   Il periodo in cui il maschio adulto impone il suo<br />
 diritto di accoppiamento (per dominanza), è assai<br />
più ridotto di quello della fertilità femminile .</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gino		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccolo-paese-degli-orrori/comment-page-1/#comment-127179</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Mar 2012 15:42:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sul governo non c&#039;è nulla da dire, e siamo generalmente &quot;tutti d&#039;accordo&quot;. Ma non mi pare che l&#039;Africa sia presa ad esempio come modello di sviluppo delle pari opportunità e che la Svezia sia un paese retrogrado e maschilista.
Inoltre, quando si parla di quella dottrina economica di stampo malthusiano che ha molto influenzato le teorie femministe, per motivi strumentali, cosa che non hanno fatto tesi meno intellettualmente &quot;affini&quot; o dottrinalmente &quot;prestanti&quot;, come quella non del tutto antitetica, ma senz&#039;altro più intelligente e &quot;scientifica&quot;, di Boserup, non si cerca di &quot;colpevolizzare il femminile&quot; (semmai la stoltaggine comune a tutte le ideologie, e il femminismo non ne è esente, nel pescare qua e là, senza altro criterio che il sostegno alla propria idea), ma di ricercare quella consapevolezza che può aiutarci a capire il presente e ad agire per il futuro. Se questo non avviene è tanto colpa dei governi, quanto di chi continua a usare l&#039;ideologia come criterio per sostenere alcune teorie scientifiche rispetto ad altre. Per spiegare cosa questo può significare, ovviamente sulla pelle di altri, si può fare l&#039;esempio dell&#039; &quot;ideologia del condom&quot; su cui il sudafrica e altri paesi continuano a basare la propria politica anti-aids tragicamente fallimentare e paragonare i risultati a quelli ottenuti dal metodo ABC in uganda. Ma quanti italiani conoscono il metodo ABC e quanti plaudono quando un coglione dice &quot;vi mando un cargo di preservativi&quot;?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul governo non c&#8217;è nulla da dire, e siamo generalmente &#8220;tutti d&#8217;accordo&#8221;. Ma non mi pare che l&#8217;Africa sia presa ad esempio come modello di sviluppo delle pari opportunità e che la Svezia sia un paese retrogrado e maschilista.<br />
Inoltre, quando si parla di quella dottrina economica di stampo malthusiano che ha molto influenzato le teorie femministe, per motivi strumentali, cosa che non hanno fatto tesi meno intellettualmente &#8220;affini&#8221; o dottrinalmente &#8220;prestanti&#8221;, come quella non del tutto antitetica, ma senz&#8217;altro più intelligente e &#8220;scientifica&#8221;, di Boserup, non si cerca di &#8220;colpevolizzare il femminile&#8221; (semmai la stoltaggine comune a tutte le ideologie, e il femminismo non ne è esente, nel pescare qua e là, senza altro criterio che il sostegno alla propria idea), ma di ricercare quella consapevolezza che può aiutarci a capire il presente e ad agire per il futuro. Se questo non avviene è tanto colpa dei governi, quanto di chi continua a usare l&#8217;ideologia come criterio per sostenere alcune teorie scientifiche rispetto ad altre. Per spiegare cosa questo può significare, ovviamente sulla pelle di altri, si può fare l&#8217;esempio dell&#8217; &#8220;ideologia del condom&#8221; su cui il sudafrica e altri paesi continuano a basare la propria politica anti-aids tragicamente fallimentare e paragonare i risultati a quelli ottenuti dal metodo ABC in uganda. Ma quanti italiani conoscono il metodo ABC e quanti plaudono quando un coglione dice &#8220;vi mando un cargo di preservativi&#8221;?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: #...		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccolo-paese-degli-orrori/comment-page-1/#comment-127178</link>

		<dc:creator><![CDATA[#...]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Mar 2012 14:16:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5134#comment-127178</guid>

					<description><![CDATA[&quot;Se nel vincolo dell’unione fra due esseri vi fosse il rispetto assoluto l’uomo di sicuro ne uscirebbe ‘svantaggiato’ in termini di affermazione sociale&quot;
puoi spiegarti meglio?
&quot;In altri termini, supponiamo che la condizione di rispetto dell’altro sesso ponesse il ‘maschio in carriera’ in grave svantaggio&quot;
insomma, la condizione di rispetto pone l&#039;uomo in svantaggio o è una condizione ipotetica?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Se nel vincolo dell’unione fra due esseri vi fosse il rispetto assoluto l’uomo di sicuro ne uscirebbe ‘svantaggiato’ in termini di affermazione sociale&#8221;<br />
puoi spiegarti meglio?<br />
&#8220;In altri termini, supponiamo che la condizione di rispetto dell’altro sesso ponesse il ‘maschio in carriera’ in grave svantaggio&#8221;<br />
insomma, la condizione di rispetto pone l&#8217;uomo in svantaggio o è una condizione ipotetica?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: fabio painnet blade		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/piccolo-paese-degli-orrori/comment-page-1/#comment-127177</link>

		<dc:creator><![CDATA[fabio painnet blade]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Mar 2012 10:18:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5134#comment-127177</guid>

					<description><![CDATA[Abbiamo visto che ne è stato del &#039;lasciare la parola al sesso forte&#039;: esporlo alla  propria, ridicola natura del bla-ba-bla inconcludente.
 in quanto al post attuale invece mi premere spendere due parole previo una piccola sintesi dei commenti precedenti:
il problema dei costi – @giulia
bassa natalità in germania – @simone
i maschi vogliono figli se non intralciano la carriera –@cinas
il part time maschile: l’onta indelebile – @miriam
la donna come variabile (potenziale) di profitto – @valberici
in francia la natalità è aumentata in conness. con  gli sgravi fisc. – @virginia
siamo 7 miliardi – @simone
nessuna fam. in condizioni economiche precarie mette su famiglia –@daniela
scelta obbligata o pesantemente condizionata – @francesca
il disagio di essere donna esiste ovunque  in occidente - @tiziana
Se nel vincolo dell’unione fra due esseri  vi fosse il rispetto assoluto  l’uomo di sicuro ne uscirebbe ‘svantaggiato’ in termini di affermazione sociale.         Il problema sta dunque nelle gravi mancanze commesse dall’ uomo nei confronti della donna con la motivazione  del condizionamento ambientale   (capitalistico), della necessità di affermazione sociale e di tutto il resto.        In altri termini,  supponiamo che la condizione  di rispetto dell’altro sesso  ponesse il  ‘maschio in carriera’ in grave svantaggio  (i dictat del profitto non consentirebbero  infatti la piena affermazione sociale di  individuo a ‘mezzo servizio’ nei  confronti  del capitale ), a questo punto sarebbe lecito , per lui, sposarsi ?  sottoscrivere cioè  una serie di impegni  morali nei confronti della moglie, prima ancora che della prole? Ovvero: &lt;em&gt;“Se questa è  la condizione dell’uomo rispetto alla donna, conviene sposarsi?”&lt;/em&gt; (nel senso più largo del termine, cioè  unirsi  in un  solido vincolo a beneficio della eventuale prole). Ad una domanda del genere rispondo con parole antiche:  No! Non conviene , ma &lt;strong&gt;“non tutti possono capirlo”&lt;/strong&gt;.  Invito  ora  i commentatori  a indovinare la fonte di questa  affermazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo visto che ne è stato del &#8216;lasciare la parola al sesso forte&#8217;: esporlo alla  propria, ridicola natura del bla-ba-bla inconcludente.<br />
 in quanto al post attuale invece mi premere spendere due parole previo una piccola sintesi dei commenti precedenti:<br />
il problema dei costi – @giulia<br />
bassa natalità in germania – @simone<br />
i maschi vogliono figli se non intralciano la carriera –@cinas<br />
il part time maschile: l’onta indelebile – @miriam<br />
la donna come variabile (potenziale) di profitto – @valberici<br />
in francia la natalità è aumentata in conness. con  gli sgravi fisc. – @virginia<br />
siamo 7 miliardi – @simone<br />
nessuna fam. in condizioni economiche precarie mette su famiglia –@daniela<br />
scelta obbligata o pesantemente condizionata – @francesca<br />
il disagio di essere donna esiste ovunque  in occidente &#8211; @tiziana<br />
Se nel vincolo dell’unione fra due esseri  vi fosse il rispetto assoluto  l’uomo di sicuro ne uscirebbe ‘svantaggiato’ in termini di affermazione sociale.         Il problema sta dunque nelle gravi mancanze commesse dall’ uomo nei confronti della donna con la motivazione  del condizionamento ambientale   (capitalistico), della necessità di affermazione sociale e di tutto il resto.        In altri termini,  supponiamo che la condizione  di rispetto dell’altro sesso  ponesse il  ‘maschio in carriera’ in grave svantaggio  (i dictat del profitto non consentirebbero  infatti la piena affermazione sociale di  individuo a ‘mezzo servizio’ nei  confronti  del capitale ), a questo punto sarebbe lecito , per lui, sposarsi ?  sottoscrivere cioè  una serie di impegni  morali nei confronti della moglie, prima ancora che della prole? Ovvero: <em>“Se questa è  la condizione dell’uomo rispetto alla donna, conviene sposarsi?”</em> (nel senso più largo del termine, cioè  unirsi  in un  solido vincolo a beneficio della eventuale prole). Ad una domanda del genere rispondo con parole antiche:  No! Non conviene , ma <strong>“non tutti possono capirlo”</strong>.  Invito  ora  i commentatori  a indovinare la fonte di questa  affermazione.</p>
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