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	Commenti a: PILLOLA ROSSA O PILLOLA BLU?	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pillola-rossa-o-pillola-blu/comment-page-1/#comment-102542</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 00:24:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@L.
 La parola &#039;etica&#039; l&#039;ho usata io, ma non intendevo farne lo spauracchio del lettore. Pure a me &#039;piace&#039; leggere, mica deve essere un cilicio la lettura. D&#039;altra parte  lo spasso è una cosa serissima, se prendi sul serio quello con cui ti stai spassando. Ma non vorrei incartarmi in un discorso complicato.
Riguardo al fatto dello sguazzare  da parte degli editori in una bagnarola con la paparella invece che  prendere il largo in mare pescosi, boh, non lo so, non mi pare un atteggiamento da imprenditore. Non dico nemmeno &#039;lungimirante&#039;, dico solo  &#039;imprenditore&#039; (l&#039;assunzione del rischio e tutte quelle cose lì).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@L.<br />
 La parola &#8216;etica&#8217; l&#8217;ho usata io, ma non intendevo farne lo spauracchio del lettore. Pure a me &#8216;piace&#8217; leggere, mica deve essere un cilicio la lettura. D&#8217;altra parte  lo spasso è una cosa serissima, se prendi sul serio quello con cui ti stai spassando. Ma non vorrei incartarmi in un discorso complicato.<br />
Riguardo al fatto dello sguazzare  da parte degli editori in una bagnarola con la paparella invece che  prendere il largo in mare pescosi, boh, non lo so, non mi pare un atteggiamento da imprenditore. Non dico nemmeno &#8216;lungimirante&#8217;, dico solo  &#8216;imprenditore&#8217; (l&#8217;assunzione del rischio e tutte quelle cose lì).</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pillola-rossa-o-pillola-blu/comment-page-1/#comment-102541</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 08:37:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro L, temo di essermi spiegata male. Nessuno vuole imporre al lettore un&#039;etica. E nemmeno all&#039;editore (al marketing, magari, sì: e non gli farebbe per niente male). Semplicemente, se nell&#039;oceano rosso, dove è legittimo nuotare, si trovassero buoni libri, sia pure clonati, non ci sarebbe nulla da dire.
In coscienza, non è così.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro L, temo di essermi spiegata male. Nessuno vuole imporre al lettore un&#8217;etica. E nemmeno all&#8217;editore (al marketing, magari, sì: e non gli farebbe per niente male). Semplicemente, se nell&#8217;oceano rosso, dove è legittimo nuotare, si trovassero buoni libri, sia pure clonati, non ci sarebbe nulla da dire.<br />
In coscienza, non è così.</p>
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		<title>
		Di: L		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pillola-rossa-o-pillola-blu/comment-page-1/#comment-102540</link>

		<dc:creator><![CDATA[L]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 00:17:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non sei veemente. Il tuo post mi è piaciuto molto, Valeria. Mi passa un sacco di spunti interessanti. Non credo che mi farà cambiare idea, ma l&#039;ho apprezzato davvero, se non altro per il tempo che mi hai dedicato :)
Io non sto &#039;dando&#039; al lettore. Così come tu, logicamente, non hai mai avuto intenzione di &#039;dare&#039; all&#039;editore. Non c&#039;è nessuna colpa. La mia non è una requisitoria, non volevo farne una questione di giudizi morali, e se questo è ciò che è passato, me ne scuso.
Nessuna apocalisse.
Forse si tratta di un cinismo tutto mio.
O forse di una presa coscienza.
Presa di coscienza del fatto che come lettori, come oggetti / destinatari di una narrazione, tendiamo ad amare, tra le altre cose, e a prescindere, la ripetitività e la reiterazione. Questo è un dato di fatto. E allora, dove alcuni vedono la vigliaccheria di un editore, la debolezza di un sistema produttivo - il termine &#039;filiera&#039; è perfetto, per me - o peggio ancora un qualche bizzarro complotto, io vedo soltanto il naturale piacere che possiamo provare nel farci raccontare la stessa storia dieci, cento, mille volte. In questo non c&#039;è nulla di rozzo. E&#039; umano, tutto qui.
Dimmi, il termine &#039;rassicurante&#039; ti fa così paura?
Io non me la sento di biasimare qualcuno che, alle pagine di un libro richiede ogni tanto, tra il resto, anche un pizzico di rassicurazione.
Per quanto riguarda gli editori, a mio modo di vedere si tratta di gente
che, semplicemente, cerca di stare al passo, di soddisfare un bisogno.
Se poi un giorno sarò editore, e sarò disposta a rischiare di mio,
di tasca mia, sulla pelle mia (e su quella delle persone che lavorano con me, e sotto di me), pur di cercare sempre e comunque la diversità, l&#039;innovazione, l&#039;originalità e... l&#039;etica, beh, tanto di cappello. La mia, la nostra, sarà una scelta coraggiosa, da stimare.
Ma non per questo mi sento di biasimare coloro che questo fegato non ce l&#039;hanno, e si limitano piuttosto ad annusare l&#039;aria, e a seguire la corrente, a trascinare la carretta.
Ti prometto che mi procuro e leggo il libro di cui mi parli, che non
conosco. Ma, temo, partirò prevenuto. Perché vedi, io credo che non abbia poi nemmeno troppo senso di parlare di &#039;etica&#039; del lettore.
Così come, per me, non avrebbe senso parlare di etica del cinefilo, o di etica del degustatore di vini. Dei tre punti che mi citi a proposito del testo, posso arrivare a condividere il primo: la passione. Il rigore e la capacità di mettersi in gioco preferisco richiederle e cercarle in aspetti meno frivoli e rilassanti della mia esistenza. Perché sì: non sono un critico, e non sono nemmeno un editor. Non sono pagato per leggere: pago per farlo. Per me, prima di tutto, leggere è uno spasso, e la sola idea di accostare il termine &#039;rigore&#039; a una delle poche cose non rigorose e realmente libere della mia esistenza, mi fa accapponare, un pochino, la pelle...
Ti dirò. Magari poi riuscirai a farmi cambiare idea...
L.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sei veemente. Il tuo post mi è piaciuto molto, Valeria. Mi passa un sacco di spunti interessanti. Non credo che mi farà cambiare idea, ma l&#8217;ho apprezzato davvero, se non altro per il tempo che mi hai dedicato 🙂<br />
Io non sto &#8216;dando&#8217; al lettore. Così come tu, logicamente, non hai mai avuto intenzione di &#8216;dare&#8217; all&#8217;editore. Non c&#8217;è nessuna colpa. La mia non è una requisitoria, non volevo farne una questione di giudizi morali, e se questo è ciò che è passato, me ne scuso.<br />
Nessuna apocalisse.<br />
Forse si tratta di un cinismo tutto mio.<br />
O forse di una presa coscienza.<br />
Presa di coscienza del fatto che come lettori, come oggetti / destinatari di una narrazione, tendiamo ad amare, tra le altre cose, e a prescindere, la ripetitività e la reiterazione. Questo è un dato di fatto. E allora, dove alcuni vedono la vigliaccheria di un editore, la debolezza di un sistema produttivo &#8211; il termine &#8216;filiera&#8217; è perfetto, per me &#8211; o peggio ancora un qualche bizzarro complotto, io vedo soltanto il naturale piacere che possiamo provare nel farci raccontare la stessa storia dieci, cento, mille volte. In questo non c&#8217;è nulla di rozzo. E&#8217; umano, tutto qui.<br />
Dimmi, il termine &#8216;rassicurante&#8217; ti fa così paura?<br />
Io non me la sento di biasimare qualcuno che, alle pagine di un libro richiede ogni tanto, tra il resto, anche un pizzico di rassicurazione.<br />
Per quanto riguarda gli editori, a mio modo di vedere si tratta di gente<br />
che, semplicemente, cerca di stare al passo, di soddisfare un bisogno.<br />
Se poi un giorno sarò editore, e sarò disposta a rischiare di mio,<br />
di tasca mia, sulla pelle mia (e su quella delle persone che lavorano con me, e sotto di me), pur di cercare sempre e comunque la diversità, l&#8217;innovazione, l&#8217;originalità e&#8230; l&#8217;etica, beh, tanto di cappello. La mia, la nostra, sarà una scelta coraggiosa, da stimare.<br />
Ma non per questo mi sento di biasimare coloro che questo fegato non ce l&#8217;hanno, e si limitano piuttosto ad annusare l&#8217;aria, e a seguire la corrente, a trascinare la carretta.<br />
Ti prometto che mi procuro e leggo il libro di cui mi parli, che non<br />
conosco. Ma, temo, partirò prevenuto. Perché vedi, io credo che non abbia poi nemmeno troppo senso di parlare di &#8216;etica&#8217; del lettore.<br />
Così come, per me, non avrebbe senso parlare di etica del cinefilo, o di etica del degustatore di vini. Dei tre punti che mi citi a proposito del testo, posso arrivare a condividere il primo: la passione. Il rigore e la capacità di mettersi in gioco preferisco richiederle e cercarle in aspetti meno frivoli e rilassanti della mia esistenza. Perché sì: non sono un critico, e non sono nemmeno un editor. Non sono pagato per leggere: pago per farlo. Per me, prima di tutto, leggere è uno spasso, e la sola idea di accostare il termine &#8216;rigore&#8217; a una delle poche cose non rigorose e realmente libere della mia esistenza, mi fa accapponare, un pochino, la pelle&#8230;<br />
Ti dirò. Magari poi riuscirai a farmi cambiare idea&#8230;<br />
L.</p>
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		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pillola-rossa-o-pillola-blu/comment-page-1/#comment-102539</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 19:31:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@L. Scusami L ma come lettrice non mi sento proprio di prendermi addosso la croce dell&#039;inabissamento nel  mar rosso. E per quanto abbia dato addosso all&#039;editore nei miei post, non penso che sia lui l&#039;unico responsabile, visto che sicuramente il sistema  è composto da diversi soggetti.
I nodi della filiera che va dall&#039;autore al lettore  sono parecchi, anche se  probabilmente la parola &#039;filiera&#039; non è la più azzeccata e  si dovrebbe parlare forse di un sistema a rete, dove non è detto poi che lo scrittore   sia il  motore primo del processo. Su di lui, infatti, arrivano molti inpulsi, pure quelli del lettore (vero o  immaginato che sia), il mitico target  che, nello stesso tempo è il bersaglio ma pure la freccia e, nella tua apocalittica rappresentazione,  sembra essere proprio lui il motore immobile e immobilizzante del sistema.
Più che in un mare, noi lettori siamo impantanati in una pozzanghera, no? E&#039; questo che tu mi pare stia dicendo.
La vecchia nonna ci ammannisce una favola trita e ritrita e noi, come bambini desiderosi di rassicurazioni, lì a chiedere sempre la stessa storia e a controllare che ci venga narrata senza nessuna variazione di sorta.
Ma, scusa, &#039;la nonna&#039;... chi?
Ecco, io ogni tanto mi innammoro di spiegazioni che mi convincono. Magari temporaneamente, ma ci rimango attaccata (non a caso, evidentemente, sono una lettrice).
E allora in tutta l&#039;agitata discussione dello Strega, a cui io come lettrice ho partecipato qui con qualche post (e mi sono confermata nell&#039;idea che mai i lettori dovrebbero avventurarsi sul terreno minato delle discussioni tra addetti ai lavori) una cosa buona l&#039;ho trovata: un intervento di &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&#038;currentArticle=N5592&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;Goffredo Fofi&lt;/a&gt;. E&#039; l&#039;ennesima volta che lo cito, ma lo ripeto.
In sostanza Fofi dice una cosa forse ovvia,  ma che a me (lettrice) pare molto sensata, ovvero che la società letteraria (il cui significato pieno mi sfugge) ha perso ormai qualsiasi funzione mediatrice e di orientamento, lasciando il lettore  solo tra le braccia della  &#039;nonna&#039;, dove per nonna si intendono un po&#039; tutti i soggetti coinvolti, ciascuno dei quali - a questo punto - si dovrebbe  assumere le sue responsabilità, su questo non ci sono dubbi, anche il lettore.
C&#039;è un libricino, che ho trovato bellissimo, &#039;Letica del lettore&#039;, di Ezio Raimondi, che fa consistere l&#039;etica della lettura  nella passione, nel rigore e nella disponibilità a mettersi in gioco.
Sono d&#039;accordissimo. Il mettersi in gioco da parte del lettore, però, funziona sicuramente a livello individuale, ma - almeno secondo me - non può essere il solo lettore  la forza trainante di un sistema inerte.
Riguardo alla qualità del pescato dei mari rosso e blu, mi pare che abbia già risposto Loredana. Per me posso dire che noi lettori non siamo così ingenui e rozzi come ci dipingi, almeno non mi pare.
Scusa la veemenza, ma sono davvero stanca di questo indiscriminato &#039;dalli al lettore&#039; che vuole sempre e solo lo stesso pastone, e dunque solo quello gli viene dato.
Io penso che non sia così.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@L. Scusami L ma come lettrice non mi sento proprio di prendermi addosso la croce dell&#8217;inabissamento nel  mar rosso. E per quanto abbia dato addosso all&#8217;editore nei miei post, non penso che sia lui l&#8217;unico responsabile, visto che sicuramente il sistema  è composto da diversi soggetti.<br />
I nodi della filiera che va dall&#8217;autore al lettore  sono parecchi, anche se  probabilmente la parola &#8216;filiera&#8217; non è la più azzeccata e  si dovrebbe parlare forse di un sistema a rete, dove non è detto poi che lo scrittore   sia il  motore primo del processo. Su di lui, infatti, arrivano molti inpulsi, pure quelli del lettore (vero o  immaginato che sia), il mitico target  che, nello stesso tempo è il bersaglio ma pure la freccia e, nella tua apocalittica rappresentazione,  sembra essere proprio lui il motore immobile e immobilizzante del sistema.<br />
Più che in un mare, noi lettori siamo impantanati in una pozzanghera, no? E&#8217; questo che tu mi pare stia dicendo.<br />
La vecchia nonna ci ammannisce una favola trita e ritrita e noi, come bambini desiderosi di rassicurazioni, lì a chiedere sempre la stessa storia e a controllare che ci venga narrata senza nessuna variazione di sorta.<br />
Ma, scusa, &#8216;la nonna&#8217;&#8230; chi?<br />
Ecco, io ogni tanto mi innammoro di spiegazioni che mi convincono. Magari temporaneamente, ma ci rimango attaccata (non a caso, evidentemente, sono una lettrice).<br />
E allora in tutta l&#8217;agitata discussione dello Strega, a cui io come lettrice ho partecipato qui con qualche post (e mi sono confermata nell&#8217;idea che mai i lettori dovrebbero avventurarsi sul terreno minato delle discussioni tra addetti ai lavori) una cosa buona l&#8217;ho trovata: un intervento di <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=N5592" rel="nofollow ugc">Goffredo Fofi</a>. E&#8217; l&#8217;ennesima volta che lo cito, ma lo ripeto.<br />
In sostanza Fofi dice una cosa forse ovvia,  ma che a me (lettrice) pare molto sensata, ovvero che la società letteraria (il cui significato pieno mi sfugge) ha perso ormai qualsiasi funzione mediatrice e di orientamento, lasciando il lettore  solo tra le braccia della  &#8216;nonna&#8217;, dove per nonna si intendono un po&#8217; tutti i soggetti coinvolti, ciascuno dei quali &#8211; a questo punto &#8211; si dovrebbe  assumere le sue responsabilità, su questo non ci sono dubbi, anche il lettore.<br />
C&#8217;è un libricino, che ho trovato bellissimo, &#8216;Letica del lettore&#8217;, di Ezio Raimondi, che fa consistere l&#8217;etica della lettura  nella passione, nel rigore e nella disponibilità a mettersi in gioco.<br />
Sono d&#8217;accordissimo. Il mettersi in gioco da parte del lettore, però, funziona sicuramente a livello individuale, ma &#8211; almeno secondo me &#8211; non può essere il solo lettore  la forza trainante di un sistema inerte.<br />
Riguardo alla qualità del pescato dei mari rosso e blu, mi pare che abbia già risposto Loredana. Per me posso dire che noi lettori non siamo così ingenui e rozzi come ci dipingi, almeno non mi pare.<br />
Scusa la veemenza, ma sono davvero stanca di questo indiscriminato &#8216;dalli al lettore&#8217; che vuole sempre e solo lo stesso pastone, e dunque solo quello gli viene dato.<br />
Io penso che non sia così.</p>
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		<title>
		Di: L		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pillola-rossa-o-pillola-blu/comment-page-1/#comment-102538</link>

		<dc:creator><![CDATA[L]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 17:43:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vi supplico... Evitate la solita, trita, giaculatoria sull&#039;editore ottuso e
vigliacco, sull&#039;affarista consumato reo di aver dato alle stampe l&#039;ennesimo spaghetti thriller dopo aver, magari, rifuitato il nostro capolavoro sperimentale d&#039;esordio. L&#039;editoria è, prima di tutto, un mercato. Un mercato di cultura e di intrattenimento, ma pur sempre un mercato. In quanto tale, non può ignorare l&#039;esistenza dei trend, quali che siano. Non li igora il cinema. Non li ignora la musica. Non li ignorano la moda, il design, la grafica. Perché accidenti la narrativa dovrebbe porsi in modo differente?
Se fossi un editore, anch&#039;io farei cadere la rete nell&#039;oceano rosso.
Se fossi un editore, in questo momento sarei a caccia di un buon thriller
esoterico (o di una storia di vampiri emo) da buttare in rotativa.
Non me ne vergognerei affatto.
Perché seguire il trend significa relativa certezza di guadagno. Relativa certezza di guadagno significa non essere costratti a chiudere baracca; poter pagare gli autori; poter garantire ai collaboratori il trattamento più giusto; significa anche, magari, se i guadagni sono davvero buoni, poter
tentare l&#039;azzardo, e cercare qualcosa di buono anche nelle acque blu.
E di azzardo si parla: perché è un errore pensare che tutto ciò che venga dal Blue Ocean sia per forza valido, efficace, capace di imporsi e di durare nel tempo. Anche il Betamax e quegli affari elettrici a due ruote
di cui nessuno ricorda nemmeno il nome venivano dalle acque blu...
A mio avviso, Loredana, se proprio dobbiamo trovare un vulnus, sempre che di vulnus si possa parlare, allora dobbiamo guardare... verso di noi.
Noi inteso come lettori. Siamo i primi a lagnarci della narrativa modaiola e delle minestre riscaldate. Ma al tempo stesso sappiamo dimostrarci tremendamente conservatori, diffidenti verso la novità, spaventati dal libro che non riusciamo a inquadrare dopo aver letto le prime tre righe sulla quarta di copertina. Assatanati di reiterazione, masturbatori, bulimici. Se non fosse così, in cima alle classifiche ci sarebbe Dario Voltolini, non Giorgio Faletti. I veri squali del vostro oceano rosso siamo
noi. Ci fate assaggiare un boccone di una certa storia. Quel sapore ci piace, e noi ne vogliamo ancora, e ancora, e ancora, fino alla nausea, alla saturazione, al rigetto. Ma in questo non c&#039;è nulla di sbagliato. E&#039; umano. E&#039; lo stesso atteggiamento che, da piccini, avevamo sulle ginocchia della nonna, quando le chiedevamo di raccontarci, per la centomilionesima volta, la fiaba dei tre porcellini...
Un saluto a tutti. Scusate la lunghezza e il probabile (vista la piega
presa dalla conversazione) off topic.
L.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi supplico&#8230; Evitate la solita, trita, giaculatoria sull&#8217;editore ottuso e<br />
vigliacco, sull&#8217;affarista consumato reo di aver dato alle stampe l&#8217;ennesimo spaghetti thriller dopo aver, magari, rifuitato il nostro capolavoro sperimentale d&#8217;esordio. L&#8217;editoria è, prima di tutto, un mercato. Un mercato di cultura e di intrattenimento, ma pur sempre un mercato. In quanto tale, non può ignorare l&#8217;esistenza dei trend, quali che siano. Non li igora il cinema. Non li ignora la musica. Non li ignorano la moda, il design, la grafica. Perché accidenti la narrativa dovrebbe porsi in modo differente?<br />
Se fossi un editore, anch&#8217;io farei cadere la rete nell&#8217;oceano rosso.<br />
Se fossi un editore, in questo momento sarei a caccia di un buon thriller<br />
esoterico (o di una storia di vampiri emo) da buttare in rotativa.<br />
Non me ne vergognerei affatto.<br />
Perché seguire il trend significa relativa certezza di guadagno. Relativa certezza di guadagno significa non essere costratti a chiudere baracca; poter pagare gli autori; poter garantire ai collaboratori il trattamento più giusto; significa anche, magari, se i guadagni sono davvero buoni, poter<br />
tentare l&#8217;azzardo, e cercare qualcosa di buono anche nelle acque blu.<br />
E di azzardo si parla: perché è un errore pensare che tutto ciò che venga dal Blue Ocean sia per forza valido, efficace, capace di imporsi e di durare nel tempo. Anche il Betamax e quegli affari elettrici a due ruote<br />
di cui nessuno ricorda nemmeno il nome venivano dalle acque blu&#8230;<br />
A mio avviso, Loredana, se proprio dobbiamo trovare un vulnus, sempre che di vulnus si possa parlare, allora dobbiamo guardare&#8230; verso di noi.<br />
Noi inteso come lettori. Siamo i primi a lagnarci della narrativa modaiola e delle minestre riscaldate. Ma al tempo stesso sappiamo dimostrarci tremendamente conservatori, diffidenti verso la novità, spaventati dal libro che non riusciamo a inquadrare dopo aver letto le prime tre righe sulla quarta di copertina. Assatanati di reiterazione, masturbatori, bulimici. Se non fosse così, in cima alle classifiche ci sarebbe Dario Voltolini, non Giorgio Faletti. I veri squali del vostro oceano rosso siamo<br />
noi. Ci fate assaggiare un boccone di una certa storia. Quel sapore ci piace, e noi ne vogliamo ancora, e ancora, e ancora, fino alla nausea, alla saturazione, al rigetto. Ma in questo non c&#8217;è nulla di sbagliato. E&#8217; umano. E&#8217; lo stesso atteggiamento che, da piccini, avevamo sulle ginocchia della nonna, quando le chiedevamo di raccontarci, per la centomilionesima volta, la fiaba dei tre porcellini&#8230;<br />
Un saluto a tutti. Scusate la lunghezza e il probabile (vista la piega<br />
presa dalla conversazione) off topic.<br />
L.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ephorus		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pillola-rossa-o-pillola-blu/comment-page-1/#comment-102537</link>

		<dc:creator><![CDATA[ephorus]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 20:12:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3252#comment-102537</guid>

					<description><![CDATA[Mi sono molto interessato dal video di Lorella Zanardo e dalla sua battaglia culturale, che condivido pienamente: la dignità della donna calpestata in tv, la &#039;violenza&#039; con cui vine trattata, il culto della bellezza e della giovinezza come valori assoluti, ecc. mi sembravano messaggi abbastanza forti espressi con semplicità e forza.  Ne ho parlato e l&#039;ho mostrato a varie persone. Poi sono arrivato su questo blog, pensavo fosse un luogo per parlare in modo costruttivo di questi temi. Evidentemente mi sono sbagliato. Pazienza. Torniamo a parlare di libri, che è meglio. Un saluto senza alcun rancore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono molto interessato dal video di Lorella Zanardo e dalla sua battaglia culturale, che condivido pienamente: la dignità della donna calpestata in tv, la &#8216;violenza&#8217; con cui vine trattata, il culto della bellezza e della giovinezza come valori assoluti, ecc. mi sembravano messaggi abbastanza forti espressi con semplicità e forza.  Ne ho parlato e l&#8217;ho mostrato a varie persone. Poi sono arrivato su questo blog, pensavo fosse un luogo per parlare in modo costruttivo di questi temi. Evidentemente mi sono sbagliato. Pazienza. Torniamo a parlare di libri, che è meglio. Un saluto senza alcun rancore.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mary82		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pillola-rossa-o-pillola-blu/comment-page-1/#comment-102536</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mary82]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 18:32:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Hai bollato subito il mio intervento come &quot;ingenuo&quot; salvo poi intrometterti a più riprese sempre nel mio discorso continuando ad dispensare una serie di appellativi negativi sullo stesso.E puntualmente dimostrando tu stesso ingenuità e acriticità per chiudere in bellezza con una frase che dice tutto &quot;chissà come ti hanno trattata gli uomini della tua vita&quot;.Il mio uomo non mi &quot;tratta&quot;,mi ama.E non ho parlato di femminismo,nè storico nè attuale,io parlo di persone.E purtroppo con le persone dall&#039;argomentare dozzinale e polemico è cosa vana e faticosa discorrere.
Hai ragione Loredana,urge &quot;Dalla parte dei bambini&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hai bollato subito il mio intervento come &#8220;ingenuo&#8221; salvo poi intrometterti a più riprese sempre nel mio discorso continuando ad dispensare una serie di appellativi negativi sullo stesso.E puntualmente dimostrando tu stesso ingenuità e acriticità per chiudere in bellezza con una frase che dice tutto &#8220;chissà come ti hanno trattata gli uomini della tua vita&#8221;.Il mio uomo non mi &#8220;tratta&#8221;,mi ama.E non ho parlato di femminismo,nè storico nè attuale,io parlo di persone.E purtroppo con le persone dall&#8217;argomentare dozzinale e polemico è cosa vana e faticosa discorrere.<br />
Hai ragione Loredana,urge &#8220;Dalla parte dei bambini&#8221;.</p>
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		Di: ephorus		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pillola-rossa-o-pillola-blu/comment-page-1/#comment-102535</link>

		<dc:creator><![CDATA[ephorus]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 17:21:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con questo tipo di femminismo non si va da nessuna parte. Se l&#039;effetto dei libri di Loredana è questo, mamma mia. Lei con buon senso suggerisce di parlare con tre persone, di avere senso critico e riflettere e far riflettere, ma se parti così come fai?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con questo tipo di femminismo non si va da nessuna parte. Se l&#8217;effetto dei libri di Loredana è questo, mamma mia. Lei con buon senso suggerisce di parlare con tre persone, di avere senso critico e riflettere e far riflettere, ma se parti così come fai?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Mary82		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pillola-rossa-o-pillola-blu/comment-page-1/#comment-102534</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mary82]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 17:12:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sei tipico,topico,banale,prevedibile.Mi dispiace]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sei tipico,topico,banale,prevedibile.Mi dispiace</p>
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		<title>
		Di: ephorus		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pillola-rossa-o-pillola-blu/comment-page-1/#comment-102533</link>

		<dc:creator><![CDATA[ephorus]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 17:10:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vabbè, vedo che hai il dente avvelenato. Mi dispiace. Chissà come ti hanno trattato gli uomini della tua vita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vabbè, vedo che hai il dente avvelenato. Mi dispiace. Chissà come ti hanno trattato gli uomini della tua vita.</p>
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