<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: PIOGGIA DI PRIMAVERA	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/pioggia-di-primavera/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/pioggia-di-primavera/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Tue, 25 Mar 2008 18:06:23 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: sergio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pioggia-di-primavera/comment-page-1/#comment-95051</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 18:06:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/03/25/pioggia-di-primavera/#comment-95051</guid>

					<description><![CDATA[Grazie per avere aottoscritto l&#039;appello per l&#039;introduzione del reato di tortura in Italia. Sergio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per avere aottoscritto l&#8217;appello per l&#8217;introduzione del reato di tortura in Italia. Sergio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: chi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/pioggia-di-primavera/comment-page-1/#comment-95050</link>

		<dc:creator><![CDATA[chi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 17:17:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/03/25/pioggia-di-primavera/#comment-95050</guid>

					<description><![CDATA[ci sono due scritture significative di Yourcenar su Mishima.
una è un percorso letterario, è intitolato Mishima o la visione del vuoto (in italia è edito da bompiani), l&#039;altro è La casa del grande scrittore (contenuto ne Il giro della Prigione, ancora edito da Bompiani).
(...) L&#039;atroce dolore fu quello che aveva previsto, quello che aveva cercato di prefigurarsi quando aveva mimato la morte?. aveva chiesto a Morita di non lasciarlo soffrire troppo a lungo. il giovane cala la spada ma le lacrime gli velano gli occhi, le mani tremano. non riesce a infliggere all&#039;agonizzante che due o tre orrende ferite alla nuca e alla spalla. &quot;dà qua&quot; Furu-Koga afferra con sicurezza la spada e, con un solo colpo, fa quello che deve. nel frattempo Morita si è seduto a terra a sua volta, ma gli manca la forza di farsi con la daga che è stata ripresa dalle mani di Mishima, qualcosa di più di un brutto graffio. nel codice samurai il caso era previsto: il suicida troppo giovane o troppo vecchio, troppo debole o troppo fuori di sé per portare a termine l&#039;operazione, doveva essere decapitato seduta stante. &quot;colpisci!&quot; e Furu-Koga esegue. (...) e ora, tenuta in serbo per la fine, l&#039;ultima immagine e la più traumatizzante; così sconvolgente che è stata raramente riprodotta. Due teste sul tappeto sicuramente in acrilico dell&#039;ufficio del generale, messe una accanto all&#039;altro come birilli, così vicine che quasi si toccano. due teste, due bocche inerti, due cervelli che il sangue più non irrora, due computer bloccati, che non selezionano e non decodificano più il flusso ininterrotto di immagini, impressioni, sollecitazioni e risposte che ogni giorno a milioni investono un essere, formando tutte insieme quella che si chiama la vita dello spirito, e anche quella dei sensi, e notivando e dirigendo i movimenti del resto del corpo. due teste mozzate, passate ormai in altri mondi dove regna un&#039;altra legge, e che a guardarle suscitano sbogottimento più che orrore. ogni giudizio di valore, sia esso morale, politico o estetico, in loro presenza, momentaneamente almeno, è ridotto al silenzio. la nozione che si impone è più sconcertante e più semplice: fra le miriadi di cose che sono, e che sono state, queste due teste sono state; e sono.
(M. Yourcenar, Mishima o la visione del vuoto, 1980)
se rivivo col pensiero gli ultimi venticinque anni, il loro vuoto mi riempie di orrore. posso appena dire di aver vissuto. (Y. Mishima, 1969)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ci sono due scritture significative di Yourcenar su Mishima.<br />
una è un percorso letterario, è intitolato Mishima o la visione del vuoto (in italia è edito da bompiani), l&#8217;altro è La casa del grande scrittore (contenuto ne Il giro della Prigione, ancora edito da Bompiani).<br />
(&#8230;) L&#8217;atroce dolore fu quello che aveva previsto, quello che aveva cercato di prefigurarsi quando aveva mimato la morte?. aveva chiesto a Morita di non lasciarlo soffrire troppo a lungo. il giovane cala la spada ma le lacrime gli velano gli occhi, le mani tremano. non riesce a infliggere all&#8217;agonizzante che due o tre orrende ferite alla nuca e alla spalla. &#8220;dà qua&#8221; Furu-Koga afferra con sicurezza la spada e, con un solo colpo, fa quello che deve. nel frattempo Morita si è seduto a terra a sua volta, ma gli manca la forza di farsi con la daga che è stata ripresa dalle mani di Mishima, qualcosa di più di un brutto graffio. nel codice samurai il caso era previsto: il suicida troppo giovane o troppo vecchio, troppo debole o troppo fuori di sé per portare a termine l&#8217;operazione, doveva essere decapitato seduta stante. &#8220;colpisci!&#8221; e Furu-Koga esegue. (&#8230;) e ora, tenuta in serbo per la fine, l&#8217;ultima immagine e la più traumatizzante; così sconvolgente che è stata raramente riprodotta. Due teste sul tappeto sicuramente in acrilico dell&#8217;ufficio del generale, messe una accanto all&#8217;altro come birilli, così vicine che quasi si toccano. due teste, due bocche inerti, due cervelli che il sangue più non irrora, due computer bloccati, che non selezionano e non decodificano più il flusso ininterrotto di immagini, impressioni, sollecitazioni e risposte che ogni giorno a milioni investono un essere, formando tutte insieme quella che si chiama la vita dello spirito, e anche quella dei sensi, e notivando e dirigendo i movimenti del resto del corpo. due teste mozzate, passate ormai in altri mondi dove regna un&#8217;altra legge, e che a guardarle suscitano sbogottimento più che orrore. ogni giudizio di valore, sia esso morale, politico o estetico, in loro presenza, momentaneamente almeno, è ridotto al silenzio. la nozione che si impone è più sconcertante e più semplice: fra le miriadi di cose che sono, e che sono state, queste due teste sono state; e sono.<br />
(M. Yourcenar, Mishima o la visione del vuoto, 1980)<br />
se rivivo col pensiero gli ultimi venticinque anni, il loro vuoto mi riempie di orrore. posso appena dire di aver vissuto. (Y. Mishima, 1969)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
