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	Commenti a: PLATONE E LA GASTRITE: SUGLI INTELLETTUALI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Fabio Lotti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/platone-e-la-gastrite-sugli-intellettuali/comment-page-1/#comment-139446</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2015 08:51:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco, perché poi è venuto Renzi.]]></description>
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		Di: Marilla		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2015 19:12:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io l&#039;ho letto tutto. É vero: qualche citazione di troppo. Si fa fatica a capire che sorta di &quot;magma&quot; debba essere un intellettuale un costante e continuo divenire - Eraclito - ma, racimolando qua e lá, alla fine ci si riappacifica con se stessi, il mondo e ... gli intellettuali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io l&#8217;ho letto tutto. É vero: qualche citazione di troppo. Si fa fatica a capire che sorta di &#8220;magma&#8221; debba essere un intellettuale un costante e continuo divenire &#8211; Eraclito &#8211; ma, racimolando qua e lá, alla fine ci si riappacifica con se stessi, il mondo e &#8230; gli intellettuali.</p>
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		Di: k.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2015 19:14:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Leggete. Alzino la mano quanti hanno letto questo pezzo di Tabucchi. Io ci ho provato e devo dire che è davvero difficile. Più che difficile direi impossibile, tanto è  vago scombinato interminabile,  intasato di citazioni e arzigogoli da scoraggiare il più volenteroso dei lettori.  Direi che potrebbe essere il pezzo  giusto  per confermare  l’opinione diffusa che gli intellettuali se non sono dei venduti,  sono al massimo dei rincoglioniti  persi nelle proprie scartoffie. Credo che il pezzo non  l’abbia letto nessuno. Così avrei fatto  anch’io, ma mentre , lo leggevo scrollando il capo, c’era però  una sensazione  che mi spingeva ad andare avanti e arrivato stremato  quasi alla fine, nelle ultime righe  ho trovato qualche senso;; Tabucchi evidenzia che si sta rivolgendo a una persona  al di là di un muro di mattoni, chiusa  col chiavistello in prigione, una persona cui vuole bene.
Così è finalmente chiaro che il dilungarsi della lettera,  il divagare il perdere tempo,  trova  il suo scopo nel liberare, nel trattenere a sé questa persona cara,  come se  la lettura sia un ora d’aria un permesso una passeggiata da fare insieme  con un amico caro,  e non importa quel che si dice,  ma il parlare ( lo scrivere)  comunque  permette il prolungamento di questa temporanea libertà. Sinceramente mi sono quasi commosso.
Al di là di questo sentimentalismo, il pezzo resta una mattonata pazzesca, la cui lettura specie per una persona  in difficoltà avrebbe potuto essere fatale. Ma non bisogna mai sottovalutare l’influsso della Divina Misericordia.
ciao,k..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggete. Alzino la mano quanti hanno letto questo pezzo di Tabucchi. Io ci ho provato e devo dire che è davvero difficile. Più che difficile direi impossibile, tanto è  vago scombinato interminabile,  intasato di citazioni e arzigogoli da scoraggiare il più volenteroso dei lettori.  Direi che potrebbe essere il pezzo  giusto  per confermare  l’opinione diffusa che gli intellettuali se non sono dei venduti,  sono al massimo dei rincoglioniti  persi nelle proprie scartoffie. Credo che il pezzo non  l’abbia letto nessuno. Così avrei fatto  anch’io, ma mentre , lo leggevo scrollando il capo, c’era però  una sensazione  che mi spingeva ad andare avanti e arrivato stremato  quasi alla fine, nelle ultime righe  ho trovato qualche senso;; Tabucchi evidenzia che si sta rivolgendo a una persona  al di là di un muro di mattoni, chiusa  col chiavistello in prigione, una persona cui vuole bene.<br />
Così è finalmente chiaro che il dilungarsi della lettera,  il divagare il perdere tempo,  trova  il suo scopo nel liberare, nel trattenere a sé questa persona cara,  come se  la lettura sia un ora d’aria un permesso una passeggiata da fare insieme  con un amico caro,  e non importa quel che si dice,  ma il parlare ( lo scrivere)  comunque  permette il prolungamento di questa temporanea libertà. Sinceramente mi sono quasi commosso.<br />
Al di là di questo sentimentalismo, il pezzo resta una mattonata pazzesca, la cui lettura specie per una persona  in difficoltà avrebbe potuto essere fatale. Ma non bisogna mai sottovalutare l’influsso della Divina Misericordia.<br />
ciao,k..</p>
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