<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: POI INTERVIENE EVANGELISTI&#8230;	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/poi-interviene-evangelisti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/poi-interviene-evangelisti/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Mon, 14 Feb 2005 19:02:32 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: La Lipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/poi-interviene-evangelisti/comment-page-1/#comment-73124</link>

		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2005 19:02:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2005/02/13/poi-interviene-evangelisti/#comment-73124</guid>

					<description><![CDATA[spettatrice, credo in effetti che esistano studi sui libri più prestati. Cerco di ricordarmi dove ne ho letto. Sicuramente al Festival di Mantova esiste Scrittori in prestito, che premia lo scrittore più letto in biblioteca, ma credo esclusivamente in Lombardia. Mi pare che nel 2004 abbia vinto Valerio Massimo Manfredi.
Alderano: ma infatti, il senso di tutto quanto era ed è nel confronto, non in una improbabile gara. E&#039; solo sul &quot;serrate i ranghi&quot; che provo un certo turbamento...
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>spettatrice, credo in effetti che esistano studi sui libri più prestati. Cerco di ricordarmi dove ne ho letto. Sicuramente al Festival di Mantova esiste Scrittori in prestito, che premia lo scrittore più letto in biblioteca, ma credo esclusivamente in Lombardia. Mi pare che nel 2004 abbia vinto Valerio Massimo Manfredi.<br />
Alderano: ma infatti, il senso di tutto quanto era ed è nel confronto, non in una improbabile gara. E&#8217; solo sul &#8220;serrate i ranghi&#8221; che provo un certo turbamento&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: spettatrice		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/poi-interviene-evangelisti/comment-page-1/#comment-73123</link>

		<dc:creator><![CDATA[spettatrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2005 17:02:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2005/02/13/poi-interviene-evangelisti/#comment-73123</guid>

					<description><![CDATA[F.T.M.
O sono fuori tema o sono fuori tempo massimo o sono fuori e basta. In questo caso credo di essere fuori tempo Massimo, ma voglio portare alla Vostra attenzione un piccolo dettaglio che non mi sembra sia stato preso in considerazione nel corso del dibattito su popolare/non popolare vendite/fallimenti e politiche editoriali.
Si è parlato di molte cose tra cui best sellers e dati di vendita e non si sono presi minimamente in considerazione i prestiti bibliotecari. Molte delle persone che conosco si rivolgono alle biblioteche sia per problemi economici che di spazio.
Di spazio? Sì, spesso al magro stipendio si accompagna la vita in mono o bilocali sempre più piccoli e i libri, anche se amati, ingombrano.
Se qualcuno è in grado di dire cosa legge il ‘popolo’ delle biblioteche gliene sarei grato e forse potrebbe essere interessante anche per altri.
Grazie, scusate l’ennesima intrusione
Con affetto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>F.T.M.<br />
O sono fuori tema o sono fuori tempo massimo o sono fuori e basta. In questo caso credo di essere fuori tempo Massimo, ma voglio portare alla Vostra attenzione un piccolo dettaglio che non mi sembra sia stato preso in considerazione nel corso del dibattito su popolare/non popolare vendite/fallimenti e politiche editoriali.<br />
Si è parlato di molte cose tra cui best sellers e dati di vendita e non si sono presi minimamente in considerazione i prestiti bibliotecari. Molte delle persone che conosco si rivolgono alle biblioteche sia per problemi economici che di spazio.<br />
Di spazio? Sì, spesso al magro stipendio si accompagna la vita in mono o bilocali sempre più piccoli e i libri, anche se amati, ingombrano.<br />
Se qualcuno è in grado di dire cosa legge il ‘popolo’ delle biblioteche gliene sarei grato e forse potrebbe essere interessante anche per altri.<br />
Grazie, scusate l’ennesima intrusione<br />
Con affetto</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alderano		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/poi-interviene-evangelisti/comment-page-1/#comment-73122</link>

		<dc:creator><![CDATA[alderano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2005 10:02:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2005/02/13/poi-interviene-evangelisti/#comment-73122</guid>

					<description><![CDATA[Certo, Loredana. Infatti ho commentato, di là, dicendo che la distinzione pop/folk è inoppugnabile. E, qui sopra, ho detto che per me non è in corso una gara per il più rivoluzionario. Io propugno la necessità delle differenze - non solo: delle contraddizioni - nella prassi sociale, figuriamoci nella letteratura. E&#039; una questione di sensibilità personale, che mi fa aderire alle parole di Moresco, alla sua tensione ad un altrove &#039;senza passare per il via&#039; - alla sua inattualità (in cui non posso non ritrovarmi, visto che io stesso mi dico di sentirmi inattuale).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certo, Loredana. Infatti ho commentato, di là, dicendo che la distinzione pop/folk è inoppugnabile. E, qui sopra, ho detto che per me non è in corso una gara per il più rivoluzionario. Io propugno la necessità delle differenze &#8211; non solo: delle contraddizioni &#8211; nella prassi sociale, figuriamoci nella letteratura. E&#8217; una questione di sensibilità personale, che mi fa aderire alle parole di Moresco, alla sua tensione ad un altrove &#8216;senza passare per il via&#8217; &#8211; alla sua inattualità (in cui non posso non ritrovarmi, visto che io stesso mi dico di sentirmi inattuale).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: La Lipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/poi-interviene-evangelisti/comment-page-1/#comment-73121</link>

		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2005 08:02:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2005/02/13/poi-interviene-evangelisti/#comment-73121</guid>

					<description><![CDATA[Grazie a Roberto per la storia raccontata e la saggezza. Quanto all&#039;intervento di Antonio Moresco (e sì, ha ragione Biondillo: quanto viene scritto su NI dai singoli non può essere generalizzato), è in effetti la parte finale a colpirmi. Questa: &quot;Sembra, da molti degli interventi che si sono susseguiti in queste settimane, che se una cosa esiste ed è dominante e assume i caratteri dello status quo non può che essere in qualche modo accettabile, se non buona. L’unico atteggiamento ragionevole, maturo e sociale è uniformarsi o perlomeno porsi con essa in dialogo costruttivo. Invece si può anche fare diversamente, non uniformarsi, non entrare in dialogo costruttivo, dire di no, anche se ciò che ci sta di fronte è o appare infinitamente più potente di noi. Si può anche dissentire, disobbedire, pensare diversamente, comportarsi diversamente. Si può anche essere non organici, “antisociali”, inattuali, se la “società” in cui siamo immersi ci fa orrore, tenere aperta la nostra ferita, acceso il fuoco, continuare a pensare, a sognare che anche all’interno di questa stessa società e questo orrore e persino dei singoli che ne fanno parte ci sia in qualche remoto punto della loro persona un’eguale ferita e uno stesso fuoco, che in nessun altro modo noi possiamo sperare o sognare di raggiungere se non mostrando in modo indifeso la nostra stessa ferita e il nostro sogno.&quot;
Moresco ha ragione: ma per quella che suol chiamarsi formazione sono abituata, se non ad entrare in dialogo costruttivo, a capire quello che combatto. Nessuno, mai e nessun momento, ha sostenuto che bisogna sostituire Proust con le Lecciso. Scherziamo? Da settimane, e qui mi rivolgo ad Alderano, si discute sul concetto di attenzione al popolare, non con la passiva accettazione di quanto viene proposto dal cosiddetto sistema dominante. E&#039; diverso. E il famoso intervento di Sanguineti andava in questa direzione: capire, per poi combattere. A me sembra che le cose fossero abbastanza chiare: ma evidentemente mi sbaglio.
Quanto a Lomu: chi è che avrebbe il potere, scusa? :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a Roberto per la storia raccontata e la saggezza. Quanto all&#8217;intervento di Antonio Moresco (e sì, ha ragione Biondillo: quanto viene scritto su NI dai singoli non può essere generalizzato), è in effetti la parte finale a colpirmi. Questa: &#8220;Sembra, da molti degli interventi che si sono susseguiti in queste settimane, che se una cosa esiste ed è dominante e assume i caratteri dello status quo non può che essere in qualche modo accettabile, se non buona. L’unico atteggiamento ragionevole, maturo e sociale è uniformarsi o perlomeno porsi con essa in dialogo costruttivo. Invece si può anche fare diversamente, non uniformarsi, non entrare in dialogo costruttivo, dire di no, anche se ciò che ci sta di fronte è o appare infinitamente più potente di noi. Si può anche dissentire, disobbedire, pensare diversamente, comportarsi diversamente. Si può anche essere non organici, “antisociali”, inattuali, se la “società” in cui siamo immersi ci fa orrore, tenere aperta la nostra ferita, acceso il fuoco, continuare a pensare, a sognare che anche all’interno di questa stessa società e questo orrore e persino dei singoli che ne fanno parte ci sia in qualche remoto punto della loro persona un’eguale ferita e uno stesso fuoco, che in nessun altro modo noi possiamo sperare o sognare di raggiungere se non mostrando in modo indifeso la nostra stessa ferita e il nostro sogno.&#8221;<br />
Moresco ha ragione: ma per quella che suol chiamarsi formazione sono abituata, se non ad entrare in dialogo costruttivo, a capire quello che combatto. Nessuno, mai e nessun momento, ha sostenuto che bisogna sostituire Proust con le Lecciso. Scherziamo? Da settimane, e qui mi rivolgo ad Alderano, si discute sul concetto di attenzione al popolare, non con la passiva accettazione di quanto viene proposto dal cosiddetto sistema dominante. E&#8217; diverso. E il famoso intervento di Sanguineti andava in questa direzione: capire, per poi combattere. A me sembra che le cose fossero abbastanza chiare: ma evidentemente mi sbaglio.<br />
Quanto a Lomu: chi è che avrebbe il potere, scusa? 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Roberto Parpaglioni		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/poi-interviene-evangelisti/comment-page-1/#comment-73120</link>

		<dc:creator><![CDATA[Roberto Parpaglioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2005 01:02:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2005/02/13/poi-interviene-evangelisti/#comment-73120</guid>

					<description><![CDATA[Avevo quattordici anni, quando mio nonno, produttore cinematografico, venne in casa con un soggetto che, a suo dire, aveva le carte in regola per diventare un film di successo. Io, nonostante l&#039;età, mi appassionavo soltanto con i film di Luchino Visconti e di Michelangelo Antonioni. Se proprio volevo divertirmi, c&#039;era Federico Fellini. Consigliai mio nonno di non sporcarsi le mani con quella robaccia, altro era il cinema che al suo posto avrei prodotto. Ma non mi diede retta, né quella volta, né quelle successive. Realizzando film destinati a scavalcarsi, di anno in anno, per occupare il primo posto nella lista dei maggiori incassi di tutti i tempi. Se c&#039;è qualcuno che vuol ridere, potrà farlo con più gusto dopo aver saputo che il primo di quei titoli era &quot;Lo chiamavano Trinità&quot;. Oggi faccio l&#039;editore e, un po&#039; meno, lo scrittore. Le mie scelte sono ancora quelle di un ragazzino che si muove a colpi di sogni. Meno presuntuoso, certo, ma sempre più convinto. Il grande successo non c&#039;è ancora stato. Forse un giorno arriverà. Comunque credo non sia giusto dedicargli le ragioni più profonde del proprio lavoro. E forse è una perdita di tempo anche ogni teorizzazione sul tema. Il grande successo di un libro non dipende da chi lo scrive o da chi lo pubblica. Se il mercato dell&#039;editoria equivale, mettiamo, a mille, il grande successo non è conquistare ottocento punti. Con la potenza di alcune promozioni e di alcuni uffici stampa ci si arriva facilmente. Il grande successo è salire a cinque, sei, diecimila. E&#039; infrangere la barriera delle previsioni. Ma si tratta di un fenomeno che nessuno può organizzare. Accade perché il quel momento deve accadere, sfuggendo ad ogni controllo. E non è detto che il livello letterario dell&#039;opera debba essere necessariamente basso. Ogni storia ha un suo percorso segreto, così come è segreta l&#039;attesa dei lettori. E in un mercato vasto come quello attuale è tanto assurdo pretendere che solo i bei libri abbiano successo, quanto lo è scansare l&#039;ipotesi che un vero capolavoro ne abbia più degli altri. Tornando alle mie esperienze familiari, potrei concludere che il vero evento, quello che rimane scritto nella storia, commerciale o/e culturale è difficilmente prevedibile. Mio nonno stesso, pur ipotizzando un successo, non arrivò mai ad immaginare ciò che realmente sarebbe accaduto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo quattordici anni, quando mio nonno, produttore cinematografico, venne in casa con un soggetto che, a suo dire, aveva le carte in regola per diventare un film di successo. Io, nonostante l&#8217;età, mi appassionavo soltanto con i film di Luchino Visconti e di Michelangelo Antonioni. Se proprio volevo divertirmi, c&#8217;era Federico Fellini. Consigliai mio nonno di non sporcarsi le mani con quella robaccia, altro era il cinema che al suo posto avrei prodotto. Ma non mi diede retta, né quella volta, né quelle successive. Realizzando film destinati a scavalcarsi, di anno in anno, per occupare il primo posto nella lista dei maggiori incassi di tutti i tempi. Se c&#8217;è qualcuno che vuol ridere, potrà farlo con più gusto dopo aver saputo che il primo di quei titoli era &#8220;Lo chiamavano Trinità&#8221;. Oggi faccio l&#8217;editore e, un po&#8217; meno, lo scrittore. Le mie scelte sono ancora quelle di un ragazzino che si muove a colpi di sogni. Meno presuntuoso, certo, ma sempre più convinto. Il grande successo non c&#8217;è ancora stato. Forse un giorno arriverà. Comunque credo non sia giusto dedicargli le ragioni più profonde del proprio lavoro. E forse è una perdita di tempo anche ogni teorizzazione sul tema. Il grande successo di un libro non dipende da chi lo scrive o da chi lo pubblica. Se il mercato dell&#8217;editoria equivale, mettiamo, a mille, il grande successo non è conquistare ottocento punti. Con la potenza di alcune promozioni e di alcuni uffici stampa ci si arriva facilmente. Il grande successo è salire a cinque, sei, diecimila. E&#8217; infrangere la barriera delle previsioni. Ma si tratta di un fenomeno che nessuno può organizzare. Accade perché il quel momento deve accadere, sfuggendo ad ogni controllo. E non è detto che il livello letterario dell&#8217;opera debba essere necessariamente basso. Ogni storia ha un suo percorso segreto, così come è segreta l&#8217;attesa dei lettori. E in un mercato vasto come quello attuale è tanto assurdo pretendere che solo i bei libri abbiano successo, quanto lo è scansare l&#8217;ipotesi che un vero capolavoro ne abbia più degli altri. Tornando alle mie esperienze familiari, potrei concludere che il vero evento, quello che rimane scritto nella storia, commerciale o/e culturale è difficilmente prevedibile. Mio nonno stesso, pur ipotizzando un successo, non arrivò mai ad immaginare ciò che realmente sarebbe accaduto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luminamenti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/poi-interviene-evangelisti/comment-page-1/#comment-73119</link>

		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Feb 2005 22:02:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2005/02/13/poi-interviene-evangelisti/#comment-73119</guid>

					<description><![CDATA[La Lunga Vita Di Marianna Ucrìa è un gran libro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Lunga Vita Di Marianna Ucrìa è un gran libro</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/poi-interviene-evangelisti/comment-page-1/#comment-73118</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Feb 2005 20:02:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2005/02/13/poi-interviene-evangelisti/#comment-73118</guid>

					<description><![CDATA[Hark!, Franco...
Moresco è Moresco e Biondillo è Biondillo. Tutti e due scriviamo su NI. Ma
Antonio è responsabile delle sue parole, io delle mie. Non fate di tutt&#039;erba un fascio.
Non c&#039;è nessuna sindrome di accerchiamento (almeno da parte mia).
E poi: se vendi troppo ti accusano di vendere troppo. Se vendi poco ti accusano di vendere poco.
Devo re-incollare la cover di Antoine? ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hark!, Franco&#8230;<br />
Moresco è Moresco e Biondillo è Biondillo. Tutti e due scriviamo su NI. Ma<br />
Antonio è responsabile delle sue parole, io delle mie. Non fate di tutt&#8217;erba un fascio.<br />
Non c&#8217;è nessuna sindrome di accerchiamento (almeno da parte mia).<br />
E poi: se vendi troppo ti accusano di vendere troppo. Se vendi poco ti accusano di vendere poco.<br />
Devo re-incollare la cover di Antoine? 😉</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Franco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/poi-interviene-evangelisti/comment-page-1/#comment-73117</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Feb 2005 20:02:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2005/02/13/poi-interviene-evangelisti/#comment-73117</guid>

					<description><![CDATA[Ho tagliato un po&#039; con l&#039;accetta, ma quando leggo NI certe rispostacce, certe punzecchiature, certe polemiche, mi danno l&#039;impressione che dicevo.
In ogni caso, x capire le derive del presente, più che Gramsci sulla Lecciso, sarebbe interessante consultare Reich su questo dibattito qua, che nel frattempo si è evoluto in modo meraviglioso:
http://italy.indymedia.org/news/2005/02/729174.php]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho tagliato un po&#8217; con l&#8217;accetta, ma quando leggo NI certe rispostacce, certe punzecchiature, certe polemiche, mi danno l&#8217;impressione che dicevo.<br />
In ogni caso, x capire le derive del presente, più che Gramsci sulla Lecciso, sarebbe interessante consultare Reich su questo dibattito qua, che nel frattempo si è evoluto in modo meraviglioso:<br />
<a href="http://italy.indymedia.org/news/2005/02/729174.php" rel="nofollow ugc">http://italy.indymedia.org/news/2005/02/729174.php</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ilpostodeilibri.it		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/poi-interviene-evangelisti/comment-page-1/#comment-73116</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilpostodeilibri.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Feb 2005 20:02:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2005/02/13/poi-interviene-evangelisti/#comment-73116</guid>

					<description><![CDATA[Sì, effettivamente Evangelisti parla da &quot;scrittore&quot; - uno che &#039;costruisce mondi&#039;, per usare un&#039;espressione che non mi piace, ma che non so sostituire - gli altri purtroppo, soprattutto di recente si limitano a &quot;bozzetti di genere&quot; o a &quot;rappresentazioni di costume&quot;. Sì.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, effettivamente Evangelisti parla da &#8220;scrittore&#8221; &#8211; uno che &#8216;costruisce mondi&#8217;, per usare un&#8217;espressione che non mi piace, ma che non so sostituire &#8211; gli altri purtroppo, soprattutto di recente si limitano a &#8220;bozzetti di genere&#8221; o a &#8220;rappresentazioni di costume&#8221;. Sì.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alderano marco rovelli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/poi-interviene-evangelisti/comment-page-1/#comment-73115</link>

		<dc:creator><![CDATA[alderano marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Feb 2005 19:02:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2005/02/13/poi-interviene-evangelisti/#comment-73115</guid>

					<description><![CDATA[A me non pare che Moresco stia scomunicando nessuno. Espone la sua visione - o, se volete, il suo punto di vista. E pone delle questioni. (Non credo si tratti di fare a gara a chi è più rivoluzionario. E non c&#039;è più un Comitato Centrale, inch&#039;allah).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me non pare che Moresco stia scomunicando nessuno. Espone la sua visione &#8211; o, se volete, il suo punto di vista. E pone delle questioni. (Non credo si tratti di fare a gara a chi è più rivoluzionario. E non c&#8217;è più un Comitato Centrale, inch&#8217;allah).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
