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	Commenti a: PRIMA CHE SIA TARDI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: silvia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[silvia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 04:23:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco un articolo testimonianza del nostro tempo con tato di galleria fotografica sulla recente &quot;marcia per la vita&quot; tenutasi a Roma
http://www.vice.com/it/read/marcia-per-la-vita-roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un articolo testimonianza del nostro tempo con tato di galleria fotografica sulla recente &#8220;marcia per la vita&#8221; tenutasi a Roma<br />
<a href="http://www.vice.com/it/read/marcia-per-la-vita-roma" rel="nofollow ugc">http://www.vice.com/it/read/marcia-per-la-vita-roma</a></p>
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		Di: Shane Drinion		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Shane Drinion]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 15:34:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sì Barbieri, so che il termine viene inteso anche in quel senso, ma che senso ha usare un termine in maniera così ambigua? La sua utilità sta nel distinguere fra credenti, non credi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sì Barbieri, so che il termine viene inteso anche in quel senso, ma che senso ha usare un termine in maniera così ambigua? La sua utilità sta nel distinguere fra credenti, non credi?</p>
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		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/prima-che-sia-tardi/comment-page-1/#comment-133619</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 15:18:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scrive Shane Drinion: &quot;Il laico è un cattolico che non appartiene alle gerarchie cattoliche.&quot;
.
Non è l&#039;unico significato di &#039;laico&#039;. Significa anche &#039;illuminista&#039; in opposizione a fedele/credente. Questo è il senso alla base dei discorsi che si fanno qui, e quasi ovunque.
.
.
Scrive K: &quot;il suo pensiero [di Bobbio] evidenzi[a] bene (e laicamente) i limiti delle argomentazioni prochoice, che di fatto si reggono su di un effimero atteggiamento pilatesco inevitabilmente portato ad affondare nel nichilismo.&quot;
.
L&#039;argomentazione a base della L. 194/1978 era già nella sentenza della Corte Cost. n. 27/1975:
&quot;l&#039;interesse costituzionalmente protetto relativo al concepito può venire in collisione con altri beni che godano pur essi di tutela costituzionale e che, di conseguenza, la legge non può dare al primo una prevalenza totale ed assoluta, negando ai secondi adeguata protezione.&quot;
Il &#039;bilanciamento&#039; è lo strumento alla base di tutto l&#039;ordinamento giuridico. Non avremmo nemmeno una costituzione se non potessimo risolvere attraverso il bilanciamento, i conflitti tra beni costituzionali.
Il bilanciamento, chiaramente, ha come presupposto la possibilità di &#039;conoscere&#039; i valori da bilanciare, cioè argomentare razionalmente su valori. E&#039; insomma una posizione cognitivista, ed è davvero bizzarro chiamarla &#039;nichilista&#039; (che è invece l&#039;idea di non poter conoscere).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrive Shane Drinion: &#8220;Il laico è un cattolico che non appartiene alle gerarchie cattoliche.&#8221;<br />
.<br />
Non è l&#8217;unico significato di &#8216;laico&#8217;. Significa anche &#8216;illuminista&#8217; in opposizione a fedele/credente. Questo è il senso alla base dei discorsi che si fanno qui, e quasi ovunque.<br />
.<br />
.<br />
Scrive K: &#8220;il suo pensiero [di Bobbio] evidenzi[a] bene (e laicamente) i limiti delle argomentazioni prochoice, che di fatto si reggono su di un effimero atteggiamento pilatesco inevitabilmente portato ad affondare nel nichilismo.&#8221;<br />
.<br />
L&#8217;argomentazione a base della L. 194/1978 era già nella sentenza della Corte Cost. n. 27/1975:<br />
&#8220;l&#8217;interesse costituzionalmente protetto relativo al concepito può venire in collisione con altri beni che godano pur essi di tutela costituzionale e che, di conseguenza, la legge non può dare al primo una prevalenza totale ed assoluta, negando ai secondi adeguata protezione.&#8221;<br />
Il &#8216;bilanciamento&#8217; è lo strumento alla base di tutto l&#8217;ordinamento giuridico. Non avremmo nemmeno una costituzione se non potessimo risolvere attraverso il bilanciamento, i conflitti tra beni costituzionali.<br />
Il bilanciamento, chiaramente, ha come presupposto la possibilità di &#8216;conoscere&#8217; i valori da bilanciare, cioè argomentare razionalmente su valori. E&#8217; insomma una posizione cognitivista, ed è davvero bizzarro chiamarla &#8216;nichilista&#8217; (che è invece l&#8217;idea di non poter conoscere).</p>
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		<title>
		Di: Shane Drinion		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/prima-che-sia-tardi/comment-page-1/#comment-133618</link>

		<dc:creator><![CDATA[Shane Drinion]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 11:30:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro k.
ormai potremmo cominciare un rapporto epistolare, però vorrei dirti alcune cose, a proposito dell&#039;intervista a Bobbio.
1) ti faccio notare l&#039;uso sconsiderato del vocabolario ( cit. Sensibile - Offlaga Disco Pax ), dal momento che opporre &quot;laico&quot; a &quot;credente&quot; non ha senso. Il laico è un cattolico che non appartiene alle gerarchie cattoliche. Ma è evidentemente un credente. I non-credenti sono non-credenti. Atei.
2) ti faccio notare che Bobbio non spiega in alcun modo il motivo per cui il diritto del concepito sia fondamentale, e quello della donna derivato.
3) che non si capisce in che modo gli altri sarebbero moralmente indifferenti alla questione dell&#039;aborto
4) che ad esempio egli esclude dalle forme di vita aventi diritti, tutte le forme di vita non ritenute umane, e ci sarebbero molte cose da dire in proposito, dal punto di vista morale
5) che diviene ridicolo nel momento in cui considera immorale il rapporto sessuale nelle sue varie forme
6) che Dyo è evidentemente pro morte ( cit. Hal Incandenza - Infinite Jest - DFW )
con affetto
ps
su youtube ci sono molti video di Telmo Pievani sull&#039;evoluzionismo, anche molto recenti, te li consiglio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro k.<br />
ormai potremmo cominciare un rapporto epistolare, però vorrei dirti alcune cose, a proposito dell&#8217;intervista a Bobbio.<br />
1) ti faccio notare l&#8217;uso sconsiderato del vocabolario ( cit. Sensibile &#8211; Offlaga Disco Pax ), dal momento che opporre &#8220;laico&#8221; a &#8220;credente&#8221; non ha senso. Il laico è un cattolico che non appartiene alle gerarchie cattoliche. Ma è evidentemente un credente. I non-credenti sono non-credenti. Atei.<br />
2) ti faccio notare che Bobbio non spiega in alcun modo il motivo per cui il diritto del concepito sia fondamentale, e quello della donna derivato.<br />
3) che non si capisce in che modo gli altri sarebbero moralmente indifferenti alla questione dell&#8217;aborto<br />
4) che ad esempio egli esclude dalle forme di vita aventi diritti, tutte le forme di vita non ritenute umane, e ci sarebbero molte cose da dire in proposito, dal punto di vista morale<br />
5) che diviene ridicolo nel momento in cui considera immorale il rapporto sessuale nelle sue varie forme<br />
6) che Dyo è evidentemente pro morte ( cit. Hal Incandenza &#8211; Infinite Jest &#8211; DFW )<br />
con affetto<br />
ps<br />
su youtube ci sono molti video di Telmo Pievani sull&#8217;evoluzionismo, anche molto recenti, te li consiglio</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/prima-che-sia-tardi/comment-page-1/#comment-133617</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 08:21:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;questo ribaltamento del senso religioso, che da legame con il prossimo e quindi con l’Altro in senso più ampio, diventa invece per lei una specie di possesso egoista&quot;... ma perché mi devo sentire legato a un prossimo del quale, con rispetto parlando, non me ne può fregare di meno? Caro k., il tuo altruismo nei miei confronti puoi tranquillamente indirizzarlo verso soggetti più ricettivi. Io non ne necessito, sto bene con il prossimo che mi scelgo da me.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;questo ribaltamento del senso religioso, che da legame con il prossimo e quindi con l’Altro in senso più ampio, diventa invece per lei una specie di possesso egoista&#8221;&#8230; ma perché mi devo sentire legato a un prossimo del quale, con rispetto parlando, non me ne può fregare di meno? Caro k., il tuo altruismo nei miei confronti puoi tranquillamente indirizzarlo verso soggetti più ricettivi. Io non ne necessito, sto bene con il prossimo che mi scelgo da me.</p>
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		<title>
		Di: k.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/prima-che-sia-tardi/comment-page-1/#comment-133616</link>

		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 20:54:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ringrazio ElenaE per la citazione di Ghandi, in effetti  è sempre bene ricordare  il suo pensiero sull’aborto,  e anche  la Lipperini per il link di Bobbio, non conoscevo quest&#039;intervista  l’ho letta con interesse e   mi sembra che il suo pensiero evidenzi bene ( e laicamente)  i limiti delle argomentazioni  prochoice, che di fatto si reggono  su di  un effimero atteggiamento pilatesco inevitabilmente  portato  ad affondare nel nichilismo.
 Dei commenti volevo fa notare  quello   di Stefania Auci,  in cui dice che: “credere è una cosa che riguarda la tua vita, la tua persona.”
 Ecco questo ribaltamento del senso religioso, che da legame con il prossimo e quindi con l’Altro in senso più ampio, diventa invece per lei  una specie di possesso egoista, ci dice  chiaramente a che livelli laceranti  dissolutori può arrivare l’individualismo della nostra epoca.
A proposito di  Ghandi e di raffronti  avventati, volevo dire che; come chi si oppone anche con forza al femminicidio ( o alla violenza) non necessariamente  pretende che i colpevoli siano torturati in diretta a reti unificate, così non tutti gli antiabortisti  reclamano la lapidazione delle donne, anche per questo vale la pena difendere  la vita umana
Ciao,k.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio ElenaE per la citazione di Ghandi, in effetti  è sempre bene ricordare  il suo pensiero sull’aborto,  e anche  la Lipperini per il link di Bobbio, non conoscevo quest&#8217;intervista  l’ho letta con interesse e   mi sembra che il suo pensiero evidenzi bene ( e laicamente)  i limiti delle argomentazioni  prochoice, che di fatto si reggono  su di  un effimero atteggiamento pilatesco inevitabilmente  portato  ad affondare nel nichilismo.<br />
 Dei commenti volevo fa notare  quello   di Stefania Auci,  in cui dice che: “credere è una cosa che riguarda la tua vita, la tua persona.”<br />
 Ecco questo ribaltamento del senso religioso, che da legame con il prossimo e quindi con l’Altro in senso più ampio, diventa invece per lei  una specie di possesso egoista, ci dice  chiaramente a che livelli laceranti  dissolutori può arrivare l’individualismo della nostra epoca.<br />
A proposito di  Ghandi e di raffronti  avventati, volevo dire che; come chi si oppone anche con forza al femminicidio ( o alla violenza) non necessariamente  pretende che i colpevoli siano torturati in diretta a reti unificate, così non tutti gli antiabortisti  reclamano la lapidazione delle donne, anche per questo vale la pena difendere  la vita umana<br />
Ciao,k.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/prima-che-sia-tardi/comment-page-1/#comment-133615</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 13:37:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Comunque, a proposito di predicare bene e razzolare male, vorrei richiamare l&#039;attenzione anche su contesti diversi da quello religioso. Prendiamo per esempio la paginona intera di pubblicità a &quot;uno di noi&quot; pubblicata da Repubblica sabato, a pag. XXII della cronaca di Roma. E non venite a dirmi che il business, la pluralità, la rava e la fava: in proposito la penso come Michela Murgia, che per altri motivi critica Il Fatto Quotidiano. Cito dal suo blog: &quot;questa compresenza contraddittoria viene rivendicata dalla giornalista come un&#039;espressione di pluralismo, ma è una foglia di fico: mai Padellaro o Gomez concederebbero di scrivere sulle pagine del Fatto un editoriale a favore dell&#039;inciucio PD-PdL in nome del pluralismo&quot;. Ecco, questa porcata di Repubblica a me pare la stessa identica problematica, con l&#039;aggravante che è per soldi che la si è fatta. L&#039;avevo già detto nel commento di poco fa: questo paese avrebbe un disperato bisogno di rigore (non quello finanziario, che ne abbiamo fin troppo) e coerenza. Un segno importante della sua decadenza sta nella totale incapacità della stragrande maggioranza delle persone che lo abitano a guardare appena poco al di là del proprio naso, della pagnotta quotidiana, del tornaconto immediato; nella assoluta insignificanza in cui abbiamo relegato concetti quali onestà, rigore morale (svilito in moralismo), coerenza, responsabilità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunque, a proposito di predicare bene e razzolare male, vorrei richiamare l&#8217;attenzione anche su contesti diversi da quello religioso. Prendiamo per esempio la paginona intera di pubblicità a &#8220;uno di noi&#8221; pubblicata da Repubblica sabato, a pag. XXII della cronaca di Roma. E non venite a dirmi che il business, la pluralità, la rava e la fava: in proposito la penso come Michela Murgia, che per altri motivi critica Il Fatto Quotidiano. Cito dal suo blog: &#8220;questa compresenza contraddittoria viene rivendicata dalla giornalista come un&#8217;espressione di pluralismo, ma è una foglia di fico: mai Padellaro o Gomez concederebbero di scrivere sulle pagine del Fatto un editoriale a favore dell&#8217;inciucio PD-PdL in nome del pluralismo&#8221;. Ecco, questa porcata di Repubblica a me pare la stessa identica problematica, con l&#8217;aggravante che è per soldi che la si è fatta. L&#8217;avevo già detto nel commento di poco fa: questo paese avrebbe un disperato bisogno di rigore (non quello finanziario, che ne abbiamo fin troppo) e coerenza. Un segno importante della sua decadenza sta nella totale incapacità della stragrande maggioranza delle persone che lo abitano a guardare appena poco al di là del proprio naso, della pagnotta quotidiana, del tornaconto immediato; nella assoluta insignificanza in cui abbiamo relegato concetti quali onestà, rigore morale (svilito in moralismo), coerenza, responsabilità.</p>
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		<title>
		Di: Adrianaaaa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/prima-che-sia-tardi/comment-page-1/#comment-133614</link>

		<dc:creator><![CDATA[Adrianaaaa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 13:08:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un altra cosa che chiedo ai cattolici pro-choice: intendono fare qualcosa per imperdire che le loro parrocchie partecipino alla campagna &quot;Uno di noi&quot;? Perché se Giulia parla di dialogo, io voglio capire fin dove si vuole arrivare a dialogare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un altra cosa che chiedo ai cattolici pro-choice: intendono fare qualcosa per imperdire che le loro parrocchie partecipino alla campagna &#8220;Uno di noi&#8221;? Perché se Giulia parla di dialogo, io voglio capire fin dove si vuole arrivare a dialogare.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: virginialess		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/prima-che-sia-tardi/comment-page-1/#comment-133613</link>

		<dc:creator><![CDATA[virginialess]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 08:39:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quoto Maurizio. Sono i nostri politici a fare un uso &quot;volgare&quot; dei precetti religiosi, imponendo anche ai laici una legislazione confessionale.
L&#039;aborto -praticano purtroppo da sempre- non rappresta in quanto tale una conquista di libertà: lo è invece  il riconoscimento del diritto della donna a decidere sul proprio corpo.
La 194 ha reso legale l&#039;interruzione di gravidanza quale rimedio alla clandestinità e ai suoi rischi. Il numero è diminuito negli anni e sarebbe ancora più basso se, ancora per le motivazioni di cui sopra, non si fosse gravemente trascurata l&#039;educazione sessuale (e relativa contraccezione).
L&#039;ignoranza in materia dei nostri ragazzi mi lascia spesso stupefatta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quoto Maurizio. Sono i nostri politici a fare un uso &#8220;volgare&#8221; dei precetti religiosi, imponendo anche ai laici una legislazione confessionale.<br />
L&#8217;aborto -praticano purtroppo da sempre- non rappresta in quanto tale una conquista di libertà: lo è invece  il riconoscimento del diritto della donna a decidere sul proprio corpo.<br />
La 194 ha reso legale l&#8217;interruzione di gravidanza quale rimedio alla clandestinità e ai suoi rischi. Il numero è diminuito negli anni e sarebbe ancora più basso se, ancora per le motivazioni di cui sopra, non si fosse gravemente trascurata l&#8217;educazione sessuale (e relativa contraccezione).<br />
L&#8217;ignoranza in materia dei nostri ragazzi mi lascia spesso stupefatta.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/prima-che-sia-tardi/comment-page-1/#comment-133612</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 08:09:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5950#comment-133612</guid>

					<description><![CDATA[Io non penso che ci si debba attendere dal papa una concezione nuova e diversa, magari addirittura più laica, dell&#039;essere donna e dell&#039;essere o non essere madre. Non è dal capo di una comunità religiosa che mi aspetto questo. Semmai, saranno i fedeli e le fedeli di quella religione a sollecitarlo in questo senso, se lo ritengono opportuno. Sta invece a tutti, fedeli e non, presidiare l&#039;argine ormai distrutto che dovrebbe separare la libertà di chi non crede dalle norme che legittimamente da a se stesso - e solo a se stesso -  chi crede. Il discorso religioso è per sua natura intriso di elementi irrazionali, e quindi del tutto soggettivo; quello pubblico, dovendo necessariamente rivolgersi a tutti ed essere quindi intersoggettivo, non può che basarsi sulla razionalità, che esclude qualsiasi presa di posizione a priori. Quindi quello che dobbiamo pretendere dal papa e ancora di più dai vescovi  (che spesso sono loro gli intrusori) è la rinuncia a qualsiasi pretesa di tradurre in norme e pratiche pubbliche i dogmi della propria fede. E altrettanto fermamente dovremmo vigilare noi: sui politici che eleggiamo, per togliere loro la fiducia in caso di compiacenze sospette; e su noi stessi, per non indulgere, come purtroppo fanno a milioni, in quel cattolicesimo à la carte che consiste in una pratica estremamente lasca dei precetti, presi qua e là a seconda delle proprie inclinazioni, e in un passivo riconoscimento di uno status quo che vede la religione cattolica insegnata nelle scuole a spese dello stato e l&#039;intromissione sempre più pesante delle gerarchie nella vita pubblica. Fossimo capaci di fare questo, non ci sarebbero rischi né per la 194, né per la laicità dello stato. Ma non ne siamo capaci, e neppure vogliamo. Al rigore, sia esso quello della laicità o quello della fede, preferiamo sempre il compromesso, l&#039;aggiustamento, la via meno diretta, purché sia più comoda. Ma il prezzo del compromesso è la progressiva riduzione della sfera dei diritti, cosa della quale peraltro ai più sembra importare poco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non penso che ci si debba attendere dal papa una concezione nuova e diversa, magari addirittura più laica, dell&#8217;essere donna e dell&#8217;essere o non essere madre. Non è dal capo di una comunità religiosa che mi aspetto questo. Semmai, saranno i fedeli e le fedeli di quella religione a sollecitarlo in questo senso, se lo ritengono opportuno. Sta invece a tutti, fedeli e non, presidiare l&#8217;argine ormai distrutto che dovrebbe separare la libertà di chi non crede dalle norme che legittimamente da a se stesso &#8211; e solo a se stesso &#8211;  chi crede. Il discorso religioso è per sua natura intriso di elementi irrazionali, e quindi del tutto soggettivo; quello pubblico, dovendo necessariamente rivolgersi a tutti ed essere quindi intersoggettivo, non può che basarsi sulla razionalità, che esclude qualsiasi presa di posizione a priori. Quindi quello che dobbiamo pretendere dal papa e ancora di più dai vescovi  (che spesso sono loro gli intrusori) è la rinuncia a qualsiasi pretesa di tradurre in norme e pratiche pubbliche i dogmi della propria fede. E altrettanto fermamente dovremmo vigilare noi: sui politici che eleggiamo, per togliere loro la fiducia in caso di compiacenze sospette; e su noi stessi, per non indulgere, come purtroppo fanno a milioni, in quel cattolicesimo à la carte che consiste in una pratica estremamente lasca dei precetti, presi qua e là a seconda delle proprie inclinazioni, e in un passivo riconoscimento di uno status quo che vede la religione cattolica insegnata nelle scuole a spese dello stato e l&#8217;intromissione sempre più pesante delle gerarchie nella vita pubblica. Fossimo capaci di fare questo, non ci sarebbero rischi né per la 194, né per la laicità dello stato. Ma non ne siamo capaci, e neppure vogliamo. Al rigore, sia esso quello della laicità o quello della fede, preferiamo sempre il compromesso, l&#8217;aggiustamento, la via meno diretta, purché sia più comoda. Ma il prezzo del compromesso è la progressiva riduzione della sfera dei diritti, cosa della quale peraltro ai più sembra importare poco.</p>
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