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	Commenti a: PRIMO CONSIGLIO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: vincent		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 16:42:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Wells non mi attira. Io descrivevo un pezzo di realtà, la mia. Gli uomini e le donne, quasi tutti tranne eccezioni, sono dei  mostri. Saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Wells non mi attira. Io descrivevo un pezzo di realtà, la mia. Gli uomini e le donne, quasi tutti tranne eccezioni, sono dei  mostri. Saluti.</p>
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		Di: valter binaghi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 16:03:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Potresti metter su un bel circo, con le tue parenti.
&quot;La penisola del dottor Moreau&quot;
Ti piace?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Potresti metter su un bel circo, con le tue parenti.<br />
&#8220;La penisola del dottor Moreau&#8221;<br />
Ti piace?</p>
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		<title>
		Di: vincent		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/primo-consiglio/comment-page-1/#comment-114527</link>

		<dc:creator><![CDATA[vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 15:22:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che bello. Uno trova settecento commenti di valter binaghi e ne rimane stranamente affascinato. Sempre puntuti, scritti benissimo. Ma andiamo avanti. Io vivo in un ambiente in cui da mia zia a mia cugina sono tutte rifatte. Io non conosco non rifatte nella mia famiglia, a parte mia madre e mia nonna. Quindi ho mandato a molte di loro la frase succitata via sms. Mi hanno risposto:&quot; Ma vaffanculo te e il disprezzo, sto sfigato di merda&quot;. C&#039;è da dire che alcune le ho disturbate perché stanno pensando all&#039;ultima dell&#039;anno da un mese. Sono dei mostri o sono nuove donne. Con le dovute eccezioni economiche ricordano, le più giovani, &quot;Il dottor T e le donne&quot; di Altman. Più tamarre, assolutamente illetterate, con lauree da 110 e lode scritte da altri per loro, lavori buoni, ovvero tutto il giorno su facebook. Chi sono le donne che mi stanno intorno?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che bello. Uno trova settecento commenti di valter binaghi e ne rimane stranamente affascinato. Sempre puntuti, scritti benissimo. Ma andiamo avanti. Io vivo in un ambiente in cui da mia zia a mia cugina sono tutte rifatte. Io non conosco non rifatte nella mia famiglia, a parte mia madre e mia nonna. Quindi ho mandato a molte di loro la frase succitata via sms. Mi hanno risposto:&#8221; Ma vaffanculo te e il disprezzo, sto sfigato di merda&#8221;. C&#8217;è da dire che alcune le ho disturbate perché stanno pensando all&#8217;ultima dell&#8217;anno da un mese. Sono dei mostri o sono nuove donne. Con le dovute eccezioni economiche ricordano, le più giovani, &#8220;Il dottor T e le donne&#8221; di Altman. Più tamarre, assolutamente illetterate, con lauree da 110 e lode scritte da altri per loro, lavori buoni, ovvero tutto il giorno su facebook. Chi sono le donne che mi stanno intorno?</p>
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		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/primo-consiglio/comment-page-1/#comment-114526</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 15:00:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sul primo punto niente da dire. Mi pare che siamo sulla stessa barca.
Sul terzo sì, non ero io a difendere la promozione dell&#039;evoluzione spirituale attraverso le tecniche, riferivo solo di un fatto storico.
Sul secondo punto. Bisogna capire a chi o a cosa imputi il difetto di discernimento nell&#039;uso indiscriminato della tecnonologia. A me pareva che lo imputassi alla tecnologia stessa. Da qui è nato l&#039;equivoco, se di un equivoco si tratta.
Comunque proprio per questo deficit di discernimento, che mi pare un dato di fatto, ho citato il libro di Schiavone e la sua denuncia del drammatico ritardo nell&#039;elaborazione di risposte etiche e politiche per fronteggiare il vertiginoso sviluppo tecnologico, della cui entità credo non ci rendiamo nemmeno conto.
E qui chiudo veramente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul primo punto niente da dire. Mi pare che siamo sulla stessa barca.<br />
Sul terzo sì, non ero io a difendere la promozione dell&#8217;evoluzione spirituale attraverso le tecniche, riferivo solo di un fatto storico.<br />
Sul secondo punto. Bisogna capire a chi o a cosa imputi il difetto di discernimento nell&#8217;uso indiscriminato della tecnonologia. A me pareva che lo imputassi alla tecnologia stessa. Da qui è nato l&#8217;equivoco, se di un equivoco si tratta.<br />
Comunque proprio per questo deficit di discernimento, che mi pare un dato di fatto, ho citato il libro di Schiavone e la sua denuncia del drammatico ritardo nell&#8217;elaborazione di risposte etiche e politiche per fronteggiare il vertiginoso sviluppo tecnologico, della cui entità credo non ci rendiamo nemmeno conto.<br />
E qui chiudo veramente.</p>
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		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/primo-consiglio/comment-page-1/#comment-114525</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 12:22:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tre cose e poi basta:
1) io critico la sinistra, ma da sinistra.
2) io non demonizzo la tecnologia, lamento un difetto di discernimento nel suo uso indiscriminato
3) comunque la si giri, l&#039;evoluzione spirituale non nasce mai da una tecnologia più o meno raffinata, ma da un &quot;insight&quot;, un atto di consapevolezza e di decisione interiore. L&#039;abbondanza di termini per descrivere la tecnologia e la difficoltà di &quot;dire&quot; il secondo danno la misura dell&#039;involuzione di un linguaggio e di una cultura]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tre cose e poi basta:<br />
1) io critico la sinistra, ma da sinistra.<br />
2) io non demonizzo la tecnologia, lamento un difetto di discernimento nel suo uso indiscriminato<br />
3) comunque la si giri, l&#8217;evoluzione spirituale non nasce mai da una tecnologia più o meno raffinata, ma da un &#8220;insight&#8221;, un atto di consapevolezza e di decisione interiore. L&#8217;abbondanza di termini per descrivere la tecnologia e la difficoltà di &#8220;dire&#8221; il secondo danno la misura dell&#8217;involuzione di un linguaggio e di una cultura</p>
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		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/primo-consiglio/comment-page-1/#comment-114524</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 12:12:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo per il &#039;troppi&#039;. Almeno su due cose siamo d&#039;accordo:-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo per il &#8216;troppi&#8217;. Almeno su due cose siamo d&#8217;accordo:-)</p>
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		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/primo-consiglio/comment-page-1/#comment-114523</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 12:04:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Su Philip Dick ti sposo, Valeria,
E&#039; uno dei pochissimi profeti del terzo millennio.
Sul resto, ci sarebbero molti distinguo. Troppi per un blog.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su Philip Dick ti sposo, Valeria,<br />
E&#8217; uno dei pochissimi profeti del terzo millennio.<br />
Sul resto, ci sarebbero molti distinguo. Troppi per un blog.</p>
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		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/primo-consiglio/comment-page-1/#comment-114522</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 11:41:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono stata più sgrammatica del solito. Scusate sviste, refusi e forma. Spero, comunque, di essermi fatta capire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stata più sgrammatica del solito. Scusate sviste, refusi e forma. Spero, comunque, di essermi fatta capire.</p>
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		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/primo-consiglio/comment-page-1/#comment-114521</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 11:35:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono d&#039;accordissimo con l&#039;intervento di Zaub delle 7.55, parola per parola.
Quella di Valter mi pare una demonizzazione a tutto tondo della tecnologia che io non riesco a condividere, probabilmente per mancanza di riferimenti filosofici ma non certo per sottovalutare, disprezzare o fare la caricatura alle convinzioni altrui.
Lo storico Aldo Schiavone qualche anno fa ha scritto un libro &#039;Storia e destino&#039; (che sicuramente non piacerebbe a Valter) in cui, accanto a un racconto e a una visione entusiasiastica della scienza e della tecnica, lamentava che, a fronte di uno sviluppo così dirompente delle tecnologie,  manca   la consapevolezza e la presa d&#039;atto di questo vertiginoso mutamento, con il conseguente   drammatico ritardo nell&#039;elaborazione di un&#039;etica e di una politica adeguate a gestire scenari che stanno cambiando tanto rapidamente.
.
Riguardo alla parola &#039;potere&#039; l&#039;ho usato in modo astratto, ma so che è sempre determinato, anche quando si mimetizza e si nasconde e vuole dare di sè l&#039;idea di un&#039;istanza immateriale.
.
La religione. Ho avuto un&#039;educazione cattolica, dopo di che sono diventata agnostica, ma continuo ad avere con Dio ottimi rapporti. Tanto che sono tra quei pochissimi che pensa che le religioni monoteistiche sono (potrebbero essere) una educazione alla libertà.
&#039;Non avrai altro Dio fuori che me&#039; è un comando che  mette in guardia da tutte le idolatrie, compresa quella del proprio ego e dei propri riferimenti ideologici, filosofici e pure religiosi.
Vitelli d&#039;oro nella storia ce ne sono stati, ce ne sono stati e ce ne saranno sempre, visto che l&#039;innocenza non è di questo mondo, né consumistico né arcaico. Poi uno si costruisce i mti che vuole, ovviamente.
Un grande comandamento sottovalutato pure dai pedagoghi religiosi, perché io a questa pedagogia del sé svolta non  dalle &#039;Religioni&#039; in astratto, ma da chi queste le religioni le amministrano non ci credo.
Perché poi è con la concretezza della storia che dobbiamo fare i conti, o no?
Bene, ti risparmio il solito Prosperi, troppo desinistra, e ti cito invece uno studioso olandese, Wietse de Boer, che ha scritto quello che secondo me è un libro straordinario &#039;La conquista dell&#039;anima. Fede, disciplina e ordine pubblico nella Milano della Controriforma&#039;.
Documenti alla mano, de Boer descrive il gigantesco progetto prima di Carlo Borromeo vescovo di Milano, poi di Gaspare Visconti e Federigo Borromeo, di riforma della società milanese, realizzato attraverso un piano puntiglioso di interventi su tutti gli aspetti, macro e micro, della vita dei parrocchiani.
Una pedagogia del sè, dici. Io torno a riferirmi a quelle pratiche del potere (e, come vedi, qui ti ho dato nomi e cognomi di coloro che lo esercitarono), pedagogiche nel senso più deteriore del termine,  che orientano le coscienze e le scelte degli individui attraverso abilissime tecniche dell&#039;indicare e del nascondere. E anche queste sono &#039;tecniche&#039;, Valter. Molto, molto raffinate.
.
Per finire, riguardo sempre all&#039;omologazione, che è la mia bestia nera, un consiglio di lettura: &#039;Souvenir&#039; di P.k. Dick. Mi pare che sia nel primo volume dei racconti editi da Fanucci.
E dice tutto. Come di solito il grandissimo PKD.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordissimo con l&#8217;intervento di Zaub delle 7.55, parola per parola.<br />
Quella di Valter mi pare una demonizzazione a tutto tondo della tecnologia che io non riesco a condividere, probabilmente per mancanza di riferimenti filosofici ma non certo per sottovalutare, disprezzare o fare la caricatura alle convinzioni altrui.<br />
Lo storico Aldo Schiavone qualche anno fa ha scritto un libro &#8216;Storia e destino&#8217; (che sicuramente non piacerebbe a Valter) in cui, accanto a un racconto e a una visione entusiasiastica della scienza e della tecnica, lamentava che, a fronte di uno sviluppo così dirompente delle tecnologie,  manca   la consapevolezza e la presa d&#8217;atto di questo vertiginoso mutamento, con il conseguente   drammatico ritardo nell&#8217;elaborazione di un&#8217;etica e di una politica adeguate a gestire scenari che stanno cambiando tanto rapidamente.<br />
.<br />
Riguardo alla parola &#8216;potere&#8217; l&#8217;ho usato in modo astratto, ma so che è sempre determinato, anche quando si mimetizza e si nasconde e vuole dare di sè l&#8217;idea di un&#8217;istanza immateriale.<br />
.<br />
La religione. Ho avuto un&#8217;educazione cattolica, dopo di che sono diventata agnostica, ma continuo ad avere con Dio ottimi rapporti. Tanto che sono tra quei pochissimi che pensa che le religioni monoteistiche sono (potrebbero essere) una educazione alla libertà.<br />
&#8216;Non avrai altro Dio fuori che me&#8217; è un comando che  mette in guardia da tutte le idolatrie, compresa quella del proprio ego e dei propri riferimenti ideologici, filosofici e pure religiosi.<br />
Vitelli d&#8217;oro nella storia ce ne sono stati, ce ne sono stati e ce ne saranno sempre, visto che l&#8217;innocenza non è di questo mondo, né consumistico né arcaico. Poi uno si costruisce i mti che vuole, ovviamente.<br />
Un grande comandamento sottovalutato pure dai pedagoghi religiosi, perché io a questa pedagogia del sé svolta non  dalle &#8216;Religioni&#8217; in astratto, ma da chi queste le religioni le amministrano non ci credo.<br />
Perché poi è con la concretezza della storia che dobbiamo fare i conti, o no?<br />
Bene, ti risparmio il solito Prosperi, troppo desinistra, e ti cito invece uno studioso olandese, Wietse de Boer, che ha scritto quello che secondo me è un libro straordinario &#8216;La conquista dell&#8217;anima. Fede, disciplina e ordine pubblico nella Milano della Controriforma&#8217;.<br />
Documenti alla mano, de Boer descrive il gigantesco progetto prima di Carlo Borromeo vescovo di Milano, poi di Gaspare Visconti e Federigo Borromeo, di riforma della società milanese, realizzato attraverso un piano puntiglioso di interventi su tutti gli aspetti, macro e micro, della vita dei parrocchiani.<br />
Una pedagogia del sè, dici. Io torno a riferirmi a quelle pratiche del potere (e, come vedi, qui ti ho dato nomi e cognomi di coloro che lo esercitarono), pedagogiche nel senso più deteriore del termine,  che orientano le coscienze e le scelte degli individui attraverso abilissime tecniche dell&#8217;indicare e del nascondere. E anche queste sono &#8216;tecniche&#8217;, Valter. Molto, molto raffinate.<br />
.<br />
Per finire, riguardo sempre all&#8217;omologazione, che è la mia bestia nera, un consiglio di lettura: &#8216;Souvenir&#8217; di P.k. Dick. Mi pare che sia nel primo volume dei racconti editi da Fanucci.<br />
E dice tutto. Come di solito il grandissimo PKD.</p>
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		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/primo-consiglio/comment-page-1/#comment-114520</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 09:16:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Valter ho un trauma! Siamo d&#039;accordo! Anche sulla funzione psichica della religione (della sua parte migliore magari).
Me devo ripijà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Valter ho un trauma! Siamo d&#8217;accordo! Anche sulla funzione psichica della religione (della sua parte migliore magari).<br />
Me devo ripijà.</p>
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