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	Commenti a: PUNTO DI ROTTURA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: lalipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 14:06:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Potrei risponderle che, semmai, io vedo nelle sedi che hanno ben più visibilità di questa agitare lo spauracchio di altri nemici: tornano le Br! Il terrorismo rosso si sta ricompattando! Attenzione al pericolo terrorismo! Se fossi paranoica, direi che questa sì è una pratica distraente. Se fossi ancor più paranoica, guarderei con dolore e sospetto all&#039;improvvisa serrata di ranghi (ranghi &quot;alti&quot;) nel movimento delle donne, alla costituzione di gruppi nuovi che propongono nomi molto poco scomodi in materia di parità, di informazione e di rappresentanza, con la quasi totale dimenticanza, come diceva ieri nel suo post Lorella Zanardo ( http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=9045) , del lavoro fatto da altre donne in anni in cui, che strano, predominava la distrazione.
Ma non penso di esserlo. Dunque, si vada avanti. E auguri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Potrei risponderle che, semmai, io vedo nelle sedi che hanno ben più visibilità di questa agitare lo spauracchio di altri nemici: tornano le Br! Il terrorismo rosso si sta ricompattando! Attenzione al pericolo terrorismo! Se fossi paranoica, direi che questa sì è una pratica distraente. Se fossi ancor più paranoica, guarderei con dolore e sospetto all&#8217;improvvisa serrata di ranghi (ranghi &#8220;alti&#8221;) nel movimento delle donne, alla costituzione di gruppi nuovi che propongono nomi molto poco scomodi in materia di parità, di informazione e di rappresentanza, con la quasi totale dimenticanza, come diceva ieri nel suo post Lorella Zanardo ( <a href="http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=9045" rel="nofollow ugc">http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=9045</a>) , del lavoro fatto da altre donne in anni in cui, che strano, predominava la distrazione.<br />
Ma non penso di esserlo. Dunque, si vada avanti. E auguri.</p>
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		Di: Bernardo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Bernardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 14:00:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sul tema dell&#039;antifascismo militante potrei segnalarLe questo articolo lucidissimo di Preve, che condivido:
http://terracinasocialforum.wordpress.com/2011/12/23/la-sinistra-e-la-tentazione-della-paranoia-mimetica/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul tema dell&#8217;antifascismo militante potrei segnalarLe questo articolo lucidissimo di Preve, che condivido:<br />
<a href="http://terracinasocialforum.wordpress.com/2011/12/23/la-sinistra-e-la-tentazione-della-paranoia-mimetica/" rel="nofollow ugc">http://terracinasocialforum.wordpress.com/2011/12/23/la-sinistra-e-la-tentazione-della-paranoia-mimetica/</a></p>
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		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/punto-di-rottura/comment-page-1/#comment-124676</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 08:49:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Maria, è quel che desidero. Un certo uso del web è obiettivamente tossico, fomenta onnipotenza, narcisismo, provoca conseguenze di cui non si ha neanche consapevolezza. Un abbraccio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maria, è quel che desidero. Un certo uso del web è obiettivamente tossico, fomenta onnipotenza, narcisismo, provoca conseguenze di cui non si ha neanche consapevolezza. Un abbraccio.</p>
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		Di: Maria Chiaramonte		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/punto-di-rottura/comment-page-1/#comment-124675</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maria Chiaramonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 23:10:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Loredana,
ho letto il tuo post e anche tutti i commenti seguenti.
Si parla a tutto tondo, mi é sembrato. Su proposte concrete e di linguaggio.
Vorrei soffermarmi sull&#039;utilizzo delle parole perchè è ben più di una scelta linguistica. Sappiamo che le parole possono essere pietre e come le pietre feriscono. Ho sentito amarezza e sofferenza nel tuo post. Questo mi spinge a scrivere. Perchè è una sofferenza e un&#039;amarezza che ho provato anch&#039;io. Da parole che provenivano da altre donne. Addirittura ho lasciato spento il mio pc per settimane (e mesi) interi. Ho dovuto prendere le distanze e ristabilire contatti umani autentici. Contatti diretti con donne autentiche, una a una. E&#039; necessario fare chiarezza, prima di tutto con noi stesse. E&#039; necessario confrontarsi con persone che hanno voglia di farlo. Non è necessario essere sempre d&#039;accordo. Ma è necessario avere rispetto. Utilizzare l&#039;insulto, la calunnia, travisare la realtà con la sola &quot;evidenza&quot; di scrivere pubblicamente in un blog o su Facebook non è né prova di verità, né prova di legittimità. Questa tecnologia che è un grande strumento, anche per conoscerci, (e le prova è anche quella di scrivere qui in questo momento), va ridimensionata a partire da una sana auto-censura. E&#039; necessario, secondo me, continuare a privilegiare gli incontri reali, anche a piccoli gruppi. Costituire piccoli cerchi di donne, dove ognuna si può sentire alla pari con le altre e dove ognuna guarda le altre &quot;in faccia&quot;. Chi usa le parole come un manganello, è poi, a mio modestissimo parere, alla pari con chi lo utilizzava per far tacere il dissenso. Fascista.
Non mollare Loredana, c&#039;è bisogno di te e di tutte le altre. Abbiamo bisogno di trovare il posto giusto dove incontrarci.
Maria]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Loredana,<br />
ho letto il tuo post e anche tutti i commenti seguenti.<br />
Si parla a tutto tondo, mi é sembrato. Su proposte concrete e di linguaggio.<br />
Vorrei soffermarmi sull&#8217;utilizzo delle parole perchè è ben più di una scelta linguistica. Sappiamo che le parole possono essere pietre e come le pietre feriscono. Ho sentito amarezza e sofferenza nel tuo post. Questo mi spinge a scrivere. Perchè è una sofferenza e un&#8217;amarezza che ho provato anch&#8217;io. Da parole che provenivano da altre donne. Addirittura ho lasciato spento il mio pc per settimane (e mesi) interi. Ho dovuto prendere le distanze e ristabilire contatti umani autentici. Contatti diretti con donne autentiche, una a una. E&#8217; necessario fare chiarezza, prima di tutto con noi stesse. E&#8217; necessario confrontarsi con persone che hanno voglia di farlo. Non è necessario essere sempre d&#8217;accordo. Ma è necessario avere rispetto. Utilizzare l&#8217;insulto, la calunnia, travisare la realtà con la sola &#8220;evidenza&#8221; di scrivere pubblicamente in un blog o su Facebook non è né prova di verità, né prova di legittimità. Questa tecnologia che è un grande strumento, anche per conoscerci, (e le prova è anche quella di scrivere qui in questo momento), va ridimensionata a partire da una sana auto-censura. E&#8217; necessario, secondo me, continuare a privilegiare gli incontri reali, anche a piccoli gruppi. Costituire piccoli cerchi di donne, dove ognuna si può sentire alla pari con le altre e dove ognuna guarda le altre &#8220;in faccia&#8221;. Chi usa le parole come un manganello, è poi, a mio modestissimo parere, alla pari con chi lo utilizzava per far tacere il dissenso. Fascista.<br />
Non mollare Loredana, c&#8217;è bisogno di te e di tutte le altre. Abbiamo bisogno di trovare il posto giusto dove incontrarci.<br />
Maria</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/punto-di-rottura/comment-page-1/#comment-124674</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 22:02:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mattia, ecco il feedback e un ringraziamento per tutte le questioni che poni. Poni problematiche enormi e mi scuso se darò solo una risposta parziale.
Parlo del movimento delle donne: la vicenda che ha occupato queste giornate di discussione è esemplare. Sembra la chiusura a riccio in difesa della colleganza (purtroppo) e invece denota una diversità di visioni che invece di arricchire, divide.
E&#039; tutto vero: la mancanza di memoria storica, la mancata riflessione e resa dei conti morale sull&#039;Italia fascista e razzista, il tiriamo avanti come si può, senza lavorare sull&#039;immaginario comune, appiattendosi sul presente, senza prospettive, senza progetti, ognuno e ognuna attento e attenta al proprio orticello. Il rinviare a data da definire. Tutto.
Cosa si fa? Se lo sapessi, sarei una donna felice. Ma so che incontrarsi e discuterne è comunque un passo. Per questo mi auguro che continuerai a portare qui le tue riflessioni e il tuo contributo. Grazie, ancora.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mattia, ecco il feedback e un ringraziamento per tutte le questioni che poni. Poni problematiche enormi e mi scuso se darò solo una risposta parziale.<br />
Parlo del movimento delle donne: la vicenda che ha occupato queste giornate di discussione è esemplare. Sembra la chiusura a riccio in difesa della colleganza (purtroppo) e invece denota una diversità di visioni che invece di arricchire, divide.<br />
E&#8217; tutto vero: la mancanza di memoria storica, la mancata riflessione e resa dei conti morale sull&#8217;Italia fascista e razzista, il tiriamo avanti come si può, senza lavorare sull&#8217;immaginario comune, appiattendosi sul presente, senza prospettive, senza progetti, ognuno e ognuna attento e attenta al proprio orticello. Il rinviare a data da definire. Tutto.<br />
Cosa si fa? Se lo sapessi, sarei una donna felice. Ma so che incontrarsi e discuterne è comunque un passo. Per questo mi auguro che continuerai a portare qui le tue riflessioni e il tuo contributo. Grazie, ancora.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mattia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/punto-di-rottura/comment-page-1/#comment-124673</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 21:50:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile Lipperini: mi chiamo Mattia, sono un ragazzo di 30 anni e le scrivo per un’esigenza personale. Mi sento molto vicino agli argomenti trattati in questi giorni, li vivo e respiro nel quotidiano e mi sento in dovere di parlarne. Non deve essere travisato il mio pensiero, deve essere un contributo costruttivo, in quanto tale scevro da doppi sensi, incertezze o mascheramenti. Totalmente esposto per poter essere chiaramente e lucidamente criticato!
1)Non credo assolutamente allo sdoganamento di casa Pound.
2)Penso che si commetta un errore molto grave a parlare di fascismo.
3)Ci sono problemi che vanno discussi ed affrontati assolutamente.
4)Il movimento dovrebbe confrontarsi con se stesso su alcune questioni che soffrono una carenza dialettica; lessicale e di inquadramento socio culturale.
Casa Pound non è stata sdoganata da nessuno in particolare, il nostro paese soffre di una grave carenza di chiarezza storica. In questo contesto ci si trova a scontrarsi con questioni di massima importanza utilizzando termini quali fascismo o antifascismo; prestiti di una questione irrisolta. Gli Italiani, per ragioni storiche nel dopo guerra si sono trovati senza quadri dirigenti: hanno dovuto sopperire. Hanno vissuto realtà rurali in cui si sono mischiati interessi comunitari ad interessi personali, odi che si sono radicati e pregiudizi di sofferenze non risanate, identificati in spauracchi mantenuti vivi tra le mura domestiche e rispolverati a nuovo appena i tempi l’hanno consentito. Sto parlando di simboli, il simbolico che rimane a retroguardia di un immaginario che reclama le proprie figure. Sto parlando di gente che si è presentata ad elezioni, vincendole, alimentando la retorica dei comunisti cattivi e ladri. Di una sinistra che urlava &quot;al lupo al lupo&quot; prima che B. salisse in carica e che si è fatta trovare impreparata quando è caduto. Sto parlando di gente che reclamava i propri nemici tra le file di &quot;terroni&quot; in casa propria, spalleggiati da Roma padrona, che poi sono diventati albanesi, rumeni e mussulmani. Gente che ha trovato fuori dalle logiche di coerente pratica, di una politica sana, le giustificazioni per poter reclamare un posto in prima fila alle prossime elezioni, il dopo-Monti!
Questo è il sottobosco in cui crescono e vengono affrontate problematiche e difficoltà quotidiane. Di chi se le trova sotto casa e non trova spesso una rete sociale e politica di interventi atti ad affrontarle.
Mi domando come sia possibile che la grande maggioranza degli Italiani soffra un disagio esistenziale, culturale e sociale che si offre ad abusi di questo genere, senza che vi sia un’avanguardia culturale in grado di arginare il fenomeno; offrire argomenti atti alla discussione ed al confronto. Perché ci si è fatti trovare impreparati? Perché sento parlare di fascismo/i, quando mio zio che fa fatica a votare e non legge un libro l’anno ha lo stemmino di Mussolini tra i souvenir nell&#039;armadio e la Madonna del fascio nel portafoglio? Non sa neppure lui il perché ma lo trova simpatico, un gesto di poco conto in quanto slegato da implicazioni politiche poiché non ideologiche. Come lui molti! Parte di amici e colleghi di lavoro, che uso frequentare nel tempo libero poiché gente comune, tanti tra i tanti, appartenenti alla mia rete di frequentazioni quotidiane (sono quelli che incontro al bar, coi quali esco a bere una birra,che guardano quello che può guardare tutta Italia in tv e comprano i giornali in edicola, che ha dovuto confrontarsi con intellettuali quali Sgarbi!!), che non dstinguono un  giapponese da un cinese  o da un peruviano, parlando di problemi di immigrazione con toni volgari e sprezzanti avvalorati da quotidiani di diffusione pubblica i quali  creano opinione e fanno tendenza; implicitamente o meno. Vallette di partito! Questo è un pezzo d&#039; Italia!
Sia chiaro: non amo spendermi in dibattiti con queste persone(e forse fa parte del problema),ma quello che non è avvertito e condiviso come proprio, amico e utile, viene osteggiato fortemente come nemico; altro; il problema. Un  problema di consonanza empatica avvertito spesso da studiosi quali G.P.Charmet o G.Priulla. Gente che capisce le parole ma non conosce ne distingue i differenti piani della comunicazione in cui questa società frammentata, figlia dello zapping e della psicologia delle masse, si trova immersa.
Divisa.
Liquida e con pochi riferimenti.
Probabilmente bisognosa di figure chiare e ben definite, frutto di uno story-telling che non può occupare più di quei 60 secondi utili a far passare l&#039;intro di un brano musicale.
Anche il movimento di cui parlate mi sembra diviso e poco coerente su alcune questioni fondamentali: perché tra donne ci si trova divise?
Come testimoniato da risposte a questo blog e da twitter.
Come è possibile che un movimento in quarant&#039;anni faccia fatica a trovare spazio di dialogo tra le ragazze più giovani? Rischi di soffocare sotto un linguaggio e relativi usi che spesso non passano nell&#039;immaginario comune? Tra ragazze e donne! Ho come l&#039;impressione che ci si trovi a discutere con profonda serietà di cose che sono rimandate nel quotidiano, non perché poco sentite, ma perché rinviate a data da definire da priorità diverse. Se sei giovane, laureata/o e fatichi a trovare un lavoro che ti renda autonoma/o come puoi pensare a costruirti un futuro? (Questi è Freud,niente di nuovo all&#039;orizzonte). Se il welfare state è la famiglia stessa come faccio a chiamarmi fuori con le mie esigenze,individualità e concreta possibilità di praticare la differenza?
Vorrei ampliare ed approfondire,mi scuso di essere stato prolisso o aver mischiato certi piani, ma lo spazio è poco.
Gradirei un feed back se possibile.
Questo vuole solo essere uno stimolo, un inizio per continuare.
La questione è complessa ed intricata, non si può tutto e subito.
Ringrazio per l&#039;attenzione.
Gentilmente
Mattia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Lipperini: mi chiamo Mattia, sono un ragazzo di 30 anni e le scrivo per un’esigenza personale. Mi sento molto vicino agli argomenti trattati in questi giorni, li vivo e respiro nel quotidiano e mi sento in dovere di parlarne. Non deve essere travisato il mio pensiero, deve essere un contributo costruttivo, in quanto tale scevro da doppi sensi, incertezze o mascheramenti. Totalmente esposto per poter essere chiaramente e lucidamente criticato!<br />
1)Non credo assolutamente allo sdoganamento di casa Pound.<br />
2)Penso che si commetta un errore molto grave a parlare di fascismo.<br />
3)Ci sono problemi che vanno discussi ed affrontati assolutamente.<br />
4)Il movimento dovrebbe confrontarsi con se stesso su alcune questioni che soffrono una carenza dialettica; lessicale e di inquadramento socio culturale.<br />
Casa Pound non è stata sdoganata da nessuno in particolare, il nostro paese soffre di una grave carenza di chiarezza storica. In questo contesto ci si trova a scontrarsi con questioni di massima importanza utilizzando termini quali fascismo o antifascismo; prestiti di una questione irrisolta. Gli Italiani, per ragioni storiche nel dopo guerra si sono trovati senza quadri dirigenti: hanno dovuto sopperire. Hanno vissuto realtà rurali in cui si sono mischiati interessi comunitari ad interessi personali, odi che si sono radicati e pregiudizi di sofferenze non risanate, identificati in spauracchi mantenuti vivi tra le mura domestiche e rispolverati a nuovo appena i tempi l’hanno consentito. Sto parlando di simboli, il simbolico che rimane a retroguardia di un immaginario che reclama le proprie figure. Sto parlando di gente che si è presentata ad elezioni, vincendole, alimentando la retorica dei comunisti cattivi e ladri. Di una sinistra che urlava &#8220;al lupo al lupo&#8221; prima che B. salisse in carica e che si è fatta trovare impreparata quando è caduto. Sto parlando di gente che reclamava i propri nemici tra le file di &#8220;terroni&#8221; in casa propria, spalleggiati da Roma padrona, che poi sono diventati albanesi, rumeni e mussulmani. Gente che ha trovato fuori dalle logiche di coerente pratica, di una politica sana, le giustificazioni per poter reclamare un posto in prima fila alle prossime elezioni, il dopo-Monti!<br />
Questo è il sottobosco in cui crescono e vengono affrontate problematiche e difficoltà quotidiane. Di chi se le trova sotto casa e non trova spesso una rete sociale e politica di interventi atti ad affrontarle.<br />
Mi domando come sia possibile che la grande maggioranza degli Italiani soffra un disagio esistenziale, culturale e sociale che si offre ad abusi di questo genere, senza che vi sia un’avanguardia culturale in grado di arginare il fenomeno; offrire argomenti atti alla discussione ed al confronto. Perché ci si è fatti trovare impreparati? Perché sento parlare di fascismo/i, quando mio zio che fa fatica a votare e non legge un libro l’anno ha lo stemmino di Mussolini tra i souvenir nell&#8217;armadio e la Madonna del fascio nel portafoglio? Non sa neppure lui il perché ma lo trova simpatico, un gesto di poco conto in quanto slegato da implicazioni politiche poiché non ideologiche. Come lui molti! Parte di amici e colleghi di lavoro, che uso frequentare nel tempo libero poiché gente comune, tanti tra i tanti, appartenenti alla mia rete di frequentazioni quotidiane (sono quelli che incontro al bar, coi quali esco a bere una birra,che guardano quello che può guardare tutta Italia in tv e comprano i giornali in edicola, che ha dovuto confrontarsi con intellettuali quali Sgarbi!!), che non dstinguono un  giapponese da un cinese  o da un peruviano, parlando di problemi di immigrazione con toni volgari e sprezzanti avvalorati da quotidiani di diffusione pubblica i quali  creano opinione e fanno tendenza; implicitamente o meno. Vallette di partito! Questo è un pezzo d&#8217; Italia!<br />
Sia chiaro: non amo spendermi in dibattiti con queste persone(e forse fa parte del problema),ma quello che non è avvertito e condiviso come proprio, amico e utile, viene osteggiato fortemente come nemico; altro; il problema. Un  problema di consonanza empatica avvertito spesso da studiosi quali G.P.Charmet o G.Priulla. Gente che capisce le parole ma non conosce ne distingue i differenti piani della comunicazione in cui questa società frammentata, figlia dello zapping e della psicologia delle masse, si trova immersa.<br />
Divisa.<br />
Liquida e con pochi riferimenti.<br />
Probabilmente bisognosa di figure chiare e ben definite, frutto di uno story-telling che non può occupare più di quei 60 secondi utili a far passare l&#8217;intro di un brano musicale.<br />
Anche il movimento di cui parlate mi sembra diviso e poco coerente su alcune questioni fondamentali: perché tra donne ci si trova divise?<br />
Come testimoniato da risposte a questo blog e da twitter.<br />
Come è possibile che un movimento in quarant&#8217;anni faccia fatica a trovare spazio di dialogo tra le ragazze più giovani? Rischi di soffocare sotto un linguaggio e relativi usi che spesso non passano nell&#8217;immaginario comune? Tra ragazze e donne! Ho come l&#8217;impressione che ci si trovi a discutere con profonda serietà di cose che sono rimandate nel quotidiano, non perché poco sentite, ma perché rinviate a data da definire da priorità diverse. Se sei giovane, laureata/o e fatichi a trovare un lavoro che ti renda autonoma/o come puoi pensare a costruirti un futuro? (Questi è Freud,niente di nuovo all&#8217;orizzonte). Se il welfare state è la famiglia stessa come faccio a chiamarmi fuori con le mie esigenze,individualità e concreta possibilità di praticare la differenza?<br />
Vorrei ampliare ed approfondire,mi scuso di essere stato prolisso o aver mischiato certi piani, ma lo spazio è poco.<br />
Gradirei un feed back se possibile.<br />
Questo vuole solo essere uno stimolo, un inizio per continuare.<br />
La questione è complessa ed intricata, non si può tutto e subito.<br />
Ringrazio per l&#8217;attenzione.<br />
Gentilmente<br />
Mattia</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Don Cave		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/punto-di-rottura/comment-page-1/#comment-124672</link>

		<dc:creator><![CDATA[Don Cave]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 20:30:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per quel poco che può valere la mia opinione, penso che Loredana Lipperini abbia posto la questione con una lucidità che, purtroppo, non è facile da trovare.
Vedere nella questione di genere la drammatica manifestazione di un problema &quot;di sistema&quot;, che porta a mettere in discussione le radici profonde della società e dell&#039;economia in cui siamo immersi, significa dare a quella questione il respiro ampio che merita, svincolandola dalle strumentalizzazioni di circostanza e facendola sopravvivere alle successive e quasi ovvie rimozioni.
Anch&#039;io penso che sessismo, razzismo e omofobia, pur con tutte le loro specificità (che sarebbe da settari negare), acquistino tutto un altro peso se vengono inquadrati nella questione della lotta di classe, per un fatto molto semplice: la lotta contro tutto questo non è soltanto la lotta contro un&#039;attitudine culturale, ma è un modo per mettere in discussione l&#039;assunto secondo cui dovremmo limitarci a &quot;contrattare&quot; la lunghezza delle nostre catene, anziché ambire a spezzarle una buona volta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per quel poco che può valere la mia opinione, penso che Loredana Lipperini abbia posto la questione con una lucidità che, purtroppo, non è facile da trovare.<br />
Vedere nella questione di genere la drammatica manifestazione di un problema &#8220;di sistema&#8221;, che porta a mettere in discussione le radici profonde della società e dell&#8217;economia in cui siamo immersi, significa dare a quella questione il respiro ampio che merita, svincolandola dalle strumentalizzazioni di circostanza e facendola sopravvivere alle successive e quasi ovvie rimozioni.<br />
Anch&#8217;io penso che sessismo, razzismo e omofobia, pur con tutte le loro specificità (che sarebbe da settari negare), acquistino tutto un altro peso se vengono inquadrati nella questione della lotta di classe, per un fatto molto semplice: la lotta contro tutto questo non è soltanto la lotta contro un&#8217;attitudine culturale, ma è un modo per mettere in discussione l&#8217;assunto secondo cui dovremmo limitarci a &#8220;contrattare&#8221; la lunghezza delle nostre catene, anziché ambire a spezzarle una buona volta.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/punto-di-rottura/comment-page-1/#comment-124671</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 20:02:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Correzione giustissima. Intendevo dire che altre e altri si troveranno in condizioni estremamente difficili, in numero sempre maggiore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Correzione giustissima. Intendevo dire che altre e altri si troveranno in condizioni estremamente difficili, in numero sempre maggiore.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: antonellaf		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/punto-di-rottura/comment-page-1/#comment-124670</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonellaf]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 19:42:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[permittimi una correzione: non &quot;si troveranno&quot;, ma ci si trovano, anzi ci trovIAMO, già. Personalmente, la mia condizione non è diversa da quelle dei e delle migranti con cui, guarda te, mi ritrovo a condividere spesso casa. Che poi sono quei migranti e quelle migranti (e le migranti, soprattutto) fatt* oggetto di esplosioni di violenza come quelle di Firenze, da cui si sono originate ampie e più o meno interessanti discussioni in rete. Allora, siccome c&#039;è un filo rosso che unisce violenza, precarietà, sessismo, razzismo e differenza di classe (e io queste problematiche le vivo tutte nella mia quotidianità) forse è il caso di cogliere quei legami e cominciare a nominarli. Non tutte sono capaci di farlo, chè non tutte sanno che significa avere paura di prendere l&#039;autobus e tornare a casa da sole la sera. Non credo che lo sappiano la Terragni o la Comencini, per esempio. Allora, cominciamo a dare voce e parola a chi sa cosa significa, invece di lasciar  parlare quelle che hanno l&#039;autista e la villa blindata.Una spaccatura, anzi più d&#039;una, nel fronte delle donne c&#039;è, esiste già.Non viviamo tutte nella villa blindata, anzi, la maggior parte di noi si sbatte per raccattare i soldi per l&#039;affitto di una mezza topaia. Io non ho paura di queste differenze, perchè sono già dal lato più esposto della barricata e so di non essere sola.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>permittimi una correzione: non &#8220;si troveranno&#8221;, ma ci si trovano, anzi ci trovIAMO, già. Personalmente, la mia condizione non è diversa da quelle dei e delle migranti con cui, guarda te, mi ritrovo a condividere spesso casa. Che poi sono quei migranti e quelle migranti (e le migranti, soprattutto) fatt* oggetto di esplosioni di violenza come quelle di Firenze, da cui si sono originate ampie e più o meno interessanti discussioni in rete. Allora, siccome c&#8217;è un filo rosso che unisce violenza, precarietà, sessismo, razzismo e differenza di classe (e io queste problematiche le vivo tutte nella mia quotidianità) forse è il caso di cogliere quei legami e cominciare a nominarli. Non tutte sono capaci di farlo, chè non tutte sanno che significa avere paura di prendere l&#8217;autobus e tornare a casa da sole la sera. Non credo che lo sappiano la Terragni o la Comencini, per esempio. Allora, cominciamo a dare voce e parola a chi sa cosa significa, invece di lasciar  parlare quelle che hanno l&#8217;autista e la villa blindata.Una spaccatura, anzi più d&#8217;una, nel fronte delle donne c&#8217;è, esiste già.Non viviamo tutte nella villa blindata, anzi, la maggior parte di noi si sbatte per raccattare i soldi per l&#8217;affitto di una mezza topaia. Io non ho paura di queste differenze, perchè sono già dal lato più esposto della barricata e so di non essere sola.</p>
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		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/punto-di-rottura/comment-page-1/#comment-124669</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 18:32:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La questione di classe è quella che colpisce le donne per prime. Ma li avete letti i saggi che parlano di decrescita felice che ruolo prefigurano per le donne? Sapete di quello che avviene in America dove si parla felici e trillanti di &quot;New Domesticity&quot; causa crisi?
Le donne precarie, che sono un&#039;infinità, si troveranno anche alle prese con questo. E proprio quelle che lavorano in tante redazioni di case editrici (e non solo) con &quot;finte partite Iva&quot;. Me ne parlava dieci minuti fa un amico. Vi riporto la sua mail:
&quot;Partita IVA: cancellate tutte le facilitazioni sulle partita IVA minime *e* ridotte. Di fatto, io dal 2012 sarò equiparato a tutti gli effetti (irpef, irap, etc. etc.) a un professionista che fattura centinaia di migliaia di euro l&#039;anno, con tanto di dipendenti e via discorrendo.
E ancora: balzello sulla partite IVA &quot;dormienti&quot; o quasi inattive perché possibile &quot;strumento di evasione&quot;.Pensa alle quantità di finte partite IVA (finte perché di fatto sostituiscono contratti a termine) che lavorano, per dire, nelle case editrici. Non si potranno più permettere di lavorare&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La questione di classe è quella che colpisce le donne per prime. Ma li avete letti i saggi che parlano di decrescita felice che ruolo prefigurano per le donne? Sapete di quello che avviene in America dove si parla felici e trillanti di &#8220;New Domesticity&#8221; causa crisi?<br />
Le donne precarie, che sono un&#8217;infinità, si troveranno anche alle prese con questo. E proprio quelle che lavorano in tante redazioni di case editrici (e non solo) con &#8220;finte partite Iva&#8221;. Me ne parlava dieci minuti fa un amico. Vi riporto la sua mail:<br />
&#8220;Partita IVA: cancellate tutte le facilitazioni sulle partita IVA minime *e* ridotte. Di fatto, io dal 2012 sarò equiparato a tutti gli effetti (irpef, irap, etc. etc.) a un professionista che fattura centinaia di migliaia di euro l&#8217;anno, con tanto di dipendenti e via discorrendo.<br />
E ancora: balzello sulla partite IVA &#8220;dormienti&#8221; o quasi inattive perché possibile &#8220;strumento di evasione&#8221;.Pensa alle quantità di finte partite IVA (finte perché di fatto sostituiscono contratti a termine) che lavorano, per dire, nelle case editrici. Non si potranno più permettere di lavorare&#8221;.</p>
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