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	Commenti a: QUALI STAZIONI PRECEDANO LA MIA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: k.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quali-stazioni-precedano-la-mia/comment-page-1/#comment-140417</link>

		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 20:10:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Viaggio anch’io ogni giorno sui  treni regionali e mi  sento molto vicino alla tragedia che è accaduta.  anche per questo trovo   un po’ affrettato e  anche stridente arruolare tutta questa sofferenza e questo dolore all’interno di un qualche tipo di lotta di classe.  Per esempio, non me la sentirei di accusare i treni veloci  di essere classisti, al contrario offrono l’opportunità a chiunque  di muoversi tra nord e sud comodamente e a prezzi davvero popolari, chi ha viaggiato su freccia rossa o su italo sa di cosa parlo. Riconosco poi che qualsiasi mezzo tecnologico o strutturale per aumentare la sicurezza  di chi (come me )  viaggia sul treno è benvenuto,  ma però bisogna anche accettare il fatto che esistono le responsabilità individuali e che a queste non si potrà mai abdicare, ce lo ricordano per es. la tragedia del pilota dell’aereo di linea tedesco, oppure il macchinista giapponese che provocò un disastro per recuperare un minuto di ritardo ma anche tutte le volte che  semplicemente saliamo su un autobus. Poi voglio anche dire che a me viaggiare sul treno piace e se è vero che i  venti morti di un disastro ferroviario sono molto comodi da utilizzare per fare  casino e polemica politica, nel prossimo fine settimana un numero molto più alto di vittime ci sarà sulle strade d’italia eppure nessuno ne parlerà, perché.
ciao,k.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Viaggio anch’io ogni giorno sui  treni regionali e mi  sento molto vicino alla tragedia che è accaduta.  anche per questo trovo   un po’ affrettato e  anche stridente arruolare tutta questa sofferenza e questo dolore all’interno di un qualche tipo di lotta di classe.  Per esempio, non me la sentirei di accusare i treni veloci  di essere classisti, al contrario offrono l’opportunità a chiunque  di muoversi tra nord e sud comodamente e a prezzi davvero popolari, chi ha viaggiato su freccia rossa o su italo sa di cosa parlo. Riconosco poi che qualsiasi mezzo tecnologico o strutturale per aumentare la sicurezza  di chi (come me )  viaggia sul treno è benvenuto,  ma però bisogna anche accettare il fatto che esistono le responsabilità individuali e che a queste non si potrà mai abdicare, ce lo ricordano per es. la tragedia del pilota dell’aereo di linea tedesco, oppure il macchinista giapponese che provocò un disastro per recuperare un minuto di ritardo ma anche tutte le volte che  semplicemente saliamo su un autobus. Poi voglio anche dire che a me viaggiare sul treno piace e se è vero che i  venti morti di un disastro ferroviario sono molto comodi da utilizzare per fare  casino e polemica politica, nel prossimo fine settimana un numero molto più alto di vittime ci sarà sulle strade d’italia eppure nessuno ne parlerà, perché.<br />
ciao,k.</p>
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		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quali-stazioni-precedano-la-mia/comment-page-1/#comment-140416</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 09:46:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.lipperatura.it/quali-stazioni-precedano-la-mia/comment-page-1/#comment-140415&quot;&gt;Anton&lt;/a&gt;.

Oh Gesùbambino. Era PASOLINI, quello. Nel 1975. Ma spiegare tutto come ai bambini piccoli? Su, Anton, risparmiami.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.lipperatura.it/quali-stazioni-precedano-la-mia/comment-page-1/#comment-140415">Anton</a>.</p>
<p>Oh Gesùbambino. Era PASOLINI, quello. Nel 1975. Ma spiegare tutto come ai bambini piccoli? Su, Anton, risparmiami.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Anton		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quali-stazioni-precedano-la-mia/comment-page-1/#comment-140415</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 09:30:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;I vecchi treni che nelle tratte regionali, in tutta Italia, esistono ancora. E può accadere, come ieri è accaduto, e come era già accaduto in passato, che una falla nell&#039;ingranaggio, una svista, un&#039;incrinatura dove si insinua la lama tagliente del fato, determinino orrore, e morte&quot;.
Non c&#039;era nessun vecchio treno. Insultare chi ci fa notare che abbiam errato si commenta da sè.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;I vecchi treni che nelle tratte regionali, in tutta Italia, esistono ancora. E può accadere, come ieri è accaduto, e come era già accaduto in passato, che una falla nell&#8217;ingranaggio, una svista, un&#8217;incrinatura dove si insinua la lama tagliente del fato, determinino orrore, e morte&#8221;.<br />
Non c&#8217;era nessun vecchio treno. Insultare chi ci fa notare che abbiam errato si commenta da sè.</p>
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		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quali-stazioni-precedano-la-mia/comment-page-1/#comment-140414</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 19:56:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.lipperatura.it/quali-stazioni-precedano-la-mia/comment-page-1/#comment-140413&quot;&gt;Anton&lt;/a&gt;.

Si chiama, Anton, analfabetismo funzionale. Significa non capire quello di cui si sta parlando. Mi dispiace.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.lipperatura.it/quali-stazioni-precedano-la-mia/comment-page-1/#comment-140413">Anton</a>.</p>
<p>Si chiama, Anton, analfabetismo funzionale. Significa non capire quello di cui si sta parlando. Mi dispiace.</p>
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		Di: Anton		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quali-stazioni-precedano-la-mia/comment-page-1/#comment-140413</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anton]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 15:30:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel caso del disastro avvenuto in Puglia non c&#039;entra assolutamente nulla parlare di classe... A o B, visto che i due treni incidentati erano di nuova generazione. Semmai un problema di hardware mancante sul tratto e doppio binario non realizzato per tempo, indagherá chi di dovere sulle responsabilitá. Ogni tanto pudore e silenzio sarebbero un dovere al posto di insensata retorica e ignoranza dei fatti e del territorio in questione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel caso del disastro avvenuto in Puglia non c&#8217;entra assolutamente nulla parlare di classe&#8230; A o B, visto che i due treni incidentati erano di nuova generazione. Semmai un problema di hardware mancante sul tratto e doppio binario non realizzato per tempo, indagherá chi di dovere sulle responsabilitá. Ogni tanto pudore e silenzio sarebbero un dovere al posto di insensata retorica e ignoranza dei fatti e del territorio in questione.</p>
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		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quali-stazioni-precedano-la-mia/comment-page-1/#comment-140412</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 13:32:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Loredana come sai io non ho la patente. L&#039;Italia l&#039;ho conosciuta in treno. Compresa quella tratta. Sono senza fiato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Loredana come sai io non ho la patente. L&#8217;Italia l&#8217;ho conosciuta in treno. Compresa quella tratta. Sono senza fiato.</p>
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		Di: Giobix		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quali-stazioni-precedano-la-mia/comment-page-1/#comment-140411</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giobix]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 13:17:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi è venuto in mente che pochi giorni fa sulla A4 tra Friuli e Veneto c&#039;è stato l&#039;ennesimo incidente, macchina tamponata da un tir, la macchina ha preso fuoco e per chi era dentro non c&#039;è stato niente da fare. Questa autostrada ha due corsie ed è supercongestionata per il traffico di tir da e per l&#039;est. Sono tipo trent&#039;anni che si parla di terza corsia, adesso hanno iniziato qualche piccolo tratto, e calcolato di completarla dopo il 2030.  Mi da un po&#039; da pensare quanto ci voglia per una strada così trafficata (e in pianura, niente montagne da affettare tipo panettoni), e la velocità con cui vengono realizzati quadrilateri vari. Vabbe.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è venuto in mente che pochi giorni fa sulla A4 tra Friuli e Veneto c&#8217;è stato l&#8217;ennesimo incidente, macchina tamponata da un tir, la macchina ha preso fuoco e per chi era dentro non c&#8217;è stato niente da fare. Questa autostrada ha due corsie ed è supercongestionata per il traffico di tir da e per l&#8217;est. Sono tipo trent&#8217;anni che si parla di terza corsia, adesso hanno iniziato qualche piccolo tratto, e calcolato di completarla dopo il 2030.  Mi da un po&#8217; da pensare quanto ci voglia per una strada così trafficata (e in pianura, niente montagne da affettare tipo panettoni), e la velocità con cui vengono realizzati quadrilateri vari. Vabbe.</p>
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		<title>
		Di: Paola Di Giulio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quali-stazioni-precedano-la-mia/comment-page-1/#comment-140410</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paola Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 10:33:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco, l&#039;anonimo sono io.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, l&#8217;anonimo sono io.</p>
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		<title>
		Di: Anonimo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quali-stazioni-precedano-la-mia/comment-page-1/#comment-140409</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 10:32:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le ferrovie hanno perso fin dall&#039;opzione scellerata di privilegiare il traffico su gomma - ma come si giustifica la logica ha potuto fare questo in un paese come il nostro??? - e dalle mie parti, in Umbria, dove il collegamento con Perugia deve necessariamente passare dalla Toscana (!!!) fu addirittura scartato, rifiutato il progetto di un collegamento ferroviario che avrebbe completato l&#039;anello del lago Trasimeno. Quel poco che c&#039;è ora è a binario unico, con - per fortuna? - pochi treni. A dirla tutta la realtà è peggiorata negli ultimi anni, con la diminuzione dei collegamenti, da quando l&#039;alta velocità ha buttato fuori molti treni regionali. Ed è il centro italia, tutti obbligati all&#039;auto, ma si sa, i comuni non vogliono pagare le fermate, anche se restaurano alla grande le stazioni... Però la narrazione dice che anche noi, in macchina, passando dalle parti tue, arriveremo al mare circa un quarto d&#039;ora prima!!! Hanno fatto la Quadrilatero squarciando valli e altopiani per andare prima al mare. E così la raccontano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le ferrovie hanno perso fin dall&#8217;opzione scellerata di privilegiare il traffico su gomma &#8211; ma come si giustifica la logica ha potuto fare questo in un paese come il nostro??? &#8211; e dalle mie parti, in Umbria, dove il collegamento con Perugia deve necessariamente passare dalla Toscana (!!!) fu addirittura scartato, rifiutato il progetto di un collegamento ferroviario che avrebbe completato l&#8217;anello del lago Trasimeno. Quel poco che c&#8217;è ora è a binario unico, con &#8211; per fortuna? &#8211; pochi treni. A dirla tutta la realtà è peggiorata negli ultimi anni, con la diminuzione dei collegamenti, da quando l&#8217;alta velocità ha buttato fuori molti treni regionali. Ed è il centro italia, tutti obbligati all&#8217;auto, ma si sa, i comuni non vogliono pagare le fermate, anche se restaurano alla grande le stazioni&#8230; Però la narrazione dice che anche noi, in macchina, passando dalle parti tue, arriveremo al mare circa un quarto d&#8217;ora prima!!! Hanno fatto la Quadrilatero squarciando valli e altopiani per andare prima al mare. E così la raccontano.</p>
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		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quali-stazioni-precedano-la-mia/comment-page-1/#comment-140408</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 10:19:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;La lotta di classe è finita e l&#039;hanno vinta i ricchi&quot;, se vogliamo dire la verità usando il linguaggio desueto del Novecento, che parla appunto di ricchi e di classi sociali. Ed è il titolo di un libro di Revelli. Il fatto che quel linguaggio sia ormai desueto è uno dei segni (o forse il mezzo, uno dei mezzi) di questa vittoria: essere riusciti a rimuovere il problema dall&#039;agenda politica, fare archeologia di una realtà pulsante e dolente, al punto che le stesse vittime non la vedono più e anzi si sentono espropriate all&#039;idea di reintrodurre dei presidi di uguaglianza sociale; espropriate di un sogno remoto di successo e affermazione personale che antepongono e sovrappongono alla realtà faticosa del quotidiano.
Più di venti anni fa mi sono trasferito a Roma perché fare il pendolare dal mio paesino, che amavo, era impossibile proprio a causa di una linea a binario unico su cui avevo viaggiato e vissuto per gli interminabili anni del liceo e dell&#039;università. Da studente si poteva fare, con gli orari del lavoro no. Oggi la linea è ancora parzialmente a binario unico e anche noi abbiamo avuto le nostre superstrade al posto del raddoppio integrale; del tutto simili all&#039;orrenda quadrilatero che proprio la settimana scorsa ho potuto ammirare in tutta la sua capacità devastatrice Ci sono stati incidenti anche sulla nostra linea ferroviaria sperduta, per fortuna nessuno tanto grave da meritare gli onori delle cronache. Ma è così che funziona: in questo stillicidio di piccoli incidenti che si verificano oggi qua, domani là, prima o poi ci scappa il botto grosso.
I morti di ieri dovrebbero essere i morti di tutti, perché quel treno passa dappertutto, in Italia, e ognuno di noi avrebbe potuto avere a bordo una persona cara, o starci sopra.
Sì, il problema è di classe. Non sono gli ultimi i nemici dei penultimi, eppure è di questo che tutti i penultimi sono stati convinti.
Proprio ieri rileggevo “La sfida”, il libro in cui Norman Mailer racconta l’epico incontro di boxe in cui Muhammad Ali, in Africa, sconfisse George Foreman e si riprese il titolo. Era il ’74 e già allora Mailer era colpito dal fatto che Foreman, allevato da una madre single di colore che aveva sette figli e finì in una clinica psichiatrica, disadattato e piccolo malvivente capace solo di tirare pugni pesanti come mazzate, avesse voluto rendersi simbolo del famoso sogno americano: sfilava sul ring con una bandiera americana per celebrare quel Paese che, a suo dire, gli aveva dato l’opportunità di emergere dalla fogna in cui era nato; e non si rendeva minimamente conto, notava Mailer, di come quella fogna fosse il posto che il suo Paese aveva riservato a gente come lui, e di come permettesse sì a uno di venirne fuori (in veste di gladiatore per il divertimento altrui, peraltro), ma solo a condizione che tutti gli altri ci rimanessero dentro.
L’inconsapevolezza di Foreman contrastava con l’impegno sociale del suo avversario, che aveva acquisito quella che una volta si chiamava coscienza di classe; insomma, c’era Foreman e c’era Ali. Oggi gli Ali non ci sono più, sono rimaste schiere di inconsapevoli. E’ a causa di questa inconsapevolezza che può nascere il livore dei penultimi contro gli ultimi: perché gli uni e gli altri non si rendono più conto di chi è che li ha fregati tutti e vedono in chi gli è contiguo il concorrente pronto a strappargli l’occasione; che è al ribasso pure quella: non più l’emancipazione, fosse pure solo individuale: no, ormai si tratta del minimo sindacale in forma di lavoretto precario, di casa popolare, di posto al nido comunale; al massimo, una partecipazione al Grande Fratello. Questo lo stato delle cose. Non so se potrebbe andare peggio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La lotta di classe è finita e l&#8217;hanno vinta i ricchi&#8221;, se vogliamo dire la verità usando il linguaggio desueto del Novecento, che parla appunto di ricchi e di classi sociali. Ed è il titolo di un libro di Revelli. Il fatto che quel linguaggio sia ormai desueto è uno dei segni (o forse il mezzo, uno dei mezzi) di questa vittoria: essere riusciti a rimuovere il problema dall&#8217;agenda politica, fare archeologia di una realtà pulsante e dolente, al punto che le stesse vittime non la vedono più e anzi si sentono espropriate all&#8217;idea di reintrodurre dei presidi di uguaglianza sociale; espropriate di un sogno remoto di successo e affermazione personale che antepongono e sovrappongono alla realtà faticosa del quotidiano.<br />
Più di venti anni fa mi sono trasferito a Roma perché fare il pendolare dal mio paesino, che amavo, era impossibile proprio a causa di una linea a binario unico su cui avevo viaggiato e vissuto per gli interminabili anni del liceo e dell&#8217;università. Da studente si poteva fare, con gli orari del lavoro no. Oggi la linea è ancora parzialmente a binario unico e anche noi abbiamo avuto le nostre superstrade al posto del raddoppio integrale; del tutto simili all&#8217;orrenda quadrilatero che proprio la settimana scorsa ho potuto ammirare in tutta la sua capacità devastatrice Ci sono stati incidenti anche sulla nostra linea ferroviaria sperduta, per fortuna nessuno tanto grave da meritare gli onori delle cronache. Ma è così che funziona: in questo stillicidio di piccoli incidenti che si verificano oggi qua, domani là, prima o poi ci scappa il botto grosso.<br />
I morti di ieri dovrebbero essere i morti di tutti, perché quel treno passa dappertutto, in Italia, e ognuno di noi avrebbe potuto avere a bordo una persona cara, o starci sopra.<br />
Sì, il problema è di classe. Non sono gli ultimi i nemici dei penultimi, eppure è di questo che tutti i penultimi sono stati convinti.<br />
Proprio ieri rileggevo “La sfida”, il libro in cui Norman Mailer racconta l’epico incontro di boxe in cui Muhammad Ali, in Africa, sconfisse George Foreman e si riprese il titolo. Era il ’74 e già allora Mailer era colpito dal fatto che Foreman, allevato da una madre single di colore che aveva sette figli e finì in una clinica psichiatrica, disadattato e piccolo malvivente capace solo di tirare pugni pesanti come mazzate, avesse voluto rendersi simbolo del famoso sogno americano: sfilava sul ring con una bandiera americana per celebrare quel Paese che, a suo dire, gli aveva dato l’opportunità di emergere dalla fogna in cui era nato; e non si rendeva minimamente conto, notava Mailer, di come quella fogna fosse il posto che il suo Paese aveva riservato a gente come lui, e di come permettesse sì a uno di venirne fuori (in veste di gladiatore per il divertimento altrui, peraltro), ma solo a condizione che tutti gli altri ci rimanessero dentro.<br />
L’inconsapevolezza di Foreman contrastava con l’impegno sociale del suo avversario, che aveva acquisito quella che una volta si chiamava coscienza di classe; insomma, c’era Foreman e c’era Ali. Oggi gli Ali non ci sono più, sono rimaste schiere di inconsapevoli. E’ a causa di questa inconsapevolezza che può nascere il livore dei penultimi contro gli ultimi: perché gli uni e gli altri non si rendono più conto di chi è che li ha fregati tutti e vedono in chi gli è contiguo il concorrente pronto a strappargli l’occasione; che è al ribasso pure quella: non più l’emancipazione, fosse pure solo individuale: no, ormai si tratta del minimo sindacale in forma di lavoretto precario, di casa popolare, di posto al nido comunale; al massimo, una partecipazione al Grande Fratello. Questo lo stato delle cose. Non so se potrebbe andare peggio.</p>
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