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	Commenti a: QUARTO CONSIGLIO (E UNA NOTA)	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: L&#8217;editore paga, non si fa pagare &#124; Scrittori Esordienti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[L&#8217;editore paga, non si fa pagare &#124; Scrittori Esordienti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jan 2011 12:31:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] paga per lavorare è quello che facciamo sempre qui su WD; recentemente, anche Loredana Lipperini è tornata sull&#8217;argomento. Spero che tutte le persone che hanno tra le mani un contratto di un editore a pagamento si [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] paga per lavorare è quello che facciamo sempre qui su WD; recentemente, anche Loredana Lipperini è tornata sull&#8217;argomento. Spero che tutte le persone che hanno tra le mani un contratto di un editore a pagamento si [&#8230;] </p>
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		Di: Marino Buzzi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quarto-consiglio-e-una-nota/comment-page-1/#comment-114554</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marino Buzzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 11:27:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro G.L. ho fatto tutte le distinzioni del caso, ho spiegato a fondo le mie ragioni. Potrei dire a te che accusare gli altri di gelosia è troppo facile ma credo che sia tutto sin troppo chiaro quindi direi che la chiudo qui. Pensa quel che ti pare.
Marino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro G.L. ho fatto tutte le distinzioni del caso, ho spiegato a fondo le mie ragioni. Potrei dire a te che accusare gli altri di gelosia è troppo facile ma credo che sia tutto sin troppo chiaro quindi direi che la chiudo qui. Pensa quel che ti pare.<br />
Marino</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: G.L.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quarto-consiglio-e-una-nota/comment-page-1/#comment-114553</link>

		<dc:creator><![CDATA[G.L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 09:19:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Perseo Marino: in effetti attendevo con trepidazione l&#039;equazione &quot;pubblicare per Mondadori = leccare i piedi al Cavaliere&quot;. Noto una certa acrimonia, ahimè. Naturalmente la tua telefonata in Mondadori era solo esplorativa, ti avessero offerto un contratto gli avresti sputato in faccia, giusto? Ma lasciamo perdere l&#039;aggressività (aggressività = quella cosa di cui si viene accusati quando si chiedono i nomi) e andiamo al sodo. (anche perchè potrei dire che Mancuso si accorge di Silvio a una settimana dall&#039;uscita di un suo libro) (e Don Gallo se ne accorge dopo anni...)(oppure si potrebbe linkare la solita &quot;Annosa Questione Mondadori&quot;)(ma costa fatica) (la legge sull&#039;editoria fa schifo, l&#039;ho scritto talmente tante volte che ripeterlo mi sembra un insulto) (legge sull&#039;editoria che ha ricevuto il beneplacito dell&#039;ALI). Dicevo...
.
O si fanno i nomi o è fuffa. Hai paura delle denunce? allora mettiti d&#039;accordo con altre trenta/quaranta persone convinte delle accuse che fai e denuncia, così non avrai problemi di soldi. Altrimenti, sai quali sono i rischi? Primo. Di accusare implicitamente TUTTI quelli che hanno pubblicato per una grande o media CE. E puzza di invidia, &#039;sta cosa qui. Peggio: puzza di faciloneria. Secondo. Di creare il terreno ideale per le CE a pagamento che, mi pare di capire, non apprezzi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perseo Marino: in effetti attendevo con trepidazione l&#8217;equazione &#8220;pubblicare per Mondadori = leccare i piedi al Cavaliere&#8221;. Noto una certa acrimonia, ahimè. Naturalmente la tua telefonata in Mondadori era solo esplorativa, ti avessero offerto un contratto gli avresti sputato in faccia, giusto? Ma lasciamo perdere l&#8217;aggressività (aggressività = quella cosa di cui si viene accusati quando si chiedono i nomi) e andiamo al sodo. (anche perchè potrei dire che Mancuso si accorge di Silvio a una settimana dall&#8217;uscita di un suo libro) (e Don Gallo se ne accorge dopo anni&#8230;)(oppure si potrebbe linkare la solita &#8220;Annosa Questione Mondadori&#8221;)(ma costa fatica) (la legge sull&#8217;editoria fa schifo, l&#8217;ho scritto talmente tante volte che ripeterlo mi sembra un insulto) (legge sull&#8217;editoria che ha ricevuto il beneplacito dell&#8217;ALI). Dicevo&#8230;<br />
.<br />
O si fanno i nomi o è fuffa. Hai paura delle denunce? allora mettiti d&#8217;accordo con altre trenta/quaranta persone convinte delle accuse che fai e denuncia, così non avrai problemi di soldi. Altrimenti, sai quali sono i rischi? Primo. Di accusare implicitamente TUTTI quelli che hanno pubblicato per una grande o media CE. E puzza di invidia, &#8216;sta cosa qui. Peggio: puzza di faciloneria. Secondo. Di creare il terreno ideale per le CE a pagamento che, mi pare di capire, non apprezzi.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: elena		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quarto-consiglio-e-una-nota/comment-page-1/#comment-114552</link>

		<dc:creator><![CDATA[elena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 00:58:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mah, non entro nel merito dei discorsi sull&#039;editoria e sull&#039;industria del libro e faccio solo una considerazione: io personalmente, per una certa mia qual forma di dignità, mi vergognerei profondamente di pagare per poter vedere il mio libriccino pubblicato e poterlo distribuire ad amici, parenti e librai volenterosi della mia città, e poter mettere nel mio blogghino la foto della copertina.
Sarebbe un po&#039; come pagare per ottenere una laurea. Bella soddisfazione.
Insomma, sotto la copertina niente (a parte un ego bisognoso).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mah, non entro nel merito dei discorsi sull&#8217;editoria e sull&#8217;industria del libro e faccio solo una considerazione: io personalmente, per una certa mia qual forma di dignità, mi vergognerei profondamente di pagare per poter vedere il mio libriccino pubblicato e poterlo distribuire ad amici, parenti e librai volenterosi della mia città, e poter mettere nel mio blogghino la foto della copertina.<br />
Sarebbe un po&#8217; come pagare per ottenere una laurea. Bella soddisfazione.<br />
Insomma, sotto la copertina niente (a parte un ego bisognoso).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: perseo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quarto-consiglio-e-una-nota/comment-page-1/#comment-114551</link>

		<dc:creator><![CDATA[perseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 00:22:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Va be ma leggete quello che scrivo o no? Mi avete sentito dire che mi piacciono le case editrici a pagamento che le supporto e che sono una buona cosa? Ho portato degli esempi. Punto. Per dire che non tutti sono degli speculatori, forse il 99% lo sono ma non tutti. Da qui a dire che reputo bene l&#039;editoria a pagamento ce ne passa un sacco se mi permettete. Solo vi dico che non può essere sempre o tutto nero o tutto bianco. Poi Loredana fa benissimo ad essere fedele a se stessa e alle sue idee. Ci sono anche autori così arroganti e sciocchi, scusate, che pur di vedere pubblicato il proprio &quot;capolavoro&quot;sono disposti anche a pagare un sacco di soldi e, come avviene con i maghi, trovi sempre qualcuno disposto a fregarti. E, per l&#039;amor del cielo, NON sto giustificando niente e nessuno. Ma una cosa deve essere chiara. Le case editrici grandi pagheranno pure gli autori ma spesso hanno atteggiamenti vergognosi nei confronti della scrittura. Quando ho iniziato come libraio l&#039;idea era quella di vendere l&#039;oggetto libro. Oggi sono consapevole che se non raggiungo il budget sono fuori. Mi spiace ma come ho già detto ci sono un sacco di sfumature. Personalmente non ho mai pensato di poter vivere di scrittura, con mille euro al mese tolte tutte le spese ho ben poco da essere romantico sulla figura dello scrittore.  Leggo tanti articoli che parlano delle case editrici a pagamento che sono comunque una realtà con la quale occorre fare i conti ma quasi mai leggo delle lotte intestine ai grandi gruppi editoriali, dei giochi di potere, delle guerre a suon di sconti che mettono, di fatto, i piccoli editori (quelli seri che non si fanno pagare) fuori dal mercato. Così come gli autori di mondadori che, a quanto pare, hanno le idee molto chiare sulle case editrici a pagamento non dicono una sola parola sulla legge che ha permesso al gruppo che li pubblica di NON pagare le tasse che deve allo stato italiano. In questo caso a pagare le pubblicazioni di questi libri siamo noi cittadini? Di che si tratta allora? Di pubblicazioni a pagamento? L&#039;unica voce contraria, a parte Mancuso che è ancora all&#039;interno di Mondadori, è stata quella di Don Gallo che ha deciso, per essere coerente con se stesso, di andarsene. Detto questo, se riuscite ad andare oltre gli esempi che ho portato relativi a DUE case editrici che conosco bene, è chiaro che anche io sono contrario a case editrici che non si preoccupano delle persone e della cultura ma solo del denaro. Anche se ora si dovrebbe aprire un intero capitolo sull&#039;industria del libro.
Marino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Va be ma leggete quello che scrivo o no? Mi avete sentito dire che mi piacciono le case editrici a pagamento che le supporto e che sono una buona cosa? Ho portato degli esempi. Punto. Per dire che non tutti sono degli speculatori, forse il 99% lo sono ma non tutti. Da qui a dire che reputo bene l&#8217;editoria a pagamento ce ne passa un sacco se mi permettete. Solo vi dico che non può essere sempre o tutto nero o tutto bianco. Poi Loredana fa benissimo ad essere fedele a se stessa e alle sue idee. Ci sono anche autori così arroganti e sciocchi, scusate, che pur di vedere pubblicato il proprio &#8220;capolavoro&#8221;sono disposti anche a pagare un sacco di soldi e, come avviene con i maghi, trovi sempre qualcuno disposto a fregarti. E, per l&#8217;amor del cielo, NON sto giustificando niente e nessuno. Ma una cosa deve essere chiara. Le case editrici grandi pagheranno pure gli autori ma spesso hanno atteggiamenti vergognosi nei confronti della scrittura. Quando ho iniziato come libraio l&#8217;idea era quella di vendere l&#8217;oggetto libro. Oggi sono consapevole che se non raggiungo il budget sono fuori. Mi spiace ma come ho già detto ci sono un sacco di sfumature. Personalmente non ho mai pensato di poter vivere di scrittura, con mille euro al mese tolte tutte le spese ho ben poco da essere romantico sulla figura dello scrittore.  Leggo tanti articoli che parlano delle case editrici a pagamento che sono comunque una realtà con la quale occorre fare i conti ma quasi mai leggo delle lotte intestine ai grandi gruppi editoriali, dei giochi di potere, delle guerre a suon di sconti che mettono, di fatto, i piccoli editori (quelli seri che non si fanno pagare) fuori dal mercato. Così come gli autori di mondadori che, a quanto pare, hanno le idee molto chiare sulle case editrici a pagamento non dicono una sola parola sulla legge che ha permesso al gruppo che li pubblica di NON pagare le tasse che deve allo stato italiano. In questo caso a pagare le pubblicazioni di questi libri siamo noi cittadini? Di che si tratta allora? Di pubblicazioni a pagamento? L&#8217;unica voce contraria, a parte Mancuso che è ancora all&#8217;interno di Mondadori, è stata quella di Don Gallo che ha deciso, per essere coerente con se stesso, di andarsene. Detto questo, se riuscite ad andare oltre gli esempi che ho portato relativi a DUE case editrici che conosco bene, è chiaro che anche io sono contrario a case editrici che non si preoccupano delle persone e della cultura ma solo del denaro. Anche se ora si dovrebbe aprire un intero capitolo sull&#8217;industria del libro.<br />
Marino</p>
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		<title>
		Di: M.T.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quarto-consiglio-e-una-nota/comment-page-1/#comment-114550</link>

		<dc:creator><![CDATA[M.T.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 23:25:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uno scrittore se è veramente tale e crede nella bontà della sua opera non deve pagare per farsi pubblicare: ognuno fa le sue scelte, ma l&#039;esempio fatto da Ayame di pagare il datore di lavoro per lavorare calza alla perfezione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno scrittore se è veramente tale e crede nella bontà della sua opera non deve pagare per farsi pubblicare: ognuno fa le sue scelte, ma l&#8217;esempio fatto da Ayame di pagare il datore di lavoro per lavorare calza alla perfezione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ayame		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quarto-consiglio-e-una-nota/comment-page-1/#comment-114549</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ayame]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 23:11:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non capisco perché si debba sempre cadere sul &quot;ha iniziato pubblicando senza far pagare ma è finita sul lastrico&quot;. Ma chi se ne frega? Sono affari suoi. Significa che non è stata in grado di portare avanti la sua attività, pazienza. In Italia ci sono oltre diecimila case editrici, da quanto diffondeva l&#039;AIE qualche anno fa, e ne nascono di nuove ogni giorno.
Solo oggi due editori - grazie al cielo NON a pagamento - hanno bussato alla mia casella mail chiedendo che ne parlassi su Writer&#039;s Dream, e sono nati da pochissimo.
Non è chiaro perché a pagare per le incompetenze degli editori devono essere autori - e lettori, perché ricordo che dai test fatti da Writer&#039;s Dream (quattro volte, fin&#039;ora), il 98% degli editori a pagamento hanno accettato questo testo: www.writersdream.org/manoscrittotarocco.pdf, un assemblato di pagine di Wikipedia, stralci di racconti, poesie e articoli di blog. Leggete per credere.
Chi di voi che porta in palmo di mano - o comunque reputa l&#039;editoria a pagamento un bene o non un male - firmerebbe mai un contratto che gli impone di lavorare e pagare il proprio datore di lavoro 1000€ al mese?
Se non si hanno i soldi per aprire un ristorante non lo si apre - o si chiede un mutuo. Di sicuro non si chiede al fornitore di carne, verdure, tavoli e tovaglie di pagare i propri acquisti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non capisco perché si debba sempre cadere sul &#8220;ha iniziato pubblicando senza far pagare ma è finita sul lastrico&#8221;. Ma chi se ne frega? Sono affari suoi. Significa che non è stata in grado di portare avanti la sua attività, pazienza. In Italia ci sono oltre diecimila case editrici, da quanto diffondeva l&#8217;AIE qualche anno fa, e ne nascono di nuove ogni giorno.<br />
Solo oggi due editori &#8211; grazie al cielo NON a pagamento &#8211; hanno bussato alla mia casella mail chiedendo che ne parlassi su Writer&#8217;s Dream, e sono nati da pochissimo.<br />
Non è chiaro perché a pagare per le incompetenze degli editori devono essere autori &#8211; e lettori, perché ricordo che dai test fatti da Writer&#8217;s Dream (quattro volte, fin&#8217;ora), il 98% degli editori a pagamento hanno accettato questo testo: <a href="http://www.writersdream.org/manoscrittotarocco.pdf" rel="nofollow ugc">http://www.writersdream.org/manoscrittotarocco.pdf</a>, un assemblato di pagine di Wikipedia, stralci di racconti, poesie e articoli di blog. Leggete per credere.<br />
Chi di voi che porta in palmo di mano &#8211; o comunque reputa l&#8217;editoria a pagamento un bene o non un male &#8211; firmerebbe mai un contratto che gli impone di lavorare e pagare il proprio datore di lavoro 1000€ al mese?<br />
Se non si hanno i soldi per aprire un ristorante non lo si apre &#8211; o si chiede un mutuo. Di sicuro non si chiede al fornitore di carne, verdure, tavoli e tovaglie di pagare i propri acquisti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea G. Colombo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quarto-consiglio-e-una-nota/comment-page-1/#comment-114548</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea G. Colombo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 23:11:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che quello che conferma Perseo, tagli la testa al toro: se già alcuni libri di primarie case editrici hanno zero possibilità di essere venduti, quante ne hanno i libri degli editori a pagamento?
Non arrivano praticamente mai in libreria, quindi che utilità hanno? Se davvero servono per farsi notare da chicchessia nel mondo editoriale, che senso ha pagare un editore per farsi stampare? Tanto vale mandare un PDF, perché qualsiasi editor degno di questo nome sa bene quali siano gli editori a pagamento e quali no, e non credo si lasci impressionare da uno di questi volumi. Anzi, penso che presentarsi con un simile biglietto da visita spesso equivalga a darsi la zappa sui piedi.
Ai lettori, questi libri, non arriveranno mai, a meno che l&#039;autore non si metta a venderli porta a porta. Non godranno di un minimo di ufficio stampa e se ce l&#039;hanno, viene vanificato dalla reputazione dell&#039;editore stesso (qualsiasi redazione di sito web o rivista, un minimo sgamata, sa bene quali libri evitare in questo senso).
Non capisco quale possa essere, allora, l&#039;utilità di una simile pubblicazione se non arricchire questa anomala tipologia di editore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che quello che conferma Perseo, tagli la testa al toro: se già alcuni libri di primarie case editrici hanno zero possibilità di essere venduti, quante ne hanno i libri degli editori a pagamento?<br />
Non arrivano praticamente mai in libreria, quindi che utilità hanno? Se davvero servono per farsi notare da chicchessia nel mondo editoriale, che senso ha pagare un editore per farsi stampare? Tanto vale mandare un PDF, perché qualsiasi editor degno di questo nome sa bene quali siano gli editori a pagamento e quali no, e non credo si lasci impressionare da uno di questi volumi. Anzi, penso che presentarsi con un simile biglietto da visita spesso equivalga a darsi la zappa sui piedi.<br />
Ai lettori, questi libri, non arriveranno mai, a meno che l&#8217;autore non si metta a venderli porta a porta. Non godranno di un minimo di ufficio stampa e se ce l&#8217;hanno, viene vanificato dalla reputazione dell&#8217;editore stesso (qualsiasi redazione di sito web o rivista, un minimo sgamata, sa bene quali libri evitare in questo senso).<br />
Non capisco quale possa essere, allora, l&#8217;utilità di una simile pubblicazione se non arricchire questa anomala tipologia di editore.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: perseo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quarto-consiglio-e-una-nota/comment-page-1/#comment-114547</link>

		<dc:creator><![CDATA[perseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 21:20:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ulteriori considerazioni:
Le novità mondadori arrivano in libreria ogni martedì, quelle rizzoli il mercoledì le messaggerie il giovedì. Si parla, ogni volta, di molte scatole, dalle 20 alle 60. Ogni scatola contiene almeno una cinquantina di titoli (titoli che vanno da una copia a un numero infinito dipende da chi è lo o la scrittore/scrittrice). Le novità che arrivano in più copie vengono messe in &quot;piletta&quot; (ben visibili con precedenza agli editori di riferimento) quelli che arrivano in una copia vengono messi a scaffale fra altre centinaia di libri. Se è un esordiente su cui la casa editrice non ha spinto arrivano di media 1/2 copie del suo titolo che immediatamente si perde fra altri titoli. Se l&#039;esordiente non ha passaggi televisivi, recensioni su giornali o cose del genere la sua vendibilità è vicino allo zero. Poi ci sono i casi, ovviamente. Coloro che, per un motivo o per un altro, fanno breccia nel cuore dei lettori (sto parlando di quelli che vendono nonostante non abbiano avuto passaggi televisivi e non sono radicati in qualche realtà). Andiamo a vedere i dati, sono davvero pochi purtroppo. Un libro nuovo rimane in libreria, di solito, tre mesi, trascorsi i quali, a causa dell&#039;enorme numero di libri che arrivano tutte le settimane, i titoli con bassa vendibilità vengono resi all&#039;editore (se ne tiene al massimo 1/2 copie se hanno venduto qualcosa se ne tengono 0 copie se non ha venduto nulla e l&#039;autore non è conosciuto). Solo considerazioni su cui magari occorre riflettere. è un mercato imperfetto. Marchionne insegna.
Marino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ulteriori considerazioni:<br />
Le novità mondadori arrivano in libreria ogni martedì, quelle rizzoli il mercoledì le messaggerie il giovedì. Si parla, ogni volta, di molte scatole, dalle 20 alle 60. Ogni scatola contiene almeno una cinquantina di titoli (titoli che vanno da una copia a un numero infinito dipende da chi è lo o la scrittore/scrittrice). Le novità che arrivano in più copie vengono messe in &#8220;piletta&#8221; (ben visibili con precedenza agli editori di riferimento) quelli che arrivano in una copia vengono messi a scaffale fra altre centinaia di libri. Se è un esordiente su cui la casa editrice non ha spinto arrivano di media 1/2 copie del suo titolo che immediatamente si perde fra altri titoli. Se l&#8217;esordiente non ha passaggi televisivi, recensioni su giornali o cose del genere la sua vendibilità è vicino allo zero. Poi ci sono i casi, ovviamente. Coloro che, per un motivo o per un altro, fanno breccia nel cuore dei lettori (sto parlando di quelli che vendono nonostante non abbiano avuto passaggi televisivi e non sono radicati in qualche realtà). Andiamo a vedere i dati, sono davvero pochi purtroppo. Un libro nuovo rimane in libreria, di solito, tre mesi, trascorsi i quali, a causa dell&#8217;enorme numero di libri che arrivano tutte le settimane, i titoli con bassa vendibilità vengono resi all&#8217;editore (se ne tiene al massimo 1/2 copie se hanno venduto qualcosa se ne tengono 0 copie se non ha venduto nulla e l&#8217;autore non è conosciuto). Solo considerazioni su cui magari occorre riflettere. è un mercato imperfetto. Marchionne insegna.<br />
Marino</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: perseo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quarto-consiglio-e-una-nota/comment-page-1/#comment-114546</link>

		<dc:creator><![CDATA[perseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 20:58:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4169#comment-114546</guid>

					<description><![CDATA[Lara scusa se insisto ma NON ho detto che pubblicare a pagamento è un bene. Mi sono limitato a portare due esempi, pochi, in un mare di case editrici. Lo ripeto, NON sto dicendo di pagare per pubblicare sto dicendo che siamo in tanti a scrivere, che la maggior parte delle case editrici grandi da pochissimo spazio a giovani autori a meno che non abbiano  la certezza di poter vendere il proprio prodotto. Va meglio con case editrici medie, per esempio Fazi, che, a parte quella che io considero la svista di Melissa P., propone anche opere giovani di buon livello. O Meridiano zero o Minimum fax o Playground per fare solo alcuni esempi. Guarda mi dispiace ma quella degli editor che riscrivono pezzi interi di libri non è una favola metropolitana, tutti negano ovviamente ma ti assicuro che, essendo nel mercato del libro anche io, ho sentito storie direttamente da scrittori ed editor. Scrittori ed editor che sarebbero pronti a giurare sulla propria testa che questa cosa non è assolutamente vera. E con questo NON sto dicendo che tutti gli scrittori che pubblicano sono prodotti solo per il mercato perché sarebbe ingiusto nei confronti di decine di scrittori che grazie alle proprie doti sono arrivati alla pubblicazione. Può pure succedere che vada bene alla prima. Mondadori sul proprio sito ha messo un numero di telefono da chiamare prima di spedire il romanzo, ho chiamato qualche anno fa e la risposta è stata che pretendere di pubblicare un primo romanzo con una delle case editrici più importanti del paese è un po&#039; presuntuoso. Avevo chiesto solo se potevo mandare il manoscritto. E, di nuovo, con questo NON voglio dire che Mondadori pubblichi solo romanzi &quot;sicuri&quot;. Non so se mi sono spiegato. Io penso solo che un po&#039; di disillusione in questo campo, come nel resto della vita (senza diventare cinici magari) serva anche per non cadere in trappole pericolose e dispendiose. E, scusa di nuovo se insisto, ma l&#039;esordiente tira solo se ha alle spalle un team e una sponsorizzazione ottima. Altrimenti facciamo la fine della favola del &quot;successo per passaparola&quot; di autori primi in classifica dopo mille passaggi televisivi.
Marino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lara scusa se insisto ma NON ho detto che pubblicare a pagamento è un bene. Mi sono limitato a portare due esempi, pochi, in un mare di case editrici. Lo ripeto, NON sto dicendo di pagare per pubblicare sto dicendo che siamo in tanti a scrivere, che la maggior parte delle case editrici grandi da pochissimo spazio a giovani autori a meno che non abbiano  la certezza di poter vendere il proprio prodotto. Va meglio con case editrici medie, per esempio Fazi, che, a parte quella che io considero la svista di Melissa P., propone anche opere giovani di buon livello. O Meridiano zero o Minimum fax o Playground per fare solo alcuni esempi. Guarda mi dispiace ma quella degli editor che riscrivono pezzi interi di libri non è una favola metropolitana, tutti negano ovviamente ma ti assicuro che, essendo nel mercato del libro anche io, ho sentito storie direttamente da scrittori ed editor. Scrittori ed editor che sarebbero pronti a giurare sulla propria testa che questa cosa non è assolutamente vera. E con questo NON sto dicendo che tutti gli scrittori che pubblicano sono prodotti solo per il mercato perché sarebbe ingiusto nei confronti di decine di scrittori che grazie alle proprie doti sono arrivati alla pubblicazione. Può pure succedere che vada bene alla prima. Mondadori sul proprio sito ha messo un numero di telefono da chiamare prima di spedire il romanzo, ho chiamato qualche anno fa e la risposta è stata che pretendere di pubblicare un primo romanzo con una delle case editrici più importanti del paese è un po&#8217; presuntuoso. Avevo chiesto solo se potevo mandare il manoscritto. E, di nuovo, con questo NON voglio dire che Mondadori pubblichi solo romanzi &#8220;sicuri&#8221;. Non so se mi sono spiegato. Io penso solo che un po&#8217; di disillusione in questo campo, come nel resto della vita (senza diventare cinici magari) serva anche per non cadere in trappole pericolose e dispendiose. E, scusa di nuovo se insisto, ma l&#8217;esordiente tira solo se ha alle spalle un team e una sponsorizzazione ottima. Altrimenti facciamo la fine della favola del &#8220;successo per passaparola&#8221; di autori primi in classifica dopo mille passaggi televisivi.<br />
Marino</p>
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