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	Commenti a: QUATTRO. SPOPOLARE I BUCOLICI. REALISMO CAPITALISTA E NOCCIOLE.	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Thu, 08 Jul 2021 15:32:03 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Luca Perilli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2021 15:32:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Acutissima la scelta di questa citazione, cara Loredana.
Una generazione di orfani insoddisfatti e impauriti rischia di scegliersi nuovi genitori, magari ben più autoritari e spietati di quelli che non ha conosciuto se non in racconti lontani e adeguatamente mitizzati... ciò che sta accadendo nella politica italiana è in tal senso illuminante.
Sì, perché la vera domanda è: come può una generazione di orfani diventare genitrice soprattutto se ha passato troppo tempo della propria vita nel &quot;favoloso party&quot; a consumare e dilapidare senza &quot;costruire vita&quot; (ovviamente in ampio senso metaforico, mi riferisco solo in parte al tema dell&#039;infecondità che comunque rischia di entrarci anch&#039;esso)? Come può recuperare modelli più costruttivi che non ha conosciuto o che ha cancellato? Anche qui il dibattito su neofascismo e denigrazione della Resistenza è illuminante, in tal senso.
Ho la vaga sensazione che in questo momento l&#039;unica ribellione possibile coincida col concetto di distruzione, altra direzione che mi sembra abbiamo collettivamente imboccato con una certa decisione. Sembrando inesorabile solo perché, da non-genitori privi di modelli davvero positivi, non siamo neanche capaci di immaginarne o di sognarne una diversa.
Temo che Luciano Gallino avesse ragione da vendere quando bollò il &quot;riflusso&quot; degli anni Ottanta -con tutte le conseguenze successive, che ora sembrano essere arrivate al loro compimento- come una riuscitissima &quot;lotta di classe&quot; al contrario; non so però se ne avesse intuito in pieno la carica autodistruttiva. Forse sì, guardando al depauperamento e allo sfruttamento intensivo (umano e materiale) che porta con sé: i noccioleti, le superstrade, gli oleodotti, i deltaplani, mi sembra che parlino più delle sue accorate parole non ascoltate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Acutissima la scelta di questa citazione, cara Loredana.<br />
Una generazione di orfani insoddisfatti e impauriti rischia di scegliersi nuovi genitori, magari ben più autoritari e spietati di quelli che non ha conosciuto se non in racconti lontani e adeguatamente mitizzati&#8230; ciò che sta accadendo nella politica italiana è in tal senso illuminante.<br />
Sì, perché la vera domanda è: come può una generazione di orfani diventare genitrice soprattutto se ha passato troppo tempo della propria vita nel &#8220;favoloso party&#8221; a consumare e dilapidare senza &#8220;costruire vita&#8221; (ovviamente in ampio senso metaforico, mi riferisco solo in parte al tema dell&#8217;infecondità che comunque rischia di entrarci anch&#8217;esso)? Come può recuperare modelli più costruttivi che non ha conosciuto o che ha cancellato? Anche qui il dibattito su neofascismo e denigrazione della Resistenza è illuminante, in tal senso.<br />
Ho la vaga sensazione che in questo momento l&#8217;unica ribellione possibile coincida col concetto di distruzione, altra direzione che mi sembra abbiamo collettivamente imboccato con una certa decisione. Sembrando inesorabile solo perché, da non-genitori privi di modelli davvero positivi, non siamo neanche capaci di immaginarne o di sognarne una diversa.<br />
Temo che Luciano Gallino avesse ragione da vendere quando bollò il &#8220;riflusso&#8221; degli anni Ottanta -con tutte le conseguenze successive, che ora sembrano essere arrivate al loro compimento- come una riuscitissima &#8220;lotta di classe&#8221; al contrario; non so però se ne avesse intuito in pieno la carica autodistruttiva. Forse sì, guardando al depauperamento e allo sfruttamento intensivo (umano e materiale) che porta con sé: i noccioleti, le superstrade, gli oleodotti, i deltaplani, mi sembra che parlino più delle sue accorate parole non ascoltate.</p>
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