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	Commenti a: QUEL CHE RESTA DEL GIORNO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Ghedo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ghedo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 21:54:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[quella donna che dice mi picchia ma lo amo sta probabilmente con uno che dice la picchio ma la amo, i condizionamenti culturali e sociali agiscono sulle donne come sugli uomini, mi chiedo, com&#039;e&#039; che si parla della &quot;coazione a ripetere&quot; delle donne nel trovarsi partner violenti e non si parla di quella di uomini picchiatori recidivi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>quella donna che dice mi picchia ma lo amo sta probabilmente con uno che dice la picchio ma la amo, i condizionamenti culturali e sociali agiscono sulle donne come sugli uomini, mi chiedo, com&#8217;e&#8217; che si parla della &#8220;coazione a ripetere&#8221; delle donne nel trovarsi partner violenti e non si parla di quella di uomini picchiatori recidivi?</p>
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		Di: zauberilla		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[zauberilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 15:48:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E che pensava ar sessismo daxeman, figurete:) anche coattello me irrita.
se proprio mi vuoi addossare degli improperi che giudichi anacronistici, scegli &quot;classista&quot;.
Ci andrei piano col parallelo con i campi di concentramento - per favore.
Perchè, nessuno ebreo e non è finito in un lager pensando che la cosa fosse diversa da quella che era, aveva una razionale valutazione della realtà distorta da cose che non voleva vedere. Tanto meno aveva pretese salvifiche. Le dinamiche in atto sono ben altre.
Nei lager non ci si torna. Ma  - da come ho appreso nella mia esperienza al telefono rosa - moltissime donne Falilulela tendono a ritrovarsi nelle stessa identica situazione. Non tutte, per carità. Ma molte e molte.
Se no saqrebbe tutto anche più semplice.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E che pensava ar sessismo daxeman, figurete:) anche coattello me irrita.<br />
se proprio mi vuoi addossare degli improperi che giudichi anacronistici, scegli &#8220;classista&#8221;.<br />
Ci andrei piano col parallelo con i campi di concentramento &#8211; per favore.<br />
Perchè, nessuno ebreo e non è finito in un lager pensando che la cosa fosse diversa da quella che era, aveva una razionale valutazione della realtà distorta da cose che non voleva vedere. Tanto meno aveva pretese salvifiche. Le dinamiche in atto sono ben altre.<br />
Nei lager non ci si torna. Ma  &#8211; da come ho appreso nella mia esperienza al telefono rosa &#8211; moltissime donne Falilulela tendono a ritrovarsi nelle stessa identica situazione. Non tutte, per carità. Ma molte e molte.<br />
Se no saqrebbe tutto anche più semplice.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Falilulela		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quel-che-resta-del-giorno/comment-page-1/#comment-97248</link>

		<dc:creator><![CDATA[Falilulela]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 14:46:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non sono anonima, nella foga non ho indicato il mio nome.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono anonima, nella foga non ho indicato il mio nome.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Anonimo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quel-che-resta-del-giorno/comment-page-1/#comment-97247</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 14:43:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E se chiedessimo  alle  donne che hanno smesso di buscarle: &quot;Stavate meglio prima o ora, ragazze?&quot; Io credo che ben poche tornerebbero nella tana dal lupo.
Le donne maltrattate non denunciano per una serie di motivi e una serie di problemi, ma stanno male. Convivere con la paura non rende più sveglie e dopo anni di soprusi la personalità delle persona che subisce è spesso piegata e &quot;piagata&quot;.
Chi esce di prigione, chi viene liberato dopo un sequestro, o chi torna (o tornava) a casa dopo la detenzione in un campo di concentramento, con quali fantasmi era costretto a misurarsi, con quali traumi, con quali  sconvolgenti ricordi? Se poi la persona in questione avesse scelto un certo tipo d&#039;uomo anche in base a eventuali  problematiche pregresse... te la raccomando!  Provate solo a pensare allo sconvolgimento e alla insicurezza che ci lascia addosso uno scippo. Finiamola di considerare le donne maltrattate come delle idiote, perchè sono in realtà delle vittime
talmente conciate da dover essere aiutate a capire che non sono loro a &quot; meritarsele &quot; perchè è addirittura da lì che si deve partire per aiutarle
a considerare con occhi diversi la loro realtà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E se chiedessimo  alle  donne che hanno smesso di buscarle: &#8220;Stavate meglio prima o ora, ragazze?&#8221; Io credo che ben poche tornerebbero nella tana dal lupo.<br />
Le donne maltrattate non denunciano per una serie di motivi e una serie di problemi, ma stanno male. Convivere con la paura non rende più sveglie e dopo anni di soprusi la personalità delle persona che subisce è spesso piegata e &#8220;piagata&#8221;.<br />
Chi esce di prigione, chi viene liberato dopo un sequestro, o chi torna (o tornava) a casa dopo la detenzione in un campo di concentramento, con quali fantasmi era costretto a misurarsi, con quali traumi, con quali  sconvolgenti ricordi? Se poi la persona in questione avesse scelto un certo tipo d&#8217;uomo anche in base a eventuali  problematiche pregresse&#8230; te la raccomando!  Provate solo a pensare allo sconvolgimento e alla insicurezza che ci lascia addosso uno scippo. Finiamola di considerare le donne maltrattate come delle idiote, perchè sono in realtà delle vittime<br />
talmente conciate da dover essere aiutate a capire che non sono loro a &#8221; meritarsele &#8221; perchè è addirittura da lì che si deve partire per aiutarle<br />
a considerare con occhi diversi la loro realtà.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: The Daxman		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quel-che-resta-del-giorno/comment-page-1/#comment-97246</link>

		<dc:creator><![CDATA[The Daxman]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 12:56:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per tutti: non scherziamo, non ho mica detto che il mio punto di vista rappresenta l&#039;unico rapporto causa effetto nelle violenze. Le violenze, come tutti i gravi fenomeni storico-sociali, hanno più cause. A mio parere, però, quella di cui ho parlato io è la principale in quanto un ramo di un vizio nazionale assai radicato e trasversale.
Ma per me è più importante puntualizzare che non è vero che non ci sono alternative o altri modelli.
A proposito del termine &quot;coattella&quot;: ovviamente esiste anche la variante maschile (che, se è per questo, è quella più in uso) e l&#039;ho adoperata unicamente per inserire un personaggio da me conosciuto in una categoria che, piaccia o no, esiste. Vi inviterei a non gridare &quot;al sessista&quot; non appena vi pare di vederne l&#039;ombra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per tutti: non scherziamo, non ho mica detto che il mio punto di vista rappresenta l&#8217;unico rapporto causa effetto nelle violenze. Le violenze, come tutti i gravi fenomeni storico-sociali, hanno più cause. A mio parere, però, quella di cui ho parlato io è la principale in quanto un ramo di un vizio nazionale assai radicato e trasversale.<br />
Ma per me è più importante puntualizzare che non è vero che non ci sono alternative o altri modelli.<br />
A proposito del termine &#8220;coattella&#8221;: ovviamente esiste anche la variante maschile (che, se è per questo, è quella più in uso) e l&#8217;ho adoperata unicamente per inserire un personaggio da me conosciuto in una categoria che, piaccia o no, esiste. Vi inviterei a non gridare &#8220;al sessista&#8221; non appena vi pare di vederne l&#8217;ombra.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: zauberilla		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quel-che-resta-del-giorno/comment-page-1/#comment-97245</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 12:27:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Guido tedoldi, e volendo anche Daxeman e chi vuole ancora.
Non si può analizzare un fenomeno del genere usando come metro solo se stessi, le proprie relazioni e le persone che abbiamo accanto. Anche se sono un ottimo punto di partenza. L&#039;indagine istat sulle donne di cui molto si è parlato, ha riportato questo dato interessante e su cui vale la pena riflettere: la violenza sulle donne aumenta nei centri urbano e nel nord italia. Incrociando questi dati con quelli occupazionali, e con altri forniti dalla medesima indagine istat in cui molti items concernevano lo stile di coppia e di relazione, si apprende che c&#039;è un rapporto di proporzionalità diretta tra occupazione ed emancipazione da una parte e violenza sulle donne dall&#039;altra. Questo non vuol dire che tutti gli uomini di Milano siano aggressivi e maneschi, ma che alcuni di essi tendono ad esserlo di più rispetto ai compagni di un paese delle Sicilia che ancora (per poco credo) vivono in una divisione di ruoli ordinata e simmetrica senza destabilizzanti confusioni.
In parte io credo anche che Daxeman abbia ragione (anche se devo dire la parola &quot;coattella&quot; mi ripugna e mi rinvia a una serie di impressioni sgradevoli) e in una percentuale consistente di casi, c&#039;è una reciproca scelta inconscia tra persona violenta e persona soggetta a violenze. Non è la totalità dei casi, e le cause sono moltissime. Ma come ci sono uomini reiteratamente violenti, ci sono donne che in successione si prendono uomini che presto o tardi manifestano le stesse tendenze violente. Credo che si potrebbe anche ragionare su come la cultura plasma la patologia.
E&#039; come se la cultura offrisse dei codici al malessere di esprimersi. Come se un disamore per se, uno squilibrio - in un senso come nell&#039;altro trovasse in certi comportamenti un codice per esprimersi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guido tedoldi, e volendo anche Daxeman e chi vuole ancora.<br />
Non si può analizzare un fenomeno del genere usando come metro solo se stessi, le proprie relazioni e le persone che abbiamo accanto. Anche se sono un ottimo punto di partenza. L&#8217;indagine istat sulle donne di cui molto si è parlato, ha riportato questo dato interessante e su cui vale la pena riflettere: la violenza sulle donne aumenta nei centri urbano e nel nord italia. Incrociando questi dati con quelli occupazionali, e con altri forniti dalla medesima indagine istat in cui molti items concernevano lo stile di coppia e di relazione, si apprende che c&#8217;è un rapporto di proporzionalità diretta tra occupazione ed emancipazione da una parte e violenza sulle donne dall&#8217;altra. Questo non vuol dire che tutti gli uomini di Milano siano aggressivi e maneschi, ma che alcuni di essi tendono ad esserlo di più rispetto ai compagni di un paese delle Sicilia che ancora (per poco credo) vivono in una divisione di ruoli ordinata e simmetrica senza destabilizzanti confusioni.<br />
In parte io credo anche che Daxeman abbia ragione (anche se devo dire la parola &#8220;coattella&#8221; mi ripugna e mi rinvia a una serie di impressioni sgradevoli) e in una percentuale consistente di casi, c&#8217;è una reciproca scelta inconscia tra persona violenta e persona soggetta a violenze. Non è la totalità dei casi, e le cause sono moltissime. Ma come ci sono uomini reiteratamente violenti, ci sono donne che in successione si prendono uomini che presto o tardi manifestano le stesse tendenze violente. Credo che si potrebbe anche ragionare su come la cultura plasma la patologia.<br />
E&#8217; come se la cultura offrisse dei codici al malessere di esprimersi. Come se un disamore per se, uno squilibrio &#8211; in un senso come nell&#8217;altro trovasse in certi comportamenti un codice per esprimersi.</p>
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		<title>
		Di: Davide		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quel-che-resta-del-giorno/comment-page-1/#comment-97244</link>

		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 12:00:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vorrà dire che continueremo ognuno con la propria &quot;vecchia storia&quot;: io con quella dei condizionamenti culturali, lei con quella delle donne che amano solo gli Stronzi (anche se, la prego, lei continui a essere &quot;gentile educato e rispettoso&quot;: avrà capito da sé che è molto meglio).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrà dire che continueremo ognuno con la propria &#8220;vecchia storia&#8221;: io con quella dei condizionamenti culturali, lei con quella delle donne che amano solo gli Stronzi (anche se, la prego, lei continui a essere &#8220;gentile educato e rispettoso&#8221;: avrà capito da sé che è molto meglio).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quel-che-resta-del-giorno/comment-page-1/#comment-97243</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 10:42:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[:)
Mi sa che lei ha letto un altro libro. Comunque, ogni interpretazione è benvenuta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>🙂<br />
Mi sa che lei ha letto un altro libro. Comunque, ogni interpretazione è benvenuta.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: The Daxman		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quel-che-resta-del-giorno/comment-page-1/#comment-97242</link>

		<dc:creator><![CDATA[The Daxman]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 10:39:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche no. Se posso permettermi, una delle cose che contesto al suo libro è quella di cercare solamente negli eccessi, e di innalzare i casi eclatanti a normalità. E&#039; ovvio che Uomini e Donne o le Winx e derivati sono ciò di cui si parla di più in ALCUNI media che vengono seguiti da un certo strato di popolazione che in Italia tende a essere la maggioranza. Ma non è nemmeno vero che siano TUTTI così. Allo stesso modo non mi sembra che i nomi da me citati siano prodotti di nicchia, e non c&#039;è un organo della catto/plutocrazia maschilista che censura i prodotti culturali di dissenso femminista.
A proposito dei distinguo. Un&#039;altra cosa che critico del suo libro è un certo tipo di fondamentalismo &quot;femminista&quot; per cui necessariamente una donna, per affrancarsi dall&#039;oppressione maschile, deve trasformarsi in un uomo, come se poi i valori maschili abbiano chissà cosa da essere invidiati. Prendersela poi con il colore rosa in sé o con l&#039;uso di poteri magici da parte dei personaggi femminili mi è sembrato davvero un estremismo fine a se stesso (come se non ci fossero uomini che indossano cose rosa o personaggi maschili magici). Per esempio, io odio Kill Bill e la sua protagonista, ma allo stesso modo in cui odio Rambo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche no. Se posso permettermi, una delle cose che contesto al suo libro è quella di cercare solamente negli eccessi, e di innalzare i casi eclatanti a normalità. E&#8217; ovvio che Uomini e Donne o le Winx e derivati sono ciò di cui si parla di più in ALCUNI media che vengono seguiti da un certo strato di popolazione che in Italia tende a essere la maggioranza. Ma non è nemmeno vero che siano TUTTI così. Allo stesso modo non mi sembra che i nomi da me citati siano prodotti di nicchia, e non c&#8217;è un organo della catto/plutocrazia maschilista che censura i prodotti culturali di dissenso femminista.<br />
A proposito dei distinguo. Un&#8217;altra cosa che critico del suo libro è un certo tipo di fondamentalismo &#8220;femminista&#8221; per cui necessariamente una donna, per affrancarsi dall&#8217;oppressione maschile, deve trasformarsi in un uomo, come se poi i valori maschili abbiano chissà cosa da essere invidiati. Prendersela poi con il colore rosa in sé o con l&#8217;uso di poteri magici da parte dei personaggi femminili mi è sembrato davvero un estremismo fine a se stesso (come se non ci fossero uomini che indossano cose rosa o personaggi maschili magici). Per esempio, io odio Kill Bill e la sua protagonista, ma allo stesso modo in cui odio Rambo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/quel-che-resta-del-giorno/comment-page-1/#comment-97241</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 10:24:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Complimenti. A parte che si potrebbero fare molti distinguo sulla metà dei personaggi citati, come mi sono permessa di fare nel libro.
Suppongo immaginerai che l&#039;elenco opposto occuperebbe molte, ma molte più righe, giusto?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti. A parte che si potrebbero fare molti distinguo sulla metà dei personaggi citati, come mi sono permessa di fare nel libro.<br />
Suppongo immaginerai che l&#8217;elenco opposto occuperebbe molte, ma molte più righe, giusto?</p>
]]></content:encoded>
		
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