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	Commenti a: QUESTIONE DI NASO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: mario pandiani		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/questione-di-naso/comment-page-1/#comment-96809</link>

		<dc:creator><![CDATA[mario pandiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 22:25:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie a ferrigno per aver riportato la questione su un piano di giudizio più chiaro, credo che, se non l&#039;anno già fatto a suo tempo e ne stiamo vedendo i risultati, gli scienziati dovrebbero occuparsi dei giornalisti.
La questione degli slip l&#039;avevo letta la prima volta su una strip di Claire Bretécher negli anni &#039;70 e mi aveva fatto molto ridere, oggi che le percezioni sono cambiate mi immagino Omer Simpson che si offre volontario per i test sul seme; mitico!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a ferrigno per aver riportato la questione su un piano di giudizio più chiaro, credo che, se non l&#8217;anno già fatto a suo tempo e ne stiamo vedendo i risultati, gli scienziati dovrebbero occuparsi dei giornalisti.<br />
La questione degli slip l&#8217;avevo letta la prima volta su una strip di Claire Bretécher negli anni &#8217;70 e mi aveva fatto molto ridere, oggi che le percezioni sono cambiate mi immagino Omer Simpson che si offre volontario per i test sul seme; mitico!</p>
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		Di: ferrigno		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ferrigno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 14:16:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le 6417 riviste scientifiche sono a quest&#039;indirizzo:
http://admin-apps.isiknowledge.com/JCR/JCR?RQ=TITLES_FULL]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le 6417 riviste scientifiche sono a quest&#8217;indirizzo:<br />
<a href="http://admin-apps.isiknowledge.com/JCR/JCR?RQ=TITLES_FULL" rel="nofollow ugc">http://admin-apps.isiknowledge.com/JCR/JCR?RQ=TITLES_FULL</a></p>
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		Di: ferrigno		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/questione-di-naso/comment-page-1/#comment-96807</link>

		<dc:creator><![CDATA[ferrigno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 14:13:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara lipperini, l&#039;articolo -pubblicato su Proc Biol Sci, ha per titolo:
&quot;MHC-correlated odour preferences in humans and the use of oral contraceptives&quot;,
non &quot;Ethic implications associated with pill use&quot;
Gli autori concludono che:
&quot;Across tests, we found a significant preference shift towards MHC similarity associated with pill use, which was not evident in the control group. If odour plays a role in human mate choice, our results suggest that contraceptive pill use could disrupt disassortative mate preferences&quot;
Sull&#039;&lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18700206?ordinalpos=1&#038;itool=EntrezSystem2.PEntrez.Pubmed.Pubmed_ResultsPanel.Pubmed_RVDocSum&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;abstract&lt;/a&gt; non ci sono argomentazioni contro la pillola nè sono estrapolate implicazioni etiche dai dati ottenuti.
Gli autori si limitano a comunicare questo:&quot;we found a significant preference shift towards MHC similarity associated with pill use&quot;. Anche quando parlano di &quot;possible fertility costs&quot;, non stanno facendo i moralisti, non stanno sostenendo che procreare sia un dovere imprescindibile per la donna. Rimane solo un dato di fatto: le donne che usano la pillola tendono a riconoscere e preferire mediante l&#039;olfatto uomini con un sistema MHC simile al loro. Con possibili costi in termini di fertilità. Punto.
Per la cronaca, tempo fa è uscito uno studio su &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9751347?ordinalpos=2&#038;itool=EntrezSystem2.PEntrez.Pubmed.Pubmed_ResultsPanel.Pubmed_RVDocSum&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;l&#039;uso degli slip negli uomini e i conseguenti possibili costi in termini di fertilità&lt;/a&gt;.
Un&#039;ultima cosa. Più sopra qualcuno diceva che gli scienziati dovrebbero occuparsi piuttosto di &quot;come la vita di oggi, le nuove tecnologie, l’alimentazione, lo smog e quant’altro possa avere influenze - anche a livello genetico - su ovuli-spermatozoi-feti-embrioni-bambinelli.&quot;
Bof, inserendo &quot;pollution fertility human&quot; come chiavi di ricerca su &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;pubmed&lt;/a&gt; vengono fuori 134 articoli. News: gli scienziati se ne stanno occupando.
La verità è che oggi, (ISI WEB indicizza &lt;a href=&quot;http://admin-apps.isiknowledge.com/JCR/JCR#&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;6417 riviste scientifiche&lt;/a&gt;) gli scienziati si occupano praticamente di qualsiasi cosa. E a fare da filtro sono i giornalisti, anche in base ai loro pregiudizi etici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara lipperini, l&#8217;articolo -pubblicato su Proc Biol Sci, ha per titolo:<br />
&#8220;MHC-correlated odour preferences in humans and the use of oral contraceptives&#8221;,<br />
non &#8220;Ethic implications associated with pill use&#8221;<br />
Gli autori concludono che:<br />
&#8220;Across tests, we found a significant preference shift towards MHC similarity associated with pill use, which was not evident in the control group. If odour plays a role in human mate choice, our results suggest that contraceptive pill use could disrupt disassortative mate preferences&#8221;<br />
Sull&#8217;<a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18700206?ordinalpos=1&amp;itool=EntrezSystem2.PEntrez.Pubmed.Pubmed_ResultsPanel.Pubmed_RVDocSum" rel="nofollow ugc">abstract</a> non ci sono argomentazioni contro la pillola nè sono estrapolate implicazioni etiche dai dati ottenuti.<br />
Gli autori si limitano a comunicare questo:&#8221;we found a significant preference shift towards MHC similarity associated with pill use&#8221;. Anche quando parlano di &#8220;possible fertility costs&#8221;, non stanno facendo i moralisti, non stanno sostenendo che procreare sia un dovere imprescindibile per la donna. Rimane solo un dato di fatto: le donne che usano la pillola tendono a riconoscere e preferire mediante l&#8217;olfatto uomini con un sistema MHC simile al loro. Con possibili costi in termini di fertilità. Punto.<br />
Per la cronaca, tempo fa è uscito uno studio su <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9751347?ordinalpos=2&amp;itool=EntrezSystem2.PEntrez.Pubmed.Pubmed_ResultsPanel.Pubmed_RVDocSum" rel="nofollow ugc">l&#8217;uso degli slip negli uomini e i conseguenti possibili costi in termini di fertilità</a>.<br />
Un&#8217;ultima cosa. Più sopra qualcuno diceva che gli scienziati dovrebbero occuparsi piuttosto di &#8220;come la vita di oggi, le nuove tecnologie, l’alimentazione, lo smog e quant’altro possa avere influenze &#8211; anche a livello genetico &#8211; su ovuli-spermatozoi-feti-embrioni-bambinelli.&#8221;<br />
Bof, inserendo &#8220;pollution fertility human&#8221; come chiavi di ricerca su <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/" rel="nofollow ugc">pubmed</a> vengono fuori 134 articoli. News: gli scienziati se ne stanno occupando.<br />
La verità è che oggi, (ISI WEB indicizza <a href="http://admin-apps.isiknowledge.com/JCR/JCR#" rel="nofollow ugc">6417 riviste scientifiche</a>) gli scienziati si occupano praticamente di qualsiasi cosa. E a fare da filtro sono i giornalisti, anche in base ai loro pregiudizi etici.</p>
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		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/questione-di-naso/comment-page-1/#comment-96806</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 19:11:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se anche un giorno dovessero - gli scienziati - scoprire che la macchina umana non ha neanche un lanternino di libero arbitrio e quindi &quot;sostanzialmente&quot; nulla ci differenzia da un computer; se anche dovesse arrivare quel giorno niente ci impedirebbe di continuare a credere ai nostri valori ed eventualmente lottare per farli rispettare.
Parlando poi dell&#039;educazione dei bambini in generale, a prescindere dal genere, credo che il buon senso dei genitori e la spinta a non omologarsi siano due fattori imprescindibili. Senza arrivare agli estremi di Oscar - per me è giusto che le donne possano fare le soldatesse per motivi di stipendio (è pur sempre una chance in più), ma non è che mi auguri di vedere gli eserciti pieni di donne - è evidente che un donna emancipata su molti versanti (come l&#039;uomo emancipato su molti versanti) presenti tratti di fascinazione e interesse maggiori. O forse questi sono soltanto i miei gusti, chissà.
Non so quale luminare disse che il livello di civiltà di un popolo si vede da quanto emancipata è la condizione delle donne. Senz&#039;altro è uno di quei fattori fondamentali. Ma anche il grado di coscienza critica dei cittadini non è da meno. E non so quanto il &quot;potere&quot; nelle nostre democrazie ami e coltivi l&#039;idea che una sempre più larga parte della base inizi a pensare con la propria capoccia.
Detto questo, giusto per farmi un pernacchiotto, m&#039;è venuta in mente (pensando al discorso degli stereotipi sui modelli) quella famosa battuta da &quot;Harry ti presento Sally&quot;, in cui Meg Ryan dice (parlando di &quot;Casablanca&quot;): &quot;La Bergman ha fatto bene a scegliere Lazlo, sennò sarebbe stata la moglie di un barista per tutta la vita&quot;. Salvo poi ricredersi anni dopo, affermando di aver detto un&#039;eresia...Insomma, Bogart tutta la vita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se anche un giorno dovessero &#8211; gli scienziati &#8211; scoprire che la macchina umana non ha neanche un lanternino di libero arbitrio e quindi &#8220;sostanzialmente&#8221; nulla ci differenzia da un computer; se anche dovesse arrivare quel giorno niente ci impedirebbe di continuare a credere ai nostri valori ed eventualmente lottare per farli rispettare.<br />
Parlando poi dell&#8217;educazione dei bambini in generale, a prescindere dal genere, credo che il buon senso dei genitori e la spinta a non omologarsi siano due fattori imprescindibili. Senza arrivare agli estremi di Oscar &#8211; per me è giusto che le donne possano fare le soldatesse per motivi di stipendio (è pur sempre una chance in più), ma non è che mi auguri di vedere gli eserciti pieni di donne &#8211; è evidente che un donna emancipata su molti versanti (come l&#8217;uomo emancipato su molti versanti) presenti tratti di fascinazione e interesse maggiori. O forse questi sono soltanto i miei gusti, chissà.<br />
Non so quale luminare disse che il livello di civiltà di un popolo si vede da quanto emancipata è la condizione delle donne. Senz&#8217;altro è uno di quei fattori fondamentali. Ma anche il grado di coscienza critica dei cittadini non è da meno. E non so quanto il &#8220;potere&#8221; nelle nostre democrazie ami e coltivi l&#8217;idea che una sempre più larga parte della base inizi a pensare con la propria capoccia.<br />
Detto questo, giusto per farmi un pernacchiotto, m&#8217;è venuta in mente (pensando al discorso degli stereotipi sui modelli) quella famosa battuta da &#8220;Harry ti presento Sally&#8221;, in cui Meg Ryan dice (parlando di &#8220;Casablanca&#8221;): &#8220;La Bergman ha fatto bene a scegliere Lazlo, sennò sarebbe stata la moglie di un barista per tutta la vita&#8221;. Salvo poi ricredersi anni dopo, affermando di aver detto un&#8217;eresia&#8230;Insomma, Bogart tutta la vita.</p>
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		<title>
		Di: omniaficta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/questione-di-naso/comment-page-1/#comment-96805</link>

		<dc:creator><![CDATA[omniaficta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 07:05:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sottoscrivo il discorso di zauberei, che mi sembra anche il risultato di qualche specifica competenza &quot;epistemologica&quot;. Vorrei aggiungere un&#039;osservazione più generale. L&#039;informazione &quot;scientifica&quot; è piuttosto lacunosa quando non è persino fuorviante. In genere vengono ripresi articoli o interviste senza ulteriori verifiche e si cerca un adeguato titolo ad effetto. La qualità è rara, comunque insufficiente considerando l&#039;importanza della cosa. Colpa dei giornalisti? No, anche dei ricercatori che non sanno comunicare e sono ben contenti di fare notizia. A qualunque costo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sottoscrivo il discorso di zauberei, che mi sembra anche il risultato di qualche specifica competenza &#8220;epistemologica&#8221;. Vorrei aggiungere un&#8217;osservazione più generale. L&#8217;informazione &#8220;scientifica&#8221; è piuttosto lacunosa quando non è persino fuorviante. In genere vengono ripresi articoli o interviste senza ulteriori verifiche e si cerca un adeguato titolo ad effetto. La qualità è rara, comunque insufficiente considerando l&#8217;importanza della cosa. Colpa dei giornalisti? No, anche dei ricercatori che non sanno comunicare e sono ben contenti di fare notizia. A qualunque costo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Rudy		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/questione-di-naso/comment-page-1/#comment-96804</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rudy]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Aug 2008 19:32:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[un horror napoletano?.... che orrore!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>un horror napoletano?&#8230;. che orrore!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: The Daxman		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/questione-di-naso/comment-page-1/#comment-96803</link>

		<dc:creator><![CDATA[The Daxman]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Aug 2008 16:51:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono daccordo con tutto quello che dici zauberei.
Eccetto per il fatto che non ho bisogno di essere tranquillizzato e che io nell&#039;agro romano ci vivo, so benissimo com&#039;è la situazione, e, ti assicuro, non è una cosa che mi tranquillizza (questo, però, nell&#039;estremo opposto).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono daccordo con tutto quello che dici zauberei.<br />
Eccetto per il fatto che non ho bisogno di essere tranquillizzato e che io nell&#8217;agro romano ci vivo, so benissimo com&#8217;è la situazione, e, ti assicuro, non è una cosa che mi tranquillizza (questo, però, nell&#8217;estremo opposto).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/questione-di-naso/comment-page-1/#comment-96802</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Aug 2008 15:44:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oscar, e certamente l&#039;ho vista anche io!Era molto femminile, a parte la professione e gli abitini, magra, ben fatta segretmente innamorata di Andrè e mai una parolaccia.
La differenza è una santa cosa, e negarla ti mette in grande difficoltà. Quanto meno devi essere il doppio forzuto degli altri per sostenere la negazione e rinegozire i significati sociali che si danno al sesso. Alcuni ci riescono benissimo, cambiano sesso e gioiscono, altri fanno una gran fatica. In ogni caso, non mischierei omosessualità e transessualismo con le modificazioni che la cultura comporta nella interpretazione del ruolo di genere. Queste modificazioni non negano la differenza sessuale necessariamente ma la portano ad avere più oggetti da interpretare: dunque un uomo e una donna soldati non sono due enti uguali, ma due sessi che interpretano qualcosa di uguale producendo oggetti diversi. Il sesso è il nostro essere soggetto, non l&#039;oggetto a cui ci applichiamo.
Dunque, se le donne fossero entrate prima nell&#039;esercito avremmo risolto prima un problema che invece abbiamo adesso: la rinegoziazione dei ruoli di genere. E quindi, ora siamo nel mezzo della tempesta del cambiamento, e che  non è del tutto avvenuto, come dimostra il fatto che per tranquillizzare Daxeman possiamo mandarlo tranquillamente a fare amicizie nell&#039;agro romano, vedrà che paesaggi medioevali riscontra sotto il profilo sociale. Ma no, non sono più felici.
Quello che voglio dire è che in questo tema così complesso entrano una gran quantità di determinanti, che suonano insieme come un orchestra: il genoma; gli ormoni a cui gli individui sono sottoposti durante la gestazione; i rapporti affettivi con i genitori e con la madre, il modo in cui questi genitori interpretano i ruoli di genere, il modo in cui lo fanno i contesti culturali, il temperamento. Ogni volta che si mette l&#039;accento su una sola di queste cose, specie quando si è in contesti scientifici non si dicono cose veramente attendibili.
Ma io credo che non dovremmo mai sottovalutare la nostra capacità di umani, di inventare delle soluzioni, di evolvere in forme culturali diverse, magari dialetticamente magari recuperando anche delle cose che sembrano reazionarie, e allo stesso ricollocandole in un modo nuovo di gestire le relazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oscar, e certamente l&#8217;ho vista anche io!Era molto femminile, a parte la professione e gli abitini, magra, ben fatta segretmente innamorata di Andrè e mai una parolaccia.<br />
La differenza è una santa cosa, e negarla ti mette in grande difficoltà. Quanto meno devi essere il doppio forzuto degli altri per sostenere la negazione e rinegozire i significati sociali che si danno al sesso. Alcuni ci riescono benissimo, cambiano sesso e gioiscono, altri fanno una gran fatica. In ogni caso, non mischierei omosessualità e transessualismo con le modificazioni che la cultura comporta nella interpretazione del ruolo di genere. Queste modificazioni non negano la differenza sessuale necessariamente ma la portano ad avere più oggetti da interpretare: dunque un uomo e una donna soldati non sono due enti uguali, ma due sessi che interpretano qualcosa di uguale producendo oggetti diversi. Il sesso è il nostro essere soggetto, non l&#8217;oggetto a cui ci applichiamo.<br />
Dunque, se le donne fossero entrate prima nell&#8217;esercito avremmo risolto prima un problema che invece abbiamo adesso: la rinegoziazione dei ruoli di genere. E quindi, ora siamo nel mezzo della tempesta del cambiamento, e che  non è del tutto avvenuto, come dimostra il fatto che per tranquillizzare Daxeman possiamo mandarlo tranquillamente a fare amicizie nell&#8217;agro romano, vedrà che paesaggi medioevali riscontra sotto il profilo sociale. Ma no, non sono più felici.<br />
Quello che voglio dire è che in questo tema così complesso entrano una gran quantità di determinanti, che suonano insieme come un orchestra: il genoma; gli ormoni a cui gli individui sono sottoposti durante la gestazione; i rapporti affettivi con i genitori e con la madre, il modo in cui questi genitori interpretano i ruoli di genere, il modo in cui lo fanno i contesti culturali, il temperamento. Ogni volta che si mette l&#8217;accento su una sola di queste cose, specie quando si è in contesti scientifici non si dicono cose veramente attendibili.<br />
Ma io credo che non dovremmo mai sottovalutare la nostra capacità di umani, di inventare delle soluzioni, di evolvere in forme culturali diverse, magari dialetticamente magari recuperando anche delle cose che sembrano reazionarie, e allo stesso ricollocandole in un modo nuovo di gestire le relazioni.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: The Daxman		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/questione-di-naso/comment-page-1/#comment-96801</link>

		<dc:creator><![CDATA[The Daxman]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Aug 2008 09:52:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io ho visto l&#039;anime e (come praticamente tutti gli anime e i manga che ho visto/letto) non mi è piaciuto affatto. Tra l&#039;altro non ho mai sopportato i personaggi che mangiano filo spinato e pisciano napalm, che si chiamassero  John Rambo o Beatrix Kiddow. O Lady Oscar, in questo caso. E sono daccordo con Ekerot riguardo l&#039;educazione a un immaginario comunque maschile da parte del(la) protagonista della serie. E aggiungo che una come Oscar (o come Beatrix Kiddow o come la Angelina Jolie di Wanted) in realtà è una figura derivata dalla mentalità maschilista per cui è più interessante una cavalla tosta e selvaggia da domare piuttosto che una puledra ammaestrata. Ripeto che secondo me non è affatto detto che riconoscere almeno minime differenze fisiche/esistenziali sia sinonimo di disparità di diritti.
Azzardo una provocazione: cosa sarebbe successo se la possibilità di entrare nell&#039;esercito fosse stata resa possibile alle donne già nei secoli passati, o anche durante le due guerre mondiali? Onestamente non so se l&#039;umanità si sarebbe estinta già da un pezzo o se avrebbe dovuto ricominciare di volta in volta da condizioni post apocalittiche a fronte di una popolazione decimata. Non è che forse, qualche volta, la disparità di ruoli sia stato un bene?
Spero ancora di non sembrare sciovinista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io ho visto l&#8217;anime e (come praticamente tutti gli anime e i manga che ho visto/letto) non mi è piaciuto affatto. Tra l&#8217;altro non ho mai sopportato i personaggi che mangiano filo spinato e pisciano napalm, che si chiamassero  John Rambo o Beatrix Kiddow. O Lady Oscar, in questo caso. E sono daccordo con Ekerot riguardo l&#8217;educazione a un immaginario comunque maschile da parte del(la) protagonista della serie. E aggiungo che una come Oscar (o come Beatrix Kiddow o come la Angelina Jolie di Wanted) in realtà è una figura derivata dalla mentalità maschilista per cui è più interessante una cavalla tosta e selvaggia da domare piuttosto che una puledra ammaestrata. Ripeto che secondo me non è affatto detto che riconoscere almeno minime differenze fisiche/esistenziali sia sinonimo di disparità di diritti.<br />
Azzardo una provocazione: cosa sarebbe successo se la possibilità di entrare nell&#8217;esercito fosse stata resa possibile alle donne già nei secoli passati, o anche durante le due guerre mondiali? Onestamente non so se l&#8217;umanità si sarebbe estinta già da un pezzo o se avrebbe dovuto ricominciare di volta in volta da condizioni post apocalittiche a fronte di una popolazione decimata. Non è che forse, qualche volta, la disparità di ruoli sia stato un bene?<br />
Spero ancora di non sembrare sciovinista.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/questione-di-naso/comment-page-1/#comment-96800</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 20:32:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questi giorni, nella calura mitigata di Toronto, mi sto guardando la serie tv &quot;Lady Oscar&quot;. E ripensando alle cose scritte qui, m&#039;è parsa una coincidenza interessante.
Oscar è diventato un personaggio icona per comunità gay e lesbo, per il suo femminismo d&#039;antan, e per le sue caratteristiche di trans-sessualità.
Anche io quando ero più giovine, adoravo Oscar per il fatto che era una donna completamente diversa da tutte le altre eroine degli anime. Tirava di spada, batteva i maschi nella scherma e nel pugilato, non giocava con le bambole ma si dilettava in equitazione, pianoforte e cultura varia. E poi non era costretta a vestirsi mettendo quei vestiti pesantissimi e stressantissimi dell&#039;epoca.
A molti giovani spettatori, pueri et puellulae, sarebbe piaciuto incontrare una ragazza del genere. Forse persino avere una figlia così. Senz&#039;altro originale, e all&#039;apparenza più libera delle sue contemporanee di scegliersi il proprio cammino.
Ma allora si dovrebbe &quot;applaudire&quot; il padre che l&#039;ha allevata come un ragazzo, mettendole pure un nome maschile? Non ha anche lui forzato la sua educazione secondo un immaginario del tutto personale?
Mi stupisco allora che questo dettaglio leggendo nelle varie community LGBT non appaia mai...Sarebbe interessante sapere cosa ne pensate, dando per scontato che abbiate visto questo bell&#039;anime.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni, nella calura mitigata di Toronto, mi sto guardando la serie tv &#8220;Lady Oscar&#8221;. E ripensando alle cose scritte qui, m&#8217;è parsa una coincidenza interessante.<br />
Oscar è diventato un personaggio icona per comunità gay e lesbo, per il suo femminismo d&#8217;antan, e per le sue caratteristiche di trans-sessualità.<br />
Anche io quando ero più giovine, adoravo Oscar per il fatto che era una donna completamente diversa da tutte le altre eroine degli anime. Tirava di spada, batteva i maschi nella scherma e nel pugilato, non giocava con le bambole ma si dilettava in equitazione, pianoforte e cultura varia. E poi non era costretta a vestirsi mettendo quei vestiti pesantissimi e stressantissimi dell&#8217;epoca.<br />
A molti giovani spettatori, pueri et puellulae, sarebbe piaciuto incontrare una ragazza del genere. Forse persino avere una figlia così. Senz&#8217;altro originale, e all&#8217;apparenza più libera delle sue contemporanee di scegliersi il proprio cammino.<br />
Ma allora si dovrebbe &#8220;applaudire&#8221; il padre che l&#8217;ha allevata come un ragazzo, mettendole pure un nome maschile? Non ha anche lui forzato la sua educazione secondo un immaginario del tutto personale?<br />
Mi stupisco allora che questo dettaglio leggendo nelle varie community LGBT non appaia mai&#8230;Sarebbe interessante sapere cosa ne pensate, dando per scontato che abbiate visto questo bell&#8217;anime.</p>
]]></content:encoded>
		
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