<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: RACCONTARE LA VIOLENZA	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/raccontare-la-violenza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/raccontare-la-violenza/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Tue, 03 Feb 2009 08:57:21 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/raccontare-la-violenza/comment-page-3/#comment-99005</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 08:57:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/01/29/raccontare-la-violenza/#comment-99005</guid>

					<description><![CDATA[Grazie, Wu Ming 1, faccio fatica a leggere certi libri, ma cocciutamente li leggo. A presto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, Wu Ming 1, faccio fatica a leggere certi libri, ma cocciutamente li leggo. A presto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/raccontare-la-violenza/comment-page-3/#comment-99004</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 23:21:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/01/29/raccontare-la-violenza/#comment-99004</guid>

					<description><![CDATA[Valeria, se hai letto Theweleit, consiglio vivamente il saggio &lt;i&gt;Le sec et l&#039;humide&lt;/i&gt; di Jonathan Littell (l&#039;autore di &lt;i&gt;Le benevole&lt;/i&gt;). L&#039;ho letto l&#039;anno scorso, mi è molto piaciuto e c&#039;è la postfazione di Theweleit.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Valeria, se hai letto Theweleit, consiglio vivamente il saggio <i>Le sec et l&#8217;humide</i> di Jonathan Littell (l&#8217;autore di <i>Le benevole</i>). L&#8217;ho letto l&#8217;anno scorso, mi è molto piaciuto e c&#8217;è la postfazione di Theweleit.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/raccontare-la-violenza/comment-page-3/#comment-99003</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 23:18:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/01/29/raccontare-la-violenza/#comment-99003</guid>

					<description><![CDATA[Ho ripreso in mano il libro di Klaus Theweleit  &#039;Fantasie virili. Donne flussi corpi storia. La paura dell&#039;eros nell&#039;immaginario fascista&#039; .
Cito solo la frase messa in esergo:
&quot;Speriamo che un giorno il potere dia sui nervi a tutti gli uomini&quot; (Vlado Kristi).
Con questo augurio chiudo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho ripreso in mano il libro di Klaus Theweleit  &#8216;Fantasie virili. Donne flussi corpi storia. La paura dell&#8217;eros nell&#8217;immaginario fascista&#8217; .<br />
Cito solo la frase messa in esergo:<br />
&#8220;Speriamo che un giorno il potere dia sui nervi a tutti gli uomini&#8221; (Vlado Kristi).<br />
Con questo augurio chiudo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesco "baro" Barilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/raccontare-la-violenza/comment-page-3/#comment-99002</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco "baro" Barilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 22:21:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/01/29/raccontare-la-violenza/#comment-99002</guid>

					<description><![CDATA[Intervengo a polemica già in corso. Per di più, senza aver letto tutti i commenti precedenti: di questo mi scuso, ma (preciso) è dovuto solo alla scarsità di tempo, non certo a voglia di banalizzare o generalizzare.
Il fumetto del Beccogiallo sul Circeo l’ho letto e m’è piaciuto. Ma qui, vedo, la discussione verte (legittimamente) sulla copertina.
Dunque dico la mia sulla cover.
Io non ci ho visto apologia o una sorta di “cedimento culturale” verso lo stupro. Non ho neppure visto, però, la violenza “vista dalla parte delle vittime”.
Ci ho visto un’altra cosa: la violenza dal punto di vista dei violentatori. Che si sentono forti, belli, affascinanti. E questo non so che effetto dovesse trasmettere al lettore; so quale effetto ha trasmesso a me: uno straniamento angosciante; il senso di un’estraneità &quot;sperata&quot; o voluta, che cede il passo ad un’appartenenza (quella maschile) che inquieta e fa vergognare proprio nella misura in cui vuole trasmettere “potenza” (nel senso di poter disporre in assoluto dell’altrui destino).
Non credo, quindi, che la cover sia la “spia grafica” (e conseguentemente culturale) di una subcultura maschilista: credo sia un atto di denuncia di quella subcultura. Se riuscita o meno, non sta a me dirlo, avendo poca dimestichezza della “dimensione grafica” del “prodotto-fumetto”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervengo a polemica già in corso. Per di più, senza aver letto tutti i commenti precedenti: di questo mi scuso, ma (preciso) è dovuto solo alla scarsità di tempo, non certo a voglia di banalizzare o generalizzare.<br />
Il fumetto del Beccogiallo sul Circeo l’ho letto e m’è piaciuto. Ma qui, vedo, la discussione verte (legittimamente) sulla copertina.<br />
Dunque dico la mia sulla cover.<br />
Io non ci ho visto apologia o una sorta di “cedimento culturale” verso lo stupro. Non ho neppure visto, però, la violenza “vista dalla parte delle vittime”.<br />
Ci ho visto un’altra cosa: la violenza dal punto di vista dei violentatori. Che si sentono forti, belli, affascinanti. E questo non so che effetto dovesse trasmettere al lettore; so quale effetto ha trasmesso a me: uno straniamento angosciante; il senso di un’estraneità &#8220;sperata&#8221; o voluta, che cede il passo ad un’appartenenza (quella maschile) che inquieta e fa vergognare proprio nella misura in cui vuole trasmettere “potenza” (nel senso di poter disporre in assoluto dell’altrui destino).<br />
Non credo, quindi, che la cover sia la “spia grafica” (e conseguentemente culturale) di una subcultura maschilista: credo sia un atto di denuncia di quella subcultura. Se riuscita o meno, non sta a me dirlo, avendo poca dimestichezza della “dimensione grafica” del “prodotto-fumetto”.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: claudia b.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/raccontare-la-violenza/comment-page-3/#comment-99001</link>

		<dc:creator><![CDATA[claudia b.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 10:00:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/01/29/raccontare-la-violenza/#comment-99001</guid>

					<description><![CDATA[E per quello glielo dico. Mi sarebbe piaciuto vedere tutte le donne presenti mandare affanculo quello lì. E colgo l&#039;occasione per dire un&#039;altra cosa che farà male, soprattutto alle donne. Se esiste ancora una forma di sottovalutazione dei soprusi quotidiani, anche quelli minimi, dalla battuta, alla toccata di culo al mobbing sul lavoro all&#039;estetizzazione dello stupro è proprio perché le donne non reagiscono in maniera forte, è  perché le donne giustificano sempre, a partire dalle cazzate che ho visto scrivere qui sopra, per finire con la violenza domestica. Non voglio che questo discorso venga presto per giustizialismo, perché non lo è. E&#039; che le donne dovrebbero davvero svincolarsi dalla dipendenza e per farlo non è necessario diventare aggressive, basterebbe avere il coraggio di osservare e reagire, perché è sulla presunzione di dipendenza che si fonda la convinzione che in fondo (e ripeto l&#039;orrido &quot;in fondo&quot;) le donne la battuta idiota del presidente del consiglio, la sottovalutazione sul luogo di lavoro, e infine l&#039;estetizzazione del reato, se la meritano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E per quello glielo dico. Mi sarebbe piaciuto vedere tutte le donne presenti mandare affanculo quello lì. E colgo l&#8217;occasione per dire un&#8217;altra cosa che farà male, soprattutto alle donne. Se esiste ancora una forma di sottovalutazione dei soprusi quotidiani, anche quelli minimi, dalla battuta, alla toccata di culo al mobbing sul lavoro all&#8217;estetizzazione dello stupro è proprio perché le donne non reagiscono in maniera forte, è  perché le donne giustificano sempre, a partire dalle cazzate che ho visto scrivere qui sopra, per finire con la violenza domestica. Non voglio che questo discorso venga presto per giustizialismo, perché non lo è. E&#8217; che le donne dovrebbero davvero svincolarsi dalla dipendenza e per farlo non è necessario diventare aggressive, basterebbe avere il coraggio di osservare e reagire, perché è sulla presunzione di dipendenza che si fonda la convinzione che in fondo (e ripeto l&#8217;orrido &#8220;in fondo&#8221;) le donne la battuta idiota del presidente del consiglio, la sottovalutazione sul luogo di lavoro, e infine l&#8217;estetizzazione del reato, se la meritano.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/raccontare-la-violenza/comment-page-3/#comment-99000</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 22:24:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/01/29/raccontare-la-violenza/#comment-99000</guid>

					<description><![CDATA[&quot;@Roberto Recchioni: detto da una donna, quindi incassa e porta a casa: vaffanculo.&quot;
Ooohh, now you&#039;re talkin&#039;, sis.
...ché se glielo dicevo io, pareva &#039;na cosa tra maschi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;@Roberto Recchioni: detto da una donna, quindi incassa e porta a casa: vaffanculo.&#8221;<br />
Ooohh, now you&#8217;re talkin&#8217;, sis.<br />
&#8230;ché se glielo dicevo io, pareva &#8216;na cosa tra maschi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: claudia b.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/raccontare-la-violenza/comment-page-3/#comment-98999</link>

		<dc:creator><![CDATA[claudia b.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 21:29:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/01/29/raccontare-la-violenza/#comment-98999</guid>

					<description><![CDATA[Per me: Nautilus for president. 700 post per dire che quel disegno è una merda. E si scomoda la semiotica. Mi viene il vomito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per me: Nautilus for president. 700 post per dire che quel disegno è una merda. E si scomoda la semiotica. Mi viene il vomito.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: claudia b.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/raccontare-la-violenza/comment-page-3/#comment-98998</link>

		<dc:creator><![CDATA[claudia b.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 21:04:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/01/29/raccontare-la-violenza/#comment-98998</guid>

					<description><![CDATA[@Roberto Recchioni: detto da una donna, quindi incassa e porta a casa: vaffanculo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Roberto Recchioni: detto da una donna, quindi incassa e porta a casa: vaffanculo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Nautilus		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/raccontare-la-violenza/comment-page-3/#comment-98997</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nautilus]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 12:30:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/01/29/raccontare-la-violenza/#comment-98997</guid>

					<description><![CDATA[Ah ah Wu, nessuno ti toglie il merito d&#039;esserti battuto più che valorosamente sul campo dell&#039;onore! Come anche altri/e. E le nostre idee su questo caso praticamente coincidono. (E anche sul PP..)
E&#039; che solo Donata e io siamo &quot;impazziti di rabbia&quot; come dice lei. Mi dai pure del toro infuriato, vedi che ho ragione? :-)
..........................................
Bianconiglio (giustissimo il tuo intervento), scusa ma il PP era l&#039;unico a vedere il serpente, io sostengo che chiunque doveva esser capace di vedere il sadismo della copertina, se scevro da pregiudizi.
.........................................
Valeria:&quot;Perchè il disagio come donna e come persona che ho provato qui è stato anche quello di sentirmi, sotto tutela e che tutto, alla fin fine , si riducesse a una questione tra intellettuali uomini (quelli sensibili e quelli no).&quot;
Infatti, e specialmente quando la discussione intellettuale è diventata accademia, mentre tutta la faccenda a ben guardare era piuttosto terra terra. E&#039; anche questo che a me ha fatto veder rosso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ah ah Wu, nessuno ti toglie il merito d&#8217;esserti battuto più che valorosamente sul campo dell&#8217;onore! Come anche altri/e. E le nostre idee su questo caso praticamente coincidono. (E anche sul PP..)<br />
E&#8217; che solo Donata e io siamo &#8220;impazziti di rabbia&#8221; come dice lei. Mi dai pure del toro infuriato, vedi che ho ragione? 🙂<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;<br />
Bianconiglio (giustissimo il tuo intervento), scusa ma il PP era l&#8217;unico a vedere il serpente, io sostengo che chiunque doveva esser capace di vedere il sadismo della copertina, se scevro da pregiudizi.<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..<br />
Valeria:&#8221;Perchè il disagio come donna e come persona che ho provato qui è stato anche quello di sentirmi, sotto tutela e che tutto, alla fin fine , si riducesse a una questione tra intellettuali uomini (quelli sensibili e quelli no).&#8221;<br />
Infatti, e specialmente quando la discussione intellettuale è diventata accademia, mentre tutta la faccenda a ben guardare era piuttosto terra terra. E&#8217; anche questo che a me ha fatto veder rosso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/raccontare-la-violenza/comment-page-3/#comment-98996</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 10:42:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/01/29/raccontare-la-violenza/#comment-98996</guid>

					<description><![CDATA[Sono d&#039;accordo con bianconiglio.
Sono intervenuta su questo blog, che leggo sempre ma a cui non partecipo mai, proprio perchè come donna non ho potuto stare zitta.
Per me il tema era quello dello stupro, anche se guardato dall&#039;angolazione della sua rappresentazione.
Molto opportunamente  Loredana, per spostare il discorso più avanti, ha proposto altri due topic &#039;la rappresentazione della violenza&#039; e &#039;l&#039;empatia&#039;.
Il fatto però che ci siano &#039;piccoli principi&#039; intuitivi e &#039;adulti&#039; analitici (troppo, fino all&#039;esasperazione) non mi convince tanto, mi fa pensare che  un discorso, se ha bisogno, di tanti commenti, distinguo, glosse e interpretazioni è un discorso che non funziona.
E non funziona, per gli stessi motivi, anche la copertina incriminata.
Sono entrata nel sito della casa editrice (di cui ho apprezzato molto e l&#039;ambizione di raccontare in immagini alcuni fatti tragici della storia italiana, cosa che in un primo momento non avevo capito), ho cercato di leggere il più possibile interventi anche molto dotti, sono tornata alla copertina e la mia reazione è stata ancora una volta di ripugnanza.
Direi anzi di una ripugnanza consapevole (mentre la prima era stata una reazione immediata).
E sono anche convinta che non si tratta qui di stare a segnare i punti, chi ha torto e chi ha ragione, ma di ragionare sui modelli culturali introiettati, e farlo con empatia e responsabilità. Come ha proposto Loredana.
Una sola cosa per finire: è mia convinzione profonda che ognuno che parli si debba assumere pienamente la responsabilità delle sue parole. Forse gli intellettuali se la debbono assumere un po&#039; di più. Forse.
Da parte mia però non mi sento di delegare solo a loro questo compito  e neppure  di farmi spiegare per filo e per segno da chi mi sta comunicando qualcosa come devo interpretare quello che mi sta comunicando .
Perchè il disagio come donna e come persona che ho provato qui  è stato anche quello di sentirmi, sotto tutela e che tutto, alla fin fine , si riducesse a una questione tra intellettuali uomini (quelli sensibili e quelli no).
E anche questa reazione probabilmente è una questione di modelli introiettati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con bianconiglio.<br />
Sono intervenuta su questo blog, che leggo sempre ma a cui non partecipo mai, proprio perchè come donna non ho potuto stare zitta.<br />
Per me il tema era quello dello stupro, anche se guardato dall&#8217;angolazione della sua rappresentazione.<br />
Molto opportunamente  Loredana, per spostare il discorso più avanti, ha proposto altri due topic &#8216;la rappresentazione della violenza&#8217; e &#8216;l&#8217;empatia&#8217;.<br />
Il fatto però che ci siano &#8216;piccoli principi&#8217; intuitivi e &#8216;adulti&#8217; analitici (troppo, fino all&#8217;esasperazione) non mi convince tanto, mi fa pensare che  un discorso, se ha bisogno, di tanti commenti, distinguo, glosse e interpretazioni è un discorso che non funziona.<br />
E non funziona, per gli stessi motivi, anche la copertina incriminata.<br />
Sono entrata nel sito della casa editrice (di cui ho apprezzato molto e l&#8217;ambizione di raccontare in immagini alcuni fatti tragici della storia italiana, cosa che in un primo momento non avevo capito), ho cercato di leggere il più possibile interventi anche molto dotti, sono tornata alla copertina e la mia reazione è stata ancora una volta di ripugnanza.<br />
Direi anzi di una ripugnanza consapevole (mentre la prima era stata una reazione immediata).<br />
E sono anche convinta che non si tratta qui di stare a segnare i punti, chi ha torto e chi ha ragione, ma di ragionare sui modelli culturali introiettati, e farlo con empatia e responsabilità. Come ha proposto Loredana.<br />
Una sola cosa per finire: è mia convinzione profonda che ognuno che parli si debba assumere pienamente la responsabilità delle sue parole. Forse gli intellettuali se la debbono assumere un po&#8217; di più. Forse.<br />
Da parte mia però non mi sento di delegare solo a loro questo compito  e neppure  di farmi spiegare per filo e per segno da chi mi sta comunicando qualcosa come devo interpretare quello che mi sta comunicando .<br />
Perchè il disagio come donna e come persona che ho provato qui  è stato anche quello di sentirmi, sotto tutela e che tutto, alla fin fine , si riducesse a una questione tra intellettuali uomini (quelli sensibili e quelli no).<br />
E anche questa reazione probabilmente è una questione di modelli introiettati.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
