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	Commenti a: RILEGGERE IL CONTAGIO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Mon, 23 Apr 2018 14:13:51 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Patrizia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/rileggere-il-contagio/comment-page-1/#comment-140999</link>

		<dc:creator><![CDATA[Patrizia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 14:13:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Loredana,
ho partecipato anch&#039;io sui social alla partigianeria sull&#039;interpretazione delle parole di Michele Serra. E non interessa neanche me pensare:&quot;ho ragione io, ha ragione lui&quot;.
La violenza a scuola che si esprima verso i professori o verso i pari, il bullismo insomma, è un argomento troppo importante per tutti noi, che siamo o meno insegnanti, genitori o ragazzi, e questo mi ha appassionato e sono contenta che se ne parli.
Anch&#039;io parlo e scrivo senza una competenza specifica e non lo rivendico come giusto. Ho ascoltato in podcast la trasmissione di &quot;Tutta la città ne parla&quot; e mi ha sollevato l&#039;animo venire a sapere che le scuole si interrogano e si attrezzano per affrontare questo problema così decisivo anche per come vogliamo pensarci come società.
Non potrebbe essere che così, visto che nonostante le condizioni sfavorevoli in cui opera, la scuola dovrebbe essere il presidio per aiutare un individuo a diventare cittadino se non addirittura persona umana.
A quasi sessant&#039;anni vengo da un&#039;esperienza che tendo a pensare generazionale e non so più se ciò corrisponda a realtà:i miei genitori  sprovvisti di cultura tradizionale, rispettavano incondizionatamente la cultura e i professori.
Ma negli anni sessanta le classi svantaggiate erano ossequiose verso chi deteneva cultura e potere.
Oggi ci si disintermedia, non si vuole ricevere mai e sottolineo mai, una minima critica e si è aggressivi e  i genitori possono esserlo molto.
Ma queste cose le sappiamo e non sono niente di nuovo.
Un pensiero che mi ha attraversato è che i ragazzi come nel video di Lucca, vogliono far paura e forse la fanno anche ai loro genitori, ai professori, ai loro pari.
E così la risposta banale e semplicistica sui social era:&quot;sono mancati gli schiaffi, i calci o altro del genere&quot;, dunque dobbiamo essere noi adulti a detenere il potere e fargli paura a questi ragazzi violenti, in uno scontro al rialzo&quot;: una sconfitta annunciata che lascia indietro chi è difficile, chi ha un problema grave e crea problemi gravi agli altri.
Ci sono gli specialisti della pedagogia, della sociologia, della psicologia che ci possono aiutare.
Ho sentito delle esperienze che coinvolgono nella consapevolezza i pari, spesso ragazzi che non sono solo passivi, ma riprendono i video, ridono delle prodezze, non pensano di intervenire in favore di chi è in difficoltà.
Ecco, una cosa la penso con forza, non chiamiamo vittima chi subisce violenza perché mi sembra di incasellarla in un ruolo di esclusiva debolezza.
Ho ammirato il professore di Lucca che non reagisce, ma si tiene il registro ben stretto. Non sempre reagire è la forma giusta di risposta o non reagire sia segno di debolezza.
Grazie dell&#039;attenzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Loredana,<br />
ho partecipato anch&#8217;io sui social alla partigianeria sull&#8217;interpretazione delle parole di Michele Serra. E non interessa neanche me pensare:&#8221;ho ragione io, ha ragione lui&#8221;.<br />
La violenza a scuola che si esprima verso i professori o verso i pari, il bullismo insomma, è un argomento troppo importante per tutti noi, che siamo o meno insegnanti, genitori o ragazzi, e questo mi ha appassionato e sono contenta che se ne parli.<br />
Anch&#8217;io parlo e scrivo senza una competenza specifica e non lo rivendico come giusto. Ho ascoltato in podcast la trasmissione di &#8220;Tutta la città ne parla&#8221; e mi ha sollevato l&#8217;animo venire a sapere che le scuole si interrogano e si attrezzano per affrontare questo problema così decisivo anche per come vogliamo pensarci come società.<br />
Non potrebbe essere che così, visto che nonostante le condizioni sfavorevoli in cui opera, la scuola dovrebbe essere il presidio per aiutare un individuo a diventare cittadino se non addirittura persona umana.<br />
A quasi sessant&#8217;anni vengo da un&#8217;esperienza che tendo a pensare generazionale e non so più se ciò corrisponda a realtà:i miei genitori  sprovvisti di cultura tradizionale, rispettavano incondizionatamente la cultura e i professori.<br />
Ma negli anni sessanta le classi svantaggiate erano ossequiose verso chi deteneva cultura e potere.<br />
Oggi ci si disintermedia, non si vuole ricevere mai e sottolineo mai, una minima critica e si è aggressivi e  i genitori possono esserlo molto.<br />
Ma queste cose le sappiamo e non sono niente di nuovo.<br />
Un pensiero che mi ha attraversato è che i ragazzi come nel video di Lucca, vogliono far paura e forse la fanno anche ai loro genitori, ai professori, ai loro pari.<br />
E così la risposta banale e semplicistica sui social era:&#8221;sono mancati gli schiaffi, i calci o altro del genere&#8221;, dunque dobbiamo essere noi adulti a detenere il potere e fargli paura a questi ragazzi violenti, in uno scontro al rialzo&#8221;: una sconfitta annunciata che lascia indietro chi è difficile, chi ha un problema grave e crea problemi gravi agli altri.<br />
Ci sono gli specialisti della pedagogia, della sociologia, della psicologia che ci possono aiutare.<br />
Ho sentito delle esperienze che coinvolgono nella consapevolezza i pari, spesso ragazzi che non sono solo passivi, ma riprendono i video, ridono delle prodezze, non pensano di intervenire in favore di chi è in difficoltà.<br />
Ecco, una cosa la penso con forza, non chiamiamo vittima chi subisce violenza perché mi sembra di incasellarla in un ruolo di esclusiva debolezza.<br />
Ho ammirato il professore di Lucca che non reagisce, ma si tiene il registro ben stretto. Non sempre reagire è la forma giusta di risposta o non reagire sia segno di debolezza.<br />
Grazie dell&#8217;attenzione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/rileggere-il-contagio/comment-page-1/#comment-140998</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 13:31:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto della polemica sulla bacheca di Facebook di un&#039;amica.
Devo dire che per fortuna, una volta tanto, si è riusciti ad impostare la discussione su parametri &quot;scientifici&quot;. Si sono cioè cercati dei dati a conferma o meno della tesi di Serra.
Non sempre vanno così le discussioni su facebook. Ma grazie ad alcune voci sagge ci si è resi conto che dire &quot;Serra non ha ragione perché io sono stato bullizzato in un liceo dal figliolo del Cacini&quot; da cui &quot;Serra vive ormai nella torre d&#039;avorio&quot; era piazzarsi sullo stesso - a mio modo di vedere errato - piano del giornalista di Repubblica. Ossia: generalizzare una questione non generalizzabile.
Dopo varie ricerche, si è visto che le denunce di &#039;bullismo&#039; e di maleducazione contro i docenti non sono statisticamente catalogabili nella maniera proposta da Serra.
Senza dimenticare la questione in sé, su cui si dovrebbero fare tanti distinguo (a partire da uno: parecchi di questi video sono di anni passati).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto della polemica sulla bacheca di Facebook di un&#8217;amica.<br />
Devo dire che per fortuna, una volta tanto, si è riusciti ad impostare la discussione su parametri &#8220;scientifici&#8221;. Si sono cioè cercati dei dati a conferma o meno della tesi di Serra.<br />
Non sempre vanno così le discussioni su facebook. Ma grazie ad alcune voci sagge ci si è resi conto che dire &#8220;Serra non ha ragione perché io sono stato bullizzato in un liceo dal figliolo del Cacini&#8221; da cui &#8220;Serra vive ormai nella torre d&#8217;avorio&#8221; era piazzarsi sullo stesso &#8211; a mio modo di vedere errato &#8211; piano del giornalista di Repubblica. Ossia: generalizzare una questione non generalizzabile.<br />
Dopo varie ricerche, si è visto che le denunce di &#8216;bullismo&#8217; e di maleducazione contro i docenti non sono statisticamente catalogabili nella maniera proposta da Serra.<br />
Senza dimenticare la questione in sé, su cui si dovrebbero fare tanti distinguo (a partire da uno: parecchi di questi video sono di anni passati).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		Di: Lorena Candela		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/rileggere-il-contagio/comment-page-1/#comment-140997</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorena Candela]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 12:47:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=7555#comment-140997</guid>

					<description><![CDATA[Ho letto distrattamente Serra per cui non riuscivo a capire lo scandalo. Poi mi sono resa conto che non capisco quasi mai lo scandalizzarsi. Quindi dev&#039;essere proprio il modo in cui si affrontano le cose a fare la differenza. Quando si è molto arrabbiati, quando si odia non si riesce a sentire altro che il brontolio sordo che ci rimbomba dentro. Comunque nessuno è perfetto, diceva Billy Wilder, può essere che un intelligente commentatore dica qualcosa che non ci convince. Ma non per questo si tramuta nel nemico da abbattere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto distrattamente Serra per cui non riuscivo a capire lo scandalo. Poi mi sono resa conto che non capisco quasi mai lo scandalizzarsi. Quindi dev&#8217;essere proprio il modo in cui si affrontano le cose a fare la differenza. Quando si è molto arrabbiati, quando si odia non si riesce a sentire altro che il brontolio sordo che ci rimbomba dentro. Comunque nessuno è perfetto, diceva Billy Wilder, può essere che un intelligente commentatore dica qualcosa che non ci convince. Ma non per questo si tramuta nel nemico da abbattere.</p>
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