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	Commenti a: ROBA DA QUOTE ROSA? DAVVERO?	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: diamonds		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 15:41:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sto leggendo &quot;la donna di Glasgow&quot; di denise mina(una bomba.Almeno per quanto concerne la sensibilità con cui affronta le questioni dei disagi psichici e della violenza,in particolare contro le donne.E sempre tenuto conto della media generale),esponente di spicco del movimento letterario altrimenti noto come tartan noir.Finalmente qualcuna che usa l&#039;ironia cum grano salis(e Spiritus frumenti)
http://www.walrusmusicblog.com/mp3/77mp3_01_from_here_to_etern.mp3]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sto leggendo &#8220;la donna di Glasgow&#8221; di denise mina(una bomba.Almeno per quanto concerne la sensibilità con cui affronta le questioni dei disagi psichici e della violenza,in particolare contro le donne.E sempre tenuto conto della media generale),esponente di spicco del movimento letterario altrimenti noto come tartan noir.Finalmente qualcuna che usa l&#8217;ironia cum grano salis(e Spiritus frumenti)<br />
<a href="http://www.walrusmusicblog.com/mp3/77mp3_01_from_here_to_etern.mp3" rel="nofollow ugc">http://www.walrusmusicblog.com/mp3/77mp3_01_from_here_to_etern.mp3</a></p>
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		Di: andrea		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 13:09:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono allora uno dei pochi &quot;maschi&quot; che legge, compra, prende in prestito e apprezza parecchi libri scritti da donne? Forse è anche merito di mia sorella che me ne ha passati parecchi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono allora uno dei pochi &#8220;maschi&#8221; che legge, compra, prende in prestito e apprezza parecchi libri scritti da donne? Forse è anche merito di mia sorella che me ne ha passati parecchi.</p>
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		Di: antonellaf		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[antonellaf]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 11:49:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ah, dimenticavo, una chicca. Questo è quello che Anna Banti fa dire all&#039;io narrante di Noi credevamo, l&#039;indomabile repubblicano Domenico Lopresti, a proposito della scrittura, in special modo quella femminile:
&quot;non ho mai ammirato sinceramente gli uomini e ancora meno le donne di penna. (…) Per chi scrivono costoro? Come possono giocare la loro vita scrivendo storie inventate?Le donne le leggono avidamente: ma come possono gli autori, contentarsene? Va bene, anche le donne sono un pubblico. E tuttavia scrivere per un pubblico siffatto non mi piacerebbe.(…) Nelle donne apprezziamo la castità, la fedeltà, i sentimenti delicati, il buonsenso, come se in queste virtù non intervenisse il cervello: non c’è da stupirsi se piegandosi alla nostra legge esse ne fanno uno strumento di fuga dalla realtà che sono costrette a vivere.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ah, dimenticavo, una chicca. Questo è quello che Anna Banti fa dire all&#8217;io narrante di Noi credevamo, l&#8217;indomabile repubblicano Domenico Lopresti, a proposito della scrittura, in special modo quella femminile:<br />
&#8220;non ho mai ammirato sinceramente gli uomini e ancora meno le donne di penna. (…) Per chi scrivono costoro? Come possono giocare la loro vita scrivendo storie inventate?Le donne le leggono avidamente: ma come possono gli autori, contentarsene? Va bene, anche le donne sono un pubblico. E tuttavia scrivere per un pubblico siffatto non mi piacerebbe.(…) Nelle donne apprezziamo la castità, la fedeltà, i sentimenti delicati, il buonsenso, come se in queste virtù non intervenisse il cervello: non c’è da stupirsi se piegandosi alla nostra legge esse ne fanno uno strumento di fuga dalla realtà che sono costrette a vivere.&#8221;</p>
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		Di: antonellaf		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[antonellaf]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 11:40:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Insieme a tante celebrazioni del film di Martone, nel mezzo di tante interviste e discussioni, non credo che avrebbe stonato qualche tentativo di istituire una connessione con il romanzo, magari domandare il perché del titolo, quali spunti ha offerto la narrazione della scrittrice. Del resto, sarà un caso che proprio nel 2010, in concomitanza con l&#039;uscita del film, mondadori ha ristampato il romanzo? Certo, senza troppa profusione di risorse, dal momento che  non si racconta di corna e guepière, ma delle contraddizioni e della complessità del processo di unificazione dell&#039;Italia, il che poco sollazza un pubblico che vuole sentirsi colto e poter dire la sua cavandosela a buon mercato.
Stessa sorte è toccata a Joyce Lussu, ricordata quasi sempre come moglie di Emilio Lussu e traduttrice di Hikmet, ma non per ciò che ha fatto e scritto di suo. La minuscola gwyplaine edizione sta ristampando parecchie opere, a maggio è uscito  &quot;un&#039;eretica del nostro tempo. Interventi di Joyce Lussu ai meeting anticlericali di Fano&quot;. Qualcuno si è preso la briga di recensire e diffondere? L&#039;unico spazio che fino ad adesso ho visto concedere a Chiara Cretella, curatrice di quasi tutte le nuove edizioni della Nostra, è stato su Carmilla. Non dico che bisogna per forza apprezzare, ma che almeno si discuta anche di queste autrici e degli argomenti che hanno trattato, argomenti che non sono spaziano solo da corna e guepière a pappe e pannolini, come pare si vorrebbe dar da intendere.
Se interessa, qualcosa su Joyce si trova anche qui
http://personalepolitico.blogspot.it/2012/01/padre-padrone-padreterno-di-joyce-lussu.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Insieme a tante celebrazioni del film di Martone, nel mezzo di tante interviste e discussioni, non credo che avrebbe stonato qualche tentativo di istituire una connessione con il romanzo, magari domandare il perché del titolo, quali spunti ha offerto la narrazione della scrittrice. Del resto, sarà un caso che proprio nel 2010, in concomitanza con l&#8217;uscita del film, mondadori ha ristampato il romanzo? Certo, senza troppa profusione di risorse, dal momento che  non si racconta di corna e guepière, ma delle contraddizioni e della complessità del processo di unificazione dell&#8217;Italia, il che poco sollazza un pubblico che vuole sentirsi colto e poter dire la sua cavandosela a buon mercato.<br />
Stessa sorte è toccata a Joyce Lussu, ricordata quasi sempre come moglie di Emilio Lussu e traduttrice di Hikmet, ma non per ciò che ha fatto e scritto di suo. La minuscola gwyplaine edizione sta ristampando parecchie opere, a maggio è uscito  &#8220;un&#8217;eretica del nostro tempo. Interventi di Joyce Lussu ai meeting anticlericali di Fano&#8221;. Qualcuno si è preso la briga di recensire e diffondere? L&#8217;unico spazio che fino ad adesso ho visto concedere a Chiara Cretella, curatrice di quasi tutte le nuove edizioni della Nostra, è stato su Carmilla. Non dico che bisogna per forza apprezzare, ma che almeno si discuta anche di queste autrici e degli argomenti che hanno trattato, argomenti che non sono spaziano solo da corna e guepière a pappe e pannolini, come pare si vorrebbe dar da intendere.<br />
Se interessa, qualcosa su Joyce si trova anche qui<br />
<a href="http://personalepolitico.blogspot.it/2012/01/padre-padrone-padreterno-di-joyce-lussu.html" rel="nofollow ugc">http://personalepolitico.blogspot.it/2012/01/padre-padrone-padreterno-di-joyce-lussu.html</a></p>
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		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/roba-da-quote-rosa-davvero/comment-page-2/#comment-129134</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jun 2012 20:45:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Antonellaf: che piacevole sorpresa scoprire che quanto stavo per scrivere io sull&#039;opera di Anna Banti l&#039;avevi già scritto tu, meglio e in modo più circostanziato di quanto avrei potuto fare io. Mi sento di aggiungere che Martone si è ben guardato dal citare l&#039;autrice della storia che dà il titolo al suo film, e se uno in libreria si prende la briga di sfogliare la sceneggiatura non ne trova traccia neppure lì. Il film non è una trasposizione dell&#039;opera, ma il riconoscimento sarebbe stato d&#039;obbligo. Sorvoliamo. E sorvoliamo pure sul fatto che ad essere ricordato, quale critico letterario insigne, è solo il marito della Banti, Roberto Longhi, nonostante la stessa Anna Banti (vero nome Lucia Lo Presti) sia stata un personaggio molto in vista nel panorama culturale dell&#039;Italia di metà novecento, nonché direttrice di una nota rivista letteraria. Nella discussione sull&#039;ostracismo vero o presunto nei confronti della letteratura scritta da donne non entro, non ne so abbastanza. Però questo bell&#039;esempio tratto dalla storia letteraria di casa nostra sembra indicare che qualche cosa che non va c&#039;è.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Antonellaf: che piacevole sorpresa scoprire che quanto stavo per scrivere io sull&#8217;opera di Anna Banti l&#8217;avevi già scritto tu, meglio e in modo più circostanziato di quanto avrei potuto fare io. Mi sento di aggiungere che Martone si è ben guardato dal citare l&#8217;autrice della storia che dà il titolo al suo film, e se uno in libreria si prende la briga di sfogliare la sceneggiatura non ne trova traccia neppure lì. Il film non è una trasposizione dell&#8217;opera, ma il riconoscimento sarebbe stato d&#8217;obbligo. Sorvoliamo. E sorvoliamo pure sul fatto che ad essere ricordato, quale critico letterario insigne, è solo il marito della Banti, Roberto Longhi, nonostante la stessa Anna Banti (vero nome Lucia Lo Presti) sia stata un personaggio molto in vista nel panorama culturale dell&#8217;Italia di metà novecento, nonché direttrice di una nota rivista letteraria. Nella discussione sull&#8217;ostracismo vero o presunto nei confronti della letteratura scritta da donne non entro, non ne so abbastanza. Però questo bell&#8217;esempio tratto dalla storia letteraria di casa nostra sembra indicare che qualche cosa che non va c&#8217;è.</p>
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		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/roba-da-quote-rosa-davvero/comment-page-1/#comment-129133</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jun 2012 18:42:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Antonellaf :) ti capisco. Diciamo che io sono in dissenso per altre cose, ma sempre nella tua prospettiva. No non penso di dover pretendere, ma solo desiderare che chiunque senta me mie stesse urgenze. Questo tipo di analisi hanno una loro utilità, e per altro uguali e spiccicate si trovano nella tanto vituperata critica femminista. Perchè la critica femminista quando è ben strutturata parla proprio quel linguaggio. No per me cultura è anche quello.
Mi ha urtata, e come al solito temo di aver reagito nel peggiore dei modi  su minima e moralia, certi vizi ideologici, e certo vecchiume non svecchiato che alla fine usa la filosofia come mezzo per dare un abito di lusso a uno sguardo reazionario e un po&#039; borghesotto gira che ti rigira, in modo che ho trovato un po&#039; ingenua e alla fine veterosessista. Se per esempio voleva parlare di ciò che il libro dimostra e rinviare a critiche ben fatte da altri, le critiche ben fatte da altri dovevano essere postate nel corpo dell&#039;articolo non nei commenti, con una diplomazia un tantino in ritardo. Se la sporcaccioneria delle donne è tanto sdoganata dai filmetti più o meno citati, il suo stesso tono sarebbe stato diverso, e anche le cose che argomentava. Se le donne non possono mai giocare a, ma essere solo nel allora quel libro ha ragione di essere. Come in effetti è in questo momento di transizione in cui non tutti siamo allo stesso punto del passaggio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Antonellaf 🙂 ti capisco. Diciamo che io sono in dissenso per altre cose, ma sempre nella tua prospettiva. No non penso di dover pretendere, ma solo desiderare che chiunque senta me mie stesse urgenze. Questo tipo di analisi hanno una loro utilità, e per altro uguali e spiccicate si trovano nella tanto vituperata critica femminista. Perchè la critica femminista quando è ben strutturata parla proprio quel linguaggio. No per me cultura è anche quello.<br />
Mi ha urtata, e come al solito temo di aver reagito nel peggiore dei modi  su minima e moralia, certi vizi ideologici, e certo vecchiume non svecchiato che alla fine usa la filosofia come mezzo per dare un abito di lusso a uno sguardo reazionario e un po&#8217; borghesotto gira che ti rigira, in modo che ho trovato un po&#8217; ingenua e alla fine veterosessista. Se per esempio voleva parlare di ciò che il libro dimostra e rinviare a critiche ben fatte da altri, le critiche ben fatte da altri dovevano essere postate nel corpo dell&#8217;articolo non nei commenti, con una diplomazia un tantino in ritardo. Se la sporcaccioneria delle donne è tanto sdoganata dai filmetti più o meno citati, il suo stesso tono sarebbe stato diverso, e anche le cose che argomentava. Se le donne non possono mai giocare a, ma essere solo nel allora quel libro ha ragione di essere. Come in effetti è in questo momento di transizione in cui non tutti siamo allo stesso punto del passaggio.</p>
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		<title>
		Di: antonellaf		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/roba-da-quote-rosa-davvero/comment-page-1/#comment-129132</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonellaf]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jun 2012 09:22:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@zauberei
ma in linea di massima nemmeno io trovo male che si usi un testo per andare un po&#039; più in là del testo stesso. Il problema è dove vogliamo arrivare, oltre al fatto che, per deformazione professionale, gradirei che  il testo non scomparisse del tutto, non fosse preso solo per un semplice pretesto per parlare di altro. Nel caso specifico, mi turba il &quot;dove&quot; si voglia arrivare: imponente dispiegamento di risorse economiche e fiumi di bit impiegati per cosa? Perché lo stesso dispiegamento di forze non lo si usa anche per diffondere anche autrici che affrontano tematiche, per esempio, storico-politiche? E soprattutto, quali idee e quali messaggi si confezionano e si liberano sul mercato attraverso la promozione di un&#039;autrice piuttosto che di un&#039;altra? I miei sono solo interrogativi, del resto ho già detto che starò a vedere per capire, cercando di non alimentare ulteriormente un tam tam mediatico se non mi piacerà e mi darà conferma di quanto ora posso solo ipotizzare.
OT
mi sono riletta: &quot;la questione sono...&quot;, vabbe&#039;, mi perdonerete, spero :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@zauberei<br />
ma in linea di massima nemmeno io trovo male che si usi un testo per andare un po&#8217; più in là del testo stesso. Il problema è dove vogliamo arrivare, oltre al fatto che, per deformazione professionale, gradirei che  il testo non scomparisse del tutto, non fosse preso solo per un semplice pretesto per parlare di altro. Nel caso specifico, mi turba il &#8220;dove&#8221; si voglia arrivare: imponente dispiegamento di risorse economiche e fiumi di bit impiegati per cosa? Perché lo stesso dispiegamento di forze non lo si usa anche per diffondere anche autrici che affrontano tematiche, per esempio, storico-politiche? E soprattutto, quali idee e quali messaggi si confezionano e si liberano sul mercato attraverso la promozione di un&#8217;autrice piuttosto che di un&#8217;altra? I miei sono solo interrogativi, del resto ho già detto che starò a vedere per capire, cercando di non alimentare ulteriormente un tam tam mediatico se non mi piacerà e mi darà conferma di quanto ora posso solo ipotizzare.<br />
OT<br />
mi sono riletta: &#8220;la questione sono&#8230;&#8221;, vabbe&#8217;, mi perdonerete, spero 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/roba-da-quote-rosa-davvero/comment-page-1/#comment-129131</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jun 2012 08:31:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Helena, Katherine Mansfield è stata il mio primo amore (e la amo ancora, al punto che i suoi libri sono i più spiegazzati di tutta la biblioteca). La cosa bella (e tremenda) di questo articolo, e di tutto il pregevolissimo lavoro di Vida, è che appunto il tutto avviene in paesi dove obiettivamente esiste maggiore autorevolezza femminile in ambito letterario. Qui, essere &quot;alla pari&quot; (sic e sigh anche io) è molto più difficile, anche perché la questione viene negata, molto spesso dalle stesse autrici o editor o operatrici culturali che dir si voglia (sic e sigh, ancora).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Helena, Katherine Mansfield è stata il mio primo amore (e la amo ancora, al punto che i suoi libri sono i più spiegazzati di tutta la biblioteca). La cosa bella (e tremenda) di questo articolo, e di tutto il pregevolissimo lavoro di Vida, è che appunto il tutto avviene in paesi dove obiettivamente esiste maggiore autorevolezza femminile in ambito letterario. Qui, essere &#8220;alla pari&#8221; (sic e sigh anche io) è molto più difficile, anche perché la questione viene negata, molto spesso dalle stesse autrici o editor o operatrici culturali che dir si voglia (sic e sigh, ancora).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/roba-da-quote-rosa-davvero/comment-page-1/#comment-129130</link>

		<dc:creator><![CDATA[Zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jun 2012 08:07:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono andata da minima e moralia. Non trovo male che un articolo usi in testo per riflettere sul desiderio su dinamiche psichiche e sociali, ci sono cose dette già da benjamin mi sa dieci anni fa - jessica, psicoanalista femminista - pare pare. Ma l&#039;articolo ha qualcosa di vecchio. Non necessariamente maschilista, quanto semplicemente ingenuo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono andata da minima e moralia. Non trovo male che un articolo usi in testo per riflettere sul desiderio su dinamiche psichiche e sociali, ci sono cose dette già da benjamin mi sa dieci anni fa &#8211; jessica, psicoanalista femminista &#8211; pare pare. Ma l&#8217;articolo ha qualcosa di vecchio. Non necessariamente maschilista, quanto semplicemente ingenuo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/roba-da-quote-rosa-davvero/comment-page-1/#comment-129129</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jun 2012 07:33:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sono fischiate le orecchie e vi ringrazio. :-)
A parte questo, l&#039;articolo che Loredana ha postato offre uno spunto molto utile e anche abbastanza spaventoso, visto che si pensava (sperava) che nel mondo anglosassone fossero messi un po&#039; meglio. Proprio pensando a Toni Morrison, Joyce Carol Oates, Margaret Atwood, Doris Lessing, Alice Munro, Elizabeth Strout, Jeanette Winterson, Jennifer Egan, Antonia Byatt, Nicola Barker, Ali Smith - giusto per mettere giù i primi nomi che mi saltano in testa di autrici considerate scrittrici &quot;alla pari&quot; (sic! e sigh!).
Del resto, è in quell&#039;ambito che la prime grandi scrittrici fanno breccia - Jane Austen, le sorelle Bronte, George Eliot.
Per chi non la conoscesse: non dimenticatevi di Katherine Mansfield!!!
Lo so che questo commento non porta molto più in là la discussione. Vorrei rifletterci un po&#039; e tornarci sopra dopo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono fischiate le orecchie e vi ringrazio. 🙂<br />
A parte questo, l&#8217;articolo che Loredana ha postato offre uno spunto molto utile e anche abbastanza spaventoso, visto che si pensava (sperava) che nel mondo anglosassone fossero messi un po&#8217; meglio. Proprio pensando a Toni Morrison, Joyce Carol Oates, Margaret Atwood, Doris Lessing, Alice Munro, Elizabeth Strout, Jeanette Winterson, Jennifer Egan, Antonia Byatt, Nicola Barker, Ali Smith &#8211; giusto per mettere giù i primi nomi che mi saltano in testa di autrici considerate scrittrici &#8220;alla pari&#8221; (sic! e sigh!).<br />
Del resto, è in quell&#8217;ambito che la prime grandi scrittrici fanno breccia &#8211; Jane Austen, le sorelle Bronte, George Eliot.<br />
Per chi non la conoscesse: non dimenticatevi di Katherine Mansfield!!!<br />
Lo so che questo commento non porta molto più in là la discussione. Vorrei rifletterci un po&#8217; e tornarci sopra dopo.</p>
]]></content:encoded>
		
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