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	Commenti a: ROVESCIARE LA CARAFFA DEL TE&#039;: URSULA K.LE GUIN E IL FANTASTICO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Thu, 28 Aug 2014 07:22:58 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Sascha		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2014 07:22:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anni Ottanta, mi sembra di capire. Trent&#039;anni fa, se non sbaglio.
E poi si parla di &#039;docenti di letteratura all&#039;università&#039; come se fossero loro a decidere del successo o del fallimento di uno scrittore.
Ogni volta che qualcuno accusa la &#039;critica&#039; da qualche parte nell&#039;oceano una balena muore. Per esempio io amo molto i romanzi di Georges Simenon. Mi dicevano che era stato ignorato o disprezzato dai critici perché scriveva &#039;gialli&#039; e io, innocentemente, ci credevo. Poi un giorno lessi una biografia e scoprii che la gran parte dei critici francesi importanti, Andre Gide in testa, lo esaltavano e che la NRF, la rivista culturale più importante d&#039;Europa fra le due guerre, gli dedicò un numero speciale. Da allora quando sento che il tale scrittore o il tale genere è odiato dai critici prendo la cosa per quel che è: pubblicità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anni Ottanta, mi sembra di capire. Trent&#8217;anni fa, se non sbaglio.<br />
E poi si parla di &#8216;docenti di letteratura all&#8217;università&#8217; come se fossero loro a decidere del successo o del fallimento di uno scrittore.<br />
Ogni volta che qualcuno accusa la &#8216;critica&#8217; da qualche parte nell&#8217;oceano una balena muore. Per esempio io amo molto i romanzi di Georges Simenon. Mi dicevano che era stato ignorato o disprezzato dai critici perché scriveva &#8216;gialli&#8217; e io, innocentemente, ci credevo. Poi un giorno lessi una biografia e scoprii che la gran parte dei critici francesi importanti, Andre Gide in testa, lo esaltavano e che la NRF, la rivista culturale più importante d&#8217;Europa fra le due guerre, gli dedicò un numero speciale. Da allora quando sento che il tale scrittore o il tale genere è odiato dai critici prendo la cosa per quel che è: pubblicità.</p>
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		<title>
		Di: francesca violi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2014 09:23:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per rispondere a Sasha, la polemica che propongono Cunningham e LeGuin è tutt&#039;altro che sorpassata, anzi, è un classico sempre attuale e molto sentito nel dibattito culturale USA.
http://www.vanityfair.com/culture/2014/07/goldfinch-donna-tartt-literary-criticism
Sulla supremazia del realismo in certa cultura accademica americana, invece, mi viene in mente David Foster Wallace che in vari punti della sua biografia evoca i quotidiani contrasti con i docenti di letteratura dell&#039;università che frequentava (anni &#039;80) che non accettavano produzioni se non improntate, anche stilisticamente, al cosiddetto realismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per rispondere a Sasha, la polemica che propongono Cunningham e LeGuin è tutt&#8217;altro che sorpassata, anzi, è un classico sempre attuale e molto sentito nel dibattito culturale USA.<br />
<a href="http://www.vanityfair.com/culture/2014/07/goldfinch-donna-tartt-literary-criticism" rel="nofollow ugc">http://www.vanityfair.com/culture/2014/07/goldfinch-donna-tartt-literary-criticism</a><br />
Sulla supremazia del realismo in certa cultura accademica americana, invece, mi viene in mente David Foster Wallace che in vari punti della sua biografia evoca i quotidiani contrasti con i docenti di letteratura dell&#8217;università che frequentava (anni &#8217;80) che non accettavano produzioni se non improntate, anche stilisticamente, al cosiddetto realismo.</p>
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		<title>
		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/rovesciare-la-caraffa-del-te-ursula-kle-guin-e-il-fantastico/comment-page-1/#comment-137294</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2014 05:48:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Paolo1984,
è un po&#039; come la differenza tra il supermercato e il negozio sotto casa: il primo conviene per i prezzi ma le nostre scelte come consumatori sono orientate dalle promozioni e i prodotti sono di qualità media (se non medio-bassa) salvo eccezioni; nel secondo c&#039;è un gestore che ci mette la faccia, che ha un rapporto diretto con la clientela e che ci deve campare: se non è stupido deve puntare sulla qualità e sulla personalizzazione del rapporto commerciale (oltre ad offrire spesso un quid extra monetario come il rapporto umano): fin dove le tasche me lo permettono preferisco il secondo, lasciando al supermercato quei prodotti &quot;seriali&quot; la cui unica differenza col negozio sotto casa sarebbe il prezzo.
Va da sé, poi, che quando parliamo di prodotti culturali non parliamo di detersivi e che quindi, forse (ma potrei sbagliare), hanno una certa peculiarità nella quale la modalità di offerta ha una valenza importante, se non addirittura determinante. E la &quot;rivoluzione&quot; Amazon mi sembra (ma potrei sbagliare) il classico esempio di progresso distopico che questo &quot;mercato&quot; (di monopolisti, quindi non-mercato) ci propina allettandoci con l&#039;abbattimento dei prezzi. Una volta si chiamava &quot;controrivoluzione&quot; o &quot;restaurazione&quot; o &quot;controriforma&quot;, mi pare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Paolo1984,<br />
è un po&#8217; come la differenza tra il supermercato e il negozio sotto casa: il primo conviene per i prezzi ma le nostre scelte come consumatori sono orientate dalle promozioni e i prodotti sono di qualità media (se non medio-bassa) salvo eccezioni; nel secondo c&#8217;è un gestore che ci mette la faccia, che ha un rapporto diretto con la clientela e che ci deve campare: se non è stupido deve puntare sulla qualità e sulla personalizzazione del rapporto commerciale (oltre ad offrire spesso un quid extra monetario come il rapporto umano): fin dove le tasche me lo permettono preferisco il secondo, lasciando al supermercato quei prodotti &#8220;seriali&#8221; la cui unica differenza col negozio sotto casa sarebbe il prezzo.<br />
Va da sé, poi, che quando parliamo di prodotti culturali non parliamo di detersivi e che quindi, forse (ma potrei sbagliare), hanno una certa peculiarità nella quale la modalità di offerta ha una valenza importante, se non addirittura determinante. E la &#8220;rivoluzione&#8221; Amazon mi sembra (ma potrei sbagliare) il classico esempio di progresso distopico che questo &#8220;mercato&#8221; (di monopolisti, quindi non-mercato) ci propina allettandoci con l&#8217;abbattimento dei prezzi. Una volta si chiamava &#8220;controrivoluzione&#8221; o &#8220;restaurazione&#8221; o &#8220;controriforma&#8221;, mi pare.</p>
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		<title>
		Di: Fabio Lotti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/rovesciare-la-caraffa-del-te-ursula-kle-guin-e-il-fantastico/comment-page-1/#comment-137293</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2014 21:08:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vorrei precisare. Il sottoscritto ironizza su tutto, a partire dai gialli, thriller e noir che seguo da una vita, continuando con l&#039;horror e le sfumature di ogni colore, sulla scia di una secolare tradizione toscana, senza farne, però, una distinzione di valore. Tra l&#039;altro leggo di tutto, pure le cacche che trovo per strada (secondo i miei amici) e perfino i miei libri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei precisare. Il sottoscritto ironizza su tutto, a partire dai gialli, thriller e noir che seguo da una vita, continuando con l&#8217;horror e le sfumature di ogni colore, sulla scia di una secolare tradizione toscana, senza farne, però, una distinzione di valore. Tra l&#8217;altro leggo di tutto, pure le cacche che trovo per strada (secondo i miei amici) e perfino i miei libri.</p>
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		<title>
		Di: Paolo1984		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/rovesciare-la-caraffa-del-te-ursula-kle-guin-e-il-fantastico/comment-page-1/#comment-137292</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo1984]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2014 20:46:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[vorrei dire che ho acquistato un libro RRose Selavy proprio in uno dei tremendi suk culturali Feltrinelli (ma vado anche nelle piccole librerie, sia chiaro).
si può discutere se sia stato giusto concedere alle grandi case editrici di diventare anche distributori ma vorrei che si trovassero argomenti diversi dal &quot;non sono vere librerie perchè hanno i romanzacci &quot;commerciali&quot; (orrore!) in vetrina&quot; poichè le librerie di catena non offrono solo quel tipo di libri (che hanno diritto di cittadinanza anche se vi fanno schifo) e lo so perchè ci vado. giustamente accettiamo il fatto che nelle videoteche (quelle che esistono ancora, io che mi rifiuto di scaricare film oggi per comprare i dvd devo andare nei centri commerciali) troviamo i film d&#039;autore, i classici, i blockbuster (che non è sinonimo di schifezza) e tutto quello che c&#039;è in mezzo come qualità e ambizioni ma se lo fa una libreria..non va bene! Ma perchè? Personalmente mi piace leggere quasi di tutto anche romanzi di genere e &quot;ambizioni&quot; diversissime quindi una libreria dove c&#039;è tutto o quasi mi va benissimo. E le librerie vere per me sono quelle non virtuali, che siano grandi o piccole, di catena o indipendenti..finchè esisteranno continuerò ad andarci]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>vorrei dire che ho acquistato un libro RRose Selavy proprio in uno dei tremendi suk culturali Feltrinelli (ma vado anche nelle piccole librerie, sia chiaro).<br />
si può discutere se sia stato giusto concedere alle grandi case editrici di diventare anche distributori ma vorrei che si trovassero argomenti diversi dal &#8220;non sono vere librerie perchè hanno i romanzacci &#8220;commerciali&#8221; (orrore!) in vetrina&#8221; poichè le librerie di catena non offrono solo quel tipo di libri (che hanno diritto di cittadinanza anche se vi fanno schifo) e lo so perchè ci vado. giustamente accettiamo il fatto che nelle videoteche (quelle che esistono ancora, io che mi rifiuto di scaricare film oggi per comprare i dvd devo andare nei centri commerciali) troviamo i film d&#8217;autore, i classici, i blockbuster (che non è sinonimo di schifezza) e tutto quello che c&#8217;è in mezzo come qualità e ambizioni ma se lo fa una libreria..non va bene! Ma perchè? Personalmente mi piace leggere quasi di tutto anche romanzi di genere e &#8220;ambizioni&#8221; diversissime quindi una libreria dove c&#8217;è tutto o quasi mi va benissimo. E le librerie vere per me sono quelle non virtuali, che siano grandi o piccole, di catena o indipendenti..finchè esisteranno continuerò ad andarci</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/rovesciare-la-caraffa-del-te-ursula-kle-guin-e-il-fantastico/comment-page-1/#comment-137291</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2014 19:34:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oltretutto, nella distanza di questi giorni, non ho aggiornato il blog sulle vicende amazoniane. Che tempo potrebbero farci rimpiangere le librerie di catena.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oltretutto, nella distanza di questi giorni, non ho aggiornato il blog sulle vicende amazoniane. Che tempo potrebbero farci rimpiangere le librerie di catena.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/rovesciare-la-caraffa-del-te-ursula-kle-guin-e-il-fantastico/comment-page-1/#comment-137290</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2014 14:18:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Fabio,
descrizione impeccabile. Nella mia città (Macerata) siamo all&#039;assurdo che sul non lunghissimo corso principale del centro storico insistono ben 4 librerie di 3 gestori diversi, 2 di esse sono &quot;di catena&quot; (Mondadori e Feltrinelli), le altre 2 fanno capo al proprietario storico di una delle due più grandi librerie indipendenti della città. Toponomasticamente, la libreria indipendente e la Feltrinelli sono situate l&#039;una di fronte all&#039;altra (!!), l&#039;abisso culturale che le divide è così palpabilissimo: mentre il &quot;suk&quot; propone le operazioni che hai mirabilmente descritto, la &quot;vera&quot; libreria propone saggi, romanzi e quant&#039;altro in base all&#039;interesse e all&#039;intuito dei librai, senza contare le tante proposte culturali che pubblicizzano o organizzano in proprio; la Feltrinelli, invece, espone solo i titoli &quot;di grido&quot; della casa madre o di altre grandi case editrici, mentre la libreria indipendente lascia moltissimo spazio alla piccola editoria soprattutto locale (QuodLibet, LiberiLibri, RroseSélavy e tante altre) che spesso hanno titoli di gran pregio contenutistico. Inutile dirti da chi mi servo abitualmente per acquistare libri, la Feltrinelli la lascio per gli audiovisivi che invece sono normalmente introvabili e di ottimo pregio: la tratto cioè da videoteca evoluta, nulla più...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Fabio,<br />
descrizione impeccabile. Nella mia città (Macerata) siamo all&#8217;assurdo che sul non lunghissimo corso principale del centro storico insistono ben 4 librerie di 3 gestori diversi, 2 di esse sono &#8220;di catena&#8221; (Mondadori e Feltrinelli), le altre 2 fanno capo al proprietario storico di una delle due più grandi librerie indipendenti della città. Toponomasticamente, la libreria indipendente e la Feltrinelli sono situate l&#8217;una di fronte all&#8217;altra (!!), l&#8217;abisso culturale che le divide è così palpabilissimo: mentre il &#8220;suk&#8221; propone le operazioni che hai mirabilmente descritto, la &#8220;vera&#8221; libreria propone saggi, romanzi e quant&#8217;altro in base all&#8217;interesse e all&#8217;intuito dei librai, senza contare le tante proposte culturali che pubblicizzano o organizzano in proprio; la Feltrinelli, invece, espone solo i titoli &#8220;di grido&#8221; della casa madre o di altre grandi case editrici, mentre la libreria indipendente lascia moltissimo spazio alla piccola editoria soprattutto locale (QuodLibet, LiberiLibri, RroseSélavy e tante altre) che spesso hanno titoli di gran pregio contenutistico. Inutile dirti da chi mi servo abitualmente per acquistare libri, la Feltrinelli la lascio per gli audiovisivi che invece sono normalmente introvabili e di ottimo pregio: la tratto cioè da videoteca evoluta, nulla più&#8230;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Fabio Lotti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/rovesciare-la-caraffa-del-te-ursula-kle-guin-e-il-fantastico/comment-page-1/#comment-137289</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2014 13:06:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Luca
ultimamente questo è stato il cambiamento nello spazio più visibile della Feltrinelli. Prima gialli, thriller e noir da dà a’ maiali, poi è scoccata l’ora dei vampiri,  delle magioni di campagna avvelenate da malefici, di ville maledette immerse nelle foreste, di sepolcri che si aprono, di cimiteri che ululano, di morti che non sono poi tanto morti, tra l’altro pure incazzati neri e vendicativi. In seguito, con l’arrivo delle “sfumature”, ecco spiattellate storie sentimental piccanti con bordelloni stasatori e principi azzurri ben piantati su solidi portafogli, per recare insidie fascinose nella vita stantia di ingenue ragazzotte e di fanciulle stagionate, pronte ad un’orgia di erotismo squillante da far cantare le campane a festa. Per il futuro vedremo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Luca<br />
ultimamente questo è stato il cambiamento nello spazio più visibile della Feltrinelli. Prima gialli, thriller e noir da dà a’ maiali, poi è scoccata l’ora dei vampiri,  delle magioni di campagna avvelenate da malefici, di ville maledette immerse nelle foreste, di sepolcri che si aprono, di cimiteri che ululano, di morti che non sono poi tanto morti, tra l’altro pure incazzati neri e vendicativi. In seguito, con l’arrivo delle “sfumature”, ecco spiattellate storie sentimental piccanti con bordelloni stasatori e principi azzurri ben piantati su solidi portafogli, per recare insidie fascinose nella vita stantia di ingenue ragazzotte e di fanciulle stagionate, pronte ad un’orgia di erotismo squillante da far cantare le campane a festa. Per il futuro vedremo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/rovesciare-la-caraffa-del-te-ursula-kle-guin-e-il-fantastico/comment-page-1/#comment-137288</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2014 09:23:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...ma le Feltrinelli possono ancora chiamarsi tecnicamente &quot;librerie&quot; o sono evolute in &quot;suk culturali&quot;!?? :))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;ma le Feltrinelli possono ancora chiamarsi tecnicamente &#8220;librerie&#8221; o sono evolute in &#8220;suk culturali&#8221;!?? :))</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Fabio Lotti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/rovesciare-la-caraffa-del-te-ursula-kle-guin-e-il-fantastico/comment-page-1/#comment-137287</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2014 06:52:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6690#comment-137287</guid>

					<description><![CDATA[E’ vero. C’è chi si ostina ancora a fare divisione fra letteratura e generi, oppure fra letteratura alta e bassa (ancora peggio). Poi ci sono anche le mode. Alla Feltrinelli di Siena dove prima c’era “Dieci piccoli indiani” ora troneggia “Dieci piccoli sospiri” (giuro).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ vero. C’è chi si ostina ancora a fare divisione fra letteratura e generi, oppure fra letteratura alta e bassa (ancora peggio). Poi ci sono anche le mode. Alla Feltrinelli di Siena dove prima c’era “Dieci piccoli indiani” ora troneggia “Dieci piccoli sospiri” (giuro).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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