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	Commenti a: SACRIFICARSI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: francescadq		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sacrificarsi/comment-page-1/#comment-121591</link>

		<dc:creator><![CDATA[francescadq]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 10:24:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@zauberei
grazie, sei decisamente un passo avanti a me nella riflessione, da sola purtroppo non riuscivo ad andare oltre il giudizio dettato, come ho detto, da sensibilità ed esperienza
che però arrivano fin là e proprio a questo serve il confronto, per fare un passo avanti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@zauberei<br />
grazie, sei decisamente un passo avanti a me nella riflessione, da sola purtroppo non riuscivo ad andare oltre il giudizio dettato, come ho detto, da sensibilità ed esperienza<br />
che però arrivano fin là e proprio a questo serve il confronto, per fare un passo avanti</p>
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		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sacrificarsi/comment-page-1/#comment-121590</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 10:15:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Allora la questione per me non è psicologica, ma filosofica e morale. Cioè almeno per me e per molte persone mi par di capire, il problema è anteriore e alle applicazioni delle conoscenze psicologiche, e all&#039;applicazione della normativa giuridica in questa circostanza - che in questo modo, come sempre accade con le sentenze, la modifica e le da una direzione, che a me per altro non piace. Il codice non è una grandezza fissa infatti e le sentenze sentono il corso e la storia di un tempo e l&#039;ideologia che lo permea, alcune sentenze portano avanti il pensiero collettivo altre lo portano indietro. Certe sono conquiste certe sono perdite, ipostatizzare il Diritto credere che sia una grandezza ferma e oggettivamente saggia, mi pare ignorante sul piano giuridico.
Sul piano psicologico: ci sono molte occasioni in cui lo psicologo si confronta con assetti di personalità non idonei al ruolo che ricoprono. Anche a me danno molto da pensare delle persone che in età vogliono avere un bambino, anche se mia madre è stata cresciuta da sua nonna, anche se ho un amico che ha quasi settant&#039;anni e un figlio di quattro. Come minimo mi verrebbe il desiderio di contestualizzare questa scelta per esempio con una indagine diagnostica che usi test proiettivi e quanto altro. Ma a prescindere dall&#039;esito, io non credo che questa sia un&#039;operazione eticamente corretta, e trovo che da un punto di vista della filosofia del diritto si stia prendendo una grave cantonata. Il contesto della genitorialità biologica ha un&#039;anteriorità sul contesto della responsabilità pubblica, specie quando questa anteriorità deve dare ancora alle sue prove, e infinale si fa un processo alle intenzioni. Questi genitori non sono ancora stati cattivi genitori, questa bambina non ha esperito niente.
Cioè io credo che ci sia un piano in cui non trovo etico in senso forte,  e nella prospettiva di uno stato democratico stabilire dei parmetri per la genitorialità biologica - in base a questo stesso argomento, non credo che sia giusto togliere a una madre tossicodipendente che partorisce il figlio, il bambino.
Detto questo - ribadisco anche che, quando si lavora nella concretezza delle adozioni, ci si confronta con la necessità di privilegiare ben altri parametri, anzichè quelli sociali come l&#039;età e il reddito. Inoltre, chi ha esperienza sa che la resistenza agli operatori psicologi o assistenti sociali è assolutamente prevedibile e non indicativa - e lo credo bene, considerando l&#039;ordine culturale a cui appartengono (spesso - ma per fortuna, non sempre).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allora la questione per me non è psicologica, ma filosofica e morale. Cioè almeno per me e per molte persone mi par di capire, il problema è anteriore e alle applicazioni delle conoscenze psicologiche, e all&#8217;applicazione della normativa giuridica in questa circostanza &#8211; che in questo modo, come sempre accade con le sentenze, la modifica e le da una direzione, che a me per altro non piace. Il codice non è una grandezza fissa infatti e le sentenze sentono il corso e la storia di un tempo e l&#8217;ideologia che lo permea, alcune sentenze portano avanti il pensiero collettivo altre lo portano indietro. Certe sono conquiste certe sono perdite, ipostatizzare il Diritto credere che sia una grandezza ferma e oggettivamente saggia, mi pare ignorante sul piano giuridico.<br />
Sul piano psicologico: ci sono molte occasioni in cui lo psicologo si confronta con assetti di personalità non idonei al ruolo che ricoprono. Anche a me danno molto da pensare delle persone che in età vogliono avere un bambino, anche se mia madre è stata cresciuta da sua nonna, anche se ho un amico che ha quasi settant&#8217;anni e un figlio di quattro. Come minimo mi verrebbe il desiderio di contestualizzare questa scelta per esempio con una indagine diagnostica che usi test proiettivi e quanto altro. Ma a prescindere dall&#8217;esito, io non credo che questa sia un&#8217;operazione eticamente corretta, e trovo che da un punto di vista della filosofia del diritto si stia prendendo una grave cantonata. Il contesto della genitorialità biologica ha un&#8217;anteriorità sul contesto della responsabilità pubblica, specie quando questa anteriorità deve dare ancora alle sue prove, e infinale si fa un processo alle intenzioni. Questi genitori non sono ancora stati cattivi genitori, questa bambina non ha esperito niente.<br />
Cioè io credo che ci sia un piano in cui non trovo etico in senso forte,  e nella prospettiva di uno stato democratico stabilire dei parmetri per la genitorialità biologica &#8211; in base a questo stesso argomento, non credo che sia giusto togliere a una madre tossicodipendente che partorisce il figlio, il bambino.<br />
Detto questo &#8211; ribadisco anche che, quando si lavora nella concretezza delle adozioni, ci si confronta con la necessità di privilegiare ben altri parametri, anzichè quelli sociali come l&#8217;età e il reddito. Inoltre, chi ha esperienza sa che la resistenza agli operatori psicologi o assistenti sociali è assolutamente prevedibile e non indicativa &#8211; e lo credo bene, considerando l&#8217;ordine culturale a cui appartengono (spesso &#8211; ma per fortuna, non sempre).</p>
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		<title>
		Di: francescadq		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sacrificarsi/comment-page-1/#comment-121589</link>

		<dc:creator><![CDATA[francescadq]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 09:08:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[questa storia mette veramente in discussione, non c&#039;è che dire
certo è sempre arduo giudicare delle sentenze senza averle lette, quindi alla fine si finisce per esprimere delle opinioni sulla base delle proprie esperienze e sensibilità
e dunque sulla base di queste rifletto...sarà che vedo  me ed i miei coetanei trentacinquenni e son questi gli anni in cui i genitori sessantenni  si ammalano, hanno bisogno del nostro sostegno e delle nsotre cure
e amiche con genitori più anziani, che da prima dei vent&#039;anni han passato giorni e giorni in ospedale e spaventi e paura di perdere madre o padre
insomma non sono psicologa e non saprei certo disquisire sulla volontà di onnipotenza ma...fino a che punto è giusto spingere il proprio desiderio di diventare genitori? per me, so che c&#039;è un limite, ma chiaro non pretendo che tutti la pensino così...le scelte sono libere ed individuali, nel rispetto delle leggi
è che la questione è pesante e  mette in campo desideri profondi, coinvolgendo però anche terze persone (i bambini) che hanno pochi strumenti per gestire delle realtà difficili, come l&#039;anzianità ad esempio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>questa storia mette veramente in discussione, non c&#8217;è che dire<br />
certo è sempre arduo giudicare delle sentenze senza averle lette, quindi alla fine si finisce per esprimere delle opinioni sulla base delle proprie esperienze e sensibilità<br />
e dunque sulla base di queste rifletto&#8230;sarà che vedo  me ed i miei coetanei trentacinquenni e son questi gli anni in cui i genitori sessantenni  si ammalano, hanno bisogno del nostro sostegno e delle nsotre cure<br />
e amiche con genitori più anziani, che da prima dei vent&#8217;anni han passato giorni e giorni in ospedale e spaventi e paura di perdere madre o padre<br />
insomma non sono psicologa e non saprei certo disquisire sulla volontà di onnipotenza ma&#8230;fino a che punto è giusto spingere il proprio desiderio di diventare genitori? per me, so che c&#8217;è un limite, ma chiaro non pretendo che tutti la pensino così&#8230;le scelte sono libere ed individuali, nel rispetto delle leggi<br />
è che la questione è pesante e  mette in campo desideri profondi, coinvolgendo però anche terze persone (i bambini) che hanno pochi strumenti per gestire delle realtà difficili, come l&#8217;anzianità ad esempio</p>
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		<title>
		Di: barbara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sacrificarsi/comment-page-1/#comment-121588</link>

		<dc:creator><![CDATA[barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 08:29:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La bambina piangeva mentre il padre scaricava la spesa. Dov&#039;è lo scandalo? Il padre non stava al bar a prendere l&#039;aperitivo con il neonato in macchina piangente. Probabilmente avrà valutato che la cura poteva essere differita di qualche decina di minuti. Situazione che - credo - sia nell&#039;esperienza di qualunque genitore e di chiunque abbia avuto a che fare con bambino. Io ho una buona considerazione degli psicologi - credo siano davvero utili e ce ne dovrebbero essere di più nelle strutture pubbliche, tuttavia credo anche che una persona appena uscita da una gravidanza a rischio forse vuole tirare un po&#039; il fiato. Ed essere collaborativi non è obbligatorio-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La bambina piangeva mentre il padre scaricava la spesa. Dov&#8217;è lo scandalo? Il padre non stava al bar a prendere l&#8217;aperitivo con il neonato in macchina piangente. Probabilmente avrà valutato che la cura poteva essere differita di qualche decina di minuti. Situazione che &#8211; credo &#8211; sia nell&#8217;esperienza di qualunque genitore e di chiunque abbia avuto a che fare con bambino. Io ho una buona considerazione degli psicologi &#8211; credo siano davvero utili e ce ne dovrebbero essere di più nelle strutture pubbliche, tuttavia credo anche che una persona appena uscita da una gravidanza a rischio forse vuole tirare un po&#8217; il fiato. Ed essere collaborativi non è obbligatorio-)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: punk		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sacrificarsi/comment-page-1/#comment-121587</link>

		<dc:creator><![CDATA[punk]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 08:11:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[gianna non so di che frecciate tu stia parlando
e non ho mai considerato lipperatura un pollaio
qualche informazione in più per loredana e chi ha voglia di capirne un po&#039; di più
Art. 330 c.c. – (Decadenza dalla potestà genitoriale)
“Il giudice può pronunciare la decadenza dalla potestà quando il genitore viola o trascura i doveri ad essa inerenti o abusa dei relativi poteri.”
Art. 333 c.c. – (Condotta del genitore pregiudizievole ai figli)
“Quando la condotta di uno od entrambi i genitori non è tale da dare luogo alla pronuncia di decadenza ma appare comunque pregiudizievole al figlio, il giudice, secondo le circostanze può adottare i provvedimenti convenienti e può anche disporre l’allontanamento di lui dalla residenza familiare”.
Lo ha deciso il Tribunale dei minori di Torino dopo un lungo e delicato lavoro di osservazione dei genitori. «Ma l’età dei genitori non c’entra» sottolineano il presidente del Tribunale dei minori Fulvio Villa, e il Procuratore capo Anna Maria Baldelli.
L’ avvocato Fabio Deorsola annuncia il ricorso alla Corte d’appello e insiste sulla questione genitori-nonni. «Sono perplesso: il problema dell’età dei genitori è presente in ogni riga della sentenza». Sicura la replica dei due magistrati Villa e Baldelli: «Alla base della sentenza ci sono episodi di abbandono e la mancanza di presupposti per un recupero delle funzioni di genitori. Nessun tribunale, meno che mai quello torinese, dichiarerebbe adottabile un bambino perché i genitori sono troppo anziani». Di sicuro, la questione età è stato il campanello d’allarme per i servizi sociali che hanno segnalato il caso alla Procura dei minori. Poi, però, è un’altra storia: rifiuto della coppia che in passato era stata ritenuta inidonea per 2 volte all’adozione – di sottoporsi a una psicoterapia, analisi del loro comportamento ritenuto «narcisistico, ossessivo e asociale».
il presidente Fulvio Villa spiega che «l’adottabilità di un bambino parte quando siano accertati episodi abbandonici sistematici, tali da provocare un grave danno alla sua integrità fisica e-o psicologica e manchino i presupposti per un recupero delle funzioni genitoriali; nonché quando, di fronte a tale situazione, non vi siano parenti disponibili a surrogare i genitori nelle loro funzioni».
Fin qui, informazioni di carattere generale. Nella situazione specifica il momento di abbandono è oggetto di un processo penale che inizierà in primavera: una vicina di casa denunciò la crisi di pianto di Viola, sola in auto, mentre il papà (difeso dall’avvocato Giulio Calosso) scaricava la spesa. Era il giugno 2010, Viola aveva 1 mese e il tribunale decise di darla subito in affidamento. Ora scatta l’adozione. Sulle valutazioni di Gabriella e Luigi, interviene Laura Dutto, l’avvocato difensore della bimba nominato dal Tribunale, come prevede, dal 2007, il processo adottivo. «Non c’è stato alcun pregiudizio nei confronti dei genitori – esordisce -. I servizi sociali dell’ospedale Sant’Anna, dove ha partorito la signora, vennero genericamente allertati proprio da quest’ultima. L’età avanzata spinse gli operatori a segnalare il caso alla Procura di minori. Ma la coppia oppose molta resistenza alla richiesta di informazioni e di un confronto con gli psicologi. Le osservazioni della procura dei minori sono state poi condivise dal tribunale. Si è istruito il processo adottivo con scrupolo, delicatezza e sensibilità».
La mamma si difende dall’accusa di essere stata poco collaborativa: «In ospedale ho parlato più volte con lo psicologo o l’assistente sociale, ma mi trovavo nel reparto ad alto rischio e avevo altre preoccupazioni». L’avvocato Dutto ricorda, però, che anche il perito psichiatrico di parte, nominato dai genitori, li ha ritenuti bisognosi «di un sostegno psicologico» e per Rosa ha proposto «un affidamento a lungo termine». «Oltre ad essere vietato dalla legge – conclude Dutto -, mal si concilia con la pretesa della coppia genitoriale».]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>gianna non so di che frecciate tu stia parlando<br />
e non ho mai considerato lipperatura un pollaio<br />
qualche informazione in più per loredana e chi ha voglia di capirne un po&#8217; di più<br />
Art. 330 c.c. – (Decadenza dalla potestà genitoriale)<br />
“Il giudice può pronunciare la decadenza dalla potestà quando il genitore viola o trascura i doveri ad essa inerenti o abusa dei relativi poteri.”<br />
Art. 333 c.c. – (Condotta del genitore pregiudizievole ai figli)<br />
“Quando la condotta di uno od entrambi i genitori non è tale da dare luogo alla pronuncia di decadenza ma appare comunque pregiudizievole al figlio, il giudice, secondo le circostanze può adottare i provvedimenti convenienti e può anche disporre l’allontanamento di lui dalla residenza familiare”.<br />
Lo ha deciso il Tribunale dei minori di Torino dopo un lungo e delicato lavoro di osservazione dei genitori. «Ma l’età dei genitori non c’entra» sottolineano il presidente del Tribunale dei minori Fulvio Villa, e il Procuratore capo Anna Maria Baldelli.<br />
L’ avvocato Fabio Deorsola annuncia il ricorso alla Corte d’appello e insiste sulla questione genitori-nonni. «Sono perplesso: il problema dell’età dei genitori è presente in ogni riga della sentenza». Sicura la replica dei due magistrati Villa e Baldelli: «Alla base della sentenza ci sono episodi di abbandono e la mancanza di presupposti per un recupero delle funzioni di genitori. Nessun tribunale, meno che mai quello torinese, dichiarerebbe adottabile un bambino perché i genitori sono troppo anziani». Di sicuro, la questione età è stato il campanello d’allarme per i servizi sociali che hanno segnalato il caso alla Procura dei minori. Poi, però, è un’altra storia: rifiuto della coppia che in passato era stata ritenuta inidonea per 2 volte all’adozione – di sottoporsi a una psicoterapia, analisi del loro comportamento ritenuto «narcisistico, ossessivo e asociale».<br />
il presidente Fulvio Villa spiega che «l’adottabilità di un bambino parte quando siano accertati episodi abbandonici sistematici, tali da provocare un grave danno alla sua integrità fisica e-o psicologica e manchino i presupposti per un recupero delle funzioni genitoriali; nonché quando, di fronte a tale situazione, non vi siano parenti disponibili a surrogare i genitori nelle loro funzioni».<br />
Fin qui, informazioni di carattere generale. Nella situazione specifica il momento di abbandono è oggetto di un processo penale che inizierà in primavera: una vicina di casa denunciò la crisi di pianto di Viola, sola in auto, mentre il papà (difeso dall’avvocato Giulio Calosso) scaricava la spesa. Era il giugno 2010, Viola aveva 1 mese e il tribunale decise di darla subito in affidamento. Ora scatta l’adozione. Sulle valutazioni di Gabriella e Luigi, interviene Laura Dutto, l’avvocato difensore della bimba nominato dal Tribunale, come prevede, dal 2007, il processo adottivo. «Non c’è stato alcun pregiudizio nei confronti dei genitori – esordisce -. I servizi sociali dell’ospedale Sant’Anna, dove ha partorito la signora, vennero genericamente allertati proprio da quest’ultima. L’età avanzata spinse gli operatori a segnalare il caso alla Procura di minori. Ma la coppia oppose molta resistenza alla richiesta di informazioni e di un confronto con gli psicologi. Le osservazioni della procura dei minori sono state poi condivise dal tribunale. Si è istruito il processo adottivo con scrupolo, delicatezza e sensibilità».<br />
La mamma si difende dall’accusa di essere stata poco collaborativa: «In ospedale ho parlato più volte con lo psicologo o l’assistente sociale, ma mi trovavo nel reparto ad alto rischio e avevo altre preoccupazioni». L’avvocato Dutto ricorda, però, che anche il perito psichiatrico di parte, nominato dai genitori, li ha ritenuti bisognosi «di un sostegno psicologico» e per Rosa ha proposto «un affidamento a lungo termine». «Oltre ad essere vietato dalla legge – conclude Dutto -, mal si concilia con la pretesa della coppia genitoriale».</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gianna		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sacrificarsi/comment-page-1/#comment-121586</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 19:46:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pessimo, assistere a liti come se si fosse in un pollaio: punk, le frecciate sono sgradevoli quanto mai. Quanto alla vicenda torinese, quoto in pieno Zauberei. Per quanto se ne sappia cosa, quel poco, virgolettato, che è trapelato, è sconcertante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pessimo, assistere a liti come se si fosse in un pollaio: punk, le frecciate sono sgradevoli quanto mai. Quanto alla vicenda torinese, quoto in pieno Zauberei. Per quanto se ne sappia cosa, quel poco, virgolettato, che è trapelato, è sconcertante.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: punk		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sacrificarsi/comment-page-1/#comment-121585</link>

		<dc:creator><![CDATA[punk]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 16:36:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[zauberei scusa
ma che problema hai?
di commenti su questa storia ne sono stati fatti tanti
perchè dovrei riferirmi a te e solamente a te?!
non potresti semplicemente ignorarmi come faccio io con te?
anzi guarda lascio la discussione
sull&#039;adozione
specificando che ne so qualcosa
il punto non è chi stabilisce un buon genitore
il punto è che esistiono norme che un buon genitore deve osservare e sulla cui osservanza vigila il tribunale dei minori
ci piace, facciamo parte della società. non ci piace, ne siamo fuori.
i genitori facciano come sentono potrebbe valere per automobilisti, imprenditori e per gli stessi giudici che vengono sottoposti a provvedimenti disciplinari e alla legge se sbagliano.
sul caso viola mi astengo dal dare giudizi
ripeto è una storia complessa che non conosciamo se non in minima parte e in maniera indiretta
attraverso cioè delle informazioni di cronaca
arrivederci a tutti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>zauberei scusa<br />
ma che problema hai?<br />
di commenti su questa storia ne sono stati fatti tanti<br />
perchè dovrei riferirmi a te e solamente a te?!<br />
non potresti semplicemente ignorarmi come faccio io con te?<br />
anzi guarda lascio la discussione<br />
sull&#8217;adozione<br />
specificando che ne so qualcosa<br />
il punto non è chi stabilisce un buon genitore<br />
il punto è che esistiono norme che un buon genitore deve osservare e sulla cui osservanza vigila il tribunale dei minori<br />
ci piace, facciamo parte della società. non ci piace, ne siamo fuori.<br />
i genitori facciano come sentono potrebbe valere per automobilisti, imprenditori e per gli stessi giudici che vengono sottoposti a provvedimenti disciplinari e alla legge se sbagliano.<br />
sul caso viola mi astengo dal dare giudizi<br />
ripeto è una storia complessa che non conosciamo se non in minima parte e in maniera indiretta<br />
attraverso cioè delle informazioni di cronaca<br />
arrivederci a tutti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sacrificarsi/comment-page-1/#comment-121584</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 14:52:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Punk, non so a chi ti riferisca quando dici che chi commenta lo fa per il gusto di farlo, probabilmente a me, il che fatto salvo la tipica malagrazia del tuo modo di stare in rete, è comunque perfettamente calzante. La storia comunque è nota, e non serve la tua specifica, che non cambia un giudizio su una questione di principio, perchè un figlio naturale e un figlio in adozione hanno rispetto allo Stato in cui li cresce una posizione diversa - nel secondo caso, il genitore naturale ha delegato, si è ritirato e ha ceduto.
Fermo restando che tu sappia quanto sia vivo e problematico il dibattito sui criteri che devono definire le singole adozioni, cosa di cui mi permetto onestamente di dubitare. I criteri ovvi della comunità non sono così realisticamente utili, considerando l&#039;allarmante numero di persone  - eterosessi giovani ricchi e normodotati, che non hanno la forza psichica di sorreggere la sfida che implica, e rispedicono brutalmente i bambini indietro. Quando ti confronti con queste realtà beh sfumi un tantino il giudizio e guardi i servizi sociali in altro modo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Punk, non so a chi ti riferisca quando dici che chi commenta lo fa per il gusto di farlo, probabilmente a me, il che fatto salvo la tipica malagrazia del tuo modo di stare in rete, è comunque perfettamente calzante. La storia comunque è nota, e non serve la tua specifica, che non cambia un giudizio su una questione di principio, perchè un figlio naturale e un figlio in adozione hanno rispetto allo Stato in cui li cresce una posizione diversa &#8211; nel secondo caso, il genitore naturale ha delegato, si è ritirato e ha ceduto.<br />
Fermo restando che tu sappia quanto sia vivo e problematico il dibattito sui criteri che devono definire le singole adozioni, cosa di cui mi permetto onestamente di dubitare. I criteri ovvi della comunità non sono così realisticamente utili, considerando l&#8217;allarmante numero di persone  &#8211; eterosessi giovani ricchi e normodotati, che non hanno la forza psichica di sorreggere la sfida che implica, e rispedicono brutalmente i bambini indietro. Quando ti confronti con queste realtà beh sfumi un tantino il giudizio e guardi i servizi sociali in altro modo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giulia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sacrificarsi/comment-page-1/#comment-121583</link>

		<dc:creator><![CDATA[giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 14:17:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per esperienza ho sempre pensato e continuo a pensare che sacrificarSI oltremisura in nome di un figlio faccia molto male al figlio stesso. Perchè mai caricare di un tale peso il nascituro? Tutto sommato, lui non ci chiede certo questo, e probabilmente neanche lo desidera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per esperienza ho sempre pensato e continuo a pensare che sacrificarSI oltremisura in nome di un figlio faccia molto male al figlio stesso. Perchè mai caricare di un tale peso il nascituro? Tutto sommato, lui non ci chiede certo questo, e probabilmente neanche lo desidera.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandra		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sacrificarsi/comment-page-1/#comment-121582</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 12:43:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4746#comment-121582</guid>

					<description><![CDATA[A proposito di chi dice &quot;se non voleva sacrificarsi, poteva non fare figli&quot;: &quot;noi&quot; donne senza figli ci sentiamo spesso, di contro, criticare (e non solo dalle ultrasettantenni, purtroppo) di &quot;non esserci volute sacrificare&quot;, come se il sacrificio fosse un fine in sé e non il prezzo da pagare per un qualcos&#039;altro. Perché si parla sempre di figli in termini di rinuncia, sacrificio, fatica e mai come avventura, gioia, che  comporta *anche* fatica, al di fuori di una certa retorica stucchevole della maternità?
Il sacrificio per il sacrificio a me sembra privo di senso. Può essere un valore solo in una cultura dove qualcosa non funziona per il verso giusto, non in un mondo &quot;sano&quot;, quale che sia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di chi dice &#8220;se non voleva sacrificarsi, poteva non fare figli&#8221;: &#8220;noi&#8221; donne senza figli ci sentiamo spesso, di contro, criticare (e non solo dalle ultrasettantenni, purtroppo) di &#8220;non esserci volute sacrificare&#8221;, come se il sacrificio fosse un fine in sé e non il prezzo da pagare per un qualcos&#8217;altro. Perché si parla sempre di figli in termini di rinuncia, sacrificio, fatica e mai come avventura, gioia, che  comporta *anche* fatica, al di fuori di una certa retorica stucchevole della maternità?<br />
Il sacrificio per il sacrificio a me sembra privo di senso. Può essere un valore solo in una cultura dove qualcosa non funziona per il verso giusto, non in un mondo &#8220;sano&#8221;, quale che sia.</p>
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