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	Commenti a: SCARPE, MAREE, EROI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: valeria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 22:21:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono tornata a leggere questo thread solo ora, perdonatemi se salto a piè pari la discussione che, data l&#039;ora non riesco a leggere, e rispondo solo a Ekerot.
Secondo me non credo si tratti di &#039;comprendere un libro, un film in quanto tale e non perché appartenente al nostro schieramento politico&#039; ma di comprendere, o interpretare, un libro o un film attraverso schemi ideologici diversi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono tornata a leggere questo thread solo ora, perdonatemi se salto a piè pari la discussione che, data l&#8217;ora non riesco a leggere, e rispondo solo a Ekerot.<br />
Secondo me non credo si tratti di &#8216;comprendere un libro, un film in quanto tale e non perché appartenente al nostro schieramento politico&#8217; ma di comprendere, o interpretare, un libro o un film attraverso schemi ideologici diversi.</p>
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		Di: Ekerot		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 10:06:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A ma pare sempre di più che questa divisione tutta italiana di destra e sinistra assuma proporzioni di grande ridicolaggine.
E sarà bene, secondo me, che sparisca il prima possibile.
Iniziare a comprendere la qualità di un libro, un film in quanto tale e non perché appartenente al nostro schieramento politico, è un passo necessario alla nostra cultura, e ahimè d&#039;una difficoltà allucinante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A ma pare sempre di più che questa divisione tutta italiana di destra e sinistra assuma proporzioni di grande ridicolaggine.<br />
E sarà bene, secondo me, che sparisca il prima possibile.<br />
Iniziare a comprendere la qualità di un libro, un film in quanto tale e non perché appartenente al nostro schieramento politico, è un passo necessario alla nostra cultura, e ahimè d&#8217;una difficoltà allucinante.</p>
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		Di: Wu Ming 4		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 4]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 04:24:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Soprattutto è un&#039;affermazione assai poco &quot;di destra&quot;... Come poco &quot;di destra&quot; era appunto l&#039;interpretazione di Tolkien del tema poetico del Beowulf.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Soprattutto è un&#8217;affermazione assai poco &#8220;di destra&#8221;&#8230; Come poco &#8220;di destra&#8221; era appunto l&#8217;interpretazione di Tolkien del tema poetico del Beowulf.</p>
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		Di: Marco B.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 21:28:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bella questione quella degli elfi nostalgici contro gli hobbit o gli umani. In effetti in Tolkien (poi il fantasy derivato ha banalizzato la cosa o l&#039;ha eliminata) gli Elfi non sembrano appartenere al tempo della narrazione, sono così vecchi che non sembrano vivere nel presente, rappresentano una tradizione preziosa e raffinata che non potrà essere raccolta da altri (Aragorn, ad esempio) senza subire un mutamento. Sono insomma superstiti di una razza morente e gli ultimi di loro salperanno alla fine del libro, per segnare la loro scomparsa nell&#039; era successiva (è da molto che non lo leggo, non ricordo i dettagli). Una delle cose che più mi colpì a riguardo fu che la distruzione del Male (l&#039; Unico Anello) comportava di necessità il decadimento di tutto ciò che di bene si era visto nella Terza Era (simboleggiato proprio dagli anelli elfici) come per dire che anche scampato il pericolo il passato non ritorna, e se lo fa non torna uguale a sè stesso. Affermazione agghiacciante e di portata esistenziale massima per uno che si è consumato gli occhi per una vita su un testo in antico sassone e che ha riproposto miti millenari: forse voleva tentarne un recupero non museale, non filologico, proprio lui che era filologo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bella questione quella degli elfi nostalgici contro gli hobbit o gli umani. In effetti in Tolkien (poi il fantasy derivato ha banalizzato la cosa o l&#8217;ha eliminata) gli Elfi non sembrano appartenere al tempo della narrazione, sono così vecchi che non sembrano vivere nel presente, rappresentano una tradizione preziosa e raffinata che non potrà essere raccolta da altri (Aragorn, ad esempio) senza subire un mutamento. Sono insomma superstiti di una razza morente e gli ultimi di loro salperanno alla fine del libro, per segnare la loro scomparsa nell&#8217; era successiva (è da molto che non lo leggo, non ricordo i dettagli). Una delle cose che più mi colpì a riguardo fu che la distruzione del Male (l&#8217; Unico Anello) comportava di necessità il decadimento di tutto ciò che di bene si era visto nella Terza Era (simboleggiato proprio dagli anelli elfici) come per dire che anche scampato il pericolo il passato non ritorna, e se lo fa non torna uguale a sè stesso. Affermazione agghiacciante e di portata esistenziale massima per uno che si è consumato gli occhi per una vita su un testo in antico sassone e che ha riproposto miti millenari: forse voleva tentarne un recupero non museale, non filologico, proprio lui che era filologo.</p>
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		Di: Wu Ming 4		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scarpe-maree-eroi/comment-page-1/#comment-101976</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 4]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 20:39:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;annosa questione Tolkien in Italia è qualcosa di davvero unico, nel senso che non si è prodotta in nessun altro paese, a quanto mi risulta. Il problema non è tanto che la mitologia di Tolkien si presti o meno a una lettura di destra, bensì &quot;quale destra&quot; italiana è stata lasciata libera di appropriarsi di uno degli autori più letti del XX secolo.
Tolkien, si sa, non era certo un progressista, e come è stato fatto notare nei commentj precedenti, nella sua opera si può rintracciare una certa nostalgia o vagheggiamento per l&#039;Inghilterra rurale pre-moderna. Tuttavia non era nemmeno un passatista, non negava valore alla trasformazione storica, i suoi eroi vivono e lottano per salvare questo mondo (ed è il caso di notare che lo fanno senza la promessa di una ricompensa nell&#039;Aldilà, visto che sono pre-cristiani). Il giudizio personale di Tolkien sui &quot;suoi&quot; Elfi anelanti il paradiso perduto di Valinor è categorico: li definisce &quot;imbalsamatori&quot;.
Senz&#039;altro era un pessimista, questo sì, e da cristiano osservante non aveva una gran fiducia nelle meravigliose sorti e progressive dell&#039;umanità, come per altro molti autori non credenti della sua epoca, tra cui un certo George Orwell.
Detto questo, nulla può giustificare l&#039;appropriazione postuma attuata ai suoi danni in Italia da una &quot;certa&quot; destra. In Italia sono stati - e in buona parte sono ancora - i fascisti evoliani a monopolizzare l&#039;opera del vecchio professore. Mi riferisco a esponenti della Fondazione Julius Evola, già organizzatori dei Campi Hobbit, oggi ai vertici della Società Tolkieniana Italiana e autori di quasi tutti i testi e paratesti intorno all&#039;opera di Tolkien pubblicati dal suo editore italiano (Bompiani).
E&#039; qui che casca l&#039;asino. Se proviamo a spiegarlo a un tolkieniano inglese possiamo star certi che crederà a uno scherzo di cattivo gusto.
Perché un conto è essere conservatori, o cattolici osservanti, altra cosa è essere seguaci di un pensatore razzista, superomista, antisemita, fascio-misticheggiante. La lettura dell&#039;opera di Tolkien messa in atto da questi signori è infatti di stampo tradizionalista e come tale hanno fatto passare Tolkien per trent&#039;anni, con buona pace dei letterati e degli intellettuali di sinistra, che sul simbolico e sul mito hanno sempre avuto le idee un bel po&#039; confuse (com&#039;è stato fatto notare anche in questa sede).
Ebbene è il caso di dirlo chiaramente: Tolkien non era un tradizionalista, non era un imbalsamatore, e non v&#039;è nulla di intrinsecamente fascista nella sua opera letteraria. E&#039; sufficiente leggere i testi critici capitali, quelli di Tom Shippey e Verlyn Flieger, per cogliere la complessità e la densità di temi che articolano la grande architettura tolkieniana. In Italia li pubblica Marietti, un piccolo editore di Milano, mentre Principe, De Turris, Paron e compagnia cantante pubblicano per Bompiani.
Vorrei dire ancora una cosa. Nonostante il libro di Del Corso e Pecere segnalato da Loredana (&quot;L&#039;anello che non tiene&quot;) sia un testo importante per capire e decifrare l&#039;anomalia italiana intorno a Tolkien, conferma in pieno lo snobismo con cui la sinistra guarda ancora alla fandom, alla fan fiction, insomma alle manifestazioni di passione popolare per un&#039;opera creativa. I loro giudizi sulla comunità tolkieniana sono sprezzanti e stupidi. Questo dimostra quanta strada debba ancora fare la cultura di sinistra, perfino nelle sue parti più accorte e intelligenti, e quanta umiltà debba ancora acquisire, per poter intraprendere un&#039;analisi efficace dei grandi fenomeni letterari (o televisivi o cinematografici) di massa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;annosa questione Tolkien in Italia è qualcosa di davvero unico, nel senso che non si è prodotta in nessun altro paese, a quanto mi risulta. Il problema non è tanto che la mitologia di Tolkien si presti o meno a una lettura di destra, bensì &#8220;quale destra&#8221; italiana è stata lasciata libera di appropriarsi di uno degli autori più letti del XX secolo.<br />
Tolkien, si sa, non era certo un progressista, e come è stato fatto notare nei commentj precedenti, nella sua opera si può rintracciare una certa nostalgia o vagheggiamento per l&#8217;Inghilterra rurale pre-moderna. Tuttavia non era nemmeno un passatista, non negava valore alla trasformazione storica, i suoi eroi vivono e lottano per salvare questo mondo (ed è il caso di notare che lo fanno senza la promessa di una ricompensa nell&#8217;Aldilà, visto che sono pre-cristiani). Il giudizio personale di Tolkien sui &#8220;suoi&#8221; Elfi anelanti il paradiso perduto di Valinor è categorico: li definisce &#8220;imbalsamatori&#8221;.<br />
Senz&#8217;altro era un pessimista, questo sì, e da cristiano osservante non aveva una gran fiducia nelle meravigliose sorti e progressive dell&#8217;umanità, come per altro molti autori non credenti della sua epoca, tra cui un certo George Orwell.<br />
Detto questo, nulla può giustificare l&#8217;appropriazione postuma attuata ai suoi danni in Italia da una &#8220;certa&#8221; destra. In Italia sono stati &#8211; e in buona parte sono ancora &#8211; i fascisti evoliani a monopolizzare l&#8217;opera del vecchio professore. Mi riferisco a esponenti della Fondazione Julius Evola, già organizzatori dei Campi Hobbit, oggi ai vertici della Società Tolkieniana Italiana e autori di quasi tutti i testi e paratesti intorno all&#8217;opera di Tolkien pubblicati dal suo editore italiano (Bompiani).<br />
E&#8217; qui che casca l&#8217;asino. Se proviamo a spiegarlo a un tolkieniano inglese possiamo star certi che crederà a uno scherzo di cattivo gusto.<br />
Perché un conto è essere conservatori, o cattolici osservanti, altra cosa è essere seguaci di un pensatore razzista, superomista, antisemita, fascio-misticheggiante. La lettura dell&#8217;opera di Tolkien messa in atto da questi signori è infatti di stampo tradizionalista e come tale hanno fatto passare Tolkien per trent&#8217;anni, con buona pace dei letterati e degli intellettuali di sinistra, che sul simbolico e sul mito hanno sempre avuto le idee un bel po&#8217; confuse (com&#8217;è stato fatto notare anche in questa sede).<br />
Ebbene è il caso di dirlo chiaramente: Tolkien non era un tradizionalista, non era un imbalsamatore, e non v&#8217;è nulla di intrinsecamente fascista nella sua opera letteraria. E&#8217; sufficiente leggere i testi critici capitali, quelli di Tom Shippey e Verlyn Flieger, per cogliere la complessità e la densità di temi che articolano la grande architettura tolkieniana. In Italia li pubblica Marietti, un piccolo editore di Milano, mentre Principe, De Turris, Paron e compagnia cantante pubblicano per Bompiani.<br />
Vorrei dire ancora una cosa. Nonostante il libro di Del Corso e Pecere segnalato da Loredana (&#8220;L&#8217;anello che non tiene&#8221;) sia un testo importante per capire e decifrare l&#8217;anomalia italiana intorno a Tolkien, conferma in pieno lo snobismo con cui la sinistra guarda ancora alla fandom, alla fan fiction, insomma alle manifestazioni di passione popolare per un&#8217;opera creativa. I loro giudizi sulla comunità tolkieniana sono sprezzanti e stupidi. Questo dimostra quanta strada debba ancora fare la cultura di sinistra, perfino nelle sue parti più accorte e intelligenti, e quanta umiltà debba ancora acquisire, per poter intraprendere un&#8217;analisi efficace dei grandi fenomeni letterari (o televisivi o cinematografici) di massa.</p>
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		<title>
		Di: dinosauro		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scarpe-maree-eroi/comment-page-1/#comment-101975</link>

		<dc:creator><![CDATA[dinosauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 13:14:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Marco B., Tolkien no è iscritto al Pdl, neppure come fantasma. Da che cosa deriva questta frettolsità quasi schizzofrenica di incastrare il pezzo nel nostro puzzle. La narrativa di Tolkien è stata considerata dagli illuminati letterati, che si definiscono con enfasi di sinistra, di serie b, minore e, quasi tutti concludevano: &quot;e quindi di destra con screziature cristiane&quot;. La natura, la fratellanza, la ricerca del bene sono forse cosi facilmente riconducibili ad un partito politico?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marco B., Tolkien no è iscritto al Pdl, neppure come fantasma. Da che cosa deriva questta frettolsità quasi schizzofrenica di incastrare il pezzo nel nostro puzzle. La narrativa di Tolkien è stata considerata dagli illuminati letterati, che si definiscono con enfasi di sinistra, di serie b, minore e, quasi tutti concludevano: &#8220;e quindi di destra con screziature cristiane&#8221;. La natura, la fratellanza, la ricerca del bene sono forse cosi facilmente riconducibili ad un partito politico?</p>
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		<title>
		Di: manuel		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scarpe-maree-eroi/comment-page-1/#comment-101974</link>

		<dc:creator><![CDATA[manuel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 12:45:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non fu certo colpa di Elemire Zolla il fatto che la destra assimilò a sé Tolkien. Del resto Zolla non era, non è mai stato certo di destra.
Se l&#039;introduzione di Zolla a Tolkien nell&#039;edizione della Rusconi non rispecchiò quanto aveva detto Tolkien, questo significa ben poco, se si considera che coerentemente con quanto ha spiegato più volte e a vari livelli di linguaggio Zolla stesso, lui ha scritto la sua introduzione, la sua lettura di Tolkien - che vale in linea di principio quanto quella dell&#039;autore. Non è che l&#039;ermeneutica dell&#039;autore sia più vera di quella del lettore.
E&#039; più vicina alla verità quella che si spiega meglio  e persuade senza pregiudizi.  Come Zolla ha scritto, coerentemente a quella introduzione: &quot;Non mi faccio mai un&#039;immagine dell&#039;autore di un libro, so bene quali forze entrano in gioco nella redazione di un testo e sopratutto quale parte spetta all&#039;inconscio, all&#039;indefinibile, all&#039;estraneo: il testo è sciolto dalla vita che l&#039;ha prodotto&quot;
Ora, se c&#039;è un testo che proprio si presta più di altri a quanto scritto da Zolla, è proprio l&#039;opera di Tolkien.
E mi sembra quindi ovvio che Tolkien negasse apertamente che le fiabe moderne dovessero esemplificare valori religiosi e morali o archetipi simbolici e tradizionali (&quot;Detesto l’allegoria in tutte le sue forme&quot;).
Non mi sembra che l&#039;inconscio si esprima con le intenzioni coscienti dell&#039;autore.
Altre cose le ha dette Quirino Principe
http://www.endore.it/resources/EndoreCon2002Atti.pdf
E anche Emanuele Trevi ha spiegato molto bene quanto era privo di senso considerare Zolla di destra
http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/zolla/trevi.htm]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non fu certo colpa di Elemire Zolla il fatto che la destra assimilò a sé Tolkien. Del resto Zolla non era, non è mai stato certo di destra.<br />
Se l&#8217;introduzione di Zolla a Tolkien nell&#8217;edizione della Rusconi non rispecchiò quanto aveva detto Tolkien, questo significa ben poco, se si considera che coerentemente con quanto ha spiegato più volte e a vari livelli di linguaggio Zolla stesso, lui ha scritto la sua introduzione, la sua lettura di Tolkien &#8211; che vale in linea di principio quanto quella dell&#8217;autore. Non è che l&#8217;ermeneutica dell&#8217;autore sia più vera di quella del lettore.<br />
E&#8217; più vicina alla verità quella che si spiega meglio  e persuade senza pregiudizi.  Come Zolla ha scritto, coerentemente a quella introduzione: &#8220;Non mi faccio mai un&#8217;immagine dell&#8217;autore di un libro, so bene quali forze entrano in gioco nella redazione di un testo e sopratutto quale parte spetta all&#8217;inconscio, all&#8217;indefinibile, all&#8217;estraneo: il testo è sciolto dalla vita che l&#8217;ha prodotto&#8221;<br />
Ora, se c&#8217;è un testo che proprio si presta più di altri a quanto scritto da Zolla, è proprio l&#8217;opera di Tolkien.<br />
E mi sembra quindi ovvio che Tolkien negasse apertamente che le fiabe moderne dovessero esemplificare valori religiosi e morali o archetipi simbolici e tradizionali (&#8220;Detesto l’allegoria in tutte le sue forme&#8221;).<br />
Non mi sembra che l&#8217;inconscio si esprima con le intenzioni coscienti dell&#8217;autore.<br />
Altre cose le ha dette Quirino Principe<br />
<a href="http://www.endore.it/resources/EndoreCon2002Atti.pdf" rel="nofollow ugc">http://www.endore.it/resources/EndoreCon2002Atti.pdf</a><br />
E anche Emanuele Trevi ha spiegato molto bene quanto era privo di senso considerare Zolla di destra<br />
<a href="http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/zolla/trevi.htm" rel="nofollow ugc">http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/zolla/trevi.htm</a></p>
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		<title>
		Di: Marco B.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scarpe-maree-eroi/comment-page-1/#comment-101973</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 11:24:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@dinosauro. Tolkien propone un mito, un mito è un simbolo e come tale può essere interpretato da chiunque alla luce della propria sensibilità. Questo per la trama del libro. L&#039;autore invece esprime più volte temi cristiani e un&#039;atteggiamento conservatore. In questo senso può essere catalogato come cattolico (ma neanche tanto, ha ripreso i miti pagani!) di destra. Ma questo concett di &quot;destra&quot;, almeno in Italia, si è dissolto col Berlusconismo. Il culto dell&#039;immagine, del denaro e meno che mai della produzione industriale (che l&#039;autore cordialmente detestava) sono elementi che sono totalmente assenti dall&#039;orizzonte di Tolkien, anzi essi, soprattutto l&#039;ultimo, rappresentano il Male. Che poi la soluzione e il concetto di Bene di Tolkien siano borghesi, per nulla di sinistra e tradizionali, quando non improntati ad una nostalgia per i bei tempi andati non ci piove, ma questa, oggi, è semmai la filosofia dei Verdi, non certo del PdL/Forza Italia. E questo è anche il motivo per cui il protagonista è lo &quot;sfigato&quot;, &quot;contadinotto&quot; Frodo Baggins e non il futuro grande re dalla spada scintillante Aragorn. Un altro aspetto che la destra di oggi (magari non quella di un tempo) non condivide con lo scrittore è il rifiuto del pragmatismo e della mescolanza fascinosa di mezzi discutibili per buoni fini. Tolkien non è mai stato Machiavelli e non lo nasconde: nella sua opera l&#039;astuzia è sempre vista come qualcosa di negativo e il ricorrere all&#039;attrattiva e alle armi del nemico è tassativamente fonte di rovina personale e sociale. L&#039;unico che ha tentato di usare l&#039;anello per vincere la Guerra è stato Boromir e sappiamo la fine che ha fatto. Quello che voleva imparare le strategie dell&#039; Oscuro Signore per usarle contro di lui era invece Saruman, e ne è diventato servo incosapevole.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@dinosauro. Tolkien propone un mito, un mito è un simbolo e come tale può essere interpretato da chiunque alla luce della propria sensibilità. Questo per la trama del libro. L&#8217;autore invece esprime più volte temi cristiani e un&#8217;atteggiamento conservatore. In questo senso può essere catalogato come cattolico (ma neanche tanto, ha ripreso i miti pagani!) di destra. Ma questo concett di &#8220;destra&#8221;, almeno in Italia, si è dissolto col Berlusconismo. Il culto dell&#8217;immagine, del denaro e meno che mai della produzione industriale (che l&#8217;autore cordialmente detestava) sono elementi che sono totalmente assenti dall&#8217;orizzonte di Tolkien, anzi essi, soprattutto l&#8217;ultimo, rappresentano il Male. Che poi la soluzione e il concetto di Bene di Tolkien siano borghesi, per nulla di sinistra e tradizionali, quando non improntati ad una nostalgia per i bei tempi andati non ci piove, ma questa, oggi, è semmai la filosofia dei Verdi, non certo del PdL/Forza Italia. E questo è anche il motivo per cui il protagonista è lo &#8220;sfigato&#8221;, &#8220;contadinotto&#8221; Frodo Baggins e non il futuro grande re dalla spada scintillante Aragorn. Un altro aspetto che la destra di oggi (magari non quella di un tempo) non condivide con lo scrittore è il rifiuto del pragmatismo e della mescolanza fascinosa di mezzi discutibili per buoni fini. Tolkien non è mai stato Machiavelli e non lo nasconde: nella sua opera l&#8217;astuzia è sempre vista come qualcosa di negativo e il ricorrere all&#8217;attrattiva e alle armi del nemico è tassativamente fonte di rovina personale e sociale. L&#8217;unico che ha tentato di usare l&#8217;anello per vincere la Guerra è stato Boromir e sappiamo la fine che ha fatto. Quello che voleva imparare le strategie dell&#8217; Oscuro Signore per usarle contro di lui era invece Saruman, e ne è diventato servo incosapevole.</p>
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		<title>
		Di: dinosauro		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scarpe-maree-eroi/comment-page-1/#comment-101972</link>

		<dc:creator><![CDATA[dinosauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 10:40:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tolkien rapito dalla destra, come pure il mito ed il simbolico. Che modo di ragionare! Si parte sempre dal paradigma che la sinistra è il tutto culturale, il resto è clandestino, provvisorio, privo di cittadinanza culturale. Tolkien non è stato violentato dai cattolici o dalla cultura di destra. Quello che ha scritto, semplicemente, è inseribile in uno orizzonte cultural-letterario di destra e per certi versi cristiano. Esponernti della cultura di sinistra, in molte occasioni, hanno, come è loro costume, disprezzato e snobbato le opere di Tolkien e del suo ambiente universitario inglese. E&#039; tipico di questo mondo rivalutare e insieme rivendicare il ruolo di scopritori. Tutto ciò mi ricorda l&#039;immensa pubblicistica adorante l&#039;impero sovietico, che dopo il crollo del muro ha fatto una inversione ad U. Priva di autocritica, ci mancherebbe altro!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tolkien rapito dalla destra, come pure il mito ed il simbolico. Che modo di ragionare! Si parte sempre dal paradigma che la sinistra è il tutto culturale, il resto è clandestino, provvisorio, privo di cittadinanza culturale. Tolkien non è stato violentato dai cattolici o dalla cultura di destra. Quello che ha scritto, semplicemente, è inseribile in uno orizzonte cultural-letterario di destra e per certi versi cristiano. Esponernti della cultura di sinistra, in molte occasioni, hanno, come è loro costume, disprezzato e snobbato le opere di Tolkien e del suo ambiente universitario inglese. E&#8217; tipico di questo mondo rivalutare e insieme rivendicare il ruolo di scopritori. Tutto ciò mi ricorda l&#8217;immensa pubblicistica adorante l&#8217;impero sovietico, che dopo il crollo del muro ha fatto una inversione ad U. Priva di autocritica, ci mancherebbe altro!</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Marco B.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scarpe-maree-eroi/comment-page-1/#comment-101971</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 17:10:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tolkien di destra? E quando mai? Tanto più con questa destra industrialista e strumentalizzante, che adora la produzione, il PIL, il fascino del successo...Tolkien direbbe che sono gli orchi che abbattono gli alberi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tolkien di destra? E quando mai? Tanto più con questa destra industrialista e strumentalizzante, che adora la produzione, il PIL, il fascino del successo&#8230;Tolkien direbbe che sono gli orchi che abbattono gli alberi&#8230;</p>
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