<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: SCRITTORI CHE DIVENTANO LIBRAI	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/scrittori-che-diventano-librai/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/scrittori-che-diventano-librai/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Sat, 26 Nov 2011 15:54:24 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: Ottavio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrittori-che-diventano-librai/comment-page-2/#comment-123829</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ottavio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 15:54:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4899#comment-123829</guid>

					<description><![CDATA[In effetti questa cosa che i libri siano troppo costosi l&#039;ho sempre considerata una mezza bufala. E&#039; vero che a volte certi libri costano troppo. A volte ci sono motivi - per esempio saggi un po&#039; specializzati rivolti a un pubblico ristretto - a volte no. A volte il rapporto prezzo/pagine è troppo alto (sì che un capolavoro può essere anche molto breve però...) ma anche i libri più costosi costano quanto o meno di un pranzo a un ristorante medio...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti questa cosa che i libri siano troppo costosi l&#8217;ho sempre considerata una mezza bufala. E&#8217; vero che a volte certi libri costano troppo. A volte ci sono motivi &#8211; per esempio saggi un po&#8217; specializzati rivolti a un pubblico ristretto &#8211; a volte no. A volte il rapporto prezzo/pagine è troppo alto (sì che un capolavoro può essere anche molto breve però&#8230;) ma anche i libri più costosi costano quanto o meno di un pranzo a un ristorante medio&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Bernardo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrittori-che-diventano-librai/comment-page-2/#comment-123828</link>

		<dc:creator><![CDATA[Bernardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 14:35:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4899#comment-123828</guid>

					<description><![CDATA[@ paperinoramone
&quot;il prezzo dei libri non è troppo alto, è quello che è, e i libri se li possono permettere quasi tutti&quot;
&quot;di libri ne compriamo anche troppi, poi stanno sugli scaffali a prender polvere, a sbirciarsi fra di loro&quot;
Esatto, Mi basta questo, mi sembra che queste due tue frasi possano smorzare molti commenti accaniti su quello che sembra un nuovo diritto umano (ce ne sono così tanti ormai) del consumatore: il &quot;diritto allo sconto&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ paperinoramone<br />
&#8220;il prezzo dei libri non è troppo alto, è quello che è, e i libri se li possono permettere quasi tutti&#8221;<br />
&#8220;di libri ne compriamo anche troppi, poi stanno sugli scaffali a prender polvere, a sbirciarsi fra di loro&#8221;<br />
Esatto, Mi basta questo, mi sembra che queste due tue frasi possano smorzare molti commenti accaniti su quello che sembra un nuovo diritto umano (ce ne sono così tanti ormai) del consumatore: il &#8220;diritto allo sconto&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: paperinoramone		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrittori-che-diventano-librai/comment-page-2/#comment-123827</link>

		<dc:creator><![CDATA[paperinoramone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 23:48:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4899#comment-123827</guid>

					<description><![CDATA[@ Bernardo
il prezzo dei libri non è troppo alto, è quello che è, e i libri se li possono permettere quasi tutti. si può discutere su quanto di questo prezzo arrivi agli autori e quanto si perda in rivoli ma non è questo il punto. si possono fare paragoni con l&#039;estero per chi conosce la varie realtà.
gli sconti rientravano in un discorso sulla concorrenza, gli e-store e le librerie di catene possono fare ottimi sconti per i lettori e le librerie indipendenti no, poi ognuno in cuor suo e in base alle proprie tasche agisce come meglio crede.  per gli e-book io non me ne intendo, non ho mai letto libri in digitale, però per lo stesso titolo, il formato digitale dovrebbe costare in buona misura di meno che il cartaceo grazie agli abbattimenti dei costi di produzione, poi ovvio l&#039;editore fa come vuole, a me e a te immagino che degli editori non ce ne possa fregare di meno.
di libri ne compriamo anche troppi, poi stanno sugli scaffali a prender polvere, a sbirciarsi fra di loro. boh, ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Bernardo<br />
il prezzo dei libri non è troppo alto, è quello che è, e i libri se li possono permettere quasi tutti. si può discutere su quanto di questo prezzo arrivi agli autori e quanto si perda in rivoli ma non è questo il punto. si possono fare paragoni con l&#8217;estero per chi conosce la varie realtà.<br />
gli sconti rientravano in un discorso sulla concorrenza, gli e-store e le librerie di catene possono fare ottimi sconti per i lettori e le librerie indipendenti no, poi ognuno in cuor suo e in base alle proprie tasche agisce come meglio crede.  per gli e-book io non me ne intendo, non ho mai letto libri in digitale, però per lo stesso titolo, il formato digitale dovrebbe costare in buona misura di meno che il cartaceo grazie agli abbattimenti dei costi di produzione, poi ovvio l&#8217;editore fa come vuole, a me e a te immagino che degli editori non ce ne possa fregare di meno.<br />
di libri ne compriamo anche troppi, poi stanno sugli scaffali a prender polvere, a sbirciarsi fra di loro. boh, ciao</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Bernardo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrittori-che-diventano-librai/comment-page-2/#comment-123826</link>

		<dc:creator><![CDATA[Bernardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 11:18:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4899#comment-123826</guid>

					<description><![CDATA[Forse il mio intervento è regressivo, cioè non aggiunge nulla ma anzi parte da troppo indietro ma, premettendo che sono solo un lettore (consumatore di libri)... Chi lo ha detto che un libro deve costare “poco”? Su quali basi? In un altro post chiedevo se il prezzo di un ebook a 10 euro fosse molto o poco. La risposta non è scontata, dipende da una serie di fattori, ma in generale mi chiedo: perché gli ebook dovrebbero costare poco se poi sono duplicabili - o meglio se il loro contenuto è copiabile - gratuitamente all&#039;infinito?
E poi cos&#039;è tutta questa mania per gli sconti su prodotti che non sono di prima necessità? Da quando lo sconto è un diritto? E perché la negazione dello sconto sarebbe la negazione di un diritto? Perché non si dovrebbero mettere tetti agli sconti deprimendo l&#039;occupazione nel settore (altrove i tetti ci sono da anni ed il settore è molto più florido che da noi) solo per favorire i pochi grandi distributori, i (pochi) accumulatori compulsivi di libri, e tutti coloro che si lamentano che 20 euro per un libro sono tanti? Ma sulla base di cosa si dà questo giudizio (20 euro per un libro sono tanti) in un mondo in cui esistono le biblioteche, i canali per acquistare i libri usati, il passa-libro, la scannerizzazione illegale e casalinga dei testi, la proliferazione di librerie digitali consultabili gratuitamente, etc
Non so, non capisco questi discorsi, non capisco inc he senso il prezzo del libro è troppo alto e necessità di uno sconto sistematico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse il mio intervento è regressivo, cioè non aggiunge nulla ma anzi parte da troppo indietro ma, premettendo che sono solo un lettore (consumatore di libri)&#8230; Chi lo ha detto che un libro deve costare “poco”? Su quali basi? In un altro post chiedevo se il prezzo di un ebook a 10 euro fosse molto o poco. La risposta non è scontata, dipende da una serie di fattori, ma in generale mi chiedo: perché gli ebook dovrebbero costare poco se poi sono duplicabili &#8211; o meglio se il loro contenuto è copiabile &#8211; gratuitamente all&#8217;infinito?<br />
E poi cos&#8217;è tutta questa mania per gli sconti su prodotti che non sono di prima necessità? Da quando lo sconto è un diritto? E perché la negazione dello sconto sarebbe la negazione di un diritto? Perché non si dovrebbero mettere tetti agli sconti deprimendo l&#8217;occupazione nel settore (altrove i tetti ci sono da anni ed il settore è molto più florido che da noi) solo per favorire i pochi grandi distributori, i (pochi) accumulatori compulsivi di libri, e tutti coloro che si lamentano che 20 euro per un libro sono tanti? Ma sulla base di cosa si dà questo giudizio (20 euro per un libro sono tanti) in un mondo in cui esistono le biblioteche, i canali per acquistare i libri usati, il passa-libro, la scannerizzazione illegale e casalinga dei testi, la proliferazione di librerie digitali consultabili gratuitamente, etc<br />
Non so, non capisco questi discorsi, non capisco inc he senso il prezzo del libro è troppo alto e necessità di uno sconto sistematico.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: paperinoramone		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrittori-che-diventano-librai/comment-page-2/#comment-123825</link>

		<dc:creator><![CDATA[paperinoramone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 21:09:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4899#comment-123825</guid>

					<description><![CDATA[@ Sara
beh, grazie!  poi insomma non è che debba andar bene per forza, la musica che scrivo mi piace ma non posso pretendere uno spazio a tutti i costi. rispetto a prima penso che stiamo meglio, nel senso che i problemi odierni riguardano il contorno, però una band ha la possibilità di ascoltare un sacco di musica, di comprarsi strumenti di qualità, di registrare e di pubblicare autonomamente e di farsi ascoltare. Poi parli con il gestore di un locale e ti dice di mandargli una mail con le informazioni sulla band e neanche ti risponde...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Sara<br />
beh, grazie!  poi insomma non è che debba andar bene per forza, la musica che scrivo mi piace ma non posso pretendere uno spazio a tutti i costi. rispetto a prima penso che stiamo meglio, nel senso che i problemi odierni riguardano il contorno, però una band ha la possibilità di ascoltare un sacco di musica, di comprarsi strumenti di qualità, di registrare e di pubblicare autonomamente e di farsi ascoltare. Poi parli con il gestore di un locale e ti dice di mandargli una mail con le informazioni sulla band e neanche ti risponde&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Sara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrittori-che-diventano-librai/comment-page-2/#comment-123824</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 20:55:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4899#comment-123824</guid>

					<description><![CDATA[@paperinoramone
Ho lavorato nel settore musicale e credimi capisco perfettamente quello che dici.
L&#039;argomento è altrettanto complesso e ci sarebbero veramente un monte di cose da dibattere... un commento non basta nemmeno la metà.
-
Nel mio intervento, quando parlo di guadagni dai concerti/live sottintendo artisti che hanno un contratto discografico con una major o con un&#039;etichetta indipendente ben posizionata sul mercato.
So bene che gli indipendenti e le autoproduzioni hanno vita magra in Italia.
Ne ho visti e conosciuti tanti.
Nel nostro Paese la musica viene spesso percepita come un passatempo, un rito di passaggio dall&#039;adolescenza all&#039;età adulta e non come un vero e proprio lavoro/passione/forma d&#039;espressione artistica e... culturale.
-
Ti faccio davvero il più grosso in bocca al lupo possibile]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@paperinoramone<br />
Ho lavorato nel settore musicale e credimi capisco perfettamente quello che dici.<br />
L&#8217;argomento è altrettanto complesso e ci sarebbero veramente un monte di cose da dibattere&#8230; un commento non basta nemmeno la metà.<br />
&#8211;<br />
Nel mio intervento, quando parlo di guadagni dai concerti/live sottintendo artisti che hanno un contratto discografico con una major o con un&#8217;etichetta indipendente ben posizionata sul mercato.<br />
So bene che gli indipendenti e le autoproduzioni hanno vita magra in Italia.<br />
Ne ho visti e conosciuti tanti.<br />
Nel nostro Paese la musica viene spesso percepita come un passatempo, un rito di passaggio dall&#8217;adolescenza all&#8217;età adulta e non come un vero e proprio lavoro/passione/forma d&#8217;espressione artistica e&#8230; culturale.<br />
&#8211;<br />
Ti faccio davvero il più grosso in bocca al lupo possibile</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: paperinoramone		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrittori-che-diventano-librai/comment-page-2/#comment-123823</link>

		<dc:creator><![CDATA[paperinoramone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 19:06:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4899#comment-123823</guid>

					<description><![CDATA[@ Sara
sul punto 3: premesso che suono, che scarico la musica e che acquisto anche i cd originali. Il sistema discografico è bene che sia crollato, anzi ancora non del tutto, visto che si aggrappa alla televisione. se pensiamo che su 20 euro di cd l&#039;artista prende 1 euro qualcosa non va, allora è meglio oggi che ognuno si produce il proprio cd e se lo vende ai concerti. io col mio gruppo ho stampato 500 copie ( registrate alla siae, una mattinata folle a discutere con le funzionarie, e sugli spartiti fra una nota e l&#039;altra mi scappavano degli scarabocchi ). in pratica ogni copia fra registrazione e stampa ci è venuta a costare 7 euro e qualcosa, quindi vendendoli a 10 euro ci esce poco, ma tanto fare i concerti è un impresa, i locali nella zona sono pochi e non pagano, e i locali dell&#039;Italia giustamente neanche ci conoscono quindi è dura trovare le serate. ci sono però le agenzie. farcela significa suonare in giro per il paese e magari anche all&#039;estero, guadagnando per vivere. dei milioni di album venduti fino ad oggi quanta musica spazzatura è stata pubblicata? quanti album si reggevano su due canzoni decenti? quanta gente si è arricchita senza avere la minima competenza musicale, grazie ad un sistema retto sul potere, cioè di decidere chi ha pubblicità e chi no, chi viene trasmesso in radio, in tv. il sottobosco musicale è stupendo, se proprio ho qualcosa da chiedere alla gente è di spendere meno per ubriacarsi e andare di più ai concerti nei locali. un locale dove aiuto se avesse maggior affluenza potrebbe pagare bene il gruppo e offrire una  scelta musicale più diversificata invece che far suonare i generi preferiti per andare sul sicuro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Sara<br />
sul punto 3: premesso che suono, che scarico la musica e che acquisto anche i cd originali. Il sistema discografico è bene che sia crollato, anzi ancora non del tutto, visto che si aggrappa alla televisione. se pensiamo che su 20 euro di cd l&#8217;artista prende 1 euro qualcosa non va, allora è meglio oggi che ognuno si produce il proprio cd e se lo vende ai concerti. io col mio gruppo ho stampato 500 copie ( registrate alla siae, una mattinata folle a discutere con le funzionarie, e sugli spartiti fra una nota e l&#8217;altra mi scappavano degli scarabocchi ). in pratica ogni copia fra registrazione e stampa ci è venuta a costare 7 euro e qualcosa, quindi vendendoli a 10 euro ci esce poco, ma tanto fare i concerti è un impresa, i locali nella zona sono pochi e non pagano, e i locali dell&#8217;Italia giustamente neanche ci conoscono quindi è dura trovare le serate. ci sono però le agenzie. farcela significa suonare in giro per il paese e magari anche all&#8217;estero, guadagnando per vivere. dei milioni di album venduti fino ad oggi quanta musica spazzatura è stata pubblicata? quanti album si reggevano su due canzoni decenti? quanta gente si è arricchita senza avere la minima competenza musicale, grazie ad un sistema retto sul potere, cioè di decidere chi ha pubblicità e chi no, chi viene trasmesso in radio, in tv. il sottobosco musicale è stupendo, se proprio ho qualcosa da chiedere alla gente è di spendere meno per ubriacarsi e andare di più ai concerti nei locali. un locale dove aiuto se avesse maggior affluenza potrebbe pagare bene il gruppo e offrire una  scelta musicale più diversificata invece che far suonare i generi preferiti per andare sul sicuro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: paperinoramone		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrittori-che-diventano-librai/comment-page-1/#comment-123822</link>

		<dc:creator><![CDATA[paperinoramone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 18:37:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4899#comment-123822</guid>

					<description><![CDATA[@ laura atena
grazie. non sapevo che il prezzo per la distribuzione varia in base al potere d&#039;acquisto. personalmente non direi che i libri costano troppo in partenza, magari visto che si parla sempre di rese altissime si potrebbe estendere la categoria dei metà prezzo. se dovessi pensare a una soluzione per il futuro penserei di trasformare le librerie in luoghi pubblici, oppure chiederei interventi per far sì che il rapporto fra grandi catene e librerie indipendenti sia in favore di quest&#039;ultime, per quanto riguarda la presenza in città. però anche ( se è possibile ) pagare di meno il prestito interbibliotecario, se non proprio gratis. il discorso è che la libreria vive grazie alla gente, non si regge solo sui lettori forti, che per forza di cose acquistano anche in rete. mentre chi legge di meno di solito va in libreria, ogni tanto, quando passeggia in città o se deve fare un regalo, per questo mi sembra importante il centro della città. il consorzio comunque mi pare un&#039;opportunità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ laura atena<br />
grazie. non sapevo che il prezzo per la distribuzione varia in base al potere d&#8217;acquisto. personalmente non direi che i libri costano troppo in partenza, magari visto che si parla sempre di rese altissime si potrebbe estendere la categoria dei metà prezzo. se dovessi pensare a una soluzione per il futuro penserei di trasformare le librerie in luoghi pubblici, oppure chiederei interventi per far sì che il rapporto fra grandi catene e librerie indipendenti sia in favore di quest&#8217;ultime, per quanto riguarda la presenza in città. però anche ( se è possibile ) pagare di meno il prestito interbibliotecario, se non proprio gratis. il discorso è che la libreria vive grazie alla gente, non si regge solo sui lettori forti, che per forza di cose acquistano anche in rete. mentre chi legge di meno di solito va in libreria, ogni tanto, quando passeggia in città o se deve fare un regalo, per questo mi sembra importante il centro della città. il consorzio comunque mi pare un&#8217;opportunità.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Sara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrittori-che-diventano-librai/comment-page-1/#comment-123821</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 09:43:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4899#comment-123821</guid>

					<description><![CDATA[@Hommequirit
Mi scusi se le rispondo solo ora.
Nel farlo mi ricollego anche a due miei precedenti interventi/commenti in risposta agli utenti @tristezza e @Zweilawyer non so se li ha letti. E cerco di riassumerli in un concetto centrale per me molto importante.
-
La catena a cui faccio riferimento è composta da autori, editori, bibliotecari, lettori, librai indipendenti e catene, internet, lettori, insegnanti, critici, intellettuali, giornalisti, mezzi d&#039;informazione, ecc.
In altre parole stiamo parlando di Cultura.
-
Associo questa catena al simbolo dell&#039;Infinito, cioè un ciclo continuo.
E se sgancia anche uno solo degli anelli, la catena si rompe. Con effetti disastrosi.
Cosa sarebbero gli autori senza le librerie e i critici senza gli autori e le librerie, e gli insegnanti senza le librerie, e i lettori senza giornali, internet e le librerie... insomma capisce dove voglio arrivare?
-
Adesso andrò per punti, così mi sarà più facile risponderle in maniera ordinata.
1.
Se intervengo su questo blog è perché leggo questo blog. E&#039; un sottinteso che ritenga questo un posto dove è possibile confrontarsi seriamente, un&#039;oasi di pensiero critico indipendente. In caso contrario avrei reagito diversamente.
2.
Io sono delusa dalla rete proprio perché ho dovuto selezionare, in un oceano incoerente di proposte, dove il primo che si sveglia la mattina diventa il tuttologo di turno, senza averne le competenze.
Proprio stamattina leggevo un post pubblicato dall&#039;autore Andrea G. Colombo sul suo blog. Lo legga anche lei la prego e si faccia due risate isteriche:
http://andrea.horror.it/2011/11/publicare-un-libro/
3.
Nel rispondermi, lei giustamente affronta e argomenta il problema della crisi che ha investito il mondo della discografia internazionale. Come infatti fa notare anche lei, se analizziamo bene il problema non è stato l&#039;avvento dell&#039;mp3 in sè a far collassare il sistema. Ma il download illegale.
E&#039; stato un problema di regolamentazione della rete.
Ed è un problema che sta sorgendo anche per il mercato editoriale, che non avrà la possibilità di recuperare nemmeno in parte le perdite proprio per la differenza che c&#039;è fra musicista e autore (quella del concerto intendo).
Sulla qualità delle proposte musicali non intervengo altrimenti questo dibattito anche se molto interessante rischia di allungarsi a dismisura e deragliare.
Ma l&#039;ho affrontato e ci sono tornata sopra proprio perché riguarda la rete, il comportamento della rete, le informazioni che viaggiano sulla rete, l&#039;illegalità della rete spacciata per libertà.
Stiamo lasciando che accada la stessa cosa anche al mercato editoriale, purtroppo.
4.
&quot;Le biblioteche non le vuole nessuno [...]&quot;
Mi perdoni, forse ho capito male... sto interpretando male quello che voleva dire... cioè, lei mi sembra una persona intelligente, colta, insomma sa argomentare le sue teorie e lo fa educatamente, le nostre opinioni possono divergere ma, santo cielo, questa sua affermazione è agghiacciante.
Mi spaventa.
E&#039; un pò come se ad un malato di cancro lei dicesse, mi dispiace ma sei spacciato, è difficile, troppo complicato reperire le medicine, le cure, che ti andrebbero prescritte. Sei morto ormai. Addio.
E&#039; disumano.
E&#039; vero che in alcune biblioteche non ci sia una vasta scelta perché sono piccole e hanno poco budget ma io, anello della catena di cui sopra, nella veste di lettore, vado e chiedo se possono ordinare un libro.
La biblioteca per ragazzi della mia città ha ordinato due pubblicazioni grazie ad una mia segnalazione e i ragazzi che hanno preso in prestito quei volumi li hanno adorati.
In biblioteca si fanno reading, incontri fra insegnanti, spettacoli per bambini, lezioni gratuite di teatro, dopo scuola, conversazione in lingua e per la maggior parte sono attività gratuite o richiedono un contributo minimo.
Chi è che non vuole le biblioteche?
Bisognerebbe fare di tutto, di tutto pur di salvarle.
Strappano il cuore alla Cultura, perciò strappano il cuore ad ognuno di noi se tolgono le biblioteche.
E&#039; follia pura.
Amo le biblioteche della mia città, senza di loro non sarei la persona che sono oggi. Senza i libri che ho scoperto, letto, preso in prestito dalla biblioteca non sarei io. Sarei una persona diversa, e probabilmente una persona vuota.
5.
&quot;Cosa differenzia un lettore critico da un lettore ottuso?
La lettura e lo studio, quindi la pratica e la teoria&quot;
Non sto dicendo che tutti i librai siano come il professor Keating de L&#039;Attimo Fuggente ma molti insegnanti infondo sono anche librai e alcuni librai sono anche autori mancati o insegnanti mancati, come alcuni autori sono librai e bibliotecari mancanti.
Si ritorna alla catena.
Ho alcuni amici che non hanno trovato gratificante l&#039;esperienza scolastica ma hanno incontrato dei bravi librai o dei bravi bibliotecari. Come l&#039;inverso.
Non devo pensare a cosa va bene a me, a cosa è giusto per me ma a cosa è giusto per tutti. Cosa perderemo se sganciamo anche un solo anello della catena.
6.
&quot;Basta un centro culturale nazionale&quot;
Dov&#039;è questo centro culturale nazionale?
Guardiamoci intorno la prego.
Proprio lei ha affermato che ha nessuno importa delle biblioteche, perché non vengono finanziate!
Basta vedere come è tratta ogni forma di espressione culturale nel nostro Paese per renderci conto che sono favole.
Non possiamo illuderci così.
I sintomi della malattia sono davanti ai nostri occhi.
E che ci piaccia o no, uno dei sintomi è la chiusura delle librerie indipendenti.
Chi aprirà questo centro culturale nazionale?
Chi lo dirigerà?
Vogliamo davvero un&#039;altra pseudo Siae, con tutti i problemi ad essa connessi?
-
Il lettore che si sarà formato senza biblioteche, senza librai ma solo sulla rete che razza di lettore sarà?
Saprà distinguere un&#039;opera da uno sgorbio?
Saprà distinguere tra un&#039;originale è un plagio?
Personalmente, sono terrorizzata dall&#039;idea.
Che razza di futuro ci aspetta?
7.
Vorrei aggiungere solo un&#039;ultima cosa e poi le prendo altro tempo, anzi la ringrazio se ha avuto la pazienza di leggere fino a qui.
Quello che a me interessa salvaguardare è il contatto umano, che fa parte del nostro modo di comunicare, fa parte dell&#039;uomo, della nostra cultura, della nostra formazione.
Per questo è sbagliato pensare che la rete possa essere la Soluzione.
La rete è ingannevole, la rete è subdola, la rete è doppiogiochista.
La rete è un bambino di un anno che si ciuccia il dito, il giornalista che scrive un post, il soggetto borderline che trolleggia nei forum, la casalinga che prepara una ricetta e il libero professionista che passa ore nelle chat erotiche.
-
In rete ho trovato traduzioni a poesie di Keats con errori gravissimi. Se non avessi avuto il testo a fronte (in forma cartacea) avrei memorizzato una traduzione sbagliata.
In tv i presentatori continuano a fare brutte figure con gli ospiti perché le domande che la redazione prepara loro da rivolgere si basano su biografie pubblicate in rete. Biografie errate.
La stessa wikipedia è zeppa di errori.
-
La rete ci deve essere, come ci devono essere i bibliotecari, i librai, gli autori, ecc.
Bisogna salvaguardare gli anelli di questa catena, perché tutti in un modo o nell&#039;altro contribuiscono alla cultura del nostro Paese e non solo.
Contribuiscono a fare di noi quello che siamo.
Amazon sarà utile a chi non potrà spendere 20 euro per un libro ma pensare che Amazon sostituisca il libraio o l&#039;editore è da pazzi.
So che non riusciremo a salvare tutti i librai o tutte le biblioteche, sarei una sciocca a crederlo ma decidere a priori che non ne valga la pena è come farsi Kara Kiri.
E non so lei, ma io voglio vivere.
P.S.
Mi scusi per i refusi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Hommequirit<br />
Mi scusi se le rispondo solo ora.<br />
Nel farlo mi ricollego anche a due miei precedenti interventi/commenti in risposta agli utenti @tristezza e @Zweilawyer non so se li ha letti. E cerco di riassumerli in un concetto centrale per me molto importante.<br />
&#8211;<br />
La catena a cui faccio riferimento è composta da autori, editori, bibliotecari, lettori, librai indipendenti e catene, internet, lettori, insegnanti, critici, intellettuali, giornalisti, mezzi d&#8217;informazione, ecc.<br />
In altre parole stiamo parlando di Cultura.<br />
&#8211;<br />
Associo questa catena al simbolo dell&#8217;Infinito, cioè un ciclo continuo.<br />
E se sgancia anche uno solo degli anelli, la catena si rompe. Con effetti disastrosi.<br />
Cosa sarebbero gli autori senza le librerie e i critici senza gli autori e le librerie, e gli insegnanti senza le librerie, e i lettori senza giornali, internet e le librerie&#8230; insomma capisce dove voglio arrivare?<br />
&#8211;<br />
Adesso andrò per punti, così mi sarà più facile risponderle in maniera ordinata.<br />
1.<br />
Se intervengo su questo blog è perché leggo questo blog. E&#8217; un sottinteso che ritenga questo un posto dove è possibile confrontarsi seriamente, un&#8217;oasi di pensiero critico indipendente. In caso contrario avrei reagito diversamente.<br />
2.<br />
Io sono delusa dalla rete proprio perché ho dovuto selezionare, in un oceano incoerente di proposte, dove il primo che si sveglia la mattina diventa il tuttologo di turno, senza averne le competenze.<br />
Proprio stamattina leggevo un post pubblicato dall&#8217;autore Andrea G. Colombo sul suo blog. Lo legga anche lei la prego e si faccia due risate isteriche:<br />
<a href="http://andrea.horror.it/2011/11/publicare-un-libro/" rel="nofollow ugc">http://andrea.horror.it/2011/11/publicare-un-libro/</a><br />
3.<br />
Nel rispondermi, lei giustamente affronta e argomenta il problema della crisi che ha investito il mondo della discografia internazionale. Come infatti fa notare anche lei, se analizziamo bene il problema non è stato l&#8217;avvento dell&#8217;mp3 in sè a far collassare il sistema. Ma il download illegale.<br />
E&#8217; stato un problema di regolamentazione della rete.<br />
Ed è un problema che sta sorgendo anche per il mercato editoriale, che non avrà la possibilità di recuperare nemmeno in parte le perdite proprio per la differenza che c&#8217;è fra musicista e autore (quella del concerto intendo).<br />
Sulla qualità delle proposte musicali non intervengo altrimenti questo dibattito anche se molto interessante rischia di allungarsi a dismisura e deragliare.<br />
Ma l&#8217;ho affrontato e ci sono tornata sopra proprio perché riguarda la rete, il comportamento della rete, le informazioni che viaggiano sulla rete, l&#8217;illegalità della rete spacciata per libertà.<br />
Stiamo lasciando che accada la stessa cosa anche al mercato editoriale, purtroppo.<br />
4.<br />
&#8220;Le biblioteche non le vuole nessuno [&#8230;]&#8221;<br />
Mi perdoni, forse ho capito male&#8230; sto interpretando male quello che voleva dire&#8230; cioè, lei mi sembra una persona intelligente, colta, insomma sa argomentare le sue teorie e lo fa educatamente, le nostre opinioni possono divergere ma, santo cielo, questa sua affermazione è agghiacciante.<br />
Mi spaventa.<br />
E&#8217; un pò come se ad un malato di cancro lei dicesse, mi dispiace ma sei spacciato, è difficile, troppo complicato reperire le medicine, le cure, che ti andrebbero prescritte. Sei morto ormai. Addio.<br />
E&#8217; disumano.<br />
E&#8217; vero che in alcune biblioteche non ci sia una vasta scelta perché sono piccole e hanno poco budget ma io, anello della catena di cui sopra, nella veste di lettore, vado e chiedo se possono ordinare un libro.<br />
La biblioteca per ragazzi della mia città ha ordinato due pubblicazioni grazie ad una mia segnalazione e i ragazzi che hanno preso in prestito quei volumi li hanno adorati.<br />
In biblioteca si fanno reading, incontri fra insegnanti, spettacoli per bambini, lezioni gratuite di teatro, dopo scuola, conversazione in lingua e per la maggior parte sono attività gratuite o richiedono un contributo minimo.<br />
Chi è che non vuole le biblioteche?<br />
Bisognerebbe fare di tutto, di tutto pur di salvarle.<br />
Strappano il cuore alla Cultura, perciò strappano il cuore ad ognuno di noi se tolgono le biblioteche.<br />
E&#8217; follia pura.<br />
Amo le biblioteche della mia città, senza di loro non sarei la persona che sono oggi. Senza i libri che ho scoperto, letto, preso in prestito dalla biblioteca non sarei io. Sarei una persona diversa, e probabilmente una persona vuota.<br />
5.<br />
&#8220;Cosa differenzia un lettore critico da un lettore ottuso?<br />
La lettura e lo studio, quindi la pratica e la teoria&#8221;<br />
Non sto dicendo che tutti i librai siano come il professor Keating de L&#8217;Attimo Fuggente ma molti insegnanti infondo sono anche librai e alcuni librai sono anche autori mancati o insegnanti mancati, come alcuni autori sono librai e bibliotecari mancanti.<br />
Si ritorna alla catena.<br />
Ho alcuni amici che non hanno trovato gratificante l&#8217;esperienza scolastica ma hanno incontrato dei bravi librai o dei bravi bibliotecari. Come l&#8217;inverso.<br />
Non devo pensare a cosa va bene a me, a cosa è giusto per me ma a cosa è giusto per tutti. Cosa perderemo se sganciamo anche un solo anello della catena.<br />
6.<br />
&#8220;Basta un centro culturale nazionale&#8221;<br />
Dov&#8217;è questo centro culturale nazionale?<br />
Guardiamoci intorno la prego.<br />
Proprio lei ha affermato che ha nessuno importa delle biblioteche, perché non vengono finanziate!<br />
Basta vedere come è tratta ogni forma di espressione culturale nel nostro Paese per renderci conto che sono favole.<br />
Non possiamo illuderci così.<br />
I sintomi della malattia sono davanti ai nostri occhi.<br />
E che ci piaccia o no, uno dei sintomi è la chiusura delle librerie indipendenti.<br />
Chi aprirà questo centro culturale nazionale?<br />
Chi lo dirigerà?<br />
Vogliamo davvero un&#8217;altra pseudo Siae, con tutti i problemi ad essa connessi?<br />
&#8211;<br />
Il lettore che si sarà formato senza biblioteche, senza librai ma solo sulla rete che razza di lettore sarà?<br />
Saprà distinguere un&#8217;opera da uno sgorbio?<br />
Saprà distinguere tra un&#8217;originale è un plagio?<br />
Personalmente, sono terrorizzata dall&#8217;idea.<br />
Che razza di futuro ci aspetta?<br />
7.<br />
Vorrei aggiungere solo un&#8217;ultima cosa e poi le prendo altro tempo, anzi la ringrazio se ha avuto la pazienza di leggere fino a qui.<br />
Quello che a me interessa salvaguardare è il contatto umano, che fa parte del nostro modo di comunicare, fa parte dell&#8217;uomo, della nostra cultura, della nostra formazione.<br />
Per questo è sbagliato pensare che la rete possa essere la Soluzione.<br />
La rete è ingannevole, la rete è subdola, la rete è doppiogiochista.<br />
La rete è un bambino di un anno che si ciuccia il dito, il giornalista che scrive un post, il soggetto borderline che trolleggia nei forum, la casalinga che prepara una ricetta e il libero professionista che passa ore nelle chat erotiche.<br />
&#8211;<br />
In rete ho trovato traduzioni a poesie di Keats con errori gravissimi. Se non avessi avuto il testo a fronte (in forma cartacea) avrei memorizzato una traduzione sbagliata.<br />
In tv i presentatori continuano a fare brutte figure con gli ospiti perché le domande che la redazione prepara loro da rivolgere si basano su biografie pubblicate in rete. Biografie errate.<br />
La stessa wikipedia è zeppa di errori.<br />
&#8211;<br />
La rete ci deve essere, come ci devono essere i bibliotecari, i librai, gli autori, ecc.<br />
Bisogna salvaguardare gli anelli di questa catena, perché tutti in un modo o nell&#8217;altro contribuiscono alla cultura del nostro Paese e non solo.<br />
Contribuiscono a fare di noi quello che siamo.<br />
Amazon sarà utile a chi non potrà spendere 20 euro per un libro ma pensare che Amazon sostituisca il libraio o l&#8217;editore è da pazzi.<br />
So che non riusciremo a salvare tutti i librai o tutte le biblioteche, sarei una sciocca a crederlo ma decidere a priori che non ne valga la pena è come farsi Kara Kiri.<br />
E non so lei, ma io voglio vivere.<br />
P.S.<br />
Mi scusi per i refusi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Laura atena		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrittori-che-diventano-librai/comment-page-1/#comment-123820</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura atena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 08:14:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4899#comment-123820</guid>

					<description><![CDATA[@paperinoramone il problema è che l&#039;editore gonfia il prezzo iniziale del libro (10 euro) per avere un margine di guadagno sul prezzo scontatissimo (3 euro) che vende alla grande distribuzione (prezzo che quest&#039;ultima ottiene grazie all&#039;elevato numero di libri ordinati o ad accordi privati) ma poi il libraio indipendente che ha una percentuale di sconto minore pagherà lo stesso libro il doppio della GD,  sempre a causa di questo meccanismo iniziale la GD potrà permettersi di fare al proprio cliente uno sconto maggiore, la libreria no se non correndo il rischio di avere introiti ridotti al minimo o neppure quelli, spero di essere stata chiara e di averti levato qualche dubbio
Per aumentare il proprio &quot;potere d&#039;acquisto&quot; i librai indipendenti potrebbero riunirsi in consorzi divenendo così un compratore unico, ma non avranno mai il peso della GD e per il lettore il prezzo rimarrà comunque dopato!!
In un paese poi dove si legge pochissimo il mercato si fa ogni giorno più duro e spesso purtroppo a farne le spese sono le persone più competenti, la cui esperienza andrà ingiustamente perduta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@paperinoramone il problema è che l&#8217;editore gonfia il prezzo iniziale del libro (10 euro) per avere un margine di guadagno sul prezzo scontatissimo (3 euro) che vende alla grande distribuzione (prezzo che quest&#8217;ultima ottiene grazie all&#8217;elevato numero di libri ordinati o ad accordi privati) ma poi il libraio indipendente che ha una percentuale di sconto minore pagherà lo stesso libro il doppio della GD,  sempre a causa di questo meccanismo iniziale la GD potrà permettersi di fare al proprio cliente uno sconto maggiore, la libreria no se non correndo il rischio di avere introiti ridotti al minimo o neppure quelli, spero di essere stata chiara e di averti levato qualche dubbio<br />
Per aumentare il proprio &#8220;potere d&#8217;acquisto&#8221; i librai indipendenti potrebbero riunirsi in consorzi divenendo così un compratore unico, ma non avranno mai il peso della GD e per il lettore il prezzo rimarrà comunque dopato!!<br />
In un paese poi dove si legge pochissimo il mercato si fa ogni giorno più duro e spesso purtroppo a farne le spese sono le persone più competenti, la cui esperienza andrà ingiustamente perduta.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
