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	Commenti a: SCRITTRICI E ZIE: NATALIA, ORIANA, HILARY (E ANCHE SUSANNA)	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Simone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 22:22:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo che sia un po’ ridicolo il genere “narrativa femminile”; è anche vero che è consuetudine ci siano riviste “per donne” e “per uomini”, questa mi sembra la versione un pochino più sofisticata di quella suddivisione dell’ edicola.
Essendo attorno all’ 8 marzo mi sembrerebbe plausibile anche che il target del reparto fosse in realtà il maschio brancolante in cerca di un regalo, a cui dare una sorta di cestone dell’autogrill in cui frugare per trovare qualcosa da accompagnare alle mimose. (magari invece è un reparto sempre presente in quella libreria, non so)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo che sia un po’ ridicolo il genere “narrativa femminile”; è anche vero che è consuetudine ci siano riviste “per donne” e “per uomini”, questa mi sembra la versione un pochino più sofisticata di quella suddivisione dell’ edicola.<br />
Essendo attorno all’ 8 marzo mi sembrerebbe plausibile anche che il target del reparto fosse in realtà il maschio brancolante in cerca di un regalo, a cui dare una sorta di cestone dell’autogrill in cui frugare per trovare qualcosa da accompagnare alle mimose. (magari invece è un reparto sempre presente in quella libreria, non so)</p>
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		<title>
		Di: Murasaki Shikibu		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrittrici-e-zie-natalia-oriana-hilary-e-anche-susanna/comment-page-1/#comment-140010</link>

		<dc:creator><![CDATA[Murasaki Shikibu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 15:39:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se io fossi una donna (ma corre voce che lo sia) troverei cretino quel che a me pare cretino, e non quello che qualcun altro ha deciso che devo  trovare cretino, e mi baserei sul mio personale giudizio. E il mio giudizio di forte lettrice mi dice che quando sono in libreria non ho voglia di scervellarmi per stabilire se una determinata autrice è, a parere del libraio &quot;narrativa femminile&quot; o, chessò, &quot;narrativa serba&quot;. E visto che siete a Roma, se fossi una donna romana e vedessi una stupidaggine del tipo &quot;narrativa femminile&quot; in una libreria che sto spulciando a caccia di acquisti, girerei i tacchi e andrei a spendere i miei soldi in una libreria organizzata in modo meno balordo.
Ma se invece che una donna fossi un librario (o una libraria), eviterei con cura di irritare la femminil clientela,  indipendentemente dal fatto che si irriti a torto o a ragione: se il cliente ha sempre ragione, forse anche la clientessa lo ha.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se io fossi una donna (ma corre voce che lo sia) troverei cretino quel che a me pare cretino, e non quello che qualcun altro ha deciso che devo  trovare cretino, e mi baserei sul mio personale giudizio. E il mio giudizio di forte lettrice mi dice che quando sono in libreria non ho voglia di scervellarmi per stabilire se una determinata autrice è, a parere del libraio &#8220;narrativa femminile&#8221; o, chessò, &#8220;narrativa serba&#8221;. E visto che siete a Roma, se fossi una donna romana e vedessi una stupidaggine del tipo &#8220;narrativa femminile&#8221; in una libreria che sto spulciando a caccia di acquisti, girerei i tacchi e andrei a spendere i miei soldi in una libreria organizzata in modo meno balordo.<br />
Ma se invece che una donna fossi un librario (o una libraria), eviterei con cura di irritare la femminil clientela,  indipendentemente dal fatto che si irriti a torto o a ragione: se il cliente ha sempre ragione, forse anche la clientessa lo ha.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: daniele		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrittrici-e-zie-natalia-oriana-hilary-e-anche-susanna/comment-page-1/#comment-140009</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 14:57:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Reparto Falloppio, questa è buona!  :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Reparto Falloppio, questa è buona!  🙂</p>
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		Di: Tawo nga mokatawa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrittrici-e-zie-natalia-oriana-hilary-e-anche-susanna/comment-page-1/#comment-140008</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tawo nga mokatawa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 09:27:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[.Non credo che la libreria dell&#039;Auditorium abbia commesso peccato, cara la mia Lipperini (e non dica di nuovo che l&#039;incipit è rivelatorio).
Da un punto di vista logico la marca semantica &quot;narrativa femminile&quot; è giusta: è una letteratura comprata quasi esclusivamente da donne, ed è pure quella che fa bestseller da un punto di vista numerico nell&#039;arco dell&#039;anno. Perciò le due cose coincidono. Il che non vuol dire che in quel reparto vi stia TUTTA la letteratura consumata e consumabile dall&#039;universo femminile, e l&#039;errore interpretativo sta qui. Se fossi una donna perché dovrei urtarmi? Così facendo dimostrerei di soffrire di un complesso che nessuno mi obbliga ad avere: non mi hanno mica detto che quel reparto è il mio ghetto e altre letture mi sono negate. Al contrario, mi hanno specificato cosa voglia dire prendere le distanza da un modello di consumo al femminile, mi hanno dispensato dalla rottura di evitare certi libri, selezionandomeli assieme nello stesso luogo. Cosa chiedere di più? Prima c&#039;era l&#039;harmony, ma non è questa marca semantica non stesse per &quot;letteratura al femminile&quot; e non identificasse la stessa esigenza gastronomica di narrativa ovarica.
Dati i titoli avrebbero potuto chiamarla &quot;narrativa sentimentale 2.0&quot; e sarebbe comunque suonata come &quot;reparto Falloppio&quot;: è sempre letteratura consumata eminentemente da donne, e ha sempre la sua dignità editoriale da un punto di vista economico. D&#039;altronde come comunicare al dominante mercato femminile che di queste letture si pasce, che lì troverà la sua pastura? Perché lasciare spaesata la legittima richiesta di questa narrativa? Come voleva chiamarla? Ovvorre prendersela perché è proprio &quot;narrativa femminile&quot; la marca semantica più appropriata? E non si dica che &quot;allora perché non una narrativa maschile?&quot;,  perché non c&#039;è. Ci provi se ci riesce. Se ci fosse avremmo pregiudizio, politically correct applicato: invece in questo caso abbiamo per le donne una condizione più fortunata: una ulteriore specificazione per una scelta d&#039;acquisto più consapevole, per un cliente così esigente e primario come è lo è il femminile, e che dalle statistiche compra e legge più libri (proprio questi, sia specificato).
Piuttosto che rimuovere sotto il tappeto delle etichettature il fatto che c&#039;è un mercato della letteratura-donna così declinato, e che è quello che fa i numeri veri, occorrerebbe capire perché li fa, questi numeri. Sarà lecito chiedersi se all&#039;Auditorium abbiano sbagliato inserendo inappropriatamente ciò che a quella categoria non pertiene, ma non sembra questo il caso.
Al dunque, perché sentirmi urtata come donna per il fatto che la maggior parte delle donne compri in massa questi libri? Cambierò scaffale e andrò a cercarmi altro, comunque conscia che la leggerezza muliebre esiste, magari la condivido, ma non mi appartiene, non siamo sorelle, non devo difenderla, e che come lettrice sofisticata non sono una donna, ma un essere asessuato che trova ottuso e inutile porsi il problema se chi scriva è un lui o una lei. Per chi invece avverta la compulsione a declinare la letteratura al sesso, adontandosi se la media femminile legge quella roba lì, ha più di un problema di genere - e non solo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>.Non credo che la libreria dell&#8217;Auditorium abbia commesso peccato, cara la mia Lipperini (e non dica di nuovo che l&#8217;incipit è rivelatorio).<br />
Da un punto di vista logico la marca semantica &#8220;narrativa femminile&#8221; è giusta: è una letteratura comprata quasi esclusivamente da donne, ed è pure quella che fa bestseller da un punto di vista numerico nell&#8217;arco dell&#8217;anno. Perciò le due cose coincidono. Il che non vuol dire che in quel reparto vi stia TUTTA la letteratura consumata e consumabile dall&#8217;universo femminile, e l&#8217;errore interpretativo sta qui. Se fossi una donna perché dovrei urtarmi? Così facendo dimostrerei di soffrire di un complesso che nessuno mi obbliga ad avere: non mi hanno mica detto che quel reparto è il mio ghetto e altre letture mi sono negate. Al contrario, mi hanno specificato cosa voglia dire prendere le distanza da un modello di consumo al femminile, mi hanno dispensato dalla rottura di evitare certi libri, selezionandomeli assieme nello stesso luogo. Cosa chiedere di più? Prima c&#8217;era l&#8217;harmony, ma non è questa marca semantica non stesse per &#8220;letteratura al femminile&#8221; e non identificasse la stessa esigenza gastronomica di narrativa ovarica.<br />
Dati i titoli avrebbero potuto chiamarla &#8220;narrativa sentimentale 2.0&#8221; e sarebbe comunque suonata come &#8220;reparto Falloppio&#8221;: è sempre letteratura consumata eminentemente da donne, e ha sempre la sua dignità editoriale da un punto di vista economico. D&#8217;altronde come comunicare al dominante mercato femminile che di queste letture si pasce, che lì troverà la sua pastura? Perché lasciare spaesata la legittima richiesta di questa narrativa? Come voleva chiamarla? Ovvorre prendersela perché è proprio &#8220;narrativa femminile&#8221; la marca semantica più appropriata? E non si dica che &#8220;allora perché non una narrativa maschile?&#8221;,  perché non c&#8217;è. Ci provi se ci riesce. Se ci fosse avremmo pregiudizio, politically correct applicato: invece in questo caso abbiamo per le donne una condizione più fortunata: una ulteriore specificazione per una scelta d&#8217;acquisto più consapevole, per un cliente così esigente e primario come è lo è il femminile, e che dalle statistiche compra e legge più libri (proprio questi, sia specificato).<br />
Piuttosto che rimuovere sotto il tappeto delle etichettature il fatto che c&#8217;è un mercato della letteratura-donna così declinato, e che è quello che fa i numeri veri, occorrerebbe capire perché li fa, questi numeri. Sarà lecito chiedersi se all&#8217;Auditorium abbiano sbagliato inserendo inappropriatamente ciò che a quella categoria non pertiene, ma non sembra questo il caso.<br />
Al dunque, perché sentirmi urtata come donna per il fatto che la maggior parte delle donne compri in massa questi libri? Cambierò scaffale e andrò a cercarmi altro, comunque conscia che la leggerezza muliebre esiste, magari la condivido, ma non mi appartiene, non siamo sorelle, non devo difenderla, e che come lettrice sofisticata non sono una donna, ma un essere asessuato che trova ottuso e inutile porsi il problema se chi scriva è un lui o una lei. Per chi invece avverta la compulsione a declinare la letteratura al sesso, adontandosi se la media femminile legge quella roba lì, ha più di un problema di genere &#8211; e non solo.</p>
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		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrittrici-e-zie-natalia-oriana-hilary-e-anche-susanna/comment-page-1/#comment-140007</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2016 15:55:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.lipperatura.it/scrittrici-e-zie-natalia-oriana-hilary-e-anche-susanna/comment-page-1/#comment-140006&quot;&gt;Murasaki Shikibu&lt;/a&gt;.

Sì cara. Quella fotografata da Susanna è la libreria dell&#039;Auditorium a Roma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.lipperatura.it/scrittrici-e-zie-natalia-oriana-hilary-e-anche-susanna/comment-page-1/#comment-140006">Murasaki Shikibu</a>.</p>
<p>Sì cara. Quella fotografata da Susanna è la libreria dell&#8217;Auditorium a Roma.</p>
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		Di: Murasaki Shikibu		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrittrici-e-zie-natalia-oriana-hilary-e-anche-susanna/comment-page-1/#comment-140006</link>

		<dc:creator><![CDATA[Murasaki Shikibu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2016 15:41:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una sezione di narrativa femminile?! Sul serio, ci sono librerie che hanno una sezione di &quot;narrativa femminile&quot;?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una sezione di narrativa femminile?! Sul serio, ci sono librerie che hanno una sezione di &#8220;narrativa femminile&#8221;?</p>
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