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	Commenti a: SCRIVERE PER IL WEB	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Alessandro		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 May 2013 13:09:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Continuo a ritenere che una valida alternativa per chi abbia velleità di scrittura sia aprire un blog e usarlo come palestra di scrittura e come biglietto da visita della propria valenza. Insomma: invece di lavorare gratis per altri, meglio fare qualcosa per se stessi. Poi il tempo dirà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continuo a ritenere che una valida alternativa per chi abbia velleità di scrittura sia aprire un blog e usarlo come palestra di scrittura e come biglietto da visita della propria valenza. Insomma: invece di lavorare gratis per altri, meglio fare qualcosa per se stessi. Poi il tempo dirà.</p>
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		Di: Melmoth		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrivere-per-il-web/comment-page-1/#comment-119117</link>

		<dc:creator><![CDATA[Melmoth]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2011 11:11:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vero Ekerot, può succedere. Ma è strano che voi abbiate avuto a che fare direttamente con RAI-cinema la quale spesso entra in co-produzione, o comunque subentra dopo. Ti credo che avendo loro come diretti referenti il vostro potere di contrattazione sarà stato scarsissimo...
.
Sul mio caso, in effetti parlavo di una sceneggiatura in cui entravo come &#039;tecnico&#039; in quanto era già stata scritta, sulla base di un soggetto che aveva anche vinto un premio. Per quello in un certo senso la storia che ti dicevo la giudico tutt&#039;ora abbastanza atroce. Il budget finale -per dire- era di 1,2 milioni di euro. Alla fine è stato il regista a darmi il dovuto, in nero, strappando per se stesso un cachet doppio dalla produzione. E&#039; stato allora che ho smesso di considerare lo sceneggiatore un mestiere che volevo fare. Non è impossibile; ma non voglio vivere a quel modo, strappando soldi che mi devono come fossi un ladro; ed è una decisione che non rimpiango.
.
Comunque trovo il commento di Elena Bibolotti agghiacciante (scusatemi, lo dico senza intenzione di polemica) proprio perchè pacato e sincero. Chi ha venti anni di più di noi molto spesso -non sempre- non ha la percezione che le cose oggi siano diverse per chi inizia. Invece mi spiace, è proprio così: il professionismo per un esordiente è, davvero, un lusso. Lo dicono le mie esperienze dirette e indirette delle persone che ho incontrato in ambito editoriale, cinematografico, fumettistico, televisivo negli ultimi quindici anni.
.
Personalmente l&#039;unica soluzione che ho trovato è quella di essere un dilettante professionale, che cioè non fa del proprio diletto la fonte diretta dei propri introiti ma lavora nel modo più serio possibile, confrontandosi quanto è possibile con i professionisti del settore. Ciòdetto, adesso quando un editore o un produttore mi chiede di alzare anche solo un mignolo mi faccio pagare, senza ma/se/dopo/peròpoi. Il che significa che molto raramente me lo chiedano. E va benissimo così.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vero Ekerot, può succedere. Ma è strano che voi abbiate avuto a che fare direttamente con RAI-cinema la quale spesso entra in co-produzione, o comunque subentra dopo. Ti credo che avendo loro come diretti referenti il vostro potere di contrattazione sarà stato scarsissimo&#8230;<br />
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Sul mio caso, in effetti parlavo di una sceneggiatura in cui entravo come &#8216;tecnico&#8217; in quanto era già stata scritta, sulla base di un soggetto che aveva anche vinto un premio. Per quello in un certo senso la storia che ti dicevo la giudico tutt&#8217;ora abbastanza atroce. Il budget finale -per dire- era di 1,2 milioni di euro. Alla fine è stato il regista a darmi il dovuto, in nero, strappando per se stesso un cachet doppio dalla produzione. E&#8217; stato allora che ho smesso di considerare lo sceneggiatore un mestiere che volevo fare. Non è impossibile; ma non voglio vivere a quel modo, strappando soldi che mi devono come fossi un ladro; ed è una decisione che non rimpiango.<br />
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Comunque trovo il commento di Elena Bibolotti agghiacciante (scusatemi, lo dico senza intenzione di polemica) proprio perchè pacato e sincero. Chi ha venti anni di più di noi molto spesso -non sempre- non ha la percezione che le cose oggi siano diverse per chi inizia. Invece mi spiace, è proprio così: il professionismo per un esordiente è, davvero, un lusso. Lo dicono le mie esperienze dirette e indirette delle persone che ho incontrato in ambito editoriale, cinematografico, fumettistico, televisivo negli ultimi quindici anni.<br />
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Personalmente l&#8217;unica soluzione che ho trovato è quella di essere un dilettante professionale, che cioè non fa del proprio diletto la fonte diretta dei propri introiti ma lavora nel modo più serio possibile, confrontandosi quanto è possibile con i professionisti del settore. Ciòdetto, adesso quando un editore o un produttore mi chiede di alzare anche solo un mignolo mi faccio pagare, senza ma/se/dopo/peròpoi. Il che significa che molto raramente me lo chiedano. E va benissimo così.</p>
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		<title>
		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrivere-per-il-web/comment-page-1/#comment-119116</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2011 09:23:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si vede che sei già bello quotato, Melmoth.
Per quel che riguarda la mia esperienza e del mio &quot;circolo&quot;, 4000 euro come anticipo sono un miraggio. Anche perché si parla di sceneggiature, ma la base di lavoro è sempre il soggetto. Che pur lungo &quot;solo&quot; 20 pagine implica spesso 2-3 mesi di lavoro. A quel punto, se proprio il produttore è entusiasta, ti dà due lire. Sempre che non voglia fermarsi al soggetto e provare con quello il bando ministeriale.
Senza contare i lavori di riscrittura.
RAI Cinema - per farti capire - mi ha pagato con il simpatico avallo del CSC ben 800 euro per una sceneggiatura. Dopo 7 mesi di lavoro. E solo perché ho rotto le scatole. Ovviamente non mi ha pagato il lavoro, bensì una sorta di collaborazione esterna.
E poi, i produttori &quot;medi&quot; come dici tu sono alla frutta da secoli. Avviano delle produzioni di lunghi con 250mila euro. Sottopagando tutti. Qualche rara mosca bianca esiste, ma non possiamo certo farne la norma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si vede che sei già bello quotato, Melmoth.<br />
Per quel che riguarda la mia esperienza e del mio &#8220;circolo&#8221;, 4000 euro come anticipo sono un miraggio. Anche perché si parla di sceneggiature, ma la base di lavoro è sempre il soggetto. Che pur lungo &#8220;solo&#8221; 20 pagine implica spesso 2-3 mesi di lavoro. A quel punto, se proprio il produttore è entusiasta, ti dà due lire. Sempre che non voglia fermarsi al soggetto e provare con quello il bando ministeriale.<br />
Senza contare i lavori di riscrittura.<br />
RAI Cinema &#8211; per farti capire &#8211; mi ha pagato con il simpatico avallo del CSC ben 800 euro per una sceneggiatura. Dopo 7 mesi di lavoro. E solo perché ho rotto le scatole. Ovviamente non mi ha pagato il lavoro, bensì una sorta di collaborazione esterna.<br />
E poi, i produttori &#8220;medi&#8221; come dici tu sono alla frutta da secoli. Avviano delle produzioni di lunghi con 250mila euro. Sottopagando tutti. Qualche rara mosca bianca esiste, ma non possiamo certo farne la norma.</p>
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		<title>
		Di: Melmoth		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrivere-per-il-web/comment-page-1/#comment-119115</link>

		<dc:creator><![CDATA[Melmoth]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2011 08:58:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ekerot, non è esatto. Un produttore medio paga lo sceneggiatore un anticipo minimo dicendo che ha bisogno della sceneggiatura completa per ottenere fondi statali. Una volta ottenuto i fondi, se è abile- e di solioi lo è-, se la cava con una buona uscita di 4000 euro.Tutto ciò è ovviamente ai limiti della legalità, anche perchè spesso la buona uscita è in nero.
.
 Il valore di mercato di una sceneggiatura sono 20.000- 30.000. Pagato a 4000 euro uno sceneggiatore dovrebbe scrivere una sceneggiatura con anticipo pagato (non sempre disponibile, perchè ci sono tanti produttori che non sono nemmeno &#039;medi&#039;) ogni mese e mezzo. Il che è assolutamente impossibile. Ovviamente parlo per esperienza diretta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ekerot, non è esatto. Un produttore medio paga lo sceneggiatore un anticipo minimo dicendo che ha bisogno della sceneggiatura completa per ottenere fondi statali. Una volta ottenuto i fondi, se è abile- e di solioi lo è-, se la cava con una buona uscita di 4000 euro.Tutto ciò è ovviamente ai limiti della legalità, anche perchè spesso la buona uscita è in nero.<br />
.<br />
 Il valore di mercato di una sceneggiatura sono 20.000- 30.000. Pagato a 4000 euro uno sceneggiatore dovrebbe scrivere una sceneggiatura con anticipo pagato (non sempre disponibile, perchè ci sono tanti produttori che non sono nemmeno &#8216;medi&#8217;) ogni mese e mezzo. Il che è assolutamente impossibile. Ovviamente parlo per esperienza diretta.</p>
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		<title>
		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrivere-per-il-web/comment-page-1/#comment-119114</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2011 07:58:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Elena, non volermene ma la mia esperienza dice esattamente il contrario: non si può lavorare a pagamento, mai. Esiste qualcuno che cerca ancora la &lt;i&gt;qualità&lt;/i&gt;; non stento a crederlo. Nessuno vuole una boiata, soprattutto da un esordiente. Ma la prassi è non pagare. Anche perché si parla per la maggior parte di un mercato che non ha sbocchi.
Un produttore non paga mai, se poi il film non esce o non ha garanzie di coproduzione statale. Anche perché il produttore italiano i soldi non li ha.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Elena, non volermene ma la mia esperienza dice esattamente il contrario: non si può lavorare a pagamento, mai. Esiste qualcuno che cerca ancora la <i>qualità</i>; non stento a crederlo. Nessuno vuole una boiata, soprattutto da un esordiente. Ma la prassi è non pagare. Anche perché si parla per la maggior parte di un mercato che non ha sbocchi.<br />
Un produttore non paga mai, se poi il film non esce o non ha garanzie di coproduzione statale. Anche perché il produttore italiano i soldi non li ha.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Elena Bibolotti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrivere-per-il-web/comment-page-1/#comment-119113</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elena Bibolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2011 07:44:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sono scuole e scuole, officine e officine.
Non si lavora gratis, mai. Ho vissuto di teatro per più di 20 anni e non ho mai concesso a nessuno che non mi si pagassero contributi e spese. Anche allora c&#039;erano i dopolavoristi e crumiri. Culo? No, Professionismo. Perché  esiste chi ancora chiede qualità e pochi in grado di offrirla. Sempre meno. Così nei mestieri della scrittura.
Intanto non capisco questa assurda divisione fra i Mestieri della scrittura e il Mestiere del romanziere. Mi pare una follia e basta guardare alla storia dell&#039;editoria...
Ho avuto la fortuna di conoscere e stare accanto, a volte per mesi, a una serie di personaggi &quot;di peso&quot; nell&#039;editoria italiana da Santachiara a Franchini e vi garantisco che se non sai scrivere non sai neanche tradurre né fare editing né scouting.
Il problema è che in certi mestieri solo le bastonate aiutano a crescere e a trovare il proprio talento e a esaltarlo e oggi come oggi si è tutti così preoccupati di ricevere consenso, che grandi Maestri ce ne sono pochi così come pochi i bravi allievi.
La presunzione è la più grave malattia del nostro secolo si sa. Nelle case editrici c&#039;è gente che lavora strenuamente e per trovare buoni prodotti, certo si fa molto marketing, ma lo scrittore dovrebbe porsi anche lui il problema e magari strizzare l&#039;occhio al mercato, all&#039;inizio almeno e senza fare subito lo snob.
Certo, se vuole anche guadagnare dalla sua fatica.
Le riviste il più delle volte annoiano.
Forse bisogna iniziare a chiedersi quale sia oggi il valore dell&#039;arte.
Credo che se avessi un figlio con velleità artistiche lo manderei sicuramente in una buona scuola di scrittura creativa, e ce ne sono, poche ma esistono, così come quelle di teatro e gli insegnerei che a volte imparare ad arrangiarsi è la più grande scuola di vita e forse anche la più divertente. Buona giornata a tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono scuole e scuole, officine e officine.<br />
Non si lavora gratis, mai. Ho vissuto di teatro per più di 20 anni e non ho mai concesso a nessuno che non mi si pagassero contributi e spese. Anche allora c&#8217;erano i dopolavoristi e crumiri. Culo? No, Professionismo. Perché  esiste chi ancora chiede qualità e pochi in grado di offrirla. Sempre meno. Così nei mestieri della scrittura.<br />
Intanto non capisco questa assurda divisione fra i Mestieri della scrittura e il Mestiere del romanziere. Mi pare una follia e basta guardare alla storia dell&#8217;editoria&#8230;<br />
Ho avuto la fortuna di conoscere e stare accanto, a volte per mesi, a una serie di personaggi &#8220;di peso&#8221; nell&#8217;editoria italiana da Santachiara a Franchini e vi garantisco che se non sai scrivere non sai neanche tradurre né fare editing né scouting.<br />
Il problema è che in certi mestieri solo le bastonate aiutano a crescere e a trovare il proprio talento e a esaltarlo e oggi come oggi si è tutti così preoccupati di ricevere consenso, che grandi Maestri ce ne sono pochi così come pochi i bravi allievi.<br />
La presunzione è la più grave malattia del nostro secolo si sa. Nelle case editrici c&#8217;è gente che lavora strenuamente e per trovare buoni prodotti, certo si fa molto marketing, ma lo scrittore dovrebbe porsi anche lui il problema e magari strizzare l&#8217;occhio al mercato, all&#8217;inizio almeno e senza fare subito lo snob.<br />
Certo, se vuole anche guadagnare dalla sua fatica.<br />
Le riviste il più delle volte annoiano.<br />
Forse bisogna iniziare a chiedersi quale sia oggi il valore dell&#8217;arte.<br />
Credo che se avessi un figlio con velleità artistiche lo manderei sicuramente in una buona scuola di scrittura creativa, e ce ne sono, poche ma esistono, così come quelle di teatro e gli insegnerei che a volte imparare ad arrangiarsi è la più grande scuola di vita e forse anche la più divertente. Buona giornata a tutti.</p>
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		<title>
		Di: MissMartinaB		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrivere-per-il-web/comment-page-1/#comment-119112</link>

		<dc:creator><![CDATA[MissMartinaB]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2011 22:21:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sempre la solita storia: ad un giovane che si affaccia ( e qui ognuno può mettere quello che vuole)  si sconsiglia caldamente il settore. E allora che continuino a fare solo quelli che già fanno. Fino a che morte non li separi dai loro affari.
Sono brutale ma ne ho le scatole piene di questi discorsi. Con questo non dico che chiunque scrive due righe ci deve campare su, ma la logica di questo vademecum è applicata a quasi tutte le attività ormai. Figuriamoci a scrivere. Ormai sono tutti bravissimi. Chissà come mai invece, sempre più spesso trovo persone che non sanno mettere insieme una mail di lavoro in un tempo ragionevole e con risultati dignitosi...
(((Magari esco fuori tema, ma lo sapete che ho visto sulla vetrina di un negozio in centro a Firenze? &quot;Tirocinio per commesse&quot;. Spero davvero che chiudano i battenti nel giro di un mese...)))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre la solita storia: ad un giovane che si affaccia ( e qui ognuno può mettere quello che vuole)  si sconsiglia caldamente il settore. E allora che continuino a fare solo quelli che già fanno. Fino a che morte non li separi dai loro affari.<br />
Sono brutale ma ne ho le scatole piene di questi discorsi. Con questo non dico che chiunque scrive due righe ci deve campare su, ma la logica di questo vademecum è applicata a quasi tutte le attività ormai. Figuriamoci a scrivere. Ormai sono tutti bravissimi. Chissà come mai invece, sempre più spesso trovo persone che non sanno mettere insieme una mail di lavoro in un tempo ragionevole e con risultati dignitosi&#8230;<br />
(((Magari esco fuori tema, ma lo sapete che ho visto sulla vetrina di un negozio in centro a Firenze? &#8220;Tirocinio per commesse&#8221;. Spero davvero che chiudano i battenti nel giro di un mese&#8230;)))</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrivere-per-il-web/comment-page-1/#comment-119111</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2011 10:20:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e aggiungiamo al quadro italico: il familismo immorale, con il figlio di e l&#039;amico mio (si fa per dire) che mettono insieme un sito web fallimentare ma si sciroppano 1 milione di euro, e chissà quanti hanno collaborato a quel fallimento da stagisti o simili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e aggiungiamo al quadro italico: il familismo immorale, con il figlio di e l&#8217;amico mio (si fa per dire) che mettono insieme un sito web fallimentare ma si sciroppano 1 milione di euro, e chissà quanti hanno collaborato a quel fallimento da stagisti o simili.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: 'povna		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrivere-per-il-web/comment-page-1/#comment-119110</link>

		<dc:creator><![CDATA['povna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2011 08:22:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@CloseTheDoor: appunto, sigh. Secondo me, proprio per quanto dicevo prima, l&#039;humus culturale italiano profondo è quello che crea questa situazione &#039;innaturale&#039; e a suo modo &#039;drogata&#039;... :-(]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@CloseTheDoor: appunto, sigh. Secondo me, proprio per quanto dicevo prima, l&#8217;humus culturale italiano profondo è quello che crea questa situazione &#8216;innaturale&#8217; e a suo modo &#8216;drogata&#8217;&#8230; 🙁</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: supermambanana		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/scrivere-per-il-web/comment-page-1/#comment-119109</link>

		<dc:creator><![CDATA[supermambanana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2011 07:41:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4531#comment-119109</guid>

					<description><![CDATA[@LGO e @close: perche&#039;, parlando di scrittura scientifica, le ore e ore (E ORE) passate a correggere e revisionare gli articoli DI ALTRI cosicche&#039; possano essere pubblicati al meglio nella rivista scientifica, revisioni totalmente gratis e pure anonime, dove li mettiamo? L&#039;editoria scientifica internazionale e&#039; totalmente fondata su lavoro non retribuito e neanche attribuito. Certo, tutti &quot;sentiamo&quot; che deve essere cosi&#039; che e&#039; giusto che sia cosi&#039;... ma lo e&#039; davvero, o e&#039; solo che non conosciamo altri mondi possibili?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@LGO e @close: perche&#8217;, parlando di scrittura scientifica, le ore e ore (E ORE) passate a correggere e revisionare gli articoli DI ALTRI cosicche&#8217; possano essere pubblicati al meglio nella rivista scientifica, revisioni totalmente gratis e pure anonime, dove li mettiamo? L&#8217;editoria scientifica internazionale e&#8217; totalmente fondata su lavoro non retribuito e neanche attribuito. Certo, tutti &#8220;sentiamo&#8221; che deve essere cosi&#8217; che e&#8217; giusto che sia cosi&#8217;&#8230; ma lo e&#8217; davvero, o e&#8217; solo che non conosciamo altri mondi possibili?</p>
]]></content:encoded>
		
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