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	Commenti a: SEMPLICE E COMPLESSO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/semplice-e-complesso/comment-page-1/#comment-104143</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 21:47:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Francesco, mi accorgo solo adesso della tua risposta.
A me, lettrice, potrebbe stare molto bene questo punto d&#039;accordo. Però allora dovremmo mettere in questione tutta la discussione in corso   da qualche giorno su Tolkien su questo blog.
Su che basi stanno avvenendo le distinzioni, le messe a punto, le prese di distanza e gli avvicinamenti se non su basi critiche?
E&#039; vero, da quello che so, che nessuno dei partecipanti alla discussione è un critico di professione, ma ritengo che questo sia un dettaglio del tutto marginale.
Pur ritenendo legittimo e non negoziabile il mio diritto alla lettura spregiudicata di un testo, sono convinta che una critica filologica e &#039;competente&#039; sia utile anche a me, lettrice ingenua,   purché non diventi prevaricatrice e totalizzante.
E un testo come quello di Tolkien, secondo me, sta lì a dimostrarlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco, mi accorgo solo adesso della tua risposta.<br />
A me, lettrice, potrebbe stare molto bene questo punto d&#8217;accordo. Però allora dovremmo mettere in questione tutta la discussione in corso   da qualche giorno su Tolkien su questo blog.<br />
Su che basi stanno avvenendo le distinzioni, le messe a punto, le prese di distanza e gli avvicinamenti se non su basi critiche?<br />
E&#8217; vero, da quello che so, che nessuno dei partecipanti alla discussione è un critico di professione, ma ritengo che questo sia un dettaglio del tutto marginale.<br />
Pur ritenendo legittimo e non negoziabile il mio diritto alla lettura spregiudicata di un testo, sono convinta che una critica filologica e &#8216;competente&#8217; sia utile anche a me, lettrice ingenua,   purché non diventi prevaricatrice e totalizzante.<br />
E un testo come quello di Tolkien, secondo me, sta lì a dimostrarlo.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Francesco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/semplice-e-complesso/comment-page-1/#comment-104142</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 00:44:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Valeria: assolutamente d&#039;accordo, ed è questo il punto. Tu hai il diritto di fraintendere. Ma nessuno ha il diritto di fraintendere al posto tuo.
O di teorizzare il fraintendimento - ed è la teoria, lo ripeto per la n-esima volta, il mio personale paletto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Valeria: assolutamente d&#8217;accordo, ed è questo il punto. Tu hai il diritto di fraintendere. Ma nessuno ha il diritto di fraintendere al posto tuo.<br />
O di teorizzare il fraintendimento &#8211; ed è la teoria, lo ripeto per la n-esima volta, il mio personale paletto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/semplice-e-complesso/comment-page-1/#comment-104141</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 19:06:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Francesco, chi narra corre il rischio di essere frainteso. Tu hai tutto il diritto di narrare, io,  creatura del popolo intorno al fuoco, di interpretare e, dunque, di fraintendere.
Il livello &#039;meta&#039; tra te, ur-narratore,  e me, ur-lettrice,  non c&#039;è  se non a costo di uscire dalla narrazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco, chi narra corre il rischio di essere frainteso. Tu hai tutto il diritto di narrare, io,  creatura del popolo intorno al fuoco, di interpretare e, dunque, di fraintendere.<br />
Il livello &#8216;meta&#8217; tra te, ur-narratore,  e me, ur-lettrice,  non c&#8217;è  se non a costo di uscire dalla narrazione.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Almanacco del Giorno &#8211; 4 Jan. 2009 &#171; Almanacco Americano		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/semplice-e-complesso/comment-page-1/#comment-104140</link>

		<dc:creator><![CDATA[Almanacco del Giorno &#8211; 4 Jan. 2009 &#171; Almanacco Americano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 03:21:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Lipperatura &#8211; Semplice e Complesso [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Lipperatura &#8211; Semplice e Complesso [&#8230;] </p>
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		<title>
		Di: Sascha		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/semplice-e-complesso/comment-page-1/#comment-104139</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 17:55:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non sono moderate? Allora l&#039;assenza di troll avrebbe del miracoloso...
Che siano partecipate l&#039;ho visto: di solito ciò ha un&#039;influenza positiva sulle discussioni a meno che non ci si trovi di fronte a tentativi deliberati di distruggere o screditare un blog o un forum.
Diciamo che come una comunità non può dipendere solo dalla forza per il suo ordine dobbiamo anche dire che la forza deve rimanere di riserva per le situazioni d&#039;emergenza.
Finchè ho potuto ho frequentato newsgroup non moderati: alla fine ho deciso che erano diventati ambienti irrespirabili ed asfittici in cui l&#039;assoluta libertà portava solo all&#039;entropia (per usare un eufemismo).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono moderate? Allora l&#8217;assenza di troll avrebbe del miracoloso&#8230;<br />
Che siano partecipate l&#8217;ho visto: di solito ciò ha un&#8217;influenza positiva sulle discussioni a meno che non ci si trovi di fronte a tentativi deliberati di distruggere o screditare un blog o un forum.<br />
Diciamo che come una comunità non può dipendere solo dalla forza per il suo ordine dobbiamo anche dire che la forza deve rimanere di riserva per le situazioni d&#8217;emergenza.<br />
Finchè ho potuto ho frequentato newsgroup non moderati: alla fine ho deciso che erano diventati ambienti irrespirabili ed asfittici in cui l&#8217;assoluta libertà portava solo all&#8217;entropia (per usare un eufemismo).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/semplice-e-complesso/comment-page-1/#comment-104138</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 17:52:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#039;è chi considera la narrativa roba da chirurgo. C&#039;è chi la considera roba da pugile.
Io sono per il pugilato.
Ciò detto: tra &quot;pendere dalle labbra&quot; e &quot;sopravvivere&quot; c&#039;è un abisso di differenza.
E, Sascha: sì, penso che i narratori siano fondamentali e i Critici (teorici, ripeto allo spasimo) inutili. Il perchè l&#039;ho spiegato. Di più non ho da aggiungere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è chi considera la narrativa roba da chirurgo. C&#8217;è chi la considera roba da pugile.<br />
Io sono per il pugilato.<br />
Ciò detto: tra &#8220;pendere dalle labbra&#8221; e &#8220;sopravvivere&#8221; c&#8217;è un abisso di differenza.<br />
E, Sascha: sì, penso che i narratori siano fondamentali e i Critici (teorici, ripeto allo spasimo) inutili. Il perchè l&#8217;ho spiegato. Di più non ho da aggiungere.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/semplice-e-complesso/comment-page-1/#comment-104137</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 17:45:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sascha: in questo blog le discussioni non sono moderate. Sono partecipate, ma non moderate.
Valeria, hai ragione, e quel post ha dato da pensare anche a me: perchè in quel caso, Francesco, non si può non parlare di responsabilità del narratore. Di qualsiasi etica sia portatore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sascha: in questo blog le discussioni non sono moderate. Sono partecipate, ma non moderate.<br />
Valeria, hai ragione, e quel post ha dato da pensare anche a me: perchè in quel caso, Francesco, non si può non parlare di responsabilità del narratore. Di qualsiasi etica sia portatore.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/semplice-e-complesso/comment-page-1/#comment-104136</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 17:43:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Valeria: giusto per onestà intellettuale, nella mia storiella idiota non ho parlato di ascoltatori rapiti, ma di narratori che tirano a campare. Che è diverso. Leggere per credere.
Non ho difeso la demagogia - l&#039;ho attaccata. Perchè la demagogia nasce quando qualcuno pensa di insegnare qualcosa. Se parti dal principio che non stai insegnando nulla, difficile essere dei pericolosi demagoghi. C&#039;è il livello meta-, ok, va bene, ma ci siamo capiti.
Io mi sono tenuto su toni ruvidi ma civili: non ho mai messo in bocca ad altri parole non loro. Gradirei lo stesso trattamento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Valeria: giusto per onestà intellettuale, nella mia storiella idiota non ho parlato di ascoltatori rapiti, ma di narratori che tirano a campare. Che è diverso. Leggere per credere.<br />
Non ho difeso la demagogia &#8211; l&#8217;ho attaccata. Perchè la demagogia nasce quando qualcuno pensa di insegnare qualcosa. Se parti dal principio che non stai insegnando nulla, difficile essere dei pericolosi demagoghi. C&#8217;è il livello meta-, ok, va bene, ma ci siamo capiti.<br />
Io mi sono tenuto su toni ruvidi ma civili: non ho mai messo in bocca ad altri parole non loro. Gradirei lo stesso trattamento.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Sascha		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/semplice-e-complesso/comment-page-1/#comment-104135</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 17:41:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Del resto, si sa, oggi il potere si serve di Narrazioni e non certo di Concetti e Regole e Distinguo. Da questo punto chi parla di critici superflui e narratori fondamentali non fa altro che esplicitare la sua posizione e stabilire quel che gli interessa veramente: il potere. Certo, un potere piccolo e subordinato e servile ma insomma, meglio che niente...
Da leggere: &#039;Storytelling&#039; di Christian Salmon.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Del resto, si sa, oggi il potere si serve di Narrazioni e non certo di Concetti e Regole e Distinguo. Da questo punto chi parla di critici superflui e narratori fondamentali non fa altro che esplicitare la sua posizione e stabilire quel che gli interessa veramente: il potere. Certo, un potere piccolo e subordinato e servile ma insomma, meglio che niente&#8230;<br />
Da leggere: &#8216;Storytelling&#8217; di Christian Salmon.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/semplice-e-complesso/comment-page-1/#comment-104134</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 17:37:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mah, io credo di essere una persona normale, sono una lettrice &#039;senza potere&#039; e scrivo sul web semplicemente per dire la mia e per confrontarla, nel modo più onesto possibile spero, con quella degli altri.
Sono stata in disaccordo con i giudizi espressi da Andrea Cortellessa e, nello stesso tempo,   ho apprezzato il suo coraggio di sostenere una discussione da una posizione assolutamente minoritaria e impopolare, cosa che ricordo ha già fatto in un&#039;altravivacissima mega discussione su un altro sito.
E va bene. La cosa che mi ha lasciato veramente perplessa però, e di cui parla Loredana, sono state  le discussioni e le prese di posizioni    seguite a quel thread  in altri blog, su cui non ero mai stata prima.
Allora, prima sintetizzo - da lettrice sfusa, generalista e ignorante - il mio pensiero sulla critica.
Credo cha la funzione critica sia fondamentale  e per questo sono convinta che debba essere il più possibile diffusa, trasversale e spalmata (aggettivo che detesto ma vado di fretta e adesso non me ne viene un altro).
Detesto il critico dall&#039;atteggiamento spocchioso che, per ricordi liceali, definisco alla &#039;odi profanum vulgum et arceo&#039;, ovvero quel sedicente esperto che si arrocca  su posioni elitarie e disprezza  tutto ciò che è popolare e lo critica  per partito preso senza conoscerlo. E invece  dovrebbe  limitarsi a criticare ciò di cui è esperto e stare zitto su quello che ignora, visto che non ha la curiosità intellettuale di andarlo ad esplorare.
Considero però fondamentale, perchè a me - lettrice ecc. ecc. ecc. - serve, il giudizio critico competente e il ruolo di mediazione seria, onesta e indipendente. E, dunque,  se c&#039;è una cosa di cui accuso la critica militante di oggi è proprio un deficit critico, nei due sensi detti sopra.
Per finire, mi ha stupito, e pure parecchio, spaventato quel pezzo di Francesco sul suo blog, in cui disegna una comunità sopravvissuta alla solita bomba o ad altra catastrofe,  in cui il ruolo del critico diventa assolutamente superfluo e fondamentale, invece, quello del narratore, dalle cui labbra i superstiti radunati intorno al fuoco berrebbero rapiti le parole che cadono affabulatrici dalle sue labbra.
Questo racconto mi ha spaventato perché non è di una comunità futuribile che si sta parlando, ma di quella attuale del nostro Paese, in cui  abbonda la narrazione (e non parlo di quella letteraria, evidentemente), e il narratore affabulatore è idolatrato e il critico, invece, è stato messo al bando.
Insomma, Francesco, mi hai dato da pensare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mah, io credo di essere una persona normale, sono una lettrice &#8216;senza potere&#8217; e scrivo sul web semplicemente per dire la mia e per confrontarla, nel modo più onesto possibile spero, con quella degli altri.<br />
Sono stata in disaccordo con i giudizi espressi da Andrea Cortellessa e, nello stesso tempo,   ho apprezzato il suo coraggio di sostenere una discussione da una posizione assolutamente minoritaria e impopolare, cosa che ricordo ha già fatto in un&#8217;altravivacissima mega discussione su un altro sito.<br />
E va bene. La cosa che mi ha lasciato veramente perplessa però, e di cui parla Loredana, sono state  le discussioni e le prese di posizioni    seguite a quel thread  in altri blog, su cui non ero mai stata prima.<br />
Allora, prima sintetizzo &#8211; da lettrice sfusa, generalista e ignorante &#8211; il mio pensiero sulla critica.<br />
Credo cha la funzione critica sia fondamentale  e per questo sono convinta che debba essere il più possibile diffusa, trasversale e spalmata (aggettivo che detesto ma vado di fretta e adesso non me ne viene un altro).<br />
Detesto il critico dall&#8217;atteggiamento spocchioso che, per ricordi liceali, definisco alla &#8216;odi profanum vulgum et arceo&#8217;, ovvero quel sedicente esperto che si arrocca  su posioni elitarie e disprezza  tutto ciò che è popolare e lo critica  per partito preso senza conoscerlo. E invece  dovrebbe  limitarsi a criticare ciò di cui è esperto e stare zitto su quello che ignora, visto che non ha la curiosità intellettuale di andarlo ad esplorare.<br />
Considero però fondamentale, perchè a me &#8211; lettrice ecc. ecc. ecc. &#8211; serve, il giudizio critico competente e il ruolo di mediazione seria, onesta e indipendente. E, dunque,  se c&#8217;è una cosa di cui accuso la critica militante di oggi è proprio un deficit critico, nei due sensi detti sopra.<br />
Per finire, mi ha stupito, e pure parecchio, spaventato quel pezzo di Francesco sul suo blog, in cui disegna una comunità sopravvissuta alla solita bomba o ad altra catastrofe,  in cui il ruolo del critico diventa assolutamente superfluo e fondamentale, invece, quello del narratore, dalle cui labbra i superstiti radunati intorno al fuoco berrebbero rapiti le parole che cadono affabulatrici dalle sue labbra.<br />
Questo racconto mi ha spaventato perché non è di una comunità futuribile che si sta parlando, ma di quella attuale del nostro Paese, in cui  abbonda la narrazione (e non parlo di quella letteraria, evidentemente), e il narratore affabulatore è idolatrato e il critico, invece, è stato messo al bando.<br />
Insomma, Francesco, mi hai dato da pensare.</p>
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