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	Commenti a: SESSANTASETTE, UNDICI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Mon, 19 May 2008 11:23:10 +0000</lastBuildDate>
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		Di: costantino liquori		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[costantino liquori]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2008 11:23:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao,sono disponibili in rete i miei due ultimi libri
“etilico punto it “
http://www.lulu.com/content/2403198
Disinnescare, fantasticare e rimescolare fino quasi a tarda notte. Ricominciare a declamare la propria improbabile estraneità. Fluidificare la deposizione già depositata in precedenza, cambiare disposizione dei verbi, imbrogliare i soggetti, riconsiderare la propria posizione. Andare a marcia indietro.
Sorseggiare l’accadimento, stenderlo come si deve, metterlo a disposizione dell’improvviso rifiuto.
Ballare per essere più gradevolmente convincente.
Fingere di dormire, fingere di deglutire più volte. Volteggiare nelle improbabili dicerie. Riconsiderare per un’altra intera notte eventualmente il da farsi. Irrompere di nuovo, farsi esplodere nel centro.
“caimani “
http://www.lulu.com/content/1847218
Quando il ritmo dell’altalena tra vero e bugiardo, tra ordine e disordine, ragione e non ragione, crudele e mansueto, diventa convulso, tutte le carte si mischiano in una ridda di mutazioni quasi a passo ridotto. Un chiaro scuro di contrasti che sulle prime impedisce di vedere e di capire: compassati compagni di scompartimento che d’improvviso si trasformano in sanguinari felini. Androni riposti della metropolitana che diventano contenitori di spettri dolci e terrificanti; opere pittoriche per nulla rassegnate che prendono a ricercare una loro nuova composizione; osceni cecchini slavi che ammazzano bene solo quando…Dicotomia, quella di Caimani, che si può visualizzare in un eden brutale, a tratti percorso da barbagli stellari. Forse.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,sono disponibili in rete i miei due ultimi libri<br />
“etilico punto it “<br />
<a href="http://www.lulu.com/content/2403198" rel="nofollow ugc">http://www.lulu.com/content/2403198</a><br />
Disinnescare, fantasticare e rimescolare fino quasi a tarda notte. Ricominciare a declamare la propria improbabile estraneità. Fluidificare la deposizione già depositata in precedenza, cambiare disposizione dei verbi, imbrogliare i soggetti, riconsiderare la propria posizione. Andare a marcia indietro.<br />
Sorseggiare l’accadimento, stenderlo come si deve, metterlo a disposizione dell’improvviso rifiuto.<br />
Ballare per essere più gradevolmente convincente.<br />
Fingere di dormire, fingere di deglutire più volte. Volteggiare nelle improbabili dicerie. Riconsiderare per un’altra intera notte eventualmente il da farsi. Irrompere di nuovo, farsi esplodere nel centro.<br />
“caimani “<br />
<a href="http://www.lulu.com/content/1847218" rel="nofollow ugc">http://www.lulu.com/content/1847218</a><br />
Quando il ritmo dell’altalena tra vero e bugiardo, tra ordine e disordine, ragione e non ragione, crudele e mansueto, diventa convulso, tutte le carte si mischiano in una ridda di mutazioni quasi a passo ridotto. Un chiaro scuro di contrasti che sulle prime impedisce di vedere e di capire: compassati compagni di scompartimento che d’improvviso si trasformano in sanguinari felini. Androni riposti della metropolitana che diventano contenitori di spettri dolci e terrificanti; opere pittoriche per nulla rassegnate che prendono a ricercare una loro nuova composizione; osceni cecchini slavi che ammazzano bene solo quando…Dicotomia, quella di Caimani, che si può visualizzare in un eden brutale, a tratti percorso da barbagli stellari. Forse.</p>
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		Di: laura		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sessantasette-undici/comment-page-1/#comment-94178</link>

		<dc:creator><![CDATA[laura]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Feb 2008 15:20:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Intanto complimenti per il blog!!
Elena ha ragione: a Treviso c&#039; era un&#039; acustica davvero pessima! :)
Ovviamente il successo è stato solo parziale, ma credo che in questi casi-rari-bisognerebbe esaltare i lati positvi dell&#039; iniziativa!!
Sull&#039; assenza di donne-scrittrici (anche se ad ascoltare in piazza ce n&#039;erano tante), l&#039; ho notato anch&#039;io, credo che in zona anche tra persone colte viga il modello dell&#039; &quot;amicizia da osteria&quot;!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intanto complimenti per il blog!!<br />
Elena ha ragione: a Treviso c&#8217; era un&#8217; acustica davvero pessima! 🙂<br />
Ovviamente il successo è stato solo parziale, ma credo che in questi casi-rari-bisognerebbe esaltare i lati positvi dell&#8217; iniziativa!!<br />
Sull&#8217; assenza di donne-scrittrici (anche se ad ascoltare in piazza ce n&#8217;erano tante), l&#8217; ho notato anch&#8217;io, credo che in zona anche tra persone colte viga il modello dell&#8217; &#8220;amicizia da osteria&#8221;!!!</p>
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		Di: elena		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[elena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 01:36:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ero in Piazza dei Signori sabato 26 gennaio a Treviso, e c&#039;era pure parecchia gente. Tanta, tantissima per le abitudini trevigiane. Forse tutta quella minoranza non protetta che non vota lega e Gentilini.
Questa degli scrittori in piazza, è stata un&#039;iniziativa meritoria e lodevole, una boccata di ossigeno nel mare di esposizioni di formaggi, vini, ombrelonghe e radicchi in piazza a cui siamo abituati.
Ma se gli &quot;scrittori in piazza contro il razzismo&quot;  invece che pensare di fare una lettura di testi ad alta voce dal gradino del palazzo dei Trecento come se fossero al chiuso di un teatro o in una libreria, si fossero almeno portati uno straccio di microfono e un altoparlante, invece di farselo prestare all&#039;ultimo momento dal complessino peruviano che casualmente si trovava lì in piazza, avremmo potuto essere molti ma molti di più e non quei pochi a cui arrivavano a fatica le parole.
Se si vuole dare voce al Veneto che di solito non ha voce e che non va in prima pagina per le sparate razziste, bisognerebbe farla sentire forte e chiara questa voce. E almeno portarsi un megafono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ero in Piazza dei Signori sabato 26 gennaio a Treviso, e c&#8217;era pure parecchia gente. Tanta, tantissima per le abitudini trevigiane. Forse tutta quella minoranza non protetta che non vota lega e Gentilini.<br />
Questa degli scrittori in piazza, è stata un&#8217;iniziativa meritoria e lodevole, una boccata di ossigeno nel mare di esposizioni di formaggi, vini, ombrelonghe e radicchi in piazza a cui siamo abituati.<br />
Ma se gli &#8220;scrittori in piazza contro il razzismo&#8221;  invece che pensare di fare una lettura di testi ad alta voce dal gradino del palazzo dei Trecento come se fossero al chiuso di un teatro o in una libreria, si fossero almeno portati uno straccio di microfono e un altoparlante, invece di farselo prestare all&#8217;ultimo momento dal complessino peruviano che casualmente si trovava lì in piazza, avremmo potuto essere molti ma molti di più e non quei pochi a cui arrivavano a fatica le parole.<br />
Se si vuole dare voce al Veneto che di solito non ha voce e che non va in prima pagina per le sparate razziste, bisognerebbe farla sentire forte e chiara questa voce. E almeno portarsi un megafono.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: foemina		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sessantasette-undici/comment-page-1/#comment-94176</link>

		<dc:creator><![CDATA[foemina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 14:02:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Possibile che questa congrega di scrittori veneti si muova sempre in branchi di soli maschi? Eppure di donne pensanti e scriventi ne esistono parecchie nel Triveneto. O quei maschietti della penna hanno paura di essere distratti dalla contemplazione del loro ombelico? Come possono farsi promotori di valori progressisti quando continuano ad avere atteggiamenti da maschilisti culturali?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Possibile che questa congrega di scrittori veneti si muova sempre in branchi di soli maschi? Eppure di donne pensanti e scriventi ne esistono parecchie nel Triveneto. O quei maschietti della penna hanno paura di essere distratti dalla contemplazione del loro ombelico? Come possono farsi promotori di valori progressisti quando continuano ad avere atteggiamenti da maschilisti culturali?</p>
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		<title>
		Di: Il lato oscur(at)o del Veneto		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sessantasette-undici/comment-page-1/#comment-94175</link>

		<dc:creator><![CDATA[Il lato oscur(at)o del Veneto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 23:12:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/01/21/sessantasette-undici/ [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] <a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/01/21/sessantasette-undici/" rel="nofollow ugc">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/01/21/sessantasette-undici/</a> [&#8230;] </p>
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		<title>
		Di: massimiliano		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sessantasette-undici/comment-page-1/#comment-94174</link>

		<dc:creator><![CDATA[massimiliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 12:04:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Iniziativa lodevole. Molto lodevole.
Da anni racconto la realtà del Nordest.
La realtà vera, mica la finzione che ci vede tutti ricchi e contenti.
La realtà fatta di emarginazione e difficoltà, di nuove povertà e nuove paure. I miei racconti girano sempre lì, dove il disagio e la difficoltà del vivere mordono la pelle.
Per questo sono contento che dei miei colleghi vadano a Treviso a manifestare.
Una pecca?
Che parteciperanno solo una decina di scrittori.
Nel Nordest ce ne sono a centinaia, tra famosi e meno, e magari chiamandoli a raccolta sarebbero venuti pure loro.
O almeno qualcuno in più...
Comunque meglio una decina che nessuno.
Buona Vita
Massimiliano Santarossa
www.myspace.com/157992574]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Iniziativa lodevole. Molto lodevole.<br />
Da anni racconto la realtà del Nordest.<br />
La realtà vera, mica la finzione che ci vede tutti ricchi e contenti.<br />
La realtà fatta di emarginazione e difficoltà, di nuove povertà e nuove paure. I miei racconti girano sempre lì, dove il disagio e la difficoltà del vivere mordono la pelle.<br />
Per questo sono contento che dei miei colleghi vadano a Treviso a manifestare.<br />
Una pecca?<br />
Che parteciperanno solo una decina di scrittori.<br />
Nel Nordest ce ne sono a centinaia, tra famosi e meno, e magari chiamandoli a raccolta sarebbero venuti pure loro.<br />
O almeno qualcuno in più&#8230;<br />
Comunque meglio una decina che nessuno.<br />
Buona Vita<br />
Massimiliano Santarossa<br />
<a href="http://www.myspace.com/157992574" rel="nofollow ugc">http://www.myspace.com/157992574</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: michele		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sessantasette-undici/comment-page-1/#comment-94173</link>

		<dc:creator><![CDATA[michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 18:55:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[vista da su, dal nord, roma e i romani  e la loro amministrazione (che vuole diventare nazionale), con grande capacità di non accendere i riflettori sul problema, lasciano che i clandestini vivano in favelas lungo il tevere salvo farle sgomberare quando un drammatico episodio di cronaca nera (che non viene vissuto come tale, ma come un problema etnico e collettivo) accende quei dannati riflettori che tutti volevano spenti.
ma non è razzismo romano, è la solita indifferenza della capitale.
utile leggere a treviso e non rassegnarsi si sindaci razzisti.
utile anche leggere a roma, forse. anche più utile perchè è difficile immaginare che lì si possa serenamente chiedere un cambio di amministrazione come soluzione del problema...
e non è facile ironia, è che il problema è complesso non solo in veneto e non solo in una parte politica (specie quando la politica si deve declinare non tanto in enunciazioni quanto in azioni)
visto da un &quot;nordista&quot; (piemontese, non veneto) che vive a roma e che dell&#039; indifferenza è preoccupato perchè è solo una forma più raffinata di razzismo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>vista da su, dal nord, roma e i romani  e la loro amministrazione (che vuole diventare nazionale), con grande capacità di non accendere i riflettori sul problema, lasciano che i clandestini vivano in favelas lungo il tevere salvo farle sgomberare quando un drammatico episodio di cronaca nera (che non viene vissuto come tale, ma come un problema etnico e collettivo) accende quei dannati riflettori che tutti volevano spenti.<br />
ma non è razzismo romano, è la solita indifferenza della capitale.<br />
utile leggere a treviso e non rassegnarsi si sindaci razzisti.<br />
utile anche leggere a roma, forse. anche più utile perchè è difficile immaginare che lì si possa serenamente chiedere un cambio di amministrazione come soluzione del problema&#8230;<br />
e non è facile ironia, è che il problema è complesso non solo in veneto e non solo in una parte politica (specie quando la politica si deve declinare non tanto in enunciazioni quanto in azioni)<br />
visto da un &#8220;nordista&#8221; (piemontese, non veneto) che vive a roma e che dell&#8217; indifferenza è preoccupato perchè è solo una forma più raffinata di razzismo</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sessantasette-undici/comment-page-1/#comment-94172</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 12:11:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/01/21/sessantasette-undici/#comment-94172</guid>

					<description><![CDATA[Ore 17, piazza dei Signori, se non vado errata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ore 17, piazza dei Signori, se non vado errata.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: erabbit		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sessantasette-undici/comment-page-1/#comment-94171</link>

		<dc:creator><![CDATA[erabbit]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 11:42:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dove e a che ora il 26 a  Treviso?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dove e a che ora il 26 a  Treviso?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Plessus		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sessantasette-undici/comment-page-1/#comment-94170</link>

		<dc:creator><![CDATA[Plessus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 08:42:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Alessandro: In nome della laicità, della scienza, della cultura europea, della libertà di pensiero, la visita del papa è stata contestata da professori e studenti, per una volta insieme.
Il papa, assuefatto alle domenicali e confortevoli folle osannanti, è rimasto semplicemente sorpreso – non essendovi abituato – dalle argomentate e legittime proteste sollevate dalla sua partecipazione all’inaugurazione dell’anno accademico, che sarebbe diventata, sui giornali, il titolo roboante e carico di significati “Il papa inaugura l’anno accademico”. E ha fatto, naturalmente e giustamente, marcia indietro. Sarebbe infatti difficile per chiunque parlare davanti ad una folla colta e “protestante”. Scienza e religione separate, please.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Alessandro: In nome della laicità, della scienza, della cultura europea, della libertà di pensiero, la visita del papa è stata contestata da professori e studenti, per una volta insieme.<br />
Il papa, assuefatto alle domenicali e confortevoli folle osannanti, è rimasto semplicemente sorpreso – non essendovi abituato – dalle argomentate e legittime proteste sollevate dalla sua partecipazione all’inaugurazione dell’anno accademico, che sarebbe diventata, sui giornali, il titolo roboante e carico di significati “Il papa inaugura l’anno accademico”. E ha fatto, naturalmente e giustamente, marcia indietro. Sarebbe infatti difficile per chiunque parlare davanti ad una folla colta e “protestante”. Scienza e religione separate, please.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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