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	Commenti a: SETTEMBRINI, NAPHTA, L&#039;UTERO DI SHILA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: k.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/settembrini-naphta-lutero-di-shila/comment-page-1/#comment-139987</link>

		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 19:27:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sinceramente non sapevo che in america la cosa esistesse da tempo immemorabile, anche a me comunque la cosa potrebbe sembrare   civilissima e sensatissima, pensando appunto che   la pratica è nata in tempi in cui la meravigliosa  vita del bambino concepito  era il valore  da tutelare, e attorno a  questa vita veniva accordato il coinvolgimento di  coppie o persone terze.  Nella  globale deriva commerciale tecno liberista  attuale,  non ti nascondo che tutto mi sembra prendere una luce più cupa e fredda.  Tutto sembra ruotare intenzionalmente intorno all’interesse economico, la vita e i diritti del bambino  e delle parti coinvolte subordinati a questo commercio.
ciao,k.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sinceramente non sapevo che in america la cosa esistesse da tempo immemorabile, anche a me comunque la cosa potrebbe sembrare   civilissima e sensatissima, pensando appunto che   la pratica è nata in tempi in cui la meravigliosa  vita del bambino concepito  era il valore  da tutelare, e attorno a  questa vita veniva accordato il coinvolgimento di  coppie o persone terze.  Nella  globale deriva commerciale tecno liberista  attuale,  non ti nascondo che tutto mi sembra prendere una luce più cupa e fredda.  Tutto sembra ruotare intenzionalmente intorno all’interesse economico, la vita e i diritti del bambino  e delle parti coinvolte subordinati a questo commercio.<br />
ciao,k.</p>
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		<title>
		Di: Rita Charbonnier		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/settembrini-naphta-lutero-di-shila/comment-page-1/#comment-139986</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rita Charbonnier]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 17:57:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@K., e anche qualcun altro che se non erro vi aveva accennato, in effetti anche la pratica che descrivi, perlomeno in America, perlomeno in alcuni stati, è assai consolidata - e, a proposito di televisione, è anche raccontata in numerose serie e film.
La sedicenne americana che rimane accidentalmente incinta, tipicamente, se non vuole tenerlo, porta a termine la gravidanza e poi dà il bambino in adozione. E a chi? A chi vuole lei. Ha facoltà di scegliere la coppia, eterosessuale o omosessuale, o anche il singolo individuo, all&#039;interno di una rosa di candidati che le vengono proposti da una di quelle agenzie che negli USA gestiscono tutte queste cose. Una volta che li ha scelti, e che loro hanno scelto lei, si stipula un vero e proprio contratto che può prevedere il pagamento, da parte dei genitori intenzionali, delle spese sanitarie relative alla gestazione (e forse anche una somma a prescindere, non lo so e francamente tutta questa enfasi sul passaggio di denaro non mi sembra interessante). Si decide anche se la ragazza avrà o meno, in seguito, facoltà di frequentare la famiglia adottiva del bambino e il bambino stesso, ma soprattutto, poiché lei è la madre biologica a tutti gli effetti (mentre la classica &quot;portatrice&quot; della GPA *non lo è*), e poiché l&#039;accordo con i genitori intenzionali è successivo al concepimento, ha il diritto di ripensarci e di tenersi il bambino, o addirittura di riprenderselo entro un determinato periodo di tempo!
La cosa è legale in America da tempo immemorabile. C&#039;è un caso famoso: quello di Joan Crawford (passata alla storia per essere una pessima madre, almeno secondo la figlia Christina che le dedicò un libro terribile), che da single adottò diversi bambini, uno dei quali dovette restituire alla madre naturale perché lei cambiò idea e lo rivolle.
Che cosa ne penso io?
Che è una cosa civilissima, sensatissima, meravigliosamente pragmatica, che evita a una ragazza il trauma dell&#039;aborto (io sono pro-aborto nel modo più assoluto, intendiamoci, ma so anche che è un trauma) e che dà un figlio a una coppia sterile; e che tutte le parti in causa sono correttamente tutelate, dal punto di vista pratico e anche psicologico, a partire dalla madre naturale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@K., e anche qualcun altro che se non erro vi aveva accennato, in effetti anche la pratica che descrivi, perlomeno in America, perlomeno in alcuni stati, è assai consolidata &#8211; e, a proposito di televisione, è anche raccontata in numerose serie e film.<br />
La sedicenne americana che rimane accidentalmente incinta, tipicamente, se non vuole tenerlo, porta a termine la gravidanza e poi dà il bambino in adozione. E a chi? A chi vuole lei. Ha facoltà di scegliere la coppia, eterosessuale o omosessuale, o anche il singolo individuo, all&#8217;interno di una rosa di candidati che le vengono proposti da una di quelle agenzie che negli USA gestiscono tutte queste cose. Una volta che li ha scelti, e che loro hanno scelto lei, si stipula un vero e proprio contratto che può prevedere il pagamento, da parte dei genitori intenzionali, delle spese sanitarie relative alla gestazione (e forse anche una somma a prescindere, non lo so e francamente tutta questa enfasi sul passaggio di denaro non mi sembra interessante). Si decide anche se la ragazza avrà o meno, in seguito, facoltà di frequentare la famiglia adottiva del bambino e il bambino stesso, ma soprattutto, poiché lei è la madre biologica a tutti gli effetti (mentre la classica &#8220;portatrice&#8221; della GPA *non lo è*), e poiché l&#8217;accordo con i genitori intenzionali è successivo al concepimento, ha il diritto di ripensarci e di tenersi il bambino, o addirittura di riprenderselo entro un determinato periodo di tempo!<br />
La cosa è legale in America da tempo immemorabile. C&#8217;è un caso famoso: quello di Joan Crawford (passata alla storia per essere una pessima madre, almeno secondo la figlia Christina che le dedicò un libro terribile), che da single adottò diversi bambini, uno dei quali dovette restituire alla madre naturale perché lei cambiò idea e lo rivolle.<br />
Che cosa ne penso io?<br />
Che è una cosa civilissima, sensatissima, meravigliosamente pragmatica, che evita a una ragazza il trauma dell&#8217;aborto (io sono pro-aborto nel modo più assoluto, intendiamoci, ma so anche che è un trauma) e che dà un figlio a una coppia sterile; e che tutte le parti in causa sono correttamente tutelate, dal punto di vista pratico e anche psicologico, a partire dalla madre naturale.</p>
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		<title>
		Di: k.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/settembrini-naphta-lutero-di-shila/comment-page-1/#comment-139985</link>

		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 15:58:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rita hai ragione,  escogitando  “ le iene”  come  tua possibile  fonte di informazione, ho voluto sminuire la testimonianza e in fondo anche chi questa testimonianza riporta. In realtà, nell’economia del mio post, l’intenzione non era quella  di sminuire le argomentazioni  tue (e degli altri), ma mostrare come tutte queste argomentazioni,  ma proprio tutte anche quelle più autorevoli si adatterebbero  perfettamente  alla pratica della vendita dell’infante da parte di coppie che se ne vogliono disfare. Se leggi, ( te ma anche gli  altri) viti chiederei se puoi  fornire la tua opinione sul merito, cioè se sarebbe lecito per te che una coppia ceda, previo contratto e rimborso spese,  il proprio figlio naturale  a un&#039;altra donna che causa isterectomia non ne può avere. Cambia qualcosa?
Volevo anche dire che la domanda di wuming, quando usata a livello legislativo, potrebbe anche apparire a qualcheduno reazionaria, paternalistica.  Alla fine però mi chiedo se è è giusto per chi pensa ad una legge avere un atteggiamento diverso. Stefano più su, da finto progressista, ipotizzava uno stato che offre a tutti larga disponibilità di cabine per il suicidio individuale.  aggiungo io che potebbero addirittura esserci cabine dove chi vuole uccidere e seviziare qualcun altro   per “provare che gusto c’è” si incontra tramite App con chi vuole essere ucciso per lo stesso motivo. Anche questa è libertà anche questa è autodeterminazione. Volendo si trova il modo. O no?
ciao,k.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rita hai ragione,  escogitando  “ le iene”  come  tua possibile  fonte di informazione, ho voluto sminuire la testimonianza e in fondo anche chi questa testimonianza riporta. In realtà, nell’economia del mio post, l’intenzione non era quella  di sminuire le argomentazioni  tue (e degli altri), ma mostrare come tutte queste argomentazioni,  ma proprio tutte anche quelle più autorevoli si adatterebbero  perfettamente  alla pratica della vendita dell’infante da parte di coppie che se ne vogliono disfare. Se leggi, ( te ma anche gli  altri) viti chiederei se puoi  fornire la tua opinione sul merito, cioè se sarebbe lecito per te che una coppia ceda, previo contratto e rimborso spese,  il proprio figlio naturale  a un&#8217;altra donna che causa isterectomia non ne può avere. Cambia qualcosa?<br />
Volevo anche dire che la domanda di wuming, quando usata a livello legislativo, potrebbe anche apparire a qualcheduno reazionaria, paternalistica.  Alla fine però mi chiedo se è è giusto per chi pensa ad una legge avere un atteggiamento diverso. Stefano più su, da finto progressista, ipotizzava uno stato che offre a tutti larga disponibilità di cabine per il suicidio individuale.  aggiungo io che potebbero addirittura esserci cabine dove chi vuole uccidere e seviziare qualcun altro   per “provare che gusto c’è” si incontra tramite App con chi vuole essere ucciso per lo stesso motivo. Anche questa è libertà anche questa è autodeterminazione. Volendo si trova il modo. O no?<br />
ciao,k.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Rita Charbonnier		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/settembrini-naphta-lutero-di-shila/comment-page-1/#comment-139984</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rita Charbonnier]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2016 13:30:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Mauro: ci ho messo un po&#039; a capire la battuta. Il secondo caffè mi ha aiutata. Anche da parte mia, un sorriso informatizzato, quindi sostitutivo, quindi, in qualche modo, surrogato :-D]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Mauro: ci ho messo un po&#8217; a capire la battuta. Il secondo caffè mi ha aiutata. Anche da parte mia, un sorriso informatizzato, quindi sostitutivo, quindi, in qualche modo, surrogato 😀</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mauro		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/settembrini-naphta-lutero-di-shila/comment-page-1/#comment-139983</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2016 12:32:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rita Charbonnier,
a proposito del problemone del nome e cognome, la &quot;domanda chiave&quot; di chi ... ?
:-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rita Charbonnier,<br />
a proposito del problemone del nome e cognome, la &#8220;domanda chiave&#8221; di chi &#8230; ?<br />
🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Rita Charbonnier		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/settembrini-naphta-lutero-di-shila/comment-page-1/#comment-139982</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rita Charbonnier]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2016 11:51:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=7100#comment-139982</guid>

					<description><![CDATA[Mi chiedo una cosa. Qualcuno dei commentatori che pontificano firmandosi con il solo nome proprio o addirittura con una lettera puntata, un bambino nato da una surrogacy l&#039;ha mai *visto in faccia*? Ha mai interloquito con un genitore di un figlio nato in tal modo, con una surrogata? (Che non è la madre biologica: quella è la donatrice dell&#039;ovulo?)
Mi sembra che l&#039;unica persona che qui abbia testimoniato una conoscenza personale della questione, ancorché indiretta e relativa a una situazione dolorosissima e irrisolta, sia Serena. Che ringrazio.
Cosiddetto/a &quot;k.&quot;, ho molto riso nel leggere il tuo commento nel quale mi attribuisci il gusto di reperire video di storie pazze/estreme (anche se, ti dirò, non guardo quel programma né molti altri), ma qui non si tratta di andare a cercare gente squilibrata la cui testimonianza supporti una qualche tesi. Il mio era un mero tentativo, visto che siamo su Internet e non ci vediamo in faccia e non sappiamo nemmeno come ci chiamiamo, o almeno io non ho questo piacere, di mostrare a chi evidentemente per la prima volta nella propria vita o suppergiù si trova di fronte alla questione, sulla quale pone una domanda di vissuto, come l&#039;abbia vissuta qualcuno che l&#039;ha vissuta. E l&#039;ho fatto nell&#039;unico modo che il comunicare stando ognuno a casa propria consente. Avrei potuto inserire altre testimonianze (ve ne sono anche di negative, ovviamente) ma se metti molti link vai a finire in coda di spam; e quella, in particolare, rispondeva alla domanda di daniele con la d minuscola.
Mi fa veramente strano che un contributo, ancorché piccolo e modesto, alla conoscenza della questione sia interpretato come una titillante caccia al mostro televisivo. (Dovrò riflettere sulla cosa). Se poi uno ti risponde &quot;non me ne frega niente delle testimonianze dirette perché mi è bastata quella che ha formato la mia opinione avversa&quot;, pace.
Senz&#039;altro è opportuno che si parli astrattamente di qualcosa, figuriamoci. Senz&#039;altro si possono fare i processi in absentia. Però, e mi si perdoni la scarsa modestia, ho sperimentato di persona come, nel momento in cui si tocca con mano una realtà come questa, che inevitabilmente spaventa, ci si formi (conoscendola) un&#039;idea più articolata e piena della medesima; meno condizionata, appunto, dalla paura. In questo senso la domanda di Wu Ming mi sembra tuttora, a bocce quasi ferme, una domanda chiave: a tua figlia, cosa diresti di fare? Ecco, un bel giorno tua figlia arriva e ti dice sai papà, voglio fare la gravidanza per la mia amica carissima che ha subito un&#039;isterectomia. Ovviamente bisogna pensarci parecchio, come dice Stefano; e per &quot;pensarci meglio&quot;, prima di dare qualunque consiglio a quella figlia, il genitore ci parlerà per comprendere le ragioni profonde di tale suo desiderio (come dice Loredana), e poi parlerà anche con l&#039;amica senza utero, e poi con medici, e psicologi, e filosofi, e ministri della fede se ce l&#039;ha, e poi sì, anche con persone che hanno già fatto l&#039;esperienza. Leggerà inoltre tutto quello che potrà sull&#039;argomento e magari, se vorrà, ne disquisirà in rete con gente che conosce, e anche no; e se ha la fortuna di poter leggere in inglese, farà una ricerca web approfondita perché in quella lingua, su questi argomenti, volendo, si trova il mondo.
O no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiedo una cosa. Qualcuno dei commentatori che pontificano firmandosi con il solo nome proprio o addirittura con una lettera puntata, un bambino nato da una surrogacy l&#8217;ha mai *visto in faccia*? Ha mai interloquito con un genitore di un figlio nato in tal modo, con una surrogata? (Che non è la madre biologica: quella è la donatrice dell&#8217;ovulo?)<br />
Mi sembra che l&#8217;unica persona che qui abbia testimoniato una conoscenza personale della questione, ancorché indiretta e relativa a una situazione dolorosissima e irrisolta, sia Serena. Che ringrazio.<br />
Cosiddetto/a &#8220;k.&#8221;, ho molto riso nel leggere il tuo commento nel quale mi attribuisci il gusto di reperire video di storie pazze/estreme (anche se, ti dirò, non guardo quel programma né molti altri), ma qui non si tratta di andare a cercare gente squilibrata la cui testimonianza supporti una qualche tesi. Il mio era un mero tentativo, visto che siamo su Internet e non ci vediamo in faccia e non sappiamo nemmeno come ci chiamiamo, o almeno io non ho questo piacere, di mostrare a chi evidentemente per la prima volta nella propria vita o suppergiù si trova di fronte alla questione, sulla quale pone una domanda di vissuto, come l&#8217;abbia vissuta qualcuno che l&#8217;ha vissuta. E l&#8217;ho fatto nell&#8217;unico modo che il comunicare stando ognuno a casa propria consente. Avrei potuto inserire altre testimonianze (ve ne sono anche di negative, ovviamente) ma se metti molti link vai a finire in coda di spam; e quella, in particolare, rispondeva alla domanda di daniele con la d minuscola.<br />
Mi fa veramente strano che un contributo, ancorché piccolo e modesto, alla conoscenza della questione sia interpretato come una titillante caccia al mostro televisivo. (Dovrò riflettere sulla cosa). Se poi uno ti risponde &#8220;non me ne frega niente delle testimonianze dirette perché mi è bastata quella che ha formato la mia opinione avversa&#8221;, pace.<br />
Senz&#8217;altro è opportuno che si parli astrattamente di qualcosa, figuriamoci. Senz&#8217;altro si possono fare i processi in absentia. Però, e mi si perdoni la scarsa modestia, ho sperimentato di persona come, nel momento in cui si tocca con mano una realtà come questa, che inevitabilmente spaventa, ci si formi (conoscendola) un&#8217;idea più articolata e piena della medesima; meno condizionata, appunto, dalla paura. In questo senso la domanda di Wu Ming mi sembra tuttora, a bocce quasi ferme, una domanda chiave: a tua figlia, cosa diresti di fare? Ecco, un bel giorno tua figlia arriva e ti dice sai papà, voglio fare la gravidanza per la mia amica carissima che ha subito un&#8217;isterectomia. Ovviamente bisogna pensarci parecchio, come dice Stefano; e per &#8220;pensarci meglio&#8221;, prima di dare qualunque consiglio a quella figlia, il genitore ci parlerà per comprendere le ragioni profonde di tale suo desiderio (come dice Loredana), e poi parlerà anche con l&#8217;amica senza utero, e poi con medici, e psicologi, e filosofi, e ministri della fede se ce l&#8217;ha, e poi sì, anche con persone che hanno già fatto l&#8217;esperienza. Leggerà inoltre tutto quello che potrà sull&#8217;argomento e magari, se vorrà, ne disquisirà in rete con gente che conosce, e anche no; e se ha la fortuna di poter leggere in inglese, farà una ricerca web approfondita perché in quella lingua, su questi argomenti, volendo, si trova il mondo.<br />
O no?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mauro		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/settembrini-naphta-lutero-di-shila/comment-page-1/#comment-139981</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2016 11:30:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Serena,
spero di non risultarle troppo terra-terra e men che meno arrogante, ma mi risulta che la gravidanza in certi casi può presentare dei rischi, inaspettati talvolta, fino addirittura alla morte: basti pensare ai recentissimi casi di quelle cinque donne morte in gravidanza, nel giro di una settimana se non ricordo male; di sicuro una bizzarra e crudele coincidenza, però è capitato, qui da noi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Serena,<br />
spero di non risultarle troppo terra-terra e men che meno arrogante, ma mi risulta che la gravidanza in certi casi può presentare dei rischi, inaspettati talvolta, fino addirittura alla morte: basti pensare ai recentissimi casi di quelle cinque donne morte in gravidanza, nel giro di una settimana se non ricordo male; di sicuro una bizzarra e crudele coincidenza, però è capitato, qui da noi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/settembrini-naphta-lutero-di-shila/comment-page-1/#comment-139980</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2016 23:06:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi inserisco solo per ricordare, da inguaribile romantico, che qualche volta l&#039;&quot;andar dietro ai sentimenti&quot; e il &quot;godersela&quot; possono co-esistere senza negare che possa capitare quel che dice stefano. Anche se aggiungo che certo esiste chi si pente di aver iniziato una relazione sentimentale con quell&#039;uomo o quella donna,  ma non conosco nessuno che si penta di essersi innamorato, di aver provato quel sentimento (certo forse esiste anche chi si pente di essersi innamorato però lo trovo triste). Mi rendo conto che sono OT, scusate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi inserisco solo per ricordare, da inguaribile romantico, che qualche volta l'&#8221;andar dietro ai sentimenti&#8221; e il &#8220;godersela&#8221; possono co-esistere senza negare che possa capitare quel che dice stefano. Anche se aggiungo che certo esiste chi si pente di aver iniziato una relazione sentimentale con quell&#8217;uomo o quella donna,  ma non conosco nessuno che si penta di essersi innamorato, di aver provato quel sentimento (certo forse esiste anche chi si pente di essersi innamorato però lo trovo triste). Mi rendo conto che sono OT, scusate.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Serena		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/settembrini-naphta-lutero-di-shila/comment-page-1/#comment-139979</link>

		<dc:creator><![CDATA[Serena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2016 23:00:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=7100#comment-139979</guid>

					<description><![CDATA[Le parole di Elvira e Wu Ming 4 mi sembrano qui le più misurate e adatte a leggere la situazione senza scadere nell&#039;arroganza. Carne, corpo, paternità e maternità... sono tutti, in parte, dei &quot;paletti&quot; che utilizziamo strategicamente, in molte occasioni. E a chi si scaglia contro le femministe, consiglierei forse di leggere bene le posizioni di ciascuno, prima di esprimere giudizi sommari.
Se mia figlia volesse affrontare una scelta del genere, le starei vicino cercando di capire con lei cosa davvero significhi separarsi da un corpo che cresce dentro di te 9 mesi. Ma non sono affatto sicura di come reagirei se lei abbracciasse quella scelta con convinzione.
Ho peraltro assistito in diretta a una situazione di GPA richiesta e rifiutata: a un&#039;amica è stato chiesto questo particolare &quot;dono&quot; dalla sorella; la mia amica ha rifiutato, perché non avrebbe mai voluto separarsi da un bimbo cresciutole dentro per 9 mesi, e il risultato è stato un enorme e dolorosissimo conflitto durato anni. Non si sono mai più parlate, se non brevissimamente al funerale del padre. Chi aveva ragione e chi torto? Alla fine la sorella e il marito (entrambi affetti da problemi di sterilità) hanno rinunciato a diventare genitori, mentre la mia amica è rimasta scossa a vita, ha praticamente perso una sorella. Per colpa di chi? Del &quot;paletto culturale&quot;? Chi è stato egoista in questo caso?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le parole di Elvira e Wu Ming 4 mi sembrano qui le più misurate e adatte a leggere la situazione senza scadere nell&#8217;arroganza. Carne, corpo, paternità e maternità&#8230; sono tutti, in parte, dei &#8220;paletti&#8221; che utilizziamo strategicamente, in molte occasioni. E a chi si scaglia contro le femministe, consiglierei forse di leggere bene le posizioni di ciascuno, prima di esprimere giudizi sommari.<br />
Se mia figlia volesse affrontare una scelta del genere, le starei vicino cercando di capire con lei cosa davvero significhi separarsi da un corpo che cresce dentro di te 9 mesi. Ma non sono affatto sicura di come reagirei se lei abbracciasse quella scelta con convinzione.<br />
Ho peraltro assistito in diretta a una situazione di GPA richiesta e rifiutata: a un&#8217;amica è stato chiesto questo particolare &#8220;dono&#8221; dalla sorella; la mia amica ha rifiutato, perché non avrebbe mai voluto separarsi da un bimbo cresciutole dentro per 9 mesi, e il risultato è stato un enorme e dolorosissimo conflitto durato anni. Non si sono mai più parlate, se non brevissimamente al funerale del padre. Chi aveva ragione e chi torto? Alla fine la sorella e il marito (entrambi affetti da problemi di sterilità) hanno rinunciato a diventare genitori, mentre la mia amica è rimasta scossa a vita, ha praticamente perso una sorella. Per colpa di chi? Del &#8220;paletto culturale&#8221;? Chi è stato egoista in questo caso?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: stefano		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/settembrini-naphta-lutero-di-shila/comment-page-1/#comment-139978</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2016 22:43:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[più o meno mi pare siamo d&#039;accordo in una posizione mediana che intanto faccia distinzione tra GPA e GPA; che non preveda la proibizione totale né l&#039;assenza di paletti, in base all&#039;idea che l&#039;autodeterminazione ha bisogno di essere supportata dalla possibilità di scegliere. Anche se questo lo richiediamo di più arbitrariamente per la GPA e meno per un altro lavoro qualsiasi. La morale in fondo non è razionale. Poi credo siamo anche d&#039;accordo sul distinguere ciò che non piace a noi con ciò che si può o meno fare. Io spingo a certe situazioni, l&#039;utile al posto di rapporti insoddisfacenti (però succede: pensiamo a una donna che per stare dietro ai sentimenti si è sposata con un marito pessimo, quando poteva godersela di più e guadagnarci sopra), più che altro per mostrare come ci siano vari fattori nella questione, e che il bene o il male che accadono non dipendono direttamente dai principi che ci guidano. E poi anche le gravidanze per se stesse sono una faccenda complicata. Ci sono tante donne che non sono state felici né di partorire né di essere madri, né mogli; e non potevano saperlo prima. Per cui certamente quello che diremmo a un figlio è quantomeno una bussola per orientarsi, con l&#039;accortezza di fare ogni tanto una revisione alla bussola, e di accettare che una bussola più di tanto non fa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>più o meno mi pare siamo d&#8217;accordo in una posizione mediana che intanto faccia distinzione tra GPA e GPA; che non preveda la proibizione totale né l&#8217;assenza di paletti, in base all&#8217;idea che l&#8217;autodeterminazione ha bisogno di essere supportata dalla possibilità di scegliere. Anche se questo lo richiediamo di più arbitrariamente per la GPA e meno per un altro lavoro qualsiasi. La morale in fondo non è razionale. Poi credo siamo anche d&#8217;accordo sul distinguere ciò che non piace a noi con ciò che si può o meno fare. Io spingo a certe situazioni, l&#8217;utile al posto di rapporti insoddisfacenti (però succede: pensiamo a una donna che per stare dietro ai sentimenti si è sposata con un marito pessimo, quando poteva godersela di più e guadagnarci sopra), più che altro per mostrare come ci siano vari fattori nella questione, e che il bene o il male che accadono non dipendono direttamente dai principi che ci guidano. E poi anche le gravidanze per se stesse sono una faccenda complicata. Ci sono tante donne che non sono state felici né di partorire né di essere madri, né mogli; e non potevano saperlo prima. Per cui certamente quello che diremmo a un figlio è quantomeno una bussola per orientarsi, con l&#8217;accortezza di fare ogni tanto una revisione alla bussola, e di accettare che una bussola più di tanto non fa.</p>
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