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	Commenti a: SGRETOLARE LA SCUOLA IN SILENZIO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Fra Diavolo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sgretolare-la-scuola-in-silenzio/comment-page-1/#comment-141095</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fra Diavolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2019 16:00:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È difficile riuscire a conciliare le affermazioni della Lipperini con l&#039;art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (dove evidenzierei la parola &quot;priorità&quot;):
«I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.»
Dire, come fa la Lipperini che il pacchetto formativo va accettato per intero all&#039;inizio e al momento dell&#039;iscrizione, è la classica violenza del più forte. Anche se la Costituzione afferma che «È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli» (magari la Lipperini avrebbe potuto citare anche questo sconosciuto documento), la stessa Costituzione aggiunge giustamente che «Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti». Per cui, nei fatti, l&#039;alternativa è quella di poter impartire un&#039;educazione parentale integrale o quella di non poter entrare nel merito di alcuni punti sensibili dell&#039;offerta formativa che la scuola propone. In altre parole: o sei colto, ricco e con un sacco di tempo, oppure ti becchi tutto il pacchetto, polpette avvelenate comprese. Che ci siano polpette avvelenate è un giudizio che non può che venire da genitori retrogradi, integralisti, omofobi, ecc. ecc. i quali, nonostante queste brutte qualità, pensano di avere quella famosa &quot;priorità&quot; nell&#039;istruzione da impartire ai loro figli, almeno secondo quel trascurabile documento dal pomposo titolo di &quot;Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#039;Uomo&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È difficile riuscire a conciliare le affermazioni della Lipperini con l&#8217;art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (dove evidenzierei la parola &#8220;priorità&#8221;):<br />
«I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.»<br />
Dire, come fa la Lipperini che il pacchetto formativo va accettato per intero all&#8217;inizio e al momento dell&#8217;iscrizione, è la classica violenza del più forte. Anche se la Costituzione afferma che «È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli» (magari la Lipperini avrebbe potuto citare anche questo sconosciuto documento), la stessa Costituzione aggiunge giustamente che «Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti». Per cui, nei fatti, l&#8217;alternativa è quella di poter impartire un&#8217;educazione parentale integrale o quella di non poter entrare nel merito di alcuni punti sensibili dell&#8217;offerta formativa che la scuola propone. In altre parole: o sei colto, ricco e con un sacco di tempo, oppure ti becchi tutto il pacchetto, polpette avvelenate comprese. Che ci siano polpette avvelenate è un giudizio che non può che venire da genitori retrogradi, integralisti, omofobi, ecc. ecc. i quali, nonostante queste brutte qualità, pensano di avere quella famosa &#8220;priorità&#8221; nell&#8217;istruzione da impartire ai loro figli, almeno secondo quel trascurabile documento dal pomposo titolo di &#8220;Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#8217;Uomo&#8221;.</p>
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		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sgretolare-la-scuola-in-silenzio/comment-page-1/#comment-141094</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Nov 2018 22:49:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non so a cosa si riferiscano i sindacati. A scuola ormai tutti i progetti a pagamento sono di fatto approvati dalle famiglie (e intendo tutte le famiglie, perché ne basta una affinché il progetto venga abbandonato). E quelli non a pagamento? Possono essere tranquillamente snobbati, se la famiglia non li ritiene opportuni.
Da anni l&#039;ingerenza delle famiglie negli affari scolastici è stimolata e spesso agevolata dal MIUR, che ha lasciato la scuola come unico e fragilissimo bastione &quot;statale&quot; dove i cittadini possano entrare, sfogarsi e fare tanto i loro comodi.
Capisco la paura di Loredana, ma io insegno da 6 anni nella scuola pubblica e già 6 anni fa la situazione era quella che descrivo. Questa di Provita aldilà della naturale antipatia e incazzatura a livello &quot;cannoni di Navarone&quot; che ispirano è un passo avanti, tristissimo, ma in un sentiero già abbondantemente percorso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so a cosa si riferiscano i sindacati. A scuola ormai tutti i progetti a pagamento sono di fatto approvati dalle famiglie (e intendo tutte le famiglie, perché ne basta una affinché il progetto venga abbandonato). E quelli non a pagamento? Possono essere tranquillamente snobbati, se la famiglia non li ritiene opportuni.<br />
Da anni l&#8217;ingerenza delle famiglie negli affari scolastici è stimolata e spesso agevolata dal MIUR, che ha lasciato la scuola come unico e fragilissimo bastione &#8220;statale&#8221; dove i cittadini possano entrare, sfogarsi e fare tanto i loro comodi.<br />
Capisco la paura di Loredana, ma io insegno da 6 anni nella scuola pubblica e già 6 anni fa la situazione era quella che descrivo. Questa di Provita aldilà della naturale antipatia e incazzatura a livello &#8220;cannoni di Navarone&#8221; che ispirano è un passo avanti, tristissimo, ma in un sentiero già abbondantemente percorso.</p>
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