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	Commenti a: “SIGNORIA VOSTRA, DOVE SONO I GIGANTI?”	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Marco Salvador		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/signoria-vostra-dove-sono-i-giganti/comment-page-2/#comment-87355</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Salvador]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2006 16:55:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie a chi ha citato il mio romanzo come degno di essere letto. Senza voler entrare nel merito della discussione, voglio aggiungere: senza una buona distribuzione e le spalle coperte da un editore &#039;forte&#039; che garantisce visibilità nelle librerie, neppure le buone recensioni aiutano molto a vendere. È stata la mia esperienza. Se una dozzina di lettori ‘comuni’ va in libreria dopo aver letto una recensione, chiede il romanzo in questione e non lo trova, forse due di loro lo ordinano e aspettano 5-10 giorni per averlo. Forse. I rimanenti provano da un&#039;altra parte, e in caso di ulteriore fallimento lasciano perdere e ti scordano. Io pubblico anche con Piemme. Romanzi storici. Distribuzione capillare, visibilità in libreria. Le recensioni non sono fondamentali. Si vende. Certo, a un target di &#039;genere&#039;, ma si vende. Naturalmente ci sono le eccezioni, ma non è il mio caso. Grazie anche per l’ospitalità.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a chi ha citato il mio romanzo come degno di essere letto. Senza voler entrare nel merito della discussione, voglio aggiungere: senza una buona distribuzione e le spalle coperte da un editore &#8216;forte&#8217; che garantisce visibilità nelle librerie, neppure le buone recensioni aiutano molto a vendere. È stata la mia esperienza. Se una dozzina di lettori ‘comuni’ va in libreria dopo aver letto una recensione, chiede il romanzo in questione e non lo trova, forse due di loro lo ordinano e aspettano 5-10 giorni per averlo. Forse. I rimanenti provano da un&#8217;altra parte, e in caso di ulteriore fallimento lasciano perdere e ti scordano. Io pubblico anche con Piemme. Romanzi storici. Distribuzione capillare, visibilità in libreria. Le recensioni non sono fondamentali. Si vende. Certo, a un target di &#8216;genere&#8217;, ma si vende. Naturalmente ci sono le eccezioni, ma non è il mio caso. Grazie anche per l’ospitalità.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: lucio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/signoria-vostra-dove-sono-i-giganti/comment-page-2/#comment-87354</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Aug 2006 22:45:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cuk, in effetti mi sembra che il tuo problema sia abbastanza serio e forse anche irrisolvibile.
Tu prediligi opere antieconomiche, basate sul deragliamento delle forme consolidate; perfetto.
Ora, la prassi dei Wu Ming fa proprio questo, opere antieconomiche (io stesso ho scaricato tre libri dal loro sito) e deragliamento delle forme consolidate, a partire dalla forma dell’autore e del consumatore, e a seguire con il “meccanismo (mezzi tecnici, finanziamenti, editor,etc.)”, senza limitarsi alla scrittura (dove non è più tanto evidente la forma consolidata e di conseguenza il deragliabile). Ma questa per te è una prassi contraddittoria.
In uno dei tuoi interventi iniziali su questa discussione hai citato Emilio Villa come esempio di scrittore sconosciuto al grande pubblico, che non vende e fa vera arte. Questo è perfettamente credibile ma per il momento, proprio perché sconosciuto ai più, non si possono costringere tutti a crederci ciecamente. E inoltre, e qui nasce quello che vivi come problema irrisolvibile, se il pubblico si convincesse che Villa è l’artista che dici,  potrebbe decidere di comprare una sua opera facendola decadere a volgare merce, e allora addio all’arte e all’artista.
Si messo così mi sembra irrisolvibile, ma sicuramente troverai una soluzione, comunque auguri.
lucio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cuk, in effetti mi sembra che il tuo problema sia abbastanza serio e forse anche irrisolvibile.<br />
Tu prediligi opere antieconomiche, basate sul deragliamento delle forme consolidate; perfetto.<br />
Ora, la prassi dei Wu Ming fa proprio questo, opere antieconomiche (io stesso ho scaricato tre libri dal loro sito) e deragliamento delle forme consolidate, a partire dalla forma dell’autore e del consumatore, e a seguire con il “meccanismo (mezzi tecnici, finanziamenti, editor,etc.)”, senza limitarsi alla scrittura (dove non è più tanto evidente la forma consolidata e di conseguenza il deragliabile). Ma questa per te è una prassi contraddittoria.<br />
In uno dei tuoi interventi iniziali su questa discussione hai citato Emilio Villa come esempio di scrittore sconosciuto al grande pubblico, che non vende e fa vera arte. Questo è perfettamente credibile ma per il momento, proprio perché sconosciuto ai più, non si possono costringere tutti a crederci ciecamente. E inoltre, e qui nasce quello che vivi come problema irrisolvibile, se il pubblico si convincesse che Villa è l’artista che dici,  potrebbe decidere di comprare una sua opera facendola decadere a volgare merce, e allora addio all’arte e all’artista.<br />
Si messo così mi sembra irrisolvibile, ma sicuramente troverai una soluzione, comunque auguri.<br />
lucio</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Anonimo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/signoria-vostra-dove-sono-i-giganti/comment-page-2/#comment-87353</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Aug 2006 19:30:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2006/07/31/%e2%80%9csignoria-vostra-dove-sono-i-giganti%e2%80%9d/#comment-87353</guid>

					<description><![CDATA[Certo Lucio che il “sistema” non è inattaccabile, ci mancherebbe! Se fosse così, tanto varrebbe darsi all’ippica. Il problema è: come si attacca proficuamente il “sistema”? E poi: cos’è il “sistema”? Di cosa su nutre?
Sul mercato: ogni prodotto letterario di un certo livello è, allo stesso tempo, arte e merce. Se non fosse così, non potrebbe circuitare se non in forma semiclandestina. La circolazione però svalorizza (deprime, inflaziona) la sua parte migliore. L’autore “come produttore” dipende funzionalmente dal meccanismo (mezzi tecnici, finanziamenti, editor, etc.). Ciò incentiva indubbiamente la repressione di una creatività libera da vincoli: se vuoi stare sul mercato devi  vincolare la tua inventività alla medietà del gusto pubblico; altrimenti sei “fuori”, costretto ai margini, invenduto. Questa è una regola generale; è ovvio che possono darsi delle eccezioni. Brecht dimostrò in diverse occasioni, e in particolare nel “Processo all’opera da tre soldi”, che il capitale e il lavoro creativo “non possono collaborare alla pari realizzando insieme autonomi obiettivi” (ed è proprio qui, secondo me, la contraddizione più evidente nella prassi dei Wu Ming).  Dimostrò insomma (la contrapposizione riguardava Brecht stesso e una impresa di produzione cinematografica americana) come l’opera, una volta entrata nel sistema produttivo, veniva snaturata della sua artisticità: “può venire adoperata in quanto poesia senza il suo significato, cioè con un significato diverso, oppure addiritura senza nessun significato”.  Io questo lo vivo come problema irrisolvibile (a meno di rivoluzionare il capitalismo, abolendolo); la maggior parte di voi cerca di conviverci andandogli incontro (ah! le virtù del mercato!). Questa differenza di atteggiamento si riflette nel linguaggio: non può che riflettersi, pur tra mille mediazioni, nell’opera. Da qui il mio prediligere opere del tutto anti-economiche, che fondano la loro essenza sulla “forma” (meglio: sul deragliamento delle forme consolidate) … Sono solo diverse prospettive di lavoro. Ognuna leggittima, però tra loro inconciliabili …
Cûk-Utitz]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certo Lucio che il “sistema” non è inattaccabile, ci mancherebbe! Se fosse così, tanto varrebbe darsi all’ippica. Il problema è: come si attacca proficuamente il “sistema”? E poi: cos’è il “sistema”? Di cosa su nutre?<br />
Sul mercato: ogni prodotto letterario di un certo livello è, allo stesso tempo, arte e merce. Se non fosse così, non potrebbe circuitare se non in forma semiclandestina. La circolazione però svalorizza (deprime, inflaziona) la sua parte migliore. L’autore “come produttore” dipende funzionalmente dal meccanismo (mezzi tecnici, finanziamenti, editor, etc.). Ciò incentiva indubbiamente la repressione di una creatività libera da vincoli: se vuoi stare sul mercato devi  vincolare la tua inventività alla medietà del gusto pubblico; altrimenti sei “fuori”, costretto ai margini, invenduto. Questa è una regola generale; è ovvio che possono darsi delle eccezioni. Brecht dimostrò in diverse occasioni, e in particolare nel “Processo all’opera da tre soldi”, che il capitale e il lavoro creativo “non possono collaborare alla pari realizzando insieme autonomi obiettivi” (ed è proprio qui, secondo me, la contraddizione più evidente nella prassi dei Wu Ming).  Dimostrò insomma (la contrapposizione riguardava Brecht stesso e una impresa di produzione cinematografica americana) come l’opera, una volta entrata nel sistema produttivo, veniva snaturata della sua artisticità: “può venire adoperata in quanto poesia senza il suo significato, cioè con un significato diverso, oppure addiritura senza nessun significato”.  Io questo lo vivo come problema irrisolvibile (a meno di rivoluzionare il capitalismo, abolendolo); la maggior parte di voi cerca di conviverci andandogli incontro (ah! le virtù del mercato!). Questa differenza di atteggiamento si riflette nel linguaggio: non può che riflettersi, pur tra mille mediazioni, nell’opera. Da qui il mio prediligere opere del tutto anti-economiche, che fondano la loro essenza sulla “forma” (meglio: sul deragliamento delle forme consolidate) … Sono solo diverse prospettive di lavoro. Ognuna leggittima, però tra loro inconciliabili …<br />
Cûk-Utitz</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: lucio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/signoria-vostra-dove-sono-i-giganti/comment-page-2/#comment-87352</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Aug 2006 16:03:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2006/07/31/%e2%80%9csignoria-vostra-dove-sono-i-giganti%e2%80%9d/#comment-87352</guid>

					<description><![CDATA[lucio contagiato dal virus di Fibonacci.
a.b., è possibile. Difficile ma possibile.
Che sia possibile &quot;indicare alternative a questo sistema...&quot; , anche da questo colonnino, lo dimostano gli interventi delle persone che ho citato, e di altri che non cito per evitare un elenco, ma che hanno indicato delle alternative. Alternative a questo sistema di mercato, non abolizione del mercato, ma trasformazione dell&#039;attuale sistema di mercato.
Che sia difficile indicarle, non difficilissimo, lo dimostrano gli interventi kamikaze (che si lancia contro l&#039;obiettivo nemico sapendo di non potersi salvare)interventi, non persone.
Comunque vorrei ringraziare anche te se tralasciando deviazioni e chiusure decidessi di indicare un&#039;alternativa a questo sistema che non ritengo assolutamente inattaccabile.
lucio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>lucio contagiato dal virus di Fibonacci.<br />
a.b., è possibile. Difficile ma possibile.<br />
Che sia possibile &#8220;indicare alternative a questo sistema&#8230;&#8221; , anche da questo colonnino, lo dimostano gli interventi delle persone che ho citato, e di altri che non cito per evitare un elenco, ma che hanno indicato delle alternative. Alternative a questo sistema di mercato, non abolizione del mercato, ma trasformazione dell&#8217;attuale sistema di mercato.<br />
Che sia difficile indicarle, non difficilissimo, lo dimostrano gli interventi kamikaze (che si lancia contro l&#8217;obiettivo nemico sapendo di non potersi salvare)interventi, non persone.<br />
Comunque vorrei ringraziare anche te se tralasciando deviazioni e chiusure decidessi di indicare un&#8217;alternativa a questo sistema che non ritengo assolutamente inattaccabile.<br />
lucio</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: a.b.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/signoria-vostra-dove-sono-i-giganti/comment-page-2/#comment-87351</link>

		<dc:creator><![CDATA[a.b.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Aug 2006 07:42:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lucio, “dove c’è profitto, non c’è arte” era il tema della discussione.
Non so a chi ti rivolgi col tuo &quot;kamikaze&quot; accentato, probabilmente alle persone che non ringrazi. Resta il fatto che quasi tutti gli interventi sono in topic, tra questi i miei, tra i miei c&#039;è probabilmente l&#039;intervento più bello e interessante del colonnino.
Come dicevo sopra mi sembra che qui sia stato detto tutto e che non si possa continuare se non sforzandosi di indicare costruttivamente alternative a questo sistema che tende a trasformare autori e critici in chierici del mercato. Ma indicare quella che dovrebbe essere un&#039;altra cultura che si sviluppa secondo altri valori non è possibile - ammetterai anche tu - su un colonnino di commenti che presto sparirà. Occorrono ben altre energie spazi e tempi. Si può fare la cosa? lo vedo difficilissimo e quasi impossibile, ma chi sa...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lucio, “dove c’è profitto, non c’è arte” era il tema della discussione.<br />
Non so a chi ti rivolgi col tuo &#8220;kamikaze&#8221; accentato, probabilmente alle persone che non ringrazi. Resta il fatto che quasi tutti gli interventi sono in topic, tra questi i miei, tra i miei c&#8217;è probabilmente l&#8217;intervento più bello e interessante del colonnino.<br />
Come dicevo sopra mi sembra che qui sia stato detto tutto e che non si possa continuare se non sforzandosi di indicare costruttivamente alternative a questo sistema che tende a trasformare autori e critici in chierici del mercato. Ma indicare quella che dovrebbe essere un&#8217;altra cultura che si sviluppa secondo altri valori non è possibile &#8211; ammetterai anche tu &#8211; su un colonnino di commenti che presto sparirà. Occorrono ben altre energie spazi e tempi. Si può fare la cosa? lo vedo difficilissimo e quasi impossibile, ma chi sa&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: lucio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/signoria-vostra-dove-sono-i-giganti/comment-page-2/#comment-87350</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Aug 2006 17:19:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[GRAZIE
Intuisco l&#039;amarezza che si prova trovandosi a parlare con qualcuno che dopo gli scoppi iniziali devia, sfugge e chiude per ferie. Credo però che i vostri interventi possano essere stimolanti e utili (a dispetto di qualche kamikàze)per tutti quelli che si interessano di questi argomenti, anche senza intervenire direttamente.
Per questo ringrazio WM1, b.g., Fake di Baricco e ovviamente la Lipperini.
arrileggervi
lucio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GRAZIE<br />
Intuisco l&#8217;amarezza che si prova trovandosi a parlare con qualcuno che dopo gli scoppi iniziali devia, sfugge e chiude per ferie. Credo però che i vostri interventi possano essere stimolanti e utili (a dispetto di qualche kamikàze)per tutti quelli che si interessano di questi argomenti, anche senza intervenire direttamente.<br />
Per questo ringrazio WM1, b.g., Fake di Baricco e ovviamente la Lipperini.<br />
arrileggervi<br />
lucio</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/signoria-vostra-dove-sono-i-giganti/comment-page-2/#comment-87349</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2006 12:45:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@temperanza
&quot;I grandi scrittori leggono spesso anche letteratura popolare&quot;
&quot;J&#039;aimais les peintures idiotes, dessus de portes, décors, toiles de saltimbanques, enseignes, enluminures populaires; la littérature démodée, latin d&#039;église, livres érotiques sans orthographe, romans de nos aïeules, contes de fées, petits livres de l&#039;enfance, opéras vieux, refrains niais, rhythmes naïfs&quot;.
(Arthur Rimbaud, &quot;Une Saison en enfer&quot;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@temperanza<br />
&#8220;I grandi scrittori leggono spesso anche letteratura popolare&#8221;<br />
&#8220;J&#8217;aimais les peintures idiotes, dessus de portes, décors, toiles de saltimbanques, enseignes, enluminures populaires; la littérature démodée, latin d&#8217;église, livres érotiques sans orthographe, romans de nos aïeules, contes de fées, petits livres de l&#8217;enfance, opéras vieux, refrains niais, rhythmes naïfs&#8221;.<br />
(Arthur Rimbaud, &#8220;Une Saison en enfer&#8221;)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: a.b.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/signoria-vostra-dove-sono-i-giganti/comment-page-2/#comment-87348</link>

		<dc:creator><![CDATA[a.b.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2006 12:36:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2006/07/31/%e2%80%9csignoria-vostra-dove-sono-i-giganti%e2%80%9d/#comment-87348</guid>

					<description><![CDATA[Temp il tuo intervento rispetto a me è pioggia  sul bagnato: artisti che adoro raccoglievano spazzatura! Joseph Cornell  era disperato per la mancanza di spazzatura giusta per le sue scatole (col tempo cambiava la fisionomia dello scarto come quella dei ragazzi pasoliniani).
Però nei musei, non portiamo la mia/tua spazzatura, portiamo le scatola di Cornell che non sono più spazzatura. Quindi un conto è la dieta dell&#039;artista un conto è quella del lettore. Al lettore rimane spesso solo la spazzatura non compostata dall&#039;artista e venduta a caro prezzo in televendite, stampavendite, webvendite.
Temp, terresti qualche cartuccia per settembre? Ora è troppo caldo. Col fresco si riprende (te lo chiedo anche perché quello che accade qui è monco, infatti è quasi solo parte distruttiva, mentre occorre anche costruire le alternative).
per chi è curioso:&lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Joseph_Cornell&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt; l&#039;ossuto assemblatore Joseph Cornell &lt;/a&gt;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Temp il tuo intervento rispetto a me è pioggia  sul bagnato: artisti che adoro raccoglievano spazzatura! Joseph Cornell  era disperato per la mancanza di spazzatura giusta per le sue scatole (col tempo cambiava la fisionomia dello scarto come quella dei ragazzi pasoliniani).<br />
Però nei musei, non portiamo la mia/tua spazzatura, portiamo le scatola di Cornell che non sono più spazzatura. Quindi un conto è la dieta dell&#8217;artista un conto è quella del lettore. Al lettore rimane spesso solo la spazzatura non compostata dall&#8217;artista e venduta a caro prezzo in televendite, stampavendite, webvendite.<br />
Temp, terresti qualche cartuccia per settembre? Ora è troppo caldo. Col fresco si riprende (te lo chiedo anche perché quello che accade qui è monco, infatti è quasi solo parte distruttiva, mentre occorre anche costruire le alternative).<br />
per chi è curioso:<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Joseph_Cornell" rel="nofollow ugc"> l&#8217;ossuto assemblatore Joseph Cornell </a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/signoria-vostra-dove-sono-i-giganti/comment-page-2/#comment-87347</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2006 11:22:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2006/07/31/%e2%80%9csignoria-vostra-dove-sono-i-giganti%e2%80%9d/#comment-87347</guid>

					<description><![CDATA[Per amor di completezza, sia pure sintetica, visto che qualcuno potrebbe obiettarmi che la letteratura jiddisch era &quot;popolare&quot; mentre quella di cui si è parlato qui è solo merce, vorrei notare che ognuno ha il popolo che il suo tempo gli dà, o che si merita. Adesso c&#039;è il consumatore.
Vogliamo rimettere indietro le lancette con uno scatto di orgoglio? Siamo capaci? Lo vogliamo davvero? Molti che parlano qui sarebbero costretti al silenzio, a lancette riavvolte. Non dimentichiamocelo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per amor di completezza, sia pure sintetica, visto che qualcuno potrebbe obiettarmi che la letteratura jiddisch era &#8220;popolare&#8221; mentre quella di cui si è parlato qui è solo merce, vorrei notare che ognuno ha il popolo che il suo tempo gli dà, o che si merita. Adesso c&#8217;è il consumatore.<br />
Vogliamo rimettere indietro le lancette con uno scatto di orgoglio? Siamo capaci? Lo vogliamo davvero? Molti che parlano qui sarebbero costretti al silenzio, a lancette riavvolte. Non dimentichiamocelo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/signoria-vostra-dove-sono-i-giganti/comment-page-2/#comment-87346</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2006 10:53:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2006/07/31/%e2%80%9csignoria-vostra-dove-sono-i-giganti%e2%80%9d/#comment-87346</guid>

					<description><![CDATA[@ a.b.
ti rispondo volentieri, intanto, non mi accanisco a cercare le tue contraddizioni, le ho viste due volte e due volte, se non mi sbaglio, te le ho fatte notare.
Quanto invece alle letture di qualità, ricorderei per prima cosa, per sgombrare il campo da certe idealizzazioni, che KAFKA - dico Kafka -leggeva attentamente Flaubert, ma leggeva anche tanta letteratura popolare jiddisch, e spesso mediocre. Ed era anche un attentissimo spettatore del teatro jiddisch praghese, considferato ai suoi tempi di assai basso livello.
I grandi scrittori leggono spesso anche letteratura popolare, sarebbe difficile, in caso contrario, che potessero parlare a tutti, perchè si nutrirebbero a poppe vizze, accademiche, ipersofisticate.
Il miscuglio dunque è sempre stato fertile.
Come sempre l&#039;importante non è cosa si legge, ma cosa se ne fa. Kafka ne ha fatto qualcosa, direi;–)
@bg
come vedi non pensavo a me:–) e in ogni caso io Moccia lo ho letto, un po&#039; in fretta e saltando dei mannelli di pagine, ma lo ho letto, perché sono curiosa e mi piace capire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ a.b.<br />
ti rispondo volentieri, intanto, non mi accanisco a cercare le tue contraddizioni, le ho viste due volte e due volte, se non mi sbaglio, te le ho fatte notare.<br />
Quanto invece alle letture di qualità, ricorderei per prima cosa, per sgombrare il campo da certe idealizzazioni, che KAFKA &#8211; dico Kafka -leggeva attentamente Flaubert, ma leggeva anche tanta letteratura popolare jiddisch, e spesso mediocre. Ed era anche un attentissimo spettatore del teatro jiddisch praghese, considferato ai suoi tempi di assai basso livello.<br />
I grandi scrittori leggono spesso anche letteratura popolare, sarebbe difficile, in caso contrario, che potessero parlare a tutti, perchè si nutrirebbero a poppe vizze, accademiche, ipersofisticate.<br />
Il miscuglio dunque è sempre stato fertile.<br />
Come sempre l&#8217;importante non è cosa si legge, ma cosa se ne fa. Kafka ne ha fatto qualcosa, direi;–)<br />
@bg<br />
come vedi non pensavo a me:–) e in ogni caso io Moccia lo ho letto, un po&#8217; in fretta e saltando dei mannelli di pagine, ma lo ho letto, perché sono curiosa e mi piace capire.</p>
]]></content:encoded>
		
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