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	Commenti a: SILENZI INCROCIATI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: k.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/silenzi-incrociati/comment-page-1/#comment-139440</link>

		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2015 18:37:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Al di là dei meriti del movimento snoq , questo appello contro l’utero in affitto almeno potrà   dare adito a quel   dibattito che anche tra i commenti  qui sopra, si chiede. La sensazione  infatti  è che qui, come altrove, l’argomento fosse tabù, una cosa di cui non si deve parlare mai.
Infatti l’utero in affitto    è comodo e democratico, permette a qualsiasi individuo, di venire in possesso di un figlio in qualsiasi momento ,   in qualche modo diminuisce le disuguaglianze di genere  ed è   funzionale quindi, a chi ritiene giusto   omologare qualsiasi tipo di relazione.
Al tempo stesso questa pratica solleva enormi criticità, prima fra tutte lo sfruttamento della donna, spesso una ragazza povera  ridotta appunto a  fattrice, e non poi non solo, gli aspetti psicologici  sulla relazione figlio gestante, la mercificazione  dell’atto procreativo e della persona,  le  questioni medico legali della gravidanza.
Tutti problemi che come dice la Lipperini potrebbero essere “strumentalizzati” e su cui conviene tacere per amore di ”complessità”. Nel frattempo lo sfruttamento va avanti.
 Interessante il parallelo di diamonds tra la donna fascista e  la ragazza in affitto. la prima  angelo del focolare, l’altra l’angelo della clinica, la prima fattrice al servizio della Nazione, la seconda  schiava dei desideri  dell’individuo.
Ciao,k.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al di là dei meriti del movimento snoq , questo appello contro l’utero in affitto almeno potrà   dare adito a quel   dibattito che anche tra i commenti  qui sopra, si chiede. La sensazione  infatti  è che qui, come altrove, l’argomento fosse tabù, una cosa di cui non si deve parlare mai.<br />
Infatti l’utero in affitto    è comodo e democratico, permette a qualsiasi individuo, di venire in possesso di un figlio in qualsiasi momento ,   in qualche modo diminuisce le disuguaglianze di genere  ed è   funzionale quindi, a chi ritiene giusto   omologare qualsiasi tipo di relazione.<br />
Al tempo stesso questa pratica solleva enormi criticità, prima fra tutte lo sfruttamento della donna, spesso una ragazza povera  ridotta appunto a  fattrice, e non poi non solo, gli aspetti psicologici  sulla relazione figlio gestante, la mercificazione  dell’atto procreativo e della persona,  le  questioni medico legali della gravidanza.<br />
Tutti problemi che come dice la Lipperini potrebbero essere “strumentalizzati” e su cui conviene tacere per amore di ”complessità”. Nel frattempo lo sfruttamento va avanti.<br />
 Interessante il parallelo di diamonds tra la donna fascista e  la ragazza in affitto. la prima  angelo del focolare, l’altra l’angelo della clinica, la prima fattrice al servizio della Nazione, la seconda  schiava dei desideri  dell’individuo.<br />
Ciao,k.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: daniele		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/silenzi-incrociati/comment-page-1/#comment-139439</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2015 18:18:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[altro che sfruttamento degli uteri?
Non sono d&#039;accordo: al di là di mille altri ragionamenti, lo sfruttamento degli uteri è una realtà.
E - potrei sbagliarmi - non mi pare che questo tema sia in mano ai cattolici, cosa che peraltro a me, ribadisco, non turba: mi interessa la sostanza delle questioni che si trattano e le argomentazione che vengono proposte, non la &quot;fazione&quot; che ne parla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>altro che sfruttamento degli uteri?<br />
Non sono d&#8217;accordo: al di là di mille altri ragionamenti, lo sfruttamento degli uteri è una realtà.<br />
E &#8211; potrei sbagliarmi &#8211; non mi pare che questo tema sia in mano ai cattolici, cosa che peraltro a me, ribadisco, non turba: mi interessa la sostanza delle questioni che si trattano e le argomentazione che vengono proposte, non la &#8220;fazione&#8221; che ne parla.</p>
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		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/silenzi-incrociati/comment-page-1/#comment-139438</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2015 11:42:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La donna intellettuale (1939)
Il Fascismo, dottrina etica, si preoccupa di restituire
la donna alla sua missione procreatrice e domestica,
l’uomo alla sua dignità maritale, e la famiglia alla
sua funzione educativa e sociale. Perciò esso si
propone di neutralizzare i veleni diffusi da quella
particolare mentalità che, all’insegna del comfort
ha affievolito l’istinto della maternità e il richiamo
25
morale della specie. E poiché la donna intellettuale
è il volto femminile della vanità borghese, e quella
professionista e addottorata è l’ideale borghese
dell’ambizione democratica, la nostra Rivoluzione
vuol sostituirvi un modello muliebre più fecondo
e più sano. Vi sono ancora dei gusti traviati e degli
atteggiamenti artificiosi da correggere.
La donna intellettuale, che l’aurea mediocrità ancor
predilige, è una fra le figure meno necessarie alla
saldezza dell’istituto femminile e al potenziamento
della razza. Ci riferiamo a quella che costituisce e
tramanda la tradizione del salotto; che ha “particolari
esigenze” perché vanta una personalità superiore; che
preferisce coccolare il cucciolo che allevare la prole
e che, grande incompresa, sopravvive per rattristare
la solitudine di quell’altro ben noto intellettualoide,
faceto e maltusiano, affetto da criticismo corrosivo e
da insufficienza affettiva, che, fra i compromessi della
scarsa ragione e le contraddizioni della fiacca volontà,
abdica fatalmente alla dignità di pater familias.
Compagna del guerriero non può essere colei che
porta a mensa l’arida dialettica della saccenza e
che, titoli alla mano, misura le distanze coniugali
per giustificare le deviazioni appellandosi ai diritti
illimitati del sentimento. [...] Noi facciamo della
26
politica moralizzatrice e democratica. Perché non
parlare di restaurazione della sudditanza della donna
all’uomo se il fine che perseguiamo è quello di
restituire più madri alla casa, più uomini al lavoro e
più figli alla Patria?
(In “Gerarchia”, maggio 1939).
http://www.guaraldi.it/editor/files/file/AAVV_W%20le%20donne_2015.pdf]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La donna intellettuale (1939)<br />
Il Fascismo, dottrina etica, si preoccupa di restituire<br />
la donna alla sua missione procreatrice e domestica,<br />
l’uomo alla sua dignità maritale, e la famiglia alla<br />
sua funzione educativa e sociale. Perciò esso si<br />
propone di neutralizzare i veleni diffusi da quella<br />
particolare mentalità che, all’insegna del comfort<br />
ha affievolito l’istinto della maternità e il richiamo<br />
25<br />
morale della specie. E poiché la donna intellettuale<br />
è il volto femminile della vanità borghese, e quella<br />
professionista e addottorata è l’ideale borghese<br />
dell’ambizione democratica, la nostra Rivoluzione<br />
vuol sostituirvi un modello muliebre più fecondo<br />
e più sano. Vi sono ancora dei gusti traviati e degli<br />
atteggiamenti artificiosi da correggere.<br />
La donna intellettuale, che l’aurea mediocrità ancor<br />
predilige, è una fra le figure meno necessarie alla<br />
saldezza dell’istituto femminile e al potenziamento<br />
della razza. Ci riferiamo a quella che costituisce e<br />
tramanda la tradizione del salotto; che ha “particolari<br />
esigenze” perché vanta una personalità superiore; che<br />
preferisce coccolare il cucciolo che allevare la prole<br />
e che, grande incompresa, sopravvive per rattristare<br />
la solitudine di quell’altro ben noto intellettualoide,<br />
faceto e maltusiano, affetto da criticismo corrosivo e<br />
da insufficienza affettiva, che, fra i compromessi della<br />
scarsa ragione e le contraddizioni della fiacca volontà,<br />
abdica fatalmente alla dignità di pater familias.<br />
Compagna del guerriero non può essere colei che<br />
porta a mensa l’arida dialettica della saccenza e<br />
che, titoli alla mano, misura le distanze coniugali<br />
per giustificare le deviazioni appellandosi ai diritti<br />
illimitati del sentimento. [&#8230;] Noi facciamo della<br />
26<br />
politica moralizzatrice e democratica. Perché non<br />
parlare di restaurazione della sudditanza della donna<br />
all’uomo se il fine che perseguiamo è quello di<br />
restituire più madri alla casa, più uomini al lavoro e<br />
più figli alla Patria?<br />
(In “Gerarchia”, maggio 1939).<br />
<a href="http://www.guaraldi.it/editor/files/file/AAVV_W%20le%20donne_2015.pdf" rel="nofollow ugc">http://www.guaraldi.it/editor/files/file/AAVV_W%20le%20donne_2015.pdf</a></p>
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		<title>
		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/silenzi-incrociati/comment-page-1/#comment-139437</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2015 11:13:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...infatti noterai che sono stati prontamente diminuiti i fondi per le Pari Opportunità, azzerati tutti i progetti educativi sulla parità di genere e sulla lotta al bullismo, affossata l&#039;estensione all&#039;omofobia della Legge Mancino-Reale e, infine, bloccato il ddl Cirinnà (dopo aver subìto ogni sorta di emendamento). Cosa c&#039;entra tutto ciò con la gpa?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;infatti noterai che sono stati prontamente diminuiti i fondi per le Pari Opportunità, azzerati tutti i progetti educativi sulla parità di genere e sulla lotta al bullismo, affossata l&#8217;estensione all&#8217;omofobia della Legge Mancino-Reale e, infine, bloccato il ddl Cirinnà (dopo aver subìto ogni sorta di emendamento). Cosa c&#8217;entra tutto ciò con la gpa?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/silenzi-incrociati/comment-page-1/#comment-139436</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2015 11:10:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse, caro Daniele, quello che manca è proprio un serio dibattito sul tema specifico. Che, almeno qui da noi, è totalmente in mano alla parte cattolica: hai visto confrontarsi posizioni diverse da quella espressa da SNOQ e dalle gerarchie ecclesiastiche? Con in più l&#039;aggravante che questo tema è stato sollevato ad arte sempre da parte cattolica per affossare il ddl Cirinnà e il ddl Fedeli che di gpa non si occupano affatto. E&#039; tutto un gioco politico che nulla ha a che vedere col bene delle donne e dei figli ma che, al contrario, vuol tornare a imporre regole ferree in cui a certe donne, a certi uomini, a certi figli e a certe figlie non va riconosciuta alcuna dignità sociale. Altro che sfruttamento degli uteri!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse, caro Daniele, quello che manca è proprio un serio dibattito sul tema specifico. Che, almeno qui da noi, è totalmente in mano alla parte cattolica: hai visto confrontarsi posizioni diverse da quella espressa da SNOQ e dalle gerarchie ecclesiastiche? Con in più l&#8217;aggravante che questo tema è stato sollevato ad arte sempre da parte cattolica per affossare il ddl Cirinnà e il ddl Fedeli che di gpa non si occupano affatto. E&#8217; tutto un gioco politico che nulla ha a che vedere col bene delle donne e dei figli ma che, al contrario, vuol tornare a imporre regole ferree in cui a certe donne, a certi uomini, a certi figli e a certe figlie non va riconosciuta alcuna dignità sociale. Altro che sfruttamento degli uteri!!</p>
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		<title>
		Di: daniele		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/silenzi-incrociati/comment-page-1/#comment-139435</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2015 18:22:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ho mai provato simpatia per SNOQ, fin dall&#039;inizio, proprio per quel certo moralismo...
Però c&#039;è tema e tema e sul tema specifico delle gravidanze surrogate, dal canto mio sono pienamente d&#039;accordo con loro e con le loro argomentazioni che, al contrario, mi paiono tutto fuorchè retrive.
Il fatto poi che ci siano anche suore che hanno aderito all&#039;appello, a me personalmente non turba.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho mai provato simpatia per SNOQ, fin dall&#8217;inizio, proprio per quel certo moralismo&#8230;<br />
Però c&#8217;è tema e tema e sul tema specifico delle gravidanze surrogate, dal canto mio sono pienamente d&#8217;accordo con loro e con le loro argomentazioni che, al contrario, mi paiono tutto fuorchè retrive.<br />
Il fatto poi che ci siano anche suore che hanno aderito all&#8217;appello, a me personalmente non turba.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/silenzi-incrociati/comment-page-1/#comment-139434</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2015 17:36:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Loredana, avendo a che fare con donne di SNOQ, posso confermarti il loro progressivo appiattimento verso posizioni cattoliche e retrive. Chi le accusò di moralismo purtroppo vide lungo. Il vero problema, però, non sono loro, per paradosso: il vero problema è stato non aver difeso e rilanciato una cultura veramente laica anche al loro interno. Lasciate alla &quot;libera evoluzione&quot; (dove a parlare è stata per anni e anni una sola parte), si sono lasciate convincere dagli unici che hanno saputo imporre la propria visione culturale, ora drammaticamente egemone.
Il dramma autentico è che il dio delle religioni è tornato prepotentemente sulla scena pubblica: porterà regressione, repressione e sangue per tutt*. Come sempre è accaduto nella storia umana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Loredana, avendo a che fare con donne di SNOQ, posso confermarti il loro progressivo appiattimento verso posizioni cattoliche e retrive. Chi le accusò di moralismo purtroppo vide lungo. Il vero problema, però, non sono loro, per paradosso: il vero problema è stato non aver difeso e rilanciato una cultura veramente laica anche al loro interno. Lasciate alla &#8220;libera evoluzione&#8221; (dove a parlare è stata per anni e anni una sola parte), si sono lasciate convincere dagli unici che hanno saputo imporre la propria visione culturale, ora drammaticamente egemone.<br />
Il dramma autentico è che il dio delle religioni è tornato prepotentemente sulla scena pubblica: porterà regressione, repressione e sangue per tutt*. Come sempre è accaduto nella storia umana.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/silenzi-incrociati/comment-page-1/#comment-139433</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2015 17:29:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi vengono seri dubbi sulle capacità delle donne di SNOQ di individuare le priorità. Sulla bioetica, poi, hanno un atteggiamento che definire retrivo è far loro un grosso complimento. Ricordo il manifesto fondativo, in piena vigenza della famigerata legge 40, sulla quale riuscirono a non dire una parola. Come se quella legge non fosse responsabile di una violentissima espropriazione di corpi e diritti, come se non stesse causando una quantità enorme di sofferenze ad altre donne e ai loro compagni. In compenso c&#039;era un qualche richiamo alle donne cristiane, quasi che il loro essere tali dovesse rappresentare un modo di essere speciale e tale da distinguerle dalle altre. Ora non si smentiscono e si fanno carico di una battaglia di cui non si sente alcun bisogno, quasi loro avessero già individuato problemi e soluzioni. Sulla surrogata c&#039;è bisogno di discutere, approfondire e confrontarsi, non di crociate scandalizzate. Il tema dello sfruttamento da loro posto è sì un problema, ma non è l&#039;anima di questa pratica: è qualcosa di cui si può discutere, che può essere arginato e forse anche del tutto impedito. Invece loro no, questi problemi non se li pongono: vanno avanti come carri armati, sicure di aver già capito dov&#039;è il male e dove il bene e di poter dire a tutte le altre donne, nel nome delle quali pretendono di parlare, cosa è giusto per loro. Per non parlare dell&#039;insistenza sulle coppie di uomini omosessuali: in pratica la loro propaganda parla quasi solo di loro, come se la surrogata non riguardasse anche donne impedite, per i più vari motivi, a portare avanti una gravidanza; un&#039;insistenza che, personalmente, mi fa sospettare che ci sia altro in gioco che il &quot;semplice&quot; problema della mercificazione del corpo. C’è forse un inconfessabile problema identitario? Il terrore di perdere l’esclusività di uno status che si riteneva immutabile, in quanto conferito dalla biologia? A me pare proprio di sì. Ma allora sarebbe molto più onesto dirlo, invece di nascondersi dietro la nobiltà di un obiettivo altro. E poi, come dicevo in apertura, le priorità: questa cosa in Italia è già vietata e se pure fosse permessa riguarderebbe pochissime persone; al contrario, la lotta sotterranea all’IVG, il progressivo aumento degli aborti clandestini, la violenza contro le donne sono tutti temi emergenti e dilaganti; ma su questi da SNOQ arrivano solo balbettii, o addirittura niente. Non mi viene altro da aggiungere, penso sia più che abbastanza per interrogarsi sull’identità di un movimento che è riuscito, in quest’ultimo frangente, a mettersi al fianco dell’ala più integralista del conservatorismo di marca religiosa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi vengono seri dubbi sulle capacità delle donne di SNOQ di individuare le priorità. Sulla bioetica, poi, hanno un atteggiamento che definire retrivo è far loro un grosso complimento. Ricordo il manifesto fondativo, in piena vigenza della famigerata legge 40, sulla quale riuscirono a non dire una parola. Come se quella legge non fosse responsabile di una violentissima espropriazione di corpi e diritti, come se non stesse causando una quantità enorme di sofferenze ad altre donne e ai loro compagni. In compenso c&#8217;era un qualche richiamo alle donne cristiane, quasi che il loro essere tali dovesse rappresentare un modo di essere speciale e tale da distinguerle dalle altre. Ora non si smentiscono e si fanno carico di una battaglia di cui non si sente alcun bisogno, quasi loro avessero già individuato problemi e soluzioni. Sulla surrogata c&#8217;è bisogno di discutere, approfondire e confrontarsi, non di crociate scandalizzate. Il tema dello sfruttamento da loro posto è sì un problema, ma non è l&#8217;anima di questa pratica: è qualcosa di cui si può discutere, che può essere arginato e forse anche del tutto impedito. Invece loro no, questi problemi non se li pongono: vanno avanti come carri armati, sicure di aver già capito dov&#8217;è il male e dove il bene e di poter dire a tutte le altre donne, nel nome delle quali pretendono di parlare, cosa è giusto per loro. Per non parlare dell&#8217;insistenza sulle coppie di uomini omosessuali: in pratica la loro propaganda parla quasi solo di loro, come se la surrogata non riguardasse anche donne impedite, per i più vari motivi, a portare avanti una gravidanza; un&#8217;insistenza che, personalmente, mi fa sospettare che ci sia altro in gioco che il &#8220;semplice&#8221; problema della mercificazione del corpo. C’è forse un inconfessabile problema identitario? Il terrore di perdere l’esclusività di uno status che si riteneva immutabile, in quanto conferito dalla biologia? A me pare proprio di sì. Ma allora sarebbe molto più onesto dirlo, invece di nascondersi dietro la nobiltà di un obiettivo altro. E poi, come dicevo in apertura, le priorità: questa cosa in Italia è già vietata e se pure fosse permessa riguarderebbe pochissime persone; al contrario, la lotta sotterranea all’IVG, il progressivo aumento degli aborti clandestini, la violenza contro le donne sono tutti temi emergenti e dilaganti; ma su questi da SNOQ arrivano solo balbettii, o addirittura niente. Non mi viene altro da aggiungere, penso sia più che abbastanza per interrogarsi sull’identità di un movimento che è riuscito, in quest’ultimo frangente, a mettersi al fianco dell’ala più integralista del conservatorismo di marca religiosa.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lorenzo Gasparrini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/silenzi-incrociati/comment-page-1/#comment-139432</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Gasparrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2015 09:01:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=7045#comment-139432</guid>

					<description><![CDATA[«...(e degli uomini).»
Grazie, anche se ancora lo si capisce in pochi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«&#8230;(e degli uomini).»<br />
Grazie, anche se ancora lo si capisce in pochi.</p>
]]></content:encoded>
		
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