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	Commenti a: SINE PARTE PERICLI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: MC		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2014 07:15:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rispondo copia-incollando un post del tuo collega Gio&#039; Alajmo su FB: &quot;Mentre il mondo sta facendo quello che fa di solito, cioè tentare di esplodere, mi sono fermato a chiedermi chi siamo noi. Voglio dire, cosa ci rappresenta, ci qualifica, ci determina e vale la pena di difendere dalle aggressioni del mondo esterno. E non è certo la nostra storia, la religione, l&#039;appartenenza a destra o a sinistra, neppure l&#039;arte o la letteratura che pure hanno parte importante anche se spesso solo inconsciamente nel nostro dna. In realtà noi siamo la Dudu. Che non è il cagnetto di Berlusconi. È la Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#039;Uomo, che abbiamo stilato dopo millenni di scontri, massacri, rivoluzioni, analisi filosofiche, invasioni, assimilazioni, torture, genocidi, fino a capire cosa era davvero più importante della forza e del peggio. Noi siamo questo. La nostra identità è questo. Il nostro valore da difendere è questo. Tutto il resto è soltanto chiacchiere e interessi.&quot; Gli ho risposto: &quot;« Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. ». Di fratellanza aveva parlato anche quel tizio finito crocifisso un paio di millenni fa, ma come ci ricorda Dylan &quot;How many roads must a man walk down, before you can call him a man?&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rispondo copia-incollando un post del tuo collega Gio&#8217; Alajmo su FB: &#8220;Mentre il mondo sta facendo quello che fa di solito, cioè tentare di esplodere, mi sono fermato a chiedermi chi siamo noi. Voglio dire, cosa ci rappresenta, ci qualifica, ci determina e vale la pena di difendere dalle aggressioni del mondo esterno. E non è certo la nostra storia, la religione, l&#8217;appartenenza a destra o a sinistra, neppure l&#8217;arte o la letteratura che pure hanno parte importante anche se spesso solo inconsciamente nel nostro dna. In realtà noi siamo la Dudu. Che non è il cagnetto di Berlusconi. È la Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#8217;Uomo, che abbiamo stilato dopo millenni di scontri, massacri, rivoluzioni, analisi filosofiche, invasioni, assimilazioni, torture, genocidi, fino a capire cosa era davvero più importante della forza e del peggio. Noi siamo questo. La nostra identità è questo. Il nostro valore da difendere è questo. Tutto il resto è soltanto chiacchiere e interessi.&#8221; Gli ho risposto: &#8220;« Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. ». Di fratellanza aveva parlato anche quel tizio finito crocifisso un paio di millenni fa, ma come ci ricorda Dylan &#8220;How many roads must a man walk down, before you can call him a man?&#8221;.</p>
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