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	Commenti a: SOLO PER UNA VOLTA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Calendamaia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/solo-per-una-volta/comment-page-2/#comment-119030</link>

		<dc:creator><![CDATA[Calendamaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2011 12:28:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Elena C., vorrei dirti solo una cosa: le opzioni sono tutte legittime ma chi promette un parto meno medicalizzato deve comunque garantire alcuni standard assistenziali, per esempio un neonatologo di guardia anche di notte.
Ti confesso che trovo difficile parlare con una donna incinta, perché io stessa, da incinta, recepivo molto male chi mi indirizzava verso il grande ospedale - 3° livello, generalmente più anonimo ma con neonatologia - rispetto all&#039;ospedale medio - 2° livello, con assistenza più personalizzata ma spesso senza neonatologia; mi sembrava che venissero messe troppo da parte le mie esigenze di persona.
Alla fine sono andata in un 3° livello solo perché il 2° livello era davvero troppo lontano e... figurati la mia sorpresa quando ho visto che l&#039;assistenza alla mamma era eccellente e non c&#039;era proprio nulla di anonimo!
E figurati poi la mia sorpresa nello scoprire che invece sulle paure delle gestanti si è creato un mercato di piccole cliniche che ti promettono un &quot;parto dolce&quot; senza offrire vere garanzie di sicurezza. Si tratta dei piccoli centri con meno di 500 parti anno, che hanno percentuali astronomiche di cesarei - appunto perché sanno che non possono garantire vera assistenza in caso di emergenza - e che il Ministero della Salute chiede che vengano chiusi da........... 10 anni? Insomma bisogna pretendere rispetto per sé stesse ma, come si dice, cum grano salis.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Elena C., vorrei dirti solo una cosa: le opzioni sono tutte legittime ma chi promette un parto meno medicalizzato deve comunque garantire alcuni standard assistenziali, per esempio un neonatologo di guardia anche di notte.<br />
Ti confesso che trovo difficile parlare con una donna incinta, perché io stessa, da incinta, recepivo molto male chi mi indirizzava verso il grande ospedale &#8211; 3° livello, generalmente più anonimo ma con neonatologia &#8211; rispetto all&#8217;ospedale medio &#8211; 2° livello, con assistenza più personalizzata ma spesso senza neonatologia; mi sembrava che venissero messe troppo da parte le mie esigenze di persona.<br />
Alla fine sono andata in un 3° livello solo perché il 2° livello era davvero troppo lontano e&#8230; figurati la mia sorpresa quando ho visto che l&#8217;assistenza alla mamma era eccellente e non c&#8217;era proprio nulla di anonimo!<br />
E figurati poi la mia sorpresa nello scoprire che invece sulle paure delle gestanti si è creato un mercato di piccole cliniche che ti promettono un &#8220;parto dolce&#8221; senza offrire vere garanzie di sicurezza. Si tratta dei piccoli centri con meno di 500 parti anno, che hanno percentuali astronomiche di cesarei &#8211; appunto perché sanno che non possono garantire vera assistenza in caso di emergenza &#8211; e che il Ministero della Salute chiede che vengano chiusi da&#8230;&#8230;&#8230;.. 10 anni? Insomma bisogna pretendere rispetto per sé stesse ma, come si dice, cum grano salis.</p>
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		<title>
		Di: gekina		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/solo-per-una-volta/comment-page-2/#comment-119029</link>

		<dc:creator><![CDATA[gekina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2011 10:56:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Elena,
credo che si possa essere serene e tranquille pur decidendo per l&#039;epidurale. O magari lasciandosi semplicemente aperta quest&#039;opzione.
Non tutte le donen scelgono l&#039;epidurale perchè terrorizzate dal dolore. Molte credono serenamente che il dolore può essere evitato perchè per loro semplicemente inutile.
Non credo nemmeno sia giusto dover scegl.iere tra diverse strutture ospedaliere. TUTTI i centri nascita dovrebbero garantire a TUTTE le donne determinati standard assistenziali.
Il rispetto per la fisiologia (no induzioni e ossitocina aggratis), l&#039;espulsivo non necessariamente litotomico, le libere posizioni... ma anche epidurale gratuita e garantita ecc...
Non è possibile che in più iospedali ci si o l&#039;uno o l&#039;altro... o peggio, vere e proprie &quot;filosofie di pensiero&quot;. Un esempio a caso:
L&#039;ospedale di Montebelluna (TV) http://blog.venetoesalute.it/2010/07/diventare-mamme-in-provincia-di-treviso/comment-page-1/#comment-359
Leggiamo nel materiale informativo dell&#039;ospedale a proposito di parto:
&quot;Parto naturale: L’ostetricia naturale è la filosofia che regola il reparto. Tramite l’osservazione della frequenza cardiaca fetale rapportata alle contrazioni dell’utero materno e l’interpretazione accurata dei tracciati, i cesarei sono ridotti al minimo, tanto che Montebelluna ha il 13% di cesarei contro una media nazionale del 25%,
con bassa incidenza di parto operativo. Anche le precesarizzate possono tentare il parto naturale a Montebelluna, particolarmente specializzato in questo settore.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Elena,<br />
credo che si possa essere serene e tranquille pur decidendo per l&#8217;epidurale. O magari lasciandosi semplicemente aperta quest&#8217;opzione.<br />
Non tutte le donen scelgono l&#8217;epidurale perchè terrorizzate dal dolore. Molte credono serenamente che il dolore può essere evitato perchè per loro semplicemente inutile.<br />
Non credo nemmeno sia giusto dover scegl.iere tra diverse strutture ospedaliere. TUTTI i centri nascita dovrebbero garantire a TUTTE le donne determinati standard assistenziali.<br />
Il rispetto per la fisiologia (no induzioni e ossitocina aggratis), l&#8217;espulsivo non necessariamente litotomico, le libere posizioni&#8230; ma anche epidurale gratuita e garantita ecc&#8230;<br />
Non è possibile che in più iospedali ci si o l&#8217;uno o l&#8217;altro&#8230; o peggio, vere e proprie &#8220;filosofie di pensiero&#8221;. Un esempio a caso:<br />
L&#8217;ospedale di Montebelluna (TV) <a href="http://blog.venetoesalute.it/2010/07/diventare-mamme-in-provincia-di-treviso/comment-page-1/#comment-359" rel="nofollow ugc">http://blog.venetoesalute.it/2010/07/diventare-mamme-in-provincia-di-treviso/comment-page-1/#comment-359</a><br />
Leggiamo nel materiale informativo dell&#8217;ospedale a proposito di parto:<br />
&#8220;Parto naturale: L’ostetricia naturale è la filosofia che regola il reparto. Tramite l’osservazione della frequenza cardiaca fetale rapportata alle contrazioni dell’utero materno e l’interpretazione accurata dei tracciati, i cesarei sono ridotti al minimo, tanto che Montebelluna ha il 13% di cesarei contro una media nazionale del 25%,<br />
con bassa incidenza di parto operativo. Anche le precesarizzate possono tentare il parto naturale a Montebelluna, particolarmente specializzato in questo settore.&#8221;</p>
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		<title>
		Di: Elena C.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/solo-per-una-volta/comment-page-2/#comment-119028</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elena C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2011 13:47:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buongiorno a tutte/i.
l&#039;argomento mi interessa molto, dato he tra meno di due mesi darò alla luce il mio primo figlio (dico primo per eccesso di ottimismo!!).
Sono di Torino e qui c&#039;è un ottimo ospedale ginecologico, dove l&#039;epidurale, alla luce delle esperienze viste, viene fatto senza particolari problemi di organizzazione o ideologia. rimane il fatto però che effettivamente è l&#039;unico ospedale in zona dove viene praticato.
Quello che però volevo raccontare è un altro aspetto. come molte donne sono partita con l&#039;idea di richiedere assolutamente l&#039;epidurale. Non credo che la donna debba dimostrare la propria forza soffrendo (allora perché non chiedere ad un uomo di farsi curare un dente senza anestesia per dimostrare la propria virilità?). PERO&#039;.... però in avvicinamento al parto mi sono resa conto di altri aspetti legati al momento del travaglio e del parto. Cioè la possibilità di affrontare il proprio parto con tranquillità, serenità e pazienza.. ovvero nel rispetto dei tempi del proprio corpo. Questo vuol dire non accelerare i tempi del travaglio e avere la possibilità di movimento assoluto durante il travaglio e durante il parto... questo per evitare traumi fisici che diventano traumi anche psichici (la posizione sdraiata, anche se è la socialemnte più accettata (quanti parti nei film abbiamo visto!) e più comoda per gli operatori non è sicuramente la più adatta). Purtroppo la cosidetta medicalizzazione del parto non permette questa possibilità, rendendo il tutto più difficoltoso per la donna.orse anche questo aspetto dovrebbe diventare oggetto di discussione... la possibilità della donna di gestire un momento importante per il proprio fisico. Anche così il dolore potrebbe essere se non proprio diminuito, almeno sopportato meglio. sottolineo che personalmente non credo nel percorso mistico della nascita e so che il parto non ha niente di spirituale, anzi lo vedo come un momento totalmente fisico, meglio, viscerale! Concludo, dicendovi la mia scelta: ho scelto (per ora, poi chissà) di non ricorrrere all&#039;epidurale ma di poter effettuare il parto in un reparto ospedaliero meno medicalizzato (ovvero dove non viene previsto, tranne in caso di urgenza, l&#039;uso del letto o farmaci per accelerare il travaglio), nella speranza di non avere bisogno di ricorrrere all&#039;episiotomia, che invece è più frequente per i parti svolti nel letto. Ma questo è quello che ho scelto io e non vuole essere assolutamente un proclama contro l&#039;epidurale, anzi. è solo che io ritengo per me più importante... ridurre il mio stress non avendo medici intorno. Credo che sia necessario fare conoscere alle donne tutte le possibilità e metterle nella condizione migliore per scegliere ciò che ritengono giusto per loro stesse... e quindi anche di dare la possibilità di chiedere e ottenere l&#039;epidurale in ogni ospedale e di ottenere maggiore ascolto e attenzione da parte degli operatori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno a tutte/i.<br />
l&#8217;argomento mi interessa molto, dato he tra meno di due mesi darò alla luce il mio primo figlio (dico primo per eccesso di ottimismo!!).<br />
Sono di Torino e qui c&#8217;è un ottimo ospedale ginecologico, dove l&#8217;epidurale, alla luce delle esperienze viste, viene fatto senza particolari problemi di organizzazione o ideologia. rimane il fatto però che effettivamente è l&#8217;unico ospedale in zona dove viene praticato.<br />
Quello che però volevo raccontare è un altro aspetto. come molte donne sono partita con l&#8217;idea di richiedere assolutamente l&#8217;epidurale. Non credo che la donna debba dimostrare la propria forza soffrendo (allora perché non chiedere ad un uomo di farsi curare un dente senza anestesia per dimostrare la propria virilità?). PERO&#8217;&#8230;. però in avvicinamento al parto mi sono resa conto di altri aspetti legati al momento del travaglio e del parto. Cioè la possibilità di affrontare il proprio parto con tranquillità, serenità e pazienza.. ovvero nel rispetto dei tempi del proprio corpo. Questo vuol dire non accelerare i tempi del travaglio e avere la possibilità di movimento assoluto durante il travaglio e durante il parto&#8230; questo per evitare traumi fisici che diventano traumi anche psichici (la posizione sdraiata, anche se è la socialemnte più accettata (quanti parti nei film abbiamo visto!) e più comoda per gli operatori non è sicuramente la più adatta). Purtroppo la cosidetta medicalizzazione del parto non permette questa possibilità, rendendo il tutto più difficoltoso per la donna.orse anche questo aspetto dovrebbe diventare oggetto di discussione&#8230; la possibilità della donna di gestire un momento importante per il proprio fisico. Anche così il dolore potrebbe essere se non proprio diminuito, almeno sopportato meglio. sottolineo che personalmente non credo nel percorso mistico della nascita e so che il parto non ha niente di spirituale, anzi lo vedo come un momento totalmente fisico, meglio, viscerale! Concludo, dicendovi la mia scelta: ho scelto (per ora, poi chissà) di non ricorrrere all&#8217;epidurale ma di poter effettuare il parto in un reparto ospedaliero meno medicalizzato (ovvero dove non viene previsto, tranne in caso di urgenza, l&#8217;uso del letto o farmaci per accelerare il travaglio), nella speranza di non avere bisogno di ricorrrere all&#8217;episiotomia, che invece è più frequente per i parti svolti nel letto. Ma questo è quello che ho scelto io e non vuole essere assolutamente un proclama contro l&#8217;epidurale, anzi. è solo che io ritengo per me più importante&#8230; ridurre il mio stress non avendo medici intorno. Credo che sia necessario fare conoscere alle donne tutte le possibilità e metterle nella condizione migliore per scegliere ciò che ritengono giusto per loro stesse&#8230; e quindi anche di dare la possibilità di chiedere e ottenere l&#8217;epidurale in ogni ospedale e di ottenere maggiore ascolto e attenzione da parte degli operatori.</p>
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		<title>
		Di: gekina		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/solo-per-una-volta/comment-page-2/#comment-119027</link>

		<dc:creator><![CDATA[gekina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 14:11:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Elena Elle,
Loredana Lipperini su &quot;ANcora dalla parte delle bambine&quot; riporta una vecchia intervista della Badinter sull&#039;allattamento al seno. Cito il passo:
&lt;i&gt;A metà degli anni ottanta è cominciato il discorso ecologico, sostenuto anche dalle sinistre. Un ritormo alla natura, al biologico, al rifiuto del consumismo, dell&#039;artificiale. E [...] proprio in quel momento, si è ricominciato a parlare dei benefici dell&#039;allattamento al seno, con la benedizione del movimento delle donne. [...]
Fino a metà degli anni ottanta gli psichiatri infantili consigliavano l&#039;allattamento misto, per offrire alla madre una certa libertà e al padre la possibilità di essere più coinvolto nella crescita del bambino, sin dai primi mesi&lt;/i&gt;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Elena Elle,<br />
Loredana Lipperini su &#8220;ANcora dalla parte delle bambine&#8221; riporta una vecchia intervista della Badinter sull&#8217;allattamento al seno. Cito il passo:<br />
<i>A metà degli anni ottanta è cominciato il discorso ecologico, sostenuto anche dalle sinistre. Un ritormo alla natura, al biologico, al rifiuto del consumismo, dell&#8217;artificiale. E [&#8230;] proprio in quel momento, si è ricominciato a parlare dei benefici dell&#8217;allattamento al seno, con la benedizione del movimento delle donne. [&#8230;]<br />
Fino a metà degli anni ottanta gli psichiatri infantili consigliavano l&#8217;allattamento misto, per offrire alla madre una certa libertà e al padre la possibilità di essere più coinvolto nella crescita del bambino, sin dai primi mesi</i></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gekina		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/solo-per-una-volta/comment-page-2/#comment-119026</link>

		<dc:creator><![CDATA[gekina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 11:34:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ LGO,
i medici quando informano non lo fanno sullabase di esperienze personali ma appunto sulla letetratura medica (quella seria).
Quando compri una macchina disel chiedi gli studi su questo tipo di motore?
Credo che alal base ci debba essre un rapporto di fiducia.
L&#039;informazione sull&#039;epidurale (e non solo) è carente e spesso partigiana. La causa principale di tanta disinformazione è una cultura del sospetto piuttosto radicata in Italia; sospetto su tutte le tecniche e i farmaci che leniscono o tolgono il dolore. Il più delle volte per il timore di tutti quei principi attivi che appartengono alla famiglia degli oppiacei (Zavoli ha scritto unn bel libro su questo, &quot;Il dolore inutile, la pena in più del malato&quot;).
I casi di epidurale &quot;andati male&quot; sono tutti da dimostrare. Esempio. Conosco una mamma che ha partorito nel mio ospedale con peridurale. La bambina è andata in sofferenza e trasportata d&#039;urgenza a Treviso. Ora ha una disabilità grave.
In quelle ore terribili ginecologo e ostetrica hanno avvicinato il padre e spiegato che la &quot;colpa&quot; era dell&#039;epidurale... La bugia è stata subito accolta perchè è piuttosto diffusa l&#039;idea che la peridurale allunghi il travaglio (la letteratura parla di una media di 15 minuti nella seconda aprte del parto).
Ma con la denuncia sono partite anche le perizie e i fatti sono andati diversamente scagionando l&#039;anestesista e lascindo sul banco degli imputati ginecologo e ostetrica.
E&#039; più facile che l&#039;epidurale non faccia effetto (gli anestesisti dovrebbero sottolineare che si registrano casi di questo genere fino al 10%). Ma di questo è meglio che parli luna.
Io spero che ai corsi preparto l&#039;informazione sul dolore nel parto e sulle diverse metoche di contenimento e sull&#039;unica valida di analgesia (l&#039;epidurale) diventi informazione seria ed equilibrata. Spero che l&#039;Istituto Sueriore di Sanità la smeta di parlare di &quot;percorso nascita&quot; come di una sorta di ritiro spirituale per donne che devono magicamente farsi madri... e spero che in libreria tutti quei libri stile Odent, Leboyer, Schmid, Gaskin trovino compagni di scaffale che raccontino il parto e il dolore  in maniera più obiettiva e meno &quot;romantica&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ LGO,<br />
i medici quando informano non lo fanno sullabase di esperienze personali ma appunto sulla letetratura medica (quella seria).<br />
Quando compri una macchina disel chiedi gli studi su questo tipo di motore?<br />
Credo che alal base ci debba essre un rapporto di fiducia.<br />
L&#8217;informazione sull&#8217;epidurale (e non solo) è carente e spesso partigiana. La causa principale di tanta disinformazione è una cultura del sospetto piuttosto radicata in Italia; sospetto su tutte le tecniche e i farmaci che leniscono o tolgono il dolore. Il più delle volte per il timore di tutti quei principi attivi che appartengono alla famiglia degli oppiacei (Zavoli ha scritto unn bel libro su questo, &#8220;Il dolore inutile, la pena in più del malato&#8221;).<br />
I casi di epidurale &#8220;andati male&#8221; sono tutti da dimostrare. Esempio. Conosco una mamma che ha partorito nel mio ospedale con peridurale. La bambina è andata in sofferenza e trasportata d&#8217;urgenza a Treviso. Ora ha una disabilità grave.<br />
In quelle ore terribili ginecologo e ostetrica hanno avvicinato il padre e spiegato che la &#8220;colpa&#8221; era dell&#8217;epidurale&#8230; La bugia è stata subito accolta perchè è piuttosto diffusa l&#8217;idea che la peridurale allunghi il travaglio (la letteratura parla di una media di 15 minuti nella seconda aprte del parto).<br />
Ma con la denuncia sono partite anche le perizie e i fatti sono andati diversamente scagionando l&#8217;anestesista e lascindo sul banco degli imputati ginecologo e ostetrica.<br />
E&#8217; più facile che l&#8217;epidurale non faccia effetto (gli anestesisti dovrebbero sottolineare che si registrano casi di questo genere fino al 10%). Ma di questo è meglio che parli luna.<br />
Io spero che ai corsi preparto l&#8217;informazione sul dolore nel parto e sulle diverse metoche di contenimento e sull&#8217;unica valida di analgesia (l&#8217;epidurale) diventi informazione seria ed equilibrata. Spero che l&#8217;Istituto Sueriore di Sanità la smeta di parlare di &#8220;percorso nascita&#8221; come di una sorta di ritiro spirituale per donne che devono magicamente farsi madri&#8230; e spero che in libreria tutti quei libri stile Odent, Leboyer, Schmid, Gaskin trovino compagni di scaffale che raccontino il parto e il dolore  in maniera più obiettiva e meno &#8220;romantica&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: LGO		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/solo-per-una-volta/comment-page-2/#comment-119025</link>

		<dc:creator><![CDATA[LGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 07:41:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Luna, io spero che le persone che ti chiedano informazioni sull&#039;epidurale nel futuro possano essere sempre di più, e spero che molte di queste ti chiedano riferimenti in letteratura. Lo considererei un segnale molto positivo.
Quanto a me, ribadisco che essendo una rompiscatole di natura  cerco informazioni e dati su tutto quello che mi interessa. Anche se non sono un medico - anzi, proprio perchè non lo sono! credo di aver diritto a una corretta informazione. Perché se ci limitiamo ciascuna a raccontare le proprie esperienze personali, magari la visione della realtà che ne esce è un po&#039; distorta. Nei commenti a questo post e a quelli su genitoricrescono i casi di epidurale &quot;andata male&quot; sono frequenti, per esempio. Cosa che voi dite essere statisticamente irrilevante, e non ho dubbi a crederlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Luna, io spero che le persone che ti chiedano informazioni sull&#8217;epidurale nel futuro possano essere sempre di più, e spero che molte di queste ti chiedano riferimenti in letteratura. Lo considererei un segnale molto positivo.<br />
Quanto a me, ribadisco che essendo una rompiscatole di natura  cerco informazioni e dati su tutto quello che mi interessa. Anche se non sono un medico &#8211; anzi, proprio perchè non lo sono! credo di aver diritto a una corretta informazione. Perché se ci limitiamo ciascuna a raccontare le proprie esperienze personali, magari la visione della realtà che ne esce è un po&#8217; distorta. Nei commenti a questo post e a quelli su genitoricrescono i casi di epidurale &#8220;andata male&#8221; sono frequenti, per esempio. Cosa che voi dite essere statisticamente irrilevante, e non ho dubbi a crederlo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ElenaElle		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/solo-per-una-volta/comment-page-2/#comment-119024</link>

		<dc:creator><![CDATA[ElenaElle]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 07:07:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vorrei aggiungere due parole sull&#039;induzione del parto: non solo la si fa quando il parto non arriva dopo la 41. settimana, ma si applica da protocollo alla 39. settimana in caso di diabete gestazionale, come è capitato a me.
Se in una gravidanza completamente medicalizzata come è stata la mia (chiedo scusa per l&#039;autoreferenzialità, ma è ovvio che ciascuna è soprattutto testimone di quello che ha provato sulla propria pelle) con insulina e fraxiparina e digitopuntura ogni due ore ecc. ecc. Insomma in questa situazione così poco naturale il ginecologo induce il parto.
E&#039; naturale partorire con l&#039;ossitocina?
E in virtù di questa naturalità si deve rifiutare la peridurale?
Sono queste le domande che ho posto a tutte quelle donne che mi hanno sempre incitata al &quot;naturale&quot; tout court. Perché loro avevano partorito in modo naturale e mi consideravano evidentemente meno brava per non averlo fatto (che poi la mia epidurale non funzionò, ma questo è un altro discorso).
E poi un giorno parliamo anche di allattamento...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei aggiungere due parole sull&#8217;induzione del parto: non solo la si fa quando il parto non arriva dopo la 41. settimana, ma si applica da protocollo alla 39. settimana in caso di diabete gestazionale, come è capitato a me.<br />
Se in una gravidanza completamente medicalizzata come è stata la mia (chiedo scusa per l&#8217;autoreferenzialità, ma è ovvio che ciascuna è soprattutto testimone di quello che ha provato sulla propria pelle) con insulina e fraxiparina e digitopuntura ogni due ore ecc. ecc. Insomma in questa situazione così poco naturale il ginecologo induce il parto.<br />
E&#8217; naturale partorire con l&#8217;ossitocina?<br />
E in virtù di questa naturalità si deve rifiutare la peridurale?<br />
Sono queste le domande che ho posto a tutte quelle donne che mi hanno sempre incitata al &#8220;naturale&#8221; tout court. Perché loro avevano partorito in modo naturale e mi consideravano evidentemente meno brava per non averlo fatto (che poi la mia epidurale non funzionò, ma questo è un altro discorso).<br />
E poi un giorno parliamo anche di allattamento&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Luna		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/solo-per-una-volta/comment-page-2/#comment-119023</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 05:21:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4527#comment-119023</guid>

					<description><![CDATA[LGO, il mio è un discorso in generale, ma certamente mi sono riferita a te perchè dopo pochissimi commenti hai parlato di &quot;fonti accreditate&quot;.Come fanno molte persone quando si parla di epidurale. Sugli altri argomenti invece, mai letto la richiesta di &quot;fonti accreditate&quot;. MAI.
Lo trovo curioso.
SE vai al centro sud e giri un pò, ti reni conto che la parola epidurale NON ESISTE nel dizionario di quasi nessuno. questo anche al nord, soprattutto nei paesini . E se la parola compare nel dizionario...mancano spesso  sia le info che gli ospedali dove la praticano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LGO, il mio è un discorso in generale, ma certamente mi sono riferita a te perchè dopo pochissimi commenti hai parlato di &#8220;fonti accreditate&#8221;.Come fanno molte persone quando si parla di epidurale. Sugli altri argomenti invece, mai letto la richiesta di &#8220;fonti accreditate&#8221;. MAI.<br />
Lo trovo curioso.<br />
SE vai al centro sud e giri un pò, ti reni conto che la parola epidurale NON ESISTE nel dizionario di quasi nessuno. questo anche al nord, soprattutto nei paesini . E se la parola compare nel dizionario&#8230;mancano spesso  sia le info che gli ospedali dove la praticano.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: CloseTheDoor		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/solo-per-una-volta/comment-page-2/#comment-119022</link>

		<dc:creator><![CDATA[CloseTheDoor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 04:55:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4527#comment-119022</guid>

					<description><![CDATA[Grazie Loredana per la segnalazione, seguo da più di un anno il blog di Gekina e la sua battaglia appassionata contro un&#039;anomalia tutta italiana.
Vorrei rispondere a LGO quando dice che &quot;non conosco nessuna donna che non sappia che cos’è l’epidurale&quot;: io sì, ne conosco che hanno partorito senza sapere nemmeno che esistesse. Tornando al rapporto costi/benefici: come mi è stato permesso di raccontare qui (http://genitoricrescono.com/epidurale-e-dolore/, scusate l&#039;autocitazione è per brevità) una mia compagna di corsia dopo 24 ore di travaglio, aver chiesto il cesareo senza essere accontentata e nessuna proposta di epidurale, ha smesso di ascoltare le ostetriche e si è messa a spingere con soli 6 cm di dilatazione, commentando poi con me &quot;e lì è stato BRRRAM!&quot;. Forse qualche ginecologo potrà commentare anche sulla percentuale di casi del genere; io comunque dubito che un parto espletato così possa non avere conseguenze sul piano della salute ginecologica, e credo che possa/debba essere un argomento di discussione.
E&#039; vero che il parto è un vissuto naturale e quindi non è un dolore imposto; ma il sapere che proverai (tanto) dolore e vedere che nessuno si prende la briga di fare nulla, per me equivaleva ad un dolore imposto. In gravidanza, più leggevo le pagine entusiaste dei naturalisti, più le confrontavo con le testimonianze dirette, specie di quelle che hanno avuto un parto indotto: il dolore è così forte che alcune hanno la sensazione di morire e usano la parola &quot;sopravvivere&quot; per descrivere la nascita del figlio. I naturalisti risponderebbero che le induzioni non vanno mai fatte, ma se nulla si muove, non credo sia possibile aspettare oltre un certo termine. Insomma si parla tanto di “medicalizzazione” e “cattiva medicalizzazione”, intendendo i cesarei di comodo (è vero che non soffri durante ma il post-operatorio è lungo e almeno io, per due settimane camminavo piegata in due), le induzioni le episiotomie le kristeller ecc. fatte non per necessità ma per accelerare: ecco e mi domando quanto in questo voler accelerare sapendo che si renderà il travaglio un inferno, non ci sia in fondo il pensiero che “tanto soffrirebbe comunque”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Loredana per la segnalazione, seguo da più di un anno il blog di Gekina e la sua battaglia appassionata contro un&#8217;anomalia tutta italiana.<br />
Vorrei rispondere a LGO quando dice che &#8220;non conosco nessuna donna che non sappia che cos’è l’epidurale&#8221;: io sì, ne conosco che hanno partorito senza sapere nemmeno che esistesse. Tornando al rapporto costi/benefici: come mi è stato permesso di raccontare qui (<a href="http://genitoricrescono.com/epidurale-e-dolore/" rel="nofollow ugc">http://genitoricrescono.com/epidurale-e-dolore/</a>, scusate l&#8217;autocitazione è per brevità) una mia compagna di corsia dopo 24 ore di travaglio, aver chiesto il cesareo senza essere accontentata e nessuna proposta di epidurale, ha smesso di ascoltare le ostetriche e si è messa a spingere con soli 6 cm di dilatazione, commentando poi con me &#8220;e lì è stato BRRRAM!&#8221;. Forse qualche ginecologo potrà commentare anche sulla percentuale di casi del genere; io comunque dubito che un parto espletato così possa non avere conseguenze sul piano della salute ginecologica, e credo che possa/debba essere un argomento di discussione.<br />
E&#8217; vero che il parto è un vissuto naturale e quindi non è un dolore imposto; ma il sapere che proverai (tanto) dolore e vedere che nessuno si prende la briga di fare nulla, per me equivaleva ad un dolore imposto. In gravidanza, più leggevo le pagine entusiaste dei naturalisti, più le confrontavo con le testimonianze dirette, specie di quelle che hanno avuto un parto indotto: il dolore è così forte che alcune hanno la sensazione di morire e usano la parola &#8220;sopravvivere&#8221; per descrivere la nascita del figlio. I naturalisti risponderebbero che le induzioni non vanno mai fatte, ma se nulla si muove, non credo sia possibile aspettare oltre un certo termine. Insomma si parla tanto di “medicalizzazione” e “cattiva medicalizzazione”, intendendo i cesarei di comodo (è vero che non soffri durante ma il post-operatorio è lungo e almeno io, per due settimane camminavo piegata in due), le induzioni le episiotomie le kristeller ecc. fatte non per necessità ma per accelerare: ecco e mi domando quanto in questo voler accelerare sapendo che si renderà il travaglio un inferno, non ci sia in fondo il pensiero che “tanto soffrirebbe comunque”.</p>
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		Di: LGO		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/solo-per-una-volta/comment-page-2/#comment-119021</link>

		<dc:creator><![CDATA[LGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 22:51:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4527#comment-119021</guid>

					<description><![CDATA[ElenaElle: sicuramente ho una percezione distorta della realtà, ma io non conosco nessuna donna che non sappia che cos&#039;è l&#039;epidurale. Quello che vedo è che spesso sono i ginecologi che informano le donne che devono partorire, e moltissime donne vengono poi indirizzate verso strutture private. Vivo in una grande città. Ho contatti frequenti con medici, e da questi scambi ho ricevuto l&#039;impressione che la gente, in generale, tenda a sottovalutare i rischi di alcune pratiche o tecniche. Tutto qui.
Luna: non so se ti riferisci a me, o stai generalizzando. A me piace cercare di capire le cose, anche se spesso non ci riesco. Se si parla di epidurale chiedo spiegazioni sull&#039;epidurale, qui non mi pare si facesse un discorso generale sulla terapia del dolore o sulle complicanze delle gravidanze. Nel caso specifico, su complicanze di gravidanze e parti qualsiasi, o su quelle del cesareo, sono abbastanza informata, anche se tendo a rimuovere.
Io credo, l&#039;ho già detto, che questa conversazione non sia più utile. E&#039; diventata una polemica un po&#039; sterile che forse non interessa i lettori di questo sito, no?
Spero che un giorno avremo in Italia soldi e risorse pubbliche per garantire a chi vuole un parto senza dolore. Spero che allora il consenso informato non sia una semplice formalità da sbrigare in fretta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ElenaElle: sicuramente ho una percezione distorta della realtà, ma io non conosco nessuna donna che non sappia che cos&#8217;è l&#8217;epidurale. Quello che vedo è che spesso sono i ginecologi che informano le donne che devono partorire, e moltissime donne vengono poi indirizzate verso strutture private. Vivo in una grande città. Ho contatti frequenti con medici, e da questi scambi ho ricevuto l&#8217;impressione che la gente, in generale, tenda a sottovalutare i rischi di alcune pratiche o tecniche. Tutto qui.<br />
Luna: non so se ti riferisci a me, o stai generalizzando. A me piace cercare di capire le cose, anche se spesso non ci riesco. Se si parla di epidurale chiedo spiegazioni sull&#8217;epidurale, qui non mi pare si facesse un discorso generale sulla terapia del dolore o sulle complicanze delle gravidanze. Nel caso specifico, su complicanze di gravidanze e parti qualsiasi, o su quelle del cesareo, sono abbastanza informata, anche se tendo a rimuovere.<br />
Io credo, l&#8217;ho già detto, che questa conversazione non sia più utile. E&#8217; diventata una polemica un po&#8217; sterile che forse non interessa i lettori di questo sito, no?<br />
Spero che un giorno avremo in Italia soldi e risorse pubbliche per garantire a chi vuole un parto senza dolore. Spero che allora il consenso informato non sia una semplice formalità da sbrigare in fretta.</p>
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