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	Commenti a: SOME KIND OF TROUBLE, SOME KIND OF FIGHT	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: ambra		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ambra]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 09:14:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io non sento di dovermi scusare, eventualmente mi scuso di questa presunta mia insensibilità al dovere di porgere delle scuse ma realmente non sento di aver commesso qualcosa di contrario allo spirito del confronto. Direi piuttosto che ho assunto e riaffermo la responsabilità di quanto ho detto, seppure adottando un nome diverso dal mio per evitare le oramai usuali persecuzioni del troll. Lo chiamo troll al singolare perché sono del tutto persuasa che si tratti di una organizzazione da un solo argomento e un solo intento.
Voglio però aggiungere ancora una cosa inerente le modalità del discutere tra donne per capire se possiamo rifletterci e trovarne delle nuove. Metadiscutiamo  rimanendo IT per il fatto che la competitività sorda che attanaglia le donne è un elemento di enorme debolezza sul quale si innesta con grande agio ogni tipo di violenza maschile. Se le donne fossero più unite, i maschi violenti avrebbero minori possibilità di aggredirne una alla volta, o anche gruppi, ma in genere una alla volta e al riparo dagli occhi delle società. Non c’è comunità femminile e non stiamo facendo granché per crearla.
Quando una donna afferma qualcosa si ritrova immancabilmente a fronteggiare almeno un paio di comportamenti, un paio di tipologie di autori che l’avversano. Il primo è quello maschile che lo fa in modo diretto, ponendo se stesso come la norma e norma che deve valere anche per le donne. Di questo sappiamo abbastanza e non mi soffermo se non per dire che anche il silenzio maschile molto spesso corrisponde non al rispetto ma a un giudizio. Le variabili sono numerose ed arrivano fino al troll.
Il secondo è femminile e consiste in un bisogno tanto oscuro quanto tenace di differenziarsi, una sorta di ossessione che, come tale, si presenta priva di controllo (e di autocontrollo) fino ad assorbire moltissime energie, fino a “spompare” come detto sopra.
Cosa induce una donna a ricercare quasi con disperazione ciò che la distingue dall’altra? Fino a voler ricondurre l’altra a sé e alle proprie categorie? Perché il mio “interiorizzare” è stato cambiato di segno fino ad essere ritradotto con “introiettare”? Cos’è che impedisce di accettare la parola di un’altra senza distorcerla, senza volerla interpretare a proprio modo e portando badilate di argomenti a sostegno del proprio travisamento?
Io ho detto interiorizzare per intendere qualcosa di più ampio dal solo aspetto psicologico dell’introiettare. Intendo l’assumere una cultura come se fosse la propria, non soltanto fare mio un modo violento di comportarsi nell’eterna sindrome di Stoccolma. Intendo che si tende ad assumere tutto della cultura maschile: oltre alla sua cultura, la sua storia, la sua organizzazione sociale a partire da un’idea di famiglia che ne sostanzia la struttura, i suoi simbolismi, l’immaginario, il pensare, i pensieri, il pensarsi, il pensare le altre e gli altri, e il modo di raccontare la società e di raccontarsi. Non mi fermo a parlare delle gabbie della psiche, pure importante perché determina gli impulsi individuali, gli automatismi, le impossibilità di vincersi e di reagire, intendo una fare propri gli argomenti dell’altro, del maschile. Il che è persino più grave del semplice introiettare una o più dinamiche perché impedisce di vedere il contesto in cui si è e si agisce e si subisce.
La consapevolezza per me dev’essere a tutto tondo: non ho mai visto nessuna elaborare efficacemente una dinamica senza disporre di un’analisi storica, economica, filosofica della vicenda che la riguarda. Tutti e tutte siamo capaci di pensiero, a prescindere dal grado di istruzione. Infatti la violenza maschile non colpisce soltanto i ceti meno istruiti, anzi.
Quando poi mi azzardo a dire che la debolezza della Psicologia è quasi strutturale in una società come quella in cui viviamo e suggerisco un’alleanza con la Filosofia e la Sociologia e altro che riflette e interviene sui problemi di fondo, mi si risponde: io sono laureata in filosofia, sono psicologa… Parlavo di un’alleanza, di una strategia, di relazione strutturale non di capacità individuale. Capacità come quella di un contenitore. No, io volevo dire che ci si dovrebbe attestare con più forza nelle zone in cui si vanno a leggere i fenomeni, non basta che una riunisca in sé più saperi perché si senta, da sola, titolata a intervenire e a fare da esempio agli altri.
Questo è accaduto.
Torno alla domanda: cos’è che ci fa sentire un impulso tanto forte a distinguerci dall’altra,fino a…introiettarla? Se non la negazione di ciò che dice un’altra? E una psicologa, filosofa e tanto altro, queste cose non dovrebbe saperle? Non dovrebbe poterle controllare?
Per tutto questo non mi passa nemmeno per idea l’ipotesi di scusarmi.
Per me finisce qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non sento di dovermi scusare, eventualmente mi scuso di questa presunta mia insensibilità al dovere di porgere delle scuse ma realmente non sento di aver commesso qualcosa di contrario allo spirito del confronto. Direi piuttosto che ho assunto e riaffermo la responsabilità di quanto ho detto, seppure adottando un nome diverso dal mio per evitare le oramai usuali persecuzioni del troll. Lo chiamo troll al singolare perché sono del tutto persuasa che si tratti di una organizzazione da un solo argomento e un solo intento.<br />
Voglio però aggiungere ancora una cosa inerente le modalità del discutere tra donne per capire se possiamo rifletterci e trovarne delle nuove. Metadiscutiamo  rimanendo IT per il fatto che la competitività sorda che attanaglia le donne è un elemento di enorme debolezza sul quale si innesta con grande agio ogni tipo di violenza maschile. Se le donne fossero più unite, i maschi violenti avrebbero minori possibilità di aggredirne una alla volta, o anche gruppi, ma in genere una alla volta e al riparo dagli occhi delle società. Non c’è comunità femminile e non stiamo facendo granché per crearla.<br />
Quando una donna afferma qualcosa si ritrova immancabilmente a fronteggiare almeno un paio di comportamenti, un paio di tipologie di autori che l’avversano. Il primo è quello maschile che lo fa in modo diretto, ponendo se stesso come la norma e norma che deve valere anche per le donne. Di questo sappiamo abbastanza e non mi soffermo se non per dire che anche il silenzio maschile molto spesso corrisponde non al rispetto ma a un giudizio. Le variabili sono numerose ed arrivano fino al troll.<br />
Il secondo è femminile e consiste in un bisogno tanto oscuro quanto tenace di differenziarsi, una sorta di ossessione che, come tale, si presenta priva di controllo (e di autocontrollo) fino ad assorbire moltissime energie, fino a “spompare” come detto sopra.<br />
Cosa induce una donna a ricercare quasi con disperazione ciò che la distingue dall’altra? Fino a voler ricondurre l’altra a sé e alle proprie categorie? Perché il mio “interiorizzare” è stato cambiato di segno fino ad essere ritradotto con “introiettare”? Cos’è che impedisce di accettare la parola di un’altra senza distorcerla, senza volerla interpretare a proprio modo e portando badilate di argomenti a sostegno del proprio travisamento?<br />
Io ho detto interiorizzare per intendere qualcosa di più ampio dal solo aspetto psicologico dell’introiettare. Intendo l’assumere una cultura come se fosse la propria, non soltanto fare mio un modo violento di comportarsi nell’eterna sindrome di Stoccolma. Intendo che si tende ad assumere tutto della cultura maschile: oltre alla sua cultura, la sua storia, la sua organizzazione sociale a partire da un’idea di famiglia che ne sostanzia la struttura, i suoi simbolismi, l’immaginario, il pensare, i pensieri, il pensarsi, il pensare le altre e gli altri, e il modo di raccontare la società e di raccontarsi. Non mi fermo a parlare delle gabbie della psiche, pure importante perché determina gli impulsi individuali, gli automatismi, le impossibilità di vincersi e di reagire, intendo una fare propri gli argomenti dell’altro, del maschile. Il che è persino più grave del semplice introiettare una o più dinamiche perché impedisce di vedere il contesto in cui si è e si agisce e si subisce.<br />
La consapevolezza per me dev’essere a tutto tondo: non ho mai visto nessuna elaborare efficacemente una dinamica senza disporre di un’analisi storica, economica, filosofica della vicenda che la riguarda. Tutti e tutte siamo capaci di pensiero, a prescindere dal grado di istruzione. Infatti la violenza maschile non colpisce soltanto i ceti meno istruiti, anzi.<br />
Quando poi mi azzardo a dire che la debolezza della Psicologia è quasi strutturale in una società come quella in cui viviamo e suggerisco un’alleanza con la Filosofia e la Sociologia e altro che riflette e interviene sui problemi di fondo, mi si risponde: io sono laureata in filosofia, sono psicologa… Parlavo di un’alleanza, di una strategia, di relazione strutturale non di capacità individuale. Capacità come quella di un contenitore. No, io volevo dire che ci si dovrebbe attestare con più forza nelle zone in cui si vanno a leggere i fenomeni, non basta che una riunisca in sé più saperi perché si senta, da sola, titolata a intervenire e a fare da esempio agli altri.<br />
Questo è accaduto.<br />
Torno alla domanda: cos’è che ci fa sentire un impulso tanto forte a distinguerci dall’altra,fino a…introiettarla? Se non la negazione di ciò che dice un’altra? E una psicologa, filosofa e tanto altro, queste cose non dovrebbe saperle? Non dovrebbe poterle controllare?<br />
Per tutto questo non mi passa nemmeno per idea l’ipotesi di scusarmi.<br />
Per me finisce qui.</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/some-kind-of-trouble-some-kind-of-fight/comment-page-1/#comment-123946</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 19:17:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scialla, o chiunque tu sia. Per stavolta lascio smoderato il troll di turno: non ho &quot;tolto la parola&quot; a nessuno. Semplicemente, la discussione che si era sviluppata intorno a uno spiacevolissimo caso, non mi sembrava in topic. Ho tolto la parola, come dici tu, anche a fedeli commentatrici del blog, come Zauberei, Barbara e Gianna, che spero saranno comprensive. Se c&#039;è un post, si resta in topic. Quanto al &quot;togliere la parola&quot;: è vero, la tolgo ai troll. A chi interviene qui per insultare, per sviare il discorso, per accentrarlo su se stesso. Se poi vogliamo ancora contarcela con la storia che chi cerca di rispettare l&#039;andamento della discussione è un censuratore, ma prego. Quanto a me: non mi ritengo saggia, nè bella, nè intelligente, nè figa, nè la migliore. Sono quel che sono, dò quel che posso. Tanti cari saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scialla, o chiunque tu sia. Per stavolta lascio smoderato il troll di turno: non ho &#8220;tolto la parola&#8221; a nessuno. Semplicemente, la discussione che si era sviluppata intorno a uno spiacevolissimo caso, non mi sembrava in topic. Ho tolto la parola, come dici tu, anche a fedeli commentatrici del blog, come Zauberei, Barbara e Gianna, che spero saranno comprensive. Se c&#8217;è un post, si resta in topic. Quanto al &#8220;togliere la parola&#8221;: è vero, la tolgo ai troll. A chi interviene qui per insultare, per sviare il discorso, per accentrarlo su se stesso. Se poi vogliamo ancora contarcela con la storia che chi cerca di rispettare l&#8217;andamento della discussione è un censuratore, ma prego. Quanto a me: non mi ritengo saggia, nè bella, nè intelligente, nè figa, nè la migliore. Sono quel che sono, dò quel che posso. Tanti cari saluti.</p>
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		<title>
		Di: Scialla		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/some-kind-of-trouble-some-kind-of-fight/comment-page-1/#comment-123945</link>

		<dc:creator><![CDATA[Scialla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 18:49:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Guarda che se continui a togliere la parola a questo e a quello, finirai per restare da sola davanti allo specchio sempre più desolato del tuo blog, unica detentrice della vera saggezza e della verità assoluta. Ma &quot;scialla&quot;, va!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guarda che se continui a togliere la parola a questo e a quello, finirai per restare da sola davanti allo specchio sempre più desolato del tuo blog, unica detentrice della vera saggezza e della verità assoluta. Ma &#8220;scialla&#8221;, va!</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/some-kind-of-trouble-some-kind-of-fight/comment-page-1/#comment-123944</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 18:27:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buonasera. Spero di non offendere la sensibilità di nessuno: ho messo in moderazione una decina di commenti che mi sembravano off topic rispetto al tema trattato, che non è un tema da poco. Qualunque fossero le intenzioni, credo che non sia questo il luogo per discutere di vicende che mi auguro non si ripetano e che comunque non sono in argomento. Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera. Spero di non offendere la sensibilità di nessuno: ho messo in moderazione una decina di commenti che mi sembravano off topic rispetto al tema trattato, che non è un tema da poco. Qualunque fossero le intenzioni, credo che non sia questo il luogo per discutere di vicende che mi auguro non si ripetano e che comunque non sono in argomento. Grazie.</p>
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		<title>
		Di: barbara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/some-kind-of-trouble-some-kind-of-fight/comment-page-1/#comment-123930</link>

		<dc:creator><![CDATA[barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 14:07:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Posso? Due questioncelle mi girano per la testa una estetica sollevata dal post precedente. Alcuni commenti - non ricordo i nomi dei commentatori e delle commentatrici, scusate ma tanto il punto non è personale - sottolineavano la mise delle donne in alcune situazioni. Nessuno di noi, credo, ha un&#039;estetica condivisa ergo a meno che non ti riceva il papa, il presidente della Repubblica, la regina d&#039;Inghilterra,situazioni per le quali esiste un protocollo codificato, se una gradisce e si sente a posto con l&#039;abitino leopardato non vedo perché questo debba essere oggetto di critica. Si può essere dei geniacci nel proprio campo e avere del &quot;cattivo gusto&quot; abitizio. Le due cose non coincidono.
La seconda questione inerisce invece la continuità tra pubblico e privato. Non nego ci sia o ci si sforzi di tenere contigui i due ambiti tuttavia restano ampiamente distinti. Si può avere un privato disastrato ed essere tuttavia impegnati nella causa.
Pur pensando che anche le molestie - lievi o gravi - siano una violenza mi piacerebbe si distinguesse meglio nei ragionamenti tra la molestia e la violenza fisica o psicologica domestica e no. Perché, impressione strettamente personale e di profana, altrimenti non si capisce più niente e diventa tutto un unico minestrone -)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posso? Due questioncelle mi girano per la testa una estetica sollevata dal post precedente. Alcuni commenti &#8211; non ricordo i nomi dei commentatori e delle commentatrici, scusate ma tanto il punto non è personale &#8211; sottolineavano la mise delle donne in alcune situazioni. Nessuno di noi, credo, ha un&#8217;estetica condivisa ergo a meno che non ti riceva il papa, il presidente della Repubblica, la regina d&#8217;Inghilterra,situazioni per le quali esiste un protocollo codificato, se una gradisce e si sente a posto con l&#8217;abitino leopardato non vedo perché questo debba essere oggetto di critica. Si può essere dei geniacci nel proprio campo e avere del &#8220;cattivo gusto&#8221; abitizio. Le due cose non coincidono.<br />
La seconda questione inerisce invece la continuità tra pubblico e privato. Non nego ci sia o ci si sforzi di tenere contigui i due ambiti tuttavia restano ampiamente distinti. Si può avere un privato disastrato ed essere tuttavia impegnati nella causa.<br />
Pur pensando che anche le molestie &#8211; lievi o gravi &#8211; siano una violenza mi piacerebbe si distinguesse meglio nei ragionamenti tra la molestia e la violenza fisica o psicologica domestica e no. Perché, impressione strettamente personale e di profana, altrimenti non si capisce più niente e diventa tutto un unico minestrone -)</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Gianna		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/some-kind-of-trouble-some-kind-of-fight/comment-page-1/#comment-123929</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 13:56:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Segnalo questo
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2011/11/27/un-femminismo-a-puntate/#more-13789
Mi sembra pertinente a molte cose dette qui e che si continuano a dire - puff - altrove.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo questo<br />
<a href="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2011/11/27/un-femminismo-a-puntate/#more-13789" rel="nofollow ugc">http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2011/11/27/un-femminismo-a-puntate/#more-13789</a><br />
Mi sembra pertinente a molte cose dette qui e che si continuano a dire &#8211; puff &#8211; altrove.</p>
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		<title>
		Di: Bianca		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/some-kind-of-trouble-some-kind-of-fight/comment-page-1/#comment-123928</link>

		<dc:creator><![CDATA[Bianca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 12:59:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono una delle ragazze che venerdì sera ha assistito all&#039;interessantissima discussione su Donne e Media alla Sapienza e sono venuta a visitare il blog. Volevo ringraziare per i contributi e anche per le liti, che comunque aprono prospettive a chi si vuole informare. Signora Lipperini, è questo che conta: il resto, comprese le donne che purtroppo cercano di gettare discredito sulle altre donne (ne so qualcosa) per invidia e disagio, conta poco. Grazie a tutte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono una delle ragazze che venerdì sera ha assistito all&#8217;interessantissima discussione su Donne e Media alla Sapienza e sono venuta a visitare il blog. Volevo ringraziare per i contributi e anche per le liti, che comunque aprono prospettive a chi si vuole informare. Signora Lipperini, è questo che conta: il resto, comprese le donne che purtroppo cercano di gettare discredito sulle altre donne (ne so qualcosa) per invidia e disagio, conta poco. Grazie a tutte.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/some-kind-of-trouble-some-kind-of-fight/comment-page-1/#comment-123927</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 12:37:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sento di dovere delle scuse più altro agli altri commentatori o anche solo lettori. Perchè questo tipo di discussioni avvitate sono proprio un po&#039; come lo spam, occupano il tavolo e allontanano gli altri, e alla fine di tutto si parla che del topic, potevo evitare  e riprendere l&#039;argomento, e magari proprio sull&#039;argomento io e ambra avremmo potuto confrontarci. E&#039; una cosa che mi sono trovata a criticare spesso per altro in questo blog - cercherò di tornare a stare attenta. Magari placate le acque con Ambra ci saranno altre occasioni di scambiare punti di vista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sento di dovere delle scuse più altro agli altri commentatori o anche solo lettori. Perchè questo tipo di discussioni avvitate sono proprio un po&#8217; come lo spam, occupano il tavolo e allontanano gli altri, e alla fine di tutto si parla che del topic, potevo evitare  e riprendere l&#8217;argomento, e magari proprio sull&#8217;argomento io e ambra avremmo potuto confrontarci. E&#8217; una cosa che mi sono trovata a criticare spesso per altro in questo blog &#8211; cercherò di tornare a stare attenta. Magari placate le acque con Ambra ci saranno altre occasioni di scambiare punti di vista.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gianna		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/some-kind-of-trouble-some-kind-of-fight/comment-page-1/#comment-123926</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 12:04:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gli spazi di libertà vanno sempre salvaguardati. Anche io ho provato disagio a leggere gli ultimi commenti. Anche perchè è vero, c&#039;è chi non aspetta altro, per frustrazione o malignità o perchè sta fuori di testa, di sparare sulle altre donne. Magari risparmia i soldi dello psicologo (scusate, non volevo riaprire la discussione in questo senso) ma è molto più deleterio per la collettività e la causa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli spazi di libertà vanno sempre salvaguardati. Anche io ho provato disagio a leggere gli ultimi commenti. Anche perchè è vero, c&#8217;è chi non aspetta altro, per frustrazione o malignità o perchè sta fuori di testa, di sparare sulle altre donne. Magari risparmia i soldi dello psicologo (scusate, non volevo riaprire la discussione in questo senso) ma è molto più deleterio per la collettività e la causa.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/some-kind-of-trouble-some-kind-of-fight/comment-page-1/#comment-123925</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 11:25:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4905#comment-123925</guid>

					<description><![CDATA[Dovreste scusarvi tra voi. Io non sono la maestrina dalla penna rossa. Sono semplicemente una persona che offre questo spazio alla discussione, ogni giorno: che non ha bisogno, peraltro, di un blog come vetrina o come contenitore promozionale. Ma che crede nel confronto, che è sempre utile, a differenza del branco che rumina insulti in capannello.
Il commentarium appartiene a voi, non a me.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dovreste scusarvi tra voi. Io non sono la maestrina dalla penna rossa. Sono semplicemente una persona che offre questo spazio alla discussione, ogni giorno: che non ha bisogno, peraltro, di un blog come vetrina o come contenitore promozionale. Ma che crede nel confronto, che è sempre utile, a differenza del branco che rumina insulti in capannello.<br />
Il commentarium appartiene a voi, non a me.</p>
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