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	Commenti a: SOMETIMES THEY COME BACK	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Pippi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 13:02:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buongiorno a tutti.
I miei hanno fatto di me una parziale &quot;disadattata&quot;.
 Per dirne una, a casa mia Barbie non era la benvenuta, nè potevo iscrivermi al suo fanclub: le mie amichette ricevevano il giornalino con allegati i gadjet (rosa e luccicanti ovviamente), e a casa loro si giocava con barbies di ogni nazionalità dotate di cavalli, guardaroba da urlo, auto, casa con piscina e fidanzato.
 Non mi era permesso accendere la tv: potevo seguire solo un paio di cartoni animati e sempre sotto la supervisione di qualcuno. A scuola (le elementari) compagne e compagni chiaccheravano di telefilm come College o I ragazzi della terza C.. Eppure non mi è mancata la compagnia, perchè gli altri bambini si stupivano si, del fatto che non vedessi la tv, ma un minuto dopo si era fuori a rincorrersi o fare palle di fango. A volte si ragiona in termini da adulti sui bambini.
   Ho sofferto della mancata condivisione di alcuni interessi? Certo. Mi sono sentita un&#039;aliena? Spesse volte. Ho pianto, fatto un mare di capricci, gridato all&#039;ingiustizia; ho anche minacciato di accoltellarmi perchè non volevano comprarmi i vestiti alla moda per il campeggio (che sciocchina)! La reazione dei miei? Una risata e l&#039;invito a farlo, come tutte le volte che pianificavo le mie fughe di casa alla ricerca dei miei VERI genitori -quelli tanto condiscendenti che meritavo nella mie fantasia -ben consapevoli che di li&#039; a cinque minuti mi sarei distratta in qualche altra occupazione.
  Oggi voglio RINGRAZIARLI di avermi dato altri stimoli, di avermi fatto accostare alla lettura sin da piccolissima, di avermi insegnato a usare il cervello, la fantasia e non aver paura di essere diversa.
 Non avrò timore di rendere i miei figli dei &quot;disadattati&quot;, se adattati significa piccoli citrulli bardati a festa con la mente assopita.
My penny.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno a tutti.<br />
I miei hanno fatto di me una parziale &#8220;disadattata&#8221;.<br />
 Per dirne una, a casa mia Barbie non era la benvenuta, nè potevo iscrivermi al suo fanclub: le mie amichette ricevevano il giornalino con allegati i gadjet (rosa e luccicanti ovviamente), e a casa loro si giocava con barbies di ogni nazionalità dotate di cavalli, guardaroba da urlo, auto, casa con piscina e fidanzato.<br />
 Non mi era permesso accendere la tv: potevo seguire solo un paio di cartoni animati e sempre sotto la supervisione di qualcuno. A scuola (le elementari) compagne e compagni chiaccheravano di telefilm come College o I ragazzi della terza C.. Eppure non mi è mancata la compagnia, perchè gli altri bambini si stupivano si, del fatto che non vedessi la tv, ma un minuto dopo si era fuori a rincorrersi o fare palle di fango. A volte si ragiona in termini da adulti sui bambini.<br />
   Ho sofferto della mancata condivisione di alcuni interessi? Certo. Mi sono sentita un&#8217;aliena? Spesse volte. Ho pianto, fatto un mare di capricci, gridato all&#8217;ingiustizia; ho anche minacciato di accoltellarmi perchè non volevano comprarmi i vestiti alla moda per il campeggio (che sciocchina)! La reazione dei miei? Una risata e l&#8217;invito a farlo, come tutte le volte che pianificavo le mie fughe di casa alla ricerca dei miei VERI genitori -quelli tanto condiscendenti che meritavo nella mie fantasia -ben consapevoli che di li&#8217; a cinque minuti mi sarei distratta in qualche altra occupazione.<br />
  Oggi voglio RINGRAZIARLI di avermi dato altri stimoli, di avermi fatto accostare alla lettura sin da piccolissima, di avermi insegnato a usare il cervello, la fantasia e non aver paura di essere diversa.<br />
 Non avrò timore di rendere i miei figli dei &#8220;disadattati&#8221;, se adattati significa piccoli citrulli bardati a festa con la mente assopita.<br />
My penny.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Marco B.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sometimes-they-come-back-2/comment-page-2/#comment-118814</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 00:51:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In realtà le Winx sono un apprezzabile byproduct dei giochi di ruolo giapponesi: l&#039;idea del team di eroi è vecchia quanto il Signore degli Anelli ma è interpretata in quel modo esteriore, spettacolare e basato su evoluzione di attacchi, mosse segrete, magie sempre più potenti proprio a partire dalla serie Final Fantasy, a cui Winx ammicca abbondantemente, specie al numero 8. Poi, certo, correva parallela con cartoni come Yu degli Spettri, Sailor Moon e oggi Naruto, One Piece, ecc. A parte notare come il tema e l&#039;ambientazione siano decisamente più adatti agli adolescenti, come già i modelli giapponesi di partenza, ci tengo a precisare che i suddetti giochi e anime non disdegnino di dare allo spettatore begli esempi d&#039;umanità, interrogativi e temi interessanti e ovviamente un senso di grandezza, di valore dell&#039;impegno, del sogno, ecc. senza i quali qualunque epica, anche quella più pop, mancherebbe di sostanza perchè abdicherebbe dal suo ruolo: dare un senso alto agli avvenimenti spesso accidentali dell&#039;uomo. Ma Winx lo fa solo in modo superficiale, ricorrendo a trame epiche per lo più di facciata. Ogni tanto in effetti sembra che, persino nella graduale importanza che il privato si è guadagnato anche nelle rappresentazione di cavalieri in armatura e supereroi, qui davvero tutto reggerebbe persino senza il mitico mondo da salvare e fra una festa scolastica e l&#039;altra, una quotidianità e l&#039;altra (cosa che già accadeva in Final Fantasy VIII, secondo me vero stampino del prodotto per quanto non così noto come le Sailor il che è la sua particolarità ma anche il limite che lo rende antiepico e abbastanza terra-terra.) Che questo ripiegamento nel piccolo giardinetto di ciascuno sia anch&#039;esso tristemente italiano? Che preluda addirittura al nichilismo? Non è detto ma potrebbe essere, specie se la stilosità delle nostre eroine predominerà su tutto. Il motto poi è agghiacciante: la società vissuta in modo individualista, il servizio pubblico inteso come successo personale, ovvero come sabotare una qualunque etica in una qualunque comunità che si pensi ancora come tale.  Per intenderci, lontano persino dalla logica di &quot;comunità limitata&quot; che avrebbe espresso un semplice inno all&#039;amicizia o all&#039;amore per la propria classe/scuola/villaggio/castello fatato/chipiunehapiùnemetta. Bastava anche, insomma, il vecchio &quot;uno per tutti e tutti per uno&quot;, cento volte declinato anche dagli omologhi giapponesi recenti. Ma neanche quello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In realtà le Winx sono un apprezzabile byproduct dei giochi di ruolo giapponesi: l&#8217;idea del team di eroi è vecchia quanto il Signore degli Anelli ma è interpretata in quel modo esteriore, spettacolare e basato su evoluzione di attacchi, mosse segrete, magie sempre più potenti proprio a partire dalla serie Final Fantasy, a cui Winx ammicca abbondantemente, specie al numero 8. Poi, certo, correva parallela con cartoni come Yu degli Spettri, Sailor Moon e oggi Naruto, One Piece, ecc. A parte notare come il tema e l&#8217;ambientazione siano decisamente più adatti agli adolescenti, come già i modelli giapponesi di partenza, ci tengo a precisare che i suddetti giochi e anime non disdegnino di dare allo spettatore begli esempi d&#8217;umanità, interrogativi e temi interessanti e ovviamente un senso di grandezza, di valore dell&#8217;impegno, del sogno, ecc. senza i quali qualunque epica, anche quella più pop, mancherebbe di sostanza perchè abdicherebbe dal suo ruolo: dare un senso alto agli avvenimenti spesso accidentali dell&#8217;uomo. Ma Winx lo fa solo in modo superficiale, ricorrendo a trame epiche per lo più di facciata. Ogni tanto in effetti sembra che, persino nella graduale importanza che il privato si è guadagnato anche nelle rappresentazione di cavalieri in armatura e supereroi, qui davvero tutto reggerebbe persino senza il mitico mondo da salvare e fra una festa scolastica e l&#8217;altra, una quotidianità e l&#8217;altra (cosa che già accadeva in Final Fantasy VIII, secondo me vero stampino del prodotto per quanto non così noto come le Sailor il che è la sua particolarità ma anche il limite che lo rende antiepico e abbastanza terra-terra.) Che questo ripiegamento nel piccolo giardinetto di ciascuno sia anch&#8217;esso tristemente italiano? Che preluda addirittura al nichilismo? Non è detto ma potrebbe essere, specie se la stilosità delle nostre eroine predominerà su tutto. Il motto poi è agghiacciante: la società vissuta in modo individualista, il servizio pubblico inteso come successo personale, ovvero come sabotare una qualunque etica in una qualunque comunità che si pensi ancora come tale.  Per intenderci, lontano persino dalla logica di &#8220;comunità limitata&#8221; che avrebbe espresso un semplice inno all&#8217;amicizia o all&#8217;amore per la propria classe/scuola/villaggio/castello fatato/chipiunehapiùnemetta. Bastava anche, insomma, il vecchio &#8220;uno per tutti e tutti per uno&#8221;, cento volte declinato anche dagli omologhi giapponesi recenti. Ma neanche quello.</p>
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		Di: Melmoth		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sometimes-they-come-back-2/comment-page-2/#comment-118813</link>

		<dc:creator><![CDATA[Melmoth]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 21:15:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;articolo mi sembra apparentemente equilibrato, ma anche un po&#039; ambiguo nel finale e troppo morbido nel complesso, visto le posizioni pregresse. Ma forse sono io che lo leggo così, poichè per puro caso conosco parecchie persone che ci hanno lavorato, per codesto Straffi. E forse mi preme in gola la stizza di sapere che quel &#039;benefattore&#039; che sbarca in America non è che uno dei tanti sfruttatori industriali che si prende il merito di dozzine di figure professionali che sfrutta e sottopaga con la perfetta sicumera del padròn. Che poi questo atteggiamento si concretizzi in un &quot;prodotto&quot;, furbo e manipolatore come erano le barbie, fa solo più paura. Ma da quel contesto, e da quel genere di personaggi, che cosa ci si potrebbe aspettare?
M.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo mi sembra apparentemente equilibrato, ma anche un po&#8217; ambiguo nel finale e troppo morbido nel complesso, visto le posizioni pregresse. Ma forse sono io che lo leggo così, poichè per puro caso conosco parecchie persone che ci hanno lavorato, per codesto Straffi. E forse mi preme in gola la stizza di sapere che quel &#8216;benefattore&#8217; che sbarca in America non è che uno dei tanti sfruttatori industriali che si prende il merito di dozzine di figure professionali che sfrutta e sottopaga con la perfetta sicumera del padròn. Che poi questo atteggiamento si concretizzi in un &#8220;prodotto&#8221;, furbo e manipolatore come erano le barbie, fa solo più paura. Ma da quel contesto, e da quel genere di personaggi, che cosa ci si potrebbe aspettare?<br />
M.</p>
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		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sometimes-they-come-back-2/comment-page-2/#comment-118812</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 07:53:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uolter - avvertimi quando somministri le onde del destino o Dogville a un bambino di 5 anni che chiamo er telefono azzurro:)
Per il resto - la salubrità dell&#039;articolo di Loredana per me sta nell&#039;infilare senso critico nei genitori - che porranno così degli argini che lo filtreranno nei figli, che ne so anche usando il demonio mercantile per utili negoziazioni (poche winx e conquistate carillo) ma anche per lavorare sulle proposte del mercato. Tutti qui pensiamo che il destinatario sia il genitore - ma il problema è anche un mercato che non riesce a creare nuovi bisogni un tantino più creativi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uolter &#8211; avvertimi quando somministri le onde del destino o Dogville a un bambino di 5 anni che chiamo er telefono azzurro:)<br />
Per il resto &#8211; la salubrità dell&#8217;articolo di Loredana per me sta nell&#8217;infilare senso critico nei genitori &#8211; che porranno così degli argini che lo filtreranno nei figli, che ne so anche usando il demonio mercantile per utili negoziazioni (poche winx e conquistate carillo) ma anche per lavorare sulle proposte del mercato. Tutti qui pensiamo che il destinatario sia il genitore &#8211; ma il problema è anche un mercato che non riesce a creare nuovi bisogni un tantino più creativi.</p>
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		Di: iku88		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sometimes-they-come-back-2/comment-page-2/#comment-118811</link>

		<dc:creator><![CDATA[iku88]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 22:11:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...ma al di là del soggettivo impatto che le Winx possono avere su una bambina (e dire che sia solo una fase e che non lasci impronta sul giudizio e sulla percezione di bellezza mi sembra un po&#039; riduttivo), è mai possibile che questi veicoli di vendita debbano avere queste forme, queste mosse, questa caratterizzazione minima? Le Winx hanno 20 anni, e non so voi ma io credo siano fin troppo distanti da chi le guarda.
C&#039;è bisogno di proiettare le bambine così avanti? C&#039;è proprio bisogno di dare loro modelli di bellezza irrealizzabile, ragazze che hanno più del doppio dei loro anni? E&#039; proprio necessario inculcare la moda e il fashion nelle loro anime fin dalla più tenera età?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;ma al di là del soggettivo impatto che le Winx possono avere su una bambina (e dire che sia solo una fase e che non lasci impronta sul giudizio e sulla percezione di bellezza mi sembra un po&#8217; riduttivo), è mai possibile che questi veicoli di vendita debbano avere queste forme, queste mosse, questa caratterizzazione minima? Le Winx hanno 20 anni, e non so voi ma io credo siano fin troppo distanti da chi le guarda.<br />
C&#8217;è bisogno di proiettare le bambine così avanti? C&#8217;è proprio bisogno di dare loro modelli di bellezza irrealizzabile, ragazze che hanno più del doppio dei loro anni? E&#8217; proprio necessario inculcare la moda e il fashion nelle loro anime fin dalla più tenera età?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: 'povna		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sometimes-they-come-back-2/comment-page-2/#comment-118810</link>

		<dc:creator><![CDATA['povna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 20:03:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il significato delle Winx si riassume in una frase pronunciata da una amichetta di Le Hero (4 anni) mentre mi spiegava il loro mondo: &quot;I bambini giocano coi Gormiti, le bambine sono le Winx&quot;. E a me ha molto consolato, perché, al di là di tutto, mi ricorda una cosa vecchia come il mondo, che abbiamo fatto tutti, e si chiama &quot;make-believe&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il significato delle Winx si riassume in una frase pronunciata da una amichetta di Le Hero (4 anni) mentre mi spiegava il loro mondo: &#8220;I bambini giocano coi Gormiti, le bambine sono le Winx&#8221;. E a me ha molto consolato, perché, al di là di tutto, mi ricorda una cosa vecchia come il mondo, che abbiamo fatto tutti, e si chiama &#8220;make-believe&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: domusorea		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sometimes-they-come-back-2/comment-page-2/#comment-118809</link>

		<dc:creator><![CDATA[domusorea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 16:41:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mamma di un bambino di prima elem, mi ferma alla fine del post-scuola per chiedermi se il figlio si comporta meglio a scuola: sa l&#039;ho minacciato dicendo che lo mando in collegio (pensavo non esistessero più queste intimidazioni alla Candy-Candy) sono stanca di farmi riprendere da tutti. Alla riunione un papà mi ha detto che mi denuncia se mio figlio tocca ancora una volta sua figlia.. ma cosa devo fare io, lo so che è vivace ma non è cattivo... capisce mi ha proprio minacciato dicendo che se la scuola non risolve il problema lo risolve lui personalmente. tranquillizzo la madre e rifletto: il bambino in questione non è un bambino aggressivo è solo un pò vivace, essendo più grande di corporatura rispetto ai suoi coetanei se ti da per giocare una spintarella ti sposta per un paio di metri. La bambina che è stata &quot;minacciata&quot; più volte è una bambina sua coetanea che se per sbaglio gli tiri un graffio piange due settimane. lui viene a scuola per giocare, correre, sporcarsi di terra, lei viene a scuola con minigonna e scarpetta lucida. Lui gioca con bambini/e vivaci come lui, lei sempre con bambine di 4 anni più grandi. Questo solo per dire che è vero: essere madri di maschi a volte non è per niente facile!
fate Vobis!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mamma di un bambino di prima elem, mi ferma alla fine del post-scuola per chiedermi se il figlio si comporta meglio a scuola: sa l&#8217;ho minacciato dicendo che lo mando in collegio (pensavo non esistessero più queste intimidazioni alla Candy-Candy) sono stanca di farmi riprendere da tutti. Alla riunione un papà mi ha detto che mi denuncia se mio figlio tocca ancora una volta sua figlia.. ma cosa devo fare io, lo so che è vivace ma non è cattivo&#8230; capisce mi ha proprio minacciato dicendo che se la scuola non risolve il problema lo risolve lui personalmente. tranquillizzo la madre e rifletto: il bambino in questione non è un bambino aggressivo è solo un pò vivace, essendo più grande di corporatura rispetto ai suoi coetanei se ti da per giocare una spintarella ti sposta per un paio di metri. La bambina che è stata &#8220;minacciata&#8221; più volte è una bambina sua coetanea che se per sbaglio gli tiri un graffio piange due settimane. lui viene a scuola per giocare, correre, sporcarsi di terra, lei viene a scuola con minigonna e scarpetta lucida. Lui gioca con bambini/e vivaci come lui, lei sempre con bambine di 4 anni più grandi. Questo solo per dire che è vero: essere madri di maschi a volte non è per niente facile!<br />
fate Vobis!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sometimes-they-come-back-2/comment-page-2/#comment-118808</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 14:33:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Zauberei
Ciccio, anche se hai cinque anni famo finta che ne hai venticinque, ragioniamo democraticamente, confrontiamoci, che se magna stasera, Von Triers ce lo vediamo insieme? E le partite daa Roma?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Zauberei<br />
Ciccio, anche se hai cinque anni famo finta che ne hai venticinque, ragioniamo democraticamente, confrontiamoci, che se magna stasera, Von Triers ce lo vediamo insieme? E le partite daa Roma?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ilaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sometimes-they-come-back-2/comment-page-2/#comment-118807</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 14:01:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@paola signorino e Paola Di Giulio Non rinnego nulla nell&#039;aver insegnato e nel continuare a cercare di trasmettere, anche con l&#039;esempio dei genitori, oltre che con il dialogo, l&#039;indipendenza di pensiero e il lavoro di essere cittadini a figlio e figlie. Certo abbiamo sofferto, come quando, appena arrivati in Italia in terza elementare, nostro figlio è stato fatto oggetto di atti di bullismo perché si è rifiutato di farsi &#039;integrare&#039; prendendo a calci in pancia le bambine che andavano in bagno (in una &quot;buona&quot; scuola). Naturalmente non si è creata un&#039;alleanza degli altri bambini con lui, e il maestro, quando gli ho spiegato che il bambino non prendeva bene che gli si dicesse &quot;Yankee tornatene a casa&quot;, mi ha risposto che l&#039;America è un posto bellissimo, non c&#039;era da offendersi. Dopo una spiegazione sul fatto che non lo trovavo diverso dal dirgli di tornarsene in qualunque altro paese dal quale potesse provenire, abbiamo cambiato scuola, ma potrei raccontare tante storie sull&#039;essere minoranza e averne coraggio, della bellezza ma anche della difficoltà di quel coraggio. Oggi lo vedo forte, sicuro, intelligente e tiro un respiro di sollievo, perché molte volte ho temuto che la solitudine lo schiacciasse. Nel suo caso, la mancanza dell&#039;omeopatia del crescere in Italia, in mezzo agli stimoli anche negativi che influenzano molti altri, credo possa addirittura essere stato un punto di debolezza. Le figlie stanno facendo meno fatica di quella che ho visto fare a lui.
Preciso: tutto questo non per dire viva le Winx, per carità, ma per dire che il male che certi modelli fanno alla società in cui viviamo è bene che sia effettivamente conosciuto. In qualche modo, credo davvero che aiuti a difendersene. Chiaro, se ci si deve vivere in mezzo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@paola signorino e Paola Di Giulio Non rinnego nulla nell&#8217;aver insegnato e nel continuare a cercare di trasmettere, anche con l&#8217;esempio dei genitori, oltre che con il dialogo, l&#8217;indipendenza di pensiero e il lavoro di essere cittadini a figlio e figlie. Certo abbiamo sofferto, come quando, appena arrivati in Italia in terza elementare, nostro figlio è stato fatto oggetto di atti di bullismo perché si è rifiutato di farsi &#8216;integrare&#8217; prendendo a calci in pancia le bambine che andavano in bagno (in una &#8220;buona&#8221; scuola). Naturalmente non si è creata un&#8217;alleanza degli altri bambini con lui, e il maestro, quando gli ho spiegato che il bambino non prendeva bene che gli si dicesse &#8220;Yankee tornatene a casa&#8221;, mi ha risposto che l&#8217;America è un posto bellissimo, non c&#8217;era da offendersi. Dopo una spiegazione sul fatto che non lo trovavo diverso dal dirgli di tornarsene in qualunque altro paese dal quale potesse provenire, abbiamo cambiato scuola, ma potrei raccontare tante storie sull&#8217;essere minoranza e averne coraggio, della bellezza ma anche della difficoltà di quel coraggio. Oggi lo vedo forte, sicuro, intelligente e tiro un respiro di sollievo, perché molte volte ho temuto che la solitudine lo schiacciasse. Nel suo caso, la mancanza dell&#8217;omeopatia del crescere in Italia, in mezzo agli stimoli anche negativi che influenzano molti altri, credo possa addirittura essere stato un punto di debolezza. Le figlie stanno facendo meno fatica di quella che ho visto fare a lui.<br />
Preciso: tutto questo non per dire viva le Winx, per carità, ma per dire che il male che certi modelli fanno alla società in cui viviamo è bene che sia effettivamente conosciuto. In qualche modo, credo davvero che aiuti a difendersene. Chiaro, se ci si deve vivere in mezzo.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Paola Di Giulio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sometimes-they-come-back-2/comment-page-2/#comment-118806</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paola Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 13:26:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Zaub, ah, bello quando dici: &#039;...Tu come me devi essere&#039;. Appunto.
Forse inevitabile, ovvio, e infatti molti bambini sono o diventano quel che sono i genitori! Nel profondo però, non quello che vorrebbero, si illudono, credono di essere i genitori.
Insomma, la reazione di ElenaElle verso l&#039;overdose di tv, del tutto personale, se non trasportata in pedagogia, è quello che fanno in molti. Non vorrei però che si credesse che il messaggio è &#039;ritengo la tv diseducativa&#039;, perchè invece forse il messaggio è (anche) &#039;posso, e quindi ti impongo quello in cui credo io&#039;. Basta saperlo.
@paola signorino, hai ragione, anche binaghi ha ragione. Non so quanto sia giusto preoccuparsi dell&#039;esclusione e della diversità: spesso la forza viene dal fatto che semplicemente non si può essere diversi da quel che si è, da quel che ci è stato trasmesso. Almeno se ci sono stati dati anche gli strumenti per metabolizzarlo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Zaub, ah, bello quando dici: &#8216;&#8230;Tu come me devi essere&#8217;. Appunto.<br />
Forse inevitabile, ovvio, e infatti molti bambini sono o diventano quel che sono i genitori! Nel profondo però, non quello che vorrebbero, si illudono, credono di essere i genitori.<br />
Insomma, la reazione di ElenaElle verso l&#8217;overdose di tv, del tutto personale, se non trasportata in pedagogia, è quello che fanno in molti. Non vorrei però che si credesse che il messaggio è &#8216;ritengo la tv diseducativa&#8217;, perchè invece forse il messaggio è (anche) &#8216;posso, e quindi ti impongo quello in cui credo io&#8217;. Basta saperlo.<br />
@paola signorino, hai ragione, anche binaghi ha ragione. Non so quanto sia giusto preoccuparsi dell&#8217;esclusione e della diversità: spesso la forza viene dal fatto che semplicemente non si può essere diversi da quel che si è, da quel che ci è stato trasmesso. Almeno se ci sono stati dati anche gli strumenti per metabolizzarlo!</p>
]]></content:encoded>
		
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</rss>
